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Il mondo delle autonomie locali, a causa della pandemia Covid-19, ha preso maggiore consapevolezza del proprio ruolo, avendo dovuto le città e le regioni affrontare sul campo, e molto spesso senza aiuti, una emergenza improvvisa, costringendoli così a fornire risposte immediate alla cittadinanza, in un mondo oltretutto che si è scoperto vulnerabile. La pandemia ha fatto emergere molte contraddizioni sociali alle quali hanno dovuto mettere una pezza proprio i terrori. Se l’Italia sta superando la crisi pandemica lo dobbiamo innanzitutto all’impegno degli enti locali, ha sottolineato qualche giorno fa il Presidente AICCRE e CCRE/CEMR Stefano Bonaccini. Attenuata l’emergenza, ora trovano spazio le riflessioni dei rappresentanti degli enti locali per delineare il mondo che verrà. Come è stata affrontata la pandemia dagli enti locali e regionali? Cosa ci ha insegnato la pandemia? Quali cambiamenti strategici suggerisce per il futuro?

Frasi e concetti ricorrenti hanno attraversato il webinar dell’AICCRE, segno non solo di assoluta concordanza di idee e prospettive ma anche e soprattutto marcatori di una strategia univoca del mondo delle autonomie locali, che mai come in questo periodo appare compatta e con le idee chiare.



Nessuno si salva da solo, e quindi occorre accentuare la cooperazione internazionale tra i territori, ma, reclamano gli enti locali, le legislazioni nazionali ed europee dovrebbero riconoscerne il ruolo come soggetti attivi e non solo come attuatori. Agenda 2030 è la bussola, in quanto fornisce risposte su tutti i temi e lo fa con quella globalità che oggi più che mai è indispensabile, in un mondo sempre più interconnesso ed attraversato dagli stessi problemi, quali, per esempio, povertà, salute pubblica, climate change, sostenibilità, pari opportunità etc.

La necessità di un dialogo multilivello che coinvolga territori, governi, Unione Europea ed organizzazioni mondiali come l’ONU e ripensare a nuovi modelli di governance.

L’opportunità che offre la crisi della pandemia per nuovi modelli di crescita sostenibile. Tutti temi affrontati e ribaditi nel corso del webinar.

E’ cruciale, ha sottolineato in apertura Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, “che le città del mondo possano intraprendere direttamente attività di scambio e di apprendimento reciproco. La fragilità del nostro sistema, le diseguaglianze nel mondo, le vulnerabilità sociali richiedono necessariamente l’ interdipendenza tra i governi ed i Paesi del mondo”. All’AICCRE va riconosciuto il grande merito di aver puntato da anni sulla sensibilizzazione di Agenda2030 presso i nostri enti locali, con corsi di formazione sul territorio e convegni internazionali svoltisi in Italia.

“Le priorità dei territori sono cambiate alla luce della pandemia da Covid-19, ma guai a toccare quello che indica l’Agenda 2030 dell’ONU e cioè la sostenibilità. Se, infatti, non investiamo nella crescita sostenibile in tutto il mondo, rischiamo di giocarci il nostro bene più prezioso: il Pianeta Terra”, ha affermato Stefano Bonaccini, che sul dialogo multilivello ha portato l’esempio della sua Regione, l’Emilia Romagna dove “abbiamo creato una cabina di regia per condividere le decisioni non solo con il Governo, ma con i presidenti di Provincia ed i sindaci dei capoluoghi. Insomma, da soli non se ne esce e su questo tema insisteremo come AICCRE, CEMR ed UCLG. La pandemia, ricordiamolo, ha colpito tutti i Paesi del mondo, non facendo distinzioni di razza o economiche”.

Emilia Saiz, Segretario generale dell’UCLG, ha sottolineato il ruolo “d’avanguardia delle autonomie locali per quanto riguarda le individuazione delle priorità”. Essenziale è stata l’attività delle reti internazionali dei poteri territoriali “che hanno creato spazi sia per lo scambio di esperienze che soprattutto di apprendimento”. Per la dirigente dell’UCLG “locale e globale vanno di pari passo ed anche per questo è importante l’Agenda 2030 che contempla entrambe le dimensioni”.

Frederic Vallier, Segretario generale del CCRE/CEMR, ha rimarcato come la pandemia è stata meglio affrontata non nei paesi centralizzati, ma in quelli dove gli enti locali recitano un ruolo politico importante. Il CCRE/CEMR sta lavorando con la Commissione europea per aiutare gli enti locali nella crisi economica che stanno attraversando e affinché i piani di rilancio prevedano modelli di sviluppo sostenibile e rispondano ai bisogni dei territori.



Una esperienza concreta e sicuramente paradigmatica è stata esposta da Pilar Diaz, Vice Consigliere per le relazioni internazionali del Consiglio provinciale di Barcellona, Sindaco di Esplugues de Llobregat e Rappresentante dell’Osservatorio per la Cooperazione decentrata. “La Provincia di Barcellona destina il 7% del budget alla cooperazione decentralizzata. Con Montevideo abbiamo creato un Osservatorio sulla cooperazione con la priorità di analizzare e rafforzare quindi i processi di decentralizzazione per seguire gli sviluppi di Agenda 2030”. L’Alleanza Europa-America latina ha il chiaro scopo di uno “sviluppo ulteriore” che riduca, tra l’ altro, le disparità sociali, tecnologiche e agisca contro il climate change”.

Il webinar ha fatto emergere, nel corso della sessione dedicata alle esperienze dei sindaci durante l’emergenza covid-19, alcune costanti, e cioè la capacità da parte dei territori di fornire risposte anche quando quelle dei governi arrivano in ritardo. La spinta dal basso e “naturale” a cooperare con altri comuni anche quando non vi è una regia di alto livello. Per esempio, Pietro Puccio, sindaco di capaci e portavoce CCRE/CEMR sui migranti, ha denunciato il ritardo delle Regione Sicilia e del Governo, ma ha sottolineato come questo vuoto sia stato colmato da “una straordinaria solidarietà sia tra i cittadini che tra comuni siciliani e non solo”. Così come Andreas Wolter, sindaco di Colonia, ha rimarcato la collaborazione durante la pandemia con le città gemellate e con il comune di Bergamo. Colonia sì è spinta anche fuori dai confini europei, fornendo aiuti alimentari e sanitari al Perù. “con le reti di enti locali peruviane abbiamo organizzato aiuti agli abitanti dell’Amazzonia”.



Un altro tema sul quale hanno concordato tutti è stato sollevato da Puccio, che ha messo in rilievo nel suo intervento “l’abbandono politico e pratico dei migranti, causato dalle leggi sulla sicurezza” e la coniugazione tra città inclusive e sicurezza. Più c’è accoglienza meno esistono tensioni sociali. La pandemia, oltretutto, ha fatto emergere in evidenza la fragilità del nostro sistema e con questo si spiega la difficoltà a raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030. Basti pensare che nel sud dell’Italia il 50% delle famiglie non possiede un PC e le reti sono insufficienti. Questa clamorosa carenza ha influenzato ed influisce in negativo, in questo periodo di lezioni a distanza, lo stesso diritto allo studio (ob. 4).

Le emergenze sono purtroppo cicliche ed occorre ripensare ai nostri territori. Dalla crisi pandemica sono emerse in maniera evidente le diseguaglianze, ha ribadito Massimo Seri, Sindaco di Fano. L’AICCRE deve continuare a sensibilizzare gli enti locali su Agenda2030, che deve essere il perno delle nostre politiche. “Tutte le grandi strategie, se non trovano il coinvolgimento pratico ed attivo degli enti territoriali, non raggiungono i loro obiettivi”. La crisi della pandemia può essere una grande opportunità per “sperimentare nuovi percorsi grazie anche ad una alleanza tra i territori”.

Sulla maggiore importanza dopo la pandemia che ha assunto l’obiettivo 11 di Agenda 2030 (città e comunità sostenibili) si è soffermata Annalisa Palozzo, vicesindaco del comune di Ceppagatti e portavoce CCRE/CEMR sulle politiche giovanili. “soprattutto i ragazzi hanno bisogno di spazi naturali condivisi e in sicurezza”.

La terza sessione dei lavori (Quali cambiamenti strategici nelle politiche locali devono essere attuate velocemente per non perdere l’obiettivo dell’Agenda 2030 e degli SDGs?) è stata aperta da Ilaria Bugetti, consigliere regionale della Toscana e portavoce CCRE/CEMR sullo sviluppo territoriale. La Bugetti ha messo in rilievo le difficoltà finanziare degli enti territoriali e della popolazione. Prioritari dopo la pandemia gli SDGs legati alla lotta contro la povertà e per un lavoro dignitoso (obb 1 e 8), alla salute pubblica (ob 3) e alla salute climatica (ob13).



“L’urgenza covid-19 non sia la scusa per non seguire le tematiche importanti come il clima”, ha ammonito Belinda Gottardi, Sindaco di Castel Maggiore e portavoce CCRE/CEMR sul clima. “La sfida futura sarà quella di coniugare emergenza sanitaria con quella climatica. Il Piano di ripresa si deve focalizzare sull’aspetto “Green” dello sviluppo sostenibile e mantenere le tempistiche per la decarbonizzazione. Per puntare allo sviluppo ed alla mobilità sostenibili occorreranno finanziamenti a città e regioni. Sia il Piano di rinascita che il QFP devono entrambi sostenere le sfide dei territori”.

Su Agenda 2030 ed in particolare sull’ob 5 si è soffermata anche Silvia Baraldi, consigliera comunale di Legnago e portavoce CCRE/CEMR per la gender equality. La pandemia ha messo in evidenza la fragilità di alcune categorie, come donne, ragazze e bambini. La Baraldi ha fornito un dato drammatico: nel mondo 740 milioni di donne lavorano nella cosiddetta “economia informale”. A livello locale c’è molto ancora da fare per sostenere le famiglie e garantire dignità alla sovraesposta figura femminile. L’hastag #iorestoacasa non deve diventare una condizione permanente del mondo femminile. La portavoce del CEMR ha anche denunciato episodi di omofobia avvenuti nel suo territorio e di violenza alle donne che “non devono diventare problemi di serie B”.

Accendere un faro sull’ “economia informale”, che nei Paesi in via di sviluppo è un fenomeno assai diffuso, è stato l’auspicio anche di Mohamed Sefiani, Sindaco di Chefchaouen, Marocco: queste persone hanno diritto ad assicurazioni sulle malattie e a sussidi di disoccupazione. Le città intermedie hanno un ruolo fondamentale nella cooperazione e nell’attuazione di Agenda 2030 che, anche secondo il sindaco marocchino, è fondamentale per la cooperazione internazionale tra enti locali, per condividere e preparare progetti che rispondano alla mobilità sostenibile.

Da sottolineare anche che tutti i sindaci intervenuti hanno espresso la necessità di fondi europei diretti per i territori, senza intermediazioni, al fine di utilizzarli in breve tempo e più efficacemente. L’ultima sessione, introdotta da Amandine Sabourin, Platforma Policy Officer, ha visto la partecipazione di Anna Lixi, Team Leader, DEVCO C5 – Città, autorità locali, digitalizzazione, infrastrutture e di Diana Lopez Camarazana, Specialista in partenariato, Urbanizzazione, UNDP.

” Le città sono in prima linea ed hanno ruolo chiave per la sostenibilità, ha detto la Sabourin. “Stiamo lavorando con la DG global della Commissione europea affinché sia alimentato il dialogo tra enti locali di tutto il mondo. L’idea è quella di rafforzare la cooperazione e la capacity building . Vi sono strumenti garantiti fino al 2027”.

Altri segnali positivi per il ruolo degli enti locali arriva dall’ONU. Diana Lopez ha informato che a breve sarà pubblicata una raccomandazione del Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres sul tema specifico dell’impatto del covid-19 sulle città. Un importante segnale politico per i territori. Oltretutto, UNDP e Un-Habitat stanno lavorando ad un network per una analisi delle politiche urbane e sulle strategie di sviluppo territoriale.

Anna Lixi
ha fatto un excursus sui finanziamenti della Commissione europea a favore della cooperazione tra l’UE ed i Paesi Terzi, mettendo sul piatto 15,6 bilioni di euro. Questa cifra si spiega con gli accorpamenti e ridefinizioni di precedenti linee di finanziamento.

Pur ringraziando la Commissione europea per il suo impegno a favore della cooperazione internazionale, Carla Rey, alla fine dei lavori, ha ribadito: La volontà da parte dei poteri territoriali di divenire soggetti attivi della cooperazione e non semplici attuatori; che nella prossima programmazione dei fondi europei, i poteri locali possano usufruire di fondi diretti per la cooperazione, con le associazioni nazionali che rappresentano gli enti locali pronte a seguirli in questo processo di accompagnamento.


ENGLISH VERSION




#Aiccre4cooperation


GLI INTERVENTI INTEGRALI IN ITALIANO E INGLESE


STEFANO BONACCINI

CARLA REY

EMILIA SAIZ

FREDERIC VALLIER

PILAR DIAZ

PIETRO PUCCIO

ANDREAS WOLTER

MASSIMO SERI

ANNALISA PALOZZO

ILARIA BUGETTI

BELINDA GOTTARDI

SILVIA BARALDI

MOHAMED SEFIANI

AMANDINE SABOURIN

DIANA LOPEZ

ANNA LIXI
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Quattro anni dopo la sottoscrizione di Agenda 2030 da parte di 193 Paesi dell’ONU, è più chiaro che mai che un cambiamento globale richieda un’azione locale. Un nuovo studio del CCRE/CEMR e di PLATFORMA (al quale ha contribuito anche l’AICCRE) “In che modo le associazioni governative locali e regionali danno vita agli Obiettivi di sviluppo sostenibile evidenzia come le città e le regioni stiano portando un respiro internazionale nelle realtà territoriali. Lo studio è il seguito di quello del 2018 intitolato “Obiettivi di sviluppo sostenibile – In che modo le città e le regioni d’Europa stanno assumendo la guida”. Le associazioni degli enti locali e regionali svolgono un ruolo sempre più importante nella localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs): la loro vicinanza sia con i cittadini che con i diversi livelli di governo è strategica.

Le associazioni inoltre operano a livello internazionale e possono lavorare in modo costruttivo con i comuni e le regioni partner di tutto il mondo su questioni fondamentali come i piani d’azione per il clima, lo sviluppo economico, le politiche di parità di genere, le infrastrutture, l’accesso ai servizi, l’economia circolare, ecc.

Questo studio dimostra tra l’altro la necessità di una partnership multi-stakeholder (che seppur faticosamente sta iniziando a decollare) poiché diventa sempre più evidente che il raggiungimento dell’Agenda 2030 dipenda soprattutto dal coinvolgimento attivo e dal coordinamento di tutti gli attori(settore pubblico, privato e società civile).

Attraverso la cooperazione decentrata, i governi locali e regionali stanno colmando le carenze nazionali, lavorando insieme in tutto il mondo, fornendo reciprocamente capacità, risorse e know-how per far fare costanti progressi al raggiungimento di Agenda 2030.

Gli enti locali e regionali stanno inoltre utilizzando il quadro degli SDGs per migliorare e rafforzare i loro partenariati esistenti e le azioni di cooperazione allo sviluppo, assicurandosi che rimangano coerenti nelle loro parole e azioni. Lo studio contiene anche 10 raccomandazioni che hanno lo scopo di far avanzare una migliore localizzazione degli SDGs. . Per esempio si evidenzia la necessità che i governi locali e regionali, per implementare gli sforzi per il raggiungimento degli SDGs, debbano essere responsabilizzati e disporre di mezzi adeguati.
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L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione che riguarda le persone, il pianeta, la prosperità, il partenariato e la pace sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – O.S.S. – (Sustainable Development Goals, o ‘SDGs’) – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o “traguardi”.
Gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile guideranno quindi il mondo sulla strada da percorrere per i prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030, tenendo conto delle diverse realtà nazionali, delle capacità e dei livelli di sviluppo e nel rispetto delle politiche e delle priorità di ogni Stato.
Gli Obiettivi di sviluppo Sostenibile non possono essere raggiunti senza il contributo degli enti locali che ne sono gli attori chiave.
L’Italia sta già adottando una strategia nazionale relativa all’Agenda 2030 per la quale gli enti locali sono chiamati a contribuire.
In questo scenario sia nazionale che internazionale, l’AICCRE sta collaborando alla raccolta delle buone pratiche sul nostro territorio, lavoro importante in quanto viene realizzato per la prima volta in Italia. L’Agenda 2030 tocca tutte le tematiche di cui gli enti locali già si occupano: dall’ambiente, all’immigrazione, all’inclusione sociale, il clima, fino ad arrivare a tutti e 17 gli obiettivi. Non sempre gli amministratori sono a conoscenza che il lavoro che già stanno implementando rientra in alcuni di essi. L’AICCRE quindi chiede la collaborazione dei Sindaci italiani nel descrive la buona pratica realizzata nell’ottica di Obiettivo Sostenibile utilizzando la scheda che può scaricare qui.
L’AICCRE produrrà una pubblicazione dei casi raccolti per promuovere a livello internazionale gli enti locali italiani che si stanno impegnando nel raggiungimento degli obiettivi.
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Bientina
, piccolo Comune di 8300 abitanti in provincia di Pisa, ha organizzato dal luglio 2017 un progetto “Uguaglianza nella diversità” che prevede eventi a sostegno della figura femminile: rappresentazioni teatrali, concerti, mostre, ma anche impiegare le risorse per agevolare la donna nella sua veste di madre e lavoratrice. Insomma, quando l’arte incontra l’impegno politico per l’uguaglianza di genere e coinvolge tutti i settori della comunità: artisti, pittori, giovani. Lo scopo è quello di “affermare il valore della figura femminile in ogni settore del vissuto”, come si legge tra gli obiettivi del progetto. Ma anche diffondere la cultura delle pari opportunità e predisporre strumenti per la realizzazione di una buona politica di genere. Molto importante anche il coinvolgimento delle scuole e degli studenti del Comune sensibilizzati sul tema delle pari opportunità. Fonte: Le buone pratiche in Italia della Carta europea (a cura dell’AICCRE)
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VVSG, la sezione belga del CCRE, è stata presente a Bologna con Hanne Albers come relatrice alla giornata di studio organizzata dall’AICCRE e dedicata all’inclusione dell’Agenda ONU 2030 nella pianificazione strategica locale. Ed ecco che VVSG si è fatta promotrice Dal 18 al 25 settembre 2019, della “Settimana del comune sostenibile”, nella quale oltre 90 comuni fiamminghi (quasi 1 su 3) isseranno la bandiera degli SDGs nei loro municipi e metteranno in luce i loro “eroi sostenibili”, e cioè cittadini, scuole, aziende e organizzazioni che contribuiscono nel quotidiano agli obiettivi di sviluppo sostenibile. Agli “eroi” è stato dato materiale gratuito per la campagna per rendersi visibili nelle loro comunità e insieme hanno diffuso più di 48.000 opuscoli – stampati su carta crescente – sull’importante ruolo che le autorità locali devono svolgere l’Agenda 2030. Attraverso questa diffusa campagna pubblica, le autorità locali non hanno solo la possibilità di dimostrare la loro volontà di assumere un ruolo esemplare e di primo piano nell’Agenda 2030 ma anche lavorare insieme con cittadini, aziende, scuole e organizzazioni impegnate nell’area municipale. In questa edizione l’iniziativa vuole inoltre stimolare i comuni partecipanti a integrare gli SDGs nei loro nuovi piani strategici pluriennali che verranno elaborati quest’anno.
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Su Buone Notizie, il supplemento del Corriere della Sera del 3 settembre, sono state pubblicate due pagine sul primo Report dell’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile di ASviS e Urban@it, nel quale l’AICCRE ha uno spazio importante nel capitolo relativo alle buone pratiche, grazie a due iniziative che hanno sensibilizzato e coinvolto: giovani delle scuole attraverso la mobilitazione degli amministratori locali (il concorso video Fai goal sugli obiettivi); ONG, Associazionismo e società civile con gli European Days of Local Solidarity (Giorni europei della solidarietà locale).
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Il 5 e 6 settembre si è svolto a Kirkenes, in Norvegia, il NoBa meeting 2019, che ha riunito le sezioni del CCRE del nord baltico. Molti gli argomenti in discussione che hanno riguardatoo temi importanti per gli enti locali e regionali, tra i quali, gli SDGs ed Agenda 2030. Per il quinto anno consecutivo è stata invitata ai lavori anche la sezione italiana, l’AICCRE: ha partecipato Carla Rey, Segretario generale. I lavori si sono concentrati sulle strategie locali di città e regioni riguardo soprattutto Agenda 2030 e gli SDGs. “Le Associazioni di enti locali svolgono un ruolo importante per i loro associati, soprattutto ora che i governi locali sono chiamati a contribuire attivamente alle strategie di sviluppo”, ha commentato Carla Rey. Fondamentale quindi “lo scambio di conoscenze e di esperienze tra le varie associazioni, non solo perché uno degli SDGs (il 17) definisce il partenariato”, ma anche perché, “non essendoci ricetti per il successo di Agenda 2030, solo lo scambio di buone pratiche può aiutare gli enti locali ad essere protagonisti dei grandi cambiamenti”.
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Gli ambiziosi ma fondamentali “obiettivi di Agenda 2030 possono essere raggiunti solo attraverso un meccanismo governance inclusiva multilivello che coinvolga enti locali in primis, ma anche società civile e settore privato”
, così Carla Rey, Segretario generale AICCRE, nell’intervento sostenuto il 16 luglio a New York nel corso del side event “Finanziamento degli SDG a livello locale” nato dall’iniziativa del Governo italiano con la collaborazione dell’AICCRE, e svoltosi nell’ambito dell’High Level Political Forum dell’ONU.
Cosa sta succedendo in Italia a livello di impatto degli SDGs? Le differenze economiche tra nord e sud del Paese si riflettono anche nella geografia dello sviluppo sostenibile e a livello locale, nonostante i dati raccolti siano ancora scarsi, “si può affermare che la cultura innovativa dell’Agenda 2030 sta diventando l’obiettivo della pianificazione locale”.
In relazione alla strategia Nazionale per lo Sviluppo sostenibile, che si articola secondo le cinque aree persone, pianeta, prosperità, pace e partnership, gli enti locali italiani dimostrano sensibilità diverse e, in questo caso, si rilevano elementi di problematicità anche nel nord dell’Italia ed esempi di eccellenza in piccoli e medi comuni sia del nord che del sud Italia.
La Rey si è quindi soffermata su Venice City Solutions 2030, evento annuale di AICCRE, co-organizzato con UN-Habitat, UNDP, UNCDF, UCLG, di confronto tra i diversi stakeholders dell’Agenda: enti locali mondiali e loro governi centrali, cittadinanza, accademia e settore privato per l’individuazione di buone pratiche da condividere a livello globale. “La prima edizione dell’evento Venice City Solutions ha voluto toccare un tema prioritario per gli enti locali italiani: il finanziamento degli SDGs a livello locale”. Tra l’altro, ricordiamo che le raccomandazioni (la II si svolgerà sempre a Venezia il 24 e 25 ottobre prossimi), sono state il tema del side event ed il contributo italiano alla discussione di New York.
“In tema di finanziamento degli SDGs, ha continuato il Segretario generale dell’AICCRE, è importante partire da tre considerazioni: la necessità che i finanziamenti siano commisurati agli obiettivi di sviluppo a tutti i livelli di governo, introducendo modelli innovativi di finanza locale e regionale. Al modello di decentramento deve però corrispondere una raccolta affidabile di dati e indicatori a livello locale appositamente creati; tutti i livelli di governo dovrebbero migliorare la partecipazione attiva dei cittadini nei processi di sviluppo locale: così facendo la società civile farebbe propri gli obiettivi dell’Agenda e ne garantirebbe l’implementazione a sostegno dell’azione dei governi locali; risulta fondamentale l’impegno e la collaborazione di tutti i livelli di Governo per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
“La presenza all’HLPF di New York di un side event sponsorizzato dal Governo italiano e organizzato dagli enti locali dimostra come in Italia ci si stia impegnando in una innovativa ed efficace governance multi-livello che consente la condivisione della strategia nazionale anche ai livelli locali e garantisce che il processo di partecipazione coinvolga tutti, partendo dal basso, come richiesto nei principi fondanti dell’Agenda 2030.
Dopo aver elencato le raccomandazioni, frutto del contributo degli enti locali sul tema del finanziamento dopo un ampio dibattito tra gli amministratori locali ed i rappresentanti dei Governi centrali mondiali, la Rey ha sollevato il “problema comune ai governi locali relativamente all’Agenda 2030 che è la mancanza di dati: se vi sono dati ufficiali a livello centrale e talvolta regionale, grazie a sistemi statistici nazionali, nella maggior parte dei paesi vi è l’impossibilità di poter usufruire di dati locali certi e omogenei”.
La dirigente dell’Associazione ha concluso con un impegno: “da parte degli enti locali e regionali italiani e di AICCRE, si garantisce l’impegno di perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 implementando la pianificazione strategica locale con la localizzazione degli SDGs, in linea con la strategia nazionale, e di continuare le attività di formazione dei funzionari della pubblica amministrazione e della cittadinanza affinché anche quest’ultima ne supporti il successo”.


LEGGI L’INTERVENTO INTEGRALE DI CARLA REY



IL VIDEO DEI LAVORI DEL 16 LUGLIO (38’34”, INTERVENTO DI CARLA REY)


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