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La Federazione siciliana dell’AICCRE, in occasione della Campagna EDLS 2019 (European Days of Local Solidarity), che si è svolta dal 15 al 30 novembre in tutta Europa, ha incoraggiato e sostenuto la sottoscrizione della Carta dei Giorni Europei della Solidarietà Locale tra i Comuni, le Associazioni ed i cittadini siciliani.
Nelle due settimane della Campagna l’AICCRE, infatti, intende promuovere l’impegno verso la solidarietà globale e lo sviluppo sostenibile e sostenere i Valori europei di democrazia, diversità e solidarietà.
L’AICCRE Sicilia si è mossa tra diversi Comuni cercando di informare e mobilitare i cittadini a favore di una cittadinanza più attiva e responsabile, consapevoli che lo sviluppo globale dipende anche da azioni singole e quotidiane. In diversi Comuni si è esposto un banner promozionale della Campagna presso la sede del Palazzo di Città. In contemporanea è stata istituita una postazione per la raccolta delle firme di adesione alla Carta e l’esposizione di un roll-up informativo. Ecco i comuni coinvolti:
15 Novembre – Comune di Capaci (PA), esposizione banner e roll-up informativo con banco per raccolta firme.
16 Novembre – Comune di Isola delle Femmine (PA), esposizione banner e roll-up informativo con banco per raccolta firme.
17 Novembre -Comune di Partinico (PA), organizzazione della “Festa della Solidarietà”, in collaborazione tra Aiccre, Comune di Partinico, Chiesa Madre ed Associazioni culturali operanti nel territorio, in occasione della quale si terrà anche un momento di convivialità con la promozione e degustazione dei prodotti tipici locali.
20 Novembre – Comune di Carini (PA), esposizione banner e roll-up informativo con banco per raccolta firme.
22 Novembre – Comune di Castellammare del Golfo (TP), esposizione banner e roll-up informativo con banco per raccolta firme.
25 Novembre – Comune di Alcamo (TP), esposizione banner e roll-up informativo con banco per raccolta firme.
27 Novembre – Comune di Cinisi (PA), esposizione banner e roll-up informativo con banco per raccolta firme.
29 Novembre – Comune di Balestrate (PA), esposizione banner e roll-up informativo con banco per raccolta firme.
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Si è svolto dall’11 al 15 novembre a Durban, Sudafrica, il VI Congresso dell’ UCLG (United Cities and Local Governments), il più grande raduno di sindaci, presidenti di associazioni, consiglieri e professionisti locali e regionali di tutto il mondo al quale hanno partecipato anche partner ed attori locali e regionali coinvolti nel processo decisionale della vita della città e della comunità. 100 sessioni, 400 speakers, 3 plenarie per affrontare in profondità numerosi temi che coinvolgono i territori: da Agenda 2030 alle migrazioni, dall’accessibilità al cambiamento climatico, dalle pari opportunità al trasporto sosetnibile, dalla finanza locale al futuro urbano, dalla pace alla democrazia digitale.
Ha partecipato ai lavori la delegazione dell’AICCRE, guidata dal Segretario generale Carla Rey. Associazione che non solo ha visto i membri della delegazione partecipare a varie, importanti sessioni, ma è stata co-organizzatrice, insieme a UN-Habitat e UNDP, di una sessione il 12 novembre all’interno del Congresso. L’AICCRE, in questo caso, continuerà ed estenderà il tema affrontato recentemente nella II edizione di VeniceCitySolutions2030, e cioè come utilizzare Agenda 2030 per riconnettere le istituzioni locali ai cittadini? Il ruolo dell’Agenda 2030 nella creazione della cittadinanza. Carla Rey, tra l’altro, ha presentato in questa occasione le raccomandazioni conclusive sul ruolo del governo locale nel costruire la cittadinanza verso gli SDGs espresse da VeniceCitySolutions2030; raccomandazioni che saranno proposte nel 2020 all’High Level Political Forum dell’ONU.
Insieme al Segretario generale dell’AICCRE hanno animato la sessione anche Johannes Krassnitzer, direttore del progetto Art -GOLD di UNDP; Diana Lopez, capo unità decentralizzazione di UN-Habitat; Miquel Rodríguez Planas, che si occupa di Agenda 2030 per il Comune di Barcellona.
Andiamo ora ad analizzare le sessioni nelle quali ha partecipato l’AICCRE con i suoi delegati.
Il 12 novembre Annalisa Palozzo è intervenuta nella sessione speciale “Unlocking Pathways Towards Resilient and Climate-Smart Cities” che verteva sul futuro della mobilità (che sarà incentrato su sostenibilità, accessibilità e inclusione).
Ilaria Bugetti
ha partecipato il 12 novembre al quarto forum di apprendimento dell’UCLG, che è consistito in un’intera giornata di scambi, di apprendimento e di raccomandazioni per aumentare la portata di politiche UCLG attraverso analisi specifiche su metodologie e meccanismi di apprendimento innovativi.
Sempre la Bugetti, il 13 novembre ha portato la sua esperienza nella sessione “Lightning rounds: European actions on the SDGs”, organizzata dal CCRE/CEMR il quale, ricordiamolo, è la sezione europeoa dell’UCLG.
Il 13 novembre Fabio Travaglini ha fatto parte del think-tank su trasparenza e cittadinanza.
Sempre il 13 novembre Silvia Baraldi ha partecipato all’incontro su “Parità di genere ed emancipazione femminile”: lo sviluppo sostenibile deve essere equo e ciò può avvenire solo se si raggiunge la parità di genere. L’accesso ai servizi di base e l’inclusione totale nei processi decisionali sono essenziali per la democrazia, per le città prospere e le amministrazioni locali.
Carla Rey, il 15 novembre, ha portato il contributo dell’AICCRE all’Assemblea mondiale dei governi locali e regionali, attraverso il quale i poteri locali e regionali deliberano e concordano sull’agenda internazionale. Il Segretario generale dell’AICCRE ha parlato di come affrontare il rafforzamento delle associazioni dei poteri locali attraverso lo scambio di pratiche, in vista delle sfide future.

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Nel corso del retrait del CCRE/CEMR dei Segretari generali e direttori, svoltosi recentemente a Bruxelles ed al quale per l’AICCRE ha partecipato Carla Rey, è stato presentato lo studio “Donne in politica: tendenze locali ed europee”, attraverso il quale il CCRE/CEMR afferma per l’ennesima volta il proprio sostegno alla lotta per la parità di genere, in particolare nella politica locale, nel rispetto della diversità. Promuovere l’uguaglianza di genere in politica e, più in generale, nella vita locale è sempre stato un obiettivo chiave per il CCRE/CEMR e le sue associazioni nazionali. Il 2006 ha segnato una svolta decisiva, con il lancio della Carta europea per la parità tra donne e uomini nella vita locale. La Carta è sia un documento politico che uno strumento pratico. Incoraggia i governi locali e regionali a impegnarsi pubblicamente a favore della parità e ad applicare i principi elencati nella Carta. L’Osservatorio, che ha curato la pubblicazione, e la sua piattaforma online sono stati lanciati invece nel 2012 per assistere i governi locali e regionali nello sviluppo di politiche locali che promuovano l’uguaglianza di genere, in particolare raggiungendo gli obiettivi della Carta. Il ruolo dell’Osservatorio è di sostenere lo sviluppo di piani d’azione per la parità, diffondere le buone pratiche, monitorare l’attuazione e valutare l’impatto della Carta in collaborazione con i firmatari. L’AICCRE, dal canto suo, sta promuovendo in Italia la Carta, attraverso sia la raccolta di nuove adesioni che raccogliendo e sistematizzando le buone pratiche.
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L’ufficio esecutivo del CCRE/CEMR, che si sta riunendo in questi giorni a Bruxelles, ha adottato una risoluzione che chiede una forte politica di coesione nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE (QFP). Il quadro di bilancio dell’UE per gli anni 2021-2027 è attualmente oggetto di intensi negoziati tra i governi nazionali in seno al Consiglio dell’Unione. Ai lavori stanno partecipando, tra gli altri, sia Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE che che il Presidente del CCRE/CEMR e dell’AICCRE Stefano Bonaccini. Quest’ultimo nei giorni scorsi aveva sottolineato in una conferenza stampa l’importanza della politica di coesione, annunciando un incontro a breve sulla questione con la Commissione europea.
La risoluzione sottolinea tre punti: Il CCRE/CEMR sostiene un forte bilancio dell’UE e una politica di coesione nel prossimo quadro finanziario pluriennale. Ciò è necessario se l’Europa deve raggiungere i suoi obiettivi, in particolare in termini di azione per il clima e lo sviluppo sostenibile, che comuni e regioni saranno chiamati ad attuare
 La proposta di “Just Transition Fund” della Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, sia un’iniziativa positiva, deve essere finanziata mediante stanziamenti di bilancio aggiuntivi. Eventuali nuovi fondi non devono andare a scapito però dei fondi regionali esistenti. Gli Stati membri dovrebbero riaffermare l’applicabilità del principio di partenariato in tutta l’UE.
I governi locali e regionali devono essere coinvolti fin dall’inizio nella progettazione dei programmi di coesione che saranno incaricati di attuare.
Ricordiamo che la presidenza finlandese dell’UE ha presentato il mese scorso un piano per tagliare la politica di coesione di 12 miliardi di euro, una proposta fortemente contrastata dal CEMR. Al contrario, nel marzo 2019 il Parlamento europeo ha votato per mantenere il bilancio di coesione ai livelli attuali per i prossimi sette anni.
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“Le politiche di Coesione sono state molto importanti soprattutto negli anni della grave crisi economica che ha attraversato tutti i Paesi europei, perché ci hanno permesso, soprattutto lì dove si è stati capaci di spenderli, di utilizzare i fondi per dare una mano al territorio, all’economia, alle imprese”, lo ha detto oggi a Bruxelles nel corso di una conferenza stampa Stefano Bonaccini, Presidente dell’AICCRE e del CCRE/CEMR. “Continueremo ad insistere di non prevedere tagli alla Coesione, e chiederemo un incontro a breve con i Commissari europei. Noi insistiamo nella posizione che abbiamo tenuto in questi anni perché le politiche di Coesione sono decisive per affrontare situazioni di crisi da un lato e dall’altro offrire grandi opportunità di crescita”, ha concluso il Presidente .
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Il 30 ottobre Il CPLRE ha tenuto un interessante dibattito sulle condizioni di lavoro di sindaci e consiglieri comunali. La disaffezione per l’incarico di eletti locali è motivo di preoccupazione per i membri del CPLRE in quanto costituisce una vera minaccia per lo stato della democrazia locale. La discussione ha fatto emergere che la maggior parte degli Stati membri ha dovuto affrontare situazioni molto simili.
Il dibattito si è svolto nell’ambito della XXXVII sessione del CPLRE a Strasburgo,dove sta partecipando la delegazione italiana, coordinata dall’AICCRE, nella persona del Segretario generale Carla Rey.
In vista delle numerose elezioni locali e regionali previste per il 2020 in Europa, la democrazia locale sembra minacciata dalla carenza di candidati a sindaci e consiglieri comunali. Il documento di sintesi, proposto dalla Camera delle autorità locali, insieme agli interventi in aula, hanno sottolineano il fatto che i Comuni in Europa si sono trovati con sempre più responsabilità trasferite dal governo centrale, ma l’aumento del carico di lavoro dei sindaci e dei rappresentanti locali è andato molto spesso di pari passo con una riduzione dei bilanci comunali a seguito delle politiche di austerità. Di conseguenza, i sindaci sono stati obbligati a gestire questioni complesse in settori cruciali quali sicurezza, sanità, asili nido, istruzione, alloggi, servizi postali, crisi migratoria, ecc., senza disporre del necessario spazio finanziario di manovra.
Poiché sono in diretto contatto con la popolazione, anche i sindaci diventano spesso vittime della frustrazione e della rabbia dei cittadini nei confronti della classe politica in generale. I relatori nel dibattito hanno attirato l’attenzione sul fatto che i sindaci sono coinvolti nel fuoco incrociato e sono sempre più portati in tribunale per la semplice ragione che gestiscono casi eccessivamente complessi per i quali non hanno una formazione legale e amministrativa adeguata: “Ogni sindaco avrebbe bisogno un avvocato a tempo pieno!” è stato detto in aula.
Se a questo aggiungiamo la proliferazione di critiche e minacce alle quali i funzionari eletti locali sono sottoposti quotidianamente, in particolare sui social media, per non parlare dei molti casi di aggressione fisica, è facile capire perché assumere questi doveri pone un grave rischio per la carriera, la salute e la vita familiare dei rappresentanti eletti, motivo per cui i partiti politici hanno difficoltà a reclutare candidati alla carica di sindaco, in particolare tra giovani e donne. Basti pensare che in Germania non vi sono candidati a sindaco in 2223 comuni! Il rappresentante tedesco ha dichiarato che uno dei motivi principali è la necessità per la maggior parte dei sindaci dei piccoli comuni di continuare a mantenere il proprio lavoro nel settore privato. Di conseguenza, sacrificano la loro posizione professionale e tutto il loro tempo libero, comprese le serate, senza essere adeguatamente compensati per il servizio che forniscono. Quando si diventa sindaci, insomma, spesso si deve fare i conti con un deterioramento delle carriere, delle finanze personali, e talvolta anche delle relazioni familiari. Il basso livello di remunerazione è stato spesso citato come una spiegazione nella maggior parte dei contributi al dibattito.
I membri del Congresso hanno espresso la volontà collettiva di impegnarsi in un’azione coordinata a livello europeo, accogliendo in particolare la proposta di Piero Fassino di organizzare una conferenza a Strasburgo delle associazioni europee di autorità locali per elaborare un piano d’azione comune nei confronti dei governi.
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Il Comune di Faedis, in provincia di Udine, sta portando avanti un progetto di tipo formativo, iniziato nel 2017, che sta coinvolgendo donne di età compresa dai 18 ai 40 anni. Lo scopo è quello di valorizzare il radicamento della popolazione femminile verso il territorio di appartenenza, massimizzando quelli che sono gli elementi di espressione della cultura locale: accoglienza, enogastronomia, arte, folklore, paesaggio. Il progetto, il cui titolo è “Faedis al femminile“, sta formando un gruppo permanente di giovani donne da impiegare quali guide turistiche, incentivandone la capacità creativa nell’individuare nuove idee.

SCARICA LA RACCOLTA COMPLETA DELLE BUONE PRATICHE SULLA CARTA EUROPEA UGUAGLIANZA
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La cronaca dei lavori del 24 mattina di VeniceCitySolutions2030, presentazione delle buone pratiche

“Considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte.”, scriveva Shakespeare nel “Mercante di Venezia”. Così è stato, proprio a Venezia, dove ospiti da tutto il mondo hanno portato il loro contributo specifico su Agenda 2030. Ed ognuno ha contribuito, portando la sua parte. Location prestigiosa dei lavori, la centenaria Università Ca’ Foscari. In contemporanea ai dibattiti e alla presentazione delle buone pratiche, nel cortile dell’università sono esplosi i colori degli SDGs grazie al lavoro dei ragazzi delle scuole e dell’università che hanno attirato l’attenzione di cittadini, turisti ed amministratori locali con grandi palloni a forma di tubi gonfiati d’aria, ognuno con un simbolo di un SDG, che volteggiavano nell’aria con traiettorie imprevedibili e divertenti. Il tutto anche per celebrare la Giornata delle Nazioni Unite, che si celebra ogni anno il 24 ottobre e che ricorda l’entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite (24 ottobre 1945).

“Lo scopo di VeniceCitySolutions2030 è quello di portare anche in Italia la discussione su Agenda 2030, e di dare la possibilità agli enti locali italiani di scambiare le loro esperienze a livello internazionale”. Così Carla Rey, il 24 ottobre, nella sessione di apertura, ha sintetizzato l’obiettivo dell’evento. Come città e regioni stiano implementando i 17 SDGs nei loro piani strategici locali? Come riguadagnare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali grazie agli SDGs? Le domande che hanno acceso i lavori della mattina del 24 ottobre. Le aspettative di riposte concrete non sono andate deluse: abbiamo infatti ascoltato esperienze italiane ed esperienze internazionali, dal Benin al Camerun, dal Madagascar al Brasile, da Capo Verde al Messico, dal Belgio a Cipro, dalla Spagna alle nostre Regioni, ed esperienze inoltre presentate da comuni italiani e medio-piccoli. “L’obiettivo è di continuare a formare l’allineamento degli SDGs nella pianificazione degli enti locali e regionali, e questa è una delle missioni dell’AICCRE. Inoltre, vogliamo incentivare gli enti locali ad utilizzare gli indicatori ed i target degli SDGs, in modo tale che l’Agenda 2030 non resti un esercizio di retorica ma si concretizzi”, ha sottolineato Carla Rey. Ma c’è anche un fine di consapevolezza politica: far comprendere agli enti locali e regionali il ruolo chiave che essi hanno sia nella definizione della strategia nazionale per l’Agenda 2030, sia nella costruzione del partenariato che l’Agenda 2030 richiede. Per raggiungere però gli obiettivi di sviluppo sostenibile c’è bisogno di una armonia che nasca dai territori, una sinfonia composta da un’orchestra dove vi siano, oltre agli enti locali, il settore privato, il mondo dell’associazionismo, le ONG, il mondo della ricerca e dell’università, le scuole e non in ultimo i cittadini; quest’ultimi devono essere necessariamente coinvolti nella pianificazione strategica locale se vogliamo raggiungere gli obiettivi. Possiamo farlo “creando e riconquistando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, facendoli partecipare a questo processo strategico. Questo consentirà alle istituzioni pubbliche di diventare i garanti per i cittadini di quelli che sono i miglioramenti della qualità della vita della cittadinanza, di uno sviluppo socio-economico sostenibile e della salvaguardia del bene più prezioso che abbiamo, che è il nostro Pianeta. Con questo coinvolgimento noi riusciremo ad avere l’alleanza per Agenda2030”, ha detto ancora la Rey.

I saluti istituzionali all’evento sono stati portati oltre che da Carla Rey, da Diana Lopez Camarazana di UN-Habitat, da Sergio Mercuri, Ministero degli Affari Esteri, ministro plenipotenziario, e da Giovanni Bottalico dell’ASviS. Saluti che hanno messo da parte formalismi, anzi hanno fatto entrare subito nel vivo le questioni, quasi a lanciare sin da subito alla platea un segno di concretezza e delle vie da percorrere: è stata sottolineata nei saluti la necessità di creare alleanza multilivello e l’ importanza della dimensione della governance in Agenda 2030; ribadita più volte la necessità di condivisione totale dei percorsi e che Agenda 2030, per essere realizzata, deve entrare a livello culturale nell’immaginario popolare. Da Venezia governi locali e città lanciano un messaggio politico di unità e condivisione, ha rilanciato Stefano Marta dell’OCSE, moderatore di questa prima giornata: “è dimostrato che 65% di tutti gli obiettivi si raggiunge soltanto coinvolgendo tutti”, Occorre andare oltre l’aspetto nazionale per dare un quadro locale che offra una strategia a livello globale.

Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica e di pratiche ne abbiamo ascoltate molte in un contesto, come quello della sessione della presentazione delle buone pratiche del 24 ottobre, dove si percepiva con evidenza un’atmosfera di attenzione e di condivisione: la “volontà comune” che prendeva corpo. Hanno iniziato due regioni italiane, il Veneto e l’Emilia-Romagna, con Ilaria Bramezza, segretario generale, e Paola Gazzolo, assessore all’ambiente. La prima ha messo in evidenza come la Regione stia, per quanto concerne Agenda 2030, “nel pieno del coinvolgimento del territorio, di tutte le istituzioni, di tutte le associazioni, delle imprese, dei giovani”, attraverso anche incontri pubblici. La situazione è migliore rispetto ad altre realtà, ma anche ci sono anche criticità, per esempio rispetto agli SDGs 2 e 15. Turismo sociale ed inclusivo. Economia circolare e Vertical farming “per creare valore aggiunto socio economico e ambientale” in linea con gli SDGs, tra le esperienze che sta portando avanti il Veneto. “Agenda 2030 è il faro delle politiche dell’Emilia Romagna”, ha messo in evidenza Paola Gazzolo. L’Emila è cresciuta significativamente sugli SDGs 4 e 9, soprattutto sull’innovazione. Per quanto concerne le buone prassi: le 2 leggi, del novembre 2015 sull’economia circolare e sul consumo di suolo. In Emilia si sta avviando una stagione di pianificazione “green” per le strategie regionali, per implementare tutti i 17 gol”. Interessante quello che è emerso dalle testimonianza delle rappresentanti delle due Regioni e cioè che è cambiato il modo di fare programmazione, non più settoriale ma in modo integrato. Il che presuppone e lancia una nuova cultura politica. Entrambe inoltre stanno promuovendo un processo di osmosi con tutto il territorio, coinvolgendo tutte le componenti della società civile, delle imprese, delle scuole, etc.

Dall’Italia spostiamoci in Africa: Il sindaco di Nguemelendouka (Camerun) Jean Marie Nguele, ha detto di aver beneficiato di Africities per conoscere Agenda2030. La politica che porta avanti la giovane sindaca camerunense si sta concentrando sulla malnutrizione per migliorare le condizioni di vita dei giovani del proprio comune. Un programma sensibilizza la popolazione, soprattutto i più giovani, sulla malnutrizione, la deforestazione e le energie rinnovabili. Restiamo in Africa ma andiamo 4mila chilometri più a sud, con l’intervento di Hanitra Rasamison, Direttrice del fondo di sviluppo comunale del Madagascar, Paese che “sta usando Agenda2030 per aumentare il governo aperto e combattere la corruzione”. Si sta cercando di integrare le politiche, identificare le priorità e collegare i risultati con gli obiettivi, cercando nel contempo di coinvolgere i cittadini attraverso strutture locali di concertazione.

Tra le priorità della municipalità di Nicosia gli SDGs 1, 8, 11. “La nostra strategia è la localizzazione, connettere SDGs a programmi già esistenti, ha detto Michael Theodoulou, responsabile amministrativo della città cipriota. “Facciamo sempre più sforzi per far capire ai cittadini l’importanza di Agenda 2030” con diverse attività di comunicazione ed incontri pubblici”. A proposito di disaffezione dei cittadini alle istituzioni locali, Joana Balsemao, consigliere comunale di Cascais (Portogallo) ci informa del tasso di astensione alle ultime elezioni comunali che è stato superiore al 50%. Per quanto concerne Agenda 2030 ed il coinvolgimento della popolazione, il Comune portoghese vuole prendere a modello per il futuro una loro recente iniziativa di successo che ha coinvolto tutta la cittadinanza, la società civile e gli artisti. Infatti, occorre utilizzare nuovi strumenti comunicativi ed implementare il budget per Agenda2030, che deve diventare la catalizzatrice delle politiche del territorio. E’ necessario, per la rappresentante portoghese, trovare un equilibrio tra la necessità di soddisfare gli indicatori degli SDGs e la qualità delle iniziative sul territorio.

Nel mio comune cerchiamo di portare gli SDGs nelle strade, all’attenzione di tutti, facendo opere di sensibilizzazione nelle scuole e negli ospedali, ha reso noto Patricia Menezes, dell’ufficio del Sindaco della città di Barcarena (Brasile). La ricetta brasiliana per realizzare gli SDGs e composta da piani a medio e lungo termine, Agenda 2030 nelle politiche delle istituzioni, visione olistica e piani multi-livello. “Non focalizziamoci su specifici obiettivi ma concentriamoci su quelli comuni, cercando così di dare una visione unica e condivisa.

Utilizziamo gli SDGs per la pianificazione territoriale ma puntando sulla qualità”, è stato il pensiero espresso di Javier Sanchez Cano, direttore generale Cooperazione e sviluppo, Generalitat della Catalunya. Mentre Annick Vandamme, Coordinatrice del dipartimento nord/sud/diversità del Comune di Bruges, punta sulla solidarietà internazionale, sullo sviluppo sostenibile e sulla comunicazione emozionale ai cittadini, visto che questi non erano informati sugli SDGs. Per questo è stato utilizzato anche il calcio, coinvolgendo personaggi delle due squadre di football di Bruges. Ottimi esempi di coinvolgimento dei cittadini sono stati quelli italiani di due comuni italiani, uno medio ed uno piccolo: Verona e Capaci, in provincia di Palermo. Nella città veneta è stato realizzato uno strumento, un regolamento del 2015, per l’attuazione della sussidiarietà, nato dalla collaborazione con i cittadini, ha informato il vicesegretario generale Giuseppe Baratta. E’ stato chiesto ai cittadini quali fossero i beni comuni sui quali poteva essere più efficace la collaborazione tra cittadini ed amministrazione comunale. Ne sono scaturiti 25 patti di sussidiarietà su diverse tematiche, dalla tutela dei beni comuni, sia materiali (come la cura di un parco o di una strada), che immateriali (lo sviluppo delle relazioni o cultura della legalità). Interessante anche il coinvolgimento attivo dei giovani (14-19 anni) che si sono messi all’opera in città, insieme alle associazioni, per individuare gli spazi pubblici da rigenerare. Il Sindaco di Capaci Pietro Puccio aveva messo al centro della sua campagna elettorale (circa un anno fa) i temi degli obiettivi sostenibili, coinvolgendo soprattutto i giovani ed è stata una scommessa vincente. La comunicazione del suo comune verso i cittadini ha messo in rilievo l’importanza della realizzazione degli SDGs per la qualità della vita quotidiana dei cittadini. Il Comune siciliano è particolarmente attivo, con iniziative e delibere, su alcuni obiettivi, tra i quali il 3 (rendere Capace una città cardioprotetta e il divieto di fumo nelle spiagge di Capaci), il 5 (pieno coinvolgimento delle donne in politica e non solo), e obiettivo 7 (riconvertire in LED tutta l’illuminazione pubblica).

Finisce così la prima parte della giornata del 24 ottobre di VeniceCitySolutions2030. Abbiamo iniziato la cronaca di questa parte di evento citando una frase di Shakespeare e la chiudiamo parafrasandone un’altra, sempre tratta da “Il mercante di Venezia”: come arrivano lontano i raggi di una piccola candela: così splende una buona azione in un mondo pieno di problemi.

(pagina in aggiornamento continuo )
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