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Il CEMR ha pubblicato un nuovo rapporto su come le città possono co-creare progetti di mobilità in collaborazione con altri livelli di governo. Il rapporto è stato pubblicato in occasione della Giornata Mondiale senza Auto che viene celebrata il 22 settembre di ogni anno, promossa dalla World Carfree Network (WCN) dal 2000 ed a conclusione della Settimana europea della mobilità (16-22 settembre).

I trasporti, in particolare, sono un settore in cui le politiche di una città possono influenzare ed essere influenzate da altri territori e da altri livelli di governo. La governance e la cooperazione a più livelli significa che i governi si consultano e lavorano insieme con successo”, si legge sul sito del CEMR.

“Questo è sia orizzontale – i comuni vicini che lavorano su una rete comune di autobus, ad esempio – sia verticale – come un governo regionale che si consulta con i suoi comuni e il governo nazionale su una nuova linea ferroviaria. Tale cooperazione porta naturalmente a politiche più coerenti a beneficio dei cittadini di tutti”.

Il rapporto esamina 10 casi di studio di progetti di successo di città europee e formula raccomandazioni per le città che cercano di intraprendere i propri progetti di mobilità e consultano altri governi.



Tra i casi di successo è illustrato e analizzato il caso di Torino, dove il consiglio comunale è fortemente impegnato nel settore dei trasporti sostenibili, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Per sostenere questo impegno, il consiglio comunale ha adottato misure per rendere il trasporto pubblico più competitivo, concentrandosi sulla fornitura di sistemi di trasporto urbano integrato.

Nel capoluogo piemontese, oltre il 40% degli abitanti viaggia in auto, il 29% a piedi e il 23% con i mezzi pubblici.

Il suo Sustainable Urban Mobility Planning (SUMP), finanziato dal programma EuropeAid dell’Unione Europea, è stato adottato nel 2008 ed è attualmente in fase di revisione.

Nel 2025 la mobilità a Torino sarà più integrata, sostenibile, accessibile e intelligente. Una città dove le persone e le merci si muovono con facilità migliora la qualità della vita, abbatte le distanze tra città e area metropolitana, promuove l’inclusione sociale e rende il territorio più attraente. Non da ultimo: Riduce i costi della congestione e le diseconomie.

Torino ha aderito al Patto dei Sindaci, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 nei trasporti del 30% al 2020 rispetto al 2005, e alla Carta di Bruxelles, che fissa l’obiettivo di portare la mobilità ad almeno il 15% del ciclo complessivo entro il 2020. Per raggiungere questi risultati, il piano ha scelto di concentrarsi sulle strutture organizzative e sugli strumenti di gestione e programmazione invece che sulle grandi infrastrutture.

L’Agenzia regionale per la mobilità metropolitana è un consorzio composto da: – Regione Piemonte
– Città di Torino
– Città metropolitana
– 31 comuni dell’area metropolitana.

Il piano propone l’ampliamento dei compiti dell’Agenzia della Mobilità metropolitana e regionale, che attualmente si occupa solo di trasporto pubblico, a tutto il settore dei mezzi di trasporto, comprese le aree della mobilità privata e dei mezzi alternativi, affinché l’area torinese sia dotata di un ente in grado di trattare tutti i tipi di trasporto.



ENGLISH VERSION

CEMR has published a new report on how cities can co-create mobility projects in collaboration with other levels of government. The report was published on the occasion of World Car Free Day, which is celebrated on 22 September each year, promoted by the World Carfree Network (WCN) since 2000 and at the end of European Mobility Week (16-22 September).

“Transport, in particular, is an area where a city’s policies can influence and be influenced by other territories and other levels of government. Governance and multi-level cooperation means that governments consult and work together successfully”, reads the CEMR website.

“This is both horizontal – neighbouring municipalities working on a common bus network, for example – and vertical – like a regional government consulting with its municipalities and the national government on a new railway line. Such cooperation naturally leads to more coherent policies for the benefit of all citizens”.

The report examines 10 case studies of successful European city projects and makes recommendations for cities seeking to undertake their own mobility projects and consult other governments.

Among the successful cases is the case of Turin, where the city council is strongly committed to sustainable transport, with the goal of reducing CO2 emissions by 20% by 2020. To support this commitment, the city council has taken measures to make public transport more competitive, focusing on the provision of integrated urban transport systems.

In Turin, over 40% of the inhabitants travel by car, 29% on foot and 23% by public transport.

Its Sustainable Urban Mobility Planning (SUMP), funded by the European Union’s EuropeAid programme, was adopted in 2008 and is currently under review.

In 2025 mobility in Turin will be more integrated, sustainable, accessible and intelligent. A city where people and goods move easily improves the quality of life, reduces distances between the city and the metropolitan area, promotes social inclusion and makes the area more attractive. Last but not least, it reduces congestion costs and diseconomies.

Turin has joined the Covenant of Mayors, with the objective of reducing CO2 emissions in transport by 30% by 2020 compared to 2005, and the Brussels Charter, which sets the objective of increasing mobility to at least 15% of the total cycle by 2020. In order to achieve these results, the plan has chosen to focus on organisational structures and management and planning tools instead of large-scale infrastructure.

The Regional Agency for Metropolitan Mobility is a consortium composed of:

– Piedmont Region – City of Turin

– Metropolitan city

– 31 municipalities in the metropolitan area.

The plan proposes the extension of the tasks of the Metropolitan and Regional Mobility Agency, which currently deals only with public transport, to the entire transport sector, including the areas of private mobility and alternative means of transport, so that the Turin area is equipped with a body capable of handling all types of transport.
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Si è svolto il 22 settembre il secondo workshop (modalità virtuale) per la definizione di una “strategia nazionale per le città intermedie”: Il ruolo e il posto delle città intermedie nel post-COVID, in Marocco, incontro multilaterale con UN-Habitat – UCLG/CGLU Africa – Ministero Interno Marocco e Ministero della gestione del territorio, della pianificazione urbana, dell’edilizia abitativa e delle politiche urbane Marocco.

Nel luglio 2018, durante il Forum Mondiale delle Città Intermedie dell’UCLG tenutosi a Chefchaouen, è stato firmato un Memorandum d’intesa tra UN-Habitat – UCLG/Africa – Ministero del’Interno Marocco e Ministero dello Sviluppo Territoriale, Pianificazione Urbana, Abitazioni e Politica Urbana Marocco, con l’obiettivo di sviluppare una strategia Nazionale per le Città Intermedie per l’attuazione Di Agenda 2030 delle Nazioni Unite e della Nuova Agenda Urbana.

Un primo doppio workshop è stato organizzato nell’ambito di Africités nel novembre 2018, sviluppando una visione nazionale della Strategia e delle diverse dimensioni del valore aggiunto di una strategia nazionale per le città intermedie.

Le consultazioni politiche e scientifiche con esperti e istituzioni internazionali hanno portato alla definizione di una serie di linee guida per lo sviluppo dello studio.

Come seguito di questa prima fase, si è organizzato il 22 settembre un secondo doppio workshop in versione virtuale a causa della situazione di COVID-19.



Al workshop ha partecipato, tra gli altri, Belinda Gottardi, AICCRE, Sindaco di Castel Maggiore, portavoce CEMR su clima ed energia che ha evidenziato, tra l’altro, come la pandemia abbia svuotato i grandi centri urbani ed abbia spinto i cittadini a realtà più piccole. “Il nostro territorio si candida a diventare una destinazione turistica. Ogni singolo comune ha poche attrazioni da solo, ma creando un rete territoriale e la promozione insieme culturale, architettonica, naturalistica e le eccellenze enogastronomiche, la pianura bolognese diventa un interessante destinazione. Questo può diventare un veicolo di sviluppo economico”. “Ho usato spesso la parola rete. La pandemia ci ha aperto nuove sfide, da ripensare e riprogettare servizi, città e comunità dopo il coronavirus”.

“Un-Habitat e UCLG stanno lanciando la cooperazione con le città di medie dimensioni (intermedie). Noi come Italia stiamo promuovendo questa cooperazione”, ha commentato Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE.

Il workshop ha messo in rilievo come ala luce della pandemia COVID-19 e delle crisi correlate, è stato necessario adeguare le priorità, ma l’importanza delle Città Intermedie non ha fatto che aumentare. In quanto territorio strategico per considerare e affrontare i collegamenti urbano-rurali, il turismo, i sistemi alimentari, la protezione della biodiversità e altri aspetti, le città intermedie sono la chiave per riprendersi dalla crisi attuale e generare capacità di recupero per le difficoltà future.

Questo workshop ha avuto due obiettivi chiave:

– riorientare la collaborazione tra Marocco, UN-Habitat, UCLG Africa al fine di rispondere alla crisi del COVID-19 nelle città intermedie. Il Marocco ha sviluppato una strategia che ha posto al centro l’attuazione dell’Agenda 2030 come forza trainante nella lotta contro la disuguaglianza.

– Grazie a uno scambio con attori internazionali, in particolare nel continente africano: Ha alimentato studi e riflessioni attualmente in corso di elaborazione da parte del Marocco per la definizione di un nuovo modello di sviluppo, soprattutto per quanto riguarda il recupero economico, sociale, ambientale, per delineare un post COVID da costruire, attraverso una riflessione su un possibile modello resiliente in vista di “ricostruire meglio” e resistere a possibili shock.
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Stefano Bonaccini, Presidente AICCRE e CCRE/CEMR è tra i firmatari di un appello nel quale si chiede partnership “forti ed efficaci tra tutti i livelli di governo, non solo per guidare la via d’uscita dalla crisi, ma anche per gettare le basi per un’Europa resistente e sostenibile”.

Dobbiamo evitare di ripetere gli errori delle prime settimane della crisi. “Troppe delle misure iniziali sono state adottate a livello nazionale, senza coordinamento europeo, e spesso hanno trascurato il ruolo cruciale che i nostri governi locali e regionali stavano svolgendo nei loro territori. Il coordinamento tra i diversi livelli di governance può e deve essere migliorato”, continua l’appello firmato tra gli altri anche da Jan Van Zanen, sindaco de l’Aia e da Yordanka Fandakova, sindaca di Sofia.

“Le città e le regioni hanno fornito servizi essenziali nell’assistenza sociale, nella gestione dei rifiuti, nell’igiene, nella mobilità e nell’assistenza sanitaria, facendo il possibile per limitare il rischio di ulteriori contagi”.

L’appello poi si concentra sulla grave crisi economica post-Covid: “con una previsione di contrazione economica europea di oltre l’8% nel 2020, ci saranno gravi conseguenze per i lavoratori e le imprese, anche nei settori del commercio al dettaglio, della cultura e del settore alberghiero. I Comuni e le Regioni soffrono anche di enormi perdite di entrate – stimate in miliardi e fino al 20% delle imposte locali in alcuni paesi – che minacciano la loro capacità di fornire servizi pubblici”.

Gli enti locali e regionali vogliono contare di più: “In molti paesi, la gestione della pandemia è in fase di localizzazione, poiché ha dimostrato che le azioni e gli interventi su misura sono più efficaci. Per questo noi, in quanto sindaci e leader regionali, non accetteremo di essere semplici esecutori delle politiche pubbliche europee e nazionali, senza avere voce in capitolo. Vogliamo e dobbiamo essere agenti di cambiamento”.

In Europa, continua l’appello, “abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma per la governance. Noi, in quanto rappresentanti dei Comuni e delle Regioni d’Europa, chiediamo ai leader europei e nazionali di lavorare con noi e di mobilitare tutte le nostre energie per costruire il nuovo modello di sviluppo che i nostri concittadini si aspettano”.

Il Covid-19 è il segnale d’allarme della natura: “non dobbiamo affidarci a un modello economico in disaccordo con l’ambiente. Il Green Deal dell’Ue dovrebbe essere il motore di una ripresa che trasformi la nostra economia, rendendola più sostenibile, inclusiva e resistente agli shock futuri. Le città stanno già spianando la strada. Durante la crisi, sono stati costruiti chilometri di piste ciclabili, le strade sono state trasformate per far posto a percorsi pedonali e molti centri urbani sono stati trasformati in aree pedonali”.

“Mentre gli Stati membri elaborano i propri piani di ripresa nazionali, dobbiamo assicurarci che i leader locali e regionali siano pienamente coinvolti nella loro progettazione e realizzazione”.

Un milione di politici eletti a livello locale e regionale in tutta Europa, sottolinea l’appello pubblicato da euractiv.it, “forniscono servizi vitali per i loro cittadini e le loro comunità. Chi potrebbe essere in una posizione migliore per garantire che il denaro dell’Ue venga speso in quei settori che hanno davvero bisogno del nostro sostegno?”.

Per avere successo, i territori hanno bisogno di essere potenziati. L’appello svela una contraddizione: “negli ultimi anni, le Città e le Regioni hanno assistito a un aumento delle responsabilità, mentre il loro accesso ai finanziamenti nazionali è diminuito. Per questo motivo la Commissione europea dovrebbe garantire un accesso diretto e semplificato ai finanziamenti dell’Ue ed estendere la flessibilità per gli aiuti di Stato a favore delle imprese locali”.

“Da una prospettiva più ampia e più lungimirante, invitiamo la Commissione a stabilire un dialogo permanente con noi, attraverso la nostra organizzazione rappresentativa, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa”.

Prevista fino all’estate del 2022, “la Conferenza sul futuro dell’Europa è un’altra occasione da non perdere per rafforzare la cooperazione con i governi locali e regionali. Questa Conferenza offre un’opportunità storica per l’Ue di consultare e coinvolgere tutti i livelli di governo. I leader europei e nazionali devono sviluppare un dialogo permanente con noi e, attraverso di noi, con una moltitudine di cittadini”.

“Il piano di ripresa dell’Europa ha un grande potenziale non solo per rinvigorire la nostra economia, ma anche per trasformare il nostro modo di fare. Lavorando con le nostre Città e Regioni e dando loro potere, la nostra Unione uscirà da questa crisi più forte e meglio, in grado di affrontare la crisi Covid, l’emergenza climatica e le sfide future”.
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Le Giornate europee della solidarietà locale (EDLS) sono un grande evento durante il quale città, regioni e cittadini di tutta Europa sensibilizzano allo sviluppo sostenibile e ai progetti locali che promuovono la solidarietà internazionale. Le Giornate seguono il famoso motto: “Pensare globale, agire locale”.

EDLS 2020, la quinta edizione della campagna, si svolgerà dal 14 al 29 novembre 2020 nei comuni e nelle regioni di tutta Europa. Durante le EDLS, le città e le regioni possono co-organizzare eventi per entrare in contatto e conoscere altre comunità nel mondo ed educare i cittadini sulle interdipendenze tra le nostre società. Dal COVID-19 al cambiamento climatico, nessun Paese o territorio è abbastanza grande per affrontare da solo queste sfide globali.

PLATFORMA, CEMR E AICCRE (per l’Italia) Incoraggiano i governi locali e regionali a partecipare per dimostrare che le città e le regioni sono spazi dove il cambiamento può avvenire e dove prendono forma soluzioni innovative per le sfide globali. Possiamo contribuire tutti, dai territori più grandi a quelli più piccoli.

Registra qui la tua attività EDLS e firma la Carta EDLS per sostenere un’Europa locale che lavora attivamente per la solidarietà globale. Scopri qui maggiori dettagli sulla campagna.

Usa l’hashtag #LocalSolidarityDays

Scopri in questo video una panoramica di ciò che è successo durante l’edizione 2019 di EDLS!

LA PAGINA AICCRE DEDICATA AGLI EDLS
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Promosso, tra gli altri, dal Consiglio d’Europa, dal CPLRE, dal CEMR, da UN-Women, si è svolto il 3 settembre scorso a Kiev il Forum delle pari opportunità e dei pari diritti, con la partecipazione di funzionari del governo ucraino, politici e personalità pubbliche, sindaci delle capitali europee, capi di missioni diplomatiche e capi di organizzazioni internazionali e non governative. Nel corso dell’evento, tra l’altro, Vitaliy Klitschko, Sindaco di Kiev, ha dichiarato che la capitale dell’Ucraina nel novembre 2019 ha deciso di aderire alla Carta europea per la parità tra donne e uomini nella vita locale ed espanderà la sua partecipazione a questo importante progetto.



Silvia Baraldi
, consigliera comunale di Legnago e portavoce CEMR sulla gender equality, ha inviato un messaggio video nel quale ha espresso la preoccupazione del CEMR sull’impatto del Covid-19 sulle donne, a causa: “dell’aumento della violenza domestica e dell’isolamento, dell’assistenza dei familiari e del lavoro non retribuito così come rischi economici per le donne che svolgono un lavoro precario e scarsamente retribuito e rischi sostanziali per la salute dovuti alla massiccia presenza delle donne nel settore sanitario”.

La violenza è aumentata da 2 a 10 volte dall’introduzione del lockdown a marzo, ha evidenziato la Baraldi. “I servizi offerti alle vittime sono stati anche ridotti o interrotti in alcuni comuni. Tuttavia, alcuni hanno dato priorità a questo rischio e hanno reso disponibili spazi aggiuntivi nei rifugi e mantenuto il supporto online per le donne da parte di medici e psicologici”.

C’è anche un problema di rappresentanza: in Italia il comitato scientifico di 20 membri stabilito per affrontare l’epidemia non aveva donne, e ci sono solo 4 donne su 17 membri della task force di recupero post covid”.

“Molto importante la cooperazione tra città, ha continuato la consigliera comunale di Legnago, collegamento in rete (cooperazione decentrata) per l’apprendimento delle pari e opportunità per i leader locali motivati di collegare e per promuovere insieme la parità tra i sessi”.

Occorre continuare ad analizzare l’impatto di genere di politiche, programmi e budget che sono essenziali per comprendere e affrontare le disuguaglianze di genere e garantire che le pari opportunità siano una realtà; soprattutto in tempi di crisi e di instabilità come quelli che stiamo affrontando oggi. Raccomandiamo il passo dopo passo la risposta di genere”, ha proseguito la portavoce del CEMR. Occorre, inoltre, “continuare a fare pressioni per la parità di rappresentanza in politica e combattere la discriminazione delle donne in politica: Il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa ha pubblicato quest’anno una guida sulla lotta violenza e sessismo contro le donne politiche a livello locale. L’ispirazione si può trovare anche dalla raccolta di buone pratiche realizzata dall’AICCRE”

L’INTERVENTO DI SILVIA BARALDI (VIDEO)

IL CONVEGNO COMPLETO (VIDEO)

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L’Unione della Romagna Faentina, che è associata all’AICCRE, aderisce al Partenariato sulla Sicurezza negli Spazi Pubblici per contribuire ad individuare soluzioni per migliorare la regolamentazione (better legislation), la conoscenza (better knowledge) e i finanziamenti (better financing) sul tema della sicurezza urbana.
L’Unione Faentina che, a livello europeo, coordina il tavolo per la sicurezza enti locaInsieme ad altre dieci, fra città, regioni e stati membri europei, ha partecipato alla elaborazione di un Piano d’Azione che consente di focalizzare ambiti e strumenti per migliorare le politiche sulla sicurezza nei luoghi pubblici.
Questo documento individua sei azioni chiave attraverso le quali conseguire questi obiettivi.
Prima di arrivare alla versione definitiva, è stata attivata un consultazione per aumentare il dibattito pubblico su questo tema e ricevere contributi da parte degli stakeholders.

Le sei azioni riguardano:

1-Sviluppare un Quadro per uno strumento di autovalutazione dedicato alle autorità urbane.
2-Raccomandazioni sulla strategia europea di governance multilivello per la sicurezza e misure di finanziamento.
3-Valutare l’applicazione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale nelle città.
4-Sviluppare uno schema di formazione per il capacity building e la sicurezza urbana integrata.
5-Misurare l’impatto della coesione sociale sulla sicurezza negli spazi pubblici.
6-Sviluppare una guida per il design e la pianificazione degli spazi architettonici

In ottica di condivisione e di affinamento dei contenuti, tutti gli stakeholder – istituzionali e non – sono invitati a partecipare a un sondaggio sull’Action Plan: le opinioni espresse nei questionari verranno prese in considerazione durante la redazione della versione finale dell’Action Plan, da presentare alla Commissione Europea.

Privati cittadini, autorità nazionali, organizzazioni governative e non, membri della società civile, istituzioni accademiche, istituti finanziari, organizzazioni internazionali, istituzioni ed agenzie europee basate in stati europei o in paesi terzi possono partecipare ed inviare il proprio contributo fino al 9 settembre.

Come partecipare al sondaggio?

E’ possibile contribuire a questa consultazione pubblica compilando un questionario online. Per ogni Azione del piano è previsto un questionario di pochi minuti dove vengono poste domande sullo specifico tema trattato. Non è necessario effettuare alcuna registrazione e nessun dato verrà pubblicato su Internet. Sarà comunque possibile per chi lo vorrà, fornire i propri dati personali. Per partecipare al sondaggio è sufficiente rispondere ad almeno uno dei questionari raggiungibili attraverso i seguenti link:

Public Feedback – Action 1
Public Feedback – Action 2
Public Feedback – Action 3
Public Feedback – Action 4
Public Feedback – Action 5
Public Feedback – Action 6

Il documento dell’Action Plan può essere consultato per intero cliccando qui

Il communication team dell’Urban Agenda sarà disponibile a rispondere a domande o chiarimenti in merito al Public Feedback: UA.communication@ecorys.com.

Chi desidera rivolgere domande all’Unione della Romagna Faentina, può scrivere al seguente indirizzo: comunicazione.istituzionale@romagnafaentina.it

Background

Il Parternariato europeo sulla Sicurezza urbana è stato costituito nel novembre 2018 nell’ambito dell’Agenda Urbana dell’Unione Europea ed è composto dalla città di Nizza che lo coordina insieme alla città di Madrid e al Forum Europeo per la Sicurezza Urbana, dalle città Helsinki, Lilla, Mechelen, Riga, Torun, dall’Unione della Romagna Faentina, dalla Regione di Bruxelles Capitale e dalla Regione Toscana dal Ministero Croato per le infrastrutture e la programmazione, il Ministero dei Trasporti della Repubblica Ceca, a cui si aggiungono la Banca Europea per gli Investimenti-Bei e l’associazione Eurocities. Le attività del Parternariato, che proseguiranno fino al 2022, puntano ad affermare il ruolo chiave che le autorità locali urbane svolgono sul tema della sicurezza in Europa, favorire la condivisione di conoscenze e lo scambio di buone prassi sui temi della sicurezza, proporre revisioni e sviluppi normativi e anche definire nuovi schemi di finanziamento a livello europeo per sostenere e finanziare nuove iniziative e azioni innovative.

ENGLISH VERSION
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Sono aperte le candidature per i premi città verdi dell’Unione Europea per gli anni 2022 e 2023.

I premi “Foglia verde europea” e “Capitale verde” riconoscono e premiano le città e i comuni per i loro sforzi a favore dell’ambiente. I concorrenti vengono giudicati in base alle loro attività in un’ampia varietà di settori, come la biodiversità, l’uso del territorio, la qualità dell’aria e il rumore, i rifiuti e l’economia circolare, l’acqua, il cambiamento climatico, l’energia e la mobilità.

I premi includono un premio in denaro da spendere in progetti ambientali e un prestigioso marchio paneuropeo.

Le città tra i 20.000 e i 100.000 abitanti sono eleggibili per la Foglia Verde, mentre le città con più di 100.000 abitanti possono competere per diventare una Capitale Verde Europea.

La scadenza per presentare le candidature è fissata al 28 ottobre 2020.

Clicca qui per ulteriori informazioni
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Nessun Paese si salva da solo: noi enti locali lo diciamo da sempre e lo abbiamo visto con le migrazioni, con il cambiamento climatico ed in questi ultimi mesi con la pandemia da covid-19″. Cosi Carla Rey, segretario generale dell’AICCRE a margine del webinar “Localization of SDGs and decentralized cooperation with Covid19”, organizzato il 3 giugno dall’Associazione.

“L’unica soluzione è la cooperazione allo sviluppo. La legislazione italiana non riconosce le autorità locali come soggetti alla cooperazione internazionale e lo stesso la Commissione europea, pur permettendo che gli enti locali siano soggetti attuatori della cooperazione”.

E’ cruciale invece, ha sottolineato Carla Rey “che le città del mondo possano intraprendere direttamente attività di scambio e di apprendimento reciproco. La fragilità del nostro sistema, le diseguaglianze nel mondo, le vulnerabilità sociali richiedono necessariamente l’ interdipendenza tra i governi ed i Paesi del mondo”.

Con i sindaci intervenuti al webinar dell’AICCRE, ha ha continuato la dirigente AICCRE, “abbiamo parlato delle visioni delle politiche urbane nei mesi a venire mantenendo come faro l’Agenda 2030 dell’ONU e i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Chiediamo inoltre che, “nella prossima programmazione dei fondi europei, i poteri locali possano usufruire di fondi diretti per la cooperazione, con le associazioni nazionali che rappresentano gli enti locali pronte a seguirli in questo processo di accompagnamento. Occorre convogliare in questo senso le energie affinché i poteri territoriali possano far sentire la loro voce univoca in questa fase di programmazione dei fondi europei”, ha concluso la Rey.



“No country saves itself: we local authorities have always said so and we have seen it with migration, climate change and in recent months with the covid-19″ pandemic. So Carla Rey, Secretary General of AICCRE at the webinar “Localization of SDGs and decentralized cooperation with Covid19”, organized on June 3 by the Association.

“The only solution is development cooperation. The Italian legislation does not recognise local authorities as subjects of international cooperation and the European Commission itself”.

It is crucial, Carla Rey stressed, “that cities of the world can directly undertake exchange and mutual learning activities. The fragility of our system, inequalities in the world, social vulnerabilities necessarily require interdependence between governments and countries of the world”.

With the mayors who attended the AICCRE webinar, continued the AICCRE leader, “we talked about the visions of urban policies in the coming months while maintaining as a flagship the UN Agenda 2030 and its 17 sustainable development objectives”.

We also ask that, “in the next programming of European funds, local authorities can benefit from direct funds for cooperation, with national associations representing local authorities ready to follow them in this accompanying process. Energy must be channelled in this direction so that local authorities can make their voice heard at this stage of the programming of European funds”, concluded Ms Rey.
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