E-News, coesione, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie




La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen lo ha detto chiaramente all’atto del suo insediamento: l’Unione deve essere “più ambiziosa” con le risorse finanziarie necessarie per raggiungere i suoi obiettivi. Ora è giunto il momento. Mentre i 27 Stati membri negoziano il Quadro finanziario pluriennale dell’UE per il periodo 2021-2027 (QFP), i comuni e le regioni d’Europa chiedono una solida politica di coesione finanziata da almeno un terzo del bilancio complessivo.

Oltre a fornire sostegno per l’emergenza e la ripresa, l’Europa deve già pensare alla situazione post-crisi e alle esigenze a lungo termine“, ha detto Ilaria Bugetti, consigliera regionale della Toscana e Portavoce del CEMR per lo Sviluppo territoriale. “Dobbiamo sostenere le economie locali che hanno sofferto per l’isolamento, ridisegnare gli spazi urbani e investire per rendere le nostre società più resistenti e innovative. Questo può essere fatto solo attraverso i fondi di coesione, l’ultimo strumento lasciato ai governi locali”.

La perdita di vite umane e la crisi economica, sociale e sanitaria derivante dalla COVID-19 giustificano una revisione della proposta della Commissione europea per il bilancio dell’Unione europea per il periodo 2021-2027. Tuttavia, questo bilancio deve essere approvato entro la fine di quest’anno. Ogni ulteriore ritardo metterebbe a repentaglio la sicurezza di molti progetti UE in programma e avrebbe un impatto negativo su comuni, regioni, PMI, lavoratori e su una popolazione già molto vulnerabile.

I comuni e le regioni sono stati in prima linea nella lotta contro la pandemia e le sue conseguenze. Anche i territori europei si troveranno presto ad affrontare enormi perdite di entrate e potenziali tagli di bilancio nei prossimi anni e quindi avranno bisogno di assistenza finanziaria.

La Commissione europea ha fornito un sostegno positivo attraverso una serie di strumenti per aiutare gli Stati membri, i territori e i cittadini durante la crisi COVID-19, anche attraverso un uso più flessibile dei fondi di coesione non assegnati degli anni precedenti. Tuttavia, questi aiuti compenseranno solo marginalmente le perdite dei comuni e delle regioni.

I comuni e le regioni dovrebbero poter beneficiare del “Piano Marshall” proposto dall’UE per riprendersi dalla crisi COVID-19. Oltre al sostegno cruciale per il settore sanitario e le economie locali, questo piano dovrebbe finanziare una crescita economica sostenibile, in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE.

Il piano di ripresa dovrebbe essere complementare agli investimenti a lungo termine dell’UE nello sviluppo sostenibile e richiede quindi un fondo dedicato.

Inoltre, l’UE dovrebbe garantire che tutte le politiche che hanno un impatto a livello locale e regionale siano attentamente valutate per garantire che queste rispettino le esigenze territoriali. Dato che tutti i livelli di governo condividono la responsabilità di attuare la politica dell’UE, il QFP e i suoi strumenti finanziari devono essere concepiti per un accesso facile e appropriato da parte dei governi locali e regionali.

I comuni e le regioni sono anche in grado di contribuire alle politiche di sviluppo internazionale dell’UE, se sostenuti dagli strumenti giusti, in particolare il nuovo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI).

Un altro settore promettente è la digitalizzazione, che si è rivelata cruciale per l’inclusione sociale e la fornitura di servizi pubblici durante l’epidemia di COVID-19. La Commissione dovrebbe rafforzare la sua proposta di un programma per l’Europa digitale per facilitare la diffusione delle tecnologie digitali e sostenere l’accesso dei cittadini e delle imprese ai servizi digitalizzati.

0

E-News, cooperazione, SDG, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Stefano Bonaccini, Presidente del CCRE/CEMR e dell’AICCRE, ha firmato un articolo apparso il 6 maggio sul prestigioso quotidiano spagnolo “El Pais”, nel quale ribadisce, tra l’altro, l’esigenza di misure straordinarie europee per il 2021 per garantire la continuità della risposta alle sfide economiche e sociali emergenti.Inoltre, emerge la necessità di una collaborazione multilivello per affrontare l’emergenza Covid-19. Occorre inoltre promuovere a livello globale la cooperazione verticale e orizzontale tra tutti i livelli di governo, nonché il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’articolo in italiano

La pandemia COVID-19 è una situazione senza precedenti per tutti i cittadini e per il territorio europeo, nonché per l’Unione stessa. Ad oggi, il numero di persone infette ha raggiunto più di 3,6 milioni e più di 257.000 persone sono morte a causa della malattia. E purtroppo queste cifre continuano a crescere di settimana in settimana.

Tutte le nostre vite sono state influenzate in un modo o nell’altro. Come Presidente della Regione Emilia-Romagna e del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE), sono stato testimone degli sforzi e dei sacrifici fatti dai nostri medici, infermieri, polizia, addetti alle pulizie, funzionari e volontari per proteggere i nostri cittadini e continuare a servire le nostre comunità.

Come spesso accade durante una crisi, i comuni e le regioni sono in prima linea. Giorno dopo giorno hanno assicurato la fornitura di servizi essenziali facendo tutto il possibile per fermare la catena del contagio. E l’hanno fatto in un contesto di grande difficoltà: deficit di reddito dovuto al crollo dell’attività imprenditoriale, al rallentamento dell’economia, o alla chiusura di teatri, musei e impianti sportivi.

In Italia, le città dovranno affrontare un deficit di entrate di circa 3 miliardi di euro. E in un momento in cui ciò di cui avevamo più bisogno era la solidarietà, la risposta iniziale degli Stati europei è stata scoraggiante. In molti paesi sono riemersi sentimenti nazionalisti, che hanno imposto l’embargo sull’esportazione di alcuni prodotti medici o hanno permesso l’espressione della xenofobia.

Se vogliamo ripristinare il benessere del nostro continente, tutti i governi, nazionali e subnazionali, devono lavorare fianco a fianco per combattere questo virus, che non comprende né confini né nazionalità. La rapida mobilitazione delle risorse da parte delle istituzioni europee è stata un passo incoraggiante. Tuttavia, dobbiamo andare oltre per superare questa crisi e prepararci per la prossima.

Il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa e i suoi membri sostengono un’Europa forte e unita, basata sull’azione comune, sui valori condivisi e sulla solidarietà. Sebbene non sia stata concepita per rispondere a situazioni di emergenza, la politica di coesione europea ha più che dimostrato la sua utilità come cammino verso la solidarietà europea. La nuova Iniziativa di investimento della Commissione Europea per la risposta al Coronavirus (IIRC; CRII), che consente di utilizzare i fondi strutturali inutilizzati nel 2019 per aiutare i comuni e le regioni a far fronte alla crisi, fornisce un sostegno di cui c’è molto bisogno.

E’ vero che la nuova assistenza finanziaria non sarà sufficiente e sarà addirittura marginale rispetto ai piani di sostegno nazionali su larga scala in preparazione negli Stati membri. Pertanto, al di là della risposta all’emergenza, il CCRE esorta la Commissione a prendere in considerazione misure straordinarie per il 2021 per garantire la continuità della risposta alle sfide economiche e sociali emergenti. Più in generale, chiediamo alla Commissione europea di collaborare con noi e con gli Stati membri per includere le associazioni nazionali dei governi locali e regionali nei loro gruppi di lavoro immediati e a lungo termine sull’azione contro il coronavirus. Perché? Grazie alla nostra esperienza, alla nostra conoscenza della realtà sul campo e al nostro continuo contatto con i funzionari locali e regionali. Per tutti questi motivi, possiamo essere di grande aiuto.

In tutti i Paesi colpiti, e in particolare tra quelli più colpiti come nel caso dell’Italia, abbiamo visto che una risposta e un dialogo coordinato tra città, regioni e governi nazionali è stato fondamentale. Mentre entriamo in una nuova fase di graduale abolizione delle misure restrittive, i comuni e le regioni continueranno a svolgere un ruolo cruciale. Come ha osservato la Commissione Europea nella sua recente roadmap della strategia di uscita dal coronavirus: “L’abolizione delle misure dovrebbe iniziare dove c’è un impatto locale ed estendersi gradualmente alle misure con una copertura geografica più ampia”.

Una stretta collaborazione con i governi locali e regionali sarà essenziale per svolgere in sicurezza questo importante compito. Il calvario di covid-19 dovrebbe portarci a riflettere sulle nostre politiche e a prepararci per il futuro. La risposta immediata alla crisi non deve farci dimenticare la necessità di investire in settori orientati alla costruzione di un futuro prospero e sostenibile. Il Green Deal europeo e la strategia digitale europea sono passi nella giusta direzione e altri devono seguirli.

Questa crisi dimostra, ancora una volta, la necessità di un forte coordinamento internazionale e di territori resilienti. In quanto tale, l’Europa deve continuare a promuovere a livello globale la cooperazione verticale e orizzontale tra tutti i livelli di governo, nonché il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Si dice spesso che l’Unione europea adotti le misure necessarie in tempi di crisi. Se questo è vero, non dobbiamo rimanere passivi in questa tragedia. Dobbiamo sfruttare al massimo questo avvertimento per prepararci a un domani più sano e sicuro. Non è troppo tardi per unirsi e costruire un futuro sostenibile basato sulla solidarietà. I comuni e le regioni d’Europa sono pronti a fare la loro parte.

Stefano Bonaccini
0

E-News, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie



“I nostri pensieri sono con tutti coloro che in Italia piangono la perdita dei propri cari mentre continuano a combattere con coraggio i coronavirus”. Così si apre il messaggio di solidarietà indirizzato all’AICCRE, al segretario generale Carla Rey ed al Presidente Stefano Bonaccini pubblicato ieri sui social network dell’Associazione delle autorità locali in Lituania (Lietuvos savivaldybių asociacija).

“Il nostro sostegno va ai dipendenti dei comuni e degli enti locali italiani i che lavorano giorno e notte cercando di proteggere i propri cittadini al fianco di medici coraggiosi, ufficiali e rappresentanti di altre istituzioni. Impareremo dalla vostra capacità di unirvi come una nazione forte che non si arrende mai!”.

Da parte dell’AICCRE un ringraziamento di cuore, con la speranza di tornare al più presto a lavorare insieme.
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
L’AICCRE sta da anni sostenendo la battaglia per l’uguaglianza di genere, promuovendo, tra l’altro, in Italia, la Carta europea per l’uguaglianza e la parità di uomini e donne nella vita locale e raccogliendo le buone pratiche delle nostre amministrazioni locali e regionali. Impegno riconosciuto anche dal CCRE/CEMR che a fine gennaio ha nominato Silvia Baraldi, consigliera comunale di Legnago, portavoce sul tema del “gender equality” che, nella sua nuova funzione, ha recentemente dichiarato: “ci sono 1 milione di funzionari eletti locali e regionali in Europa, ma solo il 30% circa sono donne. Colmare il divario di genere a livello locale può avere enormi effetti di leva in termini di rendere le nostre società più democratiche e inclusive a tutti i livelli.” Come dettagliato nello studio del CCRE/CEMR “Donne in politica: tendenze locali ed europee“, la sottorappresentazione politica delle donne persiste in tutta Europa. Lo studio del CCRE/CEMR mostra che, nonostante un aumento della percentuale di donne elette negli ultimi dieci anni, la sottorappresentanza rimane particolarmente evidente nelle posizioni di massima leadership: solo il 15% dei sindaci e il 18% dei presidenti di le regioni sono donne.
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Un servizio per le donne che affrontano situazioni di violenza fisica, economica e psicologica è stato creato da Chieri, Comune di 36mila abitanti in provincia di Torino. Inaugurato nel marzo del 2018, ed ancora pienamente attivo, il centro InRete unisce gli spazi di ascolto contro la violenza diffusi nel chierese: quelli dell’Associazione Scambiaidee presso i comuni di Chieri e di Pino, la Casa delle donne del Comune di Poirino e l’esperienza di Amaryllus a Santena. L’obiettivo è quello di aiutare le donne a prendere coscienza e ad accompagnarle nell’attivazione di percorsi individuali di soluzione del problema. Insomma, un ottimo esempio di impegno corale contro il triste fenomeno della violenza di genere.

Fonte: Le buone pratiche in Italia della Carta europea dell’uguaglianza (a cura dell’AICCRE)
0

E-News, SDG, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie



Quattro anni dopo la sottoscrizione di Agenda 2030 da parte di 193 Paesi dell’ONU, è più chiaro che mai che un cambiamento globale richieda un’azione locale. Un nuovo studio del CCRE/CEMR e di PLATFORMA (al quale ha contribuito anche l’AICCRE) “In che modo le associazioni governative locali e regionali danno vita agli Obiettivi di sviluppo sostenibile evidenzia come le città e le regioni stiano portando un respiro internazionale nelle realtà territoriali. Lo studio è il seguito di quello del 2018 intitolato “Obiettivi di sviluppo sostenibile – In che modo le città e le regioni d’Europa stanno assumendo la guida”. Le associazioni degli enti locali e regionali svolgono un ruolo sempre più importante nella localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs): la loro vicinanza sia con i cittadini che con i diversi livelli di governo è strategica.

Le associazioni inoltre operano a livello internazionale e possono lavorare in modo costruttivo con i comuni e le regioni partner di tutto il mondo su questioni fondamentali come i piani d’azione per il clima, lo sviluppo economico, le politiche di parità di genere, le infrastrutture, l’accesso ai servizi, l’economia circolare, ecc.

Questo studio dimostra tra l’altro la necessità di una partnership multi-stakeholder (che seppur faticosamente sta iniziando a decollare) poiché diventa sempre più evidente che il raggiungimento dell’Agenda 2030 dipenda soprattutto dal coinvolgimento attivo e dal coordinamento di tutti gli attori(settore pubblico, privato e società civile).

Attraverso la cooperazione decentrata, i governi locali e regionali stanno colmando le carenze nazionali, lavorando insieme in tutto il mondo, fornendo reciprocamente capacità, risorse e know-how per far fare costanti progressi al raggiungimento di Agenda 2030.

Gli enti locali e regionali stanno inoltre utilizzando il quadro degli SDGs per migliorare e rafforzare i loro partenariati esistenti e le azioni di cooperazione allo sviluppo, assicurandosi che rimangano coerenti nelle loro parole e azioni. Lo studio contiene anche 10 raccomandazioni che hanno lo scopo di far avanzare una migliore localizzazione degli SDGs. . Per esempio si evidenzia la necessità che i governi locali e regionali, per implementare gli sforzi per il raggiungimento degli SDGs, debbano essere responsabilizzati e disporre di mezzi adeguati.
0

E-News, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione che riguarda le persone, il pianeta, la prosperità, il partenariato e la pace sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – O.S.S. – (Sustainable Development Goals, o ‘SDGs’) – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o “traguardi”.
Gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile guideranno quindi il mondo sulla strada da percorrere per i prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030, tenendo conto delle diverse realtà nazionali, delle capacità e dei livelli di sviluppo e nel rispetto delle politiche e delle priorità di ogni Stato.
Gli Obiettivi di sviluppo Sostenibile non possono essere raggiunti senza il contributo degli enti locali che ne sono gli attori chiave.
L’Italia sta già adottando una strategia nazionale relativa all’Agenda 2030 per la quale gli enti locali sono chiamati a contribuire.
In questo scenario sia nazionale che internazionale, l’AICCRE sta collaborando alla raccolta delle buone pratiche sul nostro territorio, lavoro importante in quanto viene realizzato per la prima volta in Italia. L’Agenda 2030 tocca tutte le tematiche di cui gli enti locali già si occupano: dall’ambiente, all’immigrazione, all’inclusione sociale, il clima, fino ad arrivare a tutti e 17 gli obiettivi. Non sempre gli amministratori sono a conoscenza che il lavoro che già stanno implementando rientra in alcuni di essi. L’AICCRE quindi chiede la collaborazione dei Sindaci italiani nel descrive la buona pratica realizzata nell’ottica di Obiettivo Sostenibile utilizzando la scheda che può scaricare qui.
L’AICCRE produrrà una pubblicazione dei casi raccolti per promuovere a livello internazionale gli enti locali italiani che si stanno impegnando nel raggiungimento degli obiettivi.
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie



Bientina
, piccolo Comune di 8300 abitanti in provincia di Pisa, ha organizzato dal luglio 2017 un progetto “Uguaglianza nella diversità” che prevede eventi a sostegno della figura femminile: rappresentazioni teatrali, concerti, mostre, ma anche impiegare le risorse per agevolare la donna nella sua veste di madre e lavoratrice. Insomma, quando l’arte incontra l’impegno politico per l’uguaglianza di genere e coinvolge tutti i settori della comunità: artisti, pittori, giovani. Lo scopo è quello di “affermare il valore della figura femminile in ogni settore del vissuto”, come si legge tra gli obiettivi del progetto. Ma anche diffondere la cultura delle pari opportunità e predisporre strumenti per la realizzazione di una buona politica di genere. Molto importante anche il coinvolgimento delle scuole e degli studenti del Comune sensibilizzati sul tema delle pari opportunità. Fonte: Le buone pratiche in Italia della Carta europea (a cura dell’AICCRE)
0

PREVIOUS POSTSPage 1 of 8NO NEW POSTS