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Quattro anni dopo la sottoscrizione di Agenda 2030 da parte di 193 Paesi dell’ONU, è più chiaro che mai che un cambiamento globale richieda un’azione locale. Un nuovo studio del CCRE/CEMR e di PLATFORMA (al quale ha contribuito anche l’AICCRE) “In che modo le associazioni governative locali e regionali danno vita agli Obiettivi di sviluppo sostenibile evidenzia come le città e le regioni stiano portando un respiro internazionale nelle realtà territoriali. Lo studio è il seguito di quello del 2018 intitolato “Obiettivi di sviluppo sostenibile – In che modo le città e le regioni d’Europa stanno assumendo la guida”. Le associazioni degli enti locali e regionali svolgono un ruolo sempre più importante nella localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs): la loro vicinanza sia con i cittadini che con i diversi livelli di governo è strategica.

Le associazioni inoltre operano a livello internazionale e possono lavorare in modo costruttivo con i comuni e le regioni partner di tutto il mondo su questioni fondamentali come i piani d’azione per il clima, lo sviluppo economico, le politiche di parità di genere, le infrastrutture, l’accesso ai servizi, l’economia circolare, ecc.

Questo studio dimostra tra l’altro la necessità di una partnership multi-stakeholder (che seppur faticosamente sta iniziando a decollare) poiché diventa sempre più evidente che il raggiungimento dell’Agenda 2030 dipenda soprattutto dal coinvolgimento attivo e dal coordinamento di tutti gli attori(settore pubblico, privato e società civile).

Attraverso la cooperazione decentrata, i governi locali e regionali stanno colmando le carenze nazionali, lavorando insieme in tutto il mondo, fornendo reciprocamente capacità, risorse e know-how per far fare costanti progressi al raggiungimento di Agenda 2030.

Gli enti locali e regionali stanno inoltre utilizzando il quadro degli SDGs per migliorare e rafforzare i loro partenariati esistenti e le azioni di cooperazione allo sviluppo, assicurandosi che rimangano coerenti nelle loro parole e azioni. Lo studio contiene anche 10 raccomandazioni che hanno lo scopo di far avanzare una migliore localizzazione degli SDGs. . Per esempio si evidenzia la necessità che i governi locali e regionali, per implementare gli sforzi per il raggiungimento degli SDGs, debbano essere responsabilizzati e disporre di mezzi adeguati.
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L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione che riguarda le persone, il pianeta, la prosperità, il partenariato e la pace sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – O.S.S. – (Sustainable Development Goals, o ‘SDGs’) – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o “traguardi”.
Gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile guideranno quindi il mondo sulla strada da percorrere per i prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030, tenendo conto delle diverse realtà nazionali, delle capacità e dei livelli di sviluppo e nel rispetto delle politiche e delle priorità di ogni Stato.
Gli Obiettivi di sviluppo Sostenibile non possono essere raggiunti senza il contributo degli enti locali che ne sono gli attori chiave.
L’Italia sta già adottando una strategia nazionale relativa all’Agenda 2030 per la quale gli enti locali sono chiamati a contribuire.
In questo scenario sia nazionale che internazionale, l’AICCRE sta collaborando alla raccolta delle buone pratiche sul nostro territorio, lavoro importante in quanto viene realizzato per la prima volta in Italia. L’Agenda 2030 tocca tutte le tematiche di cui gli enti locali già si occupano: dall’ambiente, all’immigrazione, all’inclusione sociale, il clima, fino ad arrivare a tutti e 17 gli obiettivi. Non sempre gli amministratori sono a conoscenza che il lavoro che già stanno implementando rientra in alcuni di essi. L’AICCRE quindi chiede la collaborazione dei Sindaci italiani nel descrive la buona pratica realizzata nell’ottica di Obiettivo Sostenibile utilizzando la scheda che può scaricare qui.
L’AICCRE produrrà una pubblicazione dei casi raccolti per promuovere a livello internazionale gli enti locali italiani che si stanno impegnando nel raggiungimento degli obiettivi.
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Lo sapevate che il Comune di Imola ha promosso un’azione in favore di un maggior equilibrio nella distribuzione di toponimi femminili e maschili nel territorio? Da quale presupposto arriva questa originale azione che nasce dopo uno studio della Commissione pari opportunità del Comune? Visto che l’intitolazione di spazi urbani a personaggi che hanno rivestito un ruolo significativo per la comunità locale e per la società ha valore simbolico e di riferimento identitario della comunità stessa e che i toponimi servono ad orientarsi e conoscere il territorio, il consiglio comunale e la giunta comunale hanno approvato dal 2015 con proprie deliberazioni l’adozione di una politica di genere nella toponomastica con l’attribuzione dei nomi delle donne della Costituente ed altre protagoniste della nostra storia. Lo studio della Commissione parità è stato sostenuto da alcuni istituti scolastici imolesi aderenti al progetto nazionale “sulle vie della parità” indetto da Toponomastica femminile. Per la cronaca, prima di queste delibere lo squilibrio tra toponimi maschili e femminili era clamoroso: 387 a 21! La fonte di questa notizia è tratta dalla nostra pubblicazione “Le buone pratiche in Italia della Carta europea”
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Su Buone Notizie, il supplemento del Corriere della Sera del 3 settembre, sono state pubblicate due pagine sul primo Report dell’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile di ASviS e Urban@it, nel quale l’AICCRE ha uno spazio importante nel capitolo relativo alle buone pratiche, grazie a due iniziative che hanno sensibilizzato e coinvolto: giovani delle scuole attraverso la mobilitazione degli amministratori locali (il concorso video Fai goal sugli obiettivi); ONG, Associazionismo e società civile con gli European Days of Local Solidarity (Giorni europei della solidarietà locale).
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Il 5 e 6 settembre si è svolto a Kirkenes, in Norvegia, il NoBa meeting 2019, che ha riunito le sezioni del CCRE del nord baltico. Molti gli argomenti in discussione che hanno riguardatoo temi importanti per gli enti locali e regionali, tra i quali, gli SDGs ed Agenda 2030. Per il quinto anno consecutivo è stata invitata ai lavori anche la sezione italiana, l’AICCRE: ha partecipato Carla Rey, Segretario generale. I lavori si sono concentrati sulle strategie locali di città e regioni riguardo soprattutto Agenda 2030 e gli SDGs. “Le Associazioni di enti locali svolgono un ruolo importante per i loro associati, soprattutto ora che i governi locali sono chiamati a contribuire attivamente alle strategie di sviluppo”, ha commentato Carla Rey. Fondamentale quindi “lo scambio di conoscenze e di esperienze tra le varie associazioni, non solo perché uno degli SDGs (il 17) definisce il partenariato”, ma anche perché, “non essendoci ricetti per il successo di Agenda 2030, solo lo scambio di buone pratiche può aiutare gli enti locali ad essere protagonisti dei grandi cambiamenti”.
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Gli ambiziosi ma fondamentali “obiettivi di Agenda 2030 possono essere raggiunti solo attraverso un meccanismo governance inclusiva multilivello che coinvolga enti locali in primis, ma anche società civile e settore privato”
, così Carla Rey, Segretario generale AICCRE, nell’intervento sostenuto il 16 luglio a New York nel corso del side event “Finanziamento degli SDG a livello locale” nato dall’iniziativa del Governo italiano con la collaborazione dell’AICCRE, e svoltosi nell’ambito dell’High Level Political Forum dell’ONU.
Cosa sta succedendo in Italia a livello di impatto degli SDGs? Le differenze economiche tra nord e sud del Paese si riflettono anche nella geografia dello sviluppo sostenibile e a livello locale, nonostante i dati raccolti siano ancora scarsi, “si può affermare che la cultura innovativa dell’Agenda 2030 sta diventando l’obiettivo della pianificazione locale”.
In relazione alla strategia Nazionale per lo Sviluppo sostenibile, che si articola secondo le cinque aree persone, pianeta, prosperità, pace e partnership, gli enti locali italiani dimostrano sensibilità diverse e, in questo caso, si rilevano elementi di problematicità anche nel nord dell’Italia ed esempi di eccellenza in piccoli e medi comuni sia del nord che del sud Italia.
La Rey si è quindi soffermata su Venice City Solutions 2030, evento annuale di AICCRE, co-organizzato con UN-Habitat, UNDP, UNCDF, UCLG, di confronto tra i diversi stakeholders dell’Agenda: enti locali mondiali e loro governi centrali, cittadinanza, accademia e settore privato per l’individuazione di buone pratiche da condividere a livello globale. “La prima edizione dell’evento Venice City Solutions ha voluto toccare un tema prioritario per gli enti locali italiani: il finanziamento degli SDGs a livello locale”. Tra l’altro, ricordiamo che le raccomandazioni (la II si svolgerà sempre a Venezia il 24 e 25 ottobre prossimi), sono state il tema del side event ed il contributo italiano alla discussione di New York.
“In tema di finanziamento degli SDGs, ha continuato il Segretario generale dell’AICCRE, è importante partire da tre considerazioni: la necessità che i finanziamenti siano commisurati agli obiettivi di sviluppo a tutti i livelli di governo, introducendo modelli innovativi di finanza locale e regionale. Al modello di decentramento deve però corrispondere una raccolta affidabile di dati e indicatori a livello locale appositamente creati; tutti i livelli di governo dovrebbero migliorare la partecipazione attiva dei cittadini nei processi di sviluppo locale: così facendo la società civile farebbe propri gli obiettivi dell’Agenda e ne garantirebbe l’implementazione a sostegno dell’azione dei governi locali; risulta fondamentale l’impegno e la collaborazione di tutti i livelli di Governo per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
“La presenza all’HLPF di New York di un side event sponsorizzato dal Governo italiano e organizzato dagli enti locali dimostra come in Italia ci si stia impegnando in una innovativa ed efficace governance multi-livello che consente la condivisione della strategia nazionale anche ai livelli locali e garantisce che il processo di partecipazione coinvolga tutti, partendo dal basso, come richiesto nei principi fondanti dell’Agenda 2030.
Dopo aver elencato le raccomandazioni, frutto del contributo degli enti locali sul tema del finanziamento dopo un ampio dibattito tra gli amministratori locali ed i rappresentanti dei Governi centrali mondiali, la Rey ha sollevato il “problema comune ai governi locali relativamente all’Agenda 2030 che è la mancanza di dati: se vi sono dati ufficiali a livello centrale e talvolta regionale, grazie a sistemi statistici nazionali, nella maggior parte dei paesi vi è l’impossibilità di poter usufruire di dati locali certi e omogenei”.
La dirigente dell’Associazione ha concluso con un impegno: “da parte degli enti locali e regionali italiani e di AICCRE, si garantisce l’impegno di perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 implementando la pianificazione strategica locale con la localizzazione degli SDGs, in linea con la strategia nazionale, e di continuare le attività di formazione dei funzionari della pubblica amministrazione e della cittadinanza affinché anche quest’ultima ne supporti il successo”.


LEGGI L’INTERVENTO INTEGRALE DI CARLA REY



IL VIDEO DEI LAVORI DEL 16 LUGLIO (38’34”, INTERVENTO DI CARLA REY)


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“E’ fondamentale il dialogo fra governo centrale e governi locali per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile (SDGs) e garantire i necessari finanziamenti. L’AICCRE supporta i sindaci nel raggiungimento degli SDGs: ci sono molti esempi di città che stanno facendo progetti, aiutiamoli con gli indicatori. La cittadinanza attiva è cruciale per raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030. Occorre co-creare politiche pubbliche locali e monitorare i progressi. Sono molte le iniziative in tante città italiane di tutte le dimensioni e regioni nel segno dell’ uguaglianza di genere, dell’economia circolare e dell’ occupazione giovanile: così Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, nel suo intervento sostenuto il 16 luglio nel corso del side event “Finanziamento degli SDG a livello locale” nato dall’iniziativa del Governo italiano con la collaborazione dell’AICCRE, e svoltosi presso la Sala Conferenze 8 dello United Nations Headquarters.
Ascoltare i Governi locali inizia ad essere sentita come priorità. “Per aiutare lo sviluppo sostenibile, c’è bisogno di stare vicini alle Comunità, con esempi e progetti concreti. Le autorità locali detengono la chiave e hanno bisogno di un ambiente favorevole per mobilitare risorse pubbliche e private. L’assistenza e il sostegno pubblici possono essere un catalizzatore, ma saranno necessari investimenti”. Ha rimarcato Stefano Manservisi, Direttore generale della DG Cooperazione internazionale e sviluppo della Commissione europea.
Lo sviluppo sostenibile è imprescindibile dal coinvolgimento delle autorità locali. “Generare cambiamento significa agire sui territori, conoscerli e favorire un confronto vivo tra conoscenza locale e conoscenza globale. È quello che da molti è chiamato “place-based approach”, che permette il coinvolgimento di tutte le realtà presenti sul territorio, urbane e rurali, rispettando il famoso principio dell’Agenda 2030, che nessuno sia lasciato indietro”, ha detto il ministro per l’Ambiente Sergio Costa. “Le autorità locali vanno sempre ascoltate e coinvolte. Sono gli enti locali – ha continuato Costa – i soggetti pubblici vicini ai cittadini che quindi non possono essere esclusi nell’ambito delle strategia per lo sviluppo sostenibile”.
Mariangela Zappia, Ambasciatrice, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, ha sottolineato come “per l’Italia sia fondamentale rafforzare la partnership con paesi Africani per raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030” ed ha ringraziato l’AICCRE “per il forte coinvolgimento degli enti locali”.
Secondo Maimunah Mohd Sharif, direttrice esecutiva di UN HABITAT, per il raggiungimento degli SDGs “è fondamentale coinvolgere e rendere protagonisti, insieme agli enti locali, il settore privato e la società civile”.
Emilia Saiz, Segretario generale dell’UCLG ha sottolineato come “i governi locali sono convinti che vi sia bisogno di riforme fiscali e di sviluppo di capacità ma è fondamentale che i governi nazionali li includano nelle loro strategie per migliorare la mobilitazione delle risorse nazionali”.
Al side event hanno partecipato anche delegazioni dei governi di Camerun, Madagascar e Marocco.
L’evento rientrava dell’ High level political forum dell’ONU, organo sussidiario dell’ONU e del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, responsabile per l’intera politica dell’organizzazione sullo sviluppo sostenibile, che si sta svolgendo a New York dal 9 al 18 luglio e che all’interno ha ospitato una “tre giorni” (15-17 luglio) dedicata agli enti locali.
L’iniziativa del 16 luglio è nata dalla strategia italiana “Venice City Solutions 2030” che AICCRE ha sviluppato grazie al network PLATFORMA finanziato dalla DG DEVCO . Nei tre anni di lavoro del progetto PLATFORMA in Italia si è sviluppata una strategia di sensibilizzazione e lobby tra gli enti locali per poter raggiungere obiettivi di awareness raising degli enti locali sull’Agenda 2030 e sulla cooperazione decentrata, formazione degli enti locali sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, creazione di piattaforme di governance multilivello per avviare una partnership tra enti locali, governo nazionale e dimensione internazionale, creazione di nuove forme inclusive di partenariato con settore privato, università, terzo settore, ONG, associazionismo e società civile.


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“Un esempio di eccellenza del nostro Paese che tra l’altro segue le indicazioni dell’obiettivo 17 degli SDG, quello sul partenariato. Il Governo italiano riconosce l’importanza della collaborazione con gli enti locali e regionali per gli obiettivi di Agenda 2030, essendo gli enti più vicini ai cittadini. L’evento con il Governo italiano, oltretutto in un contesto internazionale come quello dell’ONU, nasce dalla consapevolezza comune che obiettivi così ambiziosi e vitali per il futuro del Pianeta e dell’umanità, dalla lotta alla povertà alla sostenibilità, dalla parità di genere alla lotta contro il cambiamento climatico, possono essere raggiunti solo con una azione multilivello a livello istituzionale”, così il 12 luglio in un comunicato stampa Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, che guiderà la delegazione italiana, ha commentato il side event “Finanziamento degli SDG a livello locale” che nasce dall’iniziativa del Governo italiano con la collaborazione dell’AICCRE, che si svolgerà a New York Il 16 luglio presso la Sala Conferenze 8 dello United Nations Headquarters.

L’evento farà parte dell’ High level political forum dell’ONU, organo sussidiario dell’ONU e del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, responsabile per l’intera politica dell’organizzazione sullo sviluppo sostenibile, che si sta svolgendo a New York dal 9 al 18 luglio e che all’interno ospiterà una “tre giorni” (15-17 luglio) dedicata agli enti locali.

L’iniziativa del 16 luglio nasce dalla strategia italiana “Venice City Solutions 2030” che AICCRE ha sviluppato grazie al network PLATFORMA finanziato dalla DG DEVCO .

Tra le presenze annunciate quella del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, insieme a Stefano Bonaccini, Presidente Presidente AICCRE e del CCRE/CEMR, e di Stefano Manservisi, Direttore generale per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo dell’Unione europea.

Le raccomandazioni finali della I edizione saranno il tema del side event ed il contributo italiano alla discussione che vedrà a New York, insieme al Governo italiano e AICCRE, anche UNDP, UN-Habitat, UNCDF, UCLG di i governi del Camerun e del Marocco.

Nei tre anni di lavoro del progetto PLATFORMA in Italia si è sviluppata una strategia di sensibilizzazione e lobby tra gli enti locali per poter raggiungere i seguenti obiettivi: – awareness raising degli enti locali sull’Agenda 2030 e sulla cooperazione decentrata; – formazione degli enti locali sugli obiettivi di sviluppo sostenibile; – creazione di piattaforme di governance multilivello per avviare una partnership tra enti locali, governo nazionale e dimensione internazionale; – creazione di nuove forme inclusive di partenariato con settore privato, università, terzo settore, ONG, associazionismo e società civile.
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