Marcia per l’Europa: aderisce il CCRE!

Il CCRE (Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) ha aderito alla manifestazione del 25 marzo “In marcia per l’Europa”, l’iniziativa della forza federalista. Una partecipazione “entusiasta e convinta”, come ha sottolineato il Presidente dell’AICCRE e del CCRE Stefano Bonaccini, “forti della nostra tradizione politica, che dal 1952 si batte per una Europa federale attraverso la mobilitazione ed il rilancio delle autonomie locali”. L’AICCRE, in prospettiva della Marcia, ha organizzato il 24 marzo a Roma il Bureau esecutivo internazionale del CCRE, che raccoglie più di centoquarantamila Enti territoriali europei; primo passo per una adesione estesa alla “Marcia”. Siamo consapevoli, ha commentato Bonaccini, “del profilo europeo della Marcia e soprattutto convinti che la voce dei cittadini europei, per mezzo degli Enti locali, in questa delicata fase storica debba alzarsi univoca, forte e chiara per chiedere il rilancio del processo di integrazione dell'Unione europea”.

 

 

Enti locali, attori chiave nello scenario mondiale

Si sta svolgendo a Barcellona (20-24 febbraio) l’ufficio di presidenza della UCLG (United Cities and Local Governments), l’organizzazione mondiale degli enti locali e regionali, della quale il CCRE è la sezione europea.  Presenti, tra gli altri, Stefano Bonaccini, Presidente del CCRE e dell’AICCRE e Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE. Molti i punti all’ordine del giorno, legati da un filo conduttore: nei prossimi anni UCLG dovrà rinnovarsi per essere in grado di sostenere gli enti locali e regionali nell’ attuare l'”impegno di Bogotá” e di influenzare le agende globali.  Le città sono diventate potenziali attori chiave nelle agende globali e sono state al centro delle discussioni della comunità internazionale, in particolare nel processo decisionale in seno alle Nazioni Unite, e cioè: l'Agenda per lo Sviluppo 2030, l'Accordo sul Clima di Parigi, l'Agenda per il finanziamento allo sviluppo di Addis Abeba, l’Agenda per la riduzione del rischio e l'Agenda New Urban – Habitat III. Nel suo discorso, il Presidente Bonaccini ha, tra l'altro, sottolineato la necessità di non dimenticare il tema delle migrazioni, così sentito in Italia, come in Spagna ed in Grecia, Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma più in generale da tutta Europa. Tema che è divenuto materia di competizioni elettorali. Da un lato dobbiamo garantire diritti, accoglienza ed integrazione a coloro che fuggono da fame, guerre e disperazione, ma serve un approccio comune per evitare che solo alcuni Paesi accolgano i migranti o investano sulla cooperazione internazionale. Anche perché, ha concluso Bonaccini,  con preoccupazione vediamo nascere nuovi muri mentre dovremmo costruire ponti. 

Finanza locale ed investimenti a lungo termine

Sviluppare le energie rinnovabili, ristrutturare le scuole, mantenere un sistema di trasporto efficiente:  tutti progetti che, per un ente locale, richiedono investimenti a lungo termine. Ma quali sono gli ostacoli? Quali cambiamenti sono necessari alle norme europee? L’8 marzo prossimo a Bruxelles, il CCRE ha co-organizzato un evento presso il Parlamento europeo al fine di trovare risposte a queste domande. “Investimenti a lungo termine: gli ostacoli e le opportunità per le regioni e le città" analizzerà la questione da ogni punto di vista, dalle necessarie modifiche alle regole europee alle infrastrutture di trasporto. Il CCRE sarà rappresentato da Flo Clucas, portavoce sulle finanze locali, che presenterà le soluzioni indicate dal CCRE. Interverranno parlamentari europei, eletti locali e rappresentanti del mondo imprenditoriale. Per partecipare, registrarsi prima del 22 febbraio.  Il programma

Trasparenza ed innovazione per la democrazia

Secondo un rapporto presentato a fine gennaio a Roma nella sede dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), su 176 Paesi l’Italia si colloca al 60° posto al mondo – ex aequo con Cuba – nella classifica di “Transparency International” che monitora la corruzione. Con un punteggio di 47 su 100 – dove 0 corrisponde a “molto corrotto” e 100 “per nulla corrotto”.  Anche negli altri Paesi europei   questo indice non è molto alto.  L’Italia ci sta però lavorando: il Paese infatti  segna un miglioramento nel 2016 rispetto al 2015 (44 punti; 61/mo posto).   Lo ha sottolineato Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, (nella foto) intervenuta a Madrid l’8 febbraio nel corso di un Convegno internazionale sulla trasparenza (“Dialogos sobre transparencia y gobierno  abierto”)  organizzato da  ONU-habitat, dalla FEMP (la sezione spagnola del CCRE), e in partenariato, tra gli altri, con Transparency International.  “Vi sono stati in Italia, in questo senso – ha continuato la Rey –  tre tappe fondamentali, da un punto di vista legislativo:  la Legge 190 del 2012,  ‘Disposizioni per la prevenzione e la repressione della  corruzione  e dell'illegalità nella pubblica amministrazione’;   il Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,  ‘Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni’;  il Decreto legge 2014, Legge 114, ‘Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari’”.  L’ultimo atto di questo percorso, ha evidenziato la dirigente dell’AICCRE,  “sono state le nuove norme sulla trasparenza del dicembre 2016, che hanno introdotto una legislazione sul modello del Freedom of Information Act (Foia) dal nome della prima legge sulla trasparenza approvata negli Usa nel 1966, fortemente volute dal ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Marianna Madia”.

“Europa per cittadini”, CCRE chiede aumento budget

Il CCRE ha invitato i parlamentari europei a votare nella prossima sessione plenaria di marzo l'aumento del  budget del programma “Europa per i cittadini”, portandolo  a 500 milioni di euro, e cioè 1 € per ogni cittadino europeo. Il Presidente del CCRE Stefano Bonaccini (che è anche Presidente dell’AICCRE) ha sottolineato l’importanza politica del Programma, “essenziale per coinvolgere i cittadini, rafforzarne la partecipazione civica e l’impegno democratico”, soprattutto in una fase, come l’attuale,  che vede “un preoccupante aumento di populismi e nazionalismi”.  Frédéric Vallier, Segretario generale del CCRE, ha sottolineato come da molti anni il CCRE  ha chiesto alle istituzioni europee di rafforzare il Programma in modo che siano intraprese “iniziative concrete per collegare l'Europa con i suoi cittadini”. Il CCRE, oltre all’aumento del budget, ha chiesto anche che attraverso il Programma: si possa creare una piattaforma online per condividere le buone pratiche; si possa ampliare la portata del programma per dare maggiore flessibilità ai beneficiari ed allineare le priorità del programma con le politiche in materia di cittadinanza europea;  si debbano coinvolgere le associazioni di enti locali e regionali nella sensibilizzazione e nel sostegno al programma stesso.

Ricordiamo…costruendo la pace

Un grande tumulo tra i  campi di Auschwitz e Birkenau, con pietre portate da tutto il mondo,  si erge dal 2009 a memoria di tutte le vittime di quelli che furono per  l’Europa gli anni bui del  nazifascismo. L’AICCRE, che vi pose simbolicamente la prima pietra,  partecipa al Giorno della Memoria  e conferma  il suo impegno concreto, da sempre guidato dal pensiero federalista europeo, alla costruzione di un Europa unita e solidale, basata sui diritti umani universali,  che scongiuri il ripetersi di quelle che furono le pagine più buie della storia dell’umanità.

Svolta il 10 gennaio a Roma, presso la sede nazionale dell’AICCRE, la riunione della delegazione dell’Associazione nel CCRE (nella foto). Il segretario generale Carla Rey ha illustrato il programma di lavoro del 2017, anno ricco di appuntamenti, che prevedrà, tra l’altro, incontri sui temi della Governance, della migrazione, del clima ed energia, della coesione territoriale, dell’occupazione, dell’Agenda urbana, dei Servizi pubblici, della cooperazione internazionale. “Tutte questioni che riguardano il futuro dei nostri poteri territoriali, e che affronteremo con concretezza e spirito di servizio”, ha commentato la Rey.      

L’AICCRE, e  tutti gli Enti locali italiani ad essa associati, esprime la vicinanza al popolo tedesco per il dolore provocato dal tremendo attentato di ieri sera a Berlino. La violenza non ci intimidisce:  l’Associazione si impegnerà sempre di più a fare in modo che l’Europa sia territorio dei valori della pace, dell’integrazione, dei diritti umani, adoperandosi in ogni sede per contrastare a livello politico e culturale tutti coloro che cercano di minarli. 

 

L’Europa dei ponti, non dei muri!

Credo che l'Europa debba cambiare nel premiare di più il lavoro, l'impresa, la crescita, gli investimenti pubblici, venendo da anni in cui l'austerity e il rigore hanno prodotto più persone che stanno peggio. Questo inevitabilmente ha fatto crescere un sentimento antieuropeo che fa leva su nazionalismi e populismi che credevamo di aver sconfitto per sempre. Un'Europa quindi che deve tornare a essere più dei ponti e meno dei muri, ma che deve guardare in faccia i problemi di oggi. Sono le parole di Stefano Bonaccini, Presidente dell'AICCRE e della Regione Emilia-Romagna, diventato il nuovo Presidente del Ccre (Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa). Bonaccini spiega che l'Europa può essere una grande opportunità.

GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA RILASCIATA A "LA PRESSE" IL 15 DICEMBRE 

Stefano Bonaccini nuovo Presidente del CCRE! “I cittadini al centro del Progetto europeo”

Stefano Bonaccini, Presidente dell'AICCRE e della Regione Emilia-Romagna, è il nuovo Presidente del CCRE! Lo ha eletto il 12 dicembre a Maastricht il Comitato direttivo. Bonaccini ha ottenuto più voti dell'altro candidato alla Presidenza: Yvan Mayeur, Sindaco di Bruxelles.  E' la prima volta nella lunga storia del CCRE (fondato nel 1952), la più grande Associazione europea di Enti territoriali, che un italiano assume la carica presidenziale. "Sarò il Presidente di tutti, nel segno dell'unità e della trasparenza. L'Unione europea sta attraversando una delle fasi più difficili della sua storia, lo stesso processo di integrazione europea sembra essersi bruscamente arrestato: per l'Europa c'è bisogno di un progetto forte e condiviso e, soprattutto, di una nuova linfa vitale che può e deve essere fornita dagli Enti locali e regionali. In un'epoca di globalizzazione, con la conseguente perdita di identità e di omologazione delle culture, è necessario mettere le persone al centro di un forte progetto politico e sociale. Il nostro slogan deve essere unità nella diversità. Inoltre, l'Unione europea deve superare l'idea che rigore ed austerità portino a recuperare fiducia tra i  cittadini", sono state le prime parole del neo-Presidente, che resterà in carica tre anni. Bonaccini succede ad Iñigo de la Serna, ex Sindaco di Santander ed attuale Ministro spagnolo dei Lavori pubblici e dei Trasporti.