Clima ed energia: parola agli enti locali!

Nell’ambito della settimana europea per lo sviluppo sostenibile, iniziativa promossa dalla Commissione europea, il Comitato delle Regioni e dei poteri locali (CdR) ha organizzato il 20 giugno a Bruxelles una Conferenza sull’energia, mirata a diffondere il lavoro del CdR sulle ultime questioni politiche relative alle proposte della Commissione sulla politica energetica, adottate il 30 novembre 2016, come “pacchetto invernale” .  All’importante conferenza ha partecipato anche il CCRE con il sindaco di Udine Furio Honsell, portavoce su energia e clima (nella foto, al centro) . Al termine dei lavori, è stato approvato un documento nel quale si riconosce, tra l’altro, l’importanza politica e strategica del Patto dei Sindaci: “le ambiziose politiche che i firmatari del Patto stanno attuando possono svolgere un ruolo fondamentale nella fornitura del pacchetto di energia pulita nelle città e nelle regioni europee”. Oltre ad altri leader locali e regionali, recita il documento, “abbiamo coinvolto cittadini e attori locali nella progettazione delle nostre politiche climatiche e energetiche, traducendo gli obiettivi dell’UE in risultati concreti”. L’ esperienza dei poteri territoriali in materia di clima e governance energetica dovrebbe “servire da esempio agli Stati membri durante la redazione dei loro Piani nazionale sul clima e sull’energia, anche allo scopo di costruire congiuntamente le future politiche energetiche e climatiche”. Ciò inoltre contribuirebbe a ricostituire la fiducia dei cittadini nel progetto europeo. Insieme alla Commissione europea, la volontà è quella di presentare una Unione europea capace di una governance condivisa tra diversi livelli di governo. Il documento inoltre manifesta l’impegno a sostenere l’internazionalizzazione dell’Alleanza dei Sindaci, e garantire che questo movimento dal basso fornisca gli incentivi e gli strumenti giusti per comunità più vivibili, indipendentemente dal loro contesto economico e sociale.

Problemi e soluzioni in comune…

Una delegazione tecnica dell’Associazione norvegese degli enti locali (KS), accompagnata da Carla Rey, segretario generale dell’AICCRE, è stata ricevuta oggi a Roma, in Campidoglio, da Marco Cardilli,  vice capo di gabinetto con deleghe alla Sicurezza e alla Protezione civile e da Diego Porta, Comandante della Polizia Locale di Roma Capitale. L’incontro, organizzato dall’AICCRE, è stata l’occasione, da parte del Comune di Roma, di illustrare ai norvegesi l’approccio capitolino ad alcuni temi di grande importanza, come la sicurezza, le politiche sociali, il trasporto pubblico, i migranti.  Cardilli ha messo in evidenza come la sicurezza sia gestita attraverso un “approccio globale ed integrato con politiche inclusive e sociali, con politiche urbane nel segno della vivibilità”. Fiore all’occhiello della giunta capitolina, secondo il vice capo di gabinetto, è “il profondo processo di trasparenza avviato sia nei confronti dei cittadini che dell’imprenditoria romana”. Per la questione migranti, Cardilli non ha nascosto le difficoltà che sta vivendo la città di Roma.  Carla Rey, a margine dell’incontro, ha sottolineato come “l’incontro sia stato molto positivo sotto diverse angolazioni, ma soprattutto è aumentata la consapevolezza di come siano comuni i problemi degli enti locali di aree geografiche molto differenti. Questo non fa altro che rafforzare la nostra convinzione di quanto sia importante la cooperazione tra poteri territoriali”. Nella foto, da sinistra: Trond Lesjø (KS), Carla Rey, Marco Cardilli, Diego Ponte 

Condividiamo, cooperiamo, coinvolgiamo!

Il CCRE ha espresso, attraverso  il suo comitato politico (svoltosi a Chios, in Grecia), un documento che ribadisce il ruolo centrale degli enti locali e regionali sia sullo scenario europeo che mondiale.  I poteri territoriali riuniti del CCRE  innanzitutto confermano il loro sostegno a favore di un’Europa forte e unita, fondata sui valori caratterizzanti europei: democrazia, diritti umani, uguaglianza e rispetto dello stato di diritto. In molti Paesi dell’Unione tuttavia ci sono  minacce alla democrazia locale e a preoccupanti spinte alla ricentralizzazione. Per questo il documento chiede che i principi della Carta europea dell’autogoverno locale del Consiglio d’Europa nel 1985 (alla quale stesura contribuì anche il CCRE) siano sostenuti e applicati in tutti i Paesi europei. La decentralizzazione è assai importante e deve essere un potente strumento per una nuova democrazia in una nuova Europa:   Il futuro dell’Europa non è infatti una questione da discutere esclusivamente a livello di Capi di Stato, governi e parlamenti. Il CCRE chiede un dibattito ampio che incoraggi i cittadini a esprimere le  loro aspirazioni sul tipo di Europa che desiderano. L’Unione europea, insomma, deve ripartire dal basso: “occorre stabilire legami più forti tra le sfide con cui sono chiamati a confrontarsi i cittadini quotidianamente e le soluzioni che dovrebbero essere apportate dall’Europa e dall’Unione europea. Con questo obiettivo, occorre garantire ai governi locali e regionali un ruolo attivo nello sviluppo e nell’attuazione di queste soluzioni”. Soprattutto in questa fase nella quale vi è una crisi di fiducia da parte dei cittadini nei confronti dei leader politici e della loro capacità di rispondere in maniera adeguata alle loro preoccupazioni e necessità. “Si tratta di una tendenza preoccupante e in Europa: crisi economica e finanziaria, immigrazione, globalizzazione,  sviluppi geopolitici hanno sollevato interrogativi rispetto alla capacità dei nostri leader di fornire soluzioni appropriate”. L’immagine dell’Unione va assolutamente rinnovata in quanto, secondo il CCRE,   la “concentrazione sul mercato unico hanno portato molti cittadini europei a credere che l’unico obiettivo dell’Unione sia l’integrazione economica”. (nella foto, parte della delegazione italiana del CCRE con il sindaco di Chios Manolis Vournous. Da sinistra: Oreste Ciasullo, Carla Rey, Monica Cerutti, Vournous, Stefano Bonaccini, Massimo Seri, Gabriele Taddeo) Leggi tutto “Condividiamo, cooperiamo, coinvolgiamo!”

Migranti: stop ad egoismi sia in Italia che in Europa!

La questione dei migranti è epocale e va affrontata con buon senso e razionalità, miscelando accoglienza, integrazione  e sicurezza, redistribuzione e cooperazione con i paesi di origine dei migranti. I prossimi mesi saranno particolarmente caldi e non solo da un punto di vista climatico, ma per l’arrivo sulle nostre coste di decine di migliaia migranti, oltretutto raddoppiati nell’ultimo anno. E’ urgente mettere da parte egoismi e particolarismi, così come è urgente che tutti i soggetti coinvolti dalla questione si assumano responsabilità e doveri.  Così Stefano Bonaccini, Presidente AICCRE e CCRE, oggi a Chios, in Grecia, nel corso del dibattito  “L’Europa e il Mondo di fronte alle sfide migratorie e di integrazione” nel contesto del Policy Committee del CCRE (nella foto un momento dei lavori).  “E’ inutile nascondere che gli accordi presi in sede di Unione europea non sono per nulla rispettati o se lo sono avvengono in maniera molto blanda. L’Europa ha bisogno di condividere i propri problemi e fino ad oggi è mancata quasi completamente, lo dico da europeista convinto,  una gestione ed una politica di accoglienza sul suolo europeo.  Ci sono Paesi dell’UE che “non accolgono quasi nessuno e ce ne sono altri che invece si stanno facendo carico di un grande lavoro. Non è giusto, ha denunciato il Presidente,  “che chi è esposto da un punto di vista geografico, come l’Italia, la Grecia e la Spagna, debba sopportare un carico così rilevante che ha un enorme impatto sulla quotidianità delle comunità”. Leggi tutto “Migranti: stop ad egoismi sia in Italia che in Europa!”

Sviluppo sostenibile: parola alle imprese

Il ruolo delle imprese nelle  partnership per lo sviluppo sostenibile: è l’evento che si è svolto  il 9 giugno a Venezia, organizzato da AICCRE, Venice International University , Hecos for Ethics,  con  il sostegno del programma europeo Erasmus+ . L’Agenda 2030 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) assegna un ruolo di primo piano alle imprese. A loro si guarda come partner da coinvolgere in modo sistemico nell’attuazione dell’agenda stessa nella consapevolezza che obiettivi così ambiziosi richiedono la mobilitazione di competenze, risorse e capacità finanziarie che solo il settore privato può assicurare. Il progetto Hecos for Ethic ha attivato un network europeo tra Camere di Commercio, ONG per diffondere le buone pratiche di Responsabilità Sociale e di gestione sostenibile dell’impresa. Il network intende ora consolidare e ampliare la propria azione affrontando la sfida del coinvolgimento delle imprese nell’implementazione degli SDGs e proponendosi come possibile punto di riferimento per tutti i soggetti del territorio interessati a costruire questo scenario. Sono intervenuti, tra gli altri, Giampaolo Peccolo (AICCRE Veneto), Alessandra Fornetti, (Venice International University),  Giovanni Tonutti (AICCRE Veneto), Wim Keygnaert (VOKA – Camera di Commercio di Oost-Vlaanderen , Belgio), Alessia Sabatino (Global Compact Italia), Massimo Chiocca (CISE – Camera di Commercio di Forlì-Cesena), Diego Vecchiato (Direzione Relazioni Internazionali della Regione del Veneto), Jonathan Janssens (Comune di Gent), Federica Fontana (Comune di Vicenza). Approfondisci 

 

Il clima non si USA e getta

“Molti sindaci negli Stati Uniti si stanno impegnando ad adottare, onorare e sostenere l’accordo sul clima di Parigi nonostante la recente decisione del presidente Donald Trump di ritirarsi dall’accordo stesso. Ancora una volta, le città e le regioni mostrano il loro peso e il senso di responsabilità verso il pianeta e verso le generazioni future. Non vediamo l’ora di lavorare più che mai con le città e le regioni americane”. Così una nota del CCRE pubblicata sul proprio sito.  “Invitiamo tutti i sindaci degli Stati Uniti a lavorare in stretta collaborazione con tutti i leader locali del mondo per continuare a combattere il cambiamento climatico e raggiungere il nostro obiettivo comune. Il CCRE  invita i sindaci USA ad impegnarsi per una ambiziosa e concreta  azione nei riguardi del clima”.  Non è da sottovalutare la mazzata del ritiro degli Stati Uniti.  Tuttavia, continua la nota del CCRE, “l’accordo sul clima di Parigi rimane irreversibile, e le città e le regioni di tutto il mondo continueranno comunque a giocare  un ruolo decisivo”.

60 anni nel segno di convivenza e tolleranza

“E’ stato un Convegno internazionale, dall’alto valore simbolico per riflettere su cosa hanno significato questi 60 anni di costruzione dell’Europa, in particolare per la nostra Regione Friuli Venezia Giulia”. Così Franco Brussa,   Presidente della federazione AICCRE del Friuli Venezia Giulia, ha commentato il Convegno “60 anni dai Trattati di Roma” che si è svolto il  6 giugno a Gorizia, organizzato dall’ AICCRE, con il sostegno della Commissione europea, di PLATFORMA, della Regione Friuli e dell’ ISIG. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri: Stefano Bonaccini, Presidente dell’AICCRE e del CCRE; Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia; Ettore Romoli, Sindaco di Gorizia; Matej Arčon, Sindaco di Nova Gorica; Milan Turk, Sindaco di Šempeter-Vrtojba; Isabella De Monte, Eurodeputata; Alfonso Zardi, Capo Dipartimento Istituzioni democratiche e Governance, Consiglio d’Europa; Franco  Iacop, Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ‏ e membro del Comitato delle Regioni. Modererà i lavori Daniele Del Bianco, direttore ISIG.  Leggi tutto “60 anni nel segno di convivenza e tolleranza”

Una Rete globale per gli enti locali!

United Cities and Local Governments (UCLG), l’organizzazione mondiale degli enti locali e regionali, della quale il CCRE è la sezione europea,  vuole fare sentire le voci dei governi locali nella attuazione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibili  (SDG) dell’ONU. UCLG promuoverà le azioni  del governo locale e regionale attraverso le campagne #Local4Action e #Regions4Action.  Negli anni a venire, gli Stati membri dell’ONU riferiranno sui loro progressi verso il raggiungimento degli SDG. L’UCLG completerà questi rapporti con #Local4Action e #Regions4Action, fornendo informazioni  su come l’azione dei governi locali e regionali abbia contribuito al raggiungimento degli SDG. Se si è attivi  a livello locale  su questi temi e si vuole contribuire : #Local4Action e #Regions4Action.  E’ il momento di realizzare gli obiettivi globali iniziando dal territorio!

SDG: riunione a Bruxelles

Come possono gli enti locali e regionali contribuire all’attuazione dei 17 obiettivi dell’ONU per lo sviluppo sostenibile (SDG)? Come può la cooperazione internazionale sostenere gli SDG? Come sensibilizzare sul tema cittadini, politici locali, governi nazionali? Se ne è discusso il  29 maggio a Bruxelles in una riunione tecnica organizzata dal CCRE e da PLATFORMA, alla  quale ha partecipato Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE. Ai lavori hanno preso parte, tra gli altri,  rappresentati della Commissione  europea, del Comitato delle regioni e dei poteri locali (CdR) e dell’UCLG (United Cities and Local Governments).

2018, l’anno del patrimonio culturale

Promuovere la diversità culturale, il dialogo interculturale e la coesione sociale; evidenziare il contributo economico offerto dal patrimonio culturale ai settori culturale e creativo, compreso per le piccole e medie imprese, e allo sviluppo locale e regionale; sottolineare il ruolo del patrimonio culturale nelle relazioni esterne dell’UE, inclusa la prevenzione dei conflitti, la riconciliazione postbellica e la ricostruzione del patrimonio culturale distrutto: sono questi i principali obiettivi dell’Anno europeo del patrimonio culturale, proclamato per il 2018 e che beneficerà di uno stanziamento di 8 milioni di euro: 4 saranno erogati dal programma Europa Creativa e gli altri 4 da altri programmi UE quali Erasmus Plus, Horizon 2020 ed Europa dei Cittadini che parteciperanno con bandi dedicati. Gli Stati membri nomineranno dei coordinatori nazionali per promuovere le iniziative dirette nel proprio paese e raccordarsi con quelle “bandiera” promosse dalla Commissione. Per l’Italia, il coordinamento è presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.  Sito Anno europeo patrimonio culturale.

Forum coesione: ecco la VII edizione

Il Settimo forum sulla coesione, che si terrà il 26 e il 27 giugno 2017 a Bruxelles, è un evento politico di ampia portata organizzato ogni tre anni, cui partecipano più di 700 persone tra cui rappresentanti di alto livello delle istituzioni europee, dei governi centrali, rappresentanti regionali e locali, partner economici e sociali, ONG e universitari. Il Forum includerà anche altri discorsi programmatici, tre dibattiti aperti e tre workshop paralleli su questioni cruciali concernenti il​futuro dell’Europa e dei Fondi strutturali e di investimento europei.  L’evento sarà la base da cui partire per la preparazione del quadro post-2020 relativo ai Fondi strutturali e di investimento europei. Scrivono gli organizzatori: “la politica di coesione deve riflettere sulla difficile sfida di un’economia europea più inclusiva, competitiva e resiliente e deve affrontare le questioni sollevate dal Libro bianco sul futuro dell’Europa  che tratta del valore aggiunto delle politiche dell’UE, della sussidiarietà e del divario tra promesse e risultati.  Il forum offre un’opportunità unica che permetterà ai politici, ai soggetti interessati e ai professionisti di discutere di come le politiche dell’UE possano migliorare le condizioni di vita e le opportunità di tutti i cittadini europei, in un contesto di globalizzazione, cambiamento tecnologico e crescenti disuguaglianze”. Approfondisci

L’integrazione, in concreto…

In concomitanza con la Giornata mondiale del rifugiato indetta dall’ONU, la Commissione europea ha lanciato lo strumento europeo per il riconoscimento delle competenze (Skills Profile Tool) per i cittadini di paesi terzi. Si tratta di un web editor utilizzabile on line e off line che permetterà a quanti non sono cittadini dell’UE di presentare le proprie competenze, qualifiche ed esperienze in modo da renderle immediatamente comprensibili ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle organizzazioni che si occupano di migranti in tutta l’Unione europea.  Approfondisci

 

Uomini e donne: ridurre gap pensionistico

Secondo Il Parlamento europeo,  la diseguaglianza di genere nel lavoro e nei salari deve essere affrontata in maniera più adeguata, anche al fine di prevenire il divario pensionistico tra uomini e donne che nell’UE sfiora il 40%. Per questo il Parlamento ha recentemente  votato mercoledì una serie di proposte.  Nel 2015, il gap pensionistico di genere era al 38,3% nell’UE e nel corso degli ultimi cinque anni è aumentato, per le persone con più di 65 anni, in metà degli Stati membri.  Tra le proposte: incentivi alle donne per lavorare più a lungo e con interruzioni di carriera più brevi; crediti di assistenza per maternità, paternità, congedo parentale o assistenza di altri familiari; rispetto del principio di parità retributiva a parità di lavoro.

 

 

Terremoto: 1,2 miliardi per l’Italia

La Commissione europea ha proposto di mobilitare 1,2 miliardi di euro a titolo del Fondo di solidarietà dell’UE a seguito dei terremoti che hanno colpito l’Italia centrale nel 2016 e nel 2017. “Si tratta della somma più alta mai stanziata in un’unica tranche”, riferisce il comunicato stampa della Commissione. Il Fondo di solidarietà sosterrà le operazioni di ricostruzione e la ripresa dell’attività economica nelle regioni colpite. Il denaro può essere impiegato anche per coprire i costi dei sevizi di emergenza, degli alloggi temporanei, delle operazioni di risanamento e delle misure di protezione del patrimonio culturale, in modo da alleviare l’onere economico già sostenuto dalle autorità italiane. Una prima tranche di aiuti per un valore di 30 milioni di euro è già stata erogata nel dicembre 2016. L’importo proposto deve ora essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Ricordiamo che  Il Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE) offre agli Stati membri dell’UE e ai paesi in via di adesione sostegno finanziario in seguito a catastrofi naturali, a livello nazionale o regionale. Dalla creazione del FSUE nel 2002, l’Italia ne è stata la maggiore beneficiaria, con oltre 1,3 miliardi di euro mobilitati tra il 2003 e il 2014.