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“Se la pandemia di coronavirus ha avuto un impatto scioccante sulla salute dei cittadini, sulla loro vita quotidiana e sulle economie locali, il piano di ripresa dell’UE costituisce un atto storico di solidarietà per il nostro continente e un punto di svolta per la nostra Unione. Senza questa nuova manna finanziaria, non saremo in grado di superare una crisi di proporzioni colossali come quella attuale”. Così Stefano Bonaccini, Presidente CEMR ed AICCRE in un suo intervento apparso sul sito del CEMR.



“Lo shock creato da questa situazione senza precedenti non avrà solo un effetto importante sulle nostre economie, ma anche sul modo in cui vediamo collettivamente la relazione tra l’ambiente e il nostro modo di vivere. Le decisioni che stiamo per prendere per superare questa crisi daranno forma al mondo del prossimo secolo e ciò che è chiaro è che la ricostruzione e gli investimenti per il futuro dovranno essere fatti con e dai governi regionali e locali. Hanno già dimostrato la loro capacità di gestire la pandemia, proteggere il benessere dei nostri cittadini e sostenere le imprese locali”.



“Questo è il motivo per cui sindaci, consiglieri e leader regionali in tutta Europa chiedono partenariati forti ed efficaci tra tutti i livelli di governo. Tali partenariati ci consentiranno, tra l’altro, di gettare le basi per un’Europa resiliente e sostenibile, meglio preparata per le sfide e le opportunità che ci attendono verso le transizioni verdi e digitali”. Enti locali che hanno trovato un’alleata nella Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha dichiarato di essere attenta alle priorità di investimento di comuni e regioni. Però, la Commissione ha semplicemente raccomandato agli Stati membri di coinvolgere i governi locali e regionali nella preparazione dei piani di ripresa. Non vi è quindi alcun obbligo in tal senso. La palla passa agli Stati membri. Lo scorso dicembre, continua Bonaccini, “abbiamo collaborato con il Comitato europeo delle regioni per determinare in che misura gli Stati membri stanno coinvolgendo i governi locali e regionali nella definizione dei loro piani di ripresa post-COVID. I risultati sono inequivocabili: la maggior parte degli Stati membri dell’UE non riesce a informare e coinvolgere adeguatamente i rappresentanti dei comuni e delle regioni nella definizione delle priorità di investimento e nella stesura di questi piani nazionali di ripresa”.

Solo i governi locali e regionali e le loro associazioni nazionali di Finlandia, Irlanda e Lituania hanno affermato di essere veramente parte del processo che garantirà il recupero dei loro territori. “Ancora più preoccupanti, sottolinea il prsidente, sono stati gli ostacoli evidenziati dalla maggior parte degli intervistati. Questi denunciano una mancanza di volontà tivo o di un tempo insufficiente assegnato loro per poter contribuire alla progettazione dei piani nazionali. Data la vastità di ciò che l’Europa deve affrontare, abbiamo bisogno che il nostro approccio di governance in partenariato sia più efficace e rapido“.

In un momento in cui la Commissione europea sta preparando la sua visione a lungo termine per le aree rurali, “questi piani di ripresa potrebbero essere anche un’opportunità per rilanciare le campagne e investire in quei territori che devono ancora recuperare il ritardo nella digitalizzazione, nell’accesso ai servizi di base , istruzione, salute, mobilità e altro ancora”.



La spinta dell’Europa verso una transizione digitale e verde deve anche “tener conto di tutti i territori. Se vogliamo una ripresa reale ed efficace, non possiamo adottare un approccio “taglia unica”. Devono essere considerate le esigenze specifiche di territori di tutte le dimensioni”.

“Coinvolgendo le associazioni nazionali che rappresentano i comuni, le città e le regioni, prospetta Bonaccini, garantiremo che la voce delle città intermedie, delle città più piccole e dei territori più rurali venga ascoltata anche nel processo decisionale nazionale sulle priorità di investimento. Sicuramente consentirebbe ai governi centrali di includere i punti di vista e gli interessi di una gamma più ampia di territori nel processo decisionale”.



È passato circa un anno dallo scoppio della pandemia, “è fondamentale evitare di ripetere gli errori delle prime settimane della crisi, ammonisce il Presidente Troppe delle misure iniziali sono state prese a livello nazionale e spesso hanno trascurato il ruolo cruciale che i governi locali e regionali stavano svolgendo nelle loro circoscrizioni”.

“Ma nonostante i ripetuti appelli negli ultimi mesi, vediamo che, in assenza di un obbligo legale, i leader locali e regionali non vengono consultati adeguatamente. Questo è il motivo per cui ci rammarichiamo che il principio di partenariato, obbligatorio nell’ambito della politica di coesione, sia stato escluso dal regolamento sullo strumento di ripresa e resilienza”.

Fondamentale per Bonaccini “consultare e coinvolgere paesi, città e regioni e le loro associazioni nazionali per garantire investimenti efficaci e riforme reali sul campo”.

“Inoltre, la collaborazione con il livello locale e regionale contribuirà a garantire la coerenza nell’uso dei diversi fondi dell’UE a livello locale. Questo è il motivo per cui esortiamo la Commissione e il Parlamento a verificare la coerenza dei piani nazionali di ripresa alla luce degli accordi di partenariato che sostengono l’uso dei Fondi strutturali e di investimento europei in ciascuno Stato membro”.



“Nonostante il fatto che 19 Stati membri abbiano già presentato i loro progetti di piani nazionali alla Commissione europea, continueremo a spingere per il coinvolgimento di città e regioni in modo più sistematico. Tuttavia, per garantire l’adesione ai principi di base della governance multilivello, abbiamo bisogno del Parlamento europeo a bordo. Incoraggiamo gli eurodeputati a fare pieno uso dei loro poteri di controllo per contribuire a garantire che l’UE tragga il massimo beneficio ed efficacia dai fondi per il recupero e la resilienza”.

“Il piano di ripresa dell’Europa ha un grande potenziale non solo per rinvigorire la nostra economia, ma per andare oltre, per affrontare gli enormi problemi che la pandemia ha esposto e plasmare il futuro del nostro continente. Lavorando e dando potere alle nostre città e regioni, conclude Bonaccini, l’Unione europea uscirà da questa crisi più forte e in grado di affrontare meglio la crisi COVID, l’emergenza climatica, la transizione digitale e le sfide future che ci attendono. I nostri cittadini se lo aspettano. Non c’è tempo da perdere!”
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Il Comitato permanente CEMR per l’uguaglianza, del quale Silvia Baraldi (nella foto) è la portavoce, si è dichiarato il 7 aprile “profondamente turbato” per la recente decisione della Turchia che, attraverso un decreto presidenziale, si è ritirata dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (detta anche Convenzione di Istanbul).

Una decisione “codarda” ed oltretutto intempestiva, come ha sottolineato il CEMR, “dato l’attuale panorama politico, sempre più segnato da numerosi contraccolpi sui diritti umani e alla luce della “pandemia ombra” di violenza domestica scoppiata il COVID-19.

Estremamente preoccupante per il CEMR “vedere il primo firmatario della Convenzione di Istanbul (la Turchia è stato il primo Paese a ratificare la Convenzione il 12 marzo 2012, ndr) voltare le spalle alle ragazze e alle donne della Turchia”.

Il CEMR è soprattutto preoccupato per le conseguenze del gesto turco in quanto esso “non solo avrà un impatto sulla vita quotidiana delle ragazze e delle donne in Turchia, ma risuonerà rumorosamente in tutta la regione e potrebbe influenzare altri stati a perseguire politiche simili”.

Ricordiamo che la Convenzione è il primo e unico strumento vincolante in Europa per combattere e prevenire ogni forma di violenza contro ragazze e donne, compresa la violenza domestica, lo stupro coniugale, i matrimoni precoci, le mutilazioni genitali ed escissioni.

In molti paesi in cui la Convenzione è attualmente in vigore, i governi locali e regionali e le amministrazioni hanno competenze specifiche che li rendono gli attori chiave nell’attuazione del Convenzione, in particolare per quanto riguarda la fornitura di servizi alle vittime e ai sopravvissuti alla violenza domestica e il monitoraggio e la segnalazione della violenza contro le donne.

Il CEMR ha espresso “solidarietà alle ragazze e alle donne turche che senza dubbio pagheranno il prezzo di questa manovra politica” ed ha rivolto un appello ai firmatari turchi della Carta europea per l’uguaglianza delle donne e Men in Local Life per continuare il loro impegno e incoraggiare tutti gli altri governi locali ad agire per affrontare ed eliminare la violenza contro le donne e le ragazze”.

Inoltre, il CEMR ha esortato “l’Unione dei comuni turchi a sostenere i propri membri nel loro lavoro di prevenzione, protezione e perseguire la violenza contro le donne nei loro territori, indipendentemente dalla posizione del governo nazionale


LA CONVENZIONE, TESTO IN ITALIANO

L’11 maggio 2011 la convenzione è stata aperta alle firme a Istanbul. Ad oggi, 12 Paesi hanno firmato la convenzione senza ratificarla, e 34 Paesi che l’hanno firmata,ratificata e fatta rispettare. L’entrata in vigore risale al 1° agosto 2014. Nel 2017, anche l’Ue ha firmato. Diversi Paesi hanno firmato la convenzione ma non l’hanno mai ratificata, il che significa che non è mai stata applicata. Tra questi Paesi vi sono Armenia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Repubblica Moldova, Ucraina e Regno Unito. Altri si sono rifiutati di firmarla, come Russia e Azerbaigian.

In Italia, il 19 giugno 2013, dopo l’approvazione unanime del testo alla Camera, il Senato ha votato il documento con 274 voti favorevoli e un solo astenuto.

LA LISTA COMPLETA E AGGIORNATA DELLE FIRME E DELLE RATIFICHE (DAL SITO DEL CONSIGLIO D’EUROPA)
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Un sentito ringraziamento a tutti i delegati all’Assemblea congressuale dell’AICCRE, che mi hanno rieletto Presidente. Abbiamo il dovere, assieme ai tanti enti locali associati e ai loro amministratori, alle nostre federazioni territoriali, di rafforzare il lavoro di raccordo e collaborazione con l’Unione europea e con il governo del Paese. Abbiamo discusso di lotta alla pandemia, di crescita sostenibile, di programmazione dei fondi europei, di priorità strategiche da attivare con il Recovery plan, di politiche di coesione territoriale a favore delle nostre comunità. Ed ora subito al lavoro, c’è tanto da fare. Ps grazie al Presidente del Parlamento europeo Sassoli, ai ministri Lamorgese, Guerini, Di Maio, Gelmini e Bianchi, al sottosegretario Amendola, al Presidente del Friuli Venezia Giulia Fedriga, al vicepresidente Anci Pella, al Presidente Upi De Pascale, alla Segretaria generale UCLG Saiz, al Segretario generale CEMR Vallier, alla Segretaria generale AICCRE Rey, all’europarlamentare Bonafe’, ai rappresentanti del Movimento Federalista Europeo, per aver partecipato ai nostri lavori.

Stefano Bonaccini, Presidente AICCRE
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La XVI Assemblea congressuale dell’AICCRE svoltasi in modalità virtuale il 30 e 31 marzo 2021 ha confermato nelle loro cariche Carla Rey, Segretario generale e Stefano Bonaccini, Presidente. Nel corso degli eventi del 31 marzo (saluti istituzionali e tavola rotonda “La ripresa dell’Europa, il rilancio dell’Italia ed il next generation EU”) numerosi sono stati gli auguri di buon lavoro indirizzati ai dirigenti dell’AICCRE da parte di numerosi rappresentanti delle istituzioni nazionali ed internazionali intervenuti ai lavori. L’importanza del lavoro dell’Associazione è stata sottolineata, tra gli altri, da Luciana Lamorgese, ministro degli Interni, da Maria Stella Gelmini, ministro per gli affari regionali e le autonomie, Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, David Maria Sassoli, Presidente Parlamento europeo, Lorenzo Guerini, Ministro della Difesa, Emilia Saiz, Segretario Generale Città Unite e Governi Locali – UCLG Frederic Vallier, Segretario Generale CEMR, Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione e Vincenzo Amendola, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
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Nell’ambito del quinto SDG Global Festival of Action, promosso dalla campagna di azioneSDGdelle Nazioni Unite si è svolto il 25 marzo il workshop di co-creazione: The Local4Action HUBs: Il potere della trasformazione locale attraverso gli SDGs al quale ha partecipato anche Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE.
Riconoscendo il potere di trasformazione insito negli attori locali e la necessità di un’azione collettiva verso la realizzazione dell’agenda globale, l’iniziativa Local4Action HUBs di UCLG ha celebrato i processi sviluppati localmente e sostiene la loro diffusione e replicabilità al fine di accelerare ulteriormente la localizzazione delle agende globali.


L’iniziativa ha mirato ad ampliare la conoscenza e promuovere il dialogo aperto e la collaborazione tra gli stakeholder territoriali per raggiungere gli obiettivi di trasformazione, diventando una piattaforma chiave per condividere, esplorare e comunicare l’importanza delle azioni locali nell’attuazione delle agende globali. La sessione si concentrerà sul potere trasformativo delle azioni locali verso gli SDG, innescando un effetto moltiplicatore con un impatto nelle politiche e dinamiche globali.

L’INTERVENTO AUDIO DI CARLA REY
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Come già pubblicato nel nostro sito, la Commissione europea ha lanciato nell’ottobre di quest’anno il “Green city Accord” (GCA), un movimento di sindaci europei impegnati a rendere le città più pulite e più sane. Esso mira a migliorare la qualità della vita di tutti gli europei e ad accelerare l’attuazione delle leggi ambientali dell’Unione europea. Il CEMR è coinvolto nella gestione e soprattutto nella sensibilizzazione dell’iniziativa insieme a Eurocities e ICLEI Europa.

Cesena è la prima città italiana ad aderire all’accordo. Anche Firenze e Torino sono interessate ad impegnarsi nel processo.

Ci auguriamo che altre città e comuni italiani aderiscano all’iniziativa. Vi aggiorneremo sul nostro sito e sui nostri profili social ogni volta che avremo un nuovo firmatario italiano.

PRESENTAZIONE DA PARTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA DEL GREEN CITY ACCORD

GREEN CITY ACCORD CLEAN AND HEALTHY CITIES FOR EUROPE

LETTERA DI INVITO AD ADERIRE AL GREEN CITY ACCORD DA PARTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA E DEL CEMR

COME E DOVE ADERIRE
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