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“Chiediamo alla futura task force sul COVID-19 della Commissione europea di consultare le associazioni dei governi locali e regionali per garantire l’attuazione pratica dell’iniziativa di investimento di risposta del Coronavirus”. Lo ha dichiarato l’AICCRE, attraverso Ilaria Bugetti, consigliera regionale della Toscana e portavoce del CCRE/CEMR per lo sviluppo territoriale.
“Il CCRE/CEMR incoraggia inoltre sia gli Stati membri dell’UE che la Commissione a trarre insegnamenti da questa situazione nell’elaborazione del quadro finanziario pluriennale post-2020 e della politica di coesione”.

La dichiarazione è stata pronunciata in seguito alla presentazione il 2 aprile da parte della Commissione europea della seconda serie di misure finanziarie per sostenere ulteriormente la lotta contro il COVID-19.
Le proposte prevedono una flessibilità molto maggiore per l’utilizzo dei fondi strutturali e di investimento, possibile trasferimento di risorse finanziarie tra i diversi fondi della politica di coesione, un finanziamento temporaneo del 100% da parte della Commissione (pertanto non è richiesto alcun cofinanziamento locale) e un allentamento dei requisiti amministrativi.

L’altro portavoce del CCRE/CEMR per lo sviluppo territoriale, lo scozzese Steven Heddle, ha sottolineato come “con questa crisi stiamo saltando nell’ignoto. Questo è il motivo per cui più che mai abbiamo bisogno di flessibilità nell’uso dei fondi di coesione per migliorare la resilienza dei nostri territori. I comuni e le regioni hanno bisogno di sostegno per poter rispondere alla crisi COVID-19 e alle sue conseguenze sociali ed economiche”.

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Intervista del 1 aprile del “Quotidiano Nazionale” al Presidente della Regione Emilia-Romagna, dell’ AICCRE e del CCRE/CEMR Stefano Bonaccini.

📌 Governatore, con l’eurodeputato Carlo Calenda, il governatore Giovanni Toti e altri sindaci ha pubblicato una lettera sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, chiedendo solidarietà alla Germania. Perché?
«Siamo davanti a una pandemia globale. Il compito dell’Europa è affrontare insieme questa fase di emergenza e soprattutto realizzare misure straordinarie per sostenere le imprese e le famiglie del continente. Guai, se una volta rialzati, non avessimo già a disposizione gli strumenti necessari per la ripresa».
📌 Eppure la sensazione pare più quella del ‘Ognuno si salva da solo’.
«In questo caso, saremmo tutti travolti. Se l’Europa non sarà parte della soluzione allora sarà parte del problema. Purtroppo, al momento la Germania dà spazio a chi si appella solo alle ragioni di bilancio e degli egoismi nazionali, Olanda in testa. Per questo le chiediamo di prendere una strada diversa. L’Europa nasce dalle macerie della guerra, dalla fratellanza, dalla solidarietà. Fino a quando l’interesse comune ha guadagnato spazio sugli egoismi nazionali tutti i Paesi sono cresciuti; da quando invece è iniziato a prevalere l’interesse di parte siamo diventati la parte del mondo che cresce di meno e che invecchia di più».
📌 Insisterete sugli eurobond?
«Attraverso l’emissione di bond europei, un debito comune e quindi non dei singoli Stati, chiediamo che si finanzi un grande piano di misure sanitarie, sociali ed economiche».
📌 Molti dei nostri anziani trovano similitudini fra la situazione attuale e il periodo di guerra: all’epoca si ripartì con la solidarietà, ad esempio con l’accordo del ’53 che aiutò proprio la Germania riducendone il debito. I tedeschi dovrebbero ripassare un po’ la storia?
«La storia deve essere fonte di insegnamento per tutti, tedeschi compresi. Mi lasci dire una cosa: come Emilia-Romagna abbiamo un rapporto di collaborazione storico con il Land tedesco dell’Assia, fondato sulla cooperazione e la solidarietà. Nei giorni scorsi ci hanno proposto di accogliere nei loro ospedali pazienti positivi della nostra regione. Sono convinto che la Germania sia anche questo».
📌 Ma il disinteresse del Nord Europa (anche Olanda e Svezia) si espande. Da cosa deriva?
«Per troppo tempo la politica ha alimentato paure ed egoismi, basta guardare a casa nostra. Ora ciascun governo vede bene che c’è una difficoltà comune, un interesse comune, un’opportunità comune; solo che teme di sentirsi rinfacciare dalla propria opinione pubblica gli stessi messaggi sbagliati che per anni ha elargito a piene mani e in modo irresponsabile. Ricordiamoci che mentre qualcuno qui diceva ‘Prima gli italiani’, altrove altri ripetevano ‘Prima gli olandesi’, ‘Prima i tedeschi’. Per questo oggi è così difficile cambiare».
📌 Quale può essere una proposta, se continuerà il no agli eurobond dedicati al virus?
«L’Italia sta lavorando per una soluzione comune. Siamo di fronte alla crisi più grave dalla Seconda guerra mondiale, servirà un impiego di risorse enorme e non credo ci siano alternative a un’operazione di reperimento fondi a costi azzerati e spalmata sul lunghissimo periodo».
📌 Se continueranno queste divisioni, l’Europa non rischia di soccombere, come ha detto Jacques Delors?
«La risposta è semplice: sì, il rischio è esattamente questo. Pur in una situazione drammatica, l’Unione europea e le istituzioni comunitarie hanno forse l’ultima occasione per dimostrare di avere un’anima, quella da cui e per cui è nata».
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“I nostri pensieri sono con tutti coloro che in Italia piangono la perdita dei propri cari mentre continuano a combattere con coraggio i coronavirus”. Così si apre il messaggio di solidarietà indirizzato all’AICCRE, al segretario generale Carla Rey ed al Presidente Stefano Bonaccini pubblicato ieri sui social network dell’Associazione delle autorità locali in Lituania (Lietuvos savivaldybių asociacija).

“Il nostro sostegno va ai dipendenti dei comuni e degli enti locali italiani i che lavorano giorno e notte cercando di proteggere i propri cittadini al fianco di medici coraggiosi, ufficiali e rappresentanti di altre istituzioni. Impareremo dalla vostra capacità di unirvi come una nazione forte che non si arrende mai!”.

Da parte dell’AICCRE un ringraziamento di cuore, con la speranza di tornare al più presto a lavorare insieme.
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Notizie
Stiamo vivendo uno dei periodi più difficili dell’epoca moderna. L’epidemia da COVID-19 sta provocando nel mondo intero una crisi profonda che investe tutte le sfere dell’essere umano.

L’immagine di Papa Francesco che, in un Vaticano deserto e sotto la pioggia battente, pronuncia parole di speranza e nel contempo di amara condanna nei riguardi dello scempio commesso dall’uomo nei riguardi del Pianeta, resterà per sempre il simbolo ed il monito di questo periodo.

L’emergenza da COVID-19 ha fatto esplodere contraddizioni e deficienze strutturali che coinvolgono tutti i Paesi del mondo.

L’Unione europea rischia di frantumarsi, vittima del suo sistema intergovernativo che molte volte ha mostrato limiti e farraginosità che ne hanno compromesso il funzionamento. Basti pensare al recente passato ed all’approccio sconnesso al tema delle migrazioni.

E’ sufficiente in queste ultime settimane dare un’occhiata ai social network, ai sondaggi, ai contenuti alcuni media, alle dichiarazioni di alcuni uomini politici per capire che l’Unione vive un periodo di impopolarità che, se non frenato, rischia di essere irreversibile e di avere conseguenze drammatiche.

Scrive sulla Nazione-Resto del Carlino-Giorno il 29 marzo Antonio Noto, direttore ‘Noto Sondaggi’, che il sentimento negativo verso l’Europa riguarda ormai anche gli europeisti più ferventi. La loro fiducia verso l’Ue, infatti, sottolinea Noto, “è crollata al 25%, basti pensare che nel periodo pre-epidemia questo indice era comunque al 34%, ed il 64% dei cittadini si professava “europeista convinto” contro il 49% di questi giorni, quindi con una perdita in poche settimane del 15% del consenso”. C’è però un problema comunicativo e politico di fondo: occorre ribadire con forza ai cittadini europei che è questa Europa che non funziona. Lo diciamo noi dell’AICCRE e della forza federalista da decenni.

Nell’approccio alla lotta al COVID-19 le carenze dell’Unione si sono manifestate in pieno ed in modo drammatico. Sono infatti emersi con evidenza gli egoismi nazionali dei Paesi che compongono l’UE, nonostante una emergenza senza precedenti. E’evidente, anche dagli ultimi accadimenti, che il malfunzionamento dell’UE risiede nella prerogativa delle decisioni da parte del Consiglio europeo, inadeguato nel trovare accordi per far marciare in senso coeso l’Unione europea.

In questa fase diamo atto al Parlamento europeo ed alla Commissione europea di aver messo in campo interventi straordinari contro il COVID-19 utilizzando lo spazio concesso loro dai Trattati.

Abbiamo una grande opportunità concreta di ridisegnare l’Unione europea: la Conferenza sul futuro dell’Europa, che a questo punto diventa uno strumento di cambiamento attraverso il quale costruire una Europa coesa e federale, almeno con i Paesi che vorranno. Essa non dovrà basarsi sui vecchi Trattati, ma su uno nuovo che dia vita ad un’Europa federale.

Noi dell’AICCRE chiediamo un’Europa aperta al mondo, un governo politico europeo, controllato dal Parlamento europeo, una unione fiscale, un governo economico ed un ruolo politico più importante per gli enti locali e regionali, che devono essere coinvolti strutturalmente e permanentemente nelle decisioni che li riguardano.

“La storia ci guarda”, da detto recentemente Ursula von der Leyen davanti al Parlamento europeo, “possiamo usare questa tempesta per assicurarci che potremo resistere meglio alla prossima”. Parole non solo condivisibili ma stimolanti per proseguire la nostra battaglia politica e vincerla.

Un’altra questione emersa dalla crisi legata alla pandemia è la fondamentale importanza sotto molteplici aspetti degli enti locali e regionali. Abbiamo espresso loro la vicinanza dell’AICCRE. Gli amministratori locali sono ancora una volta impegnati in prima linea. L’ emergenza sanitaria rischia di sfilacciare il tessuto sociale dei territori, eppure i sindaci, pur tra tante difficoltà, stanno reagendo uniti, con enorme senso civico e responsabilità, coscienti di essere non solo i fornitori dei servizi ai cittadini, ma i rappresentanti dell’istituzione più vicina alle persone. I sindaci ed i loro cittadini stanno facendo emergere sentimenti di solidarietà e coscienza civile e questo ci da speranza per il futuro.

Speranza sostenuta… dall’etimologia. “Crisi” deriva dal verbo greco krino = separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Un momento di crisi cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento, come l’attuale, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo.

Abbiamo oltretutto strumenti concreti per farlo. Per quanto concerne l’Europa ed il suo assetto abbiamo già detto della Conferenza sul futuro dell’Europa.

In un mondo globalizzato, dove lo sono anche i grandi problemi dell’umanità, occorre reagire e trovare soluzioni a livello mondiale. L’evoluzione e la diffusione della pandemia COVID-19 ha mostrato che siamo tutti interconnessi, nel bene e nel male.

Temi quali l’ambiente, la lotta al cambiamento climatico, la lotta alla povertà, alla fame, la necessità di un sistema sanitario efficiente per tutti, la lotto contro le diseguaglianze, la costruzione di un futuro nel quale le città siano sostenibili, il bisogno di pigiare l’acceleratore sulla cooperazione internazionale: tutti temi racchiusi nell’Agenda 2030 dell’ONU, che è uno strumento concreto di cambiamento, suggerisce tra l’altro una visione d’insieme e di unità, sintetizzando il concetto espresso nei giorni scorsi da Papa Francesco: “nessuno si salva da solo”.

Dopo la fine della pandemia, che ci auguriamo avvenga presto, occorrerà concentrarsi maggiormente su Agenda 2030.

L’AICCRE da anni sta lottando concretamente a livello nazionale ed internazionale per un mondo diverso, sempre più sostenibile e umano, come dichiara l’Agenda. Quest’ultima è diventata per l’Associazione il faro delle politiche nazionali e locali ed abbiamo formato centinaia di amministratori locali italiani affinché i 17 obiettivi contenuti in Agenda 2030 divenissero parte integrante della pianificazione territoriale.

Ribadiamo e rilanciamo, soprattutto in questo drammatico periodo, il nostro impegno per continuare a costruire un’Europa ed un mondo della fratellanza che ripartirà dopo l’emergenza con tutti coloro che crederanno nei valori della solidarietà reciproca sociale e economica, a partire dai sindaci e dagli amministratori locali.
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L’Associazione delle città e delle regioni per la gestione sostenibile delle risorse (ACR +) sta raccogliendo e condividendo le migliori pratiche delle città europee su come gestire i rifiuti urbani minimizzando la diffusione del coronavirus. Iniziative delle Regioni Italiane e delle Aziende di igiene urbana associate ad UTILITALIA
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L’AICCRE è vicina agli enti locali italiani, impegnati in questa battaglia contro la pandemia da COVID-19. L’AICCRE conosce le difficoltà quotidiane di gestione del territorio da parte degli amministratori locali alle quali si è aggiunta una emergenza sanitaria senza precedenti che rischia di sfilacciare il tessuto sociale dei territori.
Eppure, i sindaci stanno reagendo con enorme senso civico e responsabilità, coscienti di essere i rappresentanti dell’istituzione più vicina ai cittadini. In questi giorni in cui il sentire comune è la grande incertezza per il futuro, i sindaci ed i loro cittadini stanno facendo emergere sentimenti di solidarietà e coscienza civile e questo ci da speranza per un futuro che per noi è già iniziato.
Ogni periodo di crisi è anche l’occasione per migliorare noi stessi e la realtà nella quale viviamo.
L’AICCRE da anni sta lottando concretamente a livello nazionale ed internazionale per un mondo diverso, sempre più sostenibile e umano, come dichiara l’Agenda ONU 2030, che è diventata per l’Associazione il faro delle politiche nazionali e locali.
In questa logica abbiamo formato centinaia di amministratori locali italiani affinché i 17 obiettivi contenuti in Agenda 2030 diventino parte integrante della pianificazione territoriale.
Ribadiamo, soprattutto in questo drammatico periodo, il nostro impegno per continuare a costruire un’Europa ed un mondo della fratellanza che ripartirà dopo l’emergenza con tutti coloro che crederanno nei valori della solidarietà reciproca sociale e economica, a partire dai sindaci e dagli amministratori locali.
Non siete soli, soprattutto ora! Restiamo a disposizione dei nostri associati.
Appena terminata l’emergenza sanitaria saremo al vostro fianco nella pianificazione dei comuni e delle città che con rinnovato vigore saranno resilienti, sostenibili, innovative, inclusive e solidali.


Stefano Bonaccini, Presidente
Carla Rey, Segretario generale
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Le misure di risposta alle crisi dovrebbero essere combinate con un impegno a lungo termine nei programmi di ricerca dell’Unione europea, ha affermato nei giorni sorsi il Parlamento europeo.
Il Parlamento ha apprezzato tra l’altro la messa in comune di quasi 140 milioni di euro per la ricerca contro il COVID 19. La Commissione ha lanciato una call straordinaria nel quadro del programma Horizon 2020 e nel coinvolgere le parti interessate al partenariato pubblico-privato nell’ambito dell’Iniziativa sui medicinali innovativi (IMI).
“Ora dobbiamo iniziare ad anticipare possibili nuove crisi per essere meglio attrezzati in futuro. La ricerca ha chiaramente un ruolo importante da svolgere nell’affrontare le sfide globali. Questa è una ragione ulteriore per sostenere la nostra proposta di 120 miliardi di euro per Horizon Europa”, ha proseguito il Parlamento di Strasburgo.
“La crisi sanitaria determinata dal COVID-19 sta concentrando tutte le attenzioni e le energie. La priorità assoluta è ora quella di arginare la diffusione del virus. Dietro le quinte, dei ricercatori si sforzano, in una situazione di massima urgenza, ad individuare un trattamento ed un vaccino. Lo straordinario tasso di contagio del virus dovrebbe renderci consapevoli del fatto che il nostro mondo interconnesso si è notevolmente ridotto e che un’azione comune e coordinata tra Stati è l’unico modo per affrontare questa crisi “.
“Questa crisi è una prova della nostra capacità di lavorare insieme in una situazione di emergenza, rimanendo al tempo stesso fedeli ai nostri obiettivi a lungo termine”, ha aggiunto. “Al termine di questa crisi, dobbiamo immediatamente prepararci per la prossima. Ciò significa investire di più nella ricerca e garantire che programmi come Horizon Europa non diventino ostaggi di scontri tra Stati membri”, ha concluso.
L’Innovative Medicines Initiative (IMI), un partenariato pubblico-privato tra la Commissione europea e l’industria farmaceutica, ha lanciato il 20 marzo un invito rapido a presentare proposte di ricerca per sviluppare trattamenti e diagnosi in risposta all’epidemia di COVID-19. Fino a 45 milioni di euro di finanziamenti verranno da Horizon 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE.
La presente call fa parte della risposta coordinata dell’Unione alla minaccia del COVID-19 e integra i finanziamenti d’emergenza per la ricerca già mobilitati di recente nell’ambito di Horizon 2020. Qui puoi trovare ulteriori informazioni sull’IMI e, invece, sulle azioni di ricerca dell’UE sul COVID-19 cliccando qui (fonte Commissione europea) 

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Garantire una “rete di protezione” d’emergenza per i beneficiari dei programmi europei, da Erasmus+ e Horizon 2020 ai fondi strutturali, per evitare che i ritardi nei negoziati sul bilancio comunitario 2021-27 (Qfp) possano portare a un’interruzione di tutti i programmi dal primo gennaio del prossimo anno. Questa la richiesta alla Commissione europea avanzata dai negoziatori del Parlamento europeo sul Qfp.
Dopo il fallimento del Consiglio europeo di febbraio e l’attuale situazione dovuta al coronavirus, “esiste il rischio tangibile che il prossimo Qfp non sia approvato in tempo per entrare in vigore il primo gennaio 2021 e che non ci sarà una transizione senza intoppi fra i bilanci 2014-20 e 2021-27”, recita la bozza di risoluzione che dovrà ora essere votata dalla commissione Bilanci e poi dalla plenaria del Pe.

I relatori chiedono alla Commissione di agire anche in base all’impegno della presidente von der Leyen di avanzare una proposta legislativa ogni volta lo domanderà la maggioranza. La proposta è quella di estendere di un anno gli attuali programmi europei fornendo loro un bilancio aggiuntivo valido solo per il 2021, e calcolato in maniera automatica sulla base del Qfp attuale. L’attuale Qfp vale l’1,16% del Reddito nazionale lordo dell’Ue a 27 (circa mille miliardi). La Commissione ha proposto l’1.11% per il 2021-27, il Parlamento vorrebbe l’1,3%, mentre i Paesi non hanno ancora raggiunto una posizione comune.

Fonte: Ansa Europa
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