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Si è svolto a Barcellona (11-15 febbraio) la quinta edizione dell’Annual Retreat & Campus dell’UCLG (United Cities and Local Governments). I lavori sono stati l’occasione per sfruttare il potenziale della rete mondiale e proseguire il lavoro dell’UCLG sulla base della collaborazione e dei risultati degli ultimi anni, oltre ad aumentare la visibilità e l’impatto a tutti i livelli. Ha partecipato ai lavori il segretario generale dell’AICCRE Carla Rey che, tra l’altro, il 12 febbraio ha preso parte al working group su città periferiche ed inclusione sociale.
Nel corso della mattinata, il Presidente dell’UCLG Parks Tau aveva sottolineato nel suo intervento l’importanza del partenariato locale per implementare l’Agenda 2030 nella prossima decade.




Clicca qui per vedere il video-saluto ai partecipanti di Emilia Saiz, Segretario generale UCLG






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Si è svolta a Bruxelles (4-5 febbraio) la sesta edizione del forum “Città e regioni per la cooperazione allo sviluppo (precedentemente denominata “Assise of Decentralised Cooperation), organizzata congiuntamente dalla Commissione europea e dal Comitato delle Regioni e dei poteri locali (CdR). Questa edizione si è concentrata sui partenariati a sostegno dello sviluppo urbano, per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello locale e regionale. Ha partecipato ai lavori anche l’AICCRE con il suo segretario generale Carla Rey: “abbiamo partecipato, tra l’altro, per rimarcare il ruolo delle Associazioni di enti locali nel sostenere e stimolare la cooperazione decentrata“. Il forum ha affrontato il tema dello sviluppo urbano sostenibile attraverso varie forme di cooperazione delle autorità locali e regionali dei paesi dell’UE e dei paesi partner. Per introdurre il dibattito, le discussioni hanno inquadrato inizialmente la cooperazione tra autorità locali e regionali a livello globale ed hanno analizzato le iniziative di partnership di successo, prima di concentrarsi sull’invito a presentare proposte “Autorità locali: partenariati per città sostenibili”.
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La Federazione piemontese dell’AICCRE mette a disposizione 2 borse di studio per la partecipazione di amministratori pubblici, dirigenti, funzionari alla VI edizione del Master di Europrogettazione organizzato dall’AICCRE nazionale, che si terrà a Roma dal 25 al 29 marzo 2019, presso la nuova sede dell’Associazione, in via Messina 15. Per l’assegnazione delle due borse di studio, i Comuni interessati dovranno fare pervenire una manifestazione di interesse alla Federazione piemontese all’indirizzo e-mail aiccrepiemonte@gmail.com entro e non oltre il 28 febbraio 2019, specificando Ente e nominativi dei candidati. Qui sono disponibili informazioni su contenuti, moduli e docenti del Master. Per informazioni più specifiche sulla VI edizione del Master, contattare gli Uffici dell’AICCRE nazionale per mail all’indirizzo master@aiccre.it oppure per telefono al numero 0669940461 in orario 9.00-14.00 dal lunedì al venerdì.
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AMARE-UE è un progetto finanziato dalla Commissione Europea (DG Protezione civile e aiuti umanitari), volto a sostenere le città europee che sviluppano strategie innovative e capacità di resilienza in una prospettiva multiculturale e inclusiva. Negli ultimi decenni, le città europee sono state interessate da flussi migratori che hanno diversificato culturalmente il loro tessuto sociale. Al tempo stesso, le città investono sempre di più in infrastrutture che prevengono i cambiamenti climatici e i disastri naturali, sviluppando politiche, regolamenti e piani di rafforzamento di resilienza nel breve, medio e lungo periodo. In tale contesto, uno degli elementi più importanti è il coinvolgimento di tutti i cittadini nella gestione di queste sfide. In caso di disastri naturali, il non sapere a chi rivolgersi, come agire, dove ricercare informazioni aggiornate, sono fattori rilevanti di esposizione al rischio, e ciò è particolarmente vero per i cittadini non nativi. Il progetto europeo AMARE-EU si concentra in particolare sullo sviluppo di soluzioni concrete, a basso costo e facili da applicare per coinvolgere ed informare coloro che, a causa di fattori linguistici, sociali, economici e culturali, corrono rischi più elevati in caso di disastri naturali. Rappresenti un Comune dell’Unione europea, particolarmente sensibile ai temi della prevenzione delle calamità naturali? La tua città ospita comunità di migranti, e lavora su politiche di integrazione e multiculturalismo? Sei interessato ai temi della prevenzione, della preparazione e della resilienza in caso di disastri ambientali? Vuoi ricevere assistenza gratuita e supporto dai partner del progetto AMARE-EU per incrementare la capacità della tua città di unire strategie di prevenzione e resilienza ad azioni per rafforzare l’inclusione e l’integrazione? Candida la tua città a diventare una delle 4 Città Pilota entro il 15 febbraio 2019! Per ulteriori informazioni: www.amareproject.eu/it/call-for-interest/
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In una recente lettera inviata alla redazione bolognese de “La Repubblica”, Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché del CCRE/CEMR e dell’AICCRE, ha raccolto e rilanciato l’appello di Romano Prodi “affinché il prossimo 21 marzo, primo giorno di primavera e di San Benedetto, patrono d’Europa, tanti cittadini espongano al proprio balcone la bandiera europea”. Serve una reazione civile, popolare e corale, sottolinea Bonaccini. “Un gesto, anche simbolico di quanti chiedono più luce e aria buona in un tempo di chiusura e ripiegamento”. La bandiera simboleggia la riaffermazione di una comune identità ed un comune progetto “che vengono prima di istituzioni o trattati che spesso non sono stati all’altezza dei nostri sogni”, tiene a precisare il Presidente. “Viviamo un tempo in cui trovano voce e rappresentanza solo minacce e paure; la cifra di ogni messaggio che arriva nelle nostre case è sempre di chiusura; il presente è solo divisione, io qui tu là, io ho ragione tu no, io parlo tu taci, e la parola futuro è bandita, come se i nostri figli fossero per destino condannati a un mondo di egoismi e conflitti, di nuovi muri e fili spinati”. Io invece, continua Bonaccini “credo che no, non c’è un destino obbligato cui rassegnarsi e a cui relegare le generazioni più giovani. Non mi rassegno all’idea che il meglio sia alle nostre spalle e che rinchiudersi in casa o in patria preserverà qualcosa del tanto di buono che esiste”. L’uccisione del sindaco di Danzica “mi ha scosso, ma la folla oceanica per le strade della città ha mostrato che esiste sempre un popolo pronto a riprendersi il proprio destino, che vuole reagire. Così come l’egoismo e l’impotenza politica che tiene 49 persone in mare su un barcone per settimane, Natale compreso, non può cancellare il lavoro straordinario di migliaia di volontari che riaffermano il proprio diritto all’umanità”. Esiste, sono convinto, “un popolo europeo che non si rassegna all’alternativa tra dividersi (brexit)o essere punito (Grecia). Ci sono tantissime persone che chiedono giustizia ma non per questo spaccano vetrine o aggrediscono poliziotti e giornalisti, come purtroppo sta avvenendo in tante città della Francia”. Questo popolo, precisa il Presidente, “chiede più luce, aria buona, una politica ed un progetto all’altezza dei propri valori e delle proprie speranze. I simboli sono importanti e le bandiere sono un simbolo. Quella europea è il simbolo della pace dopo guerre mondiali; è la bandiera della cooperazione e degli scambi dopo i muri e i dazi che avevano diviso le nazioni; è il passaporto dei giovani che non hanno conosciuto le vecchie monete e le frontiere, ma l’Erasmus e il diritto di muoversi e a inseguire i propri sogni, anche lontano da casa”. Se non restituiamo ai cittadini “una bandiera attorno a cui riprendere voce per costruire un progetto ed una speranza per il futuro, li consegneremo unicamente alla proprie paure individuali ed alla rabbia distruttiva”, continua Bonaccini. Se all’impotenza dei governi “che mostrano muscoli di cartone non si affianca la forza della partecipazione popolare per riaffermare la civiltà di questo continente e il diritto delle persone a conquistarsi il futuro, non rimarranno che macerie”. Serve un progetto comune e migliore dell’Europa che abbiamo conosciuto. Si cambi tutto quel che c’è da cambiare, conclude il Presidente del CCCRE/CEMR ma cominciamo a rimettere insieme le persone per amore e non per rabbia, per costruire e non per distruggere, per vivere e non solo difendersi”.
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