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L’Assemblea parlamentare del consiglio d’Europa ha recentemente espresso preoccupazione per l’aumento dell’incitamento all’odio, della violenza e dei crimini ispirati dall’odio contro le persone LGBTI negli Stati membri del Consiglio d’Europa. “Il capro espiatorio e le violazioni dei diritti civili delle persone LGBTI provengono in larga misura da figure politiche, inclusi rappresentanti del governo, così come leader religiosi”, hanno avvertito i parlamentari.

Adottando una risoluzione l’Assemblea ha condannato fermamente “gli attacchi estesi e spesso virulenti ai diritti delle persone LGBTI per diversi anni”, in particolare in Ungheria, Polonia, Federazione Russa, Turchia e Regno Unito, sottolineando che i notevoli progressi realizzati negli ultimi anni sono oggi minacciati.

Durante il dibattito, in cui è intervenuta la commissaria europea per l’Uguaglianza Helena Dalli, i parlamentari hanno deplorato le narrazioni anti-genere, che riducono la lotta per l’uguaglianza e i diritti delle persone LGBTI a quella che alcuni movimenti conservatori definiscono volutamente “ideologia di genere” o “Ideologia LGBTI”. L’Assemblea ha richiamato l’attenzione sulle recenti conclusioni della Commissione di Venezia in merito all’Ungheria e ha invitato gli Stati membri a non emanare leggi contrarie ai diritti delle persone LGBTI e ad abrogare quelle già in vigore, comprese quelle “anti- Leggi sulla propaganda LGBTI”.

Infine, l’APCE ha sottolineato che sono ancora necessari cambiamenti di paradigma nella comprensione sociale e culturale dell’uguaglianza di genere, della mascolinità dannosa e dei diritti delle persone LGBTI. Ha pertanto invitato gli Stati a condurre campagne di sensibilizzazione pubblica e a creare una rete parlamentare per facilitare la cooperazione con e tra i parlamenti nazionali su questo tema.

LA RISOLUZIONE ADOTTATA
LA RACCOMANDAZIONE ADOTTATA
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La nuova Agenzia dell’Unione europea per l’asilo ha iniziato a lavorare con il suo mandato rafforzato, basandosi sui risultati del suo predecessore, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo.
La nuova agenzia, scrive la Commissione europea in un comunicato, “è un risultato fondamentale nell’ambito del Nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo . Contribuirà a garantire che le decisioni in materia di asilo siano prese in modo rapido ed equo e che gli standard di accoglienza convergano in tutta l’UE, portando maggiore uniformità nel processo decisionale e allineamento tra i sistemi di asilo degli Stati membri“.

La nuova agenzia avrà un mandato rafforzato che contribuirà a:

Sistemi di asilo più efficienti attraverso un maggiore supporto operativo e tecnico agli Stati membri, compresa la formazione (con particolare enfasi sulle condizioni di accoglienza), la preparazione, l’analisi delle informazioni e lo scambio di informazioni.
Assistenza migliorata: una riserva di 500 esperti, tra cui assistenti di casi, interpreti o specialisti dell’accoglienza, sarà pronta per essere schierata rapidamente come parte delle squadre di sostegno per l’asilo su richiesta degli Stati membri. Gli esperti dell’Agenzia avranno il mandato di preparare l’intera procedura amministrativa di asilo per la decisione delle autorità nazionali e di offrire assistenza nella fase di ricorso.
Processo decisionale uniforme e di alta qualità mediante lo sviluppo di standard operativi, orientamenti e migliori pratiche per l’attuazione del diritto dell’Unione in materia di asilo. Maggiore convergenza dei tassi di riconoscimento da parte degli orientamenti dei paesi in via di sviluppo sui paesi di origine di cui gli Stati membri dovrebbero tenere conto nel valutare le domande di asilo.
Migliore monitoraggio e rendicontazione sui sistemi di asilo e accoglienza degli Stati membri, da sviluppare in futuro, consentendo all’Agenzia di monitorare l’applicazione operativa e tecnica del diritto dell’UE in materia di asilo per garantire pratiche più coerenti in tutta Europa, pienamente in linea con il diritto dell’UE.
Rafforzamento delle capacità nei paesi terzi per migliorare i sistemi di asilo e di accoglienza e sostenere i programmi di reinsediamento dell’UE e degli Stati membri, basandosi sulla cooperazione esistente con le agenzie delle Nazioni Unite.
Un funzionario indipendente per i diritti fondamentali e un nuovo meccanismo di reclamo garantiranno la tutela dei diritti dei richiedenti asilo.
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Con il progetto IncluCities, al quale partecipano AICCRE ed il Comune di Capaci, otto città europee e associazioni dei governi locali stanno unendo le loro forze per migliorare l’integrazione dei migranti. L’iniziativa, gestita dal CCRE/CEMR, mette in coppia una città esperta con un’altra meno esperta per imparare a trovare e diffondere soluzioni locali sostenibili.

Il sito web di IncluCities raccoglie tutte le informazioni relative ai progetti e tutto ciò che è necessario sapere per mantenersi aggiornati sulla politica europea sull’integrazione e l’inclusione dei migranti, punto focale della comunità di IncluCities.

Con la mappa interattiva delle città partecipanti, sono presentati i partecipanti e le loro associazioni. Cliccando sulle strette di mano delle mappe si accede a una presentazione visiva della cooperazione di ogni coppia di mentori (clicca qui per vedere Capaci-Mechelen), elencando i dati e descrivendo i punti di forza, i bisogni e le migliori pratiche delle città partecipanti.

Per chi fosse interessato ad approfondire la metodologia, può consultare la pagina delle risorse con tutti i documenti di mentoring. Per rimanere aggiornati, cliccate sull’icona della lettera del sito web per iscrivervi alla newsletter e segue il progetto su Twitter o Facebook.

APPROFONDIMENTI
INCLUCITIES, MECHELEN, LÌ DOVE TANTI POPOLI DIVENTANO UNO
INCLUCITIES, PUCCIO (SINDACO DI CAPACI): “NIENTE PAURE, IL MIO SOGNO È EUROPA INCLUSIVA”
‘INCLUCITIES’ PER INTEGRAZIONE A LUNGO TERMINE. IL SERVIZIO DI VIDEOSICILIA SU CAPACI
GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO, CEMR E INCLUCITIES SI MOBILITANO
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La Commissione europea ha recentemente adottato il suo bilancio umanitario annuale iniziale di 1,5 miliardi di euro per il 2022.

Gli aiuti umanitari dell’Europa nel 2022 saranno assegnati come segue:

469 milioni di euro saranno destinati all’Africa subsahariana per sostenere coloro che soffrono la crisi alimentare e nutrizionale esacerbata dal conflitto nel Sahel (Burkina Faso, Mali, Mauritania e Niger); e gli sfollati a causa della violenza nella Repubblica Centrafricana, nel bacino del Lago Ciad (Ciad, Camerun e Nigeria), nel Sud Sudan e nel Corno d’Africa (Gibuti, Etiopia, Kenya ed Etiopia). Risponderà anche ai bisogni delle persone colpite da conflitti a lungo termine nella Repubblica Democratica del Congo.

351 milioni di euro di finanziamenti saranno stanziati per le necessità in Medio Oriente e Nord Africa per far fronte alla crisi in Siria, nonché per le esigenze dei rifugiati nei paesi vicini del Medio Oriente, nonché per la situazione critica in Yemen.

152 milioni di euro finanzieranno progetti nell’Europa sudorientale e nel vicinato europeo volti ad affrontare le crisi in Ucraina, nei Balcani occidentali e nel Caucaso, nonché gli effetti della crisi siriana in Turchia.

188 milioni di euro continueranno ad aiutare le popolazioni più vulnerabili in Asia e America Latina. In Asia questo include le crisi dell’Afghanistan e dei Rohingya (Bangladesh e Myanamar). In America latina, l’UE continuerà a fornire aiuto alle persone colpite dalle crisi in Venezuela e Colombia, nonché ad Haiti.

I restanti 370 milioni di euro saranno utilizzati per crisi impreviste o picchi improvvisi di crisi esistenti, nonché per altre operazioni.

I finanziamenti aiuteranno anche le popolazioni vulnerabili nei paesi soggetti a disastri a prepararsi meglio a vari rischi naturali, come inondazioni, incendi boschivi, terremoti e cicloni.

Il 10% dei finanziamenti in tutte le regioni sarà destinato all’istruzione in caso di emergenza per consentire ai bambini e ai giovani di continuare la loro scolarizzazione.

APPROFONDIMENTI

Comunicazione 2021 della Commissione europea in cui propone di rafforzare l’impatto umanitario globale dell’Unione europea
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La Commissione europea ha lanciato il Programma NDICI–Europa Globale – Diritti umani e democrazia, programma tematico nel quadro di NDICI-Europa Globale che promuove i diritti umani e la democrazia, anche affrontando l’impatto delle sfide globali, come i cambiamenti climatici e il degrado ambientale, le nuove tecnologie e le tecnologie digitali o la pandemia di COVID-19.

Il programma ha cinque priorità generali, può sostenere attività in qualsiasi paese al di fuori dell’UE e prevede un budget complessivo di circa 1,5 miliardi di euro.

Protezione e responsabilizzazione delle persone – 704 milioni di euro
Costruire società resilienti, inclusive e democratiche – 463 milioni di euro
Promuovere un sistema globale per i diritti umani e la democrazia – 144 milioni di euro
Salvaguardare le libertà fondamentali, compreso sfruttare le opportunità e affrontare le sfide del digitale e delle nuove tecnologie – 195 milioni di euro
Delivering by working together – 6,6 milioni di euro

Una parte sostanziale del programma sarà attuata a livello nazionale. I bandi riguardanti le diverse priorità, aperti alle organizzazioni della società civile in tutto il mondo, saranno pubblicati nei prossimi mesi, a partire dal primo semestre 2022.

Il Documento di programmazione pluriennale (MIP)
2021-2027
Piano d’azione annuale 2021 per i diritti umani e la democrazia
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Il sito del Parlamento europeo ha pubblicato l’Agenda per il 2022 dell’Assemblea di Strasburgo. Vediamola nel dettaglio.

Conferenza sul futuro dell’Europa
Gli europarlamentari prenderanno attivamente parte alla Conferenza sul Futuro dell’Europa che mira a dare a tutti i cittadini europei la possibilità di dire la loro su come l’UE dovrebbe cambiare. Nella prima metà del 2022 la Conferenza dovrebbe giungere alle sue conclusioni, basate sulle raccomandazioni dei partecipanti.

Trasformazione digitale
Il Parlamento continuerà a lavorare sulla Legge sui servizi digitali e sulla Legge sui mercati digitali che mirano a proteggere i diritti degli utenti online, nonché a porre fine alle pratiche scorrette delle grandi piattaforme digitali. Il voto del Parlamento sulla Legge sui servizi digitali è atteso all’inizio del 2022, mentre i negoziati con gli Stati UE sulla Legge sui mercati digitali dovrebbero avere inizio nella prima metà dell’anno.< Gli europarlamentari inoltre definiranno la loro posizione sul Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (IA) proposto dalla Commissione nell’aprile 2021. Il Parlamento ha chiesto un quadro giuridico comprensivo di tutte le tecnologie IA che rafforzeranno l’economia europea, proteggendo allo stesso tempo i diritti fondamentali. La commissione speciale sull’intelligenza artificiale del Parlamento presenterà le sue raccomandazioni su come affrontare le sfide poste dal lancio delle nuove tecnologie. Il prossimo anno, il Parlamento conta di adottare una normativa che renderà il cavo USB-C lo standard comune per la ricarica di smartphone e altri dispositivi mobili. Qualora gli europarlamentari raggiungessero un accordo con i governi europei, le regole potrebbero entrare in vigore nel 2024. I negoziatori del Parlamento cercheranno un accordo con il Consiglio su una serie di dossier sulla finanza digitale, comprese le norme sugli asset crittografici, che mirano a sostenere l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie nella finanza, proteggendo al contempo consumatori e investitori.
Scopri di più su come il Parlamento vuole dare forma alla trasformazione digitale nell’UE.

Salute
Tra le continue preoccupazioni per il Covid-19, gli europarlamentari sono pronti a rafforzare l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) con l’obiettivo di aumentare la trasparenza sugli studi clinici durante un’emergenza sanitaria pubblica e affrontare meglio la carenza di medicinali e dispositivi medici. All’inizio di quest’anno, il Parlamento adotterà anche la relazione finale della sua commissione speciale sulla lotta contro il cancro, contenente delle raccomandazioni su come sostenere meglio la ricerca e la prevenzione del cancro e rafforzare i sistemi sanitari europei.

Raggiungere la neutralità carbonica
Gli obiettivi di riduzione delle emissioni, l’uso di energie rinnovabili e di combustibili sostenibili contribuiranno tutti a far raggiungere all’UE la neutralità del carbonio entro il 2050. Fanno parte del pacchetto di documenti legislativi Fit for 55 della Commissione che sarà discusso e votato durante il 2022.

Batterie sostenibili
Si prevede che l’uso delle batterie aumenterà notevolmente nei prossimi anni, dal momento che esse sono fondamentali per soddisfare la domanda di mobilità elettrica e per passare alle energie rinnovabili. Nell’ambito del nuovo piano d’azione per l’economia circolare e della Strategia industriale europea, il Parlamento lavorerà su regole per la produzione, l’applicazione e la gestione dei rifiuti sostenibili di tutte le batterie immesse sul mercato dell’UE.

Salari minimi equi
Il Parlamento è pronto ad avviare nei prossimi mesi i colloqui sulle norme per salari minimi equi in tutti i paesi dell’UE. A novembre, gli eurodeputati hanno accolto con favore la proposta della Commissione europea e hanno adottato la propria posizione per negoziare con gli Stati membri. Anche la riduzione del divario retributivo di genere è una priorità per il Parlamento. A febbraio, gli europarlamentari stabiliranno la propria posizione su una normativa per la trasparenza salariale. Gli eurodeputati ritengono che costringere le grandi aziende a divulgare maggiori informazioni sulla retribuzione dei propri dipendenti possa essere uno strumento utile per muoversi verso la parità di retribuzione per uomini e donne che svolgono lo stesso lavoro.

Piani di ripresa
Gli europarlamentari continueranno a tenere riunioni con la Commissione per esaminare i progressi dei piani di ripresa e assicurarsi che il denaro dato in prestito a livello europeo sia speso in modo appropriato negli Stati membri.

Migrazione
Gli eurodeputati della commissione per le libertà civili hanno lavorato per migliorare la proposta della Commissione del settembre 2020 su un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo che cerca di armonizzare le politiche in materia di migrazione, asilo, integrazione e gestione delle frontiere in tutta l’UE. Due relazioni sulla condivisione dell’onere della gestione delle domande di asilo all’interno dell’UE e delle procedure alle frontiere esterne dovrebbero essere presentate in plenaria in primavera.

Elezione del Presidente del Parlamento
Dal momento che il Parlamento sta per giungere alla metà della legislatura, nel gennaio 2022 gli eurodeputati voteranno per eleggere il Presidente e i Vicepresidenti per i prossimi due anni e mezzo.

Commissioni speciali
Oltre alle commissioni sull’IA e sulla lotta al cancro, altri due commissioni stanno ultimando i loro lavori. La commissione d’inchiesta sulla protezione del trasporto animale ha approvato la sua relazione a dicembre e verrà esaminata in plenaria all’inizio dell’anno. La commissione speciale sulle ingerenze straniere dovrebbe proporre in primavera misure per contrastare la disinformazione e altri tentativi contro la democrazia europea.

Anno europeo dei giovani
Il 2022 sarà l’Anno europeo dei giovani. Il Parlamento sta contribuendo nel definire il programma delle attività dell’anno e ha chiesto che anche i giovani vengano coinvolti.
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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C15 del 12 gennaio pubblica la Risoluzione del Parlamento europeo sugli effetti dei cambiamenti climatici sui diritti umani e il ruolo dei difensori dell’ambiente in tale ambito.

documento si fa rilevare che: gli impatti dei cambiamenti climatici e del continuo degrado ambientale sulle risorse di acqua dolce, gli ecosistemi e i mezzi di sussistenza delle comunità stanno già compromettendo l’effettivo godimento dei diritti umani, in particolare i diritti alla vita, alla sicurezza alimentare, all’acqua potabile sicura e ai servizi igienico-sanitari, alla salute, all’alloggio, all’autodeterminazione, al lavoro e allo sviluppo, come evidenziato dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite in una risoluzione;
che, anche se fosse raggiunto l’obiettivo internazionale di limitare il riscaldamento globale a un aumento di 2 oC rispetto ai livelli pre-industriali, la portata di detti impatti aumenterà drasticamente nei prossimi decenni;
che i paesi contribuiscono in modo diverso ai cambiamenti climatici e hanno responsabilità comuni ma differenziate;
che i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia immediata e di ampia portata per i popoli del mondo, soprattutto per le persone povere, che risultano particolarmente vulnerabili, come evidenziato dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite in una altra sua risoluzione.

Il Parlamento quindi sottolinea che i dati relativi alle malattie e ai decessi prematuri dovuti all’inquinamento ambientale sono già tre volte superiori a quelli concernenti l’AIDS, la tubercolosi e la malaria. e ciò costituisce una minaccia per il diritto alla vita, a un ambiente sano e a un’aria pulita. Le catastrofi naturali quali inondazioni, tempeste tropicali e lunghi periodi di siccità si verificano con frequenza sempre maggiore e determinano conseguenze nefaste sulla sicurezza alimentare nei paesi del sud del mondo e sul godimento di numerosi diritti umani.

Il documento si sofferma sulle restrizioni e le misure di confinamento legate alla COVID-19 che “hanno ridotto la trasparenza e il monitoraggio delle violazioni dei diritti umani e hanno intensificato le intimidazioni politiche e la sorveglianza digitale, limitando nel contempo l’accesso alla giustizia e la capacità dei difensori dell’ambiente, degli attori locali, delle comunità indigene e di altri soggetti di partecipare efficacemente ai processi decisionali”.
Le misure di confinamento delle comunità indigene e le misure sanitarie hanno limitato la loro capacità di pattugliare e proteggere i loro territori. Queste limitazioni dovrebbero essere sostenute da una legislazione legittima e democratica; che la capacità della comunità internazionale di monitorare e indagare le presunte violazioni è stata notevolmente ridotta a causa della pandemia.

Strasburgo sottolinea che “l’esercizio, la protezione e la promozione dei diritti umani profondamente connessi alla dignità umana e un pianeta sano e sostenibile sono interdipendenti” e invita l’UE e gli Stati membri ad agire in quanto partner credibili e affidabili sulla scena mondiale attraverso l’adozione, il rafforzamento e l’attuazione di normative conformi a un approccio globale all’azione per il clima basato sui diritti umani, onde orientare le politiche e le misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento agli stessi e assicurare che siano adeguate, sufficientemente ambiziose, non discriminatorie e conformi agli obblighi in materia di diritti umani. La risoluzione osserva che le norme e i principi derivati dal diritto internazionale in materia di diritti umani dovrebbero orientare tutte le politiche e i programmi connessi ai cambiamenti climatici in ciascuna fase del processo e invita l’UE e gli Stati membri a incoraggiare i paesi terzi, le imprese e gli enti locali ad attuare e adottare soluzioni e misure che contribuiscano alla protezione dell’ambiente e affrontino le conseguenze dei cambiamenti climatici.

L’Assemblea di Strasburgo invita l’Unione e gli Stati membri a rafforzare il legame esistente tra i diritti umani e l’ambiente nel quadro della loro azione esterna e ad assistere e sostenere i meccanismi internazionali, regionali e locali per i diritti umani nell’affrontare le sfide ambientali, in particolare l’impatto dei cambiamenti climatici sul pieno godimento dei diritti umani e invita la Commissione europea a garantire l’integrazione delle questioni relative ai cambiamenti climatici e ai diritti umani in tutte le pertinenti politiche dell’UE e ad assicurare la coerenza di tali politiche;

Si ricorda quindi l’obbligo giuridico di rispettare il diritto a un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile, che costituisce, tra l’altro, una condizione per attività economiche sostenibili che contribuiscano al benessere e al sostentamento degli individui e delle comunità.

La risoluzione invita la Commissione a garantire che gli impegni concreti in materia di diritti umani, ambiente e cambiamenti climatici già stabiliti nel piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024 siano attuati e monitorati efficacemente e che nell’attuazione del piano sia inclusa una prospettiva di genere e che chiede l’integrazione della prospettiva di genere nelle politiche e nei programmi di sviluppo sostenibile, al fine di garantire che i diritti delle donne e delle ragazze — compresi la salute sessuale e riproduttiva, i relativi diritti e i servizi sanitari necessari –, la promozione della parità di genere e la giustizia climatica siano integrati attraverso programmi strategici.

Si invita successivamente la Commissione europea ad aumentare l’assistenza tecnica e finanziaria e le attività di sviluppo delle capacità per aiutare i paesi terzi a integrare i diritti umani nei loro programmi e nelle loro azioni nazionali per il clima e a rispettare le normative ambientali internazionali in modo da garantire che gli obiettivi in materia di cambiamento climatico non interferiscano con l’esercizio dei diritti umani in quei paesi.

Il Parlamento europeo rammenta che le disuguaglianze, le violenze e le discriminazioni subite dalle donne sono amplificate dai cambiamenti climatici e invita l’UE e gli Stati membri a elaborare e attuare politiche con una prospettiva trasversale di genere nel settore del commercio, della cooperazione e dell’azione esterna e per il clima, promuovendo l’emancipazione e la partecipazione delle donne ai processi decisionali e riconoscendo le specifiche limitazioni che le donne e le ragazze devono affrontare.

La risoluzione tra l’altro esprime profonda preoccupazione in merito al fatto che una recessione globale causata dalla pandemia di COVID-19 potrebbe indebolire, ritardare o modificare gli impegni assunti dagli Stati in termini di obiettivi climatici internazionali e di norme in materia di diritti umani; e invita l’UE e gli Stati membri a garantire che le politiche previste per la ripresa economica siano pienamente compatibili con la promozione e tutela dei diritti umani, come sancito dall’articolo 21 del trattato di Lisbona, nonché con la protezione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile.

LA RISOLUZIONE COMPLETA (PDF) IN ITALIANO
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Nella Gazzetta ufficiale comunitaria del 12 gennaio è stata pubblicata una Risoluzione del Parlamento europeo sulla protezione dei diritti umani e la politica migratoria esterna dell’UE.

Nel documento si sottolinea tra l’altro l’obiettivo degli strumenti finanziari europei di sostenere i paesi terzi nello sviluppo del quadro istituzionale e delle capacità necessarie per gestire la migrazione in tutti i suoi aspetti, allineandosi nel contempo alle norme europee e internazionali;
il Parlamento sottolinea anche l’importanza di destinare una quota sostanziale dei futuri finanziamenti dell’UE nell’ambito della migrazione ai gruppi della società civile, non governativi e basati sulle comunità locali, nonché organizzazioni governative, intergovernative, regionali e locali attive nei paesi terzi per fornire assistenza e tutelare e monitorare i diritti dei migranti, sostenere le persone vittime di sfollamento forzato e le comunità che li ospitano; pone l’accento sull’importanza di garantire che una parte considerevole dei finanziamenti dell’UE sia stanziata a favore del miglioramento dei diritti umani, della protezione internazionale e delle prospettive future dei rifugiati; chiede che il sostegno finanziario dell’UE sia impiegato per creare soluzioni sostenibili in grado di far fronte alle sfide locali e regionali, in particolare quelle concernenti i processi democratici e lo Stato di diritto, lo sviluppo socioeconomico, l’assistenza sanitaria, l’istruzione, le cause profonde della povertà, la disoccupazione giovanile nei paesi di origine, l’esclusione sociale, la parità di genere, i cambiamenti climatici, i conflitti, l’accesso ai servizi, nonché per promuovere i diritti dei rifugiati e migliorarne l’autonomia.

Strasburgo rileva il crescente ricorso, dal 2016, a una maggiore condizionalità tra la cooperazione allo sviluppo e la gestione della migrazione, compresi il rimpatrio e la riammissione; sottolinea che la cooperazione e il sostegno allo sviluppo dell’UE devono essere allineati con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, anche nel contesto delle azioni relative alle questioni di genere.

Tra i punti della Relazione segnaliamo la “preoccupazione per il numero crescente di minori non accompagnati che viaggiano attraverso percorsi migratori irregolari e per quanto concerne la mancanza di protezione nei loro confronti; sottolinea, in particolare, la mancanza di un monitoraggio e di segnalazioni efficaci da parte delle agenzie dell’UE e degli Stati membri riguardo alla protezione dei minori non accompagnati; invita l’UE a garantire che gli Stati membri e i paesi terzi riferiscano in merito ai meccanismi applicati per tutelare i diritti dei minori in conformità della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo”.

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