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Il piano di attuazione comune del patto sulla migrazione e l’asilo, adottato nei giorni scorsi dalla Commissione, stabilisce le tappe fondamentali affinché tutti gli Stati membri mettano a punto le capacità giuridiche e operative necessarie per iniziare ad applicare efficacemente la nuova legislazione entro la metà del 2026. Le agenzie dell’UE forniranno un sostegno operativo e mirato agli Stati membri durante l’intero processo.

Il piano di attuazione comune fornisce un modello per i piani di attuazione nazionali che gli Stati membri dovranno adottare entro la fine di quest’anno. Raggruppa gli aspetti giuridici, tecnici e operativi in 10 elementi costitutivi allo scopo di concentrare e facilitare gli sforzi di attuazione a livello pratico. Tutti gli elementi costitutivi sono fondamentalmente interdipendenti e devono essere attuati in parallelo.

Il piano di attuazione comune sarà presentato agli Stati membri in sede di Consiglio “Affari interni”, dopodiché sarà utilizzato come base per la preparazione dei piani di attuazione nazionali degli Stati membri che dovranno essere presentati entro dicembre 2024. La Commissione seguirà da vicino i progressi compiuti nell’attuazione del patto e riferirà periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio.

Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa.
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Sono entrate in vigore nei giorni scorsi le prime norme dell’UE sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. Si stima che la violenza contro le donne e la violenza domestica colpiscano 1 donna su 3 dei 228 milioni di donne nell’UE. Configurando come reato alcune forme di violenza contro le donne, comprese quelle online, e migliorando l’accesso delle vittime alla giustizia, alla protezione e all’assistenza, la direttiva mira a garantire i diritti fondamentali di parità di trattamento e non discriminazione tra donne e uomini.

Le nuove norme sono risolute contro la violenza di genere e vietano le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati e le forme più diffuse di violenza online, come la condivisione non consensuale di immagini intime (compresa la generazione di deepfake, ossia video intimi realistici ma falsi), lo stalking e le molestie online (compreso l’invio non richiesto di immagini intime o cyberflashing). La violenza online è una questione da affrontare urgentemente, data la sua diffusione esponenziale e il suo impatto drammatico. Le nuove norme dell’UE aiuteranno le vittime di violenza online negli Stati membri che non hanno ancora configurato come reato tali atti.
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La Commissione europea ha proposto l’11 giugno di prorogare per un altro anno, dal 5 marzo 2025 al 4 marzo 2026, la protezione temporanea per le persone in fuga dall’aggressione della Russia contro l’Ucraina. Lo rende noto uncomunicato stampa della Commissione europea.

Considerati i continui attacchi russi alle infrastrutture civili e critiche in tutta l’Ucraina, attualmente non esistono condizioni sicure e durature per il ritorno delle persone in Ucraina. La Commissione ritiene pertanto che le ragioni della protezione temporanea permangano e che essa dovrebbe essere prorogata per un altro anno come risposta necessaria e adeguata alla situazione attuale.

L’obiettivo finale è garantire che tutti coloro che fuggono dalla guerra di aggressione della Russia possano trovare protezione nell’UE e che ai quasi 4,2 milioni di persone che già beneficiano di protezione temporanea negli Stati membri dell’UE venga fornita la massima stabilità possibile nell’ambito dell’UE. circostanze attuali.

La Direttiva sulla protezione temporanea garantisce protezione immediata e accesso ai diritti nell’UE, compresi i diritti di residenza, l’accesso al mercato del lavoro, all’alloggio, all’assistenza sociale, all’assistenza medica e di altro tipo. Aiuta inoltre gli Stati membri a gestire gli arrivi in ​​modo ordinato ed efficace.
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La Presidente dell’AICCRE Milena Bertani, accompagnata dal Vicepresidente Efisio De Muru, è intervenuta il 20 maggio alla Celebrazione per il 40esimo Anniversario dell’Associazione Nazionale dei Comuni Portoghesi (ANMP).

L’evento, che si è tenuto a Coimbra, ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica portoghese Marcelo Rebelo de Sousa, della Presidente dell’ANMP Luisa Salgueiro e la Presidente del CCRE/CEMR Gunn Marit Helgesen.

È intervenuta con una relazione anche la Commissaria Europea per le Politiche Regionali Elisa Ferreira.

Nel suo intervento la Presidente Bertani ha evidenziato l’importanza delle Associazioni di Enti Locali per la cooperazione e la costruzione dell’identità europea. Tante sono le sfide da affrontare, a partire dalla transizione ecologica e digitale, la tutela delle aree rurali e dei piccoli comuni, e l’attenzione costante allo sviluppo sostenibile. La Presidente ha inoltre invitato ufficialmente l’ANMP ad aderire al progetto FoODLAND.
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Il 30 aprile 2024, 4,2 milioni di cittadini di paesi terzi, fuggiti dall’Ucraina a seguito della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022, godevano dello status di protezione temporanea nell’UE. Lo rende noto Eurostat, l’ufficio statistiche dell’UE.

Alla fine di aprile 2024, tra i paesi dell’UE che hanno fornito dati volontariamente, la Polonia aveva il maggior numero di beneficiari di protezione temporanea dall’Ucraina (953.930), seguita dalla Repubblica ceca (345.405).

Rispetto alla fine di marzo 2024, sulla base dei dati disponibili, il numero dei beneficiari è aumentato in 19 paesi dell’UE. I maggiori aumenti assoluti sono stati osservati in Romania (+3.275), Svezia (+1.855), Bulgaria (+1.780) e Slovacchia (+ 1.250).

Il numero di beneficiari è diminuito in 6 paesi dell’UE, con la Repubblica Ceca (-18.970) e i Paesi Bassi (-8.415) che hanno registrato le maggiori diminuzioni assolute.

I dati presentati si riferiscono all’attribuzione dello status di protezione temporanea sulla base della decisione di esecuzione 2022/382 del Consiglio del 4 marzo 2022, che stabilisce l’esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall’Ucraina a causa della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, e avente l’effetto di introdurre una protezione temporanea.

Il 28 settembre 2023 il Consiglio europeo ha deciso di estendere la protezione temporanea per queste persone dal 4 marzo 2024 al 4 marzo 2025.

Rispetto alla popolazione di ciascun paese dell’UE, il numero più elevato di beneficiari totali di protezione temporanea per mille persone alla fine di aprile 2024 è stato osservato in Repubblica Ceca (31,9), Lituania (27,0) e Polonia (26,0), mentre il dato corrispondente Il livello dell’UE era di 9,4 per mille persone.

Al 30 aprile 2024 i cittadini ucraini rappresentavano oltre il 98% dei beneficiari di protezione temporanea. Le donne adulte costituivano quasi la metà (45,7%) dei beneficiari di protezione temporanea nell’UE. I bambini rappresentavano quasi un terzo (32,8%), mentre gli uomini adulti costituivano poco più di un quinto (21,5%) del totale.

Articolo Eurostat sulle statistiche mensili sull’asilo

Articolo Eurostat sulle statistiche annuali delle domande di asilo
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Il sovraffollamento delle carceri continua a essere un problema grave e persistente in un numero significativo di amministrazioni penitenziarie in Europa, secondo le Statistiche penali annuali del Consiglio d’Europa sulla popolazione carceraria (SPACE I) per il 2023, pubblicate oggi (vedere anche i principali risultati).

Nei paesi con oltre 500.000 abitanti, 12 amministrazioni penitenziarie hanno indicato che, a gennaio 2023, avevano un numero di detenuti superiore a quello dei posti disponibili. Nel complesso, in Europa, il numero di detenuti per 100 posti disponibili è aumentato del 2% dal 31 gennaio 2022 al 31 gennaio 2023 (da 91,7 a 93,5 detenuti).

Sette amministrazioni penitenziarie hanno segnalato una densità carceraria di oltre 105 detenuti per 100 posti disponibili, il che indica un forte sovraffollamento: Cipro (166 detenuti per 100 posti), Romania (120), Francia (119), Belgio (115), Ungheria (112), Italia (109) e Slovenia (107). Cinque amministrazioni penitenziarie hanno riportato una densità carceraria molto elevata: Grecia (103), Svezia (102), Macedonia del Nord (101), Croazia (101) e Türkiye (100). Altre amministrazioni hanno segnalato una densità carceraria inferiore a 100, ma erano al limite del sovraffollamento: Irlanda (99), Portogallo (98), Finlandia (97), Danimarca (97), Inghilterra e Galles (Regno Unito) (97) e Azerbaigian (96).

Nel complesso, in Europa, il numero di detenuti per 100 posti disponibili è aumentato del 2% dal 31 gennaio 2022 al 31 gennaio 2023 (da 91,7 a 93,5 detenuti). Sette amministrazioni penitenziarie hanno segnalato una densità carceraria di oltre 105 detenuti per 100 posti disponibili, il che indica un forte sovraffollamento: Cipro (166 detenuti per 100 posti), Romania (120), Francia (119), Belgio (115), Ungheria (112), Italia (109) e Slovenia (107). Cinque amministrazioni penitenziarie hanno riportato una densità carceraria molto elevata: Grecia (103), Svezia (102), Macedonia del Nord (101), Croazia (101) e Türkiye (100). Altre amministrazioni hanno segnalato una densità carceraria inferiore a 100, ma erano al limite del sovraffollamento: Irlanda (99), Portogallo (98), Finlandia (97), Danimarca (97), Inghilterra e Galles (Regno Unito) (97) e Azerbaigian (96).

Al 31 gennaio 2023, si contavano 1.036.680 persone detenute nelle 48 amministrazioni penitenziarie degli Stati membri del Consiglio d’Europa che hanno comunicato tali informazioni (su un totale di 51). Da gennaio 2022 a gennaio 2023, il tasso mediano della popolazione carceraria in Europa è aumentato del 2,4% nei paesi con più di un milione di abitanti, passando da 113,5 a 116,2 detenuti per 100.000 abitanti, un aumento analogo all’anno precedente.

Infografiche:

Paesi con il maggior numero di detenuti

Paesi con il più alto tasso di incarcerazione

Paesi con un numero di detenuti maggiore rispetto a quello dei posti disponibili (sovraffollamento)
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In occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza, che si è celebrata il 1° giugno, il Consiglio d’Europa ha pubblicato le Linee guida per i responsabili politici sul coinvolgimento delle vittime e dei sopravvissuti allo sfruttamento e all’abuso sessuale dei minori: “Nulla su di noi senza di noi”. Questa iniziativa è in linea con la missione della Giornata di promuovere e celebrare i diritti dei bambini, il loro benessere e le sfide che devono affrontare.

È fondamentale coinvolgere le persone che hanno vissuto lo sfruttamento e l’abuso sessuale durante l’infanzia (vittime e sopravvissuti) per garantire un approccio olistico e basato su dati concreti alle riforme legali e politiche per prevenire e rispondere efficacemente alla violenza sessuale. Questo impegno deve essere sicuro, significativo e creare uno spazio di dialogo.

Le linee guida identificano alcuni principi e azioni chiave che i responsabili politici possono seguire per rispondere alle esigenze delle vittime e dei sopravvissuti durante questo processo.

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Dal 17 al 19 maggio, si è svolta a Bruxelles la terza e ultima sessione del panel europeo di cittadini sulla lotta contro l’odio nella società.

Da aprile 150 cittadini dei 27 Stati membri dell’UE selezionati in modo casuale si riuniscono per discutere delle cause profonde dell’odio e di come combatterlo e costruire ponti tra gruppi e comunità emarginati.

Le attività del panel fanno seguito alla comunicazione del 2023 dal titolo “Nessuno spazio per l’odio in un’Europa che, unita, lo ripudia”, che chiedeva la creazione di uno spazio paneuropeo per discutere le modalità con cui passare dall’odio alla fruizione dei valori comuni dell’uguaglianza, del rispetto dei diritti umani e della dignità. Le raccomandazioni finali del panel saranno presentate il 19 maggio e sosterranno le attività future della Commissione per la lotta contro l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio.

La “piattaforma partecipativa dei cittadini”, un forum di discussione online, è inoltre aperta ai contributi e alle informazioni del pubblico sulla lotta all’odio nella società. I contributi online confluiranno nelle raccomandazioni del panel e nelle attività future della Commissione in questo ambito. Maggiori informazioni sul panel europeo di cittadini sulla lotta all’odio nella società sono disponibili online.ù
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