E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Il sito del Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa pubblica la dichiarazione del Presidente del Congresso Leendert Verbeek che condanna il rapimento del sindaco di Kherson.

Condanno fermamente il continuo rapimento di rappresentanti locali in Ucraina, da ultimo quello del sindaco di Kherson, Ihor Kolykhayev, e chiedo il suo rilascio immediato.

La pressione e le offese continue che subiscono gli eletti locali nei territori occupati illegalmente dell’Ucraina sono intollerabili. Sono presi di mira per il ruolo chiave che rivestono nel proteggere i loro cittadini e le loro comunità, e ci tengo a rendere omaggio alla loro resistenza feroce nel difendere l’Ucraina, l’Europa e la democrazia.

Il Congresso deplora la guerra illegittima condotta dalla Federazione russa contro l’Ucraina. Continuiamo ad essere solidali con l’Ucraina e il suo popolo fino al giorno in cui vinceranno
.

0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea pubblica la Risoluzione del Parlamento europeo sul tema Lotta alla violenza basata sul genere: la violenza online.

La risoluzione ricorda che l’assenza di una definizione comune della violenza di genere online comporta notevoli differenze riguardo alle relative misure preventive e di contrasto degli Stati membri, lasciando tra questi ultimi vaste disparità nella tutela, nel sostegno e nel risarcimento delle vittime; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a elaborare e adottare una definizione comune di violenza di genere online che agevoli il lavoro di analisi delle varie forme di violenza di genere online e che la contrasti, garantendo in tal modo che le vittime di tale violenza negli Stati membri abbiano un accesso effettivo alla giustizia e a servizi di sostegno specializzati;

Il Parlamento europeo sottolinea che il concetto di violenza di genere online non può essere limitato all’utilizzo di sistemi informatici, ma dovrebbe restare ampio, comprendendo l’utilizzo delle TIC per provocare, facilitare o minacciare la violenza nei confronti degli individui.

4. Strasburgo accoglie con favore la strategia dell’Unione per la parità di genere 2020-2025, presentata dalla Commissione come strumento per contrastare la violenza nei confronti delle donne in tutta la loro diversità e per combattere la violenza di genere e affrontarne le cause profonde; sottolinea che la violenza di genere online è profondamente radicata nelle dinamiche di potere, negli squilibri economici e nelle norme di genere; invita gli Stati membri e la Commissione a far fronte alle cause profonde della violenza di genere online e ad affrontare i ruoli di genere e gli stereotipi che rendono accettabile la violenza contro le donne.

Il PE invita gli Stati membri ad assegnare risorse umane e finanziarie idonee agli organismi di governance nazionali, regionali e locali nonché agli istituti per l’assistenza legale, l’assistenza sanitaria, in particolare nell’ambito della salute mentale, e la protezione sociale, comprese le organizzazioni delle donne, per aiutare a prevenire e proteggere efficacemente le donne dalla violenza di genere online;

Nella Risoluzione si invita la Commissione a garantire che anche la violenza online sia affrontata, comprese le forme che assume attraverso l’industria del sesso; invita la Commissione e gli Stati membri a porre fine a un’industria pornografica basata sulla tratta di esseri umani a fini sessuali, sullo stupro e su altre forme di aggressione e abusi nei confronti delle donne e dei minori; invita la Commissione e gli Stati membri a inserire la misoginia tra le forme di incitamento all’odio e gli attacchi misogini tra i reati generati dall’odio;

Il PE sottolinea che la discriminazione sistemica e sociale, compresa la discriminazione basata sul genere, sulla razza e sulle condizioni economiche, si riproduce e viene amplificata online; ricorda che tali forme di discriminazione si intersecano, il che comporta conseguenze più estreme per le persone in situazioni vulnerabili quali le donne migranti, le donne appartenenti a comunità etniche o religiose, le donne con diversità funzionali, le persone LGBTIQ e gli adolescenti;

Strasburgo accoglie con favore l’impegno assunto dalla Commissione nel quadro della strategia per l’uguaglianza LGBTIQ 2020-2025 per estendere l’elenco dei «reati dell’UE» di cui all’articolo 83, paragrafo 1, TFUE, ai reati generati dall’odio e all’incitamento all’odio, anche quando sono mirati alle persone LGBTIQ.

Nel documento si sottolinea che la pandemia di COVID-19 ha portato a un drammatico aumento della violenza e degli abusi da parte dei partner, la cosiddetta «pandemia ombra» comprendente violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica, nonché la relativa dimensione online, dal momento la vita sociale delle persone ha assunto una dimensione online molto maggiore e le vittime sono state costrette a trascorrere più tempo con gli autori di tali atti, con una tendenza a essere più isolate dalle reti di sostegno; sottolinea inoltre che durante il confinamento dovuto alla COVID-19 molte persone LGBTIQ sono state oggetto di molestie, abusi o sono state esposte a violenze, anche da parte di familiari, tutori legali o conviventi.

Ancora, si sottolinea che la «pandemia ombra» ha reso difficile per le donne accedere a una tutela efficace, a servizi di sostegno e alla giustizia e ha messo in luce la carenza di risorse e strutture di sostegno, lasciando molte di loro senza una protezione adeguata e tempestiva; invita gli Stati membri a rafforzare l’assistenza offerta attraverso i rifugi, le linee telefoniche di assistenza e i servizi di sostegno specializzati, per proteggere le vittime, facilitare i ricorsi e le segnalazioni dei casi di violenza di genere, nonché la relativa azione penale;

Il Parlamento di Strasburgo esprime preoccupazione per i reati generati dall’odio e i reati che incitano alla discriminazione o alla violenza, verificatisi durante la pandemia di COVID-19, che hanno portato alla stigmatizzazione di alcuni soggetti appartenenti a gruppi vulnerabili.

Si invita quindi la Commissione europea a effettuare un’analisi più approfondita degli effetti della pandemia di COVID-19 su tutte le forme di violenza di genere online e invita gli Stati membri ad adottare misure efficaci con il sostegno delle organizzazioni della società civile e degli organi, uffici e agenzie dell’Unione quali la FRA e Europol; incoraggia inoltre la Commissione a sviluppare un protocollo dell’Unione sulla violenza di genere in tempi di crisi e di emergenza al fine di includere i servizi di protezione delle vittime tra i «servizi essenziali» negli Stati membri.

Un altro punto importante della Risoluzione è quello che invita la Commissione e gli Stati membri ad ampliare la portata dell’incitamento all’odio per includervi l’incitamento all’odio sessista.

Nella Risoluzione è anche sottolineata la natura transnazionale della violenza di genere online; sottolinea che la violenza di genere online ha ulteriori implicazioni transnazionali, considerando che l’uso delle TIC ha una dimensione transfrontaliera; sottolinea che gli autori utilizzano piattaforme online o telefoni cellulari collegati o ospitati da paesi diversi da quelli in cui si trovano le vittime della violenza di genere online; sottolinea che i rapidi sviluppi tecnologici e la digitalizzazione potrebbero far nascere nuove forme di violenza di genere online, portando in ipotesi a non ritenere responsabili coloro che la commettono, e rafforzare la cultura dell’impunità.

LA RISOLUZIONE COMPLETA IN ITALIANO (PDF)
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Nel suo discorso di apertura della Settimana d’azione dei giovani, principale evento a Strasburgo che segna il 50° anniversario delle attività del settore della gioventù del Consiglio d’Europa, la Segretaria generale del Consiglio d’Europa Marija Pejčinović Burić ha esortato i giovani a continuare a impegnarsi per rivitalizzare la democrazia e fronteggiare le minacce emergenti ai diritti umani, alla democrazia e allo Stato di diritto, in particolare nel contesto dell’aggressione militare russa in corso contro l’Ucraina.

“Questa settimana vedrà l’emergere di idee ed esempi che saranno fonte di ispirazione, sia all’interno del Consiglio d’Europa che nei paesi del nostro continente”, ha dichiarato Marija Pejčinović Burić rivolgendosi ai circa 450 partecipanti alla Settimana d’azione dei giovani, facendo notare che le raccomandazioni che saranno da loro formulate e proposte a conclusione dei lavori “saranno ascoltate e seguite, poiché giungono in un momento importante, segnato dal ritorno del populismo e del nazionalismo sul nostro continente”.

“Tali tendenze populiste e nazionaliste minacciano di mettere a tacere le vostre voci,” ha ammonito, sottolineando che l’esempio più estremo è costituito dall’attuale aggressione brutale e illegale della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Le conseguenze sono sconvolgenti: stupri, omicidi e torture, una moltitudine di crimini che speravamo di non vedere mai più in Europa,” ha proseguito la Segretaria generale. “Numerosi giovani sono rimasti nel paese e hanno assistito a questi orrori, che resteranno per sempre impressi nella loro memoria. Altri sono stati costretti a lasciare le loro case e le loro comunità e hanno dovuto rifugiarsi nei paesi vicini. I nostri pensieri vanno a tutti loro.” La Segretaria generale ha aggiunto che numerosi giovani attivisti ucraini stanno partecipando alla Settimana d’azione dei giovani e ha citato altri modi in cui il Consiglio d’Europa collabora con le organizzazioni giovanili e le autorità ucraine, adattando le proprie attività all’evoluzione della situazione.

Il Consiglio d’Europa ha promosso nel corso di questi ultimi cinquant’anni lo sviluppo di politiche giovanili partecipative e inclusive, attività di animazione socioeducativa e la ricerca sui giovani in Europa.

Tra le tappe principali delle attività del Consiglio d’Europa per e con i giovani a partire dal 1972 figurano l’istituzione di due Centri europei della gioventù, a Strasburgo e a Budapest, la creazione della Fondazione europea per la gioventù, destinata a fornire un sostegno finanziario ed educativo ai progetti presentati dai giovani, l’elaborazione di un sistema unico di cogestione, cui partecipano i governi, il Consiglio d’Europa e i giovani, per garantire che siano ascoltati e che le loro opinioni siano prese in considerazione nell’elaborazione delle politiche a livello nazionale e internazionale. Le campagne intitolate “Tutti diversi – Tutti uguali” e “No Hate Speech Campaign”, movimento contro il discorso dell’odio, sono state avviate dai giovani e hanno favorito il loro coinvolgimento in tutti gli Stati membri. Il Consiglio d’Europa continuerà le sue attività insieme ai giovani, ai governi e altri protagonisti negli Stati membri, nel quadro della Strategia 2030 nel settore della gioventù, della Raccomandazione del Comitato dei Ministri sulla protezione della giovane società civile e dei giovani e in altri ambiti, hanno affermato i diversi oratori.

La Settimana d’azione dei giovani è l’evento più saliente della campagna della gioventù “Democrazia qui, Democrazia ora!” volta a rivitalizzare la democrazia. Nel corso della settimana, i giovani partecipanti discuteranno di una serie di questioni urgenti, quali il diritto di voto, la non discriminazione, la parità di genere, il ruolo dell’educazione nella costruzione della democrazia, la minaccia rappresentata dai discorsi di incitamento all’odio, i giovani appartenenti alle minoranze, la partecipazione “dirompente” dei giovani, la cittadinanza digitale, come pure la pace e la resilienza di fronte a un conflitto armato.
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Andrew Boff, relatore del Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa sulle questioni LGBTI, ha partecipato alla prima riunione della Piattaforma parlamentare PACE per i diritti delle persone LGBTI in Europa il 20 giugno 2022 a Strasburgo.

“Come sindaci, consiglieri comunali e rappresentanti regionali, possiamo garantire la sicurezza e il rispetto dei cittadini LGBTI sul campo”, ha affermato, sottolineando l’importante e proficua collaborazione tra PACE e Congresso per proteggere i diritti delle persone LGBTI.

“Le autorità locali e regionali sono nella posizione migliore per capire perché c’è un sentimento anti-LGBTI nelle nostre città e proporre soluzioni”. ha proseguito, sottolineando l’importanza delle città e delle regioni nella lotta all’odio contro le persone LGBTI. “Con alcuni governi nazionali che si sono allontanati sui diritti delle persone LGBTI, le città e le regioni sono la prima linea di difesa per la protezione dei diritti LGBTI e spesso vanno oltre gli standard nazionali per farlo”.

Il Congresso dei poteri locali e regionali si occupa di questioni LGBTI dal 2007, compresa la libertà di riunione e di espressione. Nel giugno 2021, il Congresso ha adottato il rapporto “Protecting LGBTI people in the context of rising hate speech and anti-LGBTI discriminazione: the role of local and regional authority” .

Inoltre, la Commissione Attualità ha svolto una missione conoscitiva online sulla situazione dei diritti LGBTI a livello locale e regionale in Polonia, le cui conclusioni sono state approvate il 10 febbraio 2021. Il Congresso ha successivamente adottato il rapporto “Il ruolo degli enti locali e regionali rispetto alla situazione e ai diritti delle persone LGBTI in Polonia” nel giugno 2021.

Il lavoro del Congresso a sostegno delle persone LGBTI
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
La Commissione europea in un comunicato stampa si è dichiarata “compiaciuta” del fatto che gli Stati membri abbiano deciso il 22 giugno di iniziare ad attuare un meccanismo di solidarietà volontaria offrendo ricollocazione, contributi finanziari e altre misure di sostegno agli Stati membri bisognosi.

Si tratta, scrive Bruxelles, di un “significativo passo avanti” per il Nuovo Patto su Migrazione e Asilo della Commissione Europea, in particolare sulla necessità di fornire solidarietà equilibrata con responsabilità. A tale riguardo gli Stati membri hanno convenuto di avviare negoziati con il Parlamento europeo su due strumenti chiave di gestione della migrazione: la banca dati Eurodac rivista e il regolamento di screening. Ciò fa seguito all’accordo politico raggiunto su questa prima fase delle proposte di Patto nell’ultima riunione del Consiglio Giustizia e Affari interni del 10 giugno.

Il regolamento Eurodac mira a modernizzare la banca dati dei richiedenti asilo e dei migranti irregolari al fine di gestire meglio le domande e combattere i movimenti irregolari. Inoltre, la banca dati Eurodac sarà in grado di monitorare meglio i movimenti delle persone che sono entrate e soggiornano illegalmente nell’UE e si sono spostate da uno Stato membro all’altro e indicherà il trasferimento di responsabilità tra Stati membri, anche in caso di ricollocazione.

Il regolamento sullo screening mette in atto uno screening pre-ingresso che dovrebbe essere applicabile a tutti i cittadini di paesi terzi che si trovano alla frontiera esterna senza soddisfare le condizioni di ingresso, anche dopo lo sbarco, a seguito di un’operazione di ricerca e soccorso. Il suo obiettivo è contribuire al nuovo approccio globale alla migrazione assicurando che i rischi per l’identità, la salute o la sicurezza siano rapidamente assolti e che tutti i cittadini di paesi terzi soggetti a screening siano rapidamente indirizzati alla procedura applicabile.

La Dichiarazione di solidarietà è un primo passo nella graduale attuazione del Nuovo Patto su Migrazione e Asilo, come proposto dalla Presidenza francese. Fornisce un meccanismo di solidarietà volontario, semplice e prevedibile progettato per sostenere gli Stati membri più colpiti nel Mediterraneo e altri Stati membri sotto pressione, anche sulla rotta dell’Atlantico occidentale, offrendo ricollocazioni, contributi finanziari e altre misure di sostegno. L’attuazione di questo meccanismo fornirà utili lezioni per il meccanismo permanente sulla solidarietà che sarà introdotto dal regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, come proposto dalla Commissione europea nel 2020.

L’accordo raggiunto sulla dichiarazione di solidarietà sarà portato avanti dalla piattaforma di solidarietà il 27 giugno al fine di attuarla in modo rapido ed efficace. La piattaforma fornirà un forum di discussione e coordinamento di trasferimenti e altre misure di solidarietà tra gli Stati membri sotto la presidenza della Commissione europea.

Il Parlamento europeo e le Presidenze attuali e future, insieme alla Commissione europea, discuteranno una tabella di marcia per portare avanti tutte le proposte del Nuovo Patto su Migrazione e Asilo. La tabella di marcia mirerà a garantire il raggiungimento di un accordo su tutte le proposte entro la fine di questa legislatura.

Per maggiori informazioni

Il Nuovo Patto Migrazione e Asilo

Regolamento Eurodac

Regolamento di screening
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Nel 2021, la quota di donne nell’UE (25-54 anni) al di fuori della forza lavoro che non cercava lavoro era molto più alta rispetto agli uomini (18,5% contro 8,2%).

Differenze significative possono essere osservate nei motivi per cui uomini e donne al di fuori della forza lavoro di età compresa tra 25 e 54 anni non cercano lavoro. La quota di donne al di fuori del mondo del lavoro che non ha cercato un lavoro per responsabilità di cura (5,7%) e altri motivi familiari (2,9%) è risultata significativamente superiore a quella degli uomini. Anche se queste due categorie di responsabilità di cura e motivi familiari sono combinate per gli uomini, la quota risultante è solo dello 0,5%.

A livello nazionale, le donne al di fuori della forza lavoro di età compresa tra 25 e 54 anni che non hanno cercato lavoro a causa di responsabilità di cura hanno superato il 5% in metà dei paesi dell’UE. La quota più alta è stata registrata in Cechia (12,8%), seguita da Romania (11,0%) e Irlanda (8,2%). Nel frattempo, le quote più basse sono state registrate in Danimarca (0,9%), Svezia (1,5%) e Slovenia (1,8%).

La quota corrispondente per gli uomini, invece, pur unita ad ‘altri motivi familiari’, ha superato l’1% solo in Irlanda (1,1%).

APPROFONDIMENTI

Statistiche Eurostat, Articolo spiegato sulle persone al di fuori della forza lavoro

Statistiche Eurostat, Articolo spiegato sulla disoccupazione e oltre

Sezione sito Eurostat dedicata alle statistiche sulla forza lavoro

Database Eurostat sulle statistiche sulla forza lavoro

Sezione sito Eurostat dedicata alle statistiche di genere
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
La strumentalizzazione dei migranti ad opera di paesi terzi che mirano a destabilizzare l’UE e l’afflusso senza precedenti di profughi causato dalla guerra in Ucraina rendono necessaria una revisione della politica migratoria europea.Lo scrive in un comunicato sul proprio sito il Comitato economico e sociale europeo (CESE)

Il CESE, continua il comunicato, “insiste sulla necessità per gli Stati membri di dar prova di solidarietà reciproca e di ripartirsi equamente gli oneri dell’accoglienza al fine di dare una risposta comune alle crisi dei profughi“. Al tempo stesso, il CESE sottolinea che occorre garantire la sicurezza e i diritti umani dei migranti.

Nel parere sulla Strumentalizzazione dei migranti adottato nella sessione plenaria di giugno, il CESE sottolinea che la risposta dell’UE alla strumentalizzazione dei migranti dovrebbe basarsi su una politica migratoria “comune, condivisa e coerente nelle sue diverse parti”.

L’imminente – e da tempo auspicata – regolamentazione specifica in questo settore dovrebbe introdurre una forma solidale di condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri e includere procedure di ricollocazione rapide.

La crisi migratoria alla frontiera esterna dell’UE con la Bielorussia, continua il CESE, non è stata il primo caso di strumentalizzazione: in passato anche altri paesi terzi hanno cercato di strumentalizzare i movimenti migratori, dato che abusi analoghi erano stati commessi, ad esempio, dalla Turchia alla frontiera dell’UE con la Grecia e dal Marocco alle frontiere spagnola e italiana.

Adesso però, con la guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina, che ha già causato e causa tuttora un massiccio afflusso di profughi nell’UE, precisa il Comitato, è emerso ancora più chiaramente come i fenomeni migratori abbiano un impatto su tutti gli Stati membri. In tale contesto, il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo andrebbe ridisegnato al fine di apportarvi i cambiamenti sistematici necessari per definire una politica dell’UE in materia di asilo e migrazione che sia razionale e basata sui diritti.

Ma per far ciò, ha sottolineato il parere del CESE, è necessario che l’UE attui una strategia sostenibile in materia di migrazione e asilo basata sul rispetto dei diritti umani, la trasparenza e la cooperazione: In precedenza, l’UE e i suoi Stati membri non avevano reagito in modo efficace alla strumentalizzazione dei migranti, mentre nel caso della Bielorussia lo hanno fatto; adesso è necessario continuare ad adoperarsi per consolidare la reputazione dell’Europa come luogo in grado di offrire aiuti umanitari e garantire il rispetto dei diritti umani.

L’assistenza umanitaria offerta dagli Stati membri ai migranti deve rispettare i requisiti previsti dal diritto dell’UE ed essere conforme alle pratiche consolidate in materia di sostegno alle persone vulnerabili, ammonisce il CESE.

A tale riguardo, il CESE raccomanda “vivamente di garantire ai migranti strumentalizzati un riconoscimento equo, pieno e immediato dei loro diritti, evitando che permangano zone grigie o situazioni di incertezza amministrativa”.

In materia di migrazioni, conclude il Comitato, un sistema globale e coeso, basato su uno spirito di solidarietà tra gli Stati membri, può attenuare le minacce alla sicurezza e alla stabilità dell’Unione e prevenire tentativi futuri di ricorrere a tali minacce.
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
“In considerazione della particolare situazione di vulnerabilità delle donne e delle ragazze durante il conflitto, accolgo con viva soddisfazione la notizia dell’approvazione, da parte del Parlamento ucraino, della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Costituisce un enorme passo avanti per la protezione delle donne e delle ragazze da ogni forma di violenza, sia in Ucraina che al di fuori dei suoi confini”. Lo ha detto la Segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić.

L’Ucraina sarà il 36° Stato membro ad avere ratificato la Convenzione di Istanbul.
0

PREVIOUS POSTSPage 1 of 23NO NEW POSTS