E-News, diritti umani ed uguaglianza, cooperazione, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Con il progetto IncluCities, al quale partecipano AICCRE ed il Comune di Partinico, otto città europee e associazioni dei governi locali stanno unendo le loro forze per migliorare l’integrazione dei migranti. L’iniziativa, gestita dal CCRE/CEMR, mette in coppia una città esperta con un’altra meno esperta per imparare a trovare e diffondere soluzioni locali sostenibili.

E’ ora on-line il sito web del progetto, con tutte le informazioni relative ai progetti e tutto ciò che è necessario sapere per mantenersi aggiornati sulla politica europea sull’integrazione e l’inclusione dei migranti, questo sarà il punto focale della comunità di IncluCities.

Il sito raccoglierà notizie su temi legati alla migrazione, all’integrazione e all’inclusione. L’obiettivo principale è quello di concentrarsi su questioni globali presentando le pratiche locali esistenti dei partner di IncluCities, e di condividere le idee di altre città e comuni in tutta Europa. Tuttavia, non mancheranno iniziative chiave dell’UE su questi temi, come il nuovo Piano d’azione dell’UE sull’integrazione e l’inclusione dei migranti.

Con la mappa interattiva delle città partecipanti, saranno presentati i partecipanti e le loro associazioni. Cliccando sulle strette di mano delle mappe si accede a una presentazione visiva della cooperazione di ogni coppia di mentori, elencando i dati e descrivendo i punti di forza, i bisogni e le migliori pratiche delle città partecipanti.

Per chi fosse interessato ad approfondire la metodologia, si può consultare la pagina delle risorse con tutti i documenti di mentoring. Per rimanere aggiornati, cliccate sull’icona della lettera del sito web per iscrivervi alla nostra newsletter e seguirci su Twitter o Facebook. Ci sono molti modi e canali in cui possiamo collegarci e interagire.
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie



La pandemia di COVID-19 ha, tra le tante cose, ingigantito le disuguaglianze e le vulnerabilità all’interno delle nostre società.

Il Comitato permanente per la parità del CCRE/CEMR ha organizzato il 9 dicembre un seminario online fare il punto sull’impatto della pandemia da COVID-19 sulle politiche di genere a livello locale e regionale in Europa.

E’ intervenuta Silvia Baraldi, consigliere comunale di Legnago (Verona), co-chair del gruppo Expert in gender Equality e portavoce gender equality del CCRE/CEMR, che ha introdotto la sessione sulla violenza sulle donne: “in generale in Italia da marzo a giugno 2020 il numero di richieste di aiuto per sé o per altri è raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2019.
La crescita più significativa che ha caratterizzato questi mesi riguarda la violenza domestica. Nel 2019 2.251 persone avevano chiamato per denunciare la violenza in casa, mentre nel 2020 lo hanno fatto 5.016 persone: la maggior parte della violenza avviene in casa, per mano del partner”.
“Per quanto riguarda i femminicidi, la situazione italiana nel 2020 è stata davvero drammatica. Una donna ogni tre giorni: questi sono i numeri delle donne uccise nei primi 10 mesi del 2020. Le associazioni avevano lanciato l’allarme fin dal primo blocco in primavera. L’isolamento, la convivenza forzata, l’impossibilità di sfuggire materialmente alla violenza uscendo di casa e l’instabilità del periodo hanno reso le donne e i loro figli ancora più esposti alla violenza domestica. Ora i dati confermano i timori. Per questi motivi non possiamo abbassare la guardia e i comuni hanno il dovere di attuare questi servizi“. ha invitato la Baraldi.

Per quanto concerne il suo territorio, “il centro antiviolenza è stato aperto durante il mio mandato di vicesindaco, ed è l’unico finanziato dalla Regione Veneto nelle sette province venete. Il suo team di volontari, educatori, psicologi e avvocati fornisce una risposta immediata alle donne maltrattate che possono contattare un numero telefonico attivo 24 ore su 24 per chiedere aiuto. Si tratta di un servizio gratuito rivolto a tutte le donne e ai loro figli, indipendentemente dalla nazionalità, dall’etnia, dalla lingua, dalla cultura, dalla religione e dalla situazione economica. Offre alle donne:
– Ascolto telefonico
– L’ascolto psicologico
– Uno spazio protetto e non giudicante
– Un aiuto per riacquistare l’autonomia
– Assistenza legale
– Orientamento al lavoro
– Gruppi di aiuto reciproco

Tutti i professionisti del Centro sono in rete con le istituzioni che sostengono le donne sopravvissute alla violenza. Il Centro lavora in collaborazione con i Servizi Sociali, la Polizia e i Tribunali. Si tratta di un servizio che mancava in città e nel resto della provincia, per questo abbiamo chiesto l’adesione dei comuni limitrofi. Nel primo semestre del 2020 il Centro Antiviolenza ha registrato 21 nuove acquisizioni. Durante il periodo di blocco della scorsa primavera, però, le chiamate sono diminuite perché chiedere aiuto è stato difficile, così come lo è stato allontanarsi da una situazione scomoda”.

Per quanto riguarda i femminicidi, la Baraldi ha informato sui dati drammatici che riguardano l’Italia nel corso del 2020: “una donna ogni tre giorni: questi sono i numeri delle donne uccise nei primi 10 mesi del 2020. Le associazioni avevano lanciato l’allarme fin dal primo blocco in primavera. L’isolamento, la convivenza forzata, l’impossibilità di sfuggire materialmente alla violenza uscendo di casa e l’instabilità del periodo hanno reso le donne e i loro figli ancora più esposti alla violenza domestica. Ora i dati confermano i timori. Per questi motivi non possiamo abbassare la guardia e i comuni hanno il dovere di attuare questi servizi“, ha concluso Silvia Baraldi.

Il seminario ha mostrato come promuovere l’equilibrio tra lavoro e vita privata fornendo per i bambini assistenza fuori dalla scuola. Francoforte (Germania) e Poznań (Polonia) hanno esaminato come proteggere le donne dalla “pandemia ombra” della violenza domestica attraverso consigli e rifugi online. Si è discusso anche altre questioni come l’identificazione dei gruppi vulnerabili e l’accesso ai servizi sanitari.

Hanno partecipato in particolare, i professionisti degli affari dell’UE e i rappresentanti delle associazioni di governo locali e regionali. La parità di genere è stata al centro del dibattito politico contribuendo così a garantire una ripresa positiva e inclusiva.

GUARDA IL VIDEO COMPLETO DEL SEMINARIO
0

E-News, Migrazione, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Siamo a un punto cruciale per la posizione dell’Europa sulla migrazione. Da un lato, la Commissione europea ha appena pubblicato un nuovo Patto su Migrazione e Asilo, che mira a rendere più stabile la gestione dei flussi migratori. D’altra parte, la stessa Commissione ha aperto una consultazione su un nuovo Piano d’azione sull’integrazione dei migranti, spiegando come l’Unione europea sosterrà i governi nazionali, regionali e locali nell’accogliere i nuovi arrivati, compresi i rifugiati, nei prossimi quattro anni.

Questo ‘nuovo inizio’ non offre tuttavia molte soluzioni per una migliore inclusione di migranti e rifugiati”, così il CCRE/CEMR ha commentato sul proprio sito. La Commissione europea aveva avviato una consultazione pubblica a livello dell’UE per raccogliere opinioni su nuove azioni che potrebbero essere intraprese a livello dell’UE per promuovere l’integrazione e l’inclusione sociale dei migranti e delle persone con un background migratorio. I risultati della consultazione contribuiranno allo sviluppo del rinnovato piano d’azione sull’integrazione e l’inclusione.

Il CCRE/CEMR, insieme alle associazioni nazionali interessate e ai partners del progetto Iclucities, ha condiviso con la Commissione le opinioni dei comuni e delle regioni su questa questione cruciale. In breve, il nuovo piano d’azione “dovrebbe riconoscere che i governi regionali e locali hanno un ruolo chiave nel garantire un’integrazione efficace”.

Le città e le regioni sono state in prima linea nella migrazione fornendo assistenza immediata di emergenza a chi ne ha bisogno. “Ecco perché i governi locali e regionali devono essere al centro degli sforzi dell’UE sull’integrazione dei migranti e ricevere sostegno in questo settore. I comuni e le regioni devono ancora affrontare molte sfide, come la mancanza di accesso ai finanziamenti, il coordinamento inadeguato con altri livelli di governo e la mancanza di capacità di integrare i nuovi arrivati, soprattutto nelle città di piccole e medie dimensioni”, sottolinea il CCRE/CEMR.

Il piano d’azione dell’UE, quindi, “dovrebbe concentrarsi sulle misure locali per affrontare la disoccupazione, la mancanza di opportunità di istruzione e formazione (come i corsi di lingua) e l’accesso all’alloggio. Il campo di applicazione del Piano dovrebbe essere esteso anche per includere la lotta alla discriminazione contro i migranti, la xenofobia e il razzismo”. Inoltre, “le lunghe procedure di asilo e le difficoltà per ottenere uno status giuridico dovrebbero essere abbreviate. Poiché le narrazioni negative sulla migrazione rafforzano gli stereotipi basati su idee sbagliate, dovrebbe essere prestata maggiore attenzione alla comunicazione e alla promozione di un’interazione significativa tra migranti e nativi”.

In che modo il piano d’azione dovrebbe aiutare i governi locali e regionali?

1. Migliorare l’integrazione a lungo termine, con particolare attenzione alle esigenze delle città di piccole e medie dimensioni.
2. Migliorare la cooperazione locale transnazionale tra città e associazioni di governi locali e regionali.
3. Aumentare le capacità dei governi locali e regionali e delle loro associazioni a mettere in comune buone pratiche, lavorare su attività legate all’integrazione e facilitare lo scambio di conoscenze e la replica di buone pratiche.
4. Adattare la legislazione dell’UE alle esigenze locali per renderle più efficaci e applicabili.
5. Garantire che i governi locali e regionali siano dotati delle risorse e delle capacità necessarie per fornire servizi di base ai migranti e ai rifugiati.

Le politiche di integrazione sono molto efficaci quando i governi locali e regionali partecipano alla loro elaborazione, ribadisce il CCRE/CEMR. “I comuni e le regioni possono identificare più facilmente i possibili ostacoli e intraprendere le azioni necessarie. Il prossimo piano dell’UE sulla migrazione dovrebbe basarsi sugli insegnamenti tratti dal partenariato per l’agenda urbana sull’inclusione, un’iniziativa in cui le città, i governi nazionali, la Commissione europea e le organizzazioni della società civile hanno collaborato per sviluppare idee e azioni a sostegno integrazione”.

ENGLISH VERSION (CEMR WEBSITE)
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, cooperazione, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Promosso, tra gli altri, dal Consiglio d’Europa, dal CPLRE, dal CEMR, da UN-Women, si è svolto il 3 settembre scorso a Kiev il Forum delle pari opportunità e dei pari diritti, con la partecipazione di funzionari del governo ucraino, politici e personalità pubbliche, sindaci delle capitali europee, capi di missioni diplomatiche e capi di organizzazioni internazionali e non governative. Nel corso dell’evento, tra l’altro, Vitaliy Klitschko, Sindaco di Kiev, ha dichiarato che la capitale dell’Ucraina nel novembre 2019 ha deciso di aderire alla Carta europea per la parità tra donne e uomini nella vita locale ed espanderà la sua partecipazione a questo importante progetto.



Silvia Baraldi
, consigliera comunale di Legnago e portavoce CEMR sulla gender equality, ha inviato un messaggio video nel quale ha espresso la preoccupazione del CEMR sull’impatto del Covid-19 sulle donne, a causa: “dell’aumento della violenza domestica e dell’isolamento, dell’assistenza dei familiari e del lavoro non retribuito così come rischi economici per le donne che svolgono un lavoro precario e scarsamente retribuito e rischi sostanziali per la salute dovuti alla massiccia presenza delle donne nel settore sanitario”.

La violenza è aumentata da 2 a 10 volte dall’introduzione del lockdown a marzo, ha evidenziato la Baraldi. “I servizi offerti alle vittime sono stati anche ridotti o interrotti in alcuni comuni. Tuttavia, alcuni hanno dato priorità a questo rischio e hanno reso disponibili spazi aggiuntivi nei rifugi e mantenuto il supporto online per le donne da parte di medici e psicologici”.

C’è anche un problema di rappresentanza: in Italia il comitato scientifico di 20 membri stabilito per affrontare l’epidemia non aveva donne, e ci sono solo 4 donne su 17 membri della task force di recupero post covid”.

“Molto importante la cooperazione tra città, ha continuato la consigliera comunale di Legnago, collegamento in rete (cooperazione decentrata) per l’apprendimento delle pari e opportunità per i leader locali motivati di collegare e per promuovere insieme la parità tra i sessi”.

Occorre continuare ad analizzare l’impatto di genere di politiche, programmi e budget che sono essenziali per comprendere e affrontare le disuguaglianze di genere e garantire che le pari opportunità siano una realtà; soprattutto in tempi di crisi e di instabilità come quelli che stiamo affrontando oggi. Raccomandiamo il passo dopo passo la risposta di genere”, ha proseguito la portavoce del CEMR. Occorre, inoltre, “continuare a fare pressioni per la parità di rappresentanza in politica e combattere la discriminazione delle donne in politica: Il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa ha pubblicato quest’anno una guida sulla lotta violenza e sessismo contro le donne politiche a livello locale. L’ispirazione si può trovare anche dalla raccolta di buone pratiche realizzata dall’AICCRE”

L’INTERVENTO DI SILVIA BARALDI (VIDEO)

IL CONVEGNO COMPLETO (VIDEO)

VAI ALLA SEZIONE EGUAGLIANZA E INCLUSIONE DEL NOSTRO SITO
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Circa 60 amministratorilocali provenienti dall’Africa e dall’Europa si sono riuniti online a fine luglio per discutere la creazione di una “Carta delle autorità locali per l’uguaglianza di genere in Africa”. Un gruppo eterogeneo di partecipanti si è unito alla sessione, tra cui molti sindaci e politici locali, rappresentanti di associazioni governative locali e regionali ed esperti di uguaglianza di genere provenienti da tutta l’Africa e l’Europa.

I partecipanti hanno discusso i principali risultati della consultazione online dell’UCLG Africa sulla creazione di tale Carta, condotta nella seconda metà del 2019, e hanno discusso la possibile struttura e forma che la Carta potrebbe assumere, nonché i suoi possibili contenuti e principi chiave.

Questa è stata la seconda riunione del Comitato di sostegno Africa-Europa e del Gruppo di lavoro UCLG Africa, nell’ambito di una collaborazione in corso per la stesura di una Carta africana per l’uguaglianza di genere a livello locale. L’evento è stato organizzato da CCRE/PLATFORMA, UCLG Africa, REFELA e dall’UCLG.

L’incontro, presieduto da Dao Macoura Coulibaly, Sindaco di Foumbolo (Costa d’Avorio) e Presidente della Rete delle donne elette locali dell’Africa (REFELA), ha fornito una piattaforma per i leader e i politici di alto livello delle associazioni organizzatrici per ribadire il loro forte impegno a favore del progetto della Carta e del suo obiettivo di rendere l’uguaglianza e l’empowerment di tutte le ragazze e le donne una realtà nelle municipalità africane.

A conclusione dell’incontro, l’UCLG Africa/REFELA ha annunciato l’intenzione di lanciare la Carta nel novembre 2021 al summit delle Africheties a Kisumu, Kenya.
0

E-News, Migrazione, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Con il progetto IncluCities, al quale partecipano AICCRE ed il Comune di Partinico, otto città europee e associazioni dei governi locali stanno unendo le loro forze per migliorare l’integrazione dei migranti. L’iniziativa, gestita dal CCRE/CEMR, mette in coppia una città esperta con un’altra meno esperta per imparare a trovare e diffondere soluzioni locali sostenibili.



Negli ultimi anni, gli arrivi di migranti e rifugiati hanno spesso causato atteggiamenti pubblici negativi, stereotipi e idee sbagliate. Mentre ci sono difficoltà in alcune aree, la realtà è che ci sono migliaia di buoni esempi e pratiche provenienti da città e paesi.



Mentre molte città sono riuscite a trovare soluzioni sostenibili per l’integrazione dei migranti, altre, soprattutto le piccole e medie imprese, spesso non dispongono delle risorse umane e finanziarie, delle conoscenze e dell’esperienza necessarie.

Per colmare questa lacuna è stato dato vita al progetto IncluCities, concepito per condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche tra le città in un processo di mentoring. A tal fine è stata creata una rete di otto città con diversi gradi di esperienza in materia di migrazione e le corrispondenti associazioni di governo locale.

Le città partecipanti, accompagnate dalle rispettive associazioni, sono “accoppiate” in gruppi di due, in cui una città funge da mentore e l’altra da mentee. Mechelen, ad esempio, sarà in coppia con il comune siciliano di Partinico.



“Abbiamo aderito con entusiasmo al Progetto perchè punta alla trasformazione delle città in luoghi di accoglienza e inclusione, capaci di offrire pari opportunità a tutti”, ha commentato Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE.

“La partecipazione al Progetto rappresenta per il Comune di Partinico l’occasione per creare un territorio del dialogo multiculturale, spostando il focus dall’accoglienza, vista come gestione dell’emergenza, alla strutturazione di veri e validi processi di inclusione degli immigrati stabilizzatisi nel nostro paese”, ha dichiarato Pietro Puccio, Sindaco di Partinico. “L’integrazione sociale va allora considerata, anzitutto, come un processo di lunga durata di cui occorre gettare le basi, nella consapevolezza che i suoi esiti possono coinvolgere non solo la prima, ma anche la seconda o persino la terza generazione della migrazione, ha continuato Puccio. “Il tema dell’integrazione di ‘nuovi cittadini’ nella società si configura come una questione sempre più urgente che, per essere affrontata, richiede di essere “pensata”, vale a dire progettata intenzionalmente. Non è possibile immaginare, infatti, che i percorsi di integrazione sociale di chi si inserisce in un nuovo contesto siano l’esito di casualità o di circostanze fortuite. In tale contesto appare di grande aiuto la collaborazione tra le città che vivono i fenomeni della migrazione al fine di condividere metodi e politiche di integrazione comuni ed uniformi”, ha concluso il Sindaco siciliano. .



I comuni partecipanti collaboreranno strettamente in ogni fase del progetto. Le città organizzeranno visite di studio per identificare dove la politica di integrazione può essere migliorata e co-progetteranno piani d’azione per migliorare le loro prestazioni. Inoltre, in un secondo momento saranno organizzate accademie di formazione aperte ad altre città e associazioni di governo locale, in modo da diffondere le lezioni apprese e rafforzare la loro capacità di integrazione dei migranti.

IncluCities mira non solo a diffondere pratiche locali di successo tra le città, ma anche a contribuire allo sviluppo di migliori politiche comunitarie in materia di migrazione che riflettano meglio le esigenze e le realtà locali. Le associazioni dei governi locali e regionali svolgeranno un ruolo fondamentale, sia diffondendo le buone pratiche al resto della loro rete, sia interfacciandosi con i governi nazionali e le istituzioni dell’UE per alimentare la definizione delle politiche e la diffusione delle buone pratiche.

Città e associazioni partecipanti:

La città di Livadia e l’Unione Centrale dei Comuni della Grecia (KEDE)
Saint-Jean-de-la-Ruelle e l’Associazione francese del CCRE (AFCCRE)
Partinico e l’AICCRE
Fuenlabrada e la Federazione spagnola dei comuni e delle province (FEMP)
Bruxelles e Schaerbeek, insieme all’Associazione delle Città e dei Comuni della Regione Bruxelles-Capitale (BRULOCALIS)
Mechelen e l’Associazione delle città e dei comuni fiamminghi (VVSG)
La città di Jelgava con l’Associazione lettone dei governi locali e regionali (LPS)

IncluCities è un progetto triennale guidato dal CCRE e finanziato dal Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione (AMIF) dell’Unione Europea.

Summary of IncluCities Project

IncluCities: Identity guidelines
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
L’AICCRE è stata sempre in prima fila per la difesa dei diritti umani, soprattutto nelle sedi sovranazionali, come nel CCRE/CEMR e nel Consiglio d’Europa.



Crediamo infatti che essere europeisti significhi innanzitutto credere nei valori dell’uguaglianza su cui è basata l’Unione europea, che si è assunta l’impegno di promuovere e tutelare i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto non solo all’interno del Continente ma in tutto il mondo. I diritti dell’uomo rivestono un’importanza decisiva nelle relazioni dell’UE con altri paesi e regioni del mondo. La Carta dei diritti fondamentali dell’UE garantisce i diritti dei cittadini europei. Sancisce i diritti fondamentali vincolanti per le istituzioni e gli organi dell’Unione e si applica anche ai governi nazionali quando mettono in atto il diritto dell’Unione.



Per questo, noi dell’AICCRE non possiamo restare in silenzio di fronte ai ripetuti fenomeni di omofobia che stanno avvenendo in Polonia dove, purtroppo, molti enti locali hanno assunto decisioni discriminatorie nei confronti delle comunità LGBT.

Sia con dichiarazioni di Carla Rey, Segretario generale, che del Presidente Stefano Bonaccini che con inchieste sull’argomento pubblicate sul nostro sito, abbiamo fermamente condannato questi gravi ed anti-storici episodi, che rischiano di portare indietro in modo drammatico le lancette dell’orologio della storia.



Il CCRE/CEMR si è mobilitato attraverso una lettera aperta firmata dal Segretario generale Vallier e da Broberg, uno dei due portavoce sulla gender equality, (l’altro è la nostra Silvia Baraldi, delegata AICCRE), nella quale, tra l’altro, si esprime il sostegno per i governi locali e regionali polacchi che resistono e continuano a rispettare e promuovere i valori europei fondamentali comuni di libertà e diritti umani.

La lettera fino ad oggi è stata sottoscritta da un centinaio di sindaci europei. Vi invitiamo a sottoscriverla. Occorre mantenere alta la guardia sui diritti umani. In tutta Europa, nel periodo del Covid-19, sono aumentati gli episodi di violenza nei confronti non solo delle comunità LGBT ma anche nei confronti delle donne.

Questo è inaccettabile.

Sottoscrivi la lettera cliccando qui e riempiendo il form a fondo pagina
0

E-News, coesione, diritti umani ed uguaglianza, politica europea, SDG, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Il Presidente del CCRE/CEMR e dell’AICCRE Stefano Bonaccini ha aperto i lavori del webinar organizzato dal CCRE/CEMR l’11 giugno, “European Municipalities and Regions facing the COVID-19 crisis and its consequences”. Ai lavori ha partecipato anche Carla Rey, Segretaario generale dell’AICCRE. Di seguito l’intervento del Presidente Bonaccini.


La pandemia COVID-19 è una situazione senza precedenti, finora sono stati individuati quasi due milioni di europei con il virus e oltre 160.000 sono morti per questa malattia in Europa. Queste cifre drammatiche continueranno ad aumentare nelle prossime settimane, oltre a tutte le misure drastiche che sono state adottate, e dobbiamo essere molto vigili per monitorare l’evoluzione fino a quando non si potrà procedere alla vaccinazione generale. Tutte le nostre vite sono state colpite in un modo o nell’altro.

Nella mia regione, l’Emilia Romagna, la situazione è stata molto difficile perché è una delle regioni più colpite in Italia. Come leader dei governi locali e regionali, siamo stati in prima linea nella crisi e grazie ai servizi pubblici locali, il nostro continente è stato in grado di affrontare la situazione sanitaria.

I dipendenti del settore pubblico hanno garantito l’erogazione ininterrotta dei nostri servizi pubblici più importanti, a dimostrazione del ruolo chiave dei servizi pubblici locali organizzati e adeguatamente finanziati per la fornitura continuativa di servizi di interesse generale ai cittadini, soprattutto nei momenti di emergenza.

Questa crisi ha anche dimostrato l’importanza vitale del nostro modello sociale europeo, basato sullo stato sociale, sulle pratiche di dialogo sociale nazionale, sul corretto finanziamento dei sistemi sanitari, sulla protezione dei lavoratori, dei disoccupati e delle persone vulnerabili. Ora iniziamo ad aprirci e vediamo quanto dovremo sostenere la ripresa della nostra economia e della nostra società. Le conseguenze dell’isolamento saranno un’altra sfida per noi. Avremo bisogno del sostegno dell’Unione europea per superare le conseguenze, avremo bisogno di maggiore solidarietà anche a livello globale, con i nostri vicini dei confini mediterranei, orientali e settentrionali. Dovremo ricominciare da capo, in linea con gli obiettivi di lotta al cambiamento climatico e di costruzione di un modello di sviluppo più sostenibile.

All’inizio della crisi, i governi centrali hanno fallito nel coordinare le loro risposte e hanno agito unilateralmente. A partire da metà marzo, la Commissione europea ha lanciato diverse iniziative nei settori della salute pubblica, della tutela delle libertà fondamentali e della gestione delle frontiere, nonché delle questioni economiche e monetarie. Ci siamo resi conto di quanto sia necessario lavorare insieme per agire in una crisi di questo tipo.

Accogliamo con favore la Coronavirus Response della Commissione europea, in particolare le iniziative per affrontare le sfide economiche, sociali e fiscali. Sosteniamo gli sforzi della Commissione per ammorbidire le regole sugli aiuti di Stato e rinnoviamo la nostra richiesta di una revisione delle regole di concorrenza per sostenere la nostra economia attraverso la localizzazione della produzione di beni essenziali.

Nei prossimi mesi, gli Stati membri e il Parlamento europeo negozieranno la proposta della Commissione per il piano di ripresa e il bilancio a lungo termine per l’UE. Valuteremo le varie proposte ed esprimeremo le nostre opinioni. Già oggi esortiamo la Commissione europea a fare del principio di partenariato un prerequisito per la preparazione dei programmi operativi e invitiamo il legislatore europeo a collaborare con i governi locali e regionali, seguendo la raccomandazione della risoluzione del Parlamento europeo del 2018 di fare del CEMR un partner chiave soprattutto in questa fase prelegislativa.


ENGLISH VERSION

The President of CCRE/CEMR and AICCRE Stefano Bonaccini opened the webinar organized by CCRE/CEMR on June 11, “European Municipalities and Regions facing the COVID-19 crisis and its consequences”. Carla Rey, General Secretary of AICCRE, also participated in the work. Here follows the speech of President Bonaccini.

The COVID-19 pandemic is an unprecedented situation, so far almost two million Europeans have been detected with the virus and over 160,000 have died from the disease in Europe. These dramatic figures will continue to increase in the coming weeks, in addition to all the drastic measures that have been taken, and we must be very vigilant to monitor the evolution until general vaccination can be carried out. All our lives have been affected in one way or another.

In my region, Emilia Romagna, the situation has been very difficult because it is one of the most affected regions in Italy. As leaders of local and regional governments, we have been at the forefront of the crisis and thanks to local public services, our continent has been able to deal with the health situation.

Public sector employees have ensured the uninterrupted delivery of our most important public services, demonstrating the key role of organised and adequately funded local public services for the continuous provision of services of general interest to citizens, especially in times of emergency.

This crisis has also demonstrated the vital importance of our European social model, based on the welfare state, national social dialogue practices, proper financing of health systems, protection of workers, the unemployed and vulnerable people. Now we are starting to open up and see how much we should support the recovery of our economy and society. The consequences of isolation will be another challenge for us. We will need the support of the European Union to overcome the consequences, we will need more solidarity at global level too, with our neighbours on the Mediterranean, eastern and northern borders. We will have to make a fresh start, in line with the objectives of combating climate change and building a more sustainable development model.

At the beginning of the crisis, central governments failed to coordinate their responses and acted unilaterally. Since mid-March, the European Commission has launched several initiatives in the areas of public health, protection of fundamental freedoms and border management, as well as economic and monetary issues. We have realised how necessary it is to work together to act in a crisis of this kind.

We welcome the European Commission’s Coronavirus Response, in particular, initiatives to address economic, social and fiscal challenges. We support the Commission’s efforts to relax state aid rules and renew our call for a review of competition rules to support our economy through the localisation of the production of essential goods.

In the coming months, Member States and the European Parliament will negotiate the Commission proposal for the recovery plan and the long-term budget for the EU. We will assess the various proposals and express our views. Already today, we call on the European Commission to make the partnership principle a prerequisite for the preparation of operational programmes and we invite the European legislator to work with local and regional governments, following the recommendation of the 2018 European Parliament resolution to make the ERMC a key partner especially in this pre-legislative phase.

0

PREVIOUS POSTSPage 1 of 4NO NEW POSTS