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Nell’ambito dell’iniziativa “All4Climate – Italy 2021”, che raccoglie tutti gli avvenimenti dedicati alla lotta contro i cambiamenti climatici che si svolgeranno in Italia quest’anno, lanciato dal Ministero della Transizione Ecologica in collaborazione con Connect4Climate del Gruppo Banca Mondiale e con la partecipazione di Regione Lombardia e Comune di Milano, organizzato dall’AICCRE si svolgerà il 30 settembre alle ore 13 il 2° Dialogo Ministeriale con i Governi Locali e Regionali sull’attuazione multilivello dell’Accordo di Parigi

L’evento è finalizzato a rafforzare la collaborazione tra tutti i livelli di governo: l’azione per il clima come responsabilità di tutti; promuovere la neutralità climatica; finanziare le azioni. Co-organizzato da UNEP, UNDP, UN-Habitat, ICLEI, UCLG, Patto globale dei sindaci, Regione Emilia-Romagna.

All4Climate – Italy 2021 comprende l’intera scaletta degli eventi climatici che si svolgeranno in Italia quest’anno. Il suo obiettivo, si legge sul sito, è semplice: “rendere il 2021 un anno fondamentale per l’ambizione climatica. All4Climate offre un’opportunità unica per i campioni del clima di tutto il mondo di contribuire direttamente agli incontri pre-COP di settembre a Milano e alla COP26 di novembre
, ospitata dal Regno Unito in collaborazione con l’Italia”.
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La Commissione europea ha recentemente adottato un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell’UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Il conseguimento di tali riduzioni nel prossimo decennio è fondamentale affinché l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 e si concretizzi il Green Deal europeo. Con queste proposte la Commissione presenta gli strumenti legislativi per conseguire gli obiettivi stabiliti dalla normativa europea sul clima e trasformare radicalmente la nostra economia e la nostra società per costruire un futuro equo, verde e prospero.

Le proposte legislative associano: l’applicazione dello scambio di quote di emissione a nuovi settori e il rafforzamento dell’attuale sistema di scambio di quote di emissione dell’UE; un aumento dell’uso di energie rinnovabili; una maggiore efficienza energetica; una più rapida diffusione dei modi di trasporto a basse emissioni e delle infrastrutture e dei combustibili necessari a tal fine; l’allineamento delle politiche fiscali con gli obiettivi del Green Deal europeo; misure per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio; e strumenti per preservare e potenziare la capacità dei nostri pozzi naturali di assorbimento del carbonio.

Il sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) fissa un prezzo per il carbonio e riduce ogni anno il limite massimo applicabile alle emissioni di determinati settori economici. Negli ultimi 16 anni questo sistema ha consentito di ridurre del 42,8 % le emissioni provenienti dalla produzione di energia elettrica e dalle industrie ad alta intensità energetica. Oggi la Commissione propone di abbassare ulteriormente il limite massimo generale delle emissioni e di aumentarne il tasso annuo di riduzione. La Commissione propone inoltre di eliminare gradualmente le quote di emissioni a titolo gratuito per il trasporto aereo, di allinearsi al sistema globale di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio per il trasporto aereo internazionale (CORSIA) e di includere per la prima volta nell’ETS dell’UE le emissioni generate dal trasporto marittimo. Per ovviare alla mancata riduzione delle emissioni nel trasporto stradale e negli edifici, è istituito un nuovo sistema separato di scambio delle quote di emissione per la distribuzione di carburante per il trasporto stradale e di combustibile per gli edifici. La Commissione propone inoltre di aumentare l’entità dei fondi per l’innovazione e la modernizzazione.

Per integrare la cospicua spesa destinata all’azione per il clima nel bilancio dell’UE, gli Stati membri dovrebbero spendere la totalità delle loro entrate derivanti dallo scambio di quote di emissione per progetti connessi al clima e all’energia. Una parte specifica delle entrate provenienti dal nuovo sistema per il trasporto stradale e gli edifici dovrebbe essere destinata ad ovviare all’eventuale impatto sociale per le famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese vulnerabili.

Il regolamento sulla condivisione degli sforzi assegna a ciascuno Stato membro obiettivi rafforzati di riduzione delle emissioni per quanto riguarda gli edifici, il trasporto stradale e il trasporto marittimo interno, l’agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. Questi obiettivi, tenendo conto delle diverse situazioni di partenza e delle diverse capacità di ciascuno Stato membro, si basano sul loro PIL pro capite, con adeguamenti per tener conto dell’efficienza in termini di costi.

Gli Stati membri condividono inoltre la responsabilità dell’eliminazione del carbonio nell’atmosfera, per cui il regolamento sull’uso del suolo, sulla silvicoltura e sull’agricoltura fissa un obiettivo generale dell’UE per l’assorbimento del carbonio dai pozzi naturali, pari a 310 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030. Gli obiettivi nazionali imporranno agli Stati membri di preservare e estendere i propri pozzi di assorbimento del carbonio. Entro il 2035 l’UE dovrebbe mirare a raggiungere la neutralità climatica nei settori dell’uso del suolo, della silvicoltura e dell’agricoltura, comprese le emissioni agricole diverse dal CO2, come quelle derivanti dall’uso di fertilizzanti e dall’allevamento. La strategia forestale dell’UE mira a migliorare la qualità, la quantità e la resilienza delle foreste dell’UE. Sostiene i silvicoltori e la bioeconomia forestale, garantendo nel contempo la sostenibilità della raccolta e dell’uso della biomassa e preservando la biodiversità, e predispone un piano per piantare tre miliardi di alberi in tutta Europa entro il 2030.

La produzione e l’uso di energia rappresentano il 75 % delle emissioni dell’UE, per cui è essenziale accelerare la transizione verso un sistema energetico più verde. La direttiva sulle energie rinnovabili fisserà l’obiettivo più ambizioso di produrre il 40 % della nostra energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Tutti gli Stati membri contribuiranno a questo obiettivo e sono previsti obiettivi specifici per l’uso delle energie rinnovabili nei settori dei trasporti, del riscaldamento e del raffrescamento, degli edifici e dell’industria. Per conseguire nel contempo i nostri obiettivi climatici e ambientali, i criteri di sostenibilità per l’uso della bioenergia sono rafforzati e gli Stati membri devono elaborare regimi di sostegno alla bioenergia in modo da rispettare il principio dell’uso a cascata della biomassa legnosa.

Per ridurre il consumo globale di energia, diminuire le emissioni e affrontare la povertà energetica, la direttiva sull’efficienza energetica fisserà, a livello di UE, un obiettivo annuale vincolante più ambizioso di riduzione del consumo di energia. Alla luce di questo obiettivo si fisseranno i contributi nazionali raddoppiando praticamente l’obbligo annuo in termini di risparmio energetico per gli Stati membri. Il settore pubblico sarà tenuto a ristrutturare il 3 % dei suoi edifici ogni anno in modo da incentivare la cosiddetta “ondata” di ristrutturazioni, creare posti di lavoro e ridurre il consumo di energia e i costi per i contribuenti.

Oltre allo scambio di quote di emissione, è necessario un insieme di misure per far fronte all’aumento delle emissioni nel settore dei trasporti stradali. Norme più rigorose in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni accelereranno la transizione verso una mobilità a emissioni zero, imponendo che le emissioni delle autovetture nuove diminuiscano del 55 % a partire dal 2030 e del 100 % a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021. Di conseguenza, tutte le autovetture nuove immatricolate a partire dal 2035 saranno a zero emissioni. Per consentire ai guidatori di avere accesso ad una rete affidabile in tutta Europa per la ricarica o il rifornimento dei loro veicoli, il la revisione del regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi imporrà agli Stati membri di aumentare la capacità di ricarica in linea con le vendite di autovetture a emissioni zero e di installare punti di ricarica e di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno.

I carburanti per l’aviazione e il trasporto marittimo causano un inquinamento significativo e inoltre richiedono misure specifiche in aggiunta allo scambio di quote di emissione. Il regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi prevede che gli aeromobili e le navi abbiano accesso a energia elettrica pulita nei principali porti e aeroporti. L’iniziativa “ReFuelEU Aviation” obbligherà i fornitori di combustibili a aumentare la percentuale di carburanti sostenibili per l’aviazione nel carburante per gli aviogetti caricato a bordo negli aeroporti dell’UE, compresi i carburanti sintetici a basse emissioni di carbonio, noti come elettrocarburanti. Analogamente, l’iniziativa FuelEU Maritime incentiverà l’utilizzo di combustibili marittimi sostenibili e di tecnologie a zero emissioni fissando un limite massimo al tenore di gas a effetto serra dell’energia utilizzata dalle navi che fanno scalo nei porti europei.

Il sistema fiscale per i prodotti energetici deve salvaguardare e migliorare il mercato unico e sostenere la transizione verde fissando gli incentivi adeguati. La revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia propone di allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche dell’UE in materia di energia e clima, promuovendo tecnologie pulite e eliminando le esenzioni obsolete e le aliquote ridotte che attualmente incoraggiano l’uso di combustibili fossili. Le nuove norme mirano a ridurre gli effetti nocivi della concorrenza fiscale in materia di energia, contribuendo a garantire agli Stati membri entrate derivanti da imposte “verdi” che sono meno dannose per la crescita rispetto alle imposte sul lavoro.

Un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere fisserà un prezzo del carbonio per le importazioni di determinati prodotti per garantire che l’azione ambiziosa per il clima in Europa non porti alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Ciò consentirà di garantire che le riduzioni delle emissioni europee contribuiscano a un calo delle emissioni a livello mondiale, e impedirà che la produzione ad alta intensità di carbonio si sposti fuori dall’Europa. Questo meccanismo mira inoltre a incoraggiare l’industria extra UE e i nostri partner internazionali ad adottare provvedimenti che vadano nella stessa direzione.

La Commissione sottolinea che tutte queste proposte sono collegate e complementari: “abbiamo bisogno di questo insieme di misure equilibrato e delle entrate che genera per garantire una transizione che renda l’Europa equa, verde e competitiva, distribuendo equamente le responsabilità tra i diversi settori e Stati membri e apportando, se del caso, un sostegno supplementare“.
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Per assicurare la ripresa dell’Unione europea, abbiamo bisogno di una migliore legislazione europea in grado di rispondere alle sfide di domani. Lo scorso aprile, la Commissione europea ha fatto un importante passo avanti in questa direzione con l’adozione di una comunicazione su una migliore regolamentazione.

La Commissione ha creato la piattaforma Fit4Future nel 2020 , un gruppo di esperti di alto livello che aiuterà la Commissione a semplificare le norme dell’UE e a ridurre i relativi costi superflui. Riunisce le competenze di coloro che sono incaricati di attuare la legislazione dell’UE (pubblica amministrazione, parti sociali, imprese, esperti tecnici, consumatori e ONG) per condividere le loro idee su come raggiungere questo obiettivo.

Le città e le regioni hanno un ruolo di primo piano nella piattaforma. La Commissione promette di distinguere meglio i contributi dei diversi tipi di stakeholder (come i governi locali), di rispondere rapidamente al feedback alle consultazioni e di “riflettere più accuratamente il contributo delle autorità locali, regionali e nazionali”.

La Commissione propone la creazione di un “common evidence register”, il portale legislativo congiunto, che fornirebbe un facile accesso a tutte le prove alla base di ogni iniziativa dell’UE. Questo nuovo strumento permetterebbe una comunicazione più efficace tra i responsabili politici a livello europeo e nazionale, oltre a promuovere politiche basate sulle prove. La creazione di questo portale risponde alle precedenti richieste del CEMR per una maggiore trasparenza nei processi legislativi per permettere ai governi locali e regionali di seguire più facilmente la preparazione e la modifica dei progetti di legge.

La Commissione sta intensificando i suoi sforzi per anticipare le sfide future che l’Europa dovrà affrontare e come la politica deve rispondere a queste sfide. Di conseguenza, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs) diventeranno il nuovo quadro di riferimento per valutare “ex-ante” la sostenibilità di tutte le proposte legislative. La Commissione identificherà gli SDGs rilevanti collegati a ciascuna delle sue proposte ed esaminerà come l’iniziativa sosterrà il raggiungimento dell’SDG(s) in questione.

Questa è una grande notizia per i governi locali e regionali in tutta Europa, dato che molti di loro stanno già utilizzando gli SDGs da un po’ di tempo come un modo per sostenere una politica più congiunta, nel perseguimento di economie neutre in termini di carbonio.

Con questa comunicazione, la Commissione intende tenere conto delle sfide e delle opportunità che si presentano nella ripresa di COVID-19 e della necessità di legiferare nel modo più efficiente possibile, con un occhio al futuro. E il modo migliore per farlo è assicurarsi che tutte le principali parti interessate “lavorino insieme ad una politica europea di alta qualità che si tradurrà in un’Europa più forte e resistente”, secondo Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea per le relazioni interistituzionali e le previsioni.
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Venice City Solutions 2030, alla sua terza edizione, è la piattaforma globale di scambio tra governi centrali e locali governi centrali e locali, il settore privato, le università, il terzo settore e la società civile che produce riflessioni e obiettivi comuni basati su esperienze concrete. Nell’ultima edizione, che si è concentrata sulle diverse sfaccettature di “Visualizzare l’Agenda 2030 nelle città”, sono emerse le raccomandazioni all’HLPF che possono essere riassunte in 7 punti che l’AICCRE ha recentemente presentato all’High Level Political Forum di New York (HLPF).

SCARICA LA BROCHURE CON I 7 PUNTI

Venice City Solutions 2030, in its third edition, proves to be the global platform for exchange between central and local governments, the private sector, universities, the third sector and civil society which produce common reflections and objectives based on concrete experiences. In the latest edition, which focused on the different facets of the “Visualizing the 2030 Agenda in the cities”, the recommendations to the HLPF can be summarized in 7 findings (DOWNLOAD HERE)
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Si è svolto oggi in modalità on-line il I Workshop dell’AICCRE dedicato alla revisione della Carta europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale.
Una Carta da attualizzare e modernizzare, certo, ma che mantiene intatta la sua carica morale e di garante dei diritti.


Elaborata dal CEMR, in collaborazione con numerosi partners e con il sostegno della Commissione Europea, la Carta è stata adottata e sottoscritta dagli Stati Generali del CEMR il 12 maggio 2006 ad Innsbruck, identificando metodologie e buone prassi per l’attuazione concreta di politiche per le pari opportunità a livello locale e regionale. Oggi riunisce più di 1.850 autorità locali in 36 paesi europei.
Anche l’Italia sta contribuendo alla stesura dell’aggiornamento della Carta che sarà rilanciata tra qualche mese a livello europeo.
Più volte il CEMR ed i suoi dirigenti hanno sottolineato la straordinaria importanza degli enti locali nella promozione dei diritti.
Il tema prioritario è quello della solidarietà e dell’attenzione verso le categorie più deboli, specialmente in questa fase pandemica e post-pandemica che ha ulteriormente minato i diritti delle categorie più fragili.
Con la sottoscrizione della Carta, gli amministratori locali diventano i garanti dei diritti. Ricordiamo che, in occasione del 15° anniversario della Carta europea per l’uguaglianza, il CEMR ha lanciato una celebrazione di mesi che durerà fino a dicembre 2021 sotto l’etichetta “Carta15” e durante i quali sono organizzati una serie di eventi con l’obiettivo di lavorare insieme per rinnovare la Carta.

LA SEZIONE DEL NOSTRO SITO DEDICATA ALLA “CARTA”
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L’8 luglio l’AICCRE ha partecipato all’High Level Political Forum (HLPF) dell’ONU a New York, co-organizzando un importante evento “Visualizzare gli SDGs nella città”.
L’HLPF è il forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile – è il momento centrale delle Nazioni Unite per il follow-up e la revisione delle strategie attuate per il raggiungimento dell’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.



Per il terzo anno consecutivo, quindi, l’AICCRE è stata invitata ed ha portato a livello mondiale e in un contesto prestigioso, la voce degli enti locali internazionali emersa nel corso dell’edizione 2020 di VeniceCitySolutions2030.

“Prima di 3 anni fa gli enti locali non potevano neanche arrivare all’HLPF, dice con orgoglio Carla Rey, Segretario Generale dell’AICCRE, ora abbiamo a disposizione un Side event tutto nostro, una giornata in cui gli enti locali possono parlare direttamente alle Nazioni Unite”.

Tutto nasce dall’idea vincente di VeniceCitySolutions2030, arrivata nel 2020 alla terza edizione e che nel triennio 2018-2020 ha portato nella città lagunare centinaia di amministratori locali, di rappresentanti dei governi mondiali, di intellettuali, di rappresentanti della società civile, delle università, del mondo imprenditoriale. Nel segno degli SDGs e di Agenda 2030 dell’ONU.

Venice City Solutions 2030 rappresenta il risultato delle attività che si sono sviluppate negli anni e che hanno portato ai seguenti risultati:
– riconoscimento da parte del Governo italiano del ruolo degli enti locali e di AICCRE quale rappresentante di Comuni, Province, Regioni impegnati nell’Agenda 2030; – organizzazione di un side event per l’HLPF di New York sponsorizzato dal Governo italiano sui risultati del dialogo multilivello; – organizzare a Venezia un appuntamento annuale con la collaborazione delle Agenzie delle Nazioni Unite e dell’Associazione mondiale Città Unite e Governi Locali in cui si ritrovino i Governi e gli enti locali di tutto il mondo per finalizzare strategie utili per gli enti locali per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e per sviluppare progetti di cooperazione decentrata.



Tornando all’edizione 2021 dell’HLPF, a New York l’AICCRE e gli altri co-organizzatori (UCLG, Un-Habitat, UNDP e UN Action Campaign) hanno portato le conclusioni dell’edizione 2020 di VeniceCitySolutions2030, focalizzata sul significato di “Visualizzare” l’Agenda 2030 nelle città, cercando di declinare questo termine ed interpretando il significato di questo verbo in un contesto di un percorso che in passato aveva analizzato come raggiungere gli SDGs, che tipo di finanziamento servisse, come coinvolgere la cittadinanza e nutrire con essa un rapporto di fiducia reciproca. Il 2020 è stato incentrato sulla visualizzazione:
Come riusciamo a comunicare, visualizzare, vedere i risultati dell’agenda nelle città?
1. Visualizzare l’agenda nel senso di riconoscere la localizzazione degli SDGs
2. Visualizzare l’agenda per conoscere meglio la dimensione locale degli SDGs
3. Visualizzare l’agenda come un linguaggio comune tra gli enti locali e gli altri attori
Quest’ultimo concetto è stato sottolineato nel suo intervento da Carla Rey, che ha tra l’altro illustrato le conclusioni dell’edizione 2020 di VeniceCitySolutions2030 :”è necessario visualizzare l’Agenda2030 per avere un linguaggio comune tra i vari operatori urbani”.

Le soddisfazioni per la nostra Associazione non finiscono qui: l’AICCRE infatti è stata invitata nel pomeriggio dell’8 luglio all’evento “Accelerating Local Actions” organizzato da UCLG, nel contesto del Local4ActionsHub, nel quale VeniceCitySolutions2030 è l’hub degli hubs.



Il saluto del Presidente Stefano Bonaccini ai partecipanti dell’HLPF: “PRIORITÀ A LAVORO, CRESCITA, SOSTENIBILITÀ”

L’AICCRE ALL’HLPF DEL 2019

L’AICCRE ALL’HLPF 2020
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Stefano Bonaccini, presidente AICCRE e CEMR, ha rivolto l’ 8 luglio un saluto ai partecipanti dell’High Level Political Forum di New York:”Venice City Solutions 2030 che abbiamo attivato già da tempo e che è anche Local4Action Hub dell’ ONU è uno di quei luoghi importanti perché il dialogo, la cooperazione decentrata in riferimento agli SDGs e all’Agenda 2030 per gli enti locali sta esattamente all’altezza delle sfide che abbiamo davanti, la più importante delle quali è salvaguardare il bene più prezioso che abbiamo, cioè il pianeta terra e gli interventi di crescita e di sostenibilità sono quelli prioritari e decisivi per garantire che vi sia sviluppo, accesso a servizi e soprattutto garanzia che il lavoro non manchi a nessuno in ogni parte del mondo, perché lavoro è dignità e perché la qualità dei servizi per le persone ha direttamente a che fare con la qualità delle nostre vite”.


.Stefano Bonaccini, president of AICCRE and CEMR, welcomed the High Level political Forum participants on 8 July: “Venice City Solutions 2030, that we have already activated years ago, and which is also the Local4Action Hub for the UN, is one of those important places where the dialogue, the decentralized cooperation in reference to the SDGs, and the 2030 Agenda for local authorities, is the answer to the challenges we need to face, the most important of which is to safeguard the most precious asset we have, the planet earth, and growth and sustainability interventions are the priority and decisive ones to ensure that there is development, access to services for everyone, and, above all, the guarantee that no one is missing work in every part of the world, because work is dignity and because the quality of services for people has directly impact with the quality of our lives”.
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Sbarca anche in Italia il “Green City Accord”, l’iniziativa della Commissione europea aderendo alla quale i Sindaci si impegnano a migliorare la qualità dell’aria e dei corpi idrici, di estendere le aree verdi e ripristinare gli ecosistemi urbani, di avanzare verso l’economia circolare e ridurre la produzione di rifiuti, di ridurre significativamente l’inquinamento acustico.

Il 7 luglio si è svolto il Workshop online di presentazione con le città italiane al quale ha partecipato l’AICCRE nazionale con il suo Presidente Stefano Bonaccini e con il Segretario Generale Carla Rey.”In Next Generation You, ha detto Bonaccini, sono indicati molto bene i due pilastri di una futura crescita per l’Europa:
– la transizione digitale, per permettere a chi studia, lavora, vive in qualsiasi luogo del nostro continente di avere le stesse opportunità.
– La seconda la transizione ecologica, perché dobbiamo fare di tutto per salvare il bene più prezioso che abbiamo cioè il Pianeta Terra. Da questo punto di vista non solo investimenti per garantire un ambiente circostante, dall’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, i suoli che calpestiamo, più in sintonia con la qualità delle nostre vite ma anche investendo su green industy e green economy per far si che gli investimenti nella sostenibilità e nell’economia verde possano anche garantire nuovi posti di lavoro e una nuova crescita, appunto, sostenibile per tutti”.

L’AICCRE ha deciso di sostenere questa iniziativa della Commissione Europea perché l’ambiente è una questione prioritaria per le città italiane, che ha un impatto diretto sulla qualità della vita dei cittadini”, ha esordito Carla Rey nel suo intervento.

“Negli ultimi anni gli enti locali hanno dovuto imparare a ripensare i servizi ai cittadini in modo da tenere in considerazione anche le esigenze del pianeta, per garantire un futuro alle nuove generazioni”.

AICCRE aderisce a questa iniziativa, ha informato la Rey, che poi ha rivolto un appello alle città italiane per sostenere l’iniziativa in quanto “ci permette di dimostrare concretamente che le nostre città sono pronte a condividere le loro esperienze con la rete Green City Accord“. Ma, soprattutto, ha precisato, “perché siamo convinti che questa sottoscrizione diventerà un importante atto politico per 3 motivi:
1. in difesa del ruolo degli enti locali come promotori e protagonisti del processo di sviluppo ambientale sostenibile;
2. per promuovere un loro maggiore coinvolgimento nei luoghi dove si prendono le decisioni ambientali;
3. e perché questa campagna di sottoscrizione deve essere prodromica a nuove possibilità di finanziamento diretto alle città per la realizzazione degli obiettivi che questo accordo si propone”.

Siamo convinti, ha sottolineato il Segretario Generale dell’AICCRE, “che la scadenza fissata dall’Agenda ONU 2030 rappresenti davvero l’ultima chiamata per garantire la salvezza del pianeta e noi non possiamo che rispondere a questo appello. Abbiamo solo 9 anni per intraprendere il percorso virtuoso segnato dagli SDGs e se l’accordo verde della Commissione europea ci aiuterà a raggiungere l’obiettivo e a coinvolgere sempre più attori, noi lo sosteniamo e siamo pronti a lanciare la campagna di sottoscrizione nazionale“.

l’AICCRE sarà “un punto di riferimento per le città che vogliono aderire all’iniziativa; faremo lobby a livello nazionale per far riconoscere i membri del GCA come amministratori locali virtuosi che hanno bisogno di risorse nazionali ed europee per raggiungere i loro obiettivi;

L’AICCRE inoltre favorirà la creazione di una rete per lo scambio di buone pratiche tra i sottoscrittori, promuovendole a livello nazionale e internazionale.

In un’ottica di collaborazione e di pieno coinvolgimento degli enti locali italiani, la Rey ha voluto lanciare un appello affinché tutti i comuni, anche i più piccoli, possano sottoscrivere l’Accordo.

SOTTOSCRIVI L’ACCORDO!
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