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AMARE-UE è un progetto finanziato dalla Commissione Europea (DG Protezione civile e aiuti umanitari), volto a sostenere le città europee che sviluppano strategie innovative e capacità di resilienza in una prospettiva multiculturale e inclusiva. Negli ultimi decenni, le città europee sono state interessate da flussi migratori che hanno diversificato culturalmente il loro tessuto sociale. Al tempo stesso, le città investono sempre di più in infrastrutture che prevengono i cambiamenti climatici e i disastri naturali, sviluppando politiche, regolamenti e piani di rafforzamento di resilienza nel breve, medio e lungo periodo. In tale contesto, uno degli elementi più importanti è il coinvolgimento di tutti i cittadini nella gestione di queste sfide. In caso di disastri naturali, il non sapere a chi rivolgersi, come agire, dove ricercare informazioni aggiornate, sono fattori rilevanti di esposizione al rischio, e ciò è particolarmente vero per i cittadini non nativi. Il progetto europeo AMARE-EU si concentra in particolare sullo sviluppo di soluzioni concrete, a basso costo e facili da applicare per coinvolgere ed informare coloro che, a causa di fattori linguistici, sociali, economici e culturali, corrono rischi più elevati in caso di disastri naturali. Rappresenti un Comune dell’Unione europea, particolarmente sensibile ai temi della prevenzione delle calamità naturali? La tua città ospita comunità di migranti, e lavora su politiche di integrazione e multiculturalismo? Sei interessato ai temi della prevenzione, della preparazione e della resilienza in caso di disastri ambientali? Vuoi ricevere assistenza gratuita e supporto dai partner del progetto AMARE-EU per incrementare la capacità della tua città di unire strategie di prevenzione e resilienza ad azioni per rafforzare l’inclusione e l’integrazione? Candida la tua città a diventare una delle 4 Città Pilota entro il 15 febbraio 2019! Per ulteriori informazioni: www.amareproject.eu/it/call-for-interest/
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In una recente lettera inviata alla redazione bolognese de “La Repubblica”, Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché del CCRE/CEMR e dell’AICCRE, ha raccolto e rilanciato l’appello di Romano Prodi “affinché il prossimo 21 marzo, primo giorno di primavera e di San Benedetto, patrono d’Europa, tanti cittadini espongano al proprio balcone la bandiera europea”. Serve una reazione civile, popolare e corale, sottolinea Bonaccini. “Un gesto, anche simbolico di quanti chiedono più luce e aria buona in un tempo di chiusura e ripiegamento”. La bandiera simboleggia la riaffermazione di una comune identità ed un comune progetto “che vengono prima di istituzioni o trattati che spesso non sono stati all’altezza dei nostri sogni”, tiene a precisare il Presidente. “Viviamo un tempo in cui trovano voce e rappresentanza solo minacce e paure; la cifra di ogni messaggio che arriva nelle nostre case è sempre di chiusura; il presente è solo divisione, io qui tu là, io ho ragione tu no, io parlo tu taci, e la parola futuro è bandita, come se i nostri figli fossero per destino condannati a un mondo di egoismi e conflitti, di nuovi muri e fili spinati”. Io invece, continua Bonaccini “credo che no, non c’è un destino obbligato cui rassegnarsi e a cui relegare le generazioni più giovani. Non mi rassegno all’idea che il meglio sia alle nostre spalle e che rinchiudersi in casa o in patria preserverà qualcosa del tanto di buono che esiste”. L’uccisione del sindaco di Danzica “mi ha scosso, ma la folla oceanica per le strade della città ha mostrato che esiste sempre un popolo pronto a riprendersi il proprio destino, che vuole reagire. Così come l’egoismo e l’impotenza politica che tiene 49 persone in mare su un barcone per settimane, Natale compreso, non può cancellare il lavoro straordinario di migliaia di volontari che riaffermano il proprio diritto all’umanità”. Esiste, sono convinto, “un popolo europeo che non si rassegna all’alternativa tra dividersi (brexit)o essere punito (Grecia). Ci sono tantissime persone che chiedono giustizia ma non per questo spaccano vetrine o aggrediscono poliziotti e giornalisti, come purtroppo sta avvenendo in tante città della Francia”. Questo popolo, precisa il Presidente, “chiede più luce, aria buona, una politica ed un progetto all’altezza dei propri valori e delle proprie speranze. I simboli sono importanti e le bandiere sono un simbolo. Quella europea è il simbolo della pace dopo guerre mondiali; è la bandiera della cooperazione e degli scambi dopo i muri e i dazi che avevano diviso le nazioni; è il passaporto dei giovani che non hanno conosciuto le vecchie monete e le frontiere, ma l’Erasmus e il diritto di muoversi e a inseguire i propri sogni, anche lontano da casa”. Se non restituiamo ai cittadini “una bandiera attorno a cui riprendere voce per costruire un progetto ed una speranza per il futuro, li consegneremo unicamente alla proprie paure individuali ed alla rabbia distruttiva”, continua Bonaccini. Se all’impotenza dei governi “che mostrano muscoli di cartone non si affianca la forza della partecipazione popolare per riaffermare la civiltà di questo continente e il diritto delle persone a conquistarsi il futuro, non rimarranno che macerie”. Serve un progetto comune e migliore dell’Europa che abbiamo conosciuto. Si cambi tutto quel che c’è da cambiare, conclude il Presidente del CCCRE/CEMR ma cominciamo a rimettere insieme le persone per amore e non per rabbia, per costruire e non per distruggere, per vivere e non solo difendersi”.
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Si sta svolgendo in questi giorni (16 – 18 gennaio) a Soria il congresso internazionale “Think Europe 2030″. La prima edizione, che si è svolta l’anno scorso, ha riunito più di 250 leader europei ed anche per l’edizione 2019 è prevista lo stesso numero di partecipanti. Quest’anno il tema centrale sarà il ruolo delle città intermedie. Sta partecipando ai lavori Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, che è intrevenuta il 16 gennaio: “Le città, per la loro natura, sono adattabili, resilienti. Con l’implementazione dell’Agenda 2030 a livello locale abbiamo la possibilità di condividere e costruire dal basso politiche urbane sostenibili che pongano l’essere umano al centro della discussione”, ha detto la Rey nel corso del suo intervento. “L’Agenda 2030 propone un modello di governo multilivello che coordini le strategie internazionali con quelle nazionali e locali con la volontà comune di raggiungere uno sviluppo sostenibile, un miglioramento della qualità della vita dei cittadini ed una visione di medio e lungo periodo”.
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Dal 16 al 18 gennaio la città spagnola di Soria sarà al centro della politica europea, ospitando per il secondo anno consecutivo il congresso internazionale “Think Europe 2030″. La prima edizione, che si è svolta l’anno scorso, ha riunito più di 250 leader europei ed anche per l’edizione 2019 è prevista lo stesso numero di partecipanti. L’edizione 2018 si era concentrata sull’attuazione dell’agenda 2030 e sulla distribuzione dei fondi di coesione dell’Unione europea. Quest’anno il tema centrale sarà il ruolo delle città intermedie. Sta partecipando ai lavori Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, che interverrà nella sessione mattutina del 16 gennaio. “Siamo qui per lavorare sul “manifesto per le elezioni europee” e rilanciare l’Europa dei valori per dare un futuro alle prossime generazioni: diritti umani, democrazia, uguaglianza di genere, Agenda 2030 ed obiettivi di sviluppi sostenibile, città inclusive e sostenibili”.

IL PROGRAMMA

IL VIDEO DI PRESENTAZIONE
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Il 19 dicembre scorso, su invito del Segretario generale dell’AICCRE Carla Rey, si è tenuta presso la sede della Regione Emilia–Romagna a Bologna, “Il Manifesto AICCRE per le elezioni del Parlamento europeo 2019. Gli enti locali e regionali italiani a sostegno di una Unione Europea più forte!“, una tavola rotonda in vista della stesura del Manifesto AICCRE per le elezioni del prossimo europarlamento. Sono intervenuti innanzi tutto i presidenti delle altre due principali componenti della forza federalista: Giorgio Anselmi per il Movimento federalista europeo e Pier Virgilio Dastoli per il Movimento europeo, i quali hanno illustrato le posizioni delle rispettive organizzazioni ed auspicato una concordanza d’intenti e di azioni in vista delle elezioni del 26 maggio. Dopo il videomessaggio del parlamentare europeo Paolo De Castro, ha preso la parola l’europarlamentare Massimiliano Salini, che ha ripreso i temi sollevati nei due precedenti interventi ed ha riferito sui lavori del Parlamento europeo durante questa legislatura. Ha concluso i lavori Stefano Bonaccini, Presidente AICCRE, CCRE e della Regione Emilia – Romagna. Bonaccini non ha nascosto i pericoli dell’attuale situazione politica italiana ed europea, caratterizzata da una forte spinta populista e nazionalista, che potrebbe manifestarsi in modo dirompente in occasione delle prossime elezioni europee. Per questo sono ancora più importanti l’unità d’intenti e la collaborazione tra le organizzazioni della forza federalista, invitate a predisporre iniziative comuni fin dai primi mesi del 2019.Ha moderato i lavori Giuseppe Magni, Vicepresidente AICCRE.
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Il video-saluto di Stefano Bonaccini, Presidente del CCRE/CEMR, dell’AICCRE e della Regione Emilia-Romagna, al Comitato politico del CCRE/CEMR, svoltosi il 10 ed 11 dicembre in Germania, a Ludwigsburg. il Presidente sottolinea tra l’altro l’importanza fondamentale delle prossime elezioni del Parlamento europeo, la rilevanza per i territori degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (sdgS) e l’impegno del CCRE/CEMR per la lotta al climate change. GUARDA IL VIDEO
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