E-News, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


E appena uscita una nuova brochure di presentazione del CEMR: “Empowering Local and Regional Europe since 1951” .

La pubblicazione offre una panoramica del CEMR e del suo lavoro per conto dei comuni, delle contee e delle regioni d’Europa. Fa anche il punto su ciò che è stato realizzato dalla sua creazione nel 1951 e trae gli insegnamenti di decenni di lavoro.

Il documento, disponibile in inglese e francese, presenta numerosi grafici, una mappa e una cronologia storica.

“Se questa pubblicazione chiarisce una cosa” , spiega il presidente del CEMR Stefano Bonaccini,“è il ruolo cruciale del complesso mosaico europeo di comuni, contee e regioni in tanti aspetti della vita. Dietro le parole che emergono – servizi di base, cambiamento climatico, sviluppo internazionale, COVID – c’è una realtà umana, locale e regionale funzionari eletti e dipendenti pubblici, che lavorano ogni giorno per i loro cittadini in un ambito di aree sempre più ampio”.

In particolare, all’interno della pubblicazione:


Gli uomini e le donne, i sindaci eletti e i leader locali/regionali di tutta Europa, che costituiscono la nostra leadership;

L’appartenenza al CEMR e la diversificata organizzazione territoriale dei diversi paesi europei;

I valori democratici, l’organizzazione interna e il modo di lavorare del CEMR;

Il lavoro tematico del CEMR, i progetti e i partner sotto i titoli Persone, Luoghi, Pianeta e Partnership;

La ricca storia del CEMR dalla fondazione (1951): dal contributo del gemellaggio tra città e della costruzione dell’autonomia locale nell’Europa del dopoguerra al lavoro in espansione sullo sviluppo territoriale, l’uguaglianza di genere e l’ambiente;

Come rimanere in contatto con il CEMR attraverso i suoi numerosi canali di comunicazione su misura per un pubblico diversificato.

SCARICA E LEGGI LA BROCHURE IN INGLESE
SCARICA E LEGGI LA BROCHURE IN FRANCESE
0

E-News, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
La Gazzetta ufficiale L18 dell’Unione europea di oggi, 27gennaio, pubblica la nuova raccomandazione del Consiglio dell’Unione su un approccio coordinato per agevolare la libera circolazione in sicurezza durante la pandemia di COVID-19. La raccomandazione odierna sostituisce e che sostituisce la precedente.

Nei principi generali, il Consiglio scrive che “nell’adottare e applicare misure volte a proteggere la salute pubblica in risposta alla pandemia di COVID-19, gli Stati membri dovrebbero coordinare le loro azioni” e che “ogni restrizione alla libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione attuata per limitare la diffusione della COVID-19 dovrebbe basarsi su motivi specifici e limitati di interesse pubblico, vale a dire la protezione della salute pubblica<".
È necessario, continua la raccomandazione “che tali limitazioni siano applicate nel rispetto dei principi generali del diritto dell’Unione, segnatamente la proporzionalità e la non discriminazione. Nessuna misura adottata dovrebbe pertanto andare al di là di quanto strettamente necessario per tutelare la salute pubblica”.

Tali restrizioni, precisa il documento, “dovrebbero essere revocate non appena la situazione epidemiologica, anche negli ospedali, lo consenta”.

Gli Stati membri, precisa il Consiglio, “dovrebbero garantire che gli obblighi imposti ai cittadini e alle imprese apportino un beneficio concreto agli sforzi in materia di salute pubblica volti a combattere la pandemia e non creino oneri amministrativi indebiti e superflui”.

SCARICA LA RACCOMANDAZIONE COMPLETA (PDF)
0

E-News, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
La Commissione europea ha proposto al Parlamento europeo e al Consiglio di sottoscrivere una dichiarazione di diritti e principi che guideranno la trasformazione digitale nell’UE.Lo rende noto il servizio stampa della Commissione.

La bozza di dichiarazione sui diritti e principi digitali mira “a fornire un punto di riferimento sul tipo di trasformazione digitale che l’Europa promuove e difende. Fornirà inoltre una guida per i responsabili politici e le aziende quando si occupano di nuove tecnologie”.
Secondo la Commissione, i diritti e le libertà sanciti dal quadro giuridico dell’UE e i valori europei espressi dai principi dovrebbero essere rispettati online come offline.

Una volta approvata congiuntamente, la Dichiarazione definirà anche l’approccio alla trasformazione digitale che l’UE promuoverà nel mondo.

La bozza di dichiarazione riguarda i diritti e i principi chiave per la trasformazione digitale, come mettere al centro le persone e i loro diritti, sostenere la solidarietà e l’inclusione, garantire la libertà di scelta online, promuovere la partecipazione allo spazio pubblico digitale, aumentare la sicurezza e l’emancipazione delle persone e promuovere la sostenibilità del futuro digitale.

La dichiarazione, precisa la Commissione europea, “è radicata nel diritto dell’UE, dai Trattati alla Carta dei diritti fondamentali ma anche nella giurisprudenza della Corte di giustizia. Si basa sull’esperienza del pilastro europeo dei diritti sociali”.

Approfondimenti

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’istituzione di una dichiarazione europea sui diritti e principi digitali

Scheda informativa sui diritti e principi digitali per tutti nell’UE

Bussola Digitale: la via europea per il Decennio Digitale

La comunicazione sulla via del decennio digitale

Dichiarazione di Tallinn sull’eGovernment

Dichiarazione di Berlino sulla società digitale e il governo digitale basato sul valore

Dichiarazione di Lisbona – La democrazia digitale con uno scopo
0

E-News, climate change, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Il Parlamento europeo e la Commissione hanno pubblicato un Eurobarometro speciale congiunto sul futuro dell’Europa.Lo rende noto il servizio stampa della Commissione europea. Ricordiamo che L’Eurobarometro è una serie di sondaggi di opinione pubblica condotti regolarmente per conto della Commissione europea a partire dal 1973.

L’indagine in questione è stata condotta tra il 16 settembre e il 17 ottobre 2021 nei 27 Stati membri dell’UE. Il sondaggio è stato condotto faccia a faccia e completato con interviste online ove necessario a causa della pandemia di coronavirus. In totale sono state condotte circa 26.530 interviste.

Ecco cosa è emerso dall’ultimo sondaggio:

– Nove giovani europei su 10 concordano sul fatto che affrontare il cambiamento climatico può aiutare a migliorare la propria salute e il proprio benessere (91% dei giovani tra i 15 e i 24 anni), mentre l’87% di tutti gli intervistati condivide questo sentimento
– L’81% degli intervistati afferma di vivere felicemente nell’UE
– il 68% degli europei ritiene che l’ UE sia un luogo di stabilità in un mondo travagliato ; mentre il 67% concorda sul fatto che il progetto dell’UE offre una prospettiva futura per i giovani europei

Il futuro dell’Europa
Il recente sondaggio mette in evidenza le opinioni dei giovani europei sulle sfide che l’Unione europea deve affrontare, insieme al ruolo chiave che i giovani svolgono nella Conferenza sul futuro dell’Europa.
L’Eurobarometro mostra che il 91% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni ritiene che affrontare il cambiamento climatico possa aiutare a migliorare la propria salute e il proprio benessere, mentre l’84% di quelli di età pari o superiore a 55 anni è d’accordo.
Quasi un europeo su due (49%) vede il cambiamento climatico come la principale sfida globale per il futuro dell’UE, con un sostegno schiacciante per gli obiettivi ambientali del Green Deal europeo : l’88% degli europei ritiene importante aumentare la quota di energie rinnovabili energia nella nostra economia e hanno una maggiore efficienza energetica, mentre l’80% concorda sull’importanza di fare dell’Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050 e di promuovere la crescita del mercato dei veicoli a zero e basse emissioni.

Altre sfide globali future evidenziate dagli intervistati includono la salute (34%) e la migrazione forzata e lo sfollamento (citato da circa il 30%).
Avere standard di vita comparabili (31%) e una politica sanitaria comune (22%) sono i due aspetti più utili per il futuro dell’Europa. Gli europei danno anche la priorità a una maggiore solidarietà tra gli Stati membri (21%) e all’indipendenza energetica (20%).

Le quattro sfide più citate che la stessa UE deve affrontare sono le disuguaglianze sociali (36%), la disoccupazione (32%), seguite dalle questioni migratorie (31%). Come per le sfide globali, anche le questioni ambientali e il cambiamento climatico sono in cima all’elenco delle sfide che l’UE deve affrontare, citate dal 32% degli intervistati.

Gli europei considerano il rispetto dell’UE per la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto (27%) come il principale vantaggio dell’UE, seguito dal suo potere economico, industriale e commerciale (25%).

Pace (49%), libertà di opinione (47%), uguaglianza sociale e solidarietà (45%) e tolleranza e apertura agli altri (44%) sono i valori meglio incarnati dall’UE – rispetto ad altri paesi, secondo intervistati.

Un’ampia maggioranza di europei concorda sul fatto di essere felice di vivere nell’UE (81%) e nel proprio paese (89%), oltre ad essere felice della propria vita familiare (89%).

La Conferenza sul futuro dell’Europa
Circa il 43% degli europei afferma che il principale vantaggio del coinvolgimento delle giovani generazioni nella Conferenza è di concentrarsi su questioni di loro interesse. Ulteriori vantaggi del loro ruolo chiave nella Conferenza sono l‘energia e la motivazione per la riforma e il cambiamento che portano (citato dal 35%) e la loro attenzione nel rendere il futuro dell’Europa più pertinente alle sfide della società odierna (33%).
I cittadini europei rimangono costantemente interessati a contribuire e partecipare alla Conferenza sul futuro dell’Europa. Mentre rispondere a un sondaggio è il mezzo preferito per farlo, come indicato da più della metà degli europei (59%), quasi un europeo su due (46%) potrebbe immaginare di partecipare a incontri nella propria area. La partecipazione alle consultazioni online (40%), la presentazione di idee e proposte ai politici europei e nazionali (39%) e la partecipazione agli eventi culturali e sportivi europei legati alla Conferenza (39%) sono le prossime forme più attraenti di coinvolgimento dei cittadini.
Nel complesso, gli europei considerano i cambiamenti climatici e l’ambiente (44%), la salute (40%), nonché un’economia più forte, la giustizia sociale e l’occupazione (40%) come questioni chiave per la conferenza.
Vi è una chiara aspettativa che la Conferenza porti a risultati tangibili. In effetti, gli intervistati sarebbero maggiormente incoraggiati a prendere parte alle attività della Conferenza se fossero convinti che la loro partecipazione avrebbe un impatto reale (53%).

La voce dei cittadini nell’UE
Il 90% degli europei concorda sul fatto che la voce dei cittadini dell’UE dovrebbe essere presa maggiormente in considerazione nelle decisioni relative al futuro dell’Europa. Il 55% degli europei cita il voto alle elezioni europee come uno dei modi più efficaci per garantire che le voci siano ascoltate dai decisori a livello dell’UE.

APPROFONDISCI

Eurobarometro speciale sul futuro dell’Europa (gennaio 2022)

Eurobarometro – L’opinione pubblica nell’Unione europea
0

E-News, CEMR NEWS, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Si sta svolgendo (20-21 gennaio) in modalità on-line il Policy Committee del CEMR.

In agenda, il dibattito sul futuro dell’Europa e questioni interne al CEMR, come, per esempio l’elezione del Segretario generale e la presentazione di documenti di posizione su vari argomenti: digitalizzazione, migrazione, governance dell’economia dell’Unione, mobilità. Il 21 il dibattito si concentrerà, tra l altro, sulla governance territoriale, poteri e riforme in Europa.

In apertura del suo intervento, Stefano Bonaccini, presidente CEMR e AICCRE, ha ricordato il “caro amico David Sassoli“, Presidente del Parlamento europeo recentemente scomparso. L’ondata emotiva seguita alla sua morte è dovuta “alla modalità con la quale David ha svolto il suo ruolo in maniera egregia in questi anni, con grande equilibrio, sobrietà, mitezza e soprattutto dando vita a quegli ideali europei che hanno mosso la sua attività politica e se lo vogliamo ricordare, il modo migliore sarà quello di batterci per quelli che sono gli ideali di una Europa dei popoli, dei diritti, un’Europa vicina alle persone che non lascia nessuno da solo, a partire da chi ha più bisogno“. Sassoli, ha continuato Bonaccini, “credeva fortemente in una Europa che potesse allargare all’interno dll’UE i propri perimetri e diamo il benvenuto e gli auguri di buon lavoro alla nuova Presidente del parlamento europeo Roberta Metsola“.

Il Presidente si è quindi soffermato sulla nuova ondata pandemica di Omicron, “per fortuna abbiamo i vaccini che stanno difendendo e proteggendoci da una ondata così forte”.
Bonaccini ha successivamente invitato i partecipanti a Bologna nella prossima primavera/estate dove sarà organizzato il policy committee del CEMR ma sarà anche quella l’occasione per presentare il nuovo centro metereologico europeo nel quale il tema della climatologia e quindi la transizione ecologica e la lotta dei cambiamenti climatici diventa cogente e “soprattutto mostrarvi il supercomputer di calcolo che, arrivando a fianco del centro meteo, permetterà all’Europa per la prima volta di competere con USA e Cina perché sarà il terzo/quarto al mondo per potenza di calcolo. Sappiamo che insieme alla transizione ecologica, la transizione digitale è un altro pilastro necessario per garantire più opportunità.

Il dibattito di questi giorni del policy committee servirà anche per “posizionare la strategia del CEMR e più in generale delle nostre associazioni sui territori per fare in modo che gli enti locali e regionali abbiano una voce in capitolo sempre più alta“. D’altra parte, ha sottolineato Bonaccini, “la gestione della pandemia è stata affidata in gran parte ai territori, a chi gestisce la sanità pubblica, e ancora una volta è emerso, a proposito di servizi pubblici locali, come l’universalismo della sanità, e cioè offrire le cure a tutti i cittadini, indipendentemente che siano ricchi o poveri, è condizione essenziale anche per la qualità della civiltà del nostro Continente“.

“In questi giorni, ha concluso il Presidente, discuteremo di sanità, di scuola, di servizi per l’infanzia, per gli anziani e per i disabili, e soprattutto delle infrastrutture, quindi trasporti pubblici, ma anche, richiamando il digitale, di quei luoghi e territori che non hanno la possibilità di connettersi alla rete la cui popolazione rischia di avere molte meno opportunità rispetto alle altre”.
0

E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
L’Assemblea parlamentare del consiglio d’Europa ha recentemente espresso preoccupazione per l’aumento dell’incitamento all’odio, della violenza e dei crimini ispirati dall’odio contro le persone LGBTI negli Stati membri del Consiglio d’Europa. “Il capro espiatorio e le violazioni dei diritti civili delle persone LGBTI provengono in larga misura da figure politiche, inclusi rappresentanti del governo, così come leader religiosi”, hanno avvertito i parlamentari.

Adottando una risoluzione l’Assemblea ha condannato fermamente “gli attacchi estesi e spesso virulenti ai diritti delle persone LGBTI per diversi anni”, in particolare in Ungheria, Polonia, Federazione Russa, Turchia e Regno Unito, sottolineando che i notevoli progressi realizzati negli ultimi anni sono oggi minacciati.

Durante il dibattito, in cui è intervenuta la commissaria europea per l’Uguaglianza Helena Dalli, i parlamentari hanno deplorato le narrazioni anti-genere, che riducono la lotta per l’uguaglianza e i diritti delle persone LGBTI a quella che alcuni movimenti conservatori definiscono volutamente “ideologia di genere” o “Ideologia LGBTI”. L’Assemblea ha richiamato l’attenzione sulle recenti conclusioni della Commissione di Venezia in merito all’Ungheria e ha invitato gli Stati membri a non emanare leggi contrarie ai diritti delle persone LGBTI e ad abrogare quelle già in vigore, comprese quelle “anti- Leggi sulla propaganda LGBTI”.

Infine, l’APCE ha sottolineato che sono ancora necessari cambiamenti di paradigma nella comprensione sociale e culturale dell’uguaglianza di genere, della mascolinità dannosa e dei diritti delle persone LGBTI. Ha pertanto invitato gli Stati a condurre campagne di sensibilizzazione pubblica e a creare una rete parlamentare per facilitare la cooperazione con e tra i parlamenti nazionali su questo tema.

LA RISOLUZIONE ADOTTATA
LA RACCOMANDAZIONE ADOTTATA
0

E-News, CEMR NEWS, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Ilaria Bugetti, Aiccre, consigliere regionale della Toscana e portavoce CEMR sulla coesione, è intervenuta al Policy Committee del CEMR, in corso in questi giorni (20 e 21 gennaio) in modalità on-line.
A nome della delegazione italiana ha rivolto un “ricordo doveroso” a David Sassoli, come aveva fatto in apertura dei lavori il Presidente del CEMR e dell’AICCRE Stefano Bonacciniù.
I valori che Sassoli ha rappresentato nel Parlamento europeo, ha detto la Bugetti “sono sicuramente un grande auspicio per il lavoro che dovremo fare. In sostanza, quello che mi fa piacere ricordare di Sassoli, e che dovrebbe essere anche un metodo di lavoro per i nostri prossimi anni, è la sua grande capacità di aver avvicinato i cittadini all’Europa, la sua umiltà, il sorriso e la gentilezza di chi pensava che i muri andassero abbattuti, e che si dovesse perseguire con forza l’idea di una Europa dei cittadini e delle comunità locali“.
Abbiamo il ricordo importante di Sassoli, ha sottolineato la consigliera regionale toscana, che girava per tutti i luoghi dell’Europa dove vi erano conflitti “con la grande capacità di parlare con semplicità e in un modo comprensibile e sentito sia ai giovani, ai cittadini comuni che ai capi di Stato”.
Trasmetteva valori e idee “in un modo attuale e contemporaneo e che ha riportato nell’attualità il Manifesto di Ventotene. Su questo cui dobbiamo lavorare, rafforzare questo spirito che ci guida”.
Sassoli era vicino ai comuni ed alle regioni e riportava le istanze dei territori all’interno del Parlamento europeo. “La sua ricchezza la riportiamo a tutti noi, ha concluso la Bugetti, e questo metodo deve diventare la nostra forza per costruire l’Europa federale“.
0

E-News, CEMR NEWS, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Fabrizio Rossi (nella foto) è il nuovo Segretario generale del CEMR. E’ stato eletto il 20 gennaio dal Policy Committee del CEMR e subentra a Frédéric Vallier.

Fabrizio Rossi è nato a Cagliari dove ha frequentato l’università locale e dove ha iniziato a studiare i meccanismi dei fondi strutturali europei in Italia, prima di espandere le sue attività di ricerca in Grecia e Spagna.

Ha completato master in relazioni internazionali presso l’ Universidad Autónoma de Barcelona con un focus sulle autorità locali locali nella cooperazione europea e internazionale.

Rossi ha tra l’altro lavorato come consigliere per gli affari UE per il Parlamento regionale della Sardegna.Nel 2007 si è trasferito a Barcellona dove è entrato nel dipartimento internazionale della Consiglio provinciale di Barcellona per essere nominato segretario generale di Partenalia, un’associazione internazionale che rappresenta le autorità intermedie locali nel processo decisionale dell’UE.

In seguito ha lavorato per il programma INTERACT finanziato dal FESR, guidando il pensiero strategico dietro la progettazione di nuovi strumenti di finanziamento come lo strumento di investimento per l’innovazione interregionale nell’ambito del nuovo periodo di programmazione 2021-2027.

Fabrizio Rossi è stato coinvolto in attività di riforestazione con una ONG locale in Madagascar e ha creato una start-up belga attiva nel mercato del carbonio forestale che ha ampliato le sue operazioni in Bolivia.

Vive a Bruxelles dal 2009 e attualmente lavora per Climate-KIC, la principale agenzia di innovazione climatica dell’Unione europea, dove dirige grandi team e guida un portafoglio di programmi e progetti sull’adattamento climatico.
0

PREVIOUS POSTSPage 1 of 60NO NEW POSTS