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UGLG: “contro l’indifferenza: a 10 anni dalla tragedia di Lampedusa”

Emilia Saiz, segretaria generale dell’UCLG, e Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa, hanno rilasciato una dichiarazione a 10 anni dalla tragedia di Lampedusa, pubblicata sul sito dell’UCLG (United Cities and Local Governments):

È passato un decennio da quel fatidico giorno in cui il mondo fu testimone della tragedia avvenuta al largo di Lampedusa. Ne sarebbero seguite molte altre, ma quella tragedia sconvolse la nostra coscienza collettiva e illustra ancora oggi le dolorose conseguenze dell’indifferenza globale. La perdita di così tante vite umane è stata un duro promemoria della nostra responsabilità condivisa di proteggere e sostenere i principi fondamentali della dignità umana.

Nonostante la tendenza del mondo a chiudere un occhio sulla difficile situazione di coloro che rischiano la propria vita sperando di migliorarla, Lampedusa e l’elettorato globale delle città rappresentato dalle Città Unite e Governi Locali (UCLG), sono rimasti fermi nella loro missione di prevenire la perdita di vite umane.

Di fronte all’indifferenza, abbiamo trovato forza nel nostro impegno nei confronti dei principi sanciti nella Carta dell’UCLG di Lampedusa sulla mobilità umana dignitosa e sulla solidarietà territoriale.

I Principi della Carta di Lampedusa guidano i nostri passi come faro di speranza e testimonianza della nostra incrollabile fiducia nei diritti fondamentali di tutti gli individui, indipendentemente dal luogo di nascita o dalle circostanze. Ci invitano a sostenere i principi di solidarietà, giustizia e inclusività e a respingere le forze di divisione e discriminazione.

Mentre riflettiamo sull’ultimo decennio, ci viene in mente la resilienza e il coraggio di coloro che sono in movimento, che hanno affrontato difficoltà inimmaginabili in cerca di sicurezza e di una vita migliore. Riconosciamo anche la forza delle comunità che hanno aperto le loro porte e i loro cuori ai nuovi arrivati, offrendo sostegno e solidarietà di fronte alle avversità.



Per coloro che sono morti, possiamo solo onorare la loro memoria. Per coloro che sono sopravvissuti e per le generazioni a venire, abbiamo la responsabilità di fare meglio. Mentre ricordiamo al mondo l’orrore che ha colpito le nostre coste, lanciamo un potente appello alle istituzioni di tutto il mondo: ascoltate in modo significativo le voci di territori, città e comunità. Sosteneteli nei loro sforzi di accogliere e includere tutti.

Collabora con noi per soddisfare l’urgente necessità di sviluppare capacità e affrontare questo fenomeno come una responsabilità condivisa da tutte le sfere di governo, oltre i confini. Non farlo sarebbe disumano, un tradimento della nostra comune umanità e un disprezzo per i principi che ci uniscono come comunità globale.

Al Summit SDG abbiamo appena rinnovato il nostro impegno a lavorare insieme, collaborando tra realtà locali, nazionali e internazionali, In memoria di coloro che morirono in quel tragico giorno e in onore dei sopravvissuti che continuano a cercare una vita migliore, riaffermiamo il nostro impegno a favore dei valori della dignità, della solidarietà e della mobilità umana. Insieme possiamo creare un mondo in cui nessuno sia lasciato indietro e in cui i principi della Carta di Lampedusa dell’UCLG ci guidino verso un futuro di speranza e inclusione.

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