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Il mondo delle autonomie locali, a causa della pandemia Covid-19, ha preso maggiore consapevolezza del proprio ruolo, avendo dovuto le città e le regioni affrontare sul campo, e molto spesso senza aiuti, una emergenza improvvisa, costringendoli così a fornire risposte immediate alla cittadinanza, in un mondo oltretutto che si è scoperto vulnerabile. La pandemia ha fatto emergere molte contraddizioni sociali alle quali hanno dovuto mettere una pezza proprio i terrori. Se l’Italia sta superando la crisi pandemica lo dobbiamo innanzitutto all’impegno degli enti locali, ha sottolineato qualche giorno fa il Presidente AICCRE e CCRE/CEMR Stefano Bonaccini. Attenuata l’emergenza, ora trovano spazio le riflessioni dei rappresentanti degli enti locali per delineare il mondo che verrà. Come è stata affrontata la pandemia dagli enti locali e regionali? Cosa ci ha insegnato la pandemia? Quali cambiamenti strategici suggerisce per il futuro?

Frasi e concetti ricorrenti hanno attraversato il webinar dell’AICCRE, segno non solo di assoluta concordanza di idee e prospettive ma anche e soprattutto marcatori di una strategia univoca del mondo delle autonomie locali, che mai come in questo periodo appare compatta e con le idee chiare.



Nessuno si salva da solo, e quindi occorre accentuare la cooperazione internazionale tra i territori, ma, reclamano gli enti locali, le legislazioni nazionali ed europee dovrebbero riconoscerne il ruolo come soggetti attivi e non solo come attuatori. Agenda 2030 è la bussola, in quanto fornisce risposte su tutti i temi e lo fa con quella globalità che oggi più che mai è indispensabile, in un mondo sempre più interconnesso ed attraversato dagli stessi problemi, quali, per esempio, povertà, salute pubblica, climate change, sostenibilità, pari opportunità etc.

La necessità di un dialogo multilivello che coinvolga territori, governi, Unione Europea ed organizzazioni mondiali come l’ONU e ripensare a nuovi modelli di governance.

L’opportunità che offre la crisi della pandemia per nuovi modelli di crescita sostenibile. Tutti temi affrontati e ribaditi nel corso del webinar.

E’ cruciale, ha sottolineato in apertura Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, “che le città del mondo possano intraprendere direttamente attività di scambio e di apprendimento reciproco. La fragilità del nostro sistema, le diseguaglianze nel mondo, le vulnerabilità sociali richiedono necessariamente l’ interdipendenza tra i governi ed i Paesi del mondo”. All’AICCRE va riconosciuto il grande merito di aver puntato da anni sulla sensibilizzazione di Agenda2030 presso i nostri enti locali, con corsi di formazione sul territorio e convegni internazionali svoltisi in Italia.

“Le priorità dei territori sono cambiate alla luce della pandemia da Covid-19, ma guai a toccare quello che indica l’Agenda 2030 dell’ONU e cioè la sostenibilità. Se, infatti, non investiamo nella crescita sostenibile in tutto il mondo, rischiamo di giocarci il nostro bene più prezioso: il Pianeta Terra”, ha affermato Stefano Bonaccini, che sul dialogo multilivello ha portato l’esempio della sua Regione, l’Emilia Romagna dove “abbiamo creato una cabina di regia per condividere le decisioni non solo con il Governo, ma con i presidenti di Provincia ed i sindaci dei capoluoghi. Insomma, da soli non se ne esce e su questo tema insisteremo come AICCRE, CEMR ed UCLG. La pandemia, ricordiamolo, ha colpito tutti i Paesi del mondo, non facendo distinzioni di razza o economiche”.

Emilia Saiz, Segretario generale dell’UCLG, ha sottolineato il ruolo “d’avanguardia delle autonomie locali per quanto riguarda le individuazione delle priorità”. Essenziale è stata l’attività delle reti internazionali dei poteri territoriali “che hanno creato spazi sia per lo scambio di esperienze che soprattutto di apprendimento”. Per la dirigente dell’UCLG “locale e globale vanno di pari passo ed anche per questo è importante l’Agenda 2030 che contempla entrambe le dimensioni”.

Frederic Vallier, Segretario generale del CCRE/CEMR, ha rimarcato come la pandemia è stata meglio affrontata non nei paesi centralizzati, ma in quelli dove gli enti locali recitano un ruolo politico importante. Il CCRE/CEMR sta lavorando con la Commissione europea per aiutare gli enti locali nella crisi economica che stanno attraversando e affinché i piani di rilancio prevedano modelli di sviluppo sostenibile e rispondano ai bisogni dei territori.



Una esperienza concreta e sicuramente paradigmatica è stata esposta da Pilar Diaz, Vice Consigliere per le relazioni internazionali del Consiglio provinciale di Barcellona, Sindaco di Esplugues de Llobregat e Rappresentante dell’Osservatorio per la Cooperazione decentrata. “La Provincia di Barcellona destina il 7% del budget alla cooperazione decentralizzata. Con Montevideo abbiamo creato un Osservatorio sulla cooperazione con la priorità di analizzare e rafforzare quindi i processi di decentralizzazione per seguire gli sviluppi di Agenda 2030”. L’Alleanza Europa-America latina ha il chiaro scopo di uno “sviluppo ulteriore” che riduca, tra l’ altro, le disparità sociali, tecnologiche e agisca contro il climate change”.

Il webinar ha fatto emergere, nel corso della sessione dedicata alle esperienze dei sindaci durante l’emergenza covid-19, alcune costanti, e cioè la capacità da parte dei territori di fornire risposte anche quando quelle dei governi arrivano in ritardo. La spinta dal basso e “naturale” a cooperare con altri comuni anche quando non vi è una regia di alto livello. Per esempio, Pietro Puccio, sindaco di capaci e portavoce CCRE/CEMR sui migranti, ha denunciato il ritardo delle Regione Sicilia e del Governo, ma ha sottolineato come questo vuoto sia stato colmato da “una straordinaria solidarietà sia tra i cittadini che tra comuni siciliani e non solo”. Così come Andreas Wolter, sindaco di Colonia, ha rimarcato la collaborazione durante la pandemia con le città gemellate e con il comune di Bergamo. Colonia sì è spinta anche fuori dai confini europei, fornendo aiuti alimentari e sanitari al Perù. “con le reti di enti locali peruviane abbiamo organizzato aiuti agli abitanti dell’Amazzonia”.



Un altro tema sul quale hanno concordato tutti è stato sollevato da Puccio, che ha messo in rilievo nel suo intervento “l’abbandono politico e pratico dei migranti, causato dalle leggi sulla sicurezza” e la coniugazione tra città inclusive e sicurezza. Più c’è accoglienza meno esistono tensioni sociali. La pandemia, oltretutto, ha fatto emergere in evidenza la fragilità del nostro sistema e con questo si spiega la difficoltà a raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030. Basti pensare che nel sud dell’Italia il 50% delle famiglie non possiede un PC e le reti sono insufficienti. Questa clamorosa carenza ha influenzato ed influisce in negativo, in questo periodo di lezioni a distanza, lo stesso diritto allo studio (ob. 4).

Le emergenze sono purtroppo cicliche ed occorre ripensare ai nostri territori. Dalla crisi pandemica sono emerse in maniera evidente le diseguaglianze, ha ribadito Massimo Seri, Sindaco di Fano. L’AICCRE deve continuare a sensibilizzare gli enti locali su Agenda2030, che deve essere il perno delle nostre politiche. “Tutte le grandi strategie, se non trovano il coinvolgimento pratico ed attivo degli enti territoriali, non raggiungono i loro obiettivi”. La crisi della pandemia può essere una grande opportunità per “sperimentare nuovi percorsi grazie anche ad una alleanza tra i territori”.

Sulla maggiore importanza dopo la pandemia che ha assunto l’obiettivo 11 di Agenda 2030 (città e comunità sostenibili) si è soffermata Annalisa Palozzo, vicesindaco del comune di Ceppagatti e portavoce CCRE/CEMR sulle politiche giovanili. “soprattutto i ragazzi hanno bisogno di spazi naturali condivisi e in sicurezza”.

La terza sessione dei lavori (Quali cambiamenti strategici nelle politiche locali devono essere attuate velocemente per non perdere l’obiettivo dell’Agenda 2030 e degli SDGs?) è stata aperta da Ilaria Bugetti, consigliere regionale della Toscana e portavoce CCRE/CEMR sullo sviluppo territoriale. La Bugetti ha messo in rilievo le difficoltà finanziare degli enti territoriali e della popolazione. Prioritari dopo la pandemia gli SDGs legati alla lotta contro la povertà e per un lavoro dignitoso (obb 1 e 8), alla salute pubblica (ob 3) e alla salute climatica (ob13).



“L’urgenza covid-19 non sia la scusa per non seguire le tematiche importanti come il clima”, ha ammonito Belinda Gottardi, Sindaco di Castel Maggiore e portavoce CCRE/CEMR sul clima. “La sfida futura sarà quella di coniugare emergenza sanitaria con quella climatica. Il Piano di ripresa si deve focalizzare sull’aspetto “Green” dello sviluppo sostenibile e mantenere le tempistiche per la decarbonizzazione. Per puntare allo sviluppo ed alla mobilità sostenibili occorreranno finanziamenti a città e regioni. Sia il Piano di rinascita che il QFP devono entrambi sostenere le sfide dei territori”.

Su Agenda 2030 ed in particolare sull’ob 5 si è soffermata anche Silvia Baraldi, consigliera comunale di Legnago e portavoce CCRE/CEMR per la gender equality. La pandemia ha messo in evidenza la fragilità di alcune categorie, come donne, ragazze e bambini. La Baraldi ha fornito un dato drammatico: nel mondo 740 milioni di donne lavorano nella cosiddetta “economia informale”. A livello locale c’è molto ancora da fare per sostenere le famiglie e garantire dignità alla sovraesposta figura femminile. L’hastag #iorestoacasa non deve diventare una condizione permanente del mondo femminile. La portavoce del CEMR ha anche denunciato episodi di omofobia avvenuti nel suo territorio e di violenza alle donne che “non devono diventare problemi di serie B”.

Accendere un faro sull’ “economia informale”, che nei Paesi in via di sviluppo è un fenomeno assai diffuso, è stato l’auspicio anche di Mohamed Sefiani, Sindaco di Chefchaouen, Marocco: queste persone hanno diritto ad assicurazioni sulle malattie e a sussidi di disoccupazione. Le città intermedie hanno un ruolo fondamentale nella cooperazione e nell’attuazione di Agenda 2030 che, anche secondo il sindaco marocchino, è fondamentale per la cooperazione internazionale tra enti locali, per condividere e preparare progetti che rispondano alla mobilità sostenibile.

Da sottolineare anche che tutti i sindaci intervenuti hanno espresso la necessità di fondi europei diretti per i territori, senza intermediazioni, al fine di utilizzarli in breve tempo e più efficacemente. L’ultima sessione, introdotta da Amandine Sabourin, Platforma Policy Officer, ha visto la partecipazione di Anna Lixi, Team Leader, DEVCO C5 – Città, autorità locali, digitalizzazione, infrastrutture e di Diana Lopez Camarazana, Specialista in partenariato, Urbanizzazione, UNDP.

” Le città sono in prima linea ed hanno ruolo chiave per la sostenibilità, ha detto la Sabourin. “Stiamo lavorando con la DG global della Commissione europea affinché sia alimentato il dialogo tra enti locali di tutto il mondo. L’idea è quella di rafforzare la cooperazione e la capacity building . Vi sono strumenti garantiti fino al 2027”.

Altri segnali positivi per il ruolo degli enti locali arriva dall’ONU. Diana Lopez ha informato che a breve sarà pubblicata una raccomandazione del Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres sul tema specifico dell’impatto del covid-19 sulle città. Un importante segnale politico per i territori. Oltretutto, UNDP e Un-Habitat stanno lavorando ad un network per una analisi delle politiche urbane e sulle strategie di sviluppo territoriale.

Anna Lixi
ha fatto un excursus sui finanziamenti della Commissione europea a favore della cooperazione tra l’UE ed i Paesi Terzi, mettendo sul piatto 15,6 bilioni di euro. Questa cifra si spiega con gli accorpamenti e ridefinizioni di precedenti linee di finanziamento.

Pur ringraziando la Commissione europea per il suo impegno a favore della cooperazione internazionale, Carla Rey, alla fine dei lavori, ha ribadito: La volontà da parte dei poteri territoriali di divenire soggetti attivi della cooperazione e non semplici attuatori; che nella prossima programmazione dei fondi europei, i poteri locali possano usufruire di fondi diretti per la cooperazione, con le associazioni nazionali che rappresentano gli enti locali pronte a seguirli in questo processo di accompagnamento.


ENGLISH VERSION




SPEECHES IN BRIEF




#Aiccre4cooperation


GLI INTERVENTI INTEGRALI IN ITALIANO E INGLESE


STEFANO BONACCINI

CARLA REY

EMILIA SAIZ

FREDERIC VALLIER

PILAR DIAZ

PIETRO PUCCIO

ANDREAS WOLTER

MASSIMO SERI

ANNALISA PALOZZO

ILARIA BUGETTI

BELINDA GOTTARDI

SILVIA BARALDI

MOHAMED SEFIANI

AMANDINE SABOURIN

DIANA LOPEZ

ANNA LIXI
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Quattro anni dopo la sottoscrizione di Agenda 2030 da parte di 193 Paesi dell’ONU, è più chiaro che mai che un cambiamento globale richieda un’azione locale. Un nuovo studio del CCRE/CEMR e di PLATFORMA (al quale ha contribuito anche l’AICCRE) “In che modo le associazioni governative locali e regionali danno vita agli Obiettivi di sviluppo sostenibile evidenzia come le città e le regioni stiano portando un respiro internazionale nelle realtà territoriali. Lo studio è il seguito di quello del 2018 intitolato “Obiettivi di sviluppo sostenibile – In che modo le città e le regioni d’Europa stanno assumendo la guida”. Le associazioni degli enti locali e regionali svolgono un ruolo sempre più importante nella localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs): la loro vicinanza sia con i cittadini che con i diversi livelli di governo è strategica.

Le associazioni inoltre operano a livello internazionale e possono lavorare in modo costruttivo con i comuni e le regioni partner di tutto il mondo su questioni fondamentali come i piani d’azione per il clima, lo sviluppo economico, le politiche di parità di genere, le infrastrutture, l’accesso ai servizi, l’economia circolare, ecc.

Questo studio dimostra tra l’altro la necessità di una partnership multi-stakeholder (che seppur faticosamente sta iniziando a decollare) poiché diventa sempre più evidente che il raggiungimento dell’Agenda 2030 dipenda soprattutto dal coinvolgimento attivo e dal coordinamento di tutti gli attori(settore pubblico, privato e società civile).

Attraverso la cooperazione decentrata, i governi locali e regionali stanno colmando le carenze nazionali, lavorando insieme in tutto il mondo, fornendo reciprocamente capacità, risorse e know-how per far fare costanti progressi al raggiungimento di Agenda 2030.

Gli enti locali e regionali stanno inoltre utilizzando il quadro degli SDGs per migliorare e rafforzare i loro partenariati esistenti e le azioni di cooperazione allo sviluppo, assicurandosi che rimangano coerenti nelle loro parole e azioni. Lo studio contiene anche 10 raccomandazioni che hanno lo scopo di far avanzare una migliore localizzazione degli SDGs. . Per esempio si evidenzia la necessità che i governi locali e regionali, per implementare gli sforzi per il raggiungimento degli SDGs, debbano essere responsabilizzati e disporre di mezzi adeguati.
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Piemonte, Migrazione, Progetti

Percorsi creativi e futuri innovativi per i giovani senegalesi e ivoriani

          Il Progetto è promosso dalla Regione Piemonte ed è realizzato con il finanziamento del Ministero dell’Interno- Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione nell’ambito del bando “Collaborazioni internazionali e/o cooperazione ed assistenza ai Paesi terzi in materia di immigrazione ed asilo”. Si pone in continuità con l’azione regionale in tema di cooperazione allo sviluppo e si avvale di una significativa rete di partenariato costruita grazie al

Programma di sicurezza alimentare e lotta alla povertà in Africa sub sahariana della Regione Piemonte, avviato fin dal 1997 e indirizzato ad alcuni Paesi africani, tra i quali il Senegal e la Costa d’Avorio. Attraverso azioni di cooperazione decentrata, basate su un diffuso scambio di competenze, di esperienze e di risorse tra territori di Paesi diversi, si mira a rafforzare il ruolo e la partecipazione attiva delle istituzioni e della società civile nei processi di sviluppo, ad associare e far collaborare insieme attori economici e sociali del Nord e del Sud del mondo.

È in questa logica che il progetto Percorsi creativi e futuri innovativi per i giovani senegalesi e ivoriani va a promuovere la partecipazione attiva dei numerosi partner piemontesi e africani coinvolti, consolidando partenariati territoriali per favorire l’evolversi di processi relazionali e di programmi di cooperazione più complessi. La cooperazione decentrata stabilisce processi relazionali tra territori, è pertanto necessario far dialogare i vari attori istituzionali in un quadro corretto, affiancando le autorità locali africane nell’implementazione di politiche pubbliche e di servizi, rivolti ai giovani dei loro territori, più performanti, in grado di favorire un contesto economico con maggiori opportunità formative e di occupazione.

Infine il progetto, nell’attuale contesto italiano, assume un valore particolarmente importante, in quanto lo scambio di saperi, di competenze e di conoscenze tra i diversi soggetti , istituzionali e non, può incoraggiare l’acquisizione di ulteriori conoscenze della realtà locale africana necessarie per una gestione più consapevole dei processi migratori e di integrazione.

Il Progetto

Il progetto di cooperazione internazionale mira a ridurre le cause della migrazione giovanile, favorendo lo sviluppo delle economie locali e sostenendo le politiche pubbliche rivolte ai giovani senegalesi ed ivoriani. In specifico, attraverso l’iniziativa progettuale si intende:

-migliorare le politiche pubbliche e i servizi rivolti ai giovani e all’occupazione giovanile rafforzando le competenze delle autorità locali africane e consolidando il network dei partenariati territoriali coinvolti;

-migliorare le competenze dei giovani per aumentarne il livello di occupazione;

-creare nuove opportunità di lavoro sostenendo le attività lavorative di tipo dipendente e/o autonomo in settori innovanti.

Attività previste
-Organizzazione di workshop di confronto, di scambio e di rafforzamento del network dei partenariati territoriali coinvolti;
-progettazione ed erogazione di corsi di formazione e aggiornamento ai funzionari pubblici e operatori del mondo giovanile;
-realizzazione di attività di formazione continua destinate ai formatori; creazione di percorsi formativi rivolti ai giovani, altamente specializzanti indirizzati a settori produttivi/settori di mercato in espansione con elevato contenuto innovativo;
-realizzazione stages per giovani partecipanti alla formazione; predisposizione di attività di individuazione, supporto e accompagnamento alla creazione di start-up innovative condotte da giovani;
-realizzazione di eventi di presentazione delle start-up e di incontri B2B (Business to Business);
-attività preliminari volte all’individuazione di spazi di co-working e business sharing.
-rafforzamento dei Centri informativi per i Giovani nelle realtà locali per il miglioramento dei servizi all’occupazione giovanile e realizzazione di un sito internet/app per rendere accessibili le informazioni utili all’orientamento professionale dei giovani e per valorizzare i programmi nazionali

Partenariati territoriali e Località dell’intervento

Il progetto interessa alcune aree del Senegal e della Costa d’Avorio, Paesi con una preoccupante crescita della disoccupazione giovanile e con un’alta propensione alla migrazione anche verso l’Europa e l’Italia. In particolare le attività del progetto si svolgeranno in 5 zone del Senegal e 1 in Costa d’Avorio attraverso l’implicazione operativa dei seguenti partenariati territoriali:

in Senegal

zona di Pikine – Kelle Gueye: Regione Sardegna, Comune di Oristano, Comune di Cagliari, Commune de Kelle Gueye, Commune di Pikine Est, Association Amicale des Jeunes De Black Stars Pikine;

zona di Louga: Comune di Torino, RE.TE., ENAIP Piemonte, Ville de Louga, CEFAM;

zona di Koussanar: Comune di Bruino, Comune di Rivalta, MAIS, Commune de Koussanar;

zona di Koubalan: Comune di Asti, CPAS, APDAM, Commune de Koubalan, KDES, FAP;

zona di Malika: Renken, NUTRIAID, Commune de Malika, Renken Senegal;

in Costa d’Avorio

zona di Gran Bassam : Comune di Vinovo, Associazione Vinovo for Africa, Commune de Gran Bassam, Communaute Abel.


Destinatari

Eletti e/o funzionari pubblici dei comuni senegalesi e ivoriani, operatori del mondo giovanile e associativo delle 6 realtà partner (almeno 45 persone). Almeno 450 giovani senegalesi e 150 giovani ivoriani, prevalentemente tra i 14 e i 26 anni, in condizione di vulnerabilità collegata all’abbandono scolastico, al rischio di povertà ed emarginazione socio-economica.

Tra i destinatari indiretti sono identificati:

-le famiglie, la popolazione giovanile in generale, le associazioni e gli operatori economici delle aree di intervento che potranno usufruire degli strumenti e delle attività informative del progetto nei Paesi africani.
-la rete di partenariato e la società civile piemontese coinvolta in attività di informazione, sensibilizzazione e divulgazione.

Principali risultati attesi

-redazione di 2 ricerche relative ai contesti territoriali coinvolti in Senegal e Costa d’Avorio sul tema “Lavoro, formazione e migrazione giovanile”;
-realizzazione di 2 percorsi formativi per 15 funzionari pubblici e 30 operatori giovanili , a Louga e Gran Bassam;
-almeno 5 Centri informativi per i giovani sono operativi (4 in Senegal e 1 in Costa d’Avorio) e forniscono informazioni su temi quale Lavoro, Formazione, Servizi rivolti ai giovani e sensibilizzano e informano sul tema della Migrazione;
-almeno 5 diverse tipologie di corsi formativi innovativi e performanti sono erogati dai Centri di Formazione Professionale coinvolti dal progetto e rivolti complessivamente a 600 giovani (almeno 450 giovani senegalesi e 150 giovani ivoriani)
-30 di start-up innovative condotte da giovani sono individuate, sostenute e avviate, di cui almeno 25 in Senegal e 5 in Costa d’Avorio
-realizzazione di 6 giornate (1 per area) di presentazione delle start-up e dell’attività del progetto.

Promotori

Regione Piemonte con finanziamento del Ministero dell’Interno


Partner

Italia
Regione Sardegna; Comune di Oristano; Comune di Cagliari; Comune di Torino; Comune di Asti; Comune di Vinovo; Comune di Bruino; Comune di Rivalta; ENAIP Piemonte; Associazione RENKEN; RE.TE ong; CPAS onlus; APDAM onlus; MAIS ONG; Associazione Vinovo for Africa; Nutriaid.

Senegal
Commune de Koussanar; Commune de Malika; Commune de Kelle Gueye; Commune de Pikine Est; Commune de Louga; Commune di Koubalan; CEFAM; Association RENKEN Senegal; Association KDES; Association FAP.
Collaborano al progetto : il Centro di Formazione di Malika, Il Centro di Formazione di Pikine.

Costa d’Avorio
Commune de Gran-Bassam; Communaute Abel.


Durata

21 mesi – a partire da Dicembre 2016


Budget

Costo Totale del progettoEuro 623.185,00
Finanziamento Ministero dell’InternoEuro 568.985,00
Contributo Totale dei partnerEuro 54.200,00
Contributo Regione PiemonteEuro   32.200,00 (valorizzazione personale dipendente)


Per approfondimenti:

http://www.interno.gov.it/it 
http://www.awaremigrants.org/
La campagna “Aware Migrants” è finanziata dal Ministero dell’Interno e realizzata dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM).

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