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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea serie L del 2 aprile ha pubblicato la La Decisione del Consiglio dell’Unione europea che invita gli Stati membri a ratificare la Convenzione sulla violenza e sulle molestie, 2019 (Convenzione 190) dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

Gli Stati membri sono invitati a ratificare, per le parti che riguardano specificamente il miglioramento dell’ambiente di lavoro per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori e la parità tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego in conformità dell’articolo 153, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Convenzione sulla violenza e sulle molestie, 2019, dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

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Il Parlamento europeo (PE) afferma che i camion e gli autobus a emissioni zero potrebbero essere più lunghi e più pesanti per ridurre il numero di viaggi effettuati e per aiutare la transizione climatica.

Il 14 febbraio gli eurodeputati della commissione Trasporti e Turismo hanno adottato la loro posizione sulla revisione delle norme su pesi e dimensioni del trasporto che modifica i limiti di peso e dimensioni applicati ai camion e agli autobus coinvolti nel trasporto stradale internazionale.

I deputati europei vogliono aumentare di quattro tonnellate il peso massimo e la lunghezza dei camion a emissioni zero, per compensare lo spazio e il peso necessari per ospitare batterie o celle a idrogeno e per fornire ulteriore capacità di carico. Questo aggiornamento potrebbe, secondo loro, fungere da incentivo per il settore dei trasporti a passare a veicoli più puliti, poiché la capacità di carico aggiuntiva renderà i camion e gli autobus a zero emissioni più competitivi rispetto alle loro alternative convenzionali. I deputati affermano inoltre che l’installazione di tecnologie a emissioni zero non dovrebbe avvenire a discapito dello spazio sufficiente nell’abitacolo né ridurre il comfort del conducente.

A determinate condizioni, i paesi dell’UE possono ancora consentire la circolazione di mega camion, che sono più lunghi e più pesanti rispetto ai limiti dell’UE. Nel caso in cui gli Stati membri vogliano aggiungere nuove strade sulle quali sono ammessi i mega camion, dovrebbero effettuare una valutazione preventiva dell’impatto di ciò sulla sicurezza stradale, sulle infrastrutture, sulla cooperazione modale e sull’ambiente.

Per migliorare la sicurezza stradale e aiutare gli utenti della strada a identificare i mega camion o altri veicoli di grandi dimensioni, ad esempio prima di sorpassare, i deputati suggeriscono la creazione di un’etichetta UE sulla lunghezza di tali veicoli. Inoltre, la Commissione dovrebbe creare un portale web con informazioni sui limiti di peso e lunghezza applicabili in ciascun paese dell’UE e su quali strade sono designate per i mega camion.

La commissione del PE vuole anche vedere un’applicazione più rigorosa delle norme UE, suggerendo che i paesi dell’UE istituiscano sistemi di controllo automatico lungo le principali strade dell’UE per verificare se camion e autobus rispettano i limiti di peso e dimensione. I deputati europei vogliono anche vedere l’uso di strumenti di applicazione digitale, come la politica di accesso intelligente, che potrebbe garantire che il veicolo giusto con il carico giusto, operi sulla strada giusta e al momento giusto, per garantire un impatto minimo sull’ambiente, infrastrutture, salute umana e sicurezza.

Questo progetto di posizione sarà ora votato da tutti i deputati europei in una prossima sessione plenaria, possibilmente a marzo. Il dossier sarà seguito dal nuovo Parlamento dopo le elezioni europee del 6-9 giugno.
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La Commissione europea ha reso noto di aver accolto con favore l’accordo politico raggiunto recentemente tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione sulle nuove norme per il codice frontiere Schengen. Il regolamento rafforzerà il coordinamento dell’UE per affrontare le sfide alle frontiere esterne dell’UE e le minacce transfrontaliere alla salute e alla sicurezza.

Negli ultimi anni lo spazio Schengen ha dovuto far fronte a diverse sfide, dalla pandemia di Covid-19 alle minacce alla sicurezza quali il terrorismo, il traffico di droga e la criminalità organizzata, fino alla migrazione irregolare, scrive la Commissione nel comunicato. Tali sviluppi richiedono un regolamento Schengen aggiornato.

La Commissione ha proposto di aggiornare e rivedere il codice frontiere Schengen nel dicembre 2021. L’obiettivo della riforma è completare la gamma di strumenti necessari per garantire il corretto funzionamento dello spazio Schengen, sia alle frontiere esterne che a quelle interne.

L’accordo odierno prevede le seguenti misure per rafforzare il codice frontiere Schengen:

Frontiere esterne più forti, con misure alle frontiere per affrontare la strumentalizzazione dei migranti.

Quadro rafforzato per il ricorso alla cooperazione transfrontaliera di polizia nelle regioni frontaliere come alternativa ai controlli alle frontiere interne.

Un quadro rivisto per l’eventuale reintroduzione dei controlli alle frontiere interne come misura di ultima istanza, in un sistema strutturato con limiti temporali definiti e maggiori garanzie.

Nuova procedura di trasferimento per i migranti irregolari , per assistere gli Stati membri nella gestione dei movimenti secondari all’interno dell’UE.

Restrizioni agli spostamenti per i cittadini di paesi terzi alle frontiere esterne dell’UE durante le gravi emergenze sanitarie con norme comuni e semplificate per limitare gli spostamenti dei cittadini extra-UE.

Il regolamento deve ora essere adottato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Proposta di modifica del codice frontiere Schengen

Attraversamento delle frontiere – Commissione europea (europa.eu)

Rapporto sullo stato di Schengen 2023
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L’Eurobarometro, di cui la Commissione europea ha recentementre presentato il rapporto nazionale, è un sondaggio sulle opinioni dei cittadini dell’Unione europea. Per l’Eurobarometro 100 i sondaggi sono stati condotti su scala europea tra il 23 ottobre e il 17 novembre 2023 da Kantar su richiesta della Commissione europea.

I dati concernenti il campione italiano sono stati raccolti da Testpoint Italia nel periodo tra il 23 ottobre e il 3 novembre 2023 su un campione di 1.024 cittadini. I risultati del sondaggio sono in alcuni casi confrontati con la rilevazione immediatamente precedente, condotta nella primavera del 2023.

I principali risultati del sondaggio sono:

Gli italiani vogliono che più decisioni vengano prese al livello dell’Unione europea. La maggioranza è ottimista sul futuro dell’Ue e ritiene che l’Italia sia presa in giusta considerazione a Bruxelles. E tuttavia la fiducia nell’Ue resta bassa.

Situazione internazionale e inflazione sono i due principali problemi che gli italiani pensano l’Ue debba affrontare in questa fase. Nella lista delle priorità seguono economia e immigrazione.

Gli italiani sono fortemente favorevoli a una politica estera comune europea e vedono nell’Ue un’ancora di stabilità in un mondo in trambusto. Il 54% ritiene che la voce dell’Ue conti nel mondo, la percentuale più bassa tra i paesi Ue.

Gli italiani continuano ad approvare le misure prese dall’Unione europea in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, che è percepita come una minaccia alla sicurezza europea. Il 61% è anche favorevole all’inclusione dell’Ucraina tra i paesi candidati all’adesione all’Ue.

Il contesto internazionale favorisce il forte sostegno degli italiani a una politica di difesa comune europea. Tre quarti degli intervistati chiedono più cooperazione in materia di sicurezza e maggiore coordinamento nell’acquisto di armi a livello Ue.

È netta la richiesta di massicci investimenti europei a sostegno delle energie rinnovabili, che sono ritenute importanti anche per abbassare il costo dell’energia e per rafforzare la sicurezza europea in quanto ridurrebbero la dipendenza dagli idrocarburi russi.

Una politica europea sul tema delle migrazioni trova un ampio favore tra gli italiani che chiedono il rafforzamento delle frontiere esterne dell’Unione e una politica comune per i richiedenti asilo.

Due italiani su tre considerano efficace per il rilancio dell’economia il piano europeo per gli investimenti e tre quarti degli intervistati sono favorevoli all’uso di fondi pubblici per stimolare investimenti privati.

La maggioranza degli italiani esprime un giudizio negativo sull’economia nazionale e, seppur in minor misura, su quella europea. E tuttavia, la maggior parte del campione si dice soddisfatto della propria situazione economica. Il 72% degli intervistati italiani si dichiara favorevole all’euro e i soddisfatti sono l’81% tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.

Scarica il rapporto nazionale Italia completo e la scheda riassuntiva
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Gli eurodeputati e i governi nazionali hanno recentemente raggiunto un accordo per rinnovare la legislazione dell’UE in materia di asilo e migrazione.

I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE hanno concordato la forma finale di cinque distinti regolamenti UE, che stabiliscono come condividere la gestione dei flussi di asilo e migrazione tra gli Stati membri e cosa fare in caso di improvvisa crisi migratoria. Le norme regolano anche il modo in cui trattare le persone che arrivano alle frontiere esterne dell’UE, il trattamento delle richieste di asilo e l’identificazione di coloro che arrivano.

Il nuovo regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione prevede la solidarietà obbligatoria per i paesi dell’UE riconosciuti come sotto pressione migratoria, consentendo agli altri Stati membri di scegliere tra il ricollocamento dei richiedenti asilo nel loro territorio e il versamento di contributi finanziari. Il testo determina inoltre nuovi criteri in base ai quali uno Stato membro è competente per l’esame delle domande di protezione internazionale (norme ex Dublino). Leggi ulteriori dettagli su questo file.

Per rispondere all’improvviso aumento degli arrivi, la normativa relativa alle crisi e alle cause di forza maggiore istituisce un meccanismo per garantire solidarietà e misure a sostegno degli Stati membri che si trovano ad affrontare un afflusso eccezionale di cittadini di paesi terzi che porta al collasso del sistema nazionale di asilo. Le norme riguardano anche la strumentalizzazione dei migranti, vale a dire quando i migranti vengono utilizzati da paesi terzi o attori non statali ostili per destabilizzare l’UE, e prevedono una possibile deroga temporanea alle procedure standard di asilo. Informazioni dettagliate su questo nuovo meccanismo possono essere trovate qui .

Secondo il nuovo regolamento sullo screening, le persone che non soddisfano le condizioni per entrare nell’UE saranno soggette a una procedura di screening pre-ingresso, comprendente l’identificazione, la raccolta di dati biometrici e controlli sanitari e di sicurezza, per un massimo di sette giorni. Verranno prese in considerazione le esigenze specifiche dei bambini e ogni Stato membro avrà un meccanismo di monitoraggio indipendente per garantire il rispetto dei diritti fondamentali. Maggiori informazioni su questo accordo qui.

Da parte sua, il regolamento sulle procedure di asilo stabilisce una procedura comune in tutta l’UE per concedere e revocare la protezione internazionale, sostituendo diverse procedure nazionali. Il trattamento delle richieste di asilo dovrebbe essere più rapido – fino a sei mesi per una prima decisione -, con limiti più brevi per le richieste manifestamente infondate o inammissibili e alle frontiere dell’UE. Puoi trovare qui maggiori informazioni su questo regolamento.

Infine, la riforma di Eurodac mira a identificare in modo più efficace chi arriva nel territorio dell’UE, aggiungendo alle impronte digitali le immagini del volto, anche per i bambini a partire dai sei anni. Le autorità potranno registrare se qualcuno potrebbe rappresentare una minaccia per la sicurezza, se la persona è violenta o armata illegalmente. Maggiori dettagli su questo testo possono essere trovati qui.

L’accordo provvisorio deve essere adottato formalmente dal Parlamento e dal Consiglio prima di poter diventare legge. I colegislatori si sono impegnati ad adottare la riforma delle norme dell’UE in materia di migrazione e asilo prima delle elezioni europee del 2024 .
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La Commissione europea ha proposto nuove norme per rafforzare l’uso dei dati API (Advance Passenger Information). Questa proposta è una delle azioni chiave individuate nella strategia dell’UE per l’Unione della sicurezza.

L’UE, scrive la Commissione nel suo comunicato, “continua i suoi progressi nel rafforzamento della sua architettura di sicurezza globale, che mira a rafforzare la protezione dei cittadini dell’UE, come indicato anche nella quinta relazione sui progressi dell’Unione della sicurezza“.

La relazione evidenzia tre anni di solidi progressi nell’attuazione della strategia dell’Unione della sicurezza. Mostra che sono stati compiuti passi significativi nel rafforzamento della protezione delle infrastrutture critiche da attacchi fisici, informatici e ibridi, nella lotta al terrorismo e alla radicalizzazione, nonché nella lotta alla criminalità organizzata.

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla raccolta e al trasferimento di informazioni anticipate sui passeggeri (API) per agevolare i controlli alle frontiere esterne

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla raccolta e al trasferimento di informazioni anticipate sui passeggeri (API) a fini di prevenzione, accertamento, indagine e perseguimento di reati di terrorismo e reati gravi

Pagina web sulle informazioni avanzate sui passeggeri

Piano d’azione sul traffico di beni culturali

5a relazione sullo stato di avanzamento dell’Unione della sicurezza
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La Commissione informa in un comunicato stampa di aver presentato il 15 settembre una proposta per una nuova legge sulla resilienza informatica per proteggere i consumatori e le imprese da prodotti con caratteristiche di sicurezza inadeguate. Una prima legislazione di questo tipo in assoluto a livello dell’UE, introduce requisiti di sicurezza informatica obbligatori per i prodotti con elementi digitali, durante l’intero ciclo di vita.

Con attacchi ransomware che colpiscono un’organizzazione ogni 11 secondi in tutto il mondo e il costo annuale globale stimato della criminalità informatica che raggiunge i 5,5 trilioni di euro nel 2021 (rapporto del Joint Research Center (2020): “Cybersecurity – Our Digital Anchor, a European perspective”), garantendo un l’alto livello di sicurezza informatica e la riduzione delle vulnerabilità nei prodotti digitali, una delle strade principali per attacchi di successo, sono più importanti che mai, sottolinea Bruxelles.

Con la crescita dei prodotti intelligenti e connessi, un incidente di sicurezza informatica in un prodotto può avere un impatto sull’intera catena di approvvigionamento, portando eventualmente a una grave interruzione delle attività economiche e sociali nel mercato interno, minando la sicurezza o addirittura mettendo in pericolo la vita.

Le misure proposte dalla Commissione si basano sul nuovo quadro legislativo per la legislazione dell’UE sui prodotti e stabiliranno:

a) norme per l’immissione sul mercato di prodotti con elementi digitali per garantirne la sicurezza informatica;

(b) i requisiti essenziali per la progettazione, lo sviluppo e la produzione di prodotti con elementi digitali e gli obblighi per gli operatori economici in relazione a tali prodotti;

c) requisiti essenziali per i processi di gestione della vulnerabilità messi in atto dai fabbricanti per garantire la cibersicurezza dei prodotti con elementi digitali durante l’intero ciclo di vita e obblighi per gli operatori economici in relazione a tali processi. I produttori dovranno inoltre segnalare vulnerabilità e incidenti sfruttati attivamente;

(d) norme sulla vigilanza del mercato e sull’esecuzione.

Le nuove regole riequilibreranno la responsabilità nei confronti dei produttori, che devono garantire la conformità ai requisiti di sicurezza dei prodotti con elementi digitali messi a disposizione sul mercato dell’UE. Di conseguenza, andranno a beneficio dei consumatori e dei cittadini, nonché delle imprese che utilizzano prodotti digitali, migliorando la trasparenza delle proprietà di sicurezza e promuovendo la fiducia nei prodotti con elementi digitali, nonché garantendo una migliore protezione dei loro diritti fondamentali, come privacy e protezione dei dati.

Mentre altre giurisdizioni in tutto il mondo cercano di affrontare questi problemi, è probabile che il Cyber ​​Resilience Act diventi un punto di riferimento internazionale, al di là del mercato interno dell’UE. Gli standard dell’UE basati sul Cyber ​​Resilience Act ne faciliteranno l’attuazione e costituiranno una risorsa per l’industria della cibersicurezza dell’UE nei mercati globali.

Il regolamento proposto si applicherà a tutti i prodotti collegati, direttamente o indirettamente, a un altro dispositivo o rete. Esistono alcune eccezioni per i prodotti per i quali i requisiti di cibersicurezza sono già stabiliti nelle norme dell’UE esistenti, ad esempio sui dispositivi medici, l’aviazione o le automobili.
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La Commissione europea, attraverso un suo comunicato stampa, informa che il 23 maggio Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, ha pubblicato il ‘Sustainable development in the European Union — 2022 monitoring report on progress to the SDGs in an EU context’, che fornisce una panoramica statistica dei progressi verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) nell’UE.

I dati inclusi nella relazione mostrano che l’UE ha compiuto progressi verso la maggior parte degli obiettivi negli ultimi cinque anni, in linea con le priorità della Commissione in settori politici chiave come il Green Deal europeo, la strategia digitale e il piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali. Mentre i progressi verso il raggiungimento di alcuni obiettivi sono stati più rapidi rispetto ad altri, l’allontanamento dagli obiettivi di sviluppo sostenibile è avvenuto solo in poche aree specifiche, informa Bruxelles.

Lo strumento senza precedenti di NextGenerationEU adottato dalla Commissione in risposta alla pandemia, e le riforme e gli investimenti previsti dagli Stati membri nei loro piani di ripresa e resilienza, “daranno un importante contributo al raggiungimento degli SDG nell’UE in futuro. La relazione mostra che, negli ultimi cinque anni, l’UE ha compiuto progressi significativi verso cinque SDG e progressi moderati verso la maggior parte degli altri”. In particolare:

Come negli anni precedenti, continua la Commissione, l’UE ha continuato a compiere i maggiori progressi verso la promozione della pace e della sicurezza personale all’interno del suo territorio, migliorando l’accesso alla giustizia e la fiducia nelle istituzioni (OSS 16). La quota della popolazione dell’UE che denuncia reati, violenze e atti vandalici nei propri quartieri è scesa dal 13,2% nel 2015 al 10,9% nel 2020. Inoltre, la quota della popolazione dell’UE che considera sufficientemente indipendente il sistema giudiziario nel proprio paese è aumentata di 4 punti percentuali tra il 2016 e il 2021 (dal 50% al 54%).

Sono stati compiuti progressi significativi anche verso gli obiettivi di riduzione della povertà e dell’esclusione sociale (SDG 1), dell’economia e del mercato del lavoro (SDG 8), dell’energia pulita e a prezzi accessibili (SDG 7), nonché dell’innovazione e delle infrastrutture (SDG 9). Nell’area della povertà (SDG 1), i dati disponibili si riferiscono in parte al periodo pre-pandemia e pertanto non coglie ancora completamente l’impatto della pandemia.

La valutazione favorevole dell’SDG 7 è stata fortemente influenzata da una notevole riduzione dei consumi energetici nel 2020 (meno 8% rispetto al 2019) a seguito delle restrizioni alla vita pubblica legate al COVID-19 e alla minore attività economica. Pertanto, “l’UE è riuscita a raggiungere il suo obiettivo di efficienza energetica per il 2020 e, sulla base dei progressi compiuti finora, sembra essere sulla buona strada verso il suo obiettivo per il 2030”. Inoltre, informa la Commissione, l’uso delle energie rinnovabili è cresciuto costantemente, con il raddoppio della sua quota dal 2005. Entro il 2020, le energie rinnovabili rappresentavano il 22,1% del consumo finale lordo di energia. Tuttavia, informa Bruxelles, le importazioni di combustibili fossili coprono ancora più della metà della domanda energetica dell’UE ed è probabile che il minor consumo di energia registrato nel 2020 sia temporaneo.

Allo stesso modo, i progressi verso l’SDG 8 sull’economia e il mercato del lavoro, per i quali gli ultimi dati disponibili sono il 2021, sono stati positivamente influenzati dalla forte crescita economica e dall’andamento del mercato del lavoro dello scorso anno. Ad esempio, il tasso di occupazione è salito al 73,1% nel 2021, superando addirittura il livello pre-pandemia.

Progressi verso gli obiettivi nei settori della salute e del benessere (SDG 3), vita sott’acqua (SDG 14), uguaglianza di genere (SDG 5), città e comunità sostenibili (SDG 11), riduzione delle disuguaglianze (SDG 10), responsabilità consumo e produzione (SDG 12), istruzione di qualità (SDG 4), azione per il clima (SDG 13) e fame zero (SDG 2) sono stati moderati.

La valutazione complessiva dei progressi dell’UE per i partenariati (SDG 17) e l’acqua pulita e servizi igienico-sanitari (SDG 6) è stata neutra, il che significa che sono stati caratterizzati da un numero quasi uguale di sviluppi sostenibili e non sostenibili.

Infine, negli ultimi cinque anni è stato riscontrato un leggero allontanamento dai rispettivi obiettivi di sviluppo sostenibile per la vita sulla terraferma (SDG 15), indicando che gli ecosistemi e la biodiversità sono rimasti sotto pressione a causa delle attività umane. Sebbene sia la superficie forestale dell’UE che le aree protette terrestri siano leggermente aumentate, “la pressione sulla biodiversità ha continuato ad intensificarsi”, sottolinea la Commissione. Ad esempio, la presenza di uccelli comuni è un indicatore di biodiversità perché molti di loro richiedono habitat specifici per riprodursi e trovare cibo, che spesso ospitano anche molte specie animali e vegetali minacciate. Dal 2000, si stima che il numero di uccelli comuni sia diminuito del 10%. Tuttavia, dopo molti anni di declino, sembra che il numero di uccelli comuni abbia iniziato a stabilizzarsi.

Il set di indicatori dell’UE SDG viene riesaminato ogni anno. L’indicatore fissato per il rapporto 2022 è stato rivisto per allinearlo all’8° Programma d’azione per l’ambiente e ai nuovi obiettivi del piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali. C’è anche un’analisi migliorata degli effetti di spillover che riguardano le emissioni di CO2, l’impronta del suolo, l’impronta dei materiali e il valore aggiunto lordo generato al di fuori dell’UE dal consumo all’interno dell’UE. Infine, il rapporto include un’analisi specifica dell’impatto del COVID-19 sugli SDG.

APPROFONDIMENTI

Sviluppo sostenibile nell’Unione europea: rapporto di monitoraggio 2022 sui progressi verso gli SDG nel contesto dell’UE

Lo sviluppo sostenibile nell’Unione Europea. Panoramica dei progressi verso gli SDG nel contesto dell’UE

Pubblicazione digitale “SDGs & me”

Strumento di visualizzazione “Punteggi Paese SDG”

Statistiche Articoli spiegati sullo sviluppo sostenibile nell’UE

Sezione dedicata agli indicatori di sviluppo sostenibile dell’UE

Database sugli indicatori di sviluppo sostenibile dell’UE

Comunicazione della Commissione: “Prossime tappe per un futuro europeo sostenibile – Azione europea per la sostenibilità”

Documento di lavoro dei servizi della Commissione ” Realing on the Sustainable Development Goals – Un approccio globale
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