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Il 2 febbraio, il Parlamento europeo ha approvato numerose modifiche alle norme sulla pubblicità politica per rendere le elezioni e i referendum più trasparenti e per ostacolare le interferenze esterne.

In base alle modifiche apportate dai deputati europei alla proposta della Commissione europea, solo i dati personali forniti esplicitamente per la pubblicità politica online potranno essere utilizzati dai fornitori di servizi di pubblicità. Il microtargeting, una tecnica che utilizza i dati dei consumatori e i dati demografici per identificare gli interessi di individui specifici, non sarebbe quindi possibile.

Il Parlamento europeo ha introdotto altre disposizioni per regolamentare ulteriormente la più estesa attività di targeting, come il divieto assoluto di utilizzare i dati dei minori.

Il Parlamento europeo propone di vietare alle entità non basate nell’UE di finanziare le pubblicità politiche nell’UE. Per determinare il Paese in cui è stabilita l’entità che eroga i finanziamenti, le autorità competenti devono tenere conto del luogo in cui si trova il controllore finale di tale entità.

Il PE ha anche apportato delle modifiche significative per garantire ai cittadini, alle autorità e ai giornalisti di accedere facilmente alle informazioni sulla pubblicità politica. Tra le proposte, i deputati sostengono la creazione di un archivio online per tutte le pubblicità politiche online e i dati relativi.

Secondo la proposta, sarà più facile ottenere informazioni anche sugli sponsor delle pubblicità, sul suo costo e sull’origine del denaro utilizzato. Inoltre, dovrebbero essere pubblicate informazioni su una pubblicità sospesa per violazione delle regole, sui gruppi specifici di individui soggetti a targeting e quali dati personali sono stati utilizzati per questo, oltre che le visualizzazioni e il coinvolgimento (engagement) online relativi alla campagna pubblicitaria. I deputati propongono di riconoscere ai giornalisti un diritto specifico per ottenere tali informazioni.

I deputati europei introducono la possibilità di infliggere periodicamente sanzioni in caso di violazione ripetuta e l’obbligo per i grandi fornitori di servizi di pubblicità di sospendere i loro servizi per 15 giorni con un determinato cliente in caso di violazioni gravi e sistemiche. La Commissione potrà introdurre sanzioni minime a livello europeo.

Infine, il testo approvato rafforza i poteri delle autorità nazionali e consente al Comitato europeo per la protezione dei dati di assumere il controllo di un’indagine su una violazione e di applicare le norme.

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E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Il 26 gennaio, nell’aprire la cerimonia di commemorazione per la Giornata della Memoria, la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha definito l’Olocausto “il più grande crimine della storia. Un crimine inteso a cancellare un popolo dalla terra. Un crimine progettato per infliggere orrore a generazioni. Un crimine che ha plasmato il nostro moderno progetto europeo in un’incarnazione della promessa eterna: mai più”.
>br> La Presidente ha poi sottolineato che l’Olocausto non è avvenuto da un giorno all’altro e che i campanelli d’allarme sarebbero dovuti scattare molto prima. Nonostante il passare degli anni, è essenziale continuare a commemorare l’Olocausto perché l’antisemitismo tuttora esiste e questa generazione di sopravvissuti è l’ultima che può testimoniarlo in prima persona.

Inoltre, la Presidente ha assicurato che il Parlamento europeo difenderà sempre i valori del rispetto, della dignità umana, dell’uguaglianza e della speranza, e non verrà mai messo a tacere nella sua lotta in difesa dei valori umani e contro l’odio e la discriminazione.



Il Presidente israeliano Herzog ha aperto il suo discorso dichiarando: “Oggi sono qui davanti a voi come Presidente dello Stato di Israele, lo Stato-nazione democratico del popolo ebraico, ma il mio cuore e i miei pensieri sono rivolti ai miei fratelli e alle mie sorelle uccisi nell’Olocausto, il cui unico crimine era la loro appartenenza all’ebraismo e l’umanità di cui erano portatori”.

“L’Europa non potrebbe essere ciò che è oggi senza gli ebrei”, ha affermato il Presidente Herzog. “Come una malattia autoimmune”, l’antisemitismo ha portato l”Europa ad attaccare parte del proprio DNA, cancellando una storia millenaria condivisa. Questo antisemitismo non è emerso dal nulla, ma “la macchina di morte nazista non sarebbe riuscita a realizzare la sua visione da incubo se non avesse incontrato un terreno fertilizzato dall’odio per gli ebrei”. Secondo il Presidente, l’antisemitismo e il negazionismo dell’Olocausto esistono tuttora sotto nuove spoglie e diffusi attraverso nuovi mezzi, in particolare su Internet. “La distanza tra un post su Facebook e la distruzione di una lapide in un cimitero è più piccola di quanto sembri. I tweet impazziti possono uccidere, davvero,” ha affermato.

Il Presidente Herzog ritiene che l’Europa mantiene un compito fondamentale nel contrastare la crescita dell’antisemitismo e ha esortato i deputati a non restare indifferenti: “dovete notare i segnali d’allarme, individuare i sintomi della pandemia di antisemitismo e combatterla a tutti i costi. Dovete fare in modo che ogni ebreo che voglia vivere una vita ebraica piena nei vostri Paesi possa farlo in sicurezza e senza paura”. Attraverso l’educazione, la legislazione e qualsiasi altro strumento a propria disposizione, i deputati e l’UE dovrebbero impegnarsi a sconfiggere il razzismo, l’odio e l’antisemitismo in tutte le loro forme. Inoltre, il Presidente ha invitato il PE ad adottare integralmente la definizione di antisemitismo dell’Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto.

Il Presidente ha poi sottolineato che “le critiche allo Stato di Israele non devono sconfinare nella negazione dell’esistenza stessa dello Stato di Israele, lo Stato nazionale del popolo ebraico”. In merito alle relazioni Europa-Israele, ha affermato che “lo Stato di Israele e l’Europa sono uniti da un legame indissolubile. I nostri interessi comuni, e ancor più i nostri valori condivisi, dettano il nostro presente e modellano il nostro futuro”. Il Presidente ha infine invitato i deputati e l’UE ad ampliare, approfondire e rafforzare il loro partenariato per combattere più efficacemente le sfide attuali che Israele e UE devono affrontare, come la minaccia posta dall’Iran al suo stesso popolo, a Israele, al Medio Oriente e all’Ucraina.

Per rivedere il discorso integrale in Plenaria, cliccare qui.
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E-News, SDG, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
La Gazzetta ufficiale C32 del 27 gennaio pubblica la Risoluzione del Parlamento europeo (PE) sull’attuazione e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS).

Il PE ribadisce tra l’altro che, per conseguire gli OSS, l’Agenda 2030 richiede un forte livello di legittimità sociale e una vera e propria svolta politica, che si possono ottenere soltanto se gli OSS sono visti come un’opportunità per i cittadini;
sottolinea l’importanza dei media a tale riguardo;
ricorda l’importanza di un impegno strutturato dei portatori di interessi e dei partenariati multipartecipativi in quanto fulcro degli OSS;
esprime profondo rammarico per il fatto che il mandato della piattaforma multipartecipativa non sia stato rinnovato nel 2019 e chiede il suo urgente ripristino o l’istituzione di un nuovo meccanismo di impegno strutturato, con una rappresentanza equilibrata, diversificata e democratica che comprenda le organizzazioni della società civile, le organizzazioni di prossimità, il settore privato (comprese le piccole e medie imprese (PMI) e le organizzazioni guidate dai produttori), i sindacati, le cooperative, il mondo accademico e gli istituti di ricerca, i governi regionali e locali e i gruppi emarginati;
sottolinea il ruolo chiave di ciascuno di questi portatori di interessi, che monitorano da vicino l’attuazione degli SDG da parte dei governi e contribuiscono direttamente allo sviluppo sostenibile;
chiede un impegno e una maggiore consultazione rafforzati con tali gruppi;
sottolinea che la piattaforma multipartecipativa dovrebbe coordinarsi sistematicamente con il gruppo di lavoro sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, al fine di garantire un’autentica partecipazione degli Stati membri.

LA RISOLUZIONE INTEGRALE IN ITALIANO (PDF)
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Il Parlamento europeo ha recentemente adottato numerose modifiche alle norme sulla pubblicità politica per rendere le elezioni europee più trasparenti e resistenti alle interferenze.

Le modifiche apportate alla proposta della Commissione europea richiedono che solo i dati personali esplicitamente forniti per la pubblicità politica online possano essere utilizzati dai fornitori di pubblicità. Ciò crea un divieto de facto del micro-targeting, una strategia che utilizza i dati dei consumatori e i dati demografici per identificare gli interessi di individui specifici.

Inoltre, il comitato ha introdotto tutta una serie di altre disposizioni per regolamentare ulteriormente la più ampia attività di targeting, come un divieto assoluto di utilizzare i dati dei minori.

Sono state apportate notevoli modifiche alla proposta per consentire di rendere facilmente disponibili molte più informazioni ai cittadini, alle autorità e anche ai giornalisti. Verrebbe inoltre creato un archivio online contenente tutti gli annunci politici online e i relativi dati.

Il testo modificato renderebbe più facile ottenere informazioni su chi finanzia un annuncio, quanto è stato pagato e da dove proviene il denaro. Verranno inoltre pubblicate informazioni sull’eventualità che un annuncio sia stato sospeso per violazione delle regole, sui gruppi specifici di individui presi di mira e quali dati personali sono stati utilizzati per questo, nonché le visualizzazioni e l’impegno con l’annuncio. I deputati vogliono anche dare ai giornalisti un diritto specifico di ottenere tali informazioni.

Il Parlamento europeo introduce la possibilità di sanzioni periodiche da applicare per una violazione ripetuta e l’obbligo per i grandi fornitori di servizi pubblicitari di sospendere i propri servizi per 15 giorni con un determinato cliente in caso di violazioni gravi e sistemiche. La Commissione ha il potere di introdurre sanzioni minime a livello di UE.

Il testo adottato rafforza inoltre i poteri delle autorità nazionali e consente al comitato europeo per la protezione dei dati di assumere un’indagine su una violazione e far rispettare le norme.

L’Assemblea di Strasburgo propone inoltre di vietare agli attori non residenti nell’UE di poter pagare per pubblicità politica nell’UE.

Il relatore del Parlamento europeo Sandro Gozi ha dichiarato: “La nostra sfida è combattere più efficacemente tutte le forme di disinformazione e di interferenza esterna nei nostri processi democratici, preservando l’apertura che caratterizza il dibattito pubblico europeo. Una volta in vigore, speriamo entro il 2023, le elezioni nell’UE saranno più trasparenti e resistenti alla manipolazione, come testimoniato dallo scandalo Cambridge Analytica.

Questo rapporto renderà la pubblicità politica abusiva online un ricordo del passato rendendo impossibile sfruttare le debolezze specifiche delle persone. Renderà anche gli attori politici più responsabili delle pubblicità che diffondono. E quando le regole verranno violate, saremo in grado di imporre sanzioni migliori in modo equo in tutta l’UE”.

Il testo sarà ora presentato nella sessione plenaria del 1° e 2 febbraio per ottenere da tutta la Camera un mandato negoziale basato su questo testo. Successivamente, possono iniziare i negoziati tra il Consiglio e il Parlamento.
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Massicce proteste sono scoppiate in Iran sulla scia della morte di Mahsa Amini, la ventiduenne iraniana deceduta mentre si trovava in stato di fermo presso una stazione di polizia per una presunta inosservanza della legge sull’obbligo del velo.

A seguito della sua morte, in Iran sono scoppiate numerose proteste di massa e il governo di Teheran ha lanciato una violenta repressione, arrestando i manifestanti e bloccando le piattaforme dei social media
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L’Unione europea sta valutando la possibilità di imporre ulteriori sanzioni contro il regime iraniano, per l’uso diffuso e sproporzionato della forza esercitata contro i manifestanti per i diritti delle donne in Iran.

Il 19 gennaio 2023, in risposta agli ultimi eventi, il Parlamento europeo ha chiesto sanzioni più severe contro il regime iraniano, affermando che tutti i responsabili di violazioni dei diritti umani dovrebbero essere soggetti a sanzioni dell’UE e chiedendo che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche venisse aggiunto alla lista dei terroristi dell’UE.

Il Parlamento europeo ha seguito da vicino la situazione dei diritti umani in Iran e negli ultimi anni ha approvato svariate risoluzioni per richiamare l’attenzione:

sulla situazione delle persone detenute in Iran e in possesso della cittadinanza iraniana e di quella di un paese dell’UE

sul caso dei difensori dei diritti umani in Iran

sul caso di Nasrin Sotoudeh, prominente avvocato iraniano per i diritti umani e vincitrice del Premio Sakharov per la libertà di pensiero nel 2012

sulla situazione dei difensori dei diritti delle donne

Gli eurodeputati hanno inoltre criticato la violenta repressione delle proteste antigovernative e condannato l’uso della pena di morte nel paese.

Le relazioni con l’Iran si sono rivelate problematiche sin dalla rivoluzione islamica del 1979 che, tra l’altro, ha portato alla limitazione dei diritti delle donne nel paese e al deterioramento della situazione dei diritti umani nel corso degli anni.

L’UE nutre da anni una profonda preoccupazione per la situazione e nel 2011 ha imposto sanzioni mirate, in risposta alle gravi violazioni dei diritti umani nel paese. Nel marzo 2012 ulteriori misure restrittive sono state imposte e da allora sono state prorogate ogni anno.

L’Unione europea ha svolto un ruolo chiave nell’accordo con l’Iran del 2015, un patto teso a fermare lo sviluppo di armi nucleari in cambio della revoca delle sanzioni. Tutto ciò si è paralizzato nel 2018, a seguito del ritiro degli Stati Uniti dall’accordo.

Ulteriori informazioni sui diritti umani

Pena di morte – punti salienti della situazione in Europa e nel resto del mondo
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Il 26 gennaio, il Presidente israeliano Isaac Herzog si esprimerà al Parlamento europeo in occasione della Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto.

La Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola aprirà la seduta solenne con un discorso introduttivo. Al termine del discorso del Presidente Herzog, i deputati osserveranno un minuto di silenzio.

La cerimonia si concluderà con l’esecuzione musicale di “Kaddish” di Maurice Ravel, eseguita da Chen Halevi al clarinetto e Jenő Lisztes al cimbalom.

Al termine della cerimonia, alle 11.45 circa, i Presidenti Metsola e Herzog inaugureranno il Memoriale dell’Olocausto “Il rifugiato” di Felix Nussbaum di fronte alla Plenaria del Parlamento.

La Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto viene celebrata il 27 gennaio ed è stata istituita nel 2005 dalle Nazioni Unite per ricordare l’Olocausto e il 60° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Quest’anno ricorrono anche i 75 anni dalla fondazione dello Stato di Israele. Sarà possibile seguire la cerimonia in diretta sul Centro multimediale del PE e su EbS+.
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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 23 del 23 gennaio pubblica la Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale


Il nostro obiettivo, scrive la Dichiarazione, “è di promuovere un modello europeo per la trasformazione digitale, che metta al centro le persone, sia basato sui valori europei e sui diritti fondamentali dell’UE, riaffermi i diritti umani universali e apporti benefici a tutte le persone, alle imprese e alla società nel suo complesso”.

LA DICHIRAZIONE IN ITALIANO (PDF)
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In una risoluzione adottata il 19 gennaio, il Parlamento europeo (PE) ha chiesto che la leadership politica e militare russa sia chiamata a rispondere del crimine di aggressione contro l’Ucraina.

Nel testo, il PE afferma che le atrocità commesse dalle forze armate russe a Bucha, Irpin e in molte altre città ucraine rivelano la brutalità della guerra e sottolineano l’importanza di un’azione internazionale coordinata per stabilire la responsabilità secondo il diritto internazionale umanitario.

Inoltre, si esorta l’UE a sollecitare l’istituzione di un tribunale internazionale speciale, in stretta cooperazione con l’Ucraina e con la comunità internazionale, che si occupi di perseguire la leadership politica e militare della Russia e i suoi alleati.

L’istituzione di tale tribunale colmerebbe la grave lacuna esistente nell’attuale assetto istituzionale della giustizia penale internazionale oltre ad integrare gli sforzi investigativi della Corte penale internazionale, che attualmente non può indagare sul crimine di aggressione contro l’Ucraina.

Sebbene l’esatta composizione e le modalità di funzionamento del tribunale speciale debbano ancora essere determinate, il tribunale dovrebbe avere la competenza per indagare non solo su Vladimir Putin e sulla leadership politica e militare della Russia, ma anche su Aljaksandr Lukašenka e i suoi alleati in Bielorussia.

I lavori preparatori dell’UE sul tribunale speciale dovrebbero iniziare senza indugio e concentrarsi sulla definizione delle sue modalità in cooperazione con l’Ucraina, oltre a sostenere le autorità ucraine e internazionali nel reperimento delle prove da utilizzare nel futuro tribunale speciale.

Il Parlamento europeo “è fermamente convinto che l’istituzione di tale tribunale speciale invierebbe sia alla società russa che alla comunità internazionale un segnale molto chiaro del fatto che Putin e la leadership politica e militare russa possono essere condannati per il crimine di aggressione commesso in Ucraina, e che non è più possibile per la Russia, sotto la guida di Putin, tornare alla situazione preesistente nei suoi rapporti con l’Occidente”.
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