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La cronaca dei lavori del 24 mattina di VeniceCitySolutions2030, presentazione delle buone pratiche

“Considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte.”, scriveva Shakespeare nel “Mercante di Venezia”. Così è stato, proprio a Venezia, dove ospiti da tutto il mondo hanno portato il loro contributo specifico su Agenda 2030. Ed ognuno ha contribuito, portando la sua parte. Location prestigiosa dei lavori, la centenaria Università Ca’ Foscari. In contemporanea ai dibattiti e alla presentazione delle buone pratiche, nel cortile dell’università sono esplosi i colori degli SDGs grazie al lavoro dei ragazzi delle scuole e dell’università che hanno attirato l’attenzione di cittadini, turisti ed amministratori locali con grandi palloni a forma di tubi gonfiati d’aria, ognuno con un simbolo di un SDG, che volteggiavano nell’aria con traiettorie imprevedibili e divertenti. Il tutto anche per celebrare la Giornata delle Nazioni Unite, che si celebra ogni anno il 24 ottobre e che ricorda l’entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite (24 ottobre 1945).

“Lo scopo di VeniceCitySolutions2030 è quello di portare anche in Italia la discussione su Agenda 2030, e di dare la possibilità agli enti locali italiani di scambiare le loro esperienze a livello internazionale”. Così Carla Rey, il 24 ottobre, nella sessione di apertura, ha sintetizzato l’obiettivo dell’evento. Come città e regioni stiano implementando i 17 SDGs nei loro piani strategici locali? Come riguadagnare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali grazie agli SDGs? Le domande che hanno acceso i lavori della mattina del 24 ottobre. Le aspettative di riposte concrete non sono andate deluse: abbiamo infatti ascoltato esperienze italiane ed esperienze internazionali, dal Benin al Camerun, dal Madagascar al Brasile, da Capo Verde al Messico, dal Belgio a Cipro, dalla Spagna alle nostre Regioni, ed esperienze inoltre presentate da comuni italiani e medio-piccoli. “L’obiettivo è di continuare a formare l’allineamento degli SDGs nella pianificazione degli enti locali e regionali, e questa è una delle missioni dell’AICCRE. Inoltre, vogliamo incentivare gli enti locali ad utilizzare gli indicatori ed i target degli SDGs, in modo tale che l’Agenda 2030 non resti un esercizio di retorica ma si concretizzi”, ha sottolineato Carla Rey. Ma c’è anche un fine di consapevolezza politica: far comprendere agli enti locali e regionali il ruolo chiave che essi hanno sia nella definizione della strategia nazionale per l’Agenda 2030, sia nella costruzione del partenariato che l’Agenda 2030 richiede. Per raggiungere però gli obiettivi di sviluppo sostenibile c’è bisogno di una armonia che nasca dai territori, una sinfonia composta da un’orchestra dove vi siano, oltre agli enti locali, il settore privato, il mondo dell’associazionismo, le ONG, il mondo della ricerca e dell’università, le scuole e non in ultimo i cittadini; quest’ultimi devono essere necessariamente coinvolti nella pianificazione strategica locale se vogliamo raggiungere gli obiettivi. Possiamo farlo “creando e riconquistando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, facendoli partecipare a questo processo strategico. Questo consentirà alle istituzioni pubbliche di diventare i garanti per i cittadini di quelli che sono i miglioramenti della qualità della vita della cittadinanza, di uno sviluppo socio-economico sostenibile e della salvaguardia del bene più prezioso che abbiamo, che è il nostro Pianeta. Con questo coinvolgimento noi riusciremo ad avere l’alleanza per Agenda2030”, ha detto ancora la Rey.

I saluti istituzionali all’evento sono stati portati oltre che da Carla Rey, da Diana Lopez Camarazana di UN-Habitat, da Sergio Mercuri, Ministero degli Affari Esteri, ministro plenipotenziario, e da Giovanni Bottalico dell’ASviS. Saluti che hanno messo da parte formalismi, anzi hanno fatto entrare subito nel vivo le questioni, quasi a lanciare sin da subito alla platea un segno di concretezza e delle vie da percorrere: è stata sottolineata nei saluti la necessità di creare alleanza multilivello e l’ importanza della dimensione della governance in Agenda 2030; ribadita più volte la necessità di condivisione totale dei percorsi e che Agenda 2030, per essere realizzata, deve entrare a livello culturale nell’immaginario popolare. Da Venezia governi locali e città lanciano un messaggio politico di unità e condivisione, ha rilanciato Stefano Marta dell’OCSE, moderatore di questa prima giornata: “è dimostrato che 65% di tutti gli obiettivi si raggiunge soltanto coinvolgendo tutti”, Occorre andare oltre l’aspetto nazionale per dare un quadro locale che offra una strategia a livello globale.

Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica e di pratiche ne abbiamo ascoltate molte in un contesto, come quello della sessione della presentazione delle buone pratiche del 24 ottobre, dove si percepiva con evidenza un’atmosfera di attenzione e di condivisione: la “volontà comune” che prendeva corpo. Hanno iniziato due regioni italiane, il Veneto e l’Emilia-Romagna, con Ilaria Bramezza, segretario generale, e Paola Gazzolo, assessore all’ambiente. La prima ha messo in evidenza come la Regione stia, per quanto concerne Agenda 2030, “nel pieno del coinvolgimento del territorio, di tutte le istituzioni, di tutte le associazioni, delle imprese, dei giovani”, attraverso anche incontri pubblici. La situazione è migliore rispetto ad altre realtà, ma anche ci sono anche criticità, per esempio rispetto agli SDGs 2 e 15. Turismo sociale ed inclusivo. Economia circolare e Vertical farming “per creare valore aggiunto socio economico e ambientale” in linea con gli SDGs, tra le esperienze che sta portando avanti il Veneto. “Agenda 2030 è il faro delle politiche dell’Emilia Romagna”, ha messo in evidenza Paola Gazzolo. L’Emila è cresciuta significativamente sugli SDGs 4 e 9, soprattutto sull’innovazione. Per quanto concerne le buone prassi: le 2 leggi, del novembre 2015 sull’economia circolare e sul consumo di suolo. In Emilia si sta avviando una stagione di pianificazione “green” per le strategie regionali, per implementare tutti i 17 gol”. Interessante quello che è emerso dalle testimonianza delle rappresentanti delle due Regioni e cioè che è cambiato il modo di fare programmazione, non più settoriale ma in modo integrato. Il che presuppone e lancia una nuova cultura politica. Entrambe inoltre stanno promuovendo un processo di osmosi con tutto il territorio, coinvolgendo tutte le componenti della società civile, delle imprese, delle scuole, etc.

Dall’Italia spostiamoci in Africa: Il sindaco di Nguemelendouka (Camerun) Jean Marie Nguele, ha detto di aver beneficiato di Africities per conoscere Agenda2030. La politica che porta avanti la giovane sindaca camerunense si sta concentrando sulla malnutrizione per migliorare le condizioni di vita dei giovani del proprio comune. Un programma sensibilizza la popolazione, soprattutto i più giovani, sulla malnutrizione, la deforestazione e le energie rinnovabili. Restiamo in Africa ma andiamo 4mila chilometri più a sud, con l’intervento di Hanitra Rasamison, Direttrice del fondo di sviluppo comunale del Madagascar, Paese che “sta usando Agenda2030 per aumentare il governo aperto e combattere la corruzione”. Si sta cercando di integrare le politiche, identificare le priorità e collegare i risultati con gli obiettivi, cercando nel contempo di coinvolgere i cittadini attraverso strutture locali di concertazione.

Tra le priorità della municipalità di Nicosia gli SDGs 1, 8, 11. “La nostra strategia è la localizzazione, connettere SDGs a programmi già esistenti, ha detto Michael Theodoulou, responsabile amministrativo della città cipriota. “Facciamo sempre più sforzi per far capire ai cittadini l’importanza di Agenda 2030” con diverse attività di comunicazione ed incontri pubblici”. A proposito di disaffezione dei cittadini alle istituzioni locali, Joana Balsemao, consigliere comunale di Cascais (Portogallo) ci informa del tasso di astensione alle ultime elezioni comunali che è stato superiore al 50%. Per quanto concerne Agenda 2030 ed il coinvolgimento della popolazione, il Comune portoghese vuole prendere a modello per il futuro una loro recente iniziativa di successo che ha coinvolto tutta la cittadinanza, la società civile e gli artisti. Infatti, occorre utilizzare nuovi strumenti comunicativi ed implementare il budget per Agenda2030, che deve diventare la catalizzatrice delle politiche del territorio. E’ necessario, per la rappresentante portoghese, trovare un equilibrio tra la necessità di soddisfare gli indicatori degli SDGs e la qualità delle iniziative sul territorio.

Nel mio comune cerchiamo di portare gli SDGs nelle strade, all’attenzione di tutti, facendo opere di sensibilizzazione nelle scuole e negli ospedali, ha reso noto Patricia Menezes, dell’ufficio del Sindaco della città di Barcarena (Brasile). La ricetta brasiliana per realizzare gli SDGs e composta da piani a medio e lungo termine, Agenda 2030 nelle politiche delle istituzioni, visione olistica e piani multi-livello. “Non focalizziamoci su specifici obiettivi ma concentriamoci su quelli comuni, cercando così di dare una visione unica e condivisa.

Utilizziamo gli SDGs per la pianificazione territoriale ma puntando sulla qualità”, è stato il pensiero espresso di Javier Sanchez Cano, direttore generale Cooperazione e sviluppo, Generalitat della Catalunya. Mentre Annick Vandamme, Coordinatrice del dipartimento nord/sud/diversità del Comune di Bruges, punta sulla solidarietà internazionale, sullo sviluppo sostenibile e sulla comunicazione emozionale ai cittadini, visto che questi non erano informati sugli SDGs. Per questo è stato utilizzato anche il calcio, coinvolgendo personaggi delle due squadre di football di Bruges. Ottimi esempi di coinvolgimento dei cittadini sono stati quelli italiani di due comuni italiani, uno medio ed uno piccolo: Verona e Capaci, in provincia di Palermo. Nella città veneta è stato realizzato uno strumento, un regolamento del 2015, per l’attuazione della sussidiarietà, nato dalla collaborazione con i cittadini, ha informato il vicesegretario generale Giuseppe Baratta. E’ stato chiesto ai cittadini quali fossero i beni comuni sui quali poteva essere più efficace la collaborazione tra cittadini ed amministrazione comunale. Ne sono scaturiti 25 patti di sussidiarietà su diverse tematiche, dalla tutela dei beni comuni, sia materiali (come la cura di un parco o di una strada), che immateriali (lo sviluppo delle relazioni o cultura della legalità). Interessante anche il coinvolgimento attivo dei giovani (14-19 anni) che si sono messi all’opera in città, insieme alle associazioni, per individuare gli spazi pubblici da rigenerare. Il Sindaco di Capaci Pietro Puccio aveva messo al centro della sua campagna elettorale (circa un anno fa) i temi degli obiettivi sostenibili, coinvolgendo soprattutto i giovani ed è stata una scommessa vincente. La comunicazione del suo comune verso i cittadini ha messo in rilievo l’importanza della realizzazione degli SDGs per la qualità della vita quotidiana dei cittadini. Il Comune siciliano è particolarmente attivo, con iniziative e delibere, su alcuni obiettivi, tra i quali il 3 (rendere Capace una città cardioprotetta e il divieto di fumo nelle spiagge di Capaci), il 5 (pieno coinvolgimento delle donne in politica e non solo), e obiettivo 7 (riconvertire in LED tutta l’illuminazione pubblica).

Finisce così la prima parte della giornata del 24 ottobre di VeniceCitySolutions2030. Abbiamo iniziato la cronaca di questa parte di evento citando una frase di Shakespeare e la chiudiamo parafrasandone un’altra, sempre tratta da “Il mercante di Venezia”: come arrivano lontano i raggi di una piccola candela: così splende una buona azione in un mondo pieno di problemi.

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“E’ fondamentale il dialogo fra governo centrale e governi locali per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile (SDGs) e garantire i necessari finanziamenti. L’AICCRE supporta i sindaci nel raggiungimento degli SDGs: ci sono molti esempi di città che stanno facendo progetti, aiutiamoli con gli indicatori. La cittadinanza attiva è cruciale per raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030. Occorre co-creare politiche pubbliche locali e monitorare i progressi. Sono molte le iniziative in tante città italiane di tutte le dimensioni e regioni nel segno dell’ uguaglianza di genere, dell’economia circolare e dell’ occupazione giovanile: così Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, nel suo intervento sostenuto il 16 luglio nel corso del side event “Finanziamento degli SDG a livello locale” nato dall’iniziativa del Governo italiano con la collaborazione dell’AICCRE, e svoltosi presso la Sala Conferenze 8 dello United Nations Headquarters.
Ascoltare i Governi locali inizia ad essere sentita come priorità. “Per aiutare lo sviluppo sostenibile, c’è bisogno di stare vicini alle Comunità, con esempi e progetti concreti. Le autorità locali detengono la chiave e hanno bisogno di un ambiente favorevole per mobilitare risorse pubbliche e private. L’assistenza e il sostegno pubblici possono essere un catalizzatore, ma saranno necessari investimenti”. Ha rimarcato Stefano Manservisi, Direttore generale della DG Cooperazione internazionale e sviluppo della Commissione europea.
Lo sviluppo sostenibile è imprescindibile dal coinvolgimento delle autorità locali. “Generare cambiamento significa agire sui territori, conoscerli e favorire un confronto vivo tra conoscenza locale e conoscenza globale. È quello che da molti è chiamato “place-based approach”, che permette il coinvolgimento di tutte le realtà presenti sul territorio, urbane e rurali, rispettando il famoso principio dell’Agenda 2030, che nessuno sia lasciato indietro”, ha detto il ministro per l’Ambiente Sergio Costa. “Le autorità locali vanno sempre ascoltate e coinvolte. Sono gli enti locali – ha continuato Costa – i soggetti pubblici vicini ai cittadini che quindi non possono essere esclusi nell’ambito delle strategia per lo sviluppo sostenibile”.
Mariangela Zappia, Ambasciatrice, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, ha sottolineato come “per l’Italia sia fondamentale rafforzare la partnership con paesi Africani per raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030” ed ha ringraziato l’AICCRE “per il forte coinvolgimento degli enti locali”.
Secondo Maimunah Mohd Sharif, direttrice esecutiva di UN HABITAT, per il raggiungimento degli SDGs “è fondamentale coinvolgere e rendere protagonisti, insieme agli enti locali, il settore privato e la società civile”.
Emilia Saiz, Segretario generale dell’UCLG ha sottolineato come “i governi locali sono convinti che vi sia bisogno di riforme fiscali e di sviluppo di capacità ma è fondamentale che i governi nazionali li includano nelle loro strategie per migliorare la mobilitazione delle risorse nazionali”.
Al side event hanno partecipato anche delegazioni dei governi di Camerun, Madagascar e Marocco.
L’evento rientrava dell’ High level political forum dell’ONU, organo sussidiario dell’ONU e del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, responsabile per l’intera politica dell’organizzazione sullo sviluppo sostenibile, che si sta svolgendo a New York dal 9 al 18 luglio e che all’interno ha ospitato una “tre giorni” (15-17 luglio) dedicata agli enti locali.
L’iniziativa del 16 luglio è nata dalla strategia italiana “Venice City Solutions 2030” che AICCRE ha sviluppato grazie al network PLATFORMA finanziato dalla DG DEVCO . Nei tre anni di lavoro del progetto PLATFORMA in Italia si è sviluppata una strategia di sensibilizzazione e lobby tra gli enti locali per poter raggiungere obiettivi di awareness raising degli enti locali sull’Agenda 2030 e sulla cooperazione decentrata, formazione degli enti locali sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, creazione di piattaforme di governance multilivello per avviare una partnership tra enti locali, governo nazionale e dimensione internazionale, creazione di nuove forme inclusive di partenariato con settore privato, università, terzo settore, ONG, associazionismo e società civile.


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“Un esempio di eccellenza del nostro Paese che tra l’altro segue le indicazioni dell’obiettivo 17 degli SDG, quello sul partenariato. Il Governo italiano riconosce l’importanza della collaborazione con gli enti locali e regionali per gli obiettivi di Agenda 2030, essendo gli enti più vicini ai cittadini. L’evento con il Governo italiano, oltretutto in un contesto internazionale come quello dell’ONU, nasce dalla consapevolezza comune che obiettivi così ambiziosi e vitali per il futuro del Pianeta e dell’umanità, dalla lotta alla povertà alla sostenibilità, dalla parità di genere alla lotta contro il cambiamento climatico, possono essere raggiunti solo con una azione multilivello a livello istituzionale”, così il 12 luglio in un comunicato stampa Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, che guiderà la delegazione italiana, ha commentato il side event “Finanziamento degli SDG a livello locale” che nasce dall’iniziativa del Governo italiano con la collaborazione dell’AICCRE, che si svolgerà a New York Il 16 luglio presso la Sala Conferenze 8 dello United Nations Headquarters.

L’evento farà parte dell’ High level political forum dell’ONU, organo sussidiario dell’ONU e del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, responsabile per l’intera politica dell’organizzazione sullo sviluppo sostenibile, che si sta svolgendo a New York dal 9 al 18 luglio e che all’interno ospiterà una “tre giorni” (15-17 luglio) dedicata agli enti locali.

L’iniziativa del 16 luglio nasce dalla strategia italiana “Venice City Solutions 2030” che AICCRE ha sviluppato grazie al network PLATFORMA finanziato dalla DG DEVCO .

Tra le presenze annunciate quella del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, insieme a Stefano Bonaccini, Presidente Presidente AICCRE e del CCRE/CEMR, e di Stefano Manservisi, Direttore generale per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo dell’Unione europea.

Le raccomandazioni finali della I edizione saranno il tema del side event ed il contributo italiano alla discussione che vedrà a New York, insieme al Governo italiano e AICCRE, anche UNDP, UN-Habitat, UNCDF, UCLG di i governi del Camerun e del Marocco.

Nei tre anni di lavoro del progetto PLATFORMA in Italia si è sviluppata una strategia di sensibilizzazione e lobby tra gli enti locali per poter raggiungere i seguenti obiettivi: – awareness raising degli enti locali sull’Agenda 2030 e sulla cooperazione decentrata; – formazione degli enti locali sugli obiettivi di sviluppo sostenibile; – creazione di piattaforme di governance multilivello per avviare una partnership tra enti locali, governo nazionale e dimensione internazionale; – creazione di nuove forme inclusive di partenariato con settore privato, università, terzo settore, ONG, associazionismo e società civile.
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Un side event dell’”High-level political forum on sustainable development” (HLPF) del Governo italiano organizzato da AICCRE con UNDP e UN-Habitat: si è svolto il 16 luglio scorso a New York, presso la Sala Conferenze 8 dello United Nations Headquarters.

L’iniziativa è nata dalla strategia italiana “Venice City Solutions 2030” che AICCRE ha sviluppato grazie al network PLATFORMA finanziato dalla DG DEVCO.

Nei tre anni di lavoro del progetto PLATFORMA SGA I in Italia si è sviluppata una strategia di sensibilizzazione e lobby tra gli enti locali per poter raggiungere i seguenti obiettivi:
– awareness raising degli enti locali sull’Agenda 2030 e sulla cooperazione decentrata;
– formazione degli enti locali sugli obiettivi di sviluppo sostenibile;
– creazione di piattaforme di governance multilivello per avviare una partnership tra enti locali, governo nazionale e dimensione internazionale;
– creazione di nuove forme inclusive di partenariato con settore privato, università, terzo settore, ONG, associazionismo e società civile;
– raccolta di dati sulla cooperazione decentrata sviluppata dagli enti locali italiani.

Venice City Solutions 2030 (VCS2030) rappresenta il risultato delle attività che si sono sviluppate negli ultimi anni e che hanno portato ai seguenti risultati:
– riconoscimento da parte del Governo italiano del ruolo degli enti locali e di AICCRE quale rappresentante di Comuni, Province, Regioni impegnati nell’Agenda 2030;
– organizzazione di un side event per l’HLPF di New York sponsorizzato dal Governo italiano sui risultati del dialogo multilivello;
– organizzare a Venezia un appuntamento annuale con la collaborazione delle Agenzie delle Nazioni Unite e dell’Associazione mondiale Città Unite e Governi Locali in cui si ritrovino i Governi e gli enti locali di tutto il mondo per finalizzare strategie utili per gli enti locali per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e per sviluppare progetti di cooperazione decentrata.

L’evento VCS2030 del 2018 si era focalizzato sul tema che gli enti locali italiani sentivano come più urgente: il finanziamento delle azioni di implementazione degli SDGs a livello locale. All’evento hanno partecipato UCLG, UNDP, UN-Habitat e UNCDF con la presenza della Banca Mondiale: 140 partecipanti rappresentanti di 39 paesi del mondo si sono trovati a Venezia a discutere di nuovi modelli di finanziamento per le città e le regioni.

Le raccomandazioni finali sono state il tema del side event ed il contributo italiano alla discussione che ha visto a New York il Governo italiano, AICCRE, UNDP, UN-Habitat, UCLG ed il governo del Camerun.


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Il 19 giugno a Bologna si è svolta una giornata di studio organizzata dall’AICCRE, nell’ambito di PLATFORMA, che ha avuto come tema “Gli SDGs nella pianificazione locale, una opportunità per le città”.

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, adottata dai leader mondiali nel 2015, costituisce il nuovo quadro di sviluppo sostenibile globale e stabilisce 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). L’impegno si incentra sul conseguire uno sviluppo sostenibile entro il 2030 a livello mondiale, garantendo l’inclusione di tutti.

I lavori si sono articolati in 3 tavoli in parallelo, 2 politici e 1 tecnico con un referente AICCRE e un ospite esperto esterno per tavolo. Tra i partecipantiStefano Bonaccini, Presidente AICCRE e CRRE/CEMR, Carla Rey, segretario generale dell’AICCRE.

Gli SDGs, interconnessi e indivisibili, bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: crescita economica, inclusione sociale, tutela dell’ambiente, estendendo l’Agenda 2030 dal solo pilastro sociale previsto dagli Obiettivi del Millennio agli altri due pilastri, economico ed ambientale. All’interno dell’AGENDA 2030, i poteri locali occupano un posto centrale quali strumenti per la crescita, l’uguaglianza e le opportunità. Secondo le agenzie delle Nazioni Unite, l’investimento a livello locale produce anche uno dei più alti ritorni negli investimenti e tocca direttamente la vita delle persone.
Il 65% degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 sono una responsabilità diretta dei governi locali e regionali. Il finanziamento della localizzazione degli SDGs significa dunque finanziare il 65% dell’Agenda 2030.
Per questo gli SDGs sono anche un’opportunità per gli enti locali in termini di pianificazione politica e di sviluppo integrato, inclusivo e sostenibile del territorio. Grazie agli SDGs, infatti, è possibile rendere partecipi tutti gli attori che operano sul territorio (imprese, associazioni, scuole, etc), coinvolgendo così tutti i cittadini in un rapporto osmotico e costruttivo con l’ente locale. A Bologna l’AICCRE cercherà di armonizzare discussione politica, confronti, tavoli tecnici e di formazione.

I tavoli di lavoro si sono occupati di: sviluppo sostenibile inclusivo (focus sulle persone): diritti umani, integrazione, migrazioni, eguaglianza di genere, servizi pubblici, educazione, ecc. e i “goals” coinvolti sono stati 1 -2 – 3 – 4 – 5; “Sviluppo sostenibile economico ed ambientale” (focus su pianeta e crescita sostenibile) ha coinvolto i seguenti temi: città resilienti ed inclusive, politiche territoriali, sviluppo urbano e rurale, contrasto ai cambiamenti climatici e riguarderà i “goals” 6 – 8 – 9 – 11 – 12; Sviluppo sostenibile integrato, ha toccato i temi: del valore del partenariato, della governance multilivello, della definizione di cooperazione internazionale e decentrata (“goals” 16 e 17). SDGs nella pianificazione strategica comunale, coordinato da Carla Rey, ha svolto un training per amministratori e funzionari sull’implementazione degli SDGs nella programmazione degli enti locali.

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