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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C4690 del 9 dicembre pubblica le Conclusioni del Consiglio dell’Unione sul sostegno al benessere nell’istruzione digitale.

Le politiche e le misure relative allo sviluppo delle capacità e delle competenze digitali, recita il documento, dovrebbero essere concepite tenendo debitamente conto del benessere dei discenti e dei loro bisogni individuali, con particolare attenzione ai gruppi svantaggiati. Dovrebbero inoltre puntare ad aumentare la loro resilienza ed emancipazione. Le competenze digitali implicano un’interazione fiduciosa, critica, responsabile, etica e più sicura con le tecnologie digitali. Le competenze digitali – come il pensiero computazionale, la risoluzione dei problemi in ambito TIC e l’alfabetizzazione ai dati – sono necessarie sia durante le fasi iniziali dell’istruzione e della formazione sia lungo tutto l’arco della vita, in modo che le persone possano integrarsi meglio nella società e possano avere un migliore accesso alle opportunità di lavoro.

Le tecnologie digitali, continua il documento del Consiglio, influenzano le modalità con cui i discenti apprendono, cercano e condividono le informazioni, nonché il modo in cui interagiscono tra loro e socializzano. I discenti sono esposti a un’ampia gamma di informazioni, tra cui la disinformazione e la cattiva informazione, per cui è essenziale sviluppare l’alfabetizzazione digitale e mediatica, il pensiero critico e le capacità di risoluzione dei problemi.

I discenti, auspica il Consiglio, dovrebbero acquisire e sviluppare le conoscenze, le capacità e le competenze necessarie che contribuiranno all’uso innocuo, sicuro ed etico degli strumenti digitali, comprese competenze in materia di cibersicurezza e conoscenze sui limiti degli algoritmi di IA. Tutto ciò potrebbe avere un impatto significativo sul benessere e sulla resilienza dei discenti.

Lo sviluppo delle competenze personali e sociali può aiutare i discenti a utilizzare i social network digitali con minori rischi di danno emotivo o sociale e aumentare la loro consapevolezza dei rischi di un uso eccessivo delle tecnologie digitali.


Sono necessarie, secondo il Consiglio, competenze avanzate e specializzate per lo sviluppo di prodotti e servizi TIC e di tecnologie digitali avanzate, comprese quelle che possono avere un impatto positivo sul benessere delle persone, come ad esempio le persone con disabilità e/o con bisogni educativi speciali.

IL DOCUMENTO INTEGRALE DEL CONSIGLIO IN ITALIANO (PDF)
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Come già reso noto sul nostro sito, la Commissione europea ha adottato il 20 luglio un emendamento al quadro temporaneo di crisi degli aiuti di Stato, inizialmente adottato il 23 marzo 2022 per sostenere l’economia nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina.

La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C280 del 21 luglio pubblica la Comunicazione ufficiale della Commissione europea.

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE: Modifica del quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina (ITALIANO, PDF)
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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L146 del 25 maggio pubblica la Raccomandazione della Commissione europea sull’accelerazione delle procedure autorizzative per i progetti di energia rinnovabile e sull’agevolazione degli accordi di compravendita di energia.

Le energie rinnovabili sono essenziali per la transizione verso l’energia pulita necessaria per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, precisa la Commissione, garantire l’accessibilità economica dell’energia e ridurre la dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili e dalle importazioni energetiche.

Le energie rinnovabili presentano molteplici vantaggi per i cittadini dell’Unione: contribuiscono agli sforzi per affrontare i cambiamenti climatici, alla tutela dell’ambiente, alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro, nonché alla leadership tecnologica e industriale e alla resilienza economica dell’Unione.

Un rapido incremento della quota delle energie rinnovabili è fondamentale per affrontare il problema dei prezzi elevati dell’energia. Come riconosciuto nella comunicazione «REPowerEU: azione europea comune per un’energia più sicura, più sostenibile e a prezzi più accessibili» («comunicazione “REPowerEU”»), l’accelerazione del ricorso alle energie rinnovabili è fondamentale per ridurre la dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili ed eliminare gradualmente il consumo di gas russo. Il piano REPowerEU contiene misure volte a realizzare questo obiettivo, così come fa il semestre europeo, nel cui contesto si stanno proponendo raccomandazioni specifiche per paese sulle procedure autorizzative adattate alle circostanze dei singoli Stati membri.

In molti Stati membri anche le reticenze dell’opinione pubblica nei confronti dei progetti di energie rinnovabili sono un ostacolo significativo alla loro realizzazione, fa notare la Commissione. “Per sormontarlo, le esigenze e le prospettive dei cittadini e delle parti interessate della società dovrebbero essere prese in considerazione in tutte le fasi dello sviluppo dei progetti di energia rinnovabile – dall’elaborazione delle politiche alla pianificazione territoriale e all’iter progettuale – e dovrebbero essere incoraggiate buone pratiche volte garantire un’equa distribuzione degli impatti degli impianti sulla popolazione locale”.

Quasi tutti gli ostacoli al rilascio di autorizzazioni per i progetti di energia rinnovabile e per la relativa infrastruttura di rete, nonché le buone pratiche per superarli, sono stati individuati a livello degli Stati membri.

Fra gli ostacoli esistenti, rileva Bruxelles, quelli amministrativi hanno assunto maggiore rilevanza in seguito ai miglioramenti ottenuti in altri campi, come quello dei costi tecnologici, che negli ultimi dieci anni sono fortemente diminuiti, o del reperimento dei finanziamenti, divenuti più agevoli grazie alle riduzioni dei costi e all’aumento degli accordi di compravendita di energia da fonti rinnovabili tra imprese.

La raccomandazione risponde a tali preoccupazioni, “invitando a trovare soluzioni nell’ambito del quadro giuridico esistente.

Gli Stati membri dovrebbero garantire che la pianificazione, la costruzione e il funzionamento degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, la loro connessione alla rete elettrica, del gas e del calore e la relativa infrastruttura di rete e di stoccaggio possano beneficiare della procedura di pianificazione e autorizzazione più favorevole fra quelle disponibili e siano considerati di interesse pubblico prevalente e nell’interesse della sicurezza pubblica, in considerazione della proposta legislativa che modifica e rafforza le disposizioni della direttiva europea relative alle procedure amministrative, fatto salvo il diritto dell’Unione”.

Secondo la Raccomandazione della Commissione europea gli Stati membri dovrebbero altresì:

istituire scadenze chiaramente definite, ravvicinate e il più brevi possibile per tutte le fasi necessarie per autorizzare la costruzione e il funzionamento di progetti di energia rinnovabile, specificando i casi in cui tali scadenze possono essere prorogate e in quali circostanze

stabilire termini massimi vincolanti per tutte le fasi pertinenti della procedura di valutazione dell’impatto ambientale. La durata delle procedure autorizzative per l’installazione di apparecchiature per l’energia solare in strutture artificiali dovrebbe essere limitata a un massimo di tre mesi.

stabilire calendari e norme procedurali specifiche al fine di garantire l’efficienza dei procedimenti giurisdizionali relativi all’accesso alla giustizia per i progetti di energia rinnovabile.

stimolare la partecipazione dei cittadini, anche delle famiglie a basso e medio reddito, e delle comunità energetiche ai progetti di energia rinnovabile, e adottare misure volte a incoraggiare il trasferimento dei benefici della transizione energetica alle comunità locali, rafforzando in tal modo l’accettazione e il coinvolgimento dei cittadini.

introdurre procedure autorizzative semplificate per le comunità di energia rinnovabile, anche per la connessione alla rete degli impianti di proprietà della comunità, e ridurre al minimo le procedure e gli obblighi per il rilascio delle licenze di produzione, ivi compreso per gli autoconsumatori di energia rinnovabile.

assicurare un coordinamento fluido ed effettivo delle autorità competenti a livello nazionale, regionale e comunale per quanto riguarda sia i loro ruoli e responsabilità sia la legislazione, la regolamentazione e le procedure d’autorizzazione applicabili ai progetti di energia rinnovabile.

individuare rapidamente le zone terrestri e marine adatte alla realizzazione di progetti di energia rinnovabile, in funzione dei rispettivi piani nazionali per l’energia e il clima e dei rispettivi contributi all’obiettivo riveduto di energia rinnovabile per il 2030.

limitare al minimo necessario le «zone di esclusione», in cui l’energia rinnovabile non può essere sviluppata.

LA RACCOMANDAZIONE INTEGRALE DELLA COMMISSIONE EUROPEA IN ITALIANO (PDF)
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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 201 del 18 maggio pubblica la Relazione speciale della Corte di Conti europea su Strumenti di internazionalizzazione delle PMI: numerose azioni di sostegno, che non sono però del tutto coerenti o coordinate tra loro.

La Relazione afferma che “sebbene la Commissione (europea) abbia messo in atto molte azioni a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI, queste mancano di coerenza e coordinamento sufficienti. L’Enterprise Europe Network ha raggiunto i suoi obiettivi, ma necessita di maggiore visibilità e di una migliore copertura nei paesi terzi. Startup Europe risponde alle esigenze delle start-up solo a breve termine e manca di monitoraggio e coordinamento sufficienti”.

La Corte di Conti raccomanda che la Commissione “aumenti la consapevolezza, la coerenza e la sostenibilità delle azioni, aumenti la visibilità della rete Enterprise Europe, la sua cooperazione con programmi simili, la sua copertura geografica e migliori il monitoraggio e l’efficacia a lungo termine di Startup Europe”.

SCARICA LA RELAZIONE COMPLETA IN ITALIANO (PDF)
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Nella Risoluzione del Parlamento europeo su una strategia “Dal produttore al consumatore» per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente” pubblicata il 5 maggio dalla Gazzetta ufficiale C184, si sottolinea l’importanza dei finanziamenti dell’UE per la ricerca e l’innovazione, in particolare per le PMI e i piccoli agricoltori, in quanto “elementi essenziali per accelerare la transizione verso un sistema alimentare europeo più sostenibile, produttivo, diversificato, locale, sano e inclusivo. Il PE incoraggia il settore agroalimentare a utilizzare attivamente i finanziamenti ad esso destinati nell’ambito di Orizzonte Europa a tale scopo. Sottolinea altresì la necessità di agevolare gli investimenti necessari per incoraggiare le pratiche sostenibili, l’economia circolare e la bioeconomia.

L’Assemblea di Strasburgo sottolinea che l’introduzione di nuove tecnologie e tecniche di agricoltura intelligente, inclusa la digitalizzazione e sistemi protetti di coltivazione, possono rivelarsi vantaggiosi per migliorare l’efficienza, l’uso delle risorse e la sostenibilità ambientale, e possono portare vantaggi economici positivi dalla produzione agricola; riconosce che l’innovazione deve restare compatibile con il ripristino e la promozione delle pratiche e delle conoscenze tradizionali, in particolare di quelle adattate alle caratteristiche agroclimatiche di ciascuna area.

Nella Risoluzione viene rimarcata l’importanza degli istituti d’istruzione superiore “nel favorire la promozione della ricerca e dell’innovazione e nel fornire consulenza sulle migliori pratiche sostenibili”; riconosce il ruolo delle università nello sviluppo e nella transizione dei settori agroalimentari in regioni con caratteristiche specifiche, tra cui le regioni ultraperiferiche; accoglie con favore l’intento della strategia di aiutare le PMI di trasformazione, i piccoli dettaglianti e gli operatori del settore alimentare al fine di consentire loro di sviluppare nuove competenze, facendo attenzione nel contempo a non sottoporle a ulteriori oneri amministrativi; sottolinea l’importanza strategica degli approcci collettivi attraverso le organizzazioni di produttori e le cooperative per riunire gli agricoltori nel conseguimento dei loro obiettivi.

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