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La Commissione europea ha pubblicato il 15 gennaio la sua relazione di sintesi 2023 sull’attuazione dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE), che illustra alcuni dei risultati generali ottenuti dai fondi SIE allo stato della situazione alla fine del 2022. Questi fondi rappresentano i principali strumenti finanziari strumenti della Politica di Coesione, a sostegno degli investimenti per lo sviluppo regionale del periodo di programmazione 2014 – 2020.

Il Rapporto mostra l’ampia gamma di sostegno disponibile attraverso i diversi programmi per il periodo 2014-2020 e il loro impatto diretto e positivo sulle regioni, sulle imprese e, soprattutto, sulle persone, che sono al centro dei fondi SIE. Mostra anche la flessibilità e l’adattabilità del quadro, per fornire soluzioni agli effetti della pandemia di COVID-19, alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e alla conseguente crisi energetica.

Pur concentrandosi sulla convergenza e sulla competitività a lungo termine, la solidarietà è sempre stata al centro dei fondi SIE. Hanno aiutato gli Stati membri a prendersi cura dei rifugiati e a superare gli effetti di disastri climatici naturali senza precedenti, alleviando in definitiva la pressione sui bilanci nazionali.

La relazione presenta i risultati ottenuti dai fondi SIE entro la fine del 2022 , dimostrando che la Commissione ha:

supportato più di 5 milioni di imprese;

ha aiutato 64,5 milioni di persone a trovare lavoro, a promuovere l’inclusione sociale e le competenze attraverso la formazione;

servizi sanitari migliorati per più di 63 milioni di persone;

aumento della capacità di produzione di energia proveniente da fonti energetiche rinnovabili di oltre 6 000 MW (l’equivalente di circa 2 400 turbine eoliche);

migliorato il rendimento energetico di oltre 550 000 famiglie;

protetto 17 milioni di persone dalle inondazioni e 15 milioni di persone dagli incendi boschivi;

sostenuto oltre 2,8 milioni di progetti nel settore agricolo e nelle zone rurali;

ha mantenuto oltre 48 000 posti di lavoro e creato oltre 6 500 nuovi posti di lavoro nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

I fondi SIE sono stati motori stabili degli investimenti nell’UE. Con la loro portata a lungo termine e il loro focus tematico, hanno incanalato le risorse nel rafforzamento della coesione territoriale, economica e sociale delle regioni dell’UE. Hanno continuato ad aiutare le regioni e le imprese a superare le sfide della transizione verde e digitale, aiutando nel contempo i lavoratori a migliorare le competenze e incoraggiando la cooperazione territoriale dell’UE. Hanno mantenuto la loro rotta nel contesto di crisi senza precedenti che vanno dalla pandemia di COVID-19 ai disastri climatici naturali.

Essendo il più grande strumento di investimento del bilancio dell’UE, i fondi SIE sostengono la coesione territoriale, economica e sociale delle regioni europee, nonché la loro resilienza e ripresa dalle molteplici crisi degli ultimi anni. I fondi ESI includono:

il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);

il Fondo Sociale Europeo (FSE);

il Fondo di Coesione (FC);

il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);

il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

Lo scopo di questi fondi è investire nella creazione di posti di lavoro e in un’economia e un ambiente europei sostenibili e sani. Gli obiettivi politici perseguiti nell’ambito dei fondi SIE includono:

ricerca e innovazione

tecnologie digitali

sostenere l’economia a basse emissioni di carbonio

gestione sostenibile delle risorse naturali piccole imprese

una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva

occupazione, una migliore istruzione e formazione

rafforzare la capacità istituzionale della pubblica amministrazione

sviluppo urbano e cooperazione territoriale (Interreg).

La relazione annuale di sintesi dei fondi SIE che copre l’attuazione nel periodo 2014-2020 è un requisito ai sensi dell’articolo 53 del regolamento (UE) n. 1303/2013. La relazione di quest’anno presenta l’evoluzione nell’attuazione finanziaria dei fondi SIE del periodo 2014-2020 fino alla fine del 2022.

Maggiori informazioni

Relazione di sintesi 2023 e allegati sull’attuazione dei fondi strutturali e di investimento europei

Piattaforma dati aperti sulla coesione

Scheda informativa: I Fondi strutturali e di investimento europei: sostenute 5 milioni di imprese
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Il 30 giugno, il CEMR informa che presenterà il suo nuovo rapporto sull’attuazione e la gestione dei Fondi strutturali e di investimento europei nei paesi europei. In questa occasione, i governi locali e regionali e le loro associazioni sono invitati a un evento formativo ibrido sulla politica di coesione europea.

Con l’inizio del nuovo periodo di finanziamento 2021-2027, i fondi della politica di coesione sono stati programmati in tutti gli Stati membri attraverso accordi di partenariato e la maggior parte sta già iniziando ad essere attuata.

Ma come funziona in pratica? Chi è responsabile dell’attuazione dei fondi? Gli Stati membri privilegiano l’approccio centralizzato o decentralizzato per i fondi destinati ai territori? Come vengono coordinati i diversi fondi a livello centrale per evitare sovrapposizioni e come si coordinano con i fondi non appartenenti alla politica di coesione come il dispositivo per la ripresa e la resilienza?

Tutte queste domande, e altre ancora, saranno trattate durante l’evento.

Programma informativo: 30 giugno – 9.30-16.30 Formato: Evento ibrido ( Casa delle città e delle regioni, 1 Square de Meeus, 1000 Bruxelles e via Webex) I partecipanti di persona riceveranno anche una copia della Panoramica sull’attuazione del fondo della politica di coesione

Il CEMR informa che un nuovo studio che sarà pubblicato in occasione di questo evento.

L’agenda pubblica

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La Gazzetta ufficiale C442 del 22 novembre avverte della pubblicazione della Relazione speciale della Corte dei Conti europea: — «Sinergie tra Orizzonte 2020 e i Fondi strutturali e d’investimento europei – Il potenziale non è sfruttato appieno»

Secondo i quadri giuridici 2014-2020 dei principali programmi dell’UE a sostegno della ricerca e dell’innovazione (Orizzonte 2020 e Fondi strutturali e di investimento europei), scrive la Corte, la Commissione europea e le autorità nazionali sono tenute per legge a stabilire sinergie tra di loro.

La Corte dei Conti europea ha valutato il grado di attuazione di quattro tipi di sinergie e abbiamo concluso che variava in base al tipo. In particolare, mentre le misure per creare sinergie a monte (ad es. il sostegno ai centri di ricerca) sono state ben attuate, le misure per creare sinergie a valle (ad es. finanziamento della valorizzazione dei risultati della ricerca) sono state scarsamente attuate.

Le differenze nei quadri giuridici, la cooperazione limitata tra le parti interessate della ricerca e dell’innovazione dei programmi e l’assenza di interoperabilità tra le banche dati dei loro progetti hanno limitato la possibilità di creare sinergie. La Corte formula raccomandazioni per affrontare questi problemi per aumentare l’uso delle sinergie.Secondo i quadri giuridici 2014-2020 dei principali programmi dell’UE a sostegno della ricerca e dell’innovazione (Orizzonte 2020 e Fondi strutturali e di investimento europei), la Commissione e le autorità nazionali sono tenute per legge a stabilire sinergie tra di loro..

Relazione speciale 23/2022: Sinergie tra Orizzonte 2020 e Fondi strutturali e di investimento europei – Non ancora sfruttate appieno le potenzialità (ITALIANO-PDF)
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L’Italia avrà a disposizione da qui al 2027 altri 75 miliardi dei Fondi strutturali e di investimento per lo sviluppo e la coesione territoriale; 25,5 miliardi finanzieranno i programmi nazionali, dalla salute alla transizione verde, mentre la fetta più consistente, 48,5 miliardi, sarà gestita a livello regionale.

Lo rende noto il sito European Data News Hub.

In totale, l’Italia potrà contare su 75,3 miliardi, di questi 43 sono risorse in arrivo da Bruxelles, il resto è la quota di cofinanziamento nazionale. Una quantità di risorse senza precedenti, ha sottolineato la commissaria Ferreira: “Sono qui per dare un segno della fiducia da parte dell’Europa che l’Italia riuscirà superare questa crisi, senza sprecare questa opportunità meravigliosa di sfruttare le risorse messe a disposizione per risolvere tanti problemi. L’Europa è con gli italiani”.

L’accordo tra il governo italiano e la Commissione europea siglato recentemente a Roma individua la strategia e le priorità per l’impiego dei Fondi, in base a cinque obiettivi strategici fissati da un apposito regolamento Ue, per un’Europa più “intelligente”, “verde”, “connessa”, “sociale e inclusiva”, “vicina ai cittadini”. Questi dovranno fare da sfondo alle strategie dei singoli Paesi.

l’Italia prevede 10 Programmi nazionali, finanziati con 25,5 miliardi, e tra le novità ci sono il nuovo programma dedicato alla salute nelle regioni meno sviluppato, il potenziamento di quello rivolto alle città metropolitane, allargato alle medie città del Sud, e quello per la transizione giusta, che ha una specifica dotazione (Just transition fund).

Una quota più ampia, da 48,5 miliardi, è destinata ai programmi regionali. Quasi i due terzi del totale delle risorse, 47,9 miliardi, andranno al Sud Italia. Trenta miliardi del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo Plus (Fse+) saranno investiti con l’obiettivo di ridurre il divario tra le regioni in termini di attività economica, opportunità di lavoro, istruzione e accesso ai servizi e all’assistenza sanitaria. Oltre 8,7 miliardi di euro saranno destinati a rendere l’energia più accessibile, pulita e sicura per investire in un’economia circolare e a basse emissioni di carbonio, nonché in ristrutturazioni efficienti dal punto di vista energetico negli edifici pubblici. Altri 1,2 miliardi saranno impiegati per migliorare la rete idrica, un miliardo accompagnerà la transizione verde, specie in aree più coinvolte come il Sulcis Iglesiente e la zona di Taranto.

L’ACCORDO DI PARTENARIATO UE-ITALIA PER I FONDI DI COESIONE (INFOGRAFICA)

Fonte: ednHUB
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È stato pubblicato su OpenCoesione l’ultimo aggiornamento relativo all’attuazione dei progetti delle politiche di coesione, con dati riferiti al 28 febbraio 2022.

OpenCoesione è una iniziativa di open government sulle politiche di coesione in Italia, coordinata dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri istituito in seguito alla trasformazione del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (DPS) del Ministero dello sviluppo economico.

Gli interventi visualizzati sul portale, relativi ai cicli di programmazione 2007-2013 e 2014-2020, scrive il sito, sono 1.777.543 (oltre 34 mila in più rispetto al rilascio dei dati al 31 dicembre 2021).

Il costo pubblico complessivo dei progetti monitorati è ora pari a 203,5 miliardi di euro, composti da 109,5 miliardi riferiti a progetti relativi al ciclo di programmazione 2014-2020 e 94,3 miliardi riferiti al ciclo di programmazione 2007-2013.

Per quanto riguarda i pagamenti, il totale è pari a 105,8 miliardi di euro, di cui 39,4 miliardi nell’ambito del ciclo di programmazione 2014-2020 e 66,4 miliardi di euro per il ciclo 2007-2013.

Accanto al costo pubblico sono indicate le “risorse coesione”, ovvero quelle risorse provenienti dal bilancio europeo (Fondi Strutturali) e nazionale (cofinanziamento nazionale ai Fondi Comunitari, Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e risorse del Piano d’Azione per la Coesione). Sul costo pubblico complessivo, le “risorse coesione” sono pari a 173,5 miliardi: la differenza è costituita dalle cosiddette “risorse attratte”, ovvero altri finanziamenti pubblici a valere su risorse ordinarie dello Stato o degli enti locali che coprono in parte l’investimento e a cui le risorse della politica di coesione fanno da volano.

I Piani e i Programmi attualmente monitorati sono 308. Per la prima volta entra in monitoraggio (nel periodo dell’ultimo bimestre) un nuovo Programma, relativo al ciclo di programmazione 2014-2020. Si tratta del Programma Operativo Complementare (POC) ENERGIA E SVILUPPO DEI TERRITORI, con 13 progetti monitorati per un costo pubblico monitorato di 10,9 milioni di euro.

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