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Il 9 maggio, festa dell’Europa, scende in campo la forza federalista: AICCRE, Movimento Federalista europeo (MFE) e Movimento europeo hanno organizzato una diretta Facebook con parlamentari europei alle ore 14 e 30 per rilanciare il processo di integrazione europea, messo ulteriormente a dura prova dalle iniziale incertezze dell’UE nell’affrontare la crisi legata alla pandemia del COVID-19.
Per l’AICCRE parteciperà il Presidente Stefano Bonaccini.

Tra gli ospiti: gli europarlamentari Sandro Gozi e Brando Benifei; Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei deputati; Tommaso Nannicini, intergruppo fedelarista del Senato; Bruno Tabacci, integruppo federalista della Camera; Antonio Misiani, viceministro dell’economia; Debora Serracchiani, parlamentare; Daniela Rondinelli (Parlamento europeo),Domenec Devesa, Gruppo Spinelli al Parlamento europeo; Monica Frassoni dei Verdi europei; Giuseppe Gallo, Presidente Fondazione Tarantelli.

Abbiamo constatato quanto una Unione legata a logiche intergovernative abbia fatto emergere ancora una volta egoismi ed incertezze, proprio in un momento in cui sarebbero state necessarie come non mai solidarietà, unità e coesione.

E’ tempo di riformare l’Unione e farlo in senso federalista. A 70 anni dalla Dichiarazione Schuman, come ribadito anche dal documento congiunto, la forza federalista si appella al Parlamento europeo perché colga l’occasione dell’anniversario per rivendicare – a nome delle cittadine e dei cittadini che lo hanno eletto – quel potere costituente che possa aprire la strada ad una costituzione federale per l’Europa.

Sarà molto importante, in questa prospettiva, anche il ruolo degli enti locali e regionali che, attraverso l’AICCRE ed il CCRE/CEMR, hanno offerto dal secondo dopoguerra in poi un decisivo contributo politico al processo di integrazione europea ed al radicamento della democrazia e della cultura europeista nei territori. Basti pensare alla lunga battaglia dell’AICCRE e del CCRE/CEMR, iniziata negli anni 50 dello scorso secolo e sostenuta da migliaia di amministratori locali europei, affinché il Parlamento europeo fosse eletto dai cittadini.

“La crisi che stiamo vivendo può essere una straordinaria opportunità di rinascita e di rilancio del progetto europeo, se si capiscono e si correggono gli errori di fondo”, ha commentato Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE. “Per quanto concerne la futura UE chiediamo più Europa con un Governo politico europeo, controllato dal Parlamento europeo, una unione fiscale, un governo economico ed un ruolo politico più importante per gli enti locali e regionali, che devono essere coinvolti strutturalmente e permanentemente nelle decisioni che li riguardano”.

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Intervista del 1 aprile del “Quotidiano Nazionale” al Presidente della Regione Emilia-Romagna, dell’ AICCRE e del CCRE/CEMR Stefano Bonaccini.

📌 Governatore, con l’eurodeputato Carlo Calenda, il governatore Giovanni Toti e altri sindaci ha pubblicato una lettera sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, chiedendo solidarietà alla Germania. Perché?
«Siamo davanti a una pandemia globale. Il compito dell’Europa è affrontare insieme questa fase di emergenza e soprattutto realizzare misure straordinarie per sostenere le imprese e le famiglie del continente. Guai, se una volta rialzati, non avessimo già a disposizione gli strumenti necessari per la ripresa».
📌 Eppure la sensazione pare più quella del ‘Ognuno si salva da solo’.
«In questo caso, saremmo tutti travolti. Se l’Europa non sarà parte della soluzione allora sarà parte del problema. Purtroppo, al momento la Germania dà spazio a chi si appella solo alle ragioni di bilancio e degli egoismi nazionali, Olanda in testa. Per questo le chiediamo di prendere una strada diversa. L’Europa nasce dalle macerie della guerra, dalla fratellanza, dalla solidarietà. Fino a quando l’interesse comune ha guadagnato spazio sugli egoismi nazionali tutti i Paesi sono cresciuti; da quando invece è iniziato a prevalere l’interesse di parte siamo diventati la parte del mondo che cresce di meno e che invecchia di più».
📌 Insisterete sugli eurobond?
«Attraverso l’emissione di bond europei, un debito comune e quindi non dei singoli Stati, chiediamo che si finanzi un grande piano di misure sanitarie, sociali ed economiche».
📌 Molti dei nostri anziani trovano similitudini fra la situazione attuale e il periodo di guerra: all’epoca si ripartì con la solidarietà, ad esempio con l’accordo del ’53 che aiutò proprio la Germania riducendone il debito. I tedeschi dovrebbero ripassare un po’ la storia?
«La storia deve essere fonte di insegnamento per tutti, tedeschi compresi. Mi lasci dire una cosa: come Emilia-Romagna abbiamo un rapporto di collaborazione storico con il Land tedesco dell’Assia, fondato sulla cooperazione e la solidarietà. Nei giorni scorsi ci hanno proposto di accogliere nei loro ospedali pazienti positivi della nostra regione. Sono convinto che la Germania sia anche questo».
📌 Ma il disinteresse del Nord Europa (anche Olanda e Svezia) si espande. Da cosa deriva?
«Per troppo tempo la politica ha alimentato paure ed egoismi, basta guardare a casa nostra. Ora ciascun governo vede bene che c’è una difficoltà comune, un interesse comune, un’opportunità comune; solo che teme di sentirsi rinfacciare dalla propria opinione pubblica gli stessi messaggi sbagliati che per anni ha elargito a piene mani e in modo irresponsabile. Ricordiamoci che mentre qualcuno qui diceva ‘Prima gli italiani’, altrove altri ripetevano ‘Prima gli olandesi’, ‘Prima i tedeschi’. Per questo oggi è così difficile cambiare».
📌 Quale può essere una proposta, se continuerà il no agli eurobond dedicati al virus?
«L’Italia sta lavorando per una soluzione comune. Siamo di fronte alla crisi più grave dalla Seconda guerra mondiale, servirà un impiego di risorse enorme e non credo ci siano alternative a un’operazione di reperimento fondi a costi azzerati e spalmata sul lunghissimo periodo».
📌 Se continueranno queste divisioni, l’Europa non rischia di soccombere, come ha detto Jacques Delors?
«La risposta è semplice: sì, il rischio è esattamente questo. Pur in una situazione drammatica, l’Unione europea e le istituzioni comunitarie hanno forse l’ultima occasione per dimostrare di avere un’anima, quella da cui e per cui è nata».
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Al via la XIII edizione dei premi Regiostars, il riconoscimento assegnato annualmente dalla Commissione europea ai progetti regionali più innovativi finanziati attraverso la politica di coesione. C’è tempo fino al 9 maggio per inviare la documentazione richiesta e candidarsi a vincere in una delle seguenti cinque categorie: Transizione industriale per un’Europa intelligente (crescita intelligente);
Economia circolare per un’Europa verde (crescita sostenibile);
Competenze e istruzione per un’Europa digitale (crescita inclusiva);
Coinvolgimento dei cittadini per città europee coese (sviluppo urbano);
30 anni di Interreg: responsabilizzazione dei giovani per la cooperazione transfrontaliera (argomento dell’anno).
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