Sul sito del Parlamento europeo è possibile seguire un link sulle proiezioni dei seggi del nuova Parlamento di Strasburgo.

Le proiezioni sulla composizione del Parlamento si basano sulla struttura del Parlamento uscente e dei suoi gruppi politici, senza pregiudicare la composizione del prossimo Parlamento nella sua sessione costitutiva.

Tutti i partiti nazionali senza un’affiliazione ufficiale attuale a un gruppo politico (e che non sono nel gruppo dei “non iscritti”) sono assegnati a una categoria di partecipazione denominata “Altri”, indipendentemente dal loro orientamento politico.

Le proiezioni dei seggi continueranno a essere aggiornate e pubblicate sul sito dei risultati elettorali.

Sullo stesso sito, sono disponibili i risultati nazionali, i seggi per gruppo politico e Paese, la ripartizione per partiti nazionali e gruppi politici (presto disponibile) e l’affluenza alle urne (presto disponibile). Sarà inoltre possibile confrontare i risultati, verificare le maggioranze o creare il proprio widget.
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La Gazzetta ufficiale serie C del 31 maggio pubblica la Risoluzione del Comitato economico e sociale europeo (CESE): Al voto per un’Unione europea unita, democratica, competitiva, sostenibile e sociale.

“Alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo, noi, membri del Comitato economico e sociale europeo, rappresentanti delle organizzazioni della società civile, invitiamo tutti voi cittadini dell’UE a esercitare il vostro diritto democratico di voto.

Il Parlamento europeo è l’unico organo dell’Unione europea direttamente eletto, con poteri di codecisione sulle leggi e il bilancio dell’UE e facoltà congiunta di nomina dei commissari europei.

Quando vi recherete alle urne all’inizio di giugno avrete la possibilità, in quanto cittadini dell’UE, di eleggere i membri del Parlamento europeo e di votare per un’integrazione europea più forte.

L’Unione europea è una storia di successo.

Abbiamo certo attraversato tempi difficili, ma nessuno può negare che l’Unione europea ha garantito pace, democrazia, prosperità economica e progresso sociale ai suoi Stati membri e ai cittadini europei.

Grazie all’Unione, siamo liberi di lavorare, studiare e fare affari in tutti gli Stati membri.

Tuttavia, abbiamo ancora di fronte delle sfide. Oggi i problemi più urgenti per noi sono l’aumento del costo della vita e dell’inflazione, le guerre combattute alle soglie dell’Europa, la migrazione, l’emergenza climatica e il restringersi dello spazio civico.

Nessun paese dell’UE può affrontare queste sfide da solo. Il nazionalismo, il populismo e le soluzioni a livello di singoli Stati non sono le risposte giuste. Lo sono invece la collaborazione, la cooperazione e la convergenza.

Solo con un’Unione europea unita, democratica, competitiva, sostenibile e sociale possiamo compiere passi avanti concreti per risolvere questi problemi e correggere le disuguaglianze e le disparità all’interno degli Stati membri e tra di essi.

L’UE si fonda sui valori comuni di democrazia, difesa dei diritti umani, libertà di espressione, Stato di diritto, tolleranza, giustizia, non discriminazione, uguaglianza, solidarietà e partecipazione democratica. Questi nostri valori devono essere consolidati, difesi e tutelati in permanenza. E occorre scongiurare a ogni costo la povertà e l’esclusione sociale.

Sappiamo bene, ormai, che la pace può essere duratura solo nelle economie e nelle società contraddistinte dalla coesione territoriale e sociale, dal rispetto dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto e da standard elevati di giustizia sociale. L’UE deve quindi imporsi come un attore influente a livello globale al fine di prevenire e risolvere i conflitti, investire nel multilateralismo e costruire una pace durevole.

Solo un’Unione europea forte sarà in grado di preservare il proprio modello economico e sociale garantendo, con efficacia ed equità, la sicurezza economica e alimentare, la competitività globale e la duplice transizione verde e digitale, che trasformeranno il nostro modo di vivere, di produrre, di lavorare e di consumare.

Battiamoci per un’Unione europea che ponga al centro TUTTI i suoi cittadini, offrendo a ciascuno delle opportunità e permettendo a tutti di realizzare pienamente il proprio potenziale e di partecipare attivamente alla vita civica e ai processi politici in ambito nazionale ed europeo.

Sosteniamo un’Unione europea allargata che ci consenta di vivere in una società pacifica e aperta, nella quale l’ambiente sia tutelato, ognuno di noi goda del dovuto rispetto e tutti siamo saldamente uniti da un’identità europea con le sue molteplici culture.

Noi, in quanto membri del Comitato economico e sociale europeo, lavoriamo insieme per costruire un’UE che produca risultati e dia risposte più efficaci alle aspettative e alle esigenze quotidiane tanto dei suoi cittadini quanto dei suoi lavoratori e delle sue imprese.

Facciamo dunque fronte comune e votiamo per un’Unione europea unita, democratica, competitiva, sostenibile e sociale.

Il vostro voto conta”.

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Il Colosseo di Roma, la Mole Antonelliana di Torino e Castel dell’Ovo a Napoli, sono alcuni dei monumenti che saranno illuminati per celebrare il 9 maggio, la Giornata dell’Europa, ad un mese esatto dalle elezioni europee (6-9 giugno). Gli edifici esporranno lo slogan della campagna elettorale “Usa il tuo voto. O saranno altri a decidere per te” o la bandiera europea tra mercoledì 8 maggio e giovedì 9 maggio.

Lo rende noto il sito del Parlamento europeo. >br>
All’iniziativa partecipano più di 60 città in tutta Europa.Tra gli altri edifici e monumenti simbolo che partecipano all’iniziativa ci sono il Samuel Beckett Bridge e gli edifici del Parlamento nazionale a Dublino, il municipio di Vilnius, Il Forte Sant’Angelo a Birgu, il Palazzo presidenziale di Bratislava, piazza Cibeles a Madrid e il Parlamento nazionale di Bucarest, solo per citarne alcuni. Con queste illuminazioni nelle città di tutto il continente, il Parlamento europeo e le autorità nazionali e locali collaborano per inviare un messaggio a 440 milioni di cittadini europei sull’importanza che queste elezioni europee avranno per il futuro di tutti..

Durante la serata del 9 maggio a Roma ci sarà l’accensione simbolica, con i colori dell’Unione europea, di edifici e luoghi culturali che in Italia rappresentano la storia e l’identità europea, come palazzi comunali, piazze, siti archeologici. L’iniziativa, in collaborazione con l’Associazione Civita, Enel, ANCI e Ministero dei Beni Culturali, coinvolge anche altre capitali europee, e sarà anticipata già l’8 maggio in alcune città come Milano (Castello Sforzesco e Arco della Pace), Firenze (Chiesa di Santa Maria Novella), Napoli (Castel dell’Ovo) e Siracusa (Il teatro greco e l’orecchio di Dionisio), solo per citare alcuni esempi. L’iniziativa verrà inoltre ripetuta l’8 e 9 giugno..

La Giornata dell’Europa, che si celebra il 9 maggio di ogni anno, celebra la pace e l’unità in Europa. La data segna l’anniversario della storica “dichiarazione Schuman” che ha esposto l’idea di una nuova forma di cooperazione politica in Europa, al fine di rendere impensabile la guerra tra le nazioni europee. La proposta di Schuman è considerata l’inizio di quella che oggi è l’Unione europea. La Giornata dell’Europa non è solo un giorno di memoria, ma anche un giorno per riflettere sul nostro futuro condiviso. La vicinanza della giornata alle elezioni la rende un’occasione più significativa che mai.

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I finanziamenti e gli investimenti negli enti locali e regionali devono essere protetti.
I partner europei del dialogo sociale settoriale per i sindacati dei governi locali e regionali sono preoccupati per la revisione delle regole di governance economica dell’UE.


Il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE/CEMR) e la Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici (FSESP) temono che la proposta riduzione della spesa pubblica possa avere un impatto negativo sui servizi essenziali forniti dai governi locali e regionali.

Le istituzioni dell’UE stanno attualmente riformando il quadro di governance economica dell’UE. I calcoli del Bruegel Institute indicano che diversi Stati membri dovranno ridurre la spesa pubblica nel 2025 e nei prossimi anni, spesso nell’ordine di miliardi di euro, nell’ambito di questo mandato.

Questa non sarebbe la prima volta che l’UE dà indicazioni agli Stati membri per ridurre la spesa pubblica, scrive il CCRE/CEMR sul proprio sito. Gli effetti di tali misure hanno avuto un forte impatto sui finanziamenti ai governi locali e regionali e, quindi, sulla loro capacità di fornire servizi di qualità ai cittadini. I governi locali sono i primi a rispondere ai bisogni immediati dei cittadini: forniscono servizi che consentono a tutte le nostre comunità di prosperare. Dalla pubblica amministrazione all’edilizia abitativa e ai servizi sociali, dai vigili del fuoco alla raccolta rifiuti: sottofinanziare significa mettere a repentaglio l’erogazione e la qualità dei servizi ai cittadini.

I finanziamenti insufficienti per i governi locali e regionali aggravano le disuguaglianze e le disparità tra regioni e comuni, nonché tra aree rurali e urbane. Senza risorse adeguate, gli enti locali e regionali faticano ad affrontare questioni urgenti quali la disoccupazione, la carenza di manodopera e di competenze, le condizioni di lavoro, l’inclusione sociale e la transizione digitale e verde.

Inoltre, le riduzioni della spesa pubblica colpiscono più duramente le donne. Il sottofinanziamento contribuisce alla persistenza del divario retributivo di genere nell’UE, dato che la maggioranza dei lavoratori del settore sono donne, spesso a bassa retribuzione. Inoltre, le donne dipendono maggiormente dai servizi pubblici locali.

Inoltre, i governi locali e regionali garantiscono la democrazia e la parità di accesso per tutti i cittadini. A soli due mesi dalle elezioni europee, è importante ricordare che sottofinanziare i governi locali significa sottofinanziare le nostre democrazie.

Il CCRE/CEMR Esorta i politici europei a valutare attentamente le implicazioni che la riforma del quadro di governance economica avrà sui governi locali e regionali nell’UE. “L’impatto di queste norme non può ostacolare la capacità dei governi locali e regionali di adempiere al proprio mandato e fornire servizi essenziali ai cittadini. In quanto parti sociali settoriali nei governi locali e regionali, ci impegniamo a continuare a sostenere l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali verso un’Europa sociale per tutti. Questa riforma economica non deve limitare questa ambizione europea”, afferma il CCRE/CEMR.

Il CCRE/CEMR si aspetta “regole di governance economica che proteggano i finanziamenti e gli investimenti di cui i governi locali e regionali hanno bisogno per servire le loro comunità con i servizi che i cittadini europei meritano”.
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Le elezioni del Parlamento europeo del 2024 si terranno dal 6 al 9 giugno 2024. Eurostat, l’ufficio statistiche dell’UE, informa di aver chiesto agli Istituti nazionali di statistica degli Stati membri dell’UE una raccolta dati dedicata sul numero di persone aventi diritto al voto.

Le stime nazionali mostrano che, nelle date delle elezioni, il maggior numero di elettori aventi diritto è previsto in Germania (64,9 milioni di persone), Francia (49,7 milioni) e Italia (47 milioni). I numeri più bassi sono attesi a Malta (0,4 milioni), Lussemburgo (0,5 milioni) e Cipro (0,7 milioni).

Per quanto riguarda gli elettori per la prima volta (persone che hanno raggiunto l’età per votare dalle ultime elezioni europee del 2019), i numeri più alti sono attesi in Germania (5,1 milioni di persone), Francia (4 milioni) e Italia (2,8 milioni). I numeri più bassi sono previsti a Malta (20.000 persone), Cipro (37.000) ed Estonia (70.000). Le quote più alte di elettori per la prima volta sono previste in Belgio, Francia e Germania con rispettivamente il 9,7%, 8,0% e 7,9% di tutti gli aventi diritto.

Eurostat, Elezioni europee 2024

Eurostat e metadati nazionali sulla raccolta dati dedicataù
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In vista delle elezioni europee e alla vigilia di una riunione del Consiglio europeo, oltre 3.500 leader locali e regionali di tutta Europa si sono riuniti a Mons per definire l’agenda per il futuro dell’Europa, ribadendo il loro potere di realizzare e affrontare le sfide a livello locale.

Nel corso del 10° Vertice europeo delle regioni e delle città svoltosi a Mons, che ha segnato anche il 30 ° anniversario del Comitato europeo delle regioni (CdR), i leader locali e regionali hanno presentato una dichiarazione al primo ministro belga Alexander De Croo, in rappresentanza dell’attuale presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. La “Dichiarazione di Mons” delinea le priorità per un futuro dell’Europa più forte, più giusto e più resiliente.

Richieste chiave della Dichiarazione di Mons:

Incentivare gli investimenti pubblici: sono necessarie maggiori risorse di bilancio per affrontare le sfide attuali e future. Gli investimenti dovrebbero essere guidati dal principio “non danneggiare la coesione” e riconoscere che la politica di coesione deve continuare a essere lo strumento più importante e visibile dell’UE per ridurre le disparità, rafforzare la competitività dell’UE e catalizzare la trasformazione innovativa a lungo termine.

Soluzioni locali per gli obiettivi climatici: le autorità locali e regionali dovrebbero avere accesso diretto ai finanziamenti dell’UE per sviluppare soluzioni innovative che aiutino a raggiungere gli obiettivi del Green Deal, raggiungere la neutralità climatica e promuovere lo sviluppo sostenibile e la prosperità economica.

Affrontare le esigenze regionali: tutte le politiche dell’UE dovrebbero promuovere le pari opportunità, combattere la povertà, garantire posti di lavoro e garantire l’uguaglianza di genere in tutte le regioni, riconoscendo le loro diverse caratteristiche, comprese quelle rurali, urbane e ultraperiferiche.

Allargamento e riforme dell’UE: i leader regionali e locali dovrebbero essere coinvolti nella preparazione delle riforme dell’UE e del processo di allargamento. I preparativi per l’allargamento con tutti i paesi candidati dovrebbero basarsi sul principio del partenariato e promuovere la governance multilivello e il decentramento.

Sussidiarietà attiva: il Comitato europeo delle regioni dovrebbe avere un ruolo più forte nella struttura istituzionale dell’UE e nel processo legislativo. Nelle future riforme dell’UE, il livello locale e regionale della democrazia europea dovrebbe essere rafforzato attraverso riforme attive di sussidiarietà.

Prima dell’adozione della Dichiarazione di Mons, i leader dei gruppi politici del Parlamento europeo e molti dei loro principali candidati si sono rivolti ai politici locali e regionali in una sessione dedicata alle elezioni europee. Promuovere l’impegno democratico e contribuire a un dibattito pubblico aperto sulle sfide e sulle opportunità dell’UE sono gli obiettivi principali del CdR per mobilitare i cittadini europei al voto.

La dichiarazione del vertice dei leader locali e regionali servirà da posizione delle regioni e delle città ai leader delle istituzioni dell’UE e ai capi di Stato e di governo che si riuniranno a Bruxelles il 21 e 22 marzo in vista delle elezioni europee.

Dichiarazione di Mons

Sito del vertice

Memorandum d’intesa tra il CdR e il Parlamento europeo sulle elezioni europee
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Nella plenaria di marzo del Comitato economico e sociale europeo, che si terrà a Bruxelles il 20 e 21 marzo 2024, le elezioni europee del 2024 saranno in prima linea nelle discussioni.

Con dibattiti chiave su argomenti come il futuro del mercato unico, approfondimenti sulle elezioni europee del 2024 attraverso la lente della società civile, discussioni sulla situazione umanitaria a Gaza e elaborazione di una forte agenda strategica sociale per l’Europa.

Sessione plenaria in streaming web
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Gli Stati membri dell’Unione europea, con il sostegno della Commissione e dell’ENISA, Agenzia dell’UE per la cibersicurezza, hanno pubblicato un nuovo compendio su come proteggere l’integrità delle elezioni dal punto di vista della cibersicurezza. Dalle ultime elezioni europee del 2019, scrive la Commissione nel comunicato, il panorama delle minacce è peggiorato, in particolare con l’aumento degli hacktivisti e dell’abilità degli autori di minacce.

Allo stesso tempo, i processi elettorali sono progrediti tecnologicamente. Il manuale si concentra pertanto su un aggiornamento del panorama delle minacce elettorali, studi di casi nuovi e rivisti, migliori pratiche in materia di cibersicurezza e un esame delle potenziali minacce derivanti dalle tecnologie emergenti che potrebbero incidere sulla tenuta delle elezioni, in particolare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (in inglese FIMI), la disinformazione sui social media, l’intelligenza artificiale e i “deep fake”.

Nel nuovo compendio sono presenti raccomandazioni agli Stati membri, azioni da intraprendere e consigli utili per far fronte a incidenti informatici che possono verificarsi durante i processi elettorali. Le misure proposte includono le migliori pratiche in materia di condivisione delle informazioni, di sensibilizzazione e di formazione, di gestione dei rischi, di sostegno alla cibersicurezza per campagne, partiti e candidati, e di tecnologia di voto elettronico. Infine, questa edizione tratta anche delle questioni di cibersicurezza soggiacenti a ogni fase del ciclo elettorale. Cliccare qui per saperne di più sul compendio su cibersicurezza ed elezioni e qui per scoprire i lavori del gruppo di cooperazione per le reti e i sistemi informativi (NIS).
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