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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 476 del 15 dicembre pubblica l’avviso della Relazione speciale della Corte dei conti europea «Sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE)».

La pandemia di COVID-19, scrive la Corte, ha avuto ripercussioni economiche che hanno messo in pericolo milioni di posti di lavoro. In tale contesto, l’UE ha istituito uno strumento temporaneo, denominato SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, ossia “strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza”).

Tale strumento ha permesso di fornire agli Stati membri oltre 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti a condizioni favorevoli, per l’estensione o la creazione di nuovi regimi per il mantenimento dei posti di lavoro esistenti.

La Corte conclude che la Commissione, tenendo conto del contesto di emergenza, ha reagito rapidamente alla sfida. Benché alcuni elementi indichino che milioni di persone hanno beneficiato di un finanziamento a titolo di SURE, l’assenza di dati completi a livello di Stati membri limita la capacità della Commissione di valutare il numero di posti di lavoro mantenuti. La Corte raccomanda alla Commissione di valutare l’esperienza di SURE al fine di trarne insegnamenti utili per le crisi future.

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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C474 del 14 dicembre pubblica l’avviso della Relazione speciale della Corte dei conti europea: «Il sostegno dell’UE alla cooperazione transfrontaliera con i paesi limitrofi – Il sostegno è prezioso, ma l’attuazione è iniziata con grande ritardo ed è necessario affrontare i problemi riguardanti il coordinamento».

​​I programmi di cooperazione transfrontaliera, scrive la Corte, sono un elemento essenziale della politica europea di vicinato e, fino a poco tempo fa, erano rimasti anche uno dei pochi ambiti di cooperazione con la Russia.

La Corte ha rilevato che i programmi hanno risposto ad esigenze specifiche e fornito un sostegno utile e prezioso alle regioni situate su entrambi i lati delle frontiere esterne dell’UE. Tuttavia, tali programmi hanno iniziato ad essere attuati con notevole ritardo, non erano sufficientemente complementari ad altri programmi finanziati dall’UE e il coinvolgimento delle delegazioni UE nei paesi limitrofi era insufficiente.

La Corte formula raccomandazioni su come ovviare a questi problemi di coordinamento e complementarità e rafforzare il monitoraggio dei risultati dei programmi. Tale aspetto sarà fondamentale, dal momento che la cooperazione transfrontaliera dovrà affrontare in futuro le sfide poste dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, che ha messo fortemente in dubbio l’attuazione di metà dei programmi proposti per il periodo 2021-2027.

LA RELAZIONE COMPLETA IN ITALIANO (PDF)
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Secondo la Corte dei conti europea, gli errori nelle spese finanziate dal bilancio dell’UE sono aumentati. Benché nella relazione annuale pubblicata il 13 ottobre la Corte concluda che i conti dell’UE per l’esercizio finanziario 2021 forniscono un’immagine fedele e veritiera della situazione finanziaria e che le entrate possono essere ritenute prive di errore, vi sono ancora troppi errori nei pagamenti. La Corte individua inoltre rischi riguardanti i fondi UE messi a disposizione in risposta alla crisi da coronavirus e alla guerra di aggressione in Ucraina. Per la prima volta, la relazione contiene un giudizio di audit distinto sullo strumento temporaneo per la ripresa: il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF).

La Corte rileva che il livello complessivo degli errori nelle spese finanziate dal bilancio dell’UE è aumentato nel 2021, raggiungendo il 3,0 % (nel 2020 era del 2,7 %). Circa due terzi (63,2 %) delle spese sottoposte ad audit sono state ritenute ad alto rischio, anche in questo caso un aumento rispetto al 2020 (59 %) e agli esercizi precedenti. Le norme e i criteri di ammissibilità che disciplinano questo tipo di spese sono spesso complessi, aumentando la probabilità di errori. La spesa ad alto rischio continua ad essere inficiata da errori rilevanti, per una percentuale stimata per il 2021 al 4,7 % (nel 2020 era del 4,0 %).

Giudizio di audit negativo sulla spesa a titolo del bilancio dell’UE

Come per gli ultimi due esercizi, la Corte ha concluso che il livello di errore nelle spese ad alto rischio era pervasivo, ed ha emesso un giudizio di audit negativo sulla spesa dell’UE relativa al 2021.

Il livello di errore stimato non misura la frode, l’inefficienza o gli sprechi, precisa la Corte, ma è una stima delle risorse finanziarie che non sono state utilizzate nel pieno rispetto delle norme nazionali e dell’UE. Tuttavia, nel corso del loro lavoro, gli auditor della Corte hanno individuato anche 15 casi di presunta frode (rispetto ai sei per il 2020). Tali casi sono stati segnalati all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) che ha già avviato indagini per cinque di essi. Parallelamente, un caso è stato segnalato alla Procura europea (EPPO), insieme ad un altro caso che la Corte aveva individuato nel 2021.

Primo giudizio di audit sulla spesa a titolo dell’RRF

Quest’anno l’audit della Corte ha riguardato per la prima volta l’RRF, la principale componente del pacchetto “NextGenerationEU” (NGEU) da 800 miliardi di euro, varato dall’UE per attenuare le conseguenze economiche della pandemia. Mentre la spesa del bilancio UE è basata sul rimborso dei costi dichiarati e sul rispetto di determinate condizioni, i finanziamenti agli Stati membri nel quadro dell’RRF gli Stati sono erogati in base al conseguimento di traguardi e obiettivi predefiniti. Nel 2021 è stato eseguito un solo pagamento a titolo dell’RRF, destinato alla Spagna. La Corte ha riscontrato che uno dei 52 traguardi inclusi nella domanda di pagamento della Spagna non era stato pienamente raggiunto, anche se l’impatto ad esso associato non è stato ritenuto rilevante. La Corte ha però individuato alcune debolezze nella valutazione dei traguardi attuata dalla Commissione ed ha richiesto di migliorare in futuro questo tipo di valutazioni.

La Corte rileva che la valutazione della Commissione sulla legittimità e regolarità dei pagamenti nel quadro dell’RFF non prende in esame la conformità ad altre norme UE e nazionali; di conseguenza, la Corte non si pronuncia al riguardo. Tale aspetto verrà esaminato separatamente nel corso di futuri audit, quando la Commissione europea avrà ultimato il proprio lavoro a tale riguardo. Inoltre, l’efficacia delle diverse riforme previste nei traguardi sarebbe piuttosto un tema da trattare in future relazioni speciali ad hoc.​

La risposta alla pandemia e alla guerra di aggressione in Ucraina accresce i rischi per il bilancio

L’esposizione totale del bilancio dell’UE ai futuri obblighi potenziali è più che raddoppiata nel 2021, passando da 131,9 a 277,9 miliardi di euro. Tale aumento è ascrivibile principalmente all’emissione di obbligazioni per 91,0 miliardi di euro per finanziare il pacchetto NGEU e all’aumento di 50,2 miliardi di euro per l’assistenza finanziaria per aiutare gli Stati membri a proteggere l’occupazione e i lavoratori colpiti dagli effetti della pandemia.

La Corte mette in guardia anche contro i rischi che la guerra di aggressione in Ucraina comporta per il bilancio dell’UE. Alla fine del 2021, l’Ucraina aveva prestiti in essere per un valore nominale di 4,7 miliardi di euro nel quadro di molteplici programmi dell’UE. La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha concesso all’Ucraina prestiti, coperti da garanzie dell’UE, per un valore di 2,1 miliardi di euro.

Gli impegni non ancora liquidati del bilancio dell’UE sono diminuiti nel 2021, principalmente a causa di ritardi nell’esecuzione dei fondi a gestione concorrente nell’ambito del QFP 2021‑2027: alla fine del 2021 ammontavano a 251,7 miliardi (nel 2020 erano 303,2 miliardi di euro). Tuttavia, gli impegni totali non ancora liquidati (compresi 89,9 miliardi di euro per NGEU) hanno raggiunto il livello record di 341,6 miliardi di euro.

La Corte sottolinea la persistenza di significative differenze tra Stati membri nel tasso di assorbimento dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014‑2020. Mentre Irlanda, Finlandia e Cipro, ad esempio, hanno richiesto oltre tre quarti dei fondi loro assegnati, i tre paesi UE con i tassi di assorbimento più bassi (Croazia, Slovacchia e Malta) hanno utilizzato solo poco più della metà dei fondi loro destinati.

2021 – Sintesi dell’audit dell’UE

Relazioni annuali concernenti l’esercizio finanziario 2021​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
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La Gazzetta ufficiale C350 del 13 settembre informa della pubblicazione della Relazione speciale della Corte dei conti europea su: «Approvvigionamento di vaccini anti-COVID-19 nell’UE – Superate le difficoltà iniziali, le dosi necessarie sono state garantite, ma manca un’adeguata valutazione della performance del procedimento d’appalto»

L’UE ha varato la sua strategia per l’approvvigionamento di vaccini nel giugno 2020. Entro la fine del 2021, aveva stipulato contratti per un valore di 71 miliardi di euro, garantendo un massimo di 4,6 milioni di dosi.

La Corte conclude che l’UE è riuscita a creare un portafoglio di vaccini diversificato per gli Stati membri, nonostante abbia avviato il relativo appalto in ritardo rispetto al Regno Unito e agli Stati Uniti. I contratti stipulati nel 2021 contengono disposizioni più rigorose su aspetti chiave rispetto a quelli firmati nel 2020.

Secondo l’esame della Corte dei Conti, la Commissione disponeva di margini di manovra limitati per superare le difficoltà di approvvigionamento ed è difficile quantificare l’impatto esercitato sull’aumento della produzione di vaccini.

Le raccomandazioni della Corte vertono sulla necessità di trarre insegnamenti e svolgere esercitazioni per testare il nuovo quadro di preparazione alle pandemie dell’UE.


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La Corte dei conti europea cha valutato la resilienza delle istituzioni dell’UE alla prova della COVID-19, ossia come queste abbiano affrontato la pandemia e quali insegnamenti ne abbiano tratto. Lo segnala la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 339 del 5 settembre.

La Corte ha concluso che le istituzioni, pur avendo piani di continuità operativa concepiti per far fronte a perturbazioni di breve durata e diversi livelli di preparazione, hanno dimostrato la propria resilienza a fronte della crisi causata dalla COVID-19 grazie a una risposta rapida e flessibile e ai precedenti investimenti nella digitalizzazione.

Tuttavia, continua la Corte, devono valutare meglio le nuove modalità di lavoro introdotte in risposta alla COVID-19 in un contesto post-crisi.

La Corte raccomanda alle istituzioni di integrare le perturbazioni di lunga durata nei piani di continuità operativa, di proseguire la digitalizzazione dei servizi amministrativi e di valutare l’adeguatezza delle nuove modalità di lavoro nel contesto post-COVID-19.

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RePowerEU, il piano dell’UE per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi, diversificare l’approvvigionamento energetico a livello dell’UE e accelerare la transizione verde, potrebbe dover affrontare sfide pratiche significative, avverte la Corte dei conti europea in un parere pubblicato recentemente. In particolare, secondo la Corte, il successo di REPowerEU dipenderà da azioni complementari a tutti i livelli e dalla garanzia di finanziamenti per circa 200 miliardi di euro.

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il Consiglio europeo ha deciso che l’UE dovrebbe eliminare completamente la sua dipendenza dalle importazioni russe di gas, petrolio e carbone il prima possibile. La Commissione Europea ha quindi presentato il piano REPowerEU, volto ad aumentare la resilienza del sistema energetico dell’UE riducendo la sua dipendenza dai combustibili fossili e diversificando gli approvvigionamenti energetici a livello di UE. Questo obiettivo sarà attuato attraverso la Recovery and Resilience Facility (RRF): le misure a sostegno dell’obiettivo saranno incluse nei capitoli REPowerEU dei piani nazionali di ripresa e resilienza.

“L’invasione russa dell’Ucraina ha acceso i riflettori sulla nostra dipendenza dalle importazioni di gas, petrolio e carbone e l’UE aveva assolutamente bisogno di agire e rispondere rapidamente alle crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza energetica “, ha affermato Ivana Maletić, membro della Corte dei conti europea responsabile del parere. “Ma la nostra opinione è che REPowerEU, nella sua forma attuale, potrebbe non riuscire a identificare e attuare rapidamente i progetti strategici dell’UE con un impatto immediato e massimo sulla sicurezza e l’indipendenza energetica dell’UE“.

REPowerEU potrebbe non rivelarsiall’altezza delle proprie ambizioni
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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C265 dell’11 luglio informa della relazione della Corte dei Conti europea su «Leader e lo sviluppo locale di tipo partecipativo facilitano l’impegno a livello locale, ma i benefici supplementari apportati non sono ancora dimostrati a sufficienza».

LEADER è l’approccio partecipativo e dal basso verso l’alto dell’UE per coinvolgere le comunità locali nello sviluppo dei progetti e nei processi decisionali, informa la Corte dei Conti.

Implica costi e rischi aggiuntivi rispetto ai programmi di spesa principali dell’UE (dall’alto verso il basso).

La Corte ha esaminato se l’approccio LEADER offrisse vantaggi che ne giustificassero i costi e i rischi aggiuntivi e ha riscontrato che più di un decennio dopo, sono stati apportati miglioramenti in alcune aree e che l’approccio LEADER facilita l’impegno locale.

Tuttavia, ci sono ancora poche prove che i benefici superino i costi e i rischi sostenuti. La Corte raccomanda che la Commissione europea valuti in modo completo i costi e i benefici di LEADER e valuti l’approccio di sviluppo locale di tipo partecipativo.

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La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C258 del 5 luglio pubblica l’avviso della pubblicazione della Relazione speciale 14/2022 della Corte dei Conti europea: “La risposta della Commissione alle frodi nella politica agricola comune – È ora di affrontare il problema alla radice”.

Le frodi ledono gli interessi finanziari dell’UE e impediscono alle risorse dell’UE di raggiungere gli obiettivi strategici, scrive la Corte dei Conti. Nella presente relazione, la Corte fornisce una panoramica dei rischi di frode cui è soggetta la politica agricola comune (PAC) e valuta la risposta della Commissione alle frodi nella PAC.br>
La Corte conclude che la Commissione europea ha risposto ai casi di frode nella spesa della PAC, ma non è stata sufficientemente proattiva nell’affrontare l’impatto del rischio dell’accaparramento illegale dei terreni sui pagamenti della PAC, nel monitorare le misure antifrode degli Stati membri e nello sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie.

La Corte raccomanda alla Commissione di intraprendere azioni volte ad approfondire le sue conoscenze sui rischi di frode e sulle misure antifrode per poi intervenire sulla relativa valutazione, nonché di rafforzare il suo ruolo nel promuovere l’uso delle nuove tecnologie per la prevenzione e l’individuazione delle frodi.

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