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La Gazzetta ufficiale serie C del 31 maggio pubblica la Risoluzione del Comitato economico e sociale europeo (CESE): Al voto per un’Unione europea unita, democratica, competitiva, sostenibile e sociale.

“Alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo, noi, membri del Comitato economico e sociale europeo, rappresentanti delle organizzazioni della società civile, invitiamo tutti voi cittadini dell’UE a esercitare il vostro diritto democratico di voto.

Il Parlamento europeo è l’unico organo dell’Unione europea direttamente eletto, con poteri di codecisione sulle leggi e il bilancio dell’UE e facoltà congiunta di nomina dei commissari europei.

Quando vi recherete alle urne all’inizio di giugno avrete la possibilità, in quanto cittadini dell’UE, di eleggere i membri del Parlamento europeo e di votare per un’integrazione europea più forte.

L’Unione europea è una storia di successo.

Abbiamo certo attraversato tempi difficili, ma nessuno può negare che l’Unione europea ha garantito pace, democrazia, prosperità economica e progresso sociale ai suoi Stati membri e ai cittadini europei.

Grazie all’Unione, siamo liberi di lavorare, studiare e fare affari in tutti gli Stati membri.

Tuttavia, abbiamo ancora di fronte delle sfide. Oggi i problemi più urgenti per noi sono l’aumento del costo della vita e dell’inflazione, le guerre combattute alle soglie dell’Europa, la migrazione, l’emergenza climatica e il restringersi dello spazio civico.

Nessun paese dell’UE può affrontare queste sfide da solo. Il nazionalismo, il populismo e le soluzioni a livello di singoli Stati non sono le risposte giuste. Lo sono invece la collaborazione, la cooperazione e la convergenza.

Solo con un’Unione europea unita, democratica, competitiva, sostenibile e sociale possiamo compiere passi avanti concreti per risolvere questi problemi e correggere le disuguaglianze e le disparità all’interno degli Stati membri e tra di essi.

L’UE si fonda sui valori comuni di democrazia, difesa dei diritti umani, libertà di espressione, Stato di diritto, tolleranza, giustizia, non discriminazione, uguaglianza, solidarietà e partecipazione democratica. Questi nostri valori devono essere consolidati, difesi e tutelati in permanenza. E occorre scongiurare a ogni costo la povertà e l’esclusione sociale.

Sappiamo bene, ormai, che la pace può essere duratura solo nelle economie e nelle società contraddistinte dalla coesione territoriale e sociale, dal rispetto dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto e da standard elevati di giustizia sociale. L’UE deve quindi imporsi come un attore influente a livello globale al fine di prevenire e risolvere i conflitti, investire nel multilateralismo e costruire una pace durevole.

Solo un’Unione europea forte sarà in grado di preservare il proprio modello economico e sociale garantendo, con efficacia ed equità, la sicurezza economica e alimentare, la competitività globale e la duplice transizione verde e digitale, che trasformeranno il nostro modo di vivere, di produrre, di lavorare e di consumare.

Battiamoci per un’Unione europea che ponga al centro TUTTI i suoi cittadini, offrendo a ciascuno delle opportunità e permettendo a tutti di realizzare pienamente il proprio potenziale e di partecipare attivamente alla vita civica e ai processi politici in ambito nazionale ed europeo.

Sosteniamo un’Unione europea allargata che ci consenta di vivere in una società pacifica e aperta, nella quale l’ambiente sia tutelato, ognuno di noi goda del dovuto rispetto e tutti siamo saldamente uniti da un’identità europea con le sue molteplici culture.

Noi, in quanto membri del Comitato economico e sociale europeo, lavoriamo insieme per costruire un’UE che produca risultati e dia risposte più efficaci alle aspettative e alle esigenze quotidiane tanto dei suoi cittadini quanto dei suoi lavoratori e delle sue imprese.

Facciamo dunque fronte comune e votiamo per un’Unione europea unita, democratica, competitiva, sostenibile e sociale.

Il vostro voto conta”.

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La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un regime italiano da 600 milioni di € volto a promuovere gli investimenti nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

L’obiettivo del regime è promuovere la cooperazione e l’integrazione tra gli operatori del settore della pesca e dell’acquacoltura e stimolare migliori relazioni di mercato. In particolare, il regime sosterrà lo sviluppo di contratti settoriali, attraverso aiuti agli investimenti che saranno distribuiti tra diversi beneficiari operanti nei diversi segmenti del settore, dalla produzione alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Il regime sarà aperto alle imprese di tutte le dimensioni attive nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Nell’ambito della misura, che durerà fino al 31 dicembre 2029, l’aiuto assumerà la forma di sovvenzioni dirette e/o di finanziamenti agevolati.

La Commissione europea ha valutato il regime alla luce delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, in particolare dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE, che consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di talune attività economiche a determinate condizioni, e degli orientamenti per gli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

La Commissione ha ritenuto che il regime sia necessario e adeguato per incoraggiare gli investimenti pertinenti nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Inoltre, la Commissione ha ritenuto che il regime sia proporzionato in quanto limitato al minimo necessario e che avrà un impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati membri. Su tale base, la Commissione ha approvato il regime italiano ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.109663 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.
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La Commissione europea informa sul sito della Rappresentanza italiana di aver presentato il 27 marzo tre iniziative per promuovere la cooperazione transnazionale tra gli istituti di istruzione superiore, con l’obiettivo ultimo di creare un diploma europeo.

Un diploma europeo volontario, scrive Bruxelles, andrebbe a vantaggio degli studenti e della comunità dell’istruzione superiore, stimolando la mobilità per l’apprendimento all’interno dell’UE e potenziando le competenze trasversali degli studenti. Contribuirebbe a soddisfare la domanda del mercato del lavoro e a rendere i laureati più attraenti per i futuri datori di lavoro, attirando nel contempo studenti provenienti da tutto il mondo e rafforzando la competitività europea.

Le tre iniziative affrontano gli ostacoli giuridici e amministrativi che impediscono alle università partner di istituire programmi di laurea congiunti competitivi a livello di laurea di primo livello, master o dottorato. Le proposte si basano sull’autonomia istituzionale e sulla libertà accademica delle università. Rispettano pienamente le competenze degli Stati membri e dei governi regionali nel settore dell’istruzione superiore.

Il pacchetto della Commissione comprende una comunicazione su un piano per un diploma europeo e due proposte di raccomandazioni del Consiglio a sostegno del settore dell’istruzione superiore: una per migliorare i processi di garanzia della qualità e il riconoscimento automatico delle qualifiche nell’istruzione superiore e l’altra per rendere le carriere accademiche più attraenti e sostenibili.

Sito web UE dedicato al diploma europeo

Scheda informativa UE sul diploma europeo
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L’AICCRE ha svolto la sua prima assemblea generale dei soci a Napoli il 29 febbraio. L’evento è stato caratterizzato da importanti interventi e una vivace partecipazione che hanno messo in evidenza l’impegno dell’AICCRE nel promuovere il dialogo e la cooperazione tra gli enti locali italiani e l’Europa.



Hanno aperto i lavori la Presidente dell’AICCRE Milena Bertani (nella foto) ed il Segretario Oreste Ciasullo, che hanno dato il benvenuto ai partecipanti ed illustrato l’agenda dei lavori. Si è unito ai saluti iniziali anche il Presidente della federazione Campania dell’AICCRE, Vincenzo Germano, ringraziando l’Associazione nazionale per la scelta di Napoli come sede dell’assemblea, evidenziando così la vicinanza dell’Associazione ai territori del sud Italia.

All’assemblea hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali tra cui il Sottosegretario al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Tullio Ferrante, che ha portato il saluto ed il sostegno del governo. Per la Regione invece hanno partecipato il Presidente della prima commissione del Consiglio Regionale della Campania, Giuseppe Sommese, e il consigliere regionale Andrea Volpe.

Il consigliere comunale di Napoli, Luigi Carbone, è intervenuto per portare il saluto della Città, confermando l’interesse del Comune a tornare socio attivo dell’AICCRE. Ha arricchito i lavori, tra gli altri, la presenza giovane e dinamica del consigliere della municipalità di Scampia, Amleto De Vito.



I lavori sono stati coordinati dal direttore dell’AICCRE, Fabio Travaglini (nella foto)che ha ringraziato la Presidente Bertani e l’Ufficio di Presidenza per il programma di rilancio avviato ed ha sottolineato “il nuovo ruolo politico dell’associazione e l’importanza di avvicinare in modo concreto gli enti locali italiani all’Europa”.

Durante l’assemblea sono stati presentati progetti a favore dei soci, con bandi e programmi sui finanziamenti europei a gestione diretta, che coinvolgeranno direttamente i comuni associati all’AICCRE.

Soddisfazione da parte della Presidente Bertani che a margine dei lavori ha sottolineato “la presenza di numerosi amministratori provenienti da tutta Italia che hanno accresciuto l’importanza e il valore dell’iniziativa, confermando l’impegno dell’AICCRE nel promuovere la cooperazione e lo sviluppo a livello locale e europeo”.
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Sei pronto a dare forma alla EURegionsWeek2024? Le candidature per partecipare a EURegionsWeek2024 sono aperte.

La Settimana europea delle regioni e delle città (#EURegionsWeek) è il più grande evento annuale con sede a Bruxelles dedicato alla politica di coesione.

È cresciuto fino a diventare una piattaforma neutrale per discutere le sfide comuni per le regioni e le città europee riunendo una comunità diversificata di relatori e partecipanti.

Qual è lo scopo della EURegionsWeek?
Discutere le sfide comuni per le regioni e le città europee ed esaminare le possibili soluzioni riunendo politici, decisori, esperti e professionisti della politica di coesione, nonché portatori di interessi del mondo imprenditoriale, bancario, organizzazioni della società civile, mondo accademico, istituzioni dell’UE e media

Fornire una piattaforma per lo sviluppo di capacità, l’apprendimento e lo scambio di esperienze e buone pratiche per coloro che attuano la politica di coesione dell’UE e ne gestiscono gli strumenti finanziari Facilitare la cooperazione e il networking tra regioni e città

Alimentare il dibattito sulla politica di coesione dell’UE in un contesto più ampio, includendo ricerche recenti e opinioni di paesi terzi e organizzazioni internazionali

Candidati qui

Nel sito dell’evento troverete tutte le informazioni utili.

Guida su come candidarsi per diventare partner

Se si desidera rimanere aggiornato, iscriversi alla newsletter, seguire #EURegionsWeek sui social media o contatta il team organizzatore.

Scadenza 2 aprile 2024
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È aperto il bando “Youth4cooperative: il futuro della cooperazione”.

Lo rende noto il sito Sviluppo regionale e urbano dell’UE.

Se si fa parte di un’organizzazione che lavora con i giovani in ambito paneuropeo o se si è interessati al futuro della politica e della cooperazione regionale, questa è una occasione per consultare i giovani e far sentire la loro voce sul futuro della cooperazione in Europa.

Le tre organizzazioni selezionate riceveranno 10.000 euro ciascuna per utilizzare strumenti digitali come social media, sondaggi e workshop online per condurre consultazioni rivolte ai giovani, sulla base di una serie di domande elaborate dalla DG REGIO. I risultati delle consultazioni alimenteranno la prossima proposta della Commissione.

Ci si può candidare entro il 3 aprile
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Nella riunione del 12 febbraio, il gruppo ad alto livello del Congresso dei Poteri Localie Regionali del Consiglio d’in particolare per quanto riguarda il ruolo delle città e delle regioni nella ricostruzione e nella ripresa dell’Ucraina, sostenendo i diritti umani e lo Stato di diritto a livello locale e garantendo un maggiore impegno democratico dei giovani
, a seguito del vertice di Reykjavik del Consiglio d’Europa del maggio 2023.

I partecipanti hanno esaminato lo stato attuale della democrazia locale e regionale e del decentramento in Europa, la guerra della Federazione Russa contro l’Ucraina e le sfide del cambiamento climatico, l’ascesa dell’estrema destra e la polarizzazione delle società.

L’incontro ha esaminato in particolare il lavoro in corso nell’ambito dell’Alleanza europea delle città e delle regioni per la ricostruzione dell’Ucraina e ha individuato potenziali aree di cooperazione per una migliore protezione dei diritti umani e il rafforzamento dello stato di diritto a livello locale.

Il Congresso era rappresentato dal presidente Marc Cools, dal presidente della Camera delle regioni Tunç Soyer e dal presidente della Camera dei poteri locali Bernd Vöhringer, assistiti dal segretario generale del Congresso Mathieu Mori. Il Presidente del CdR Vasco Alves Cordeiro e il presidente della commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni (CIVEX) Patrick Molinoz, assistito dal segretario generale del CdR Petr Blížkovský, hanno rappresentato il Comitato delle regioni.L’incontro ha esaminato in particolare il lavoro in corso nell’ambito dell’Alleanza europea delle città e delle regioni per la ricostruzione dell’Ucraina e ha individuato potenziali aree di cooperazione per una migliore protezione dei diritti umani e il rafforzamento dello stato di diritto a livello locale.

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Una nuova pubblicazione UE esplora 15 progetti di trasformazione Erasmus+ e del Corpo europeo di solidarietà. Mostra il loro impatto sulle vite colpite dalla guerra in Ucraina.

Lo rende noto il sito del Portale europeo della gioventù.

Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà svolgono un ruolo essenziale nel sostenere individui e comunità, compresi coloro che si trovano ad affrontare sfide senza precedenti, come quelle colpite dalla guerra in Ucraina.

Oltre a riprendere gli studi, questi programmi possono aiutare a acquisire nuove competenze, a combattere la disinformazione e a favorire l’integrazione dei rifugiati. Una nuova pubblicazione mette in luce le storie di vita reale di 15 progetti completati e in corso sostenuti nell’ambito di questi due programmi.

Queste storie mostrano come l’istruzione, la cooperazione e la solidarietà possano essere catalizzatori di trasformazione, facendo una differenza significativa. Coordinatori, immergetevi in ​​queste storie per trarre ispirazione ed esplorate le opportunità di Erasmus+ e del Corpo europeo di solidarietà. Diamo il via ad un cambiamento positivo insieme! Leggi la pubblicazione
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