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si è svolta a Venezia il 1° dicembre, la cerimonia di premiazione di ELOGE, il Marchio europeo di eccellenza della Governance. Il premio è stato conferito alle amministrazioni locali che si sono contraddistinte per un elevato livello di buona governance democratica secondo i principi europei. E’ promosso dall’AICCRE, ed è organizzato con il patrocinio del Consiglio d’Europa.

Gli obiettivi del programma sono quelli di migliorare e potenziare la buona governance delle amministrazioni locali, favorire la partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica del proprio Comune, comprendere i punti di forza e debolezza dell’elaborazione del processo decisionale e dell’erogazione dei servizi pubblici da parte della amministrazioni locali.

IL PROGRAMMA DELLA CERIMONIA

LA SEZIONE ELOGE DEL SITO AICCRE
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La Commissione europea e la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) hanno firmato un accordo di garanzia InvestEU per un valore massimo di 159 milioni di euro. La CEB diventa in tal modo un partner incaricato dell’attuazione di InvestEU e questo accordo consentirà di mobilitare circa 500 milioni di euro per la concessione di prestiti aggiuntivi a favore di progetti sociali. Rappresenta una tappa importante, poiché è la prima volta che InvestEU sostiene gli investimenti di una banca multilaterale di sviluppo con un mandato esclusivamente sociale.

Il programma InvestEU doterà l’Ue di un importante finanziamento a lungo termine mobilitando ingenti fondi pubblici e privati per sostenere una ripresa duratura. Aiuterà inoltre a mobilitare investimenti privati a favore delle priorità politiche dell’Ue, quale il Green Deal europeo e la transizione digitale.
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L’anno trascorso ha dimostrato che i dibattiti su questioni storiche si possono utilizzare per alimentare l’odio, ma la storia, quando viene insegnata in tutta la sua complessità, può contribuire in realtà a placare i conflitti, come lo ha dimostrato il Consiglio d’Europa in 70 anni di esperienza in questo campo. Lo scrive il sito del Consiglio d’Europa.

L’ Osservatorio sull’insegnamento della storia in Europa, istituito dal Consiglio d’Europa allo scopo di fornire un chiaro panorama del modo in cui viene insegnata la storia sul nostro continente e oltre i confini europei, organizza il suo evento annuale (1 e 2 dicembre) intitolato “Un futuro senza insegnamento della storia?” (programma). Riunirà professionisti dell’educazione, rappresentanti governativi ed esperti di alto livello per un confronto intorno a questo tema, nel corso di tavole rotonde, dialoghi, interventi e messaggi politici.

Le conclusioni del primo rapporto tematico dell’Osservatorio “Pandemie e catastrofi naturali nell’insegnamento della storia” saranno dibattute nel corso della conferenza e della sessione specifica dedicata a questo tema
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Il Vertice Mondiale per l’Ucraina si terrà a Rzeszow, in Polonia, dal 7 al 9 dicembre 2022, sotto il patrocinio della Segretaria Generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, e con la partecipazione della Presidente del Congresso dei Poteri Locali e regionali, Leendert Verbeek.

Il vertice affronterà aspetti chiave dell’assistenza umanitaria internazionale all’Ucraina e mira a rafforzare la cooperazione tra organizzazioni non governative, autorità locali, imprese e istituzioni governative.

Riunirà più di 70 ONG, rappresentanti delle autorità nazionali, nonché sindaci di città ucraine di piccole e medie dimensioni desiderose di stabilire partenariati con città europee al fine di sviluppare progetti di ricostruzione e rafforzamento delle capacità.

Il Congresso del Consiglio d’Europa sul proprio sito incoraggia i suoi membri a partecipare a questo evento e ad impegnarsi in partenariati con le città ucraine.

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“A nove mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, leggiamo sempre più segnalazioni di presunti crimini di guerra, compresa la violenza sessuale contro donne e ragazze. Lo stupro e altre forme di violenza sessuale commessi dai soldati durante i conflitti sono antichi come la guerra stessa”, così esordisce una dichiarazione di Marija Pejčinović Burić, Segretaria generale del Consiglio d’Europa.

“Pertanto, ha continuato la Segretaria generale, quest’anno celebriamo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre) con una nota triste. Tuttavia, la straordinaria assistenza offerta da molti dei nostri Stati membri a milioni di persone forzatamente sfollate ci dà speranza. L’espressione di sostegno da parte delle autorità nazionali e locali e delle persone è rincuorante. Degli oltre sette milioni di rifugiati finora, il 90% è composto da donne, ragazze e minori, che sono particolarmente vulnerabili alla violenza sessuale e alla tratta di esseri umani. Per le persone che sono già state vittime di tali reati, dobbiamo raddoppiare gli sforzi al fine di migliorare l’assistenza che viene loro offerta. E dobbiamo essere preparati per l’assistenza futura”.

“Le vittime affrontano una terribile umiliazione e un’ampia serie di rischi, dalle gravidanze indesiderate e le infezioni sessualmente trasmissibili ai traumi psicologici e fisici, ha continuato Marija Pejčinović Burić. Gli ospedali e i medici devono avere gli strumenti necessari per affrontare lo stupro nell’ambito di una risposta multi-agenzia coordinata e devono essere garantiti esami medici e forensi, come anche un’assistenza per i traumi immediata e a lungo termine. I rifugiati vittime di violenza di genere hanno bisogno di accedere a questo tipo di sostegno e consulenza in una lingua che padroneggiano e che capiscono”.

Come constatato in conflitti precedenti, “una consulenza specializzata sarà necessaria per affrontare i traumi persistenti al fine di ridurre la stigmatizzazione e una vittimizzazione secondaria che si possono sviluppare nel tempo. Infatti, la violenza sessuale nelle aree di conflitto ha delle conseguenze sia immediate sia a lungo termine, come evidenziato ad esempio nei rapporti pubblicati questo mese dal GREVIO, l’organismo di esperti indipendenti del Consiglio d’Europa responsabile del monitoraggio dell’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, nota anche come Convenzione di Istanbul)”, ha concluso la segretaria generale.
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In occasione della Giornata europea per la protezione dei minori dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali che si celebra il 18 novembre, la Segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, e la Ministra degli Affari esteri islandese e Presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, Þórdís Kolbrún Reykfjörð Gylfadóttir, hanno sottolineato l’esigenza di assicurare una giustizia adatta ai minori per i bambini vittime di abusi sessuali e sfruttamento attraverso lo sviluppo di strutture Barnahus (Casa dei bambini) in Europa.

La Barnahus (Casa dei bambini) è il principale modello europeo di risposta agli abusi sessuali dei minori, che coordina indagini penali e indagini sulla protezione dell’infanzia condotte in parallelo, riunisce sotto lo stesso tetto tutti i servizi pertinenti e aiuta così a evitare la rivittimizzazione del bambino.

“Quando qualcosa va storto, spesso per un motivo che sfugge al controllo dei minori, i bambini non necessitano del sostegno di uno Stato senza volto e frammentato, ma di un’assistenza gentile, coordinata e personale che non li spaventi, non li intimidisca e non li isoli e che non faccia rivivere loro i traumi subiti. Il modello Barnahus si è dimostrato una risposta efficace e adeguata della giustizia”, ha dichiarato la Segretaria generale del Consiglio d’Europa Marija Pejčinović Burić. “Nella nostra Strategia per i diritti dell’infanzia 2022-2027, recentemente lanciata a Roma, abbiamo indicato chiaramente che continueremo a dare la priorità a questo modello.”

Il modello Barnahus è stato introdotto per la prima volta in Europa in Islanda nel 1998. Nel 2015, il Comitato delle parti alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali (Convenzione di Lanzarote) ha riconosciuto il modello come pratica promettente e, da allora, il Consiglio d’Europa aiuta i suoi Stati membri ad adattarlo e utilizzarlo. Grazie al sostegno del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea, la prima Casa dei bambini è stata inaugurata a maggio 2022 in Slovenia. Progetti congiunti simili sono in corso in Finlandia, Irlanda e Spagna.

“La sfida è assicurare che vi sia una comprensione comune di cos’è una Barnahus e di come deve essere gestita, in linea con le norme internazionali in materia di diritti umani. Per rispondere a questa sfida, il Comitato direttivo per i diritti dell’infanzia del Consiglio d’Europa, con il sostegno dell’Islanda, sta elaborando una mappa dei servizi di tipo Barnahus esistenti in tutto il continente”, ha fatto sapere la Segretaria generale.

Consiglio d’Europa, focus: 18 novembre, Giornata europea protezione minori
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“Condanno con la massima fermezza gli attacchi missilistici indiscriminati che hanno colpito l’Ucraina e la Polonia. Desidero esprimere, a nome del Consiglio d’Europa, le mie condoglianze e il pieno sostegno a entrambi i Paesi. Lo spargimento di sangue deve cessare immediatamente. Gli europei hanno bisogno che la pace e la sicurezza tornino nel nostro continente senza ulteriori indugi”. Lo ha dichiarato il 16 novembre il Segretario generale del Consiglio d’Europa Marija Pejčinović Burić
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Ogni anno, il Consiglio d’Europa invita i suoi partner a concentrarsi su un argomento specifico in occasione della Giornata europea.

L’edizione 2022 della Giornata europea è incentrata su “Come funziona: garantire una giustizia a misura di bambino attraverso le strutture Barnahus in Europa“.

Barnahus (Children’s House) è il principale modello europeo di risposta multidisciplinare e interagenziale (MDIA) a misura di bambino per gli abusi sessuali su minori. Il suo approccio unico riunisce tutti i servizi pertinenti sotto lo stesso tetto, per evitare la rivittimizzazione del minore durante le indagini e i procedimenti giudiziari e fornire a ogni minore una risposta coordinata ed efficace. Lo scopo principale di Barnahus è quello di coordinare le indagini parallele in materia penale e di assistenza all’infanzia e contribuire a produrre prove valide per i procedimenti giudiziari suscitando la divulgazione del bambino. I bambini vittime e testimoni di violenza ricevono anche sostegno e assistenza, compresa la valutazione e il trattamento medico, in un ambiente sicuro per i bambini.

Il Consiglio d’Europa promuove ormai da diversi anni il modello Barnahus. Nel suo rapporto di attuazione del 2015 dedicato alla protezione dei bambini contro gli abusi sessuali nel circolo fiduciario, il Comitato delle Parti della Convenzione sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali (Convenzione di Lanzarote) ha identificato il modello islandese di Barnahus come un esempio di pratica promettente per una risposta multidisciplinare e interagenzia (MDIA) a misura di bambino.

Opuscolo su “Risposta a misura di bambino, multidisciplinare e interagenzia ispirata al modello Barnahus”

“Keep me safe”, video sul modello islandese Barnahus

Volantino Consiglio dìEuropa “Farlo bene: garantire una giustizia a misura di bambino attraverso le strutture Barnahus in Europa”

Volantino sulla Giornata europea per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali

Dal 2015 il Consiglio d’Europa ha sviluppato diversi strumenti e risorse di sensibilizzazione e comunicazione:

Per bambini

Per i genitori

Per autorità e parlamenti

Per professionisti che lavorano per e con i bambini
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