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Un servizio per le donne che affrontano situazioni di violenza fisica, economica e psicologica è stato creato da Chieri, Comune di 36mila abitanti in provincia di Torino. Inaugurato nel marzo del 2018, ed ancora pienamente attivo, il centro InRete unisce gli spazi di ascolto contro la violenza diffusi nel chierese: quelli dell’Associazione Scambiaidee presso i comuni di Chieri e di Pino, la Casa delle donne del Comune di Poirino e l’esperienza di Amaryllus a Santena. L’obiettivo è quello di aiutare le donne a prendere coscienza e ad accompagnarle nell’attivazione di percorsi individuali di soluzione del problema. Insomma, un ottimo esempio di impegno corale contro il triste fenomeno della violenza di genere.

Fonte: Le buone pratiche in Italia della Carta europea dell’uguaglianza (a cura dell’AICCRE)
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Bientina
, piccolo Comune di 8300 abitanti in provincia di Pisa, ha organizzato dal luglio 2017 un progetto “Uguaglianza nella diversità” che prevede eventi a sostegno della figura femminile: rappresentazioni teatrali, concerti, mostre, ma anche impiegare le risorse per agevolare la donna nella sua veste di madre e lavoratrice. Insomma, quando l’arte incontra l’impegno politico per l’uguaglianza di genere e coinvolge tutti i settori della comunità: artisti, pittori, giovani. Lo scopo è quello di “affermare il valore della figura femminile in ogni settore del vissuto”, come si legge tra gli obiettivi del progetto. Ma anche diffondere la cultura delle pari opportunità e predisporre strumenti per la realizzazione di una buona politica di genere. Molto importante anche il coinvolgimento delle scuole e degli studenti del Comune sensibilizzati sul tema delle pari opportunità. Fonte: Le buone pratiche in Italia della Carta europea (a cura dell’AICCRE)
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Lo sapevate che il Comune di Imola ha promosso un’azione in favore di un maggior equilibrio nella distribuzione di toponimi femminili e maschili nel territorio? Da quale presupposto arriva questa originale azione che nasce dopo uno studio della Commissione pari opportunità del Comune? Visto che l’intitolazione di spazi urbani a personaggi che hanno rivestito un ruolo significativo per la comunità locale e per la società ha valore simbolico e di riferimento identitario della comunità stessa e che i toponimi servono ad orientarsi e conoscere il territorio, il consiglio comunale e la giunta comunale hanno approvato dal 2015 con proprie deliberazioni l’adozione di una politica di genere nella toponomastica con l’attribuzione dei nomi delle donne della Costituente ed altre protagoniste della nostra storia. Lo studio della Commissione parità è stato sostenuto da alcuni istituti scolastici imolesi aderenti al progetto nazionale “sulle vie della parità” indetto da Toponomastica femminile. Per la cronaca, prima di queste delibere lo squilibrio tra toponimi maschili e femminili era clamoroso: 387 a 21! La fonte di questa notizia è tratta dalla nostra pubblicazione “Le buone pratiche in Italia della Carta europea”
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