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La Commissione europea il 17 giugno ha approvato, ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato, un piano italiano da 570 milioni di euro per incentivare le navi a utilizzare l’elettricità di terra quando sono ormeggiate nei porti marittimi. La misura contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra, l’inquinamento atmosferico e il rumore in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.

L’Italia ha notificato alla Commissione l’intenzione di adottare un programma da 570 milioni di euro per incentivare gli operatori navali a connettersi alle infrastrutture elettriche di terra quando sono ormeggiati nei porti marittimi per alimentare servizi, sistemi e apparecchiature di bordo. Il programma durerà fino al 31 dicembre 2033.

Nell’ambito del regime, l’aiuto assume la forma di una riduzione fino al 100% dei cosiddetti “oneri generali di sistema”. Tali oneri sono inclusi nel prezzo dell’elettricità e mirano a finanziare determinati obiettivi di politica pubblica, compresa l’energia rinnovabile. La riduzione si tradurrà in un prezzo dell’elettricità più basso per gli operatori navali al momento dell’acquisto di elettricità da terra e porterà il costo dell’elettricità a un livello competitivo con il costo di produzione di elettricità a bordo attraverso motori alimentati a combustibili fossili. Riducendo il costo dell’elettricità di terra per le navi, la misura incentivierà gli operatori navali a optare per una fornitura di energia elettrica più rispettosa dell’ambiente, evitando così significative emissioni di gas a effetto serra, inquinanti atmosferici ed emissioni acustiche.

Inizialmente la riduzione riguarderà il 100% degli oneri generali di sistema. L’Italia si è impegnata a istituire un meccanismo di monitoraggio annuale per verificare la differenza tra i costi effettivi di acquisto di elettricità a terra e i costi effettivi di autoproduzione di elettricità utilizzando combustibili fossili a bordo e adeguerà di conseguenza il livello degli aiuti.
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La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un regime italiano da 600 milioni di € volto a promuovere gli investimenti nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

L’obiettivo del regime è promuovere la cooperazione e l’integrazione tra gli operatori del settore della pesca e dell’acquacoltura e stimolare migliori relazioni di mercato. In particolare, il regime sosterrà lo sviluppo di contratti settoriali, attraverso aiuti agli investimenti che saranno distribuiti tra diversi beneficiari operanti nei diversi segmenti del settore, dalla produzione alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Il regime sarà aperto alle imprese di tutte le dimensioni attive nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Nell’ambito della misura, che durerà fino al 31 dicembre 2029, l’aiuto assumerà la forma di sovvenzioni dirette e/o di finanziamenti agevolati.

La Commissione europea ha valutato il regime alla luce delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, in particolare dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE, che consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di talune attività economiche a determinate condizioni, e degli orientamenti per gli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

La Commissione ha ritenuto che il regime sia necessario e adeguato per incoraggiare gli investimenti pertinenti nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Inoltre, la Commissione ha ritenuto che il regime sia proporzionato in quanto limitato al minimo necessario e che avrà un impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati membri. Su tale base, la Commissione ha approvato il regime italiano ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.109663 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.
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La Commissione europea rende noto attraverso un comunicato stampa di aver approvato l’8 marzo uno schema italiano da 1,1 miliardi di euro per sostenere gli investimenti per la produzione di attrezzature necessarie a favorire la transizione verso un’economia a zero emissioni, in linea con il Piano Industriale Green Deal. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato , adottato dalla Commissione il 9 marzo 2023 e modificato il 20 novembre 2023, per sostenere misure in settori fondamentali per accelerare la transizione verde e ridurre la dipendenza dai combustibili.

L’Italia ha notificato alla Commissione, nell’ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione, un regime di 1,1 miliardi di euro per sostenere gli investimenti per la produzione di attrezzature, componenti chiave e materie prime essenziali necessari per favorire la transizione verso un’economia a zero emissioni nette.

Nell’ambito di questa misura, che sarà parzialmente finanziata attraverso il Recovery and Resilience Facility (“RRF”), gli aiuti assumeranno la forma di sovvenzioni dirette . L’importo massimo dell’aiuto per beneficiario sarà pari a 150 milioni di euro, che potrà essere aumentato a 200 milioni di euro per i beneficiari situati in regioni ammissibili agli aiuti ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), TFUE (le cosiddette zone “c”) e a 350 milioni di euro milioni per i beneficiari situati in regioni ammissibili agli aiuti ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE (le cosiddette zone “a”).

La misura sarà aperta alle aziende che producono apparecchiature pertinenti, vale a dire batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori, apparecchiature per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, nonché componenti chiave progettati e utilizzati principalmente come input diretto per la produzione di tali attrezzature o le relative materie prime critiche necessarie per la loro produzione.

La Commissione ha ritenuto che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi e transizione. In particolare, gli aiuti i) incentivino la produzione di attrezzature necessarie per la transizione verso un’economia a zero emissioni nette; e (ii) sarà concesso entro il 31 dicembre 2025.

La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, appropriato e proporzionato per accelerare la transizione verde e facilitare lo sviluppo di determinate attività economiche, che sono importanti per l’attuazione del piano industriale Green Deal, in linea con l’ articolo 107, paragrafo 3( c) TFUE e le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi e transizione.

Su questa base, la Commissione ha approvato la misura di aiuto ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato.
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La Commissione europea rende noto di aver approvato, in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato, un regime italiano da 120 milioni di € a sostegno dell’avviamento di nuovi collegamenti aerei per passeggeri da e verso gli aeroporti della regione Calabria.

L’obiettivo del regime è migliorare la connettività tra la Calabria e altre regioni d’Europa e la mobilità dei residenti calabresi. Nell’ambito del regime, che durerà fino al 27 marzo 2027, l’aiuto assumerà la forma di sovvenzioni dirette. Il regime è aperto alle compagnie aeree che stabiliscono nuovi collegamenti tra uno dei tre aeroporti calabresi e un aeroporto diverso dello Spazio aereo comune europeo. L’aiuto coprirà fino al 50% del costo dei diritti aeroportuali sostenuto da ciascun beneficiario per ogni nuova rotta aerea.

La Commissione ha constatato che il regime è necessario e adeguato per sostenere nuovi collegamenti aerei per passeggeri in una regione in cui il trasporto aereo è essenziale per garantire la mobilità dei residenti. La Commissione ha inoltre constatato che la misura è necessaria in quanto i potenziali beneficiari non realizzerebbero gli investimenti senza il sostegno pubblico. Infine, la Commissione ha concluso che il regime è proporzionato in quanto l’aiuto è limitato al minimo necessario e avrà un impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi nell’UE. Su queste basi la Commissione ha approvato il regime italiano in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

La versione non riservata della decisione odierna sarà consultabile sotto il numero SA.108978 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.
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La Commissione europea rende noto attraverso un comunicato stampa di aver approvato, “ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato”, un piano italiano da 17,7 miliardi di euro per sostenere la costruzione e il funzionamento di un sistema centralizzato di stoccaggio dell’energia elettrica. La misura contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo e del pacchetto ‘Fit for 55‘, consentendo l’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili nel sistema elettrico italiano.

Il regime notificato dall’Italia sosterrà la costruzione di impianti di stoccaggio dell’energia elettrica con una capacità congiunta di oltre 9 GW/71 GWh. Il programma durerà fino al 31 dicembre 2033.

La misura mira a facilitare l’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili (“FER”) nel sistema elettrico italiano. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non sempre coincide con periodi di domanda elettrica. I sistemi di stoccaggio dell’elettricità consentono di immagazzinare l’elettricità in eccesso nei momenti di sovragenerazione e di utilizzarla nei momenti di scarsità, riducendo così la riduzione delle fonti rinnovabili e la necessità di produrre elettricità aggiuntiva attraverso centrali elettriche programmabili ma inquinanti (ad esempio impianti alimentati a combustibili fossili).

Nell’ambito del regime, l’aiuto assumerà la forma di pagamenti annuali a copertura dei costi di investimento e di funzionamento per gli sviluppatori di sistemi di stoccaggio dell’elettricità . I beneficiari saranno selezionati attraverso una procedura di gara competitiva, trasparente e non discriminatoria, in cui gli sviluppatori di sistemi di stoccaggio dell’energia elettrica competeranno sulla base di offerte relative all’importo più basso di aiuto richiesto per volume di capacità offerta.

Il programma sarà aperto a tutte le tecnologie che soddisfano i requisiti prestazionali stabiliti dal Gestore del Sistema di Trasmissione italiano (‘TSO’) e approvati dall’Autorità italiana di regolamentazione dell’energia. L’elenco delle tecnologie di stoccaggio dell’elettricità ammissibili sarà rivisto ogni due anni per riflettere gli sviluppi tecnologici. Attualmente, le tecnologie ammissibili includono lo stoccaggio elettrochimico degli ioni di litio, nonché gli impianti di stoccaggio con pompaggio idroelettrico.

Nell’ambito della misura sarà istituita una nuova “piattaforma di trading time-shifting” . Attraverso questa piattaforma, la capacità di stoccaggio verrà messa in comune e offerta a terzi sotto forma di prodotti time-shifting standardizzati. I beneficiari della misura saranno tenuti a rendere disponibile il patrimonio di stoccaggio su tale piattaforma. Il TSO assegnerà quindi le risorse di stoccaggio fisico per eseguire i contratti standard di time-shifting, ottimizzando l’uso delle risorse di stoccaggio disponibili.

Questa piattaforma, secondo Bruxelles, consentirà ai produttori di fonti rinnovabili di utilizzare gli asset di stoccaggio sostenuti dalla misura per spostare direttamente la loro produzione di energia elettrica da periodi di sovragenerazione a periodi di scarsità.
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La Commissione europea rende noto in un comunicato stampa di aver approvato il 22 novembre, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un regime italiano per un importo di 5,7 miliardi di €, che in parte viene concesso mediante il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), al fine di sostenere la produzione e l’autoconsumo di energia elettrica rinnovabile. Il regime contribuisce al conseguimento degli obiettivi strategici dell’UE connessi al Green Deal europeo.

Il regime sarà parzialmente finanziato tramite il dispositivo per la ripresa e la resilienza, in seguito alla valutazione positiva del piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia effettuata dalla Commissione e adottata dal Consiglio. La parte del regime finanziata da tale dispositivo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2025, mentre la rimanente parte del regime fino al 31 dicembre 2027.

Il regime sostiene la costruzione di impianti per la produzione di energia rinnovabile e l’espansione di quelli esistenti. Ne beneficiano i progetti di dimensioni limitate, con una capacità fino a 1 MW. I beneficiari possono accedere al regime in base al principio “primo arrivato, primo servito”.
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La Commissione europea rende noto in un comunicato di aver approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un regime italiano da 1,7 miliardi di € messo a disposizione in parte attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) per sostenere gli impianti agrivoltaici. La misura rientra nella strategia italiana per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aumentare la quota di energie rinnovabili, in linea con gli obiettivi strategici dell’UE relativi al Green Deal europeo.

Il regime, che durerà fino al 31 dicembre 2024, sarà parzialmente finanziato tramite il dispositivo per la ripresa e la resilienza, in seguito alla valutazione positiva del piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia effettuata dalla Commissione e adottata dal Consiglio.

Il regime sostiene la costruzione e la gestione in Italia di nuovi impianti agrivoltaici per una capacità totale di 1,04 GW e una produzione di energia elettrica di almeno 1 300 GWh/anno. I sistemi agrivoltaici consentono l’utilizzo simultaneo dei terreni sia per la produzione di energia fotovoltaica attraverso l’installazione di pannelli solari sia per lo svolgimento di attività agricole.

Nell’ambito del regime, l’aiuto sarà concesso ai produttori agricoli, cumulativamente, sotto forma di: sovvenzioni agli investimenti, con un bilancio totale di 1,1 miliardi di €, che coprono fino al 40% dei costi di investimento ammissibili; e

tariffe incentivanti, con un bilancio stimato di 560 milioni di €, da pagare durante la fase operativa dei progetti, per un periodo di 20 anni. Le tariffe saranno determinate mediante una procedura di gara competitiva secondo il principio “pay-as-bid” (pagamento in base al prezzo di offerta) e assumeranno la forma di contratti bidirezionali per differenza. Il sostegno coprirà la differenza tra le tariffe incentivanti e i prezzi dell’energia. In caso di prezzi elevati dell’energia interviene un meccanismo di recupero che consente il rimborso di qualsiasi importo superiore alle tariffe di incentivazione.

I progetti saranno selezionati mediante una procedura di gara competitiva trasparente e non discriminatoria, in cui i beneficiari concorreranno per l’importo più basso della tariffa di incentivazione necessaria per la realizzazione di un singolo progetto. Per beneficiare del regime, i beneficiari devono diventare operativi prima del 30 giugno 2026.

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La Commissione Europea ha approvato uno schema italiano da 100 milioni di euro a sostegno della produzione di elettrolizzatori per favorire la transizione verso un’economia net-zero, in linea con il Piano Industriale Green Deal. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 9 marzo 2023 per sostenere misure in settori fondamentali per accelerare la transizione verde e ridurre la dipendenza dai combustibili. Il nuovo Quadro modifica e prolunga in parte il Quadro Temporaneo di Crisi, adottato il 23 marzo 2022 per consentire agli Stati membri di sostenere l’economia nel contesto dell’attuale crisi geopolitica, già modificato il 20 luglio 2022 e il 28 ottobre 2022.

Il 7 agosto 2023 l’Italia ha notificato alla Commissione, nell’ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione, un regime da 100 milioni di euro a sostegno della produzione di elettrolizzatori per favorire la transizione verso un’economia a zero emissioni nette.

Nell’ambito di questa misura, l’aiuto assumerà la forma di sovvenzioni dirette. Lo scopo del regime è quello di rafforzare le capacità per la produzione di attrezzature strategiche necessarie per la diversificazione delle fonti energetiche. La misura sarà aperta a tutti i settori, ad eccezione delle istituzioni finanziarie.

La Commissione ha ritenuto che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi e transizione. In particolare, gli aiuti incentivino la produzione di attrezzature necessarie per la transizione verso un’economia a zero emissioni nette; e sarà concesso entro e non oltre il 31 dicembre 2025.

La Commissione europea ha concluso che il regime italiano è necessario, appropriato e proporzionato per accelerare la transizione verde e facilitare lo sviluppo di alcune attività economiche, che sono importanti per l’attuazione del piano REPower EU e del piano industriale Green Deal.

Su questa base, la Commissione ha approvato la misura di aiuto ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato.

Maggiori informazioni sul quadro temporaneo di crisi e transizione e sulle altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della guerra della Russia contro l’Ucraina e favorire la transizione verso un’economia a zero emissioni nette possono essere trovate qui.
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