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Festa Europa, Bonaccini: “rilanciare Europa con enti locali protagonisti”



Il Presidente dell’AICCRE Stefano Bonaccini ha partecipato oggi pomeriggio alla diretta facebook organizzata da AICCRE, Movimento Federalista europeo (MFE) e Movimento europeo per rilanciare il processo di integrazione europea, messo ulteriormente a dura prova dalle iniziale incertezze dell’UE nell’affrontare la crisi legata alla pandemia del COVID-19.

ASCOLTA L’INTERVENTO DI STEFANO BONACCINI

A 70 anni dalla dichiarazione di Robert Schumann, è necessario rilanciare il progetto europeo attualizzandolo alle necessità del momento, in modo che gli enti locali e i cittadini non si sentano abbandonati soprattutto nei momenti di difficoltà.

L’intervento di Bonaccini

“L’attuale Europa serve a poco. Ogni volta che nell’UE accadono eventi che necessiterebbero di una risposta univoca e nel segno della solidarietà emergono invece egoismi, alimentati da quelle forze politiche anti-europee che trovano terreno fertile nei cittadini, che avvertono l’Europa lontana dai propri bisogni.

Per questo occorre una Conferenza europea che parta dei territori e coinvolga i cittadini. Se i Paesi membri tentennano, il Parlamento europeo prenda le sue iniziative.

Dobbiamo arrivare ad un’ Europa che non condivida soltanto la moneta, ma anche e soprattutto politiche sociali, fiscali, economiche, di difesa comune etc.

E’ scoppiata una terribile pandemia, il covid-19, inaspettata ed inimmaginabile nelle conseguenza che ha provocato. Se ci fossero risorse senza condizionabilità, un’Europa quindi che si mette a disposizione dei terrori, andrebbero colte senza esitazioni, che si chiamino MES o meno. Invece, si è sviluppato un dibattito ideologico, finalizzato al consenso per le prossime elezioni. Se all’Italia arrivano 30 miliardi di euro per la sanità pubblica dovremmo ringraziare l’Europa che finalmente mette a disposizione risorse senza condizioni. Bisogna capire che questa è l’ultima chiamata per l’Europa solidale, dei popoli e dei territori.

Una chiamata che deve comprendere da un lato il “Green new deal” lanciato da Ursula Von Der Leyen, dall’altro la volontà di aiutare i Paesi, a partire dall’Italia, con liquidità senza condizioni e un piano massiccio di investimenti che mi auguro possa far ripartire la nostra economia. Chi proponeva la sanità privata si sta rendendo conto che senza una sanità pubblica universalistica i rischi per una comunità di fonte alle grandi emergenze sanitarie sono troppo elevati: i cittadini vanno trattati allo stesso modo, abbienti e meno abbienti.

Se è vero che questa Europa non serve è anche vero che l’Europa unita è indispensabile. Quale Paese infatti può cavarsela da solo? Ai tempi della Dichiarazione Schuman, l’Europa vantava il 25% della popolazione totale mondiale, oggi siamo meno del 10% e nel 2050 saremo meno del 7%. Dobbiamo lavorare affinché strumenti adeguati, anche quelli attualmente non ancora messi in campo a sufficienza, possano essere lo strumento per dare un futuro nel quale vi sia più Europa e più europeismo”.

All’evento sono intervenuti: ; gli europarlamentari Sandro Gozi e Brando Benifei; Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei deputati; Tommaso Nannicini, intergruppo fedelarista del Senato; Bruno Tabacci, integruppo federalista della Camera; Antonio Misiani, viceministro dell’economia; Debora Serracchiani, parlamentare; Daniela Rondinelli (Parlamento europeo); Domenec Devesa, Gruppo Spinelli al Parlamento europeo; Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo; Monica Frassoni dei Verdi europei; Giuseppe Gallo, Presidente Fondazione Tarantelli.

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IL DOCUMENTO CONGIUNTO AICCRE-MFE-MOVIMENTO EUROPEO

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