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“Europa sia aperta al mondo ed inclusiva. Non diminuire fondi di coesione”

L’Unione europea non diminuisca i fondi di coesione, che sono serviti negli ultimi anni ad arginare la crisi economica che ha attraversato i nostri Paesi. Lo ha detto Stefano Bonaccini, Presidente dell’AICCRE e del CCRE/CEMR nella conferenza stampa conclusiva della “tre giorni” di Soria, dove il CCRE/CEMR ha svolto il bureau esecutivo ed il comitato politico e dove, tra l’altro, è stata ribadita l’Alleanza per la coesione. “Nell’era della globalizzazione, ha continuato il Presidente, l’Europa deve costruire ponti e non muri, diventare competitiva e consapevole che chiudersi nei propri confini è un atto miope”. Bonaccini ha quindi proposto che “l’Unione europea riduca i fondi a quei Paesi che, soprattutto nella questione migranti, hanno mostrato egoismo e non si sono attenuti agli accordi: non è giusto che, di fronte ai migranti, ci sono Paesi che accolgono ed altri che si girano dall’altra parte”. I fondi europei, ha continuato, credo abbiano prodotto uno sviluppo competitivo dei territori. Questi ultimi, ha precisato il Presidente del CCRE/CEMR, devono però dimostrare l’impatto e l’efficacia dei fondi e prospettive di sviluppo”. Infine, Bonaccini ha parlato della questione dei fondi europei in Italia: “vi sono regioni che purtroppo non programmano e non spendono. L’Emilia-Romagna, invece, nei programmi settennali, ha speso fino all’ultimo euro ed ha rendicontato bene”. Occorre premiare chi fa bene, ha concluso il presidente.

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