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L’AICCRE, attraverso il Segretario generale Carla Rey, ha partecipato il 19 novembre alla conferenza internazionale organizzata dal Ministero Federale Tedesco per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (BMZ), dall’Agenzia di Servizio Comunità in un Mondo (SKEW) di Engagement Global, da PLATFORMA e dalla Direzione Generale per la Cooperazione Internazionale e lo Sviluppo (DG DEVCO). La conferenza si è rivolta principalmente ai rappresentanti dei comuni tedeschi ed europei e ai comuni partner dei paesi del Sud del mondo che hanno esperienza diretta e/o interesse nell’attuazione dell’Agenda 2030 e degli SDG.

Carla Rey nel suo intervento si è innanzitutto congratulata con gli organizzatori perché “è stato dato spazio alle associazioni nazionali di enti locali. Molto spesso si guarda ai risultati ottenuti dalle città, mentre non si da gran credito alle associazioni nazionali, il cui ruolo invece è stato evidenziato nelle sessioni della Conferenza organizzata dal ministero federale tedesco”. Infatti, una sessione che puntava sullo scambio di esperienze concrete e risultati ottenuti ha dimostrato l’utilità sui territori delle associazioni, “anche perché nella loro visione strategica, esse non lasciano indietro nessuno, come sottolinea l’Agenda 2030, “To Leave no one behind”.

Oltre a questa motivazione, la dirigente dell’AICCRE ne ha aggiunte altre, concrete e con una nuova visione politica includente ed articolata: “le associazioni di enti locali sono facilitatori delle città: fanno training, fanno formazione ed offrono supporto. Noi Associazioni lo stiamo facendo anche per quanto riguarda l’implementazione degli SDGs dell’Agenda 2030”.
Queste attività, ha aggiunto il Segretario generale, consentono di non tralasciare città medio-piccole che altrimenti da sole non avrebbero gli strumenti e le risorse per organizzarsi e raggiungere gli obiettivi che invece hanno le grandi città”.

La Rey allarga gli orizzonti: “Il ruolo delle associazioni nazionali è ancor più prezioso, in questo senso, in quanto lo sviluppo di un territorio deve essere considerato nel suo complesso e visto che noi lavoriamo con tutti, gli associati, i membri, gli enti locali la nostra mission sta soprattutto in questo”.

La visione italiana che include e che valorizza si è concretizzata, tra l’altro, anche con SDG Portal for Italy, ideato dall’AICCRE e sviluppato nell’ agreement di Platforma con la Commissione europea, che presenta gli indicatori SDG a livello locale, ed è il risultato della partnership tra AICCRE, la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), la Bertelsmann Stiftung e l’Associazione nazionale degli enti locali tedeschi Deutscher Statetag (DST).

E’ l’unico portale italiano che offre dei dati: “per ogni SDG abbiamo dato dei valori alle città capoluogo di provincia. Il progetto italiano è quello del portale globale, strumento utile per la cooperazione internazionale”, ha sottolineato la Rey.
“Uno strumento aperto e libero, utilizzabile dai governi centrali, dalle città, ma anche dai cittadini per monitorare quelle che sono le attività legate agli SDG”.

A proposito di inclusione e di visione prospettica strategica il dirigente AICCRE ha precisato che “Il portale globale ha l’ambizione di accogliere tutti. Speriamo che molti Paesi vogliano unirsi all’idea di pianificazione degli SDGs, di indicatori degli SDG. Se adesso già abbiamo avuto l’adesione del Marocco, l’idea Italiana quella di riceverne il più possibile, in modo tale che le città del mondo utilizzino lo stesso strumento, ha concluso.

I lavori della Conferenza si sono quindi concentrati sull’impegno locale per l’attuazione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile del 2030 e dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). Durante la conferenza gli enti locali hanno presentato le loro esperienze su come sono riusciti ad ancorare quotidianamente gli SDG nei loro territori. Inoltre, la conferenza ha dimostrato come le sfide nell’attuazione degli SDG possono essere affrontate nell’ambito dei partenariati comunali. Gli input, le discussioni ed i workshop hanno dimostrato la preziosità degli scambi intercomunale.


ENGLISH VERSION

AICCRE, through its Secretary General Carla Rey, participated on November 19th in the international conference organized by the German Federal Ministry for Economic Cooperation and Development (BMZ), the Community in a World Service Agency (SKEW) of Engagement Global, PLATFORMA and the Directorate General for International Cooperation and Development (DG DEVCO). The conference was mainly addressed to representatives of German and European municipalities and partner municipalities from the countries of the South of the world who have direct experience and/or interest in the implementation of Agenda 2030 and SDG.

Carla Rey in her speech first of all congratulated the organisers because “space was given to national associations of local authorities. Very often we look at the results obtained by the cities, while we do not give much credit to the national associations, whose role was highlighted in the sessions of the Conference organised by the German Federal Ministry”. In fact, a session that focused on the exchange of concrete experiences and results obtained demonstrated the usefulness of the associations’ territories, “also because in their strategic vision, they do not leave anyone behind, as Agenda 2030 underlines, “To Leave no one behind”.

In addition to this motivation, the AICCRE manager added others, concrete and with a new political vision including and articulated: “the associations of local authorities are facilitators of the cities: they do training and offer support. We Associations are also doing this with regard to the implementation of the SDGs of Agenda 2030”.

These activities, added the Secretary General, make it possible not to neglect small and medium-sized cities that otherwise alone would not have the tools and resources to organise themselves and achieve the objectives that big cities have”.

Ms Rey added: “The role of the national associations is even more precious in this sense, since the development of a territory must be considered as a whole and since we work with everyone, the members, the local authorities, our mission lies above all in this”.

The Italian vision that it includes and enhances has also materialised, among other things, with the SDG Portal for Italy, conceived by AICCRE and developed in the Platforma agreement with the European Commission, which present the SDG indicators at local level, and is the result of the partnership between AICCRE, the Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), the Bertelsmann Stiftung and the National Association of German Local Authorities Deutscher Statetag (DST).

It is the only Italian portal offering data: “for each SDG we have given values to the provincial capital cities. The Italian project is that of the global portal, a useful tool for international cooperation”, stressed Rey. “An open and free tool that can be used by central governments, cities, but also by citizens to monitor SDG-related activities”.

On the subject of inclusion and strategic prospective vision, the AICCRE manager pointed out that “The global portal has the ambition to welcome everyone. We hope that many countries will join the idea of planning SDGs, SDG indicators. If we already have Morocco’s membership now, the Italian idea is to receive as many as possible, so that cities around the world will use the same tool, he concluded.

The work of the Conference therefore focused on local efforts to implement the 2030 Sustainable Development Agenda and the 17 Sustainable Development Goals (SDGs). During the conference, local authorities presented their experiences on how they have managed to anchor SDGs in their territories on a daily basis. In addition, the conference demonstrated how challenges in the implementation of SDG can be addressed within the framework of municipal partnerships. The inputs, discussions and workshops demonstrated the value of inter-municipal exchanges.
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Nell’ambito della Campagna European Days of Local Solidarity (EDLS 2020) in Italia, si è svolto il 7 ottobre il Workshop AICCRE, con il sostegno di PLATFORMA, per il Festival ASviS per lo Sviluppo Sostenibile.

Nel corso del workshop, al quale hanno patecipato sindaci e consiglieri regionali, l’AICCRE ha lanciato la campagna europea e illustrato i punti chiave degli European days, soffermandosi particolarmente sull’importanza per gli enti locali e regionali della cooperazione internazionale e decentrata, degli SDGs e del concetto di solidarietà internazionale.

Agli amministratori locali intervenuti, è stato chiesto di partecipare a questa edizione con video brevi che possano testimoniare l’impegno internazionale dei territori, soprattutto in una fase, come l’attuale, nella quale le istituzioni italiane ed europee fanno fatica a riconoscere il ruolo degli enti locali nella cooperazione internazionale.

Ricordiamo quali sono gli obiettivi della campagna EDLS

-Sostenere le città e le regioni europee quali portatori locali di una cittadinanza attiva, informando e mobilitando i cittadini a favore della solidarietà globale.

-Promuovere la cooperazione e la condivisione delle conoscenze tra le città e le regioni del mondo (cooperazione decentrata) per uno sviluppo sostenibile efficace per tutti.

-Rafforzare la collaborazione tra le città e le regioni europee attive nella sensibilizzazione e nella solidarietà globale.
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A causa della pandemia da COVID-19, i governi locali e regionali europei e le associazioni che li rappresentano rischiano di perdere i progressi compiuti degli ultimi anni per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Sebbene con quest’ultimi abbiano sempre più familiarità, i poteri territoriali hanno bisogno di ulteriore sostegno.



È quanto emerge da un nuovo studio condotto dal CEMR e da PLATFORMA, che analizza l’Agenda 2030 dal punto di vista delle associazioni dei governi locali e regionali.

Questa nuova pubblicazione si basa su un’indagine congiunta condotta dal CCRE e da PLATFORMA, progettata in collaborazione con United Cities and Local Governments (UCLG). Fa seguito allo studio del 2019 “Come le associazioni di governo locale e regionale danno vita agli SDG” e allo studio del 2018 “Obiettivi di sviluppo sostenibile – Come le città e le regioni d’Europa stanno assumendo un ruolo guida”.

Lo scoppio della pandemia COVID-19 in Europa e nel mondo ha comportato sfide senza precedenti per i governi locali e regionali. In diversi Paesi, la pandemia ha accentuato notevolmente le disuguaglianze e ha rallentato gli sforzi per sensibilizzare e promuovere il lavoro dell’Agenda 2030 a livello locale e regionale.

“La crisi attuale e il futuro incerto sono un invito ad agire ora”, ha detto Tine Soens, membro del Consiglio comunale di Kortrijk (Belgio), CEMR e portavoce di PLATFORMA sull’Agenda 2030. “I leader locali e regionali non devono avere paura di fare il salto di qualità! La nostra generazione di politici, funzionari e cittadini è la generazione che deve invertire la tendenza”.



Sulla base di un’indagine condotta su 34 associazioni di 28 paesi europei, tra le quali l’AICCRE, lo studio mostra che un terzo utilizza gli SDG come riferimento importante nelle proprie strategie di sviluppo, rispetto a solo un quinto dello scorso anno. Inoltre, quattro associazioni su cinque sono a conoscenza degli SDG. La tendenza è chiara: anno dopo anno, i governi locali e regionali e le loro associazioni compiono sempre più spesso gli sforzi necessari per concretizzare l’agenda globale a livello locale.

Gli SDGs sono importanti anche per i governi centrali? Lo studio evidenzia che quasi l’80% delle associazioni ha indicato che esiste una strategia nazionale ufficiale per implementare gli SDG. Per coloro che hanno indicato l’esistenza di una strategia nazionale, il 59% ha specificato che c’è un chiaro riferimento alla necessità di sostenere l’azione locale e regionale nell’attuazione degli SDGs.

Ciononostante, c’è ancora un notevole margine di miglioramento per creare legami più stretti tra tutti i livelli di governo e per realizzare progressi globali in materia di sviluppo sostenibile. Per intensificare i nostri sforzi, lo studio offre una lista di controllo per le associazioni “Sapere a che punto sono i vostri membri nella localizzazione degli SDG”, una serie di semplici passi per contribuire al Voluntary National Reporting e diverse raccomandazioni chiave che vanno nelle direzione di una richiesta di un maggior ruolo politico ed economico per i poteri territoriali per la realizzazione degli SDGs. .

Inoltre, questa pubblicazione di 40 pagine è ricca di esempi ed identifica le sfide persistenti e le nuove opportunità che i comuni, le regioni e le loro associazioni hanno incontrato quando hanno lavorato con gli SDG. Queste arrivano al momento opportuno, mentre la pandemia continua a diffondersi in tutto il mondo.

Lo studio è stato lanciato il 15 luglio scorso in occasione del workshop Localizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile organizzato da PLATFORMA durante il Forum Politico di Alto Livello sullo Sviluppo Sostenibile (HLPF) delle Nazioni Unite del 2020.

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In Polonia circa 100 comuni hanno istituito zone “anti-LGBTI” o altre misure discriminatorie
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Esprimendo il suo punto di vista sulla situazione in Polonia, il Presidente del CCRE/CEMR e dell’AICCRE Stefano Bonaccini ha dichiarato che “l’uguaglianza è per tutti gli europei ed è un valore fondamentale per l’Europa. Poiché ci stiamo sforzando di costruire un futuro migliore e più luminoso per tutti, non possiamo semplicemente portare indietro l’orologio dei diritti umani e spazzare via decenni di progresso”.

Frédéric Vallier, Segretario Generale del CCRE/CEMR, e Emil Broberg, Consigliere Regionale di Östergötland (Svezia) e Presidente del Comitato Permanente per l’Uguaglianza del CCRE, hanno scritto congiuntamente una lettera aperta contro queste misure a comuni, contee e regioni polacche. Essi chiedono ai governi locali e regionali di tutta Europa di esprimere il loro sostegno firmando la lettera. Ad oggi, il CCRE/CEMR ha raccolto 70 firme da 14 paesi europei.



“Nel mondo in cui viviamo oggi, l’uguaglianza deve essere costruita dalle fondamenta”, ha detto Emil Broberg. “I governi locali e regionali non devono cedere il passo ai movimenti politici nazionali che si oppongono all’uguaglianza. Al contrario, i comuni e le regioni possono dare l’esempio tenendo fede ai principi dei diritti umani e ai progressi che abbiamo fatto finora”.

Un’ulteriore conferma della gravità della situazione è arrivata la scorsa settimana con la pubblicazione dell’indagine dell’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali sull’uguaglianza LGBTI, che ha rivelato che il 40% delle persone intervistate in Europa ha dichiarato di aver subito molestie a causa del proprio orientamento sessuale. Nel caso della Polonia, l’intolleranza nei confronti delle persone LGBTI è aumentata nel complesso e il Paese ha il più alto tasso di aggressioni fisiche o sessuali motivate dal fatto che la vittima è LGBTI (15%).

La lettera aperta cerca anche di contrastare l’aumento della retorica anti-LGBTI. Essa afferma il sostegno dei firmatari ai governi locali e regionali polacchi che hanno respinto e resistito alle misure discriminatorie e che continuano a difendere i valori fondamentali comuni europei della libertà e dei diritti umani.



Molti funzionari locali e regionali in Polonia stanno combattendo contro queste misure anti-LGBTI. Marta Mazurek, consigliere comunale di Poznan, è una di loro. “Come rappresentante eletta polacca e come europea, sono molto grata per qualsiasi sostegno internazionale a favore dei diritti umani e delle politiche di parità di genere”, ha detto. “Un tale sostegno stimola i nostri sforzi e rafforza il nostro coraggio”.

Con questa azione, il CCRE invita al dialogo e invita le città europee che hanno relazioni con i comuni e le regioni polacche interessate a sollevare la questione. I governi locali e regionali di tutta Europa dovrebbero condividere le loro esperienze nell’affrontare le questioni della discriminazione e della parità di diritti, a beneficio di tutti.

L’ELENCO DEI FIRMATARI DELLA LETTERA APERTA DEL CCRE/CEMR AL 9 GIUGNO

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Il mondo delle autonomie locali, a causa della pandemia Covid-19, ha preso maggiore consapevolezza del proprio ruolo, avendo dovuto le città e le regioni affrontare sul campo, e molto spesso senza aiuti, una emergenza improvvisa, costringendoli così a fornire risposte immediate alla cittadinanza, in un mondo oltretutto che si è scoperto vulnerabile. La pandemia ha fatto emergere molte contraddizioni sociali alle quali hanno dovuto mettere una pezza proprio i terrori. Se l’Italia sta superando la crisi pandemica lo dobbiamo innanzitutto all’impegno degli enti locali, ha sottolineato qualche giorno fa il Presidente AICCRE e CCRE/CEMR Stefano Bonaccini. Attenuata l’emergenza, ora trovano spazio le riflessioni dei rappresentanti degli enti locali per delineare il mondo che verrà. Come è stata affrontata la pandemia dagli enti locali e regionali? Cosa ci ha insegnato la pandemia? Quali cambiamenti strategici suggerisce per il futuro?

Frasi e concetti ricorrenti hanno attraversato il webinar dell’AICCRE, segno non solo di assoluta concordanza di idee e prospettive ma anche e soprattutto marcatori di una strategia univoca del mondo delle autonomie locali, che mai come in questo periodo appare compatta e con le idee chiare.



Nessuno si salva da solo, e quindi occorre accentuare la cooperazione internazionale tra i territori, ma, reclamano gli enti locali, le legislazioni nazionali ed europee dovrebbero riconoscerne il ruolo come soggetti attivi e non solo come attuatori. Agenda 2030 è la bussola, in quanto fornisce risposte su tutti i temi e lo fa con quella globalità che oggi più che mai è indispensabile, in un mondo sempre più interconnesso ed attraversato dagli stessi problemi, quali, per esempio, povertà, salute pubblica, climate change, sostenibilità, pari opportunità etc.

La necessità di un dialogo multilivello che coinvolga territori, governi, Unione Europea ed organizzazioni mondiali come l’ONU e ripensare a nuovi modelli di governance.

L’opportunità che offre la crisi della pandemia per nuovi modelli di crescita sostenibile. Tutti temi affrontati e ribaditi nel corso del webinar.

E’ cruciale, ha sottolineato in apertura Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, “che le città del mondo possano intraprendere direttamente attività di scambio e di apprendimento reciproco. La fragilità del nostro sistema, le diseguaglianze nel mondo, le vulnerabilità sociali richiedono necessariamente l’ interdipendenza tra i governi ed i Paesi del mondo”. All’AICCRE va riconosciuto il grande merito di aver puntato da anni sulla sensibilizzazione di Agenda2030 presso i nostri enti locali, con corsi di formazione sul territorio e convegni internazionali svoltisi in Italia.

“Le priorità dei territori sono cambiate alla luce della pandemia da Covid-19, ma guai a toccare quello che indica l’Agenda 2030 dell’ONU e cioè la sostenibilità. Se, infatti, non investiamo nella crescita sostenibile in tutto il mondo, rischiamo di giocarci il nostro bene più prezioso: il Pianeta Terra”, ha affermato Stefano Bonaccini, che sul dialogo multilivello ha portato l’esempio della sua Regione, l’Emilia Romagna dove “abbiamo creato una cabina di regia per condividere le decisioni non solo con il Governo, ma con i presidenti di Provincia ed i sindaci dei capoluoghi. Insomma, da soli non se ne esce e su questo tema insisteremo come AICCRE, CEMR ed UCLG. La pandemia, ricordiamolo, ha colpito tutti i Paesi del mondo, non facendo distinzioni di razza o economiche”.

Emilia Saiz, Segretario generale dell’UCLG, ha sottolineato il ruolo “d’avanguardia delle autonomie locali per quanto riguarda le individuazione delle priorità”. Essenziale è stata l’attività delle reti internazionali dei poteri territoriali “che hanno creato spazi sia per lo scambio di esperienze che soprattutto di apprendimento”. Per la dirigente dell’UCLG “locale e globale vanno di pari passo ed anche per questo è importante l’Agenda 2030 che contempla entrambe le dimensioni”.

Frederic Vallier, Segretario generale del CCRE/CEMR, ha rimarcato come la pandemia è stata meglio affrontata non nei paesi centralizzati, ma in quelli dove gli enti locali recitano un ruolo politico importante. Il CCRE/CEMR sta lavorando con la Commissione europea per aiutare gli enti locali nella crisi economica che stanno attraversando e affinché i piani di rilancio prevedano modelli di sviluppo sostenibile e rispondano ai bisogni dei territori.



Una esperienza concreta e sicuramente paradigmatica è stata esposta da Pilar Diaz, Vice Consigliere per le relazioni internazionali del Consiglio provinciale di Barcellona, Sindaco di Esplugues de Llobregat e Rappresentante dell’Osservatorio per la Cooperazione decentrata. “La Provincia di Barcellona destina il 7% del budget alla cooperazione decentralizzata. Con Montevideo abbiamo creato un Osservatorio sulla cooperazione con la priorità di analizzare e rafforzare quindi i processi di decentralizzazione per seguire gli sviluppi di Agenda 2030”. L’Alleanza Europa-America latina ha il chiaro scopo di uno “sviluppo ulteriore” che riduca, tra l’ altro, le disparità sociali, tecnologiche e agisca contro il climate change”.

Il webinar ha fatto emergere, nel corso della sessione dedicata alle esperienze dei sindaci durante l’emergenza covid-19, alcune costanti, e cioè la capacità da parte dei territori di fornire risposte anche quando quelle dei governi arrivano in ritardo. La spinta dal basso e “naturale” a cooperare con altri comuni anche quando non vi è una regia di alto livello. Per esempio, Pietro Puccio, sindaco di capaci e portavoce CCRE/CEMR sui migranti, ha denunciato il ritardo delle Regione Sicilia e del Governo, ma ha sottolineato come questo vuoto sia stato colmato da “una straordinaria solidarietà sia tra i cittadini che tra comuni siciliani e non solo”. Così come Andreas Wolter, sindaco di Colonia, ha rimarcato la collaborazione durante la pandemia con le città gemellate e con il comune di Bergamo. Colonia sì è spinta anche fuori dai confini europei, fornendo aiuti alimentari e sanitari al Perù. “con le reti di enti locali peruviane abbiamo organizzato aiuti agli abitanti dell’Amazzonia”.



Un altro tema sul quale hanno concordato tutti è stato sollevato da Puccio, che ha messo in rilievo nel suo intervento “l’abbandono politico e pratico dei migranti, causato dalle leggi sulla sicurezza” e la coniugazione tra città inclusive e sicurezza. Più c’è accoglienza meno esistono tensioni sociali. La pandemia, oltretutto, ha fatto emergere in evidenza la fragilità del nostro sistema e con questo si spiega la difficoltà a raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030. Basti pensare che nel sud dell’Italia il 50% delle famiglie non possiede un PC e le reti sono insufficienti. Questa clamorosa carenza ha influenzato ed influisce in negativo, in questo periodo di lezioni a distanza, lo stesso diritto allo studio (ob. 4).

Le emergenze sono purtroppo cicliche ed occorre ripensare ai nostri territori. Dalla crisi pandemica sono emerse in maniera evidente le diseguaglianze, ha ribadito Massimo Seri, Sindaco di Fano. L’AICCRE deve continuare a sensibilizzare gli enti locali su Agenda2030, che deve essere il perno delle nostre politiche. “Tutte le grandi strategie, se non trovano il coinvolgimento pratico ed attivo degli enti territoriali, non raggiungono i loro obiettivi”. La crisi della pandemia può essere una grande opportunità per “sperimentare nuovi percorsi grazie anche ad una alleanza tra i territori”.

Sulla maggiore importanza dopo la pandemia che ha assunto l’obiettivo 11 di Agenda 2030 (città e comunità sostenibili) si è soffermata Annalisa Palozzo, vicesindaco del comune di Ceppagatti e portavoce CCRE/CEMR sulle politiche giovanili. “soprattutto i ragazzi hanno bisogno di spazi naturali condivisi e in sicurezza”.

La terza sessione dei lavori (Quali cambiamenti strategici nelle politiche locali devono essere attuate velocemente per non perdere l’obiettivo dell’Agenda 2030 e degli SDGs?) è stata aperta da Ilaria Bugetti, consigliere regionale della Toscana e portavoce CCRE/CEMR sullo sviluppo territoriale. La Bugetti ha messo in rilievo le difficoltà finanziare degli enti territoriali e della popolazione. Prioritari dopo la pandemia gli SDGs legati alla lotta contro la povertà e per un lavoro dignitoso (obb 1 e 8), alla salute pubblica (ob 3) e alla salute climatica (ob13).



“L’urgenza covid-19 non sia la scusa per non seguire le tematiche importanti come il clima”, ha ammonito Belinda Gottardi, Sindaco di Castel Maggiore e portavoce CCRE/CEMR sul clima. “La sfida futura sarà quella di coniugare emergenza sanitaria con quella climatica. Il Piano di ripresa si deve focalizzare sull’aspetto “Green” dello sviluppo sostenibile e mantenere le tempistiche per la decarbonizzazione. Per puntare allo sviluppo ed alla mobilità sostenibili occorreranno finanziamenti a città e regioni. Sia il Piano di rinascita che il QFP devono entrambi sostenere le sfide dei territori”.

Su Agenda 2030 ed in particolare sull’ob 5 si è soffermata anche Silvia Baraldi, consigliera comunale di Legnago e portavoce CCRE/CEMR per la gender equality. La pandemia ha messo in evidenza la fragilità di alcune categorie, come donne, ragazze e bambini. La Baraldi ha fornito un dato drammatico: nel mondo 740 milioni di donne lavorano nella cosiddetta “economia informale”. A livello locale c’è molto ancora da fare per sostenere le famiglie e garantire dignità alla sovraesposta figura femminile. L’hastag #iorestoacasa non deve diventare una condizione permanente del mondo femminile. La portavoce del CEMR ha anche denunciato episodi di omofobia avvenuti nel suo territorio e di violenza alle donne che “non devono diventare problemi di serie B”.

Accendere un faro sull’ “economia informale”, che nei Paesi in via di sviluppo è un fenomeno assai diffuso, è stato l’auspicio anche di Mohamed Sefiani, Sindaco di Chefchaouen, Marocco: queste persone hanno diritto ad assicurazioni sulle malattie e a sussidi di disoccupazione. Le città intermedie hanno un ruolo fondamentale nella cooperazione e nell’attuazione di Agenda 2030 che, anche secondo il sindaco marocchino, è fondamentale per la cooperazione internazionale tra enti locali, per condividere e preparare progetti che rispondano alla mobilità sostenibile.

Da sottolineare anche che tutti i sindaci intervenuti hanno espresso la necessità di fondi europei diretti per i territori, senza intermediazioni, al fine di utilizzarli in breve tempo e più efficacemente. L’ultima sessione, introdotta da Amandine Sabourin, Platforma Policy Officer, ha visto la partecipazione di Anna Lixi, Team Leader, DEVCO C5 – Città, autorità locali, digitalizzazione, infrastrutture e di Diana Lopez Camarazana, Specialista in partenariato, Urbanizzazione, UNDP.

” Le città sono in prima linea ed hanno ruolo chiave per la sostenibilità, ha detto la Sabourin. “Stiamo lavorando con la DG global della Commissione europea affinché sia alimentato il dialogo tra enti locali di tutto il mondo. L’idea è quella di rafforzare la cooperazione e la capacity building . Vi sono strumenti garantiti fino al 2027”.

Altri segnali positivi per il ruolo degli enti locali arriva dall’ONU. Diana Lopez ha informato che a breve sarà pubblicata una raccomandazione del Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres sul tema specifico dell’impatto del covid-19 sulle città. Un importante segnale politico per i territori. Oltretutto, UNDP e Un-Habitat stanno lavorando ad un network per una analisi delle politiche urbane e sulle strategie di sviluppo territoriale.

Anna Lixi
ha fatto un excursus sui finanziamenti della Commissione europea a favore della cooperazione tra l’UE ed i Paesi Terzi, mettendo sul piatto 15,6 bilioni di euro. Questa cifra si spiega con gli accorpamenti e ridefinizioni di precedenti linee di finanziamento.

Pur ringraziando la Commissione europea per il suo impegno a favore della cooperazione internazionale, Carla Rey, alla fine dei lavori, ha ribadito: La volontà da parte dei poteri territoriali di divenire soggetti attivi della cooperazione e non semplici attuatori; che nella prossima programmazione dei fondi europei, i poteri locali possano usufruire di fondi diretti per la cooperazione, con le associazioni nazionali che rappresentano gli enti locali pronte a seguirli in questo processo di accompagnamento.


ENGLISH VERSION




SPEECHES IN BRIEF




#Aiccre4cooperation


GLI INTERVENTI INTEGRALI IN ITALIANO E INGLESE


STEFANO BONACCINI

CARLA REY

EMILIA SAIZ

FREDERIC VALLIER

PILAR DIAZ

PIETRO PUCCIO

ANDREAS WOLTER

MASSIMO SERI

ANNALISA PALOZZO

ILARIA BUGETTI

BELINDA GOTTARDI

SILVIA BARALDI

MOHAMED SEFIANI

AMANDINE SABOURIN

DIANA LOPEZ

ANNA LIXI
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E’ stato recentemente pubblicato il rapporto “Finanziare lo sviluppo sostenibile 2020” (FSDR 2020), realizzato con il contributo di 60 agenzie del sistema delle Nazioni unite, che cerca di definire le possibili prospettive per indirizzare gli sforzi degli Stati all’attuazione dell’Agenda 2030 nella drammatica situazione economico-finanziaria generata dall’emergenza sanitaria da COVID-19. Il rapporto definisce punti fissi di riferimento e suggerimenti per mettere in pratica alcune soluzioni.




Il FSDR 2020 è il quinto rapporto sull’attuazione dei risultati del finanziamento per lo sviluppo e sui mezzi di attuazione degli SDG dall’adozione dell’Agenda 2030 e dell’Agenda d’azione di Addis Abeba. La valutazione si basa sulle competenze, le analisi e i dati di oltre 60 agenzie e istituzioni internazionali che compongono la Task Force, guidata dall’UN DESA (Department of Economic and Social Affairs) e che include il Gruppo della Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development)  l’UNDP (United Nations Development Programme) ruoli di primo piano.

La recessione economica globale e le turbolenze finanziarie dovute alla diffusione della pandemia del COVID-19 stanno facendo deragliare l’attuazione dell’Agenda d’azione di Addis Abeba e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).
Già prima della pandemia, il Rapporto 2020 sul finanziamento dello sviluppo sostenibile (FSDR) della Task Force inter-agenzie ha rilevato che in molti settori si è verificato un regresso. A causa della crisi di COVID-19, i mercati finanziari globali hanno registrato pesanti perdite e un’intensa volatilità. Particolarmente preoccupante è la prospettiva di una nuova crisi del debito. La FSDR evidenzia sia le azioni immediate che quelle a più lungo termine, tra cui l’arresto del backslide, per rispondere alla crisi COVID-19.

La FSDR chiede tra l’altro:

Priorità negli investimenti pubblici in “infrastrutture sostenibili e resilienti, nel rafforzamento delle politiche redistributive, e nei sistemi di assistenza sociale”. I governi devono accettare di avere un ruolo più attivo nell’economia. Devono vedere nei servizi pubblici un investimento piuttosto che una spesa, e trovare il modo per rendere il mercato del lavoro più sicuro. La redistribuzione della ricchezza deve tornare a far parte dell’agenda.”

  Gli investimenti nel quadro dell’accordo di Parigi restano confermati come assolutamente prioritari considerato che gli shock climatici infliggono danni significativi e permanenti all’economia.

Lo sblocco di investimenti privati è indicato quale condizione necessaria per raggiungere lo sviluppo sostenibile, ma la disponibilità di risorse finanziarie per queste finalità non è una problematica d’immediata soluzione, e deve essere affrontata a livello di sistema: viene evidenziata la necessità di definizione di standard minimi globali per prodotti finanziari sostenibili, che potrebbero essere elaborati a livello di Nazioni unite.

  Tra le soluzioni possibili è riportata anche la proposta dell’Eu High-level expert group on sustainable finance di incorporare la sostenibilità direttamente nei requisiti di capitale degli istituti finanziari regolamentati con determinati criteri ambientali, o nei requisiti richiesti dagli accordi di Basilea.

Sarebbero necessarie modifiche sistemiche alla finanza globale: “per soddisfare le esigenze dell’Agenda 2030, questo sistema deve sia stabilire regole che consentano prevedibilità e promozione del pensiero a lungo termine, ma allo stesso tempo flessibilità adeguata per rispondere alle opportunità e alle sfide emergenti”.

  I singoli Paesi possono poi esplorare la possibilità di definire “quadri di finanziamento nazionali integrati” (Inffs) considerando “moneta e tassi di cambio, misure macroprudenziali, gestione del flusso di capitale e altre politiche per la gestione degli eccessi di volatilità nei finanziamenti nazionali e transfrontalieri.

  LEGGI IL RAPPORTO COMPLETO
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“Lo scopo di VeniceCitySolutions2030 è quello di portare anche in Italia la discussione su Agenda 2030, e di dare la possibilità agli enti locali italiani di scambiare le loro esperienze a livello internazionale”. Lo ha detto il 24 ottobre il Segretario generale dell’AICCRE Carla Rey nella sessione di apertura di VeniceCitySolutions2030, evento che si è svolto a Venezia il 24 e 25 ottobre. Venice City “Analizza come città e regioni stiano implementando i 17 SDGs nei loro piani strategici locali, ascoltando esperienze italiane ed esperienze internazionali, dal Benin al Camerun, dal Madagascar al Brasile, dal Belgio a Cipro, alle nostre Regioni, fino alle esperienze di comuni italiani medi e piccoli”. L’obiettivo, ha continuato la Rey, è quello di “continuare a formare l’allineamento degli SDGs nella loro pianificazione, e questa è una delle missioni dell’AICCRE. Inoltre, vogliamo incentivare gli enti locali ad utilizzare gli indicatori ed i target degli SDGs, in modo tale che l’Agenda 2030 non resti un esercizio di retorica ma si concretizzi. Desideriamo far comprendere agli enti locali e regionali sia il ruolo chiave che essi hanno sia nella definizione della strategia nazionale per l’Agenda 2030, sia nella costruzione del partenariato che l’Agenda 2030 richiede. Partenariato composto, a partire dall’ente locale, anche dal settore privato, dal mondo dell’associazonismo, dalle ONG, dal mondo della ricerca e dell’università, dalle scuole e non ultimo dalla cittadinanza; quest’ultima deve essere necessariamente coinvolta nella pianificazione strategica locale se vogliamo raggiungere gli obiettivi SDGs. Possiamo farlo creando e riconquistando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, facendoli partecipare a questo processo strategico. Questo consentirà alle istituzioni pubbliche di diventare i garanti per i cittadini di quelli che sono i miglioramenti della qualità della vita della cittadinanza, di uno sviluppo socio-economico sostenibile e della salvaguardia del bene più prezioso che abbiamo, che è il nostro Pianeta”.
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