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Gli ambiziosi ma fondamentali “obiettivi di Agenda 2030 possono essere raggiunti solo attraverso un meccanismo governance inclusiva multilivello che coinvolga enti locali in primis, ma anche società civile e settore privato”
, così Carla Rey, Segretario generale AICCRE, nell’intervento sostenuto il 16 luglio a New York nel corso del side event “Finanziamento degli SDG a livello locale” nato dall’iniziativa del Governo italiano con la collaborazione dell’AICCRE, e svoltosi nell’ambito dell’High Level Political Forum dell’ONU.
Cosa sta succedendo in Italia a livello di impatto degli SDGs? Le differenze economiche tra nord e sud del Paese si riflettono anche nella geografia dello sviluppo sostenibile e a livello locale, nonostante i dati raccolti siano ancora scarsi, “si può affermare che la cultura innovativa dell’Agenda 2030 sta diventando l’obiettivo della pianificazione locale”.
In relazione alla strategia Nazionale per lo Sviluppo sostenibile, che si articola secondo le cinque aree persone, pianeta, prosperità, pace e partnership, gli enti locali italiani dimostrano sensibilità diverse e, in questo caso, si rilevano elementi di problematicità anche nel nord dell’Italia ed esempi di eccellenza in piccoli e medi comuni sia del nord che del sud Italia.
La Rey si è quindi soffermata su Venice City Solutions 2030, evento annuale di AICCRE, co-organizzato con UN-Habitat, UNDP, UNCDF, UCLG, di confronto tra i diversi stakeholders dell’Agenda: enti locali mondiali e loro governi centrali, cittadinanza, accademia e settore privato per l’individuazione di buone pratiche da condividere a livello globale. “La prima edizione dell’evento Venice City Solutions ha voluto toccare un tema prioritario per gli enti locali italiani: il finanziamento degli SDGs a livello locale”. Tra l’altro, ricordiamo che le raccomandazioni (la II si svolgerà sempre a Venezia il 24 e 25 ottobre prossimi), sono state il tema del side event ed il contributo italiano alla discussione di New York.
“In tema di finanziamento degli SDGs, ha continuato il Segretario generale dell’AICCRE, è importante partire da tre considerazioni: la necessità che i finanziamenti siano commisurati agli obiettivi di sviluppo a tutti i livelli di governo, introducendo modelli innovativi di finanza locale e regionale. Al modello di decentramento deve però corrispondere una raccolta affidabile di dati e indicatori a livello locale appositamente creati; tutti i livelli di governo dovrebbero migliorare la partecipazione attiva dei cittadini nei processi di sviluppo locale: così facendo la società civile farebbe propri gli obiettivi dell’Agenda e ne garantirebbe l’implementazione a sostegno dell’azione dei governi locali; risulta fondamentale l’impegno e la collaborazione di tutti i livelli di Governo per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
“La presenza all’HLPF di New York di un side event sponsorizzato dal Governo italiano e organizzato dagli enti locali dimostra come in Italia ci si stia impegnando in una innovativa ed efficace governance multi-livello che consente la condivisione della strategia nazionale anche ai livelli locali e garantisce che il processo di partecipazione coinvolga tutti, partendo dal basso, come richiesto nei principi fondanti dell’Agenda 2030.
Dopo aver elencato le raccomandazioni, frutto del contributo degli enti locali sul tema del finanziamento dopo un ampio dibattito tra gli amministratori locali ed i rappresentanti dei Governi centrali mondiali, la Rey ha sollevato il “problema comune ai governi locali relativamente all’Agenda 2030 che è la mancanza di dati: se vi sono dati ufficiali a livello centrale e talvolta regionale, grazie a sistemi statistici nazionali, nella maggior parte dei paesi vi è l’impossibilità di poter usufruire di dati locali certi e omogenei”.
La dirigente dell’Associazione ha concluso con un impegno: “da parte degli enti locali e regionali italiani e di AICCRE, si garantisce l’impegno di perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 implementando la pianificazione strategica locale con la localizzazione degli SDGs, in linea con la strategia nazionale, e di continuare le attività di formazione dei funzionari della pubblica amministrazione e della cittadinanza affinché anche quest’ultima ne supporti il successo”.


LEGGI L’INTERVENTO INTEGRALE DI CARLA REY



IL VIDEO DEI LAVORI DEL 16 LUGLIO (38’34”, INTERVENTO DI CARLA REY)


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“E’ fondamentale il dialogo fra governo centrale e governi locali per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile (SDGs) e garantire i necessari finanziamenti. L’AICCRE supporta i sindaci nel raggiungimento degli SDGs: ci sono molti esempi di città che stanno facendo progetti, aiutiamoli con gli indicatori. La cittadinanza attiva è cruciale per raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030. Occorre co-creare politiche pubbliche locali e monitorare i progressi. Sono molte le iniziative in tante città italiane di tutte le dimensioni e regioni nel segno dell’ uguaglianza di genere, dell’economia circolare e dell’ occupazione giovanile: così Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, nel suo intervento sostenuto il 16 luglio nel corso del side event “Finanziamento degli SDG a livello locale” nato dall’iniziativa del Governo italiano con la collaborazione dell’AICCRE, e svoltosi presso la Sala Conferenze 8 dello United Nations Headquarters.
Ascoltare i Governi locali inizia ad essere sentita come priorità. “Per aiutare lo sviluppo sostenibile, c’è bisogno di stare vicini alle Comunità, con esempi e progetti concreti. Le autorità locali detengono la chiave e hanno bisogno di un ambiente favorevole per mobilitare risorse pubbliche e private. L’assistenza e il sostegno pubblici possono essere un catalizzatore, ma saranno necessari investimenti”. Ha rimarcato Stefano Manservisi, Direttore generale della DG Cooperazione internazionale e sviluppo della Commissione europea.
Lo sviluppo sostenibile è imprescindibile dal coinvolgimento delle autorità locali. “Generare cambiamento significa agire sui territori, conoscerli e favorire un confronto vivo tra conoscenza locale e conoscenza globale. È quello che da molti è chiamato “place-based approach”, che permette il coinvolgimento di tutte le realtà presenti sul territorio, urbane e rurali, rispettando il famoso principio dell’Agenda 2030, che nessuno sia lasciato indietro”, ha detto il ministro per l’Ambiente Sergio Costa. “Le autorità locali vanno sempre ascoltate e coinvolte. Sono gli enti locali – ha continuato Costa – i soggetti pubblici vicini ai cittadini che quindi non possono essere esclusi nell’ambito delle strategia per lo sviluppo sostenibile”.
Mariangela Zappia, Ambasciatrice, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, ha sottolineato come “per l’Italia sia fondamentale rafforzare la partnership con paesi Africani per raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030” ed ha ringraziato l’AICCRE “per il forte coinvolgimento degli enti locali”.
Secondo Maimunah Mohd Sharif, direttrice esecutiva di UN HABITAT, per il raggiungimento degli SDGs “è fondamentale coinvolgere e rendere protagonisti, insieme agli enti locali, il settore privato e la società civile”.
Emilia Saiz, Segretario generale dell’UCLG ha sottolineato come “i governi locali sono convinti che vi sia bisogno di riforme fiscali e di sviluppo di capacità ma è fondamentale che i governi nazionali li includano nelle loro strategie per migliorare la mobilitazione delle risorse nazionali”.
Al side event hanno partecipato anche delegazioni dei governi di Camerun, Madagascar e Marocco.
L’evento rientrava dell’ High level political forum dell’ONU, organo sussidiario dell’ONU e del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, responsabile per l’intera politica dell’organizzazione sullo sviluppo sostenibile, che si sta svolgendo a New York dal 9 al 18 luglio e che all’interno ha ospitato una “tre giorni” (15-17 luglio) dedicata agli enti locali.
L’iniziativa del 16 luglio è nata dalla strategia italiana “Venice City Solutions 2030” che AICCRE ha sviluppato grazie al network PLATFORMA finanziato dalla DG DEVCO . Nei tre anni di lavoro del progetto PLATFORMA in Italia si è sviluppata una strategia di sensibilizzazione e lobby tra gli enti locali per poter raggiungere obiettivi di awareness raising degli enti locali sull’Agenda 2030 e sulla cooperazione decentrata, formazione degli enti locali sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, creazione di piattaforme di governance multilivello per avviare una partnership tra enti locali, governo nazionale e dimensione internazionale, creazione di nuove forme inclusive di partenariato con settore privato, università, terzo settore, ONG, associazionismo e società civile.


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“Un esempio di eccellenza del nostro Paese che tra l’altro segue le indicazioni dell’obiettivo 17 degli SDG, quello sul partenariato. Il Governo italiano riconosce l’importanza della collaborazione con gli enti locali e regionali per gli obiettivi di Agenda 2030, essendo gli enti più vicini ai cittadini. L’evento con il Governo italiano, oltretutto in un contesto internazionale come quello dell’ONU, nasce dalla consapevolezza comune che obiettivi così ambiziosi e vitali per il futuro del Pianeta e dell’umanità, dalla lotta alla povertà alla sostenibilità, dalla parità di genere alla lotta contro il cambiamento climatico, possono essere raggiunti solo con una azione multilivello a livello istituzionale”, così il 12 luglio in un comunicato stampa Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, che guiderà la delegazione italiana, ha commentato il side event “Finanziamento degli SDG a livello locale” che nasce dall’iniziativa del Governo italiano con la collaborazione dell’AICCRE, che si svolgerà a New York Il 16 luglio presso la Sala Conferenze 8 dello United Nations Headquarters.

L’evento farà parte dell’ High level political forum dell’ONU, organo sussidiario dell’ONU e del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, responsabile per l’intera politica dell’organizzazione sullo sviluppo sostenibile, che si sta svolgendo a New York dal 9 al 18 luglio e che all’interno ospiterà una “tre giorni” (15-17 luglio) dedicata agli enti locali.

L’iniziativa del 16 luglio nasce dalla strategia italiana “Venice City Solutions 2030” che AICCRE ha sviluppato grazie al network PLATFORMA finanziato dalla DG DEVCO .

Tra le presenze annunciate quella del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, insieme a Stefano Bonaccini, Presidente Presidente AICCRE e del CCRE/CEMR, e di Stefano Manservisi, Direttore generale per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo dell’Unione europea.

Le raccomandazioni finali della I edizione saranno il tema del side event ed il contributo italiano alla discussione che vedrà a New York, insieme al Governo italiano e AICCRE, anche UNDP, UN-Habitat, UNCDF, UCLG di i governi del Camerun e del Marocco.

Nei tre anni di lavoro del progetto PLATFORMA in Italia si è sviluppata una strategia di sensibilizzazione e lobby tra gli enti locali per poter raggiungere i seguenti obiettivi: – awareness raising degli enti locali sull’Agenda 2030 e sulla cooperazione decentrata; – formazione degli enti locali sugli obiettivi di sviluppo sostenibile; – creazione di piattaforme di governance multilivello per avviare una partnership tra enti locali, governo nazionale e dimensione internazionale; – creazione di nuove forme inclusive di partenariato con settore privato, università, terzo settore, ONG, associazionismo e società civile.
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La II edizione di Venice City Solutions 2030 si svolgerà a Venezia dal 24 al 26 ottobre prossimi. Auspicio degli organizzatori è quello di replicare il grande successo dell’edizione 2018, svoltasi nello scorso novembre, sia in termini di contenuti che di presenze. Infatti, alla I edizione hanno partecipato più di 140 persone provenienti da 36 Paesi di tutto il mondo per discutere, tra l’altro, della necessità di finanziare gli SDGs a livello locale. Le raccomandazioni dell’evento saranno presentate durante l’HLPF dell’ONU a New York. L’edizione 2019 intende continuare ad approfondire il rapporto tra Agenda 2030 ed enti locali non solo per lo specifico obiettivo 11 (“Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”), ma per implementare tutti gli SDGs, facendo leva sul livello locale e sui territori. Venice City Solutions 2030 edizione 2019 si concentrerà nello specifico a rispondere ad alcune domande finalizzate a mobilitare l’azione dei governi locali per coinvolgere i cittadini (soprattutto i più giovani) e renderli consapevoli e partecipi dell’Agenda 2030: in che modo l’ Agenda può aiutare a creare la cittadinanza? – In che modo gli SDGs possono aiutare i governi locali a comunicare meglio con i loro cittadini? – Come possono i governi locali coinvolgere i cittadini per contribuire alla realizzazione degli SDG? – In che modo i governi locali possono mobilitare i soggetti economici e sociali del proprio territorio per accelerare l’attuazione degli SDG? – Come può il governo locale assicurarsi che i cittadini più giovani siano consapevoli ed impegnati in un’Agenda progettata per il mondo futuro? Gli organizzatori hanno ritenuto importante promuovere questo aspetto del collegamento dell’Agenda 2030 con il cittadino, un tema che non è stato ancora sufficientemente esplorato e in cui i governi locali e regionali possono svolgere un ruolo fondamentale, come le istituzioni più vicine alle persone. L’evento è co-organizzato dall’AICCRE, UNDP, UN-Habitat e United Cities and Local Governments (UCLG) con il supporto finanziario di Platforma.
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La Commissione europea ha pubblicato recentemente il suo documento di riflessione “Verso un’Europa sostenibile entro il 2030”, che delinea la sua strategia per la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG). Il documento, si legge nel comunicato stampa della Commissione, “fa parte del fermo impegno dell’UE di realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, anche in relazione all’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici ed intende orientare la discussione su come conseguire al meglio questi obiettivi e sul modo migliore in cui l’Unione europea possa apportare il suo contribuito entro il 2030”. Il documento di riflessione si concentra sulle fondamentali basi strategiche su cui basare la transizione verso la sostenibilità, che comprendono il passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare, la correzione degli squilibri nel nostro sistema alimentare, l’energia del futuro, gli edifici e la mobilità ed illustra inoltre i modi per garantire che questa transizione “sia equa e non lasci indietro niente e nessuno”. Il documento si concentra inoltre sugli attivatori orizzontali, che devono essere alla base della transizione verso la sostenibilità soffermandosi sui seguenti aspetti: istruzione, scienza, tecnologia, ricerca e innovazione e digitalizzazione; finanza, fissazione dei prezzi, fiscalità e concorrenza; condotta responsabile, responsabilità sociale delle imprese e nuovi modelli d’impresa; commercio aperto e fondato su regole; governance e coerenza delle politiche a tutti i livelli. La Commissione presenta tre scenari per stimolare la discussione su come dare seguito agli obiettivi di sviluppo sostenibile all’interno dell’UE: una strategia generale dell’UE relativa agli SDG per orientare le azioni dell’UE e degli Stati membri; un’integrazione continua degli SDG da parte della Commissione in tutte le pertinenti politiche dell’UE, ma senza imporre misure agli Stati membri; puntare di più sull’azione esterna, consolidando al contempo il principio della sostenibilità a livello dell’UE. “Il documento della Commissione, ha detto Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, è un ulteriore stimolo per l’Associazione per consolidare lo sforzo di diffondere la conoscenza sul territorio degli SDG, sensibilizzando i cittadini e gli amministratori locali italiani attraverso iniziative concrete che, oltretutto, nel 2018 hanno ottenuto un grande successo, come per esempio Venice City Solutions 2030 e il concorso Fai goals sugli obiettivi. Esperienze che ripeteremo quest’anno”. Con l’adozione del suo documento di riflessione tanto atteso, “la Commissione fa un significativo passo avanti verso un futuro più sostenibile”, ha commentato il CCRE. “Tenendo conto del fatto che il 65% degli SDG non può essere pienamente realizzato senza il coinvolgimento di città e regioni, l’UE deve collaborare con noi”, ha sottolineato il CCRE. “La futura strategia dell’UE dovrebbe portare alla transizione del modello di sviluppo europeo verso un futuro sostenibile, pulito, sobrio e privo di emissioni di carbonio a cui le città e le regioni sono pronte a contribuire. Questo è ciò che abbiamo chiesto come membri della piattaforma multilaterale di alto livello della Commissione sugli SDG”. “Questo documento di riflessione è fondamentale per il riconoscimento dei partenariati tra città e regioni dell’Europa e dei paesi partner. Chiediamo all’UE di andare oltre e coinvolgere una delegazione di sindaci nel prossimo forum politico ad alto livello, la piattaforma centrale delle Nazioni Unite per il follow-up e la revisione dell’attuazione dell’agenda 2030 “, ha aggiunto Marlène Siméon, direttore di PLATFORMA. “Come affermato nel nostro manifesto per le elezioni europee, continua il CCRE, appoggiamo la proposta della Commissione di una strategia globale dell’UE in materia di SDG per guidare le azioni dell’UE e dei suoi Stati membri. Per condurre il nostro intervento, il CCRE e la PLATFORMA integreranno gli SDG come principi guida per obiettivi annuali, posizioni e programmi di lavoro negli anni a venire”.
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Il video-saluto di Stefano Bonaccini, Presidente del CCRE/CEMR, dell’AICCRE e della Regione Emilia-Romagna, al Comitato politico del CCRE/CEMR, svoltosi il 10 ed 11 dicembre in Germania, a Ludwigsburg. il Presidente sottolinea tra l’altro l’importanza fondamentale delle prossime elezioni del Parlamento europeo, la rilevanza per i territori degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (sdgS) e l’impegno del CCRE/CEMR per la lotta al climate change. GUARDA IL VIDEO
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La prima edizione di Venice City Solutions 2030 si è svolta dal 15 al 17 novembre 2018, ed ha analizzato le modalità per rendere gli SDGs una realtà per tutti a livello locale. L’evento ha contribuito a più livelli sulle soluzioni esistenti e le sfide per finanziare gli SDGs a livello locale. Il foto racconto a cura dell’ufficio stampa dell’AICCRE.




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“Parlare di “localization of SDGs” significa concentrare l’azione degli enti locali e dei loro territori su cinque temi chiave: le persone, il pianeta, la prosperità, la pace e d i partenariati”: lo ha detto Carla Rey a Venezia il 16 novembre, aprendo l’evento “Venice City Solutions 2030” che vede la partecipazione di centoquaranta persone provenienti da ogni parte del mondo.
“L’Agenda e gli obiettivi si occupano di Persone (SDGs 1, 2, 3, 4, 5) perché nel mondo circa 800 milioni di persone rimangono cronicamente denutrite e non hanno accesso a cibo sufficiente, sicuro e nutriente, e troppi bambini non completano un ciclo completo di istruzione dallo sviluppo della prima infanzia. Gli SDGs si impegnano a porre fine alla povertà estrema in tutte le sue forme, compresa la fame, e invitano tutte le persone a godere di un accesso universale ai servizi sociali essenziali e alle infrastrutture di base entro il 2030”. Sono obiettivi che riguardano i paesi del mondo, Europa inclusa: in Italia, ha rimarcato il Segretario generale dell’AICCRE, “da indice Istat la popolazione a rischio di povertà e di esclusione sociale è pari al 30%, con 1 milione e 778mila cittadini in condizioni di povertà assoluta, mentre per l’istruzione terziaria l’Italia è penultima in Europa per numero di laureati, con una quota solo del 16,3%.

“Il Pianeta è la risorsa più preziosa dell’umanità. (SDGs 6, 12, 13, 14, 15). Tuttavia molte risorse naturali ed ecosistemi essenziali per il benessere umano e sociale vengono minacciati o distrutti, come la perdita di biodiversità, l’inquinamento, la scarsità d’acqua la contaminazione del suolo. Il cambiamento climatico non è più una minaccia futura, ma una dura realtà attuale. Stiamo già osservando le conseguenze dell’aumento delle concentrazioni di biossido di carbonio e delle temperature globali più elevate, come le variazioni dell’intensità e della durata degli eventi meteorologici estremi e dell’acidificazione dell’oceano. Gli SDG si impegnano a proteggere il pianeta dal degrado, anche attraverso la produzione e il consumo sostenibili e la gestione sostenibile delle risorse naturali, nonché intraprendendo azioni urgenti per affrontare i cambiamenti climatici. L’Italia ha il maggior prelievo di acqua per uso potabile pro-capite tra i 28 Paesi dell’Unione Europea e l’indicatore relativo all’efficienza della rete di distribuzione è in peggioramento. Il 10,1% della popolazione italiana lamenta irregolarità e cattivo funzionamento del servizio dell’acqua nelle loro abitazioni. Mentre tra il 2004 e il 2016, la percentuale di raccolta differenziata è cresciuta di oltre 30 punti percentuali passando dal 22,7% al 52,5% ed il riciclaggio dei rifiuti di un 10 punti, resta forte la necessità di un’azione ancora più incisiva contro i cambiamenti climatici nel nostro Paese poiché, dal 2010 a oggi, numerosi fenomeni “naturali” hanno colpito con impatti rilevanti (disagi, danni ad infrastrutture, vittime) 198 comuni, che hanno subito ben 340 fenomeni metereologici estremi. 109 sono stati i soli casi di danni ad infrastrutture causati da piogge intense”.

Il mondo deve passare a modelli di consumo e produzione sostenibili che non esauriscano le risorse naturali per le generazioni future e che promuovano la prosperità per tutti se vogliamo parlare di Prosperità per le future generazioni. (SDGS 7, 8, 9, 10, 11). “A meno che non si verifichi questo cambiamento, la popolazione e la crescita economica continueranno ad aumentare ulteriormente le pressioni planetarie e esacerberanno l’esclusione sociale e la disuguaglianza. Cambiamenti tecnologici e la globalizzazione stanno guidando un aumento dei redditi globali, ma anche un aumento delle disuguaglianze tra e all’interno dei paesi, ha sottolineato Carla Rey. “Gli attuali modelli di crescita non stanno fornendo abbastanza lavoro dignitoso, specialmente per i giovani che non hanno competenze e formazione adeguate e stanno portando a una disoccupazione diffusa. Le donne continuano ad essere economicamente sottovalutate ed escluse in molti paesi e regioni del mondo. Il rapido invecchiamento della popolazione può lasciare gli anziani in condizioni disastrose a meno che non siano in atto politiche appropriate. E i gruppi vulnerabili come le persone disabili e indigene rimangono emarginati ed esclusi dalla piena partecipazione socioeconomica”. La Rey è quindi tornata a parlare del nostro Paese poiché il Rapporto Istat sugli SDGs nota come in Italia, “benché l’occupazione sia in lieve crescita negli ultimi quattro anni, nel 2017 il tasso di disoccupazione sia ancora quasi doppio rispetto ai livelli pre-crisi e pari all’11,2%, contro la media europea del 7,6%. Dal 2013 la disoccupazione in Italia si è ridotta di un punto percentuale, in Europa di 3,3 punti. E nelle regioni Sicilia, Calabria, Campania, Sardegna, ma anche Lazio, Liguria e Lombardia si registra in questi anni una forte crescita delle disuguaglianze di reddito.

Promuovere gli SDGs, ha proseguito la dirigente dell’AICCRE “significa promuovere la Pace (SDG 16) tra i popoli, promuovere buone forme di governo, dello stato di diritto, dei diritti umani, delle libertà fondamentali, un accesso equo ai sistemi di giustizia, nonché la lotta alla corruzione e il contenimento dei flussi finanziari illeciti. Istituzioni efficaci e inclusive sono necessarie per prevenire ogni forma di abuso, sfruttamento, tratta, tortura e violenza. In Italia, malgrado i decreti attuativi della legge n. 103 del 2017 che intervengono sul sistema della giustizia rimane la necessità di migliorare l’efficienza del sistema penale”.

L’Agenda richiede inoltre un rinnovato partenariato globale (SDG 17) per il raggiungimento degli SDGs: i governi di oggi devono coordinarsi con un ampio spettro di attori, come le imprese multinazionali, i governi locali, gli organismi regionali e internazionali, le università, le imprese e le organizzazioni della società civile. Responsabilità e trasparenza saranno sempre più importanti a tutti i livelli della società, con meccanismi di regolamentazione rivisti necessari per garantire i diritti umani, civili e ambientali. Il documento di follow-up Rio + 20, sul “…processo di localizzazione… degli SDGs”, rileva che “molte delle sfide critiche nell’attuazione dell’agenda SDG dipenderanno in larga misura dalla pianificazione locale e dall’erogazione dei servizi, dall’acquisizione della comunità e dalla leadership locale, ben coordinato con il lavoro di altri livelli di governance. Le città saranno particolarmente importanti per questo processo. Entro il 2050, si prevede che la popolazione urbana mondiale cresca di 2,5 miliardi di persone, fino a oltre il 70% del mondo che vive nelle città, con circa il 90% della crescita prevista nelle regioni in via di sviluppo dell’Asia e dell’Africa. Le città sono il luogo del consumo e della produzione mondiale. Il contributo delle città alla produzione globale dovrebbe salire a tre quarti nel 2050 . Mettere l’attenzione, gli investimenti e l’innovazione nelle città avvicinerà il mondo agli SDG. E’ necessario riportare l’essere umano non solo al centro del mondo ma al centro del nostro agire”.
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