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NALAS (Network of Associations of Local Authorities of South-East Europee) e PLATFORMA presentano il primo Manuale di cooperazione decentralizzata, compilato attraverso uno sforzo coordinato di un gruppo ristretto di partner della coalizione. 

Il Manuale sulla cooperazione decentrata è stato elaborato su iniziativa della Rete NALAS e supervisionato da un gruppo centrale composto da membri di PLATFORMA provenienti da reti globali e regionali, nonché da membri nazionali e regionali attivo nella cooperazione allo sviluppo decentrata da città a città e da regione a regione: Città unite e governi locali (UCLG), NALAS, Fondo di solidarietà e cooperazione di Maiorca e governo della comunità autonoma della Catalogna, Spagna.

Il DC Handbook fornisce una fonte di esempi concreti sull’azione internazionale dei governi locali e regionali europei con i partner all’estero e consente approfondimenti sulla diversità dei territori e dei partenariati. Mostra esempi pratici critici per mostrare la capacità del livello subnazionale di generare cambiamenti che aiutano a risolvere i problemi della vita reale incontrati dove sono più urgenti e presenti per i cittadini: a livello locale e regionale.

Il manuale è rivolto a tutti gli interessati alla cooperazione allo sviluppo e al ruolo cruciale e al contributo rilevante dei governi locali e regionali nella cooperazione decentrata.

  Il manuale è disponibile anche in francese e spagnolo.

NALAS, PLATFORMA e altri partner hanno anche lavorato a un’animazione video per spiegare cos’è la cooperazione decentralizzata.
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E-News, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CEMR) ha espresso la sua grande preoccupazione per la situazione in Afghanistan e ha altresì comunicato solidarietà al popolo afghano.

Facendo seguito alla dichiarazione di Silvia Baraldi, portavoce del CEMR per l’uguaglianza di genere, il CEMR ha chiesto il rispetto dei diritti umani per tutte le persone afghane e in particolare per coloro le cui vite e il cui benessere sono messi a repentaglio dall’acquisizione talebana.

IL CEMR infine sostiene la dichiarazione dell’UCLG per la tutela dei diritti umani in Afghanistan e chiede alla comunità internazionale di adottare tutte le misure necessarie per proteggere coloro che sono nel bisogno.
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Sul sito del Parlamento europeo è stato pubblicato un articolato studio che, con statistiche ed approfondimenti, fa il punto sulla situazione in Europa di asilo e immigrazione. Le limitazioni della circolazione dovute alla pandemia hanno diminuito i flussi migratori, sia illegali che legali. Questo è dovuto al fatto che i paesi hanno chiuso i loro confini, limitato le tratte d’immigrazione e ridotto l’accoglienza di rifugiati.

Tuttavia l’arrivo di più di un milione di rifugiati e migranti nel 2015 ha messo in luce le carenze del sistema europeo di asilo. Il Parlamento europeo, recita l’articolo, “sta lavorando a proposte di legge per creare una politica di asilo più equa ed efficiente”.

In questo articolo, tutti i dati circa la crisi dei migranti in Europa: chi sono i migranti, cosa sta facendo l’UE per affrontare la situazione e quali sono le implicazioni finanziarie.

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Sul sito del Consiglio d’Europa è stato pubblicato il report 2021 del Segretario generale “State of democracy, human rights and the rule of law.A democratic renewalfor Europe“.

Nel report si legge che “i tribunali nazionali hanno ricevuto un numero crescente di ricorsi contro le azioni del potere esecutivo; la legislazione o l’intervento sono stati usati più comunemente negli ultimi anni per facilitare l’ influenza politica sulle nomine giudiziarie e sulla composizione e il funzionamento degli organi di autogoverno giudiziario”.

Particolarmente interessante il capitolo sulla libertà di espressione,”in declino in molti stati membri; c’è stato un aumento della violenza contro i giornalisti, compresi gli omicidi, spesso impuniti; durante la crisi della salute pubblica, la violenza è aumentata fortemente insieme alla censura e alle rappresaglie per le politiche del governo; la pandemia ha messo in evidenza la necessità di un giornalismo di qualità e controllato, ma, per contro, ha anche tagliato le entrate dei media e ha messo a dura prova la sicurezza dei giornalisti. Si è notata uno “scetticismo delle notizie” per cui la fiducia del pubblico è persa”.

Inoltre, si legge nel rapporto, “la discriminazione, in particolare per motivi quali le opinioni politiche, la religione, l’origine etnica o l’orientamento sessuale, viene inflitta a minoranze e gruppi vulnerabili con il pretesto di proteggere la società in generale; le organizzazioni che proteggono i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo sono diventate il bersaglio di nuove sanzioni penali e regolamenti finanziari speciali”.

SCARICA IL REPORT INTEGRALE(IN INGLESE)
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Oggi, 23 agosto, è la Giornata europea della memoria per le vittime di tutti i regimi totalitari.La Giornata si celebra dal 2009, quando il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiedeva “la proclamazione del 23 agosto come Giornata europea della memoria per le vittime di tutti i regimi totalitari” e regimi autoritari, da ricordare con dignità e imparzialità”.

È un’occasione, scrive nel proprio sito la Commissione europea “per mantenere vivo il ricordo delle vittime, milioni delle quali hanno continuato a soffrire molto tempo dopo la fine della seconda guerra mondiale e la sconfitta del regime nazista”.

La Commissione europea, continua il comunicato, “sostiene progetti in tutta Europa che affrontano la storia dei crimini totalitari e incoraggiano il ricordo. Basandosi sul programma Europa per i cittadini 2014-2020, il nuovo programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori sostiene azioni di memoria sulle cause dei regimi totalitari, in particolare il nazismo, ma anche il fascismo, lo stalinismo e altri regimi comunisti totalitari”.
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“Le preoccupanti notizie che ci giungono in queste ore dall’Afghanistan devono spingerci ad una profonda riflessione e ad un’azione ancora più incisiva sull’urgenza di garantire pari opportunità per tutti “, ha dichiarato Silvia Baraldi, AICCRE, portavoce del CEMR per l’uguaglianza di genere.

Reagendo alla situazione in Afghanistan quando i talebani hanno preso il controllo del paese, la Baraldi esorta la comunità internazionale e l’UE a utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per evitare che l’Afghanistan diventi una prigione per le donne.

  “Il CEMR è impegnato da anni a promuovere iniziative volte a far avanzare il tema della parità di genere nei comuni e nelle regioni d’Europa e non solo. 
  Oggi non possiamo rimanere in silenzio e guardare i diritti delle donne e delle ragazze afgane calpestate, diritti così duramente conquistati e pronti a sgretolarsi davanti ai loro occhi. Abbiamo a cuore i diritti umani e soprattutto la protezione delle persone più a rischio, come donne e bambini.
  La comunità internazionale e l’UE devono unire le forze affinché siano salvaguardati gli sforzi profusi in questi anni per la parità di genere, consapevoli che le società più avanzate sono quelle in cui le donne hanno maggiori diritti e libertà di espressione. L’Afghanistan è un brutale promemoria per tutti noi: non dare mai per scontati la libertà e i diritti umani. ”
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La Commissione europea ha approvato la modifica del programma operativo nazionale italiano per le Città Metropolitane, a cui va un miliardo aggiuntivo, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo, nel quadro di React-Eu.

Queste risorse mirano a rafforzare la transizione verde e digitale, nonché la resilienza delle città metropolitane.

React-Eu fa parte di NextGenerationEU, ovvero del programma di Recovery, e fornisce 50,6 miliardi di euro di finanziamenti aggiuntivi (a prezzi correnti) nel corso del 2021 e 2022 ai programmi della politica di coesione.
fonte: ANSA
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“Dobbiamo riconoscere i giovani come cittadini a pieno titolo che hanno preziose intuizioni e idee su come pianificare il futuro. La loro partecipazione a tutti i livelli rende le nostre società più inclusive e resilienti”, ha affermato sui giovani il relatore del Congresso del Consiglio d’Europa in occasione della Giornata Internazionale della Gioventù (12 agosto 2021). “I giovani devono avere voce in capitolo nelle politiche che li riguardano, dal livello locale a quello internazionale. E poiché il livello più vicino ai nostri giovani, le città e le regioni hanno una responsabilità particolare nell’incoraggiare e facilitare questa partecipazione”, ha sottolineato il relatore.

“Il Congresso dà l’esempio. Dal 2014, il Congresso invita i delegati dei giovani di tutti i nostri Stati membri a partecipare alle nostre attività. I nostri Giovani Delegati hanno un impatto reale. Hanno contribuito a sviluppare il lavoro del Congresso su questioni relative ai giovani, come i diritti sociali dei giovani e l’animazione socioeducativa. La loro voce e prospettiva hanno anche rafforzato il nostro altro lavoro tematico”.

“Ecco perché, in occasione della Giornata Internazionale della Gioventù, voglio cogliere l’occasione per incoraggiare i giovani a impegnarsi con i loro consigli locali e regionali. Continua a sfidarci. Continua a fare la differenza”, ha concluso il relatore, ribadendo l’impegno del Congresso a promuovere la partecipazione dei giovani.
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