E-News, politica europea, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Un comunicato stampa del Dipartimento per le Politiche Europee informa che la Camera dei Deputati nella seduta del 2 agosto ha approvato, in via definitiva, il disegno di legge “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti normativi dell’Unione europea – legge di delegazione europea 2021”.

Il provvedimento si compone di 21 articoli che recano disposizioni riguardanti il recepimento di 12 direttive europee e l’adeguamento della normativa nazionale a 21 regolamenti europei e a 1 raccomandazione.

La legge di delegazione europea, precisa il Dipartimento, interviene su settori molto eterogenei e su temi di particolare rilevanza. Ad esempio, si segnalano le direttive (UE) con cui vengono introdotte disposizioni per rafforzare ulteriormente la tutela dei consumatori e il regolamento (UE) sul crowfunding, un tipo di finanziamento collettivo, che offre alle piccole e medie imprese (PMI) e, in particolare, alle start-up e alle scale-up un accesso alternativo ai finanziamenti al fine di promuovere un’imprenditorialità innovativa nell’UE.

Importante secondoil Dipartimento è anche la direttiva (UE) che è parte di un pacchetto di misure per far fronte alla crisi da COVID-19 denominato “Pacchetto per la ripresa dei mercati dei capitali”, il cui obiettivo è quello di sostenere la ripresa attraverso l’introduzione di modifiche mirate e limitate alla normativa dell’Unione in vigore sui servizi finanziari, per rimuovere gli oneri burocratici non necessari e introdurre misure calibrate ritenute efficaci al fine di mitigare le difficoltà economiche.

In tema di giustizia, il provvedimento interviene per favorire con l’adeguamento al regolamento (UE) l’istituzione dell’Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) che potenzia il coordinamento e la cooperazione tra le autorità nazionali responsabili delle indagini e dell’azione penale contro le forme gravi di criminalità qualora interessino due o più Stati membri o richiedano un’azione penale su basi comuni. Inoltre, con il recepimento del regolamento (UE) sui provvedimenti di congelamento e provvedimenti di confisca, vengono introdotte norme secondo le quali uno Stato membro riconosce ed esegue nel suo territorio i provvedimenti emessi da un altro Stato membro nel quadro di un procedimento in materia penale. Infine, si segnala il regolamento (UE) per le azioni di contrasto della diffusione di contenuti terroristici online.

Di grande impatto per il mondo delle imprese è anche la direttiva (UE) che detta una disciplina completa delle operazioni transfrontaliere di trasformazione e scissione, risolvendo alcuni dubbi applicativi precedentemente connessi alla mancanza di un impianto organico in materia.

Rilevanti sul piano sociale, sottolinea il Dipartimento, sono poi la direttiva (UE) sul distacco dei conducenti nel settore del trasporto su strada e i regolamenti che contengono disposizioni relative all’esercizio della professione di trasportatore su strada di merci e persone.

In tema di salute umana ed animale, conclude il Dipartiemento, si segnalano i regolamenti in materia di agricoltura biologica, di fertilizzanti, di mangimi medicati, di medicinali veterinari, di protezione degli animali durante l’abbattimento e la direttiva concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano.

L’elenco completo delle direttive e raccomandazioni

Legge delegazione europea
0

E-News, politica europea, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Dal 28 agosto al 2 settembre torna il Seminario di Ventotene (LT) promosso dall’Istituto di Studi Federalisti “Altiero Spinelli”.

Nato nel 1982 su proposta di Altiero Spinelli che in quell’isola scrisse assieme ad Ernesto Rossi il “Manifesto di Ventotene”, il Seminario è diventato uno dei più importanti momenti di riflessione sul futuro dell’Europa e del mondo al quale hanno partecipato importanti personalità europee del panorama politico e culturale.

La cerimonia di apertura del Seminario, giunto alla sua quarantunesima edizione, avverrà domenica 28 agosto. Tra i saluti di apertura previsti, anche quello del Presidente del Movimento Europeo Italia, Pier Virgilio Dastoli.

PROGRAMMA Seminario Nazionale IL FEDERALISMO IN EUROPA E NEL MONDO. Dall’Unione Monetaria agli Stati Uniti d’Europa |

PROGRAMMA Seminario Internazionale FEDERALISM IN EUROPE AND THE WORLD. From the Monetary Union to the United States of Europe
.
0

E-News, politica europea, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
In una lettera indirizzata ai membri del Parlamento italiano il Movimento Federalista Europeo (MFE) il 13 luglio sottolinea l’urgenza di avviare la Convenzione per la revisione dei Trattati UE e l’importanza del ruolo europeo dell’Italia.

La lettera del MFE fa riferimento alla risoluzione MFE approvata all’unanimità nella sua riunione del 2 luglio.

E’ una risoluzione, evidenzia il Movimento, che sottolinea il fatto che l’Europa, dato il momento drammatico e pericoloso che sta attraversando, “deve riuscire a rafforzare la sua unità e la sua capacità di agire; ed è anche un richiamo alla responsabilità da parte di tutti nel nostro Paese, perché l’Italia ha un ruolo fondamentale e può, in larga parte, determinare i destini dell’Unione europea”.

Il processo di riforma dell’Unione europea, oggi, è sia necessario, sia possibile, continua la lettera. La Conferenza sul futuro dell’Europa, che si è conclusa il 9 maggio, ha creato una base di partenza eccezionale.

Si è trattato infatti non solo di un momento importante e innovativo, per via del confronto democratico paneuropeo tra cittadini, rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali ed esponenti della società civile; ma anche di una riflessione che è arrivata ad affrontare in profondità nodi politici e istituzionali importanti, “chiedendo anche una riforma dei Trattati per costruire un’Unione europea più efficace, più capace di agire nei settori cruciali (ambiente, salute, governo dello sviluppo digitale, politica estera e di difesa, politiche economiche e sociali) e più vicina ai cittadini”.

E’ arrivata fino a porre la questione della necessità di una vera Costituzione europea e dell’avvio di un cambiamento politico-istituzionale, per attribuire nuove competenze all’UE, nuovi poteri al Parlamento europeo e rafforzare la democrazia sovranazionale.

Molte di queste riforme, scrive il MFE, richiedono una modifica dei Trattati, ed è per questo che il Parlamento europeo, da parte sua – adottando un iter eccezionalmente veloce rispetto alla prassi – ha votato a larghissima maggioranza una risoluzione per attivare l’art. 48 del Trattato sull’Unione europea e chiedendo di istituire una Convenzione che affronti la revisione dei trattati.

Il Consiglio europeo, cui spetta la decisione (a maggioranza semplice) per convocare la Convenzione, a giugno non ha preso in considerazione la richiesta; ma è un fatto che non può ignorare ulteriormente quanto la Conferenza ha prodotto e la volontà espressa dal Parlamento europeo.

Per il MFE, i governi nazionali e il Consiglio europeo hanno il dovere, politico e morale, di procedere con la Convenzione per discutere la riforma dei Trattati, nella consapevolezza che il tempo gioca contro l’Europa e contro la nostra stessa unità.

E’ quindi sollecitando tutti a cogliere l’importanza del momento e a contribuire alla stabilità e al successo del Governo italiano che “vi invitiamo a prendere visione del nostro documento, con l’auspicio che l’autunno possa portare l’avvio della Convenzione e del confronto per la riforma dei Trattati e che il nostro Paese possa continuare ad essere, come ora, alla guida del cambiamento e del rafforzamento dell’Europa”. Mai come in questo momento nella storia della nostra Repubblica è stato necessario un impegno collettivo e uno sforzo unitario per lavorare uniti in nome dell’interesse generale, conclude la lettera del MFE ai parlamentari.
0

E-News, politica europea, Ultime Notizie, Notizie
La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C270 del 13 luglio pubblica la Risoluzione del Comitato europeo delle regioni (CdR) sul contributo degli enti locali e regionali alla Conferenza sul futuro dell’Europa.

La Risoluzione ricorda che il 70 % della legislazione viene attuato a livello regionale e locale, e il CdR chiede di essere consultato nell’ambito dei processi di definizione delle politiche e delle priorità e di pianificazione annuale e pluriennale dell’UE, come quelli previsti dall’accordo interistituzionale Legiferare meglio.

Il CdR è dell’avviso che una maggiore considerazione dell’esperienza specifica degli enti locali e regionali nell’attuazione del diritto dell’UE conduca a legiferare meglio a livello di Unione europea.

La Risoluzione sottolinea che gli enti locali e regionali hanno un ruolo importante da svolgere nel rafforzamento dello Stato di diritto; condanna pertanto qualsiasi tentativo di attaccare lo Stato di diritto, strumentalizzare il sistema giudiziario e minare i valori e i diritti europei, nonché la supremazia del diritto dell’UE rispetto al diritto nazionale; e sottolinea che gli enti locali e regionali devono contribuire a monitorare lo Stato di diritto e valutare il rispetto di tale principio in base ai criteri elaborati dalla Commissione di Venezia.

Il CdR considera la Conferenza sul futuro dell’Europa un punto di partenza per un processo democratico pienamente responsabilizzante a livello europeo, nazionale, regionale e locale; ribadisce la necessità di un dibattito costante realmente inclusivo, trasparente e decentrato, nonché geograficamente e politicamente equilibrato, sul futuro dell’Unione europea; e ritiene che la Conferenza dovrebbe seguire un approccio aperto, anche per quanto riguarda la riforma delle politiche e delle istituzioni, e aprire la strada a riforme durature, che vadano al di là della sua stessa conclusione.

LA RISOLUZIONE COMPLETA IN ITALIANO (PDF)
0

E-News, politica europea, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Il Comitato europeo delle Regioni (CdR) rende noto sul proprio sito di aver adottato una risoluzione sull’esito e il seguito della Conferenza sul futuro dell’Europa durante la sua sessione plenaria. Il CdR chiede tra l’altro un rapido seguito e attuazione delle raccomandazioni espresse nella relazione “al fine di soddisfare le aspettative dei cittadini”.

Una futura Convenzione “dovrebbe coinvolgere pienamente i membri del CdR per rappresentare le voci degli oltre 1 milione di politici eletti a livello regionale e locale in Europa, al fine anche di rafforzare la dimensione locale e regionale delle politiche dell’UE“.

Dopo un anno di dibattiti, la Conferenza sul futuro dell’Europa si è conclusa il 9 maggio 2022 a Strasburgo. I Presidenti del Parlamento europeo, della Commissione e del Consiglio hanno ricevuto una relazione finale dai copresidenti della Conferenza contenente 49 proposte di ampio respiro, ambiziose e lungimiranti, dettagliate in 328 l misure. Da allora, le istituzioni dell’UE stanno esaminando come dare seguito a queste raccomandazioni. Mentre la Commissione europea è “pronto a lavorare nell’ambito delle competenze dei trattati dell’UE e a sostenere la modifica dei trattati ove necessario”, il Consiglio europeo nelle sue recenti conclusioni ribadisce che “le istituzioni devono garantire un seguito efficace a questo rapporto, … in conformità con i Trattati”. Alla sua 150a sessione plenaria, il CdR, così come il Parlamento europeo all’inizio di questo mese, ha compiuto un ulteriore passo avanti nel follow-up e ha adottato una risoluzione a sostegno della richiesta di istituzione della Convenzione per la revisione dei Trattati dell’UE al fine di attuare le raccomandazioni della Conferenza, in particolare quelle riguardanti il ​​ruolo degli enti locali e regionali.

Altri elementi chiave della risoluzione del CdR sono:

– Il sostegno delle proposte della Conferenza volte a integrare la democrazia rappresentativa aumentando la partecipazione dei cittadini alla democrazia europea a tutti i livelli: un meccanismo permanente e territoriale per il dialogo con i cittadini, sostenuto dagli enti locali e regionali, garantirebbe una comunicazione bidirezionale e un’interazione significativa tra i cittadini e le istituzioni dell’UE e portare a una migliore comprensione dell’impatto locale e regionale delle politiche dell’UE in tutta l’UE.

– L’invito a rafforzare le sinergie interistituzionali che coinvolgano il CdR nei lavori della Commissione europea, del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea per la sua capacità di fornire una buona conoscenza e una migliore comprensione del funzionamento dell’UE sul campo.

– Il sostegno alla proposta della Conferenza secondo cui “la sussidiarietà attiva e la governance multilivello sono principi chiave e caratteristiche fondamentali per il funzionamento dell’UE e la responsabilità democratica” e l’appello per un ” uso sistematico di una definizione di sussidiarietà condivisa da tutte le istituzioni dell’UE” chiarire il livello – europeo, nazionale, regionale o locale al quale devono essere prese le decisioni. Queste proposte dovrebbero aiutare a chiarire che la sussidiarietà non consiste nell’impedire al livello europeo di agire, ma nell’identificare quale livello di governo dovrebbe avere il ruolo guida per una legislazione efficiente.

– Il sostegno alla proposta del Conferenza di “creare un sistema di Consiglieri locali dell’UE come modo per ridurre la distanza tra le istituzioni dell’UE e i cittadini. Il CdR, infatti, aveva già avviato a maggio 2021 una Rete europea di consiglieri regionali e locali e creerà sinergie con la Commissione europea che la scorsa settimana ha lanciato il progetto “Building Europe with Local Councillors”.

– Il supporto della proposta Conferenza che suggerisce di cambiare i nomi delle istituzioni dell’UE, per chiarire le loro funzioni e il rispettivo ruolo nel processo decisionale dell’UE per i cittadini; a tal fine, il Comitato propone di modificare la propria denominazione per meglio rispecchiare le responsabilità politiche e giuridiche dei suoi membri nonché il suo ruolo di assemblea europea delle regioni e dei comuni.

Ricordiamo che Manuela Bora, consigliere regionale delle Marche, è uno dei 12 delegati organizzati dal CdR che hanno rappresentato gli enti locali e regionali al gruppo di lavoro della Conferenza sul futuro dell’Europa. Manuela Bora è di nomina AICCRE nel CEMR che ha rappresentanza al CdR.

BORA, CEMR: “CONFERENZA FUTURO EUROPA DIVENTI ORGANISMO PERMANENTE”

Conferenza futuro Europa, Bora: “per parità di genere occorre impegno molto più convinto”

Bora alla plenaria di Strasburgo: “errore Ue? abbandonare la sussidiarietà”
0

E-News, politica europea, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Diversi paesi hanno presentato la propria domanda di adesione all’UE. Tuttavia l’adesione è processo lungo che necessita di molta preparazione.

Per scoprire come funziona e quali sono i paesi che vogliono aderire all’UE, il sito del Parlamento europeo ha pubblicato uno speciale sull’argomento dell’Allargamento dell’UE.

I paesi attualmente candidati includono Albania, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia. La Bosnia-Erzegovina, la Georgia e il Kosovo sono candidati potenziali.

Oltre ai paesi dei Balcani occidentali, anche la Turchia è un paese candidato e dal 23 giugno lo sono anche Ucraina e Moldova.

Questi paesi beneficiano dei fondi UE, di supporto nelle politiche e di accordi associazione che forniscono accesso al mercato interno dell’UE.

Nel marzo 2022 Ucraina, Georgia e Moldova hanno presentato domanda di adesione all’UE. Il Parlamento europeo ha chiesto che lo status di candidato dell’UE venisse concesso all’Ucraina e alla Moldova “senza indugio” e alla Georgia una volta completate le riforme necessarie.

Il 23 giugno 2022 la presidente del Parlamento Roberta Metsola, in un discorso rivolto ai leader dell’UE ha affermato che l’accesso di questi paesi rafforzerebbe l’UE.

Durante il vertice, i paesi dell’UE hanno riconosciuto l’Ucraina e la Moldova come paesi candidati e la Georgia e la Bosnia-Erzegovina come potenziali candidati, il che significa che è stato loro chiesto di completare ulteriori riforme.

Quali sono i criteri per diventare membri dell’Unione europea?

Il primo criterio è quello di rispettare i valori democratici su cui si basa l’Unione europea. Il paese deve avere delle istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani, il rispetto delle minoranze e la loro tutela. Per avviare un negoziato questa condizione è imprescindibile.

Ci sono inoltre criteri economici: l’esistenza di un’economia di mercato affidabile e la capacità di far fronte alla pressione concorrenziale all’interno dell’Unione. Il paese deve anche mostrare di essere in grado di accettare gli obblighi derivanti dall’adesione e di attuare efficacemente le leggi e le politiche dell’UE.

Come funziona il processo di adesione?

Il paese può essere candidato nel momento in cui soddisfa i tre criteri elencati sopra (politici, economici e di riforma). I negoziati formali includono 35 capitoli e coprono i diversi settori di cui si occupa l’UE. Se i negoziati e le riforme hanno esito positivo si passa allora al completamento del Trattato di adesione. Il Trattato di adesione deve essere ratificato da tutti i membri dell’UE e dal paese candidato prima di procedere all’adesione.

Il Parlamento europeo partecipa a dibattiti, votando le relazioni annuali sui progressi per ciascun paese candidato. Questo costituisce un’occasione per identificare le aree problematiche.

L’approvazione del Parlamento è inoltre necessaria affinchè un paese possa aderire all’UE.

L’evoluzione della situazione negli ultimi anni

Il 6 febbraio 2018 la Commissione europea ha pubblicato il suo documento strategico sull’allargamento, che indica il 2025 come possibile data di adesione per Serbia e Montenegro. Lo stesso giorno, i rappresentanti della Commissione hanno discusso la strategia con i deputati durante un dibattito in plenaria a Strasburgo.

Gli eurodeputati, pur avendo ampiamente accolto la strategia, hanno sottolineato la necessità di riforme nei Balcani occidentali.

Durante il vertice UE-Balcani occidentali a Brdo pri Kranju, tenutosi in Slovenia il 6 ottobre 2021, i leader dell’UE hanno ribadito il loro sostegno ai paesi e hanno definito una serie di iniziative per rilanciare la regione.

Il Parlamento europeo continua a sostenere l’adesione dei paesi dei Balcani occidentali all’UE. In una risoluzione adottata nel giugno 2020, i deputati hanno esortato l’UE a fare di più per rendere il processo di allargamento di questi paesi un successo.

In una risoluzione adottata nell’ottobre 2019, il Parlamento ha espresso il proprio disappunto per il fatto che Albania e Macedonia del Nord non siano state in grado di avviare i colloqui di adesione, sottolineando il ruolo decisivo che il processo di allargamento ha svolto nella stabilizzazione dei Balcani occidentali.
0

E-News, politica europea, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Il servizio stampa del Dipartimento per le politiche europee informa che è stata pubblicata la Relazione del Governo italiano sul contributo italiano alla Conferenza sul futuro dell’Europa. La Relazione raccoglie i risultati del dibattito nazionale sulla Conferenza sul futuro dell’Europa e presenta gli eventi, le iniziative e le attività promossi dal Governo italiano che hanno visto la partecipazione qualificata di Istituzioni, Università, Enti locali, associazioni, giovani universitari, studenti e studentesse delle scuole, cittadini e società civile.

Sebbene la discussione sui temi della Conferenza fosse aperta a tutti i cittadini, gli interlocutori privilegiati sono stati i giovani, considerati i protagonisti della consultazione. Le attività del Governo italiano hanno infatti cercato prioritariamente di sollecitare il dibattito nelle scuole, nelle Università, nelle organizzazioni giovanili della società civile.

Relazione sul contributo italiano alla Conferenza [.pdf – 4,95 Mbyte]
0

E-News, politica europea, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
L’ufficio stampa della Commissione europea annuncia attraverso un comunicato stampa di aver adottato il 17 giugno una comunicazione che illustra come dare seguito ai risultati della conferenza sul futuro dell’Europa.

Dopo un anno di deliberazioni, la Conferenza si è conclusa il 9 maggio 2022. Nella cerimonia di chiusura a Strasburgo, i Presidenti del Parlamento europeo, della Commissione e del Consiglio hanno ricevuto dai partecipanti alla Conferenza una relazione finale contenente 49 persone di ampio respiro, ambiziose e proposte lungimiranti e 326 misure individuali.

Queste proposte, scrive la Commissione, coprono nove grandi temi e si basavano sulle raccomandazioni formulate dai cittadini durante i Panel dei cittadini europei e i Panel dei cittadini nazionali e che hanno contribuito con le loro idee attraverso la piattaforma digitale multilingue.

“Sebbene la Conferenza abbia prodotto sia la quantità che la qualità delle proposte, il suo successo dipenderà in definitiva dal cambiamento che può apportare”, continua Bruxelles. In questo spirito, la Commissione europea, insieme al Parlamento europeo e al Consiglio, si sono tutti impegnati nella Dichiarazione congiunta del marzo 2021 a dare seguito a quanto proposto, ciascuno nel quadro delle proprie competenze e in conformità con i Trattati. Il presidente von der Leyen ha ribadito questo impegno alla cerimonia di chiusura della Conferenza.

La comunicazione del 17 giugno è il primo passo nel follow-up della Commissione. Offre una valutazione di ciò che è necessario per dare seguito alle proposte della conferenza, fornisce una panoramica delle prossime fasi e illustra il modo migliore per trarre insegnamento dalla conferenza e integrare la democrazia partecipativa nella politica e nel processo legislativo dell’UE. Ad esempio, basandosi sul successo dei comitati di cittadini europei alla conferenza, la Commissione consentirà a questi comitati di deliberare e formulare raccomandazioni prima di alcune proposte chiave, come parte della sua più ampia elaborazione politica e in linea con i principi per legiferare meglio.

La Commissione europea ritiene che “affinché la valutazione delle proposte sia credibile, sia essenziale attenersi allo spirito e alla lettera di quanto proposto, senza alcuna reinterpretazione o selezione”. Questo è quanto riportato nell’allegato alla comunicazione. Le 49 proposte sono suddivise nelle stesse aree tematiche scelte dalla Conferenza, con la valutazione della Commissione definita per ciascuna area.

L’allegato definisce quattro categorie di risposte: iniziative esistenti che affrontano le proposte (ad esempio la legge europea sul clima); quelle già proposte dalla Commissione dove il Parlamento Europeo e il Consiglio sono chiamati ad adottare (es. Nuovo Patto sulla Migrazione); azioni pianificate che tradurranno le idee, costruendo nuove riflessioni dalla Conferenza (es. Media Freedom Act); e nuove iniziative o ambiti di lavoro ispirati alle proposte, rientranti nelle competenze della Commissione (ad es. questioni relative alla salute mentale).

La prima serie di nuove proposte sarà annunciata nel discorso sullo stato dell’Unione della presidente von der Leyen nel settembre 2022, nonché nella lettera di intenti di accompagnamento. Queste proposte saranno tra quelle da includere nel programma di lavoro della Commissione per il 2023 e oltre. Nel dare seguito, informa il comunicato, “la Commissione assicurerà che le nuove riforme e politiche non si escludano a vicenda per le discussioni sulla necessità di una modifica del trattato, concentrandosi sul trarre il massimo da ciò che è attualmente possibile, pur restando aperta alla modifica del trattato ove necessario”.

Per tenere informati i cittadini che hanno partecipato alla conferenza e mantenere lo slancio, nell’autunno 2022 sarà organizzato un evento di feedback della conferenza. Questo evento sarebbe il momento per comunicare e spiegare come le tre istituzioni dell’UE stanno seguendo e prendendo stock di progresso in quella fase del processo.

APPROFONDIMENTI

Comunicazione sulla Conferenza sul futuro dell’Europa

Allegato alla Comunicazione sulla Conferenza sul Futuro dell’Europa

Rapporto finale

Discorso della Presidente von der Leyen alla cerimonia di chiusura della Conferenza [9 maggio 2022]
0

PREVIOUS POSTSPage 2 of 13NEXT POSTS