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Stefano Bonaccini, Presidente AICCRE e CCRE/CEMR è tra i firmatari di un appello nel quale si chiede partnership “forti ed efficaci tra tutti i livelli di governo, non solo per guidare la via d’uscita dalla crisi, ma anche per gettare le basi per un’Europa resistente e sostenibile”.

Dobbiamo evitare di ripetere gli errori delle prime settimane della crisi. “Troppe delle misure iniziali sono state adottate a livello nazionale, senza coordinamento europeo, e spesso hanno trascurato il ruolo cruciale che i nostri governi locali e regionali stavano svolgendo nei loro territori. Il coordinamento tra i diversi livelli di governance può e deve essere migliorato”, continua l’appello firmato tra gli altri anche da Jan Van Zanen, sindaco de l’Aia e da Yordanka Fandakova, sindaca di Sofia.

“Le città e le regioni hanno fornito servizi essenziali nell’assistenza sociale, nella gestione dei rifiuti, nell’igiene, nella mobilità e nell’assistenza sanitaria, facendo il possibile per limitare il rischio di ulteriori contagi”.

L’appello poi si concentra sulla grave crisi economica post-Covid: “con una previsione di contrazione economica europea di oltre l’8% nel 2020, ci saranno gravi conseguenze per i lavoratori e le imprese, anche nei settori del commercio al dettaglio, della cultura e del settore alberghiero. I Comuni e le Regioni soffrono anche di enormi perdite di entrate – stimate in miliardi e fino al 20% delle imposte locali in alcuni paesi – che minacciano la loro capacità di fornire servizi pubblici”.

Gli enti locali e regionali vogliono contare di più: “In molti paesi, la gestione della pandemia è in fase di localizzazione, poiché ha dimostrato che le azioni e gli interventi su misura sono più efficaci. Per questo noi, in quanto sindaci e leader regionali, non accetteremo di essere semplici esecutori delle politiche pubbliche europee e nazionali, senza avere voce in capitolo. Vogliamo e dobbiamo essere agenti di cambiamento”.

In Europa, continua l’appello, “abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma per la governance. Noi, in quanto rappresentanti dei Comuni e delle Regioni d’Europa, chiediamo ai leader europei e nazionali di lavorare con noi e di mobilitare tutte le nostre energie per costruire il nuovo modello di sviluppo che i nostri concittadini si aspettano”.

Il Covid-19 è il segnale d’allarme della natura: “non dobbiamo affidarci a un modello economico in disaccordo con l’ambiente. Il Green Deal dell’Ue dovrebbe essere il motore di una ripresa che trasformi la nostra economia, rendendola più sostenibile, inclusiva e resistente agli shock futuri. Le città stanno già spianando la strada. Durante la crisi, sono stati costruiti chilometri di piste ciclabili, le strade sono state trasformate per far posto a percorsi pedonali e molti centri urbani sono stati trasformati in aree pedonali”.

“Mentre gli Stati membri elaborano i propri piani di ripresa nazionali, dobbiamo assicurarci che i leader locali e regionali siano pienamente coinvolti nella loro progettazione e realizzazione”.

Un milione di politici eletti a livello locale e regionale in tutta Europa, sottolinea l’appello pubblicato da euractiv.it, “forniscono servizi vitali per i loro cittadini e le loro comunità. Chi potrebbe essere in una posizione migliore per garantire che il denaro dell’Ue venga speso in quei settori che hanno davvero bisogno del nostro sostegno?”.

Per avere successo, i territori hanno bisogno di essere potenziati. L’appello svela una contraddizione: “negli ultimi anni, le Città e le Regioni hanno assistito a un aumento delle responsabilità, mentre il loro accesso ai finanziamenti nazionali è diminuito. Per questo motivo la Commissione europea dovrebbe garantire un accesso diretto e semplificato ai finanziamenti dell’Ue ed estendere la flessibilità per gli aiuti di Stato a favore delle imprese locali”.

“Da una prospettiva più ampia e più lungimirante, invitiamo la Commissione a stabilire un dialogo permanente con noi, attraverso la nostra organizzazione rappresentativa, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa”.

Prevista fino all’estate del 2022, “la Conferenza sul futuro dell’Europa è un’altra occasione da non perdere per rafforzare la cooperazione con i governi locali e regionali. Questa Conferenza offre un’opportunità storica per l’Ue di consultare e coinvolgere tutti i livelli di governo. I leader europei e nazionali devono sviluppare un dialogo permanente con noi e, attraverso di noi, con una moltitudine di cittadini”.

“Il piano di ripresa dell’Europa ha un grande potenziale non solo per rinvigorire la nostra economia, ma anche per trasformare il nostro modo di fare. Lavorando con le nostre Città e Regioni e dando loro potere, la nostra Unione uscirà da questa crisi più forte e meglio, in grado di affrontare la crisi Covid, l’emergenza climatica e le sfide future”.
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Il Presidente del CCRE/CEMR e dell’AICCRE Stefano Bonaccini ha aperto i lavori del webinar organizzato dal CCRE/CEMR l’11 giugno, “European Municipalities and Regions facing the COVID-19 crisis and its consequences”. Ai lavori ha partecipato anche Carla Rey, Segretaario generale dell’AICCRE. Di seguito l’intervento del Presidente Bonaccini.


La pandemia COVID-19 è una situazione senza precedenti, finora sono stati individuati quasi due milioni di europei con il virus e oltre 160.000 sono morti per questa malattia in Europa. Queste cifre drammatiche continueranno ad aumentare nelle prossime settimane, oltre a tutte le misure drastiche che sono state adottate, e dobbiamo essere molto vigili per monitorare l’evoluzione fino a quando non si potrà procedere alla vaccinazione generale. Tutte le nostre vite sono state colpite in un modo o nell’altro.

Nella mia regione, l’Emilia Romagna, la situazione è stata molto difficile perché è una delle regioni più colpite in Italia. Come leader dei governi locali e regionali, siamo stati in prima linea nella crisi e grazie ai servizi pubblici locali, il nostro continente è stato in grado di affrontare la situazione sanitaria.

I dipendenti del settore pubblico hanno garantito l’erogazione ininterrotta dei nostri servizi pubblici più importanti, a dimostrazione del ruolo chiave dei servizi pubblici locali organizzati e adeguatamente finanziati per la fornitura continuativa di servizi di interesse generale ai cittadini, soprattutto nei momenti di emergenza.

Questa crisi ha anche dimostrato l’importanza vitale del nostro modello sociale europeo, basato sullo stato sociale, sulle pratiche di dialogo sociale nazionale, sul corretto finanziamento dei sistemi sanitari, sulla protezione dei lavoratori, dei disoccupati e delle persone vulnerabili. Ora iniziamo ad aprirci e vediamo quanto dovremo sostenere la ripresa della nostra economia e della nostra società. Le conseguenze dell’isolamento saranno un’altra sfida per noi. Avremo bisogno del sostegno dell’Unione europea per superare le conseguenze, avremo bisogno di maggiore solidarietà anche a livello globale, con i nostri vicini dei confini mediterranei, orientali e settentrionali. Dovremo ricominciare da capo, in linea con gli obiettivi di lotta al cambiamento climatico e di costruzione di un modello di sviluppo più sostenibile.

All’inizio della crisi, i governi centrali hanno fallito nel coordinare le loro risposte e hanno agito unilateralmente. A partire da metà marzo, la Commissione europea ha lanciato diverse iniziative nei settori della salute pubblica, della tutela delle libertà fondamentali e della gestione delle frontiere, nonché delle questioni economiche e monetarie. Ci siamo resi conto di quanto sia necessario lavorare insieme per agire in una crisi di questo tipo.

Accogliamo con favore la Coronavirus Response della Commissione europea, in particolare le iniziative per affrontare le sfide economiche, sociali e fiscali. Sosteniamo gli sforzi della Commissione per ammorbidire le regole sugli aiuti di Stato e rinnoviamo la nostra richiesta di una revisione delle regole di concorrenza per sostenere la nostra economia attraverso la localizzazione della produzione di beni essenziali.

Nei prossimi mesi, gli Stati membri e il Parlamento europeo negozieranno la proposta della Commissione per il piano di ripresa e il bilancio a lungo termine per l’UE. Valuteremo le varie proposte ed esprimeremo le nostre opinioni. Già oggi esortiamo la Commissione europea a fare del principio di partenariato un prerequisito per la preparazione dei programmi operativi e invitiamo il legislatore europeo a collaborare con i governi locali e regionali, seguendo la raccomandazione della risoluzione del Parlamento europeo del 2018 di fare del CEMR un partner chiave soprattutto in questa fase prelegislativa.


ENGLISH VERSION

The President of CCRE/CEMR and AICCRE Stefano Bonaccini opened the webinar organized by CCRE/CEMR on June 11, “European Municipalities and Regions facing the COVID-19 crisis and its consequences”. Carla Rey, General Secretary of AICCRE, also participated in the work. Here follows the speech of President Bonaccini.

The COVID-19 pandemic is an unprecedented situation, so far almost two million Europeans have been detected with the virus and over 160,000 have died from the disease in Europe. These dramatic figures will continue to increase in the coming weeks, in addition to all the drastic measures that have been taken, and we must be very vigilant to monitor the evolution until general vaccination can be carried out. All our lives have been affected in one way or another.

In my region, Emilia Romagna, the situation has been very difficult because it is one of the most affected regions in Italy. As leaders of local and regional governments, we have been at the forefront of the crisis and thanks to local public services, our continent has been able to deal with the health situation.

Public sector employees have ensured the uninterrupted delivery of our most important public services, demonstrating the key role of organised and adequately funded local public services for the continuous provision of services of general interest to citizens, especially in times of emergency.

This crisis has also demonstrated the vital importance of our European social model, based on the welfare state, national social dialogue practices, proper financing of health systems, protection of workers, the unemployed and vulnerable people. Now we are starting to open up and see how much we should support the recovery of our economy and society. The consequences of isolation will be another challenge for us. We will need the support of the European Union to overcome the consequences, we will need more solidarity at global level too, with our neighbours on the Mediterranean, eastern and northern borders. We will have to make a fresh start, in line with the objectives of combating climate change and building a more sustainable development model.

At the beginning of the crisis, central governments failed to coordinate their responses and acted unilaterally. Since mid-March, the European Commission has launched several initiatives in the areas of public health, protection of fundamental freedoms and border management, as well as economic and monetary issues. We have realised how necessary it is to work together to act in a crisis of this kind.

We welcome the European Commission’s Coronavirus Response, in particular, initiatives to address economic, social and fiscal challenges. We support the Commission’s efforts to relax state aid rules and renew our call for a review of competition rules to support our economy through the localisation of the production of essential goods.

In the coming months, Member States and the European Parliament will negotiate the Commission proposal for the recovery plan and the long-term budget for the EU. We will assess the various proposals and express our views. Already today, we call on the European Commission to make the partnership principle a prerequisite for the preparation of operational programmes and we invite the European legislator to work with local and regional governments, following the recommendation of the 2018 European Parliament resolution to make the ERMC a key partner especially in this pre-legislative phase.

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Il Presidente dell’AICCRE Stefano Bonaccini ha partecipato oggi pomeriggio alla diretta facebook organizzata da AICCRE, Movimento Federalista europeo (MFE) e Movimento europeo per rilanciare il processo di integrazione europea, messo ulteriormente a dura prova dalle iniziale incertezze dell’UE nell’affrontare la crisi legata alla pandemia del COVID-19.

ASCOLTA L’INTERVENTO DI STEFANO BONACCINI

A 70 anni dalla dichiarazione di Robert Schumann, è necessario rilanciare il progetto europeo attualizzandolo alle necessità del momento, in modo che gli enti locali e i cittadini non si sentano abbandonati soprattutto nei momenti di difficoltà.

L’intervento di Bonaccini

“L’attuale Europa serve a poco. Ogni volta che nell’UE accadono eventi che necessiterebbero di una risposta univoca e nel segno della solidarietà emergono invece egoismi, alimentati da quelle forze politiche anti-europee che trovano terreno fertile nei cittadini, che avvertono l’Europa lontana dai propri bisogni.

Per questo occorre una Conferenza europea che parta dei territori e coinvolga i cittadini. Se i Paesi membri tentennano, il Parlamento europeo prenda le sue iniziative.

Dobbiamo arrivare ad un’ Europa che non condivida soltanto la moneta, ma anche e soprattutto politiche sociali, fiscali, economiche, di difesa comune etc.

E’ scoppiata una terribile pandemia, il covid-19, inaspettata ed inimmaginabile nelle conseguenza che ha provocato. Se ci fossero risorse senza condizionabilità, un’Europa quindi che si mette a disposizione dei terrori, andrebbero colte senza esitazioni, che si chiamino MES o meno. Invece, si è sviluppato un dibattito ideologico, finalizzato al consenso per le prossime elezioni. Se all’Italia arrivano 30 miliardi di euro per la sanità pubblica dovremmo ringraziare l’Europa che finalmente mette a disposizione risorse senza condizioni. Bisogna capire che questa è l’ultima chiamata per l’Europa solidale, dei popoli e dei territori.

Una chiamata che deve comprendere da un lato il “Green new deal” lanciato da Ursula Von Der Leyen, dall’altro la volontà di aiutare i Paesi, a partire dall’Italia, con liquidità senza condizioni e un piano massiccio di investimenti che mi auguro possa far ripartire la nostra economia. Chi proponeva la sanità privata si sta rendendo conto che senza una sanità pubblica universalistica i rischi per una comunità di fonte alle grandi emergenze sanitarie sono troppo elevati: i cittadini vanno trattati allo stesso modo, abbienti e meno abbienti.

Se è vero che questa Europa non serve è anche vero che l’Europa unita è indispensabile. Quale Paese infatti può cavarsela da solo? Ai tempi della Dichiarazione Schuman, l’Europa vantava il 25% della popolazione totale mondiale, oggi siamo meno del 10% e nel 2050 saremo meno del 7%. Dobbiamo lavorare affinché strumenti adeguati, anche quelli attualmente non ancora messi in campo a sufficienza, possano essere lo strumento per dare un futuro nel quale vi sia più Europa e più europeismo”.

All’evento sono intervenuti: ; gli europarlamentari Sandro Gozi e Brando Benifei; Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei deputati; Tommaso Nannicini, intergruppo fedelarista del Senato; Bruno Tabacci, integruppo federalista della Camera; Antonio Misiani, viceministro dell’economia; Debora Serracchiani, parlamentare; Daniela Rondinelli (Parlamento europeo); Domenec Devesa, Gruppo Spinelli al Parlamento europeo; Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo; Monica Frassoni dei Verdi europei; Giuseppe Gallo, Presidente Fondazione Tarantelli.

RIVEDI TUTTA LA DIRETTA

IL DOCUMENTO CONGIUNTO AICCRE-MFE-MOVIMENTO EUROPEO
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Il 9 maggio, festa dell’Europa, scende in campo la forza federalista: AICCRE, Movimento Federalista europeo (MFE) e Movimento europeo hanno organizzato una diretta Facebook con parlamentari europei alle ore 14 e 30 per rilanciare il processo di integrazione europea, messo ulteriormente a dura prova dalle iniziale incertezze dell’UE nell’affrontare la crisi legata alla pandemia del COVID-19.
Per l’AICCRE parteciperà il Presidente Stefano Bonaccini.

Tra gli ospiti: gli europarlamentari Sandro Gozi e Brando Benifei; Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei deputati; Tommaso Nannicini, intergruppo fedelarista del Senato; Bruno Tabacci, integruppo federalista della Camera; Antonio Misiani, viceministro dell’economia; Debora Serracchiani, parlamentare; Daniela Rondinelli (Parlamento europeo),Domenec Devesa, Gruppo Spinelli al Parlamento europeo; Monica Frassoni dei Verdi europei; Giuseppe Gallo, Presidente Fondazione Tarantelli.

Abbiamo constatato quanto una Unione legata a logiche intergovernative abbia fatto emergere ancora una volta egoismi ed incertezze, proprio in un momento in cui sarebbero state necessarie come non mai solidarietà, unità e coesione.

E’ tempo di riformare l’Unione e farlo in senso federalista. A 70 anni dalla Dichiarazione Schuman, come ribadito anche dal documento congiunto, la forza federalista si appella al Parlamento europeo perché colga l’occasione dell’anniversario per rivendicare – a nome delle cittadine e dei cittadini che lo hanno eletto – quel potere costituente che possa aprire la strada ad una costituzione federale per l’Europa.

Sarà molto importante, in questa prospettiva, anche il ruolo degli enti locali e regionali che, attraverso l’AICCRE ed il CCRE/CEMR, hanno offerto dal secondo dopoguerra in poi un decisivo contributo politico al processo di integrazione europea ed al radicamento della democrazia e della cultura europeista nei territori. Basti pensare alla lunga battaglia dell’AICCRE e del CCRE/CEMR, iniziata negli anni 50 dello scorso secolo e sostenuta da migliaia di amministratori locali europei, affinché il Parlamento europeo fosse eletto dai cittadini.

“La crisi che stiamo vivendo può essere una straordinaria opportunità di rinascita e di rilancio del progetto europeo, se si capiscono e si correggono gli errori di fondo”, ha commentato Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE. “Per quanto concerne la futura UE chiediamo più Europa con un Governo politico europeo, controllato dal Parlamento europeo, una unione fiscale, un governo economico ed un ruolo politico più importante per gli enti locali e regionali, che devono essere coinvolti strutturalmente e permanentemente nelle decisioni che li riguardano”.

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Intervista del 1 aprile del “Quotidiano Nazionale” al Presidente della Regione Emilia-Romagna, dell’ AICCRE e del CCRE/CEMR Stefano Bonaccini.

📌 Governatore, con l’eurodeputato Carlo Calenda, il governatore Giovanni Toti e altri sindaci ha pubblicato una lettera sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, chiedendo solidarietà alla Germania. Perché?
«Siamo davanti a una pandemia globale. Il compito dell’Europa è affrontare insieme questa fase di emergenza e soprattutto realizzare misure straordinarie per sostenere le imprese e le famiglie del continente. Guai, se una volta rialzati, non avessimo già a disposizione gli strumenti necessari per la ripresa».
📌 Eppure la sensazione pare più quella del ‘Ognuno si salva da solo’.
«In questo caso, saremmo tutti travolti. Se l’Europa non sarà parte della soluzione allora sarà parte del problema. Purtroppo, al momento la Germania dà spazio a chi si appella solo alle ragioni di bilancio e degli egoismi nazionali, Olanda in testa. Per questo le chiediamo di prendere una strada diversa. L’Europa nasce dalle macerie della guerra, dalla fratellanza, dalla solidarietà. Fino a quando l’interesse comune ha guadagnato spazio sugli egoismi nazionali tutti i Paesi sono cresciuti; da quando invece è iniziato a prevalere l’interesse di parte siamo diventati la parte del mondo che cresce di meno e che invecchia di più».
📌 Insisterete sugli eurobond?
«Attraverso l’emissione di bond europei, un debito comune e quindi non dei singoli Stati, chiediamo che si finanzi un grande piano di misure sanitarie, sociali ed economiche».
📌 Molti dei nostri anziani trovano similitudini fra la situazione attuale e il periodo di guerra: all’epoca si ripartì con la solidarietà, ad esempio con l’accordo del ’53 che aiutò proprio la Germania riducendone il debito. I tedeschi dovrebbero ripassare un po’ la storia?
«La storia deve essere fonte di insegnamento per tutti, tedeschi compresi. Mi lasci dire una cosa: come Emilia-Romagna abbiamo un rapporto di collaborazione storico con il Land tedesco dell’Assia, fondato sulla cooperazione e la solidarietà. Nei giorni scorsi ci hanno proposto di accogliere nei loro ospedali pazienti positivi della nostra regione. Sono convinto che la Germania sia anche questo».
📌 Ma il disinteresse del Nord Europa (anche Olanda e Svezia) si espande. Da cosa deriva?
«Per troppo tempo la politica ha alimentato paure ed egoismi, basta guardare a casa nostra. Ora ciascun governo vede bene che c’è una difficoltà comune, un interesse comune, un’opportunità comune; solo che teme di sentirsi rinfacciare dalla propria opinione pubblica gli stessi messaggi sbagliati che per anni ha elargito a piene mani e in modo irresponsabile. Ricordiamoci che mentre qualcuno qui diceva ‘Prima gli italiani’, altrove altri ripetevano ‘Prima gli olandesi’, ‘Prima i tedeschi’. Per questo oggi è così difficile cambiare».
📌 Quale può essere una proposta, se continuerà il no agli eurobond dedicati al virus?
«L’Italia sta lavorando per una soluzione comune. Siamo di fronte alla crisi più grave dalla Seconda guerra mondiale, servirà un impiego di risorse enorme e non credo ci siano alternative a un’operazione di reperimento fondi a costi azzerati e spalmata sul lunghissimo periodo».
📌 Se continueranno queste divisioni, l’Europa non rischia di soccombere, come ha detto Jacques Delors?
«La risposta è semplice: sì, il rischio è esattamente questo. Pur in una situazione drammatica, l’Unione europea e le istituzioni comunitarie hanno forse l’ultima occasione per dimostrare di avere un’anima, quella da cui e per cui è nata».
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Le elezioni del prossimo 23-26 maggio rappresentano una vera sfida tra due visioni contrapposte: da un lato i partiti europeisti che spingono per completare il progetto di un’Unione europea politica ed economica, dall’altro i movimenti populisti, sovranisti ed euro-scettici che spingono per un’Europa degli stati nazionali chiusi in loro stessi e purtroppo questo avviene anche in Italia, che è uno dei paesi fondatori che nel 1957, con i Trattati di Roma, ha formato la Comunità Economia Europea: così è cominciato a Venezia l’intervento di Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, all’evento Organizzato dal Consiglio d’Europa, Ufficio di Venezia, Caffè dell’Europa “70 anni d’Europa, obiettivi raggiunti e sfide”, che si è svolto il 17 maggio. Per rilanciare il processo di integrazione europea occorre il contributo attivo degli enti locali che tra l’altro devono valorizzare e saper spendere le risorse a disposizione: gli investimenti pubblici nelle città dipendono ormai, per la quasi totalità, dai fondi europei. Non è più accettabile perdere questi finanziamenti per mancanza di risorse umane nei Comuni o per ritardi e lungaggini nazionali nel completamento delle opere o addirittura per frode o truffa. Tra l’altro, essendo questi investimenti territoriali, il cui beneficio risulta evidente a livello locale, è un elemento fondamentale per riavvicinare i cittadini all’Unione europea”, ha aggiunto la Rey. Lo dimostrano i fatti: l’AICCRE nel 2018 per la DG REGIO ha svolto un progetto pilota (“Dialoghi per la coesione”, ndr) che ha attraversato l’Italia e ha coinvolto i Sindaci ed i loro cittadini raccontando come le città si siano trasformate grazie alle politiche di coesione dell’UE: “non ci saremmo aspettati di vedere tantissimi giovani preparati ed interessati a discutere di come vedessero il futuro delle loro realtà locali. Ed abbiamo anche visto cambiare la percezione dei cittadini verso l’Unione europea. Gli amministratori locali saranno nuovamente artefici del progetto europeo come nel dopoguerra, “solo se coglieranno l’opportunità di fare propria la visione dell’Agenda ONU 2030 che li richiama al ruolo di pianificatori di strategie di sviluppo sostenibile e di coordinatori di un partenariato composto da cittadini attivi, mondo accademico, settore privato, associazionismo”.

L’UE, insomma, “non si salva senza un progetto che abbia una visione globale come l’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e che obblighi la partecipazione attiva di tutti gli attori. In questo contesto non solo si valorizzerà la costruzione degli Stati Uniti d’Europa, ma si svilupperà anche il principio per cui l’essere umano deve ritornare ad essere il punto centrale dell’agire politico”, ha concluso Carla Rey.


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L’AICCRE ed il Movimento Federalista Europeo (MFE) in una nota congiunta sostengono “la mobilitazione a favore di un rilancio dell’unità europea che si esprimerà oggi 21 marzo, festa di San Benedetto, patrono d’Europa, con l’esposizione fuori dagli edifici della bandiera dell’Unione europea, quale simbolo del sentimento di comune appartenenza”. Nello specifico i presidenti dell’AICCRE e del MFE, rispettivamente Stefano Bonaccini e Giorgio Anselmi, hanno dichiarato: “La crisi dell’integrazione si può superare solo rafforzando il ruolo del Parlamento europeo e della Commissione europea, dotando l’UE di un bilancio fondato su risorse proprie e trasferendo a livello europeo la sovranità in materie dove gli Stati nazionali sono sempre più impotenti: difesa, politica estera, gestione delle frontiere, immigrazione, ricerca e sviluppo. Le prossime elezioni europee saranno quindi uno snodo fondamentale. Per realizzare tale obiettivo è necessario un salto di qualità che solo il coinvolgimento e la mobilitazione dei cittadini possono far compiere. Le autonomie territoriali possono giocare un ruolo importante in questo senso unitamente ai cittadini ai quali sono tradizionalmente vicine”. Per questo Bonaccini ed Anselmi hanno invitato i Sindaci e i Presidenti di Regione a dedicare un momento della loro giornata a richiamare l’attenzione sulla necessità della rapida realizzazione di un’Europa unita, forte e democratica, rilasciando una dichiarazione in tal senso e presenziando, ove possibile, ai presidi nei quali il MFE e le altre organizzazioni federaliste ed europeiste distribuiranno la bandiera con le 12 stelle.
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Un appello congiunto MFE-AICCRE ritiene che “la crisi dell’integrazione si possa superare rafforzando il ruolo del Parlamento e della Commissione, dotando l’UE di un bilancio fondato su risorse proprie e trasferendo a livello europeo la sovranità in materie dove gli Stati nazionali sono sempre più impotenti: difesa, politica estera, gestione delle frontiere, immigrazione, ricerca e sviluppo. Le prossime elezioni europee saranno quindi uno snodo fondamentale”. E’ necessario un salto di qualità,continua l’appello, “che solo il coinvolgimento e la mobilitazione dei cittadini possono far compiere. Per questo l’AICCRE e il Movimento Federalista Europeo, raccogliendo l’invito di Romano Prodi di riappropriarsi, in occasione del 21 marzo – festa di San Benedetto, patrono d’Europa – dei simboli europei esponendo fuori dagli edifici la bandiera dell’Unione europea, si rivolgono in particolare agli enti regionali e locali affinché aderiscano e sollecitino in tal senso i movimenti e le organizzazioni della società civile, collaborando a promuovere questa forma di mobilitazione su tutto il territorio nazionale”. SCARICA L’APPELLO COMPLETO
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