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Stefano Bonaccini, Presidente del CCRE/CEMR e dell’AICCRE, ha firmato un articolo apparso il 6 maggio sul prestigioso quotidiano spagnolo “El Pais”, nel quale ribadisce, tra l’altro, l’esigenza di misure straordinarie europee per il 2021 per garantire la continuità della risposta alle sfide economiche e sociali emergenti.Inoltre, emerge la necessità di una collaborazione multilivello per affrontare l’emergenza Covid-19. Occorre inoltre promuovere a livello globale la cooperazione verticale e orizzontale tra tutti i livelli di governo, nonché il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’articolo in italiano

La pandemia COVID-19 è una situazione senza precedenti per tutti i cittadini e per il territorio europeo, nonché per l’Unione stessa. Ad oggi, il numero di persone infette ha raggiunto più di 3,6 milioni e più di 257.000 persone sono morte a causa della malattia. E purtroppo queste cifre continuano a crescere di settimana in settimana.

Tutte le nostre vite sono state influenzate in un modo o nell’altro. Come Presidente della Regione Emilia-Romagna e del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE), sono stato testimone degli sforzi e dei sacrifici fatti dai nostri medici, infermieri, polizia, addetti alle pulizie, funzionari e volontari per proteggere i nostri cittadini e continuare a servire le nostre comunità.

Come spesso accade durante una crisi, i comuni e le regioni sono in prima linea. Giorno dopo giorno hanno assicurato la fornitura di servizi essenziali facendo tutto il possibile per fermare la catena del contagio. E l’hanno fatto in un contesto di grande difficoltà: deficit di reddito dovuto al crollo dell’attività imprenditoriale, al rallentamento dell’economia, o alla chiusura di teatri, musei e impianti sportivi.

In Italia, le città dovranno affrontare un deficit di entrate di circa 3 miliardi di euro. E in un momento in cui ciò di cui avevamo più bisogno era la solidarietà, la risposta iniziale degli Stati europei è stata scoraggiante. In molti paesi sono riemersi sentimenti nazionalisti, che hanno imposto l’embargo sull’esportazione di alcuni prodotti medici o hanno permesso l’espressione della xenofobia.

Se vogliamo ripristinare il benessere del nostro continente, tutti i governi, nazionali e subnazionali, devono lavorare fianco a fianco per combattere questo virus, che non comprende né confini né nazionalità. La rapida mobilitazione delle risorse da parte delle istituzioni europee è stata un passo incoraggiante. Tuttavia, dobbiamo andare oltre per superare questa crisi e prepararci per la prossima.

Il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa e i suoi membri sostengono un’Europa forte e unita, basata sull’azione comune, sui valori condivisi e sulla solidarietà. Sebbene non sia stata concepita per rispondere a situazioni di emergenza, la politica di coesione europea ha più che dimostrato la sua utilità come cammino verso la solidarietà europea. La nuova Iniziativa di investimento della Commissione Europea per la risposta al Coronavirus (IIRC; CRII), che consente di utilizzare i fondi strutturali inutilizzati nel 2019 per aiutare i comuni e le regioni a far fronte alla crisi, fornisce un sostegno di cui c’è molto bisogno.

E’ vero che la nuova assistenza finanziaria non sarà sufficiente e sarà addirittura marginale rispetto ai piani di sostegno nazionali su larga scala in preparazione negli Stati membri. Pertanto, al di là della risposta all’emergenza, il CCRE esorta la Commissione a prendere in considerazione misure straordinarie per il 2021 per garantire la continuità della risposta alle sfide economiche e sociali emergenti. Più in generale, chiediamo alla Commissione europea di collaborare con noi e con gli Stati membri per includere le associazioni nazionali dei governi locali e regionali nei loro gruppi di lavoro immediati e a lungo termine sull’azione contro il coronavirus. Perché? Grazie alla nostra esperienza, alla nostra conoscenza della realtà sul campo e al nostro continuo contatto con i funzionari locali e regionali. Per tutti questi motivi, possiamo essere di grande aiuto.

In tutti i Paesi colpiti, e in particolare tra quelli più colpiti come nel caso dell’Italia, abbiamo visto che una risposta e un dialogo coordinato tra città, regioni e governi nazionali è stato fondamentale. Mentre entriamo in una nuova fase di graduale abolizione delle misure restrittive, i comuni e le regioni continueranno a svolgere un ruolo cruciale. Come ha osservato la Commissione Europea nella sua recente roadmap della strategia di uscita dal coronavirus: “L’abolizione delle misure dovrebbe iniziare dove c’è un impatto locale ed estendersi gradualmente alle misure con una copertura geografica più ampia”.

Una stretta collaborazione con i governi locali e regionali sarà essenziale per svolgere in sicurezza questo importante compito. Il calvario di covid-19 dovrebbe portarci a riflettere sulle nostre politiche e a prepararci per il futuro. La risposta immediata alla crisi non deve farci dimenticare la necessità di investire in settori orientati alla costruzione di un futuro prospero e sostenibile. Il Green Deal europeo e la strategia digitale europea sono passi nella giusta direzione e altri devono seguirli.

Questa crisi dimostra, ancora una volta, la necessità di un forte coordinamento internazionale e di territori resilienti. In quanto tale, l’Europa deve continuare a promuovere a livello globale la cooperazione verticale e orizzontale tra tutti i livelli di governo, nonché il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Si dice spesso che l’Unione europea adotti le misure necessarie in tempi di crisi. Se questo è vero, non dobbiamo rimanere passivi in questa tragedia. Dobbiamo sfruttare al massimo questo avvertimento per prepararci a un domani più sano e sicuro. Non è troppo tardi per unirsi e costruire un futuro sostenibile basato sulla solidarietà. I comuni e le regioni d’Europa sono pronti a fare la loro parte.

Stefano Bonaccini
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Il futuro strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) porterà importanti cambiamenti all’architettura degli aiuti esterni dell’Unione europea.

La crescente importanza dei programmi geografici e l’assenza di un programma specifico e della relativa linea di bilancio a sostegno dei governi locali e regionali mineranno la loro capacità di localizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS).

I partenariati internazionali tra governi locali e regionali o la cooperazione decentralizzata sono uno strumento efficace per aumentare le capacità istituzionali e personali dei governi locali dei paesi partner per sviluppare piani e fornire servizi, affrontare sfide comuni e migliorare la qualità delle riforme del decentramento.

Questi tipi di relazioni internazionali, transnazionali, di cooperazione territoriale transfrontaliera esistono da decenni e coinvolgono  molti governi locali e regionali europei e le loro associazioni nazionali rappresentative.  AICCRE, partner di PLATFORMA, la coalizione paneuropea dei governi locali e regionali, insieme alle associazioni nazionali, europee e globali attive nel campo della cooperazione allo sviluppo, ha supportato una serie di raccomandazioni per rivendicare il ruolo dei governi locali e regionali come attori chiave dello sviluppo dell’Unione europea nel campo della cooperazione.

“Il rischio è che nella prossima programmazione 2021-2027 gli enti locali e le loro associazioni non possano contare su adeguate risorse e garanzie di eleggibilità per le azioni tematiche di cooperazione. La partecipazione dei governi locali e regionali al dialogo politico nel contesto nazionale deve essere garantita e rafforzata grazie alle risorse e al miglioramento delle capacità, in particolare delle loro associazioni nazionali rappresentative. Per garantire un coinvolgimento efficace dei governi subnazionali nel dialogo politico e tecnico con le delegazioni dell’Unione europea e i governi nazionali, l’Unione dovrebbe fornire un sostegno specifico alle associazioni nazionali rappresentative dei governi locali e regionali nei paesi partner e una modalità di finanziamento per i governi locali nell’ambito dei programmi tematici.” Lo ha detto il 23 aprile Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE , nel corso di una riunione di PLATFORMA con la Commissione europea.



The future Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument (NDICI) will bring important changes to the EU’s external aid architecture.

The growing importance of geographical programmes and the absence of a specific programme and related budget line to support local and regional governments will undermine their ability to target sustainable development objectives (SDGs).

International partnerships between local and regional governments or decentralised cooperation are an effective tool to increase the institutional and personal capacities of local governments in partner countries to develop plans and deliver services, address common challenges and improve the quality of decentralisation reforms.

These types of international, transnational, cross-border territorial cooperation relationships have existed for decades and involve many European local and regional governments and their representative national associations. AICCRE, partner of PLATFORMA, the pan-European coalition of local and regional governments, together with national, European and global associations active in the field of development cooperation, has supported a series of recommendations to claim the role of local and regional governments as key players in EU development cooperation.

“The risk is that in the next programming period 2021-2027 local authorities and their associations will not be able to count on adequate resources and guarantees of eligibility for thematic cooperation actions. The participation of local and regional governments in the political dialogue in the national context must be ensured and strengthened through resources and capacity building, in particular of their representative national associations. In order to ensure effective involvement of sub-national governments in the political and technical dialogue with EU delegations and national governments, the Union should provide specific support to national representative associations of local and regional governments in partner countries and a funding modality for local governments under thematic programmes”. This was said on 23 April by Carla Rey, Secretary General of AICCRE, during a meeting of PLATFORMA with the European Commission.
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La pandemia da COVID-19 è un problema che non conosce confini. L’Unione Europea ha recentemente presentato la sua “risposta globale” al coronavirus, che mobiliterà 20 miliardi di euro per i partners in Africa, Asia, America Latina ed Europa orientale. PLATFORMA ha espresso 11 raccomandazioni per garantire un approccio internazionale coordinato.

Mentre la pandemia è globale, le città e le regioni sono in prima linea nella crisi, gestendo lockdown, servizi sanitari e rifiuti. Pertanto, è fondamentale che i governi locali e regionali collaborino e imparino gli uni dagli altri, soprattutto attraverso la cooperazione decentralizzata.

Le 11 raccomandazioni di PLATFORMA:

    La coerenza delle risposte sarà fondamentale per garantire che le misure adottate in Europa non abbiano un impatto negativo sulle strutture sociali e sulle economie dei paesi partner.

    Il nuovo meccanismo di coordinamento “Team Europe” dovrebbe coinvolgere le associazioni rappresentative dei governi locali e regionali e delle organizzazioni della società civile.

    Qualsiasi azione internazionale dovrebbe essere coordinata con il sistema di governance locale in atto nei paesi partner, nonché con le delegazioni dell’UE.

    Il sostegno dell’UE deve essere mirato e basato sulla valutazione e sul contesto delle necessità locali e deve essere mirato al territorio in cui le conseguenze sono maggiormente avvertite: il livello locale.

    L’UE deve dedicare parte del suo sostegno finanziario alla cooperazione decentralizzata tra i comuni e le regioni dell’UE e dei paesi partner, poiché i governi locali e regionali lavorano a stretto contatto con i loro pari nella quotidianetà.

    Il sostegno al bilancio dell’UE a livello locale, i gemellaggi e l’assistenza tecnica dovrebbero aiutare a trovare soluzioni più guidate a livello locale.

    L’UE deve garantire spazio per il coordinamento e sostenere l’approccio multilivello nel suo dialogo con i paesi partner, in particolare contattando le associazioni nazionali dei governi locali e regionali.

    A più lungo termine, è necessario costruire società resilienti ed evitare le disparità territoriali con l’Agenda 2030 come spina dorsale.

    Lo sviluppo sostenibile deve includere ingenti investimenti in servizi pubblici, compresa un’assistenza sanitaria di qualità accessibile e alla portata di tutti.

    Dobbiamo sensibilizzare e raggiungere i cittadini e promuovere la solidarietà tra persone e generazioni per promuovere la cittadinanza attiva.

    È possibile adottare misure di sostegno mirate per colmare il divario digitale tra persone e territori. Ciò può includere politiche pubbliche innovative, raggiungere i cittadini attraverso le nuove tecnologie o fornire supporto di e-learning ai comuni.

Fonte: CCRE/CEMR
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Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, è stata invitata a partecipare il 9 aprile al workshop internazionale organizzato da UCLG, Metropolis e UN-Habitat sul ruolo delle Associazioni di enti locali e regionali durante l’emergenza del COVID-19. Il workshop fa parte dell’iniziativa “Live Learnig Experience: Beyond The Immediate Response to the outbreak”.

Solidarietà, coerenza, unità, sono le parole chiave che dovrebbero orientare questo periodo di emergenza”, ha esordito la dirigente dell’AICCRE.
“Le Associazioni di enti locali ovviamente non possono occuparsi, in questo periodo di emergenza, dei servizi base, ai quali provvedono altre istituzioni, dal governo, ai ministeri alle regioni”. Tuttavia, “il ruolo delle Associazioni è importante, in quanto possono raccogliere informazioni e buone pratiche per condividerle a livello nazionale ed internazionale”.

Il Segretario generale dell’AICCRE ha quindi espresso preoccupazione per quanto sta emergendo a livello europeo durante il COVID-19 e che rischia di compromettere le stesse basi sulle quali è stata fondata l’Unione europea e cioè il libero movimento di beni e persone e la sicurezza (compresa quella sanitaria) dei propri cittadini.
“La Commissione europea ha espresso linee guida, ha continuato la Rey, ma i Paesi membri hanno chiuso confini, vietando movimenti e scambi”.

Quindi, si è chiesta il Segretario generale, “come può questo atteggiamento di chiusura rapportarsi ai valori espressi dall’Agenda 2030 dell’ONU?
In che modo gli Stati membri a livello di UE possono segnalare il loro rapporto nazionale a HLPF (High Level Political Forum) dell’ONU quando la loro risposta a un’emergenza riguardante la salute pubblica è quella di chiudere i loro paesi?
Come facilitare lo scambio di dispositivi medici in transito verso i paesi che ne hanno urgente bisogno?
Perché chiudere i confini ai migranti?
Come si può ignorare il principio di solidarietà tra le persone?

Per questi motivi, “le Associazioni dei poteri territoriali devono reagire e contrastare le politiche nazionaliste contrarie ai principi di solidarietà che rappresentiamo e ribadiamo”.
Le associazioni di enti locali devono alzare la voce ed essere unite per “contrastare, tutte insieme, le decisioni nazionali contrarie all’Unione Europea e all’Agenda 2030”.

In secondo luogo, dopo l’emergenza COVID-19, “come priorità, miglioreremo le nostre attività di cooperazione internazionale per implementare in tutto il mondo i valori che gli SDGs incorporano per formare e assistere le nostre città.
Inoltre, rafforzeremo la nostra attività di sostegno dei poteri territoriali con la Commissione europea”.

La Rey ha lanciato anche una importante richiesta politica: dobbiamo essere, noi associazioni, riconosciute dalla Commissione europea per il nostro ruolo chiave perché essa ancora non lo fa nel campo della cooperazione decentralizzata”.

Concludendo il suo intervento, la dirigente dell’AICCRE ha ripreso e declinato le tre parole chiave: dobbiamo rivendicare:
la coerenza a livello di governo nazionale
la solidarietà tra i nostri membri
l’unità tra le associazioni di enti locali.

IL PROGRAMMA DEL WORKSHOP





Carla Rey, AICCRE Secretary General, was invited to participate on April 9 in the international workshop organized by UCLG, Metropolis and UN-Habitat on the role of associations of local and regional authorities during the emergency of COVID-19. The workshop is part of the “Live Learnig Experience: Beyond The Immediate Response to the outbreak” initiative.

“Solidarity, coherence, unity, should be the keywords that should guide this period of emergency”, began the AICCRE executive. “In this period of emergency, associations of local authorities obviously cannot deal with basic services, which are provided by other institutions, from the government, to the ministries to the regions”. However, “the role of the Associations is important, as they can gather information and good practices to share it nationally and internationally”. The Secretary General of AICCRE therefore expressed concern about what is emerging at European level during the COVID-19 emergency and which risks jeopardizing the same foundations on which the European Union was founded, namely the free movement of goods and people. and the safety (including health) of its citizens. “The European Commission has issued guidelines, Rey continued, but member countries have closed borders, prohibiting movements and exchanges.”
So, the Secretary General wonders, “how can this attitude of closure relate to the values ​​expressed by the UN 2030 Agenda? How can EU-level member states report their national report to the UN High Level Political Forum (HLPF) when their response to a public health emergency is to close their countries? How to facilitate the exchange of medical devices in transit to countries that need them urgently? Why close the borders to migrants? How can we ignore the principle of solidarity between people? ”
For these reasons, “the associations of territorial powers must react and contrast nationalist policies contrary to the principles of solidarity that we represent and express”.The associations of local authorities must raise their voices and be united to “counter all national decisions contrary to the European Union and the 2030 Agenda”.

Secondly, after the COVID-19 emergency, “as a priority, we will improve our international cooperation activities to implement the values ​​that SDGs incorporate to train and assist our cities around the world. In addition, we will strengthen our support for territorial powers with the European Commission “.

Carla Rey also makes an important political request: we must be associations, recognized by the European Commission for our key role because it does not recognize associations in the field of decentralized cooperation “.

Concluding his speech, Carla Rey took up and declined the three key words: we must claim:
the coherence at the national government level
solidarity among our members
unity between associations of local authorities.
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L’Associazione delle città e delle regioni per la gestione sostenibile delle risorse (ACR +) sta raccogliendo e condividendo le migliori pratiche delle città europee su come gestire i rifiuti urbani minimizzando la diffusione del coronavirus. Iniziative delle Regioni Italiane e delle Aziende di igiene urbana associate ad UTILITALIA
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La cronaca dei lavori del 24 mattina di VeniceCitySolutions2030, presentazione delle buone pratiche

“Considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte.”, scriveva Shakespeare nel “Mercante di Venezia”. Così è stato, proprio a Venezia, dove ospiti da tutto il mondo hanno portato il loro contributo specifico su Agenda 2030. Ed ognuno ha contribuito, portando la sua parte. Location prestigiosa dei lavori, la centenaria Università Ca’ Foscari. In contemporanea ai dibattiti e alla presentazione delle buone pratiche, nel cortile dell’università sono esplosi i colori degli SDGs grazie al lavoro dei ragazzi delle scuole e dell’università che hanno attirato l’attenzione di cittadini, turisti ed amministratori locali con grandi palloni a forma di tubi gonfiati d’aria, ognuno con un simbolo di un SDG, che volteggiavano nell’aria con traiettorie imprevedibili e divertenti. Il tutto anche per celebrare la Giornata delle Nazioni Unite, che si celebra ogni anno il 24 ottobre e che ricorda l’entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite (24 ottobre 1945).

“Lo scopo di VeniceCitySolutions2030 è quello di portare anche in Italia la discussione su Agenda 2030, e di dare la possibilità agli enti locali italiani di scambiare le loro esperienze a livello internazionale”. Così Carla Rey, il 24 ottobre, nella sessione di apertura, ha sintetizzato l’obiettivo dell’evento. Come città e regioni stiano implementando i 17 SDGs nei loro piani strategici locali? Come riguadagnare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali grazie agli SDGs? Le domande che hanno acceso i lavori della mattina del 24 ottobre. Le aspettative di riposte concrete non sono andate deluse: abbiamo infatti ascoltato esperienze italiane ed esperienze internazionali, dal Benin al Camerun, dal Madagascar al Brasile, da Capo Verde al Messico, dal Belgio a Cipro, dalla Spagna alle nostre Regioni, ed esperienze inoltre presentate da comuni italiani e medio-piccoli. “L’obiettivo è di continuare a formare l’allineamento degli SDGs nella pianificazione degli enti locali e regionali, e questa è una delle missioni dell’AICCRE. Inoltre, vogliamo incentivare gli enti locali ad utilizzare gli indicatori ed i target degli SDGs, in modo tale che l’Agenda 2030 non resti un esercizio di retorica ma si concretizzi”, ha sottolineato Carla Rey. Ma c’è anche un fine di consapevolezza politica: far comprendere agli enti locali e regionali il ruolo chiave che essi hanno sia nella definizione della strategia nazionale per l’Agenda 2030, sia nella costruzione del partenariato che l’Agenda 2030 richiede. Per raggiungere però gli obiettivi di sviluppo sostenibile c’è bisogno di una armonia che nasca dai territori, una sinfonia composta da un’orchestra dove vi siano, oltre agli enti locali, il settore privato, il mondo dell’associazionismo, le ONG, il mondo della ricerca e dell’università, le scuole e non in ultimo i cittadini; quest’ultimi devono essere necessariamente coinvolti nella pianificazione strategica locale se vogliamo raggiungere gli obiettivi. Possiamo farlo “creando e riconquistando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, facendoli partecipare a questo processo strategico. Questo consentirà alle istituzioni pubbliche di diventare i garanti per i cittadini di quelli che sono i miglioramenti della qualità della vita della cittadinanza, di uno sviluppo socio-economico sostenibile e della salvaguardia del bene più prezioso che abbiamo, che è il nostro Pianeta. Con questo coinvolgimento noi riusciremo ad avere l’alleanza per Agenda2030”, ha detto ancora la Rey.

I saluti istituzionali all’evento sono stati portati oltre che da Carla Rey, da Diana Lopez Camarazana di UN-Habitat, da Sergio Mercuri, Ministero degli Affari Esteri, ministro plenipotenziario, e da Giovanni Bottalico dell’ASviS. Saluti che hanno messo da parte formalismi, anzi hanno fatto entrare subito nel vivo le questioni, quasi a lanciare sin da subito alla platea un segno di concretezza e delle vie da percorrere: è stata sottolineata nei saluti la necessità di creare alleanza multilivello e l’ importanza della dimensione della governance in Agenda 2030; ribadita più volte la necessità di condivisione totale dei percorsi e che Agenda 2030, per essere realizzata, deve entrare a livello culturale nell’immaginario popolare. Da Venezia governi locali e città lanciano un messaggio politico di unità e condivisione, ha rilanciato Stefano Marta dell’OCSE, moderatore di questa prima giornata: “è dimostrato che 65% di tutti gli obiettivi si raggiunge soltanto coinvolgendo tutti”, Occorre andare oltre l’aspetto nazionale per dare un quadro locale che offra una strategia a livello globale.

Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica e di pratiche ne abbiamo ascoltate molte in un contesto, come quello della sessione della presentazione delle buone pratiche del 24 ottobre, dove si percepiva con evidenza un’atmosfera di attenzione e di condivisione: la “volontà comune” che prendeva corpo. Hanno iniziato due regioni italiane, il Veneto e l’Emilia-Romagna, con Ilaria Bramezza, segretario generale, e Paola Gazzolo, assessore all’ambiente. La prima ha messo in evidenza come la Regione stia, per quanto concerne Agenda 2030, “nel pieno del coinvolgimento del territorio, di tutte le istituzioni, di tutte le associazioni, delle imprese, dei giovani”, attraverso anche incontri pubblici. La situazione è migliore rispetto ad altre realtà, ma anche ci sono anche criticità, per esempio rispetto agli SDGs 2 e 15. Turismo sociale ed inclusivo. Economia circolare e Vertical farming “per creare valore aggiunto socio economico e ambientale” in linea con gli SDGs, tra le esperienze che sta portando avanti il Veneto. “Agenda 2030 è il faro delle politiche dell’Emilia Romagna”, ha messo in evidenza Paola Gazzolo. L’Emila è cresciuta significativamente sugli SDGs 4 e 9, soprattutto sull’innovazione. Per quanto concerne le buone prassi: le 2 leggi, del novembre 2015 sull’economia circolare e sul consumo di suolo. In Emilia si sta avviando una stagione di pianificazione “green” per le strategie regionali, per implementare tutti i 17 gol”. Interessante quello che è emerso dalle testimonianza delle rappresentanti delle due Regioni e cioè che è cambiato il modo di fare programmazione, non più settoriale ma in modo integrato. Il che presuppone e lancia una nuova cultura politica. Entrambe inoltre stanno promuovendo un processo di osmosi con tutto il territorio, coinvolgendo tutte le componenti della società civile, delle imprese, delle scuole, etc.

Dall’Italia spostiamoci in Africa: Il sindaco di Nguemelendouka (Camerun) Jean Marie Nguele, ha detto di aver beneficiato di Africities per conoscere Agenda2030. La politica che porta avanti la giovane sindaca camerunense si sta concentrando sulla malnutrizione per migliorare le condizioni di vita dei giovani del proprio comune. Un programma sensibilizza la popolazione, soprattutto i più giovani, sulla malnutrizione, la deforestazione e le energie rinnovabili. Restiamo in Africa ma andiamo 4mila chilometri più a sud, con l’intervento di Hanitra Rasamison, Direttrice del fondo di sviluppo comunale del Madagascar, Paese che “sta usando Agenda2030 per aumentare il governo aperto e combattere la corruzione”. Si sta cercando di integrare le politiche, identificare le priorità e collegare i risultati con gli obiettivi, cercando nel contempo di coinvolgere i cittadini attraverso strutture locali di concertazione.

Tra le priorità della municipalità di Nicosia gli SDGs 1, 8, 11. “La nostra strategia è la localizzazione, connettere SDGs a programmi già esistenti, ha detto Michael Theodoulou, responsabile amministrativo della città cipriota. “Facciamo sempre più sforzi per far capire ai cittadini l’importanza di Agenda 2030” con diverse attività di comunicazione ed incontri pubblici”. A proposito di disaffezione dei cittadini alle istituzioni locali, Joana Balsemao, consigliere comunale di Cascais (Portogallo) ci informa del tasso di astensione alle ultime elezioni comunali che è stato superiore al 50%. Per quanto concerne Agenda 2030 ed il coinvolgimento della popolazione, il Comune portoghese vuole prendere a modello per il futuro una loro recente iniziativa di successo che ha coinvolto tutta la cittadinanza, la società civile e gli artisti. Infatti, occorre utilizzare nuovi strumenti comunicativi ed implementare il budget per Agenda2030, che deve diventare la catalizzatrice delle politiche del territorio. E’ necessario, per la rappresentante portoghese, trovare un equilibrio tra la necessità di soddisfare gli indicatori degli SDGs e la qualità delle iniziative sul territorio.

Nel mio comune cerchiamo di portare gli SDGs nelle strade, all’attenzione di tutti, facendo opere di sensibilizzazione nelle scuole e negli ospedali, ha reso noto Patricia Menezes, dell’ufficio del Sindaco della città di Barcarena (Brasile). La ricetta brasiliana per realizzare gli SDGs e composta da piani a medio e lungo termine, Agenda 2030 nelle politiche delle istituzioni, visione olistica e piani multi-livello. “Non focalizziamoci su specifici obiettivi ma concentriamoci su quelli comuni, cercando così di dare una visione unica e condivisa.

Utilizziamo gli SDGs per la pianificazione territoriale ma puntando sulla qualità”, è stato il pensiero espresso di Javier Sanchez Cano, direttore generale Cooperazione e sviluppo, Generalitat della Catalunya. Mentre Annick Vandamme, Coordinatrice del dipartimento nord/sud/diversità del Comune di Bruges, punta sulla solidarietà internazionale, sullo sviluppo sostenibile e sulla comunicazione emozionale ai cittadini, visto che questi non erano informati sugli SDGs. Per questo è stato utilizzato anche il calcio, coinvolgendo personaggi delle due squadre di football di Bruges. Ottimi esempi di coinvolgimento dei cittadini sono stati quelli italiani di due comuni italiani, uno medio ed uno piccolo: Verona e Capaci, in provincia di Palermo. Nella città veneta è stato realizzato uno strumento, un regolamento del 2015, per l’attuazione della sussidiarietà, nato dalla collaborazione con i cittadini, ha informato il vicesegretario generale Giuseppe Baratta. E’ stato chiesto ai cittadini quali fossero i beni comuni sui quali poteva essere più efficace la collaborazione tra cittadini ed amministrazione comunale. Ne sono scaturiti 25 patti di sussidiarietà su diverse tematiche, dalla tutela dei beni comuni, sia materiali (come la cura di un parco o di una strada), che immateriali (lo sviluppo delle relazioni o cultura della legalità). Interessante anche il coinvolgimento attivo dei giovani (14-19 anni) che si sono messi all’opera in città, insieme alle associazioni, per individuare gli spazi pubblici da rigenerare. Il Sindaco di Capaci Pietro Puccio aveva messo al centro della sua campagna elettorale (circa un anno fa) i temi degli obiettivi sostenibili, coinvolgendo soprattutto i giovani ed è stata una scommessa vincente. La comunicazione del suo comune verso i cittadini ha messo in rilievo l’importanza della realizzazione degli SDGs per la qualità della vita quotidiana dei cittadini. Il Comune siciliano è particolarmente attivo, con iniziative e delibere, su alcuni obiettivi, tra i quali il 3 (rendere Capace una città cardioprotetta e il divieto di fumo nelle spiagge di Capaci), il 5 (pieno coinvolgimento delle donne in politica e non solo), e obiettivo 7 (riconvertire in LED tutta l’illuminazione pubblica).

Finisce così la prima parte della giornata del 24 ottobre di VeniceCitySolutions2030. Abbiamo iniziato la cronaca di questa parte di evento citando una frase di Shakespeare e la chiudiamo parafrasandone un’altra, sempre tratta da “Il mercante di Venezia”: come arrivano lontano i raggi di una piccola candela: così splende una buona azione in un mondo pieno di problemi.

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“Lo scopo di VeniceCitySolutions2030 è quello di portare anche in Italia la discussione su Agenda 2030, e di dare la possibilità agli enti locali italiani di scambiare le loro esperienze a livello internazionale”. Lo ha detto il 24 ottobre il Segretario generale dell’AICCRE Carla Rey nella sessione di apertura di VeniceCitySolutions2030, evento che si è svolto a Venezia il 24 e 25 ottobre. Venice City “Analizza come città e regioni stiano implementando i 17 SDGs nei loro piani strategici locali, ascoltando esperienze italiane ed esperienze internazionali, dal Benin al Camerun, dal Madagascar al Brasile, dal Belgio a Cipro, alle nostre Regioni, fino alle esperienze di comuni italiani medi e piccoli”. L’obiettivo, ha continuato la Rey, è quello di “continuare a formare l’allineamento degli SDGs nella loro pianificazione, e questa è una delle missioni dell’AICCRE. Inoltre, vogliamo incentivare gli enti locali ad utilizzare gli indicatori ed i target degli SDGs, in modo tale che l’Agenda 2030 non resti un esercizio di retorica ma si concretizzi. Desideriamo far comprendere agli enti locali e regionali sia il ruolo chiave che essi hanno sia nella definizione della strategia nazionale per l’Agenda 2030, sia nella costruzione del partenariato che l’Agenda 2030 richiede. Partenariato composto, a partire dall’ente locale, anche dal settore privato, dal mondo dell’associazonismo, dalle ONG, dal mondo della ricerca e dell’università, dalle scuole e non ultimo dalla cittadinanza; quest’ultima deve essere necessariamente coinvolta nella pianificazione strategica locale se vogliamo raggiungere gli obiettivi SDGs. Possiamo farlo creando e riconquistando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, facendoli partecipare a questo processo strategico. Questo consentirà alle istituzioni pubbliche di diventare i garanti per i cittadini di quelli che sono i miglioramenti della qualità della vita della cittadinanza, di uno sviluppo socio-economico sostenibile e della salvaguardia del bene più prezioso che abbiamo, che è il nostro Pianeta”.
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L’AICCRE è presente con uno stand al “Festival delle città: le autonomie locali per l’Italia” organizzato da “Legautonomie”, che si sta svolgendo in questi giorni a Roma (fino al 4 ottobre). L’obiettivo della nostra Associazione è quello di sensibilizzare i numerosi amministratori locali che stanno partecipando al Festival su alcuni temi sui quali l’AICCRE è impegnata da anni sul territorio italiano: si sta chiedendo agli amministratori locali di sottoscrivere la Carta dei Giorni Europei della Solidarietà Locale, divulgando nel contempo gli European Days of Local Solidarity (EDLS), che quest’anno si svolgeranno dal 15 al 30 novembre, ed inoltre si inviteranno gli amministratori locali a promuovere le loro buone pratiche riguarda gli obiettivi di sviluppo sostenibile di Agenda 2030.
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