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E’ on-line dal 23 ottobre ottobre SDG Portal for Italy, il primo portale italiano in grado di fornire lo stato dell’arte sullo sviluppo sostenibile urbano
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Il Portale italiano, ideato da AICCRE e sviluppato nell’ agreement di Platforma con la Commissione europea, presenta gli indicatori SDG a livello locale, ed è il risultato della partnership tra AICCRE, la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), la Bertelsmann Stiftung e l’Associazione nazionale degli enti locali tedeschi Deutscher Statetag (DST).

L’obiettivo generale è quello di rafforzare la collaborazione tra enti di diversa natura, mettendo a servizio della comunità gli esiti delle analisi congiunte, nello spirito del Goal 17 dell’Agenda 2030.



Uno dei punti di forza del nuovo portale è che esso presenta gli indicatori SDG sviluppati in ciascuna delle città italiane capoluogo di provincia e mostra a quale livello è stato sviluppato ciascuno dei 17 SDGs di dell’Agenda ONU 2030.

Nelle intenzioni dell’AICCRE il Portale SDG è mezzo per: coinvolgere attivamente le città e la cittadinanza nel processo di definizione strategica degli SDG e nel monitoraggio dei risultati raggiunti; fornire agli amministratori locali uno strumento di monitoraggio delle azioni intraprese in linea con l’Agenda 2030; creare un luogo di scambio di buone pratiche tra le città italiane e sviluppare azioni di partnership tra i governi centrali e locali, il settore privato, il settore della ricerca e il terzo settore per raggiungere obiettivi urbani comuni.

Il Portale SDG non si fermerà alla realtà italiana e tedesca: il portale è già Portale Globale SDGs che comprenderà a breve il Regno del Marocco, ma che sarà aperto a tutte le città del mondo per sviluppare attività di cooperazione decentrata con i paesi in via di sviluppo con l’obiettivo comune di costruire un mondo sostenibile.

All’evento di presentazione del 23 ottobre parteciperanno, tra gli altri, rappresentanti del Ministero dell’Interno italiano e Regno del Marocco, Stefano Bonaccini, Presidente AICCRE e CEMR, Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, rappresentanti di UNDP, della Commissione europea e Associazioni nazionali di enti locali.

English version



The SDG Portal for Italy, the first Italian portal able to provide the state of the art on sustainable urban development, has been online since 23 October
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The Italian Portal, conceived by AICCRE and developed in Platforma’s agreement with the European Commission, presents the SDG indicators at local level, and is the result of the partnership between AICCRE, Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), Bertelsmann Stiftung and the National Association of German Local Authorities Deutscher Statetag (DST).

The general objective is to strengthen the collaboration between different types of institutions, putting at the service of the community the results of the joint analysis, in the spirit of Goal 17 of Agenda 2030.

One of the strengths of the new portal is that it presents the SDG indicators developed in each of the Italian provincial capital cities and shows at what level each of the 17 SDGs of the UN Agenda 2030 has been developed.

In AICCRE’s intentions, the SDG Portal is a means to: actively involve cities and citizens in the process of strategic definition of the SDGs and in the monitoring of the results achieved; provide local administrators with a tool to monitor the actions undertaken in line with Agenda 2030; create a place for the exchange of good practices among Italian cities and develop partnership actions between central and local governments, the private sector, the research sector and the third sector to achieve common urban objectives.

The SDG Portal will not stop at the Italian and German reality: the portal is already Global Portal SDGs that will soon include the Kingdom of Morocco, but it will be open to all cities in the world to develop decentralized cooperation activities with developing countries with the common goal of building a sustainable world.

The presentation event on October 23rd will be attended, among others, by representatives of the Italian Ministry of Interior and the Kingdom of Morocco, Stefano Bonaccini, President of AICCRE and CEMR, Carla Rey, Secretary General of AICCRE, representatives of UNDP, the European Commission and national associations of local authorities.

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Nell’ambito della Campagna European Days of Local Solidarity (EDLS 2020) in Italia, si è svolto il 7 ottobre il Workshop AICCRE, con il sostegno di PLATFORMA, per il Festival ASviS per lo Sviluppo Sostenibile.

Nel corso del workshop, al quale hanno patecipato sindaci e consiglieri regionali, l’AICCRE ha lanciato la campagna europea e illustrato i punti chiave degli European days, soffermandosi particolarmente sull’importanza per gli enti locali e regionali della cooperazione internazionale e decentrata, degli SDGs e del concetto di solidarietà internazionale.

Agli amministratori locali intervenuti, è stato chiesto di partecipare a questa edizione con video brevi che possano testimoniare l’impegno internazionale dei territori, soprattutto in una fase, come l’attuale, nella quale le istituzioni italiane ed europee fanno fatica a riconoscere il ruolo degli enti locali nella cooperazione internazionale.

Ricordiamo quali sono gli obiettivi della campagna EDLS

-Sostenere le città e le regioni europee quali portatori locali di una cittadinanza attiva, informando e mobilitando i cittadini a favore della solidarietà globale.

-Promuovere la cooperazione e la condivisione delle conoscenze tra le città e le regioni del mondo (cooperazione decentrata) per uno sviluppo sostenibile efficace per tutti.

-Rafforzare la collaborazione tra le città e le regioni europee attive nella sensibilizzazione e nella solidarietà globale.
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Le Giornate europee della solidarietà locale (EDLS) sono un grande evento durante il quale città, regioni e cittadini di tutta Europa sensibilizzano allo sviluppo sostenibile e ai progetti locali che promuovono la solidarietà internazionale. Le Giornate seguono il famoso motto: “Pensare globale, agire locale”.

EDLS 2020, la quinta edizione della campagna, si svolgerà dal 14 al 29 novembre 2020 nei comuni e nelle regioni di tutta Europa. Durante le EDLS, le città e le regioni possono co-organizzare eventi per entrare in contatto e conoscere altre comunità nel mondo ed educare i cittadini sulle interdipendenze tra le nostre società. Dal COVID-19 al cambiamento climatico, nessun Paese o territorio è abbastanza grande per affrontare da solo queste sfide globali.

PLATFORMA, CEMR E AICCRE (per l’Italia) Incoraggiano i governi locali e regionali a partecipare per dimostrare che le città e le regioni sono spazi dove il cambiamento può avvenire e dove prendono forma soluzioni innovative per le sfide globali. Possiamo contribuire tutti, dai territori più grandi a quelli più piccoli.

Registra qui la tua attività EDLS e firma la Carta EDLS per sostenere un’Europa locale che lavora attivamente per la solidarietà globale. Scopri qui maggiori dettagli sulla campagna.

Usa l’hashtag #LocalSolidarityDays

Scopri in questo video una panoramica di ciò che è successo durante l’edizione 2019 di EDLS!

LA PAGINA AICCRE DEDICATA AGLI EDLS
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Nessun Paese si salva da solo: noi enti locali lo diciamo da sempre e lo abbiamo visto con le migrazioni, con il cambiamento climatico ed in questi ultimi mesi con la pandemia da covid-19″. Cosi Carla Rey, segretario generale dell’AICCRE a margine del webinar “Localization of SDGs and decentralized cooperation with Covid19”, organizzato il 3 giugno dall’Associazione.

“L’unica soluzione è la cooperazione allo sviluppo. La legislazione italiana non riconosce le autorità locali come soggetti alla cooperazione internazionale e lo stesso la Commissione europea, pur permettendo che gli enti locali siano soggetti attuatori della cooperazione”.

E’ cruciale invece, ha sottolineato Carla Rey “che le città del mondo possano intraprendere direttamente attività di scambio e di apprendimento reciproco. La fragilità del nostro sistema, le diseguaglianze nel mondo, le vulnerabilità sociali richiedono necessariamente l’ interdipendenza tra i governi ed i Paesi del mondo”.

Con i sindaci intervenuti al webinar dell’AICCRE, ha ha continuato la dirigente AICCRE, “abbiamo parlato delle visioni delle politiche urbane nei mesi a venire mantenendo come faro l’Agenda 2030 dell’ONU e i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Chiediamo inoltre che, “nella prossima programmazione dei fondi europei, i poteri locali possano usufruire di fondi diretti per la cooperazione, con le associazioni nazionali che rappresentano gli enti locali pronte a seguirli in questo processo di accompagnamento. Occorre convogliare in questo senso le energie affinché i poteri territoriali possano far sentire la loro voce univoca in questa fase di programmazione dei fondi europei”, ha concluso la Rey.



“No country saves itself: we local authorities have always said so and we have seen it with migration, climate change and in recent months with the covid-19″ pandemic. So Carla Rey, Secretary General of AICCRE at the webinar “Localization of SDGs and decentralized cooperation with Covid19”, organized on June 3 by the Association.

“The only solution is development cooperation. The Italian legislation does not recognise local authorities as subjects of international cooperation and the European Commission itself”.

It is crucial, Carla Rey stressed, “that cities of the world can directly undertake exchange and mutual learning activities. The fragility of our system, inequalities in the world, social vulnerabilities necessarily require interdependence between governments and countries of the world”.

With the mayors who attended the AICCRE webinar, continued the AICCRE leader, “we talked about the visions of urban policies in the coming months while maintaining as a flagship the UN Agenda 2030 and its 17 sustainable development objectives”.

We also ask that, “in the next programming of European funds, local authorities can benefit from direct funds for cooperation, with national associations representing local authorities ready to follow them in this accompanying process. Energy must be channelled in this direction so that local authorities can make their voice heard at this stage of the programming of European funds”, concluded Ms Rey.
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A causa della pandemia da COVID-19, i governi locali e regionali europei e le associazioni che li rappresentano rischiano di perdere i progressi compiuti degli ultimi anni per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Sebbene con quest’ultimi abbiano sempre più familiarità, i poteri territoriali hanno bisogno di ulteriore sostegno.



È quanto emerge da un nuovo studio condotto dal CEMR e da PLATFORMA, che analizza l’Agenda 2030 dal punto di vista delle associazioni dei governi locali e regionali.

Questa nuova pubblicazione si basa su un’indagine congiunta condotta dal CCRE e da PLATFORMA, progettata in collaborazione con United Cities and Local Governments (UCLG). Fa seguito allo studio del 2019 “Come le associazioni di governo locale e regionale danno vita agli SDG” e allo studio del 2018 “Obiettivi di sviluppo sostenibile – Come le città e le regioni d’Europa stanno assumendo un ruolo guida”.

Lo scoppio della pandemia COVID-19 in Europa e nel mondo ha comportato sfide senza precedenti per i governi locali e regionali. In diversi Paesi, la pandemia ha accentuato notevolmente le disuguaglianze e ha rallentato gli sforzi per sensibilizzare e promuovere il lavoro dell’Agenda 2030 a livello locale e regionale.

“La crisi attuale e il futuro incerto sono un invito ad agire ora”, ha detto Tine Soens, membro del Consiglio comunale di Kortrijk (Belgio), CEMR e portavoce di PLATFORMA sull’Agenda 2030. “I leader locali e regionali non devono avere paura di fare il salto di qualità! La nostra generazione di politici, funzionari e cittadini è la generazione che deve invertire la tendenza”.



Sulla base di un’indagine condotta su 34 associazioni di 28 paesi europei, tra le quali l’AICCRE, lo studio mostra che un terzo utilizza gli SDG come riferimento importante nelle proprie strategie di sviluppo, rispetto a solo un quinto dello scorso anno. Inoltre, quattro associazioni su cinque sono a conoscenza degli SDG. La tendenza è chiara: anno dopo anno, i governi locali e regionali e le loro associazioni compiono sempre più spesso gli sforzi necessari per concretizzare l’agenda globale a livello locale.

Gli SDGs sono importanti anche per i governi centrali? Lo studio evidenzia che quasi l’80% delle associazioni ha indicato che esiste una strategia nazionale ufficiale per implementare gli SDG. Per coloro che hanno indicato l’esistenza di una strategia nazionale, il 59% ha specificato che c’è un chiaro riferimento alla necessità di sostenere l’azione locale e regionale nell’attuazione degli SDGs.

Ciononostante, c’è ancora un notevole margine di miglioramento per creare legami più stretti tra tutti i livelli di governo e per realizzare progressi globali in materia di sviluppo sostenibile. Per intensificare i nostri sforzi, lo studio offre una lista di controllo per le associazioni “Sapere a che punto sono i vostri membri nella localizzazione degli SDG”, una serie di semplici passi per contribuire al Voluntary National Reporting e diverse raccomandazioni chiave che vanno nelle direzione di una richiesta di un maggior ruolo politico ed economico per i poteri territoriali per la realizzazione degli SDGs. .

Inoltre, questa pubblicazione di 40 pagine è ricca di esempi ed identifica le sfide persistenti e le nuove opportunità che i comuni, le regioni e le loro associazioni hanno incontrato quando hanno lavorato con gli SDG. Queste arrivano al momento opportuno, mentre la pandemia continua a diffondersi in tutto il mondo.

Lo studio è stato lanciato il 15 luglio scorso in occasione del workshop Localizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile organizzato da PLATFORMA durante il Forum Politico di Alto Livello sullo Sviluppo Sostenibile (HLPF) delle Nazioni Unite del 2020.

ENGLISH
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Il Presidente del CCRE/CEMR e dell’AICCRE Stefano Bonaccini ha aperto i lavori del webinar organizzato dal CCRE/CEMR l’11 giugno, “European Municipalities and Regions facing the COVID-19 crisis and its consequences”. Ai lavori ha partecipato anche Carla Rey, Segretaario generale dell’AICCRE. Di seguito l’intervento del Presidente Bonaccini.


La pandemia COVID-19 è una situazione senza precedenti, finora sono stati individuati quasi due milioni di europei con il virus e oltre 160.000 sono morti per questa malattia in Europa. Queste cifre drammatiche continueranno ad aumentare nelle prossime settimane, oltre a tutte le misure drastiche che sono state adottate, e dobbiamo essere molto vigili per monitorare l’evoluzione fino a quando non si potrà procedere alla vaccinazione generale. Tutte le nostre vite sono state colpite in un modo o nell’altro.

Nella mia regione, l’Emilia Romagna, la situazione è stata molto difficile perché è una delle regioni più colpite in Italia. Come leader dei governi locali e regionali, siamo stati in prima linea nella crisi e grazie ai servizi pubblici locali, il nostro continente è stato in grado di affrontare la situazione sanitaria.

I dipendenti del settore pubblico hanno garantito l’erogazione ininterrotta dei nostri servizi pubblici più importanti, a dimostrazione del ruolo chiave dei servizi pubblici locali organizzati e adeguatamente finanziati per la fornitura continuativa di servizi di interesse generale ai cittadini, soprattutto nei momenti di emergenza.

Questa crisi ha anche dimostrato l’importanza vitale del nostro modello sociale europeo, basato sullo stato sociale, sulle pratiche di dialogo sociale nazionale, sul corretto finanziamento dei sistemi sanitari, sulla protezione dei lavoratori, dei disoccupati e delle persone vulnerabili. Ora iniziamo ad aprirci e vediamo quanto dovremo sostenere la ripresa della nostra economia e della nostra società. Le conseguenze dell’isolamento saranno un’altra sfida per noi. Avremo bisogno del sostegno dell’Unione europea per superare le conseguenze, avremo bisogno di maggiore solidarietà anche a livello globale, con i nostri vicini dei confini mediterranei, orientali e settentrionali. Dovremo ricominciare da capo, in linea con gli obiettivi di lotta al cambiamento climatico e di costruzione di un modello di sviluppo più sostenibile.

All’inizio della crisi, i governi centrali hanno fallito nel coordinare le loro risposte e hanno agito unilateralmente. A partire da metà marzo, la Commissione europea ha lanciato diverse iniziative nei settori della salute pubblica, della tutela delle libertà fondamentali e della gestione delle frontiere, nonché delle questioni economiche e monetarie. Ci siamo resi conto di quanto sia necessario lavorare insieme per agire in una crisi di questo tipo.

Accogliamo con favore la Coronavirus Response della Commissione europea, in particolare le iniziative per affrontare le sfide economiche, sociali e fiscali. Sosteniamo gli sforzi della Commissione per ammorbidire le regole sugli aiuti di Stato e rinnoviamo la nostra richiesta di una revisione delle regole di concorrenza per sostenere la nostra economia attraverso la localizzazione della produzione di beni essenziali.

Nei prossimi mesi, gli Stati membri e il Parlamento europeo negozieranno la proposta della Commissione per il piano di ripresa e il bilancio a lungo termine per l’UE. Valuteremo le varie proposte ed esprimeremo le nostre opinioni. Già oggi esortiamo la Commissione europea a fare del principio di partenariato un prerequisito per la preparazione dei programmi operativi e invitiamo il legislatore europeo a collaborare con i governi locali e regionali, seguendo la raccomandazione della risoluzione del Parlamento europeo del 2018 di fare del CEMR un partner chiave soprattutto in questa fase prelegislativa.


ENGLISH VERSION

The President of CCRE/CEMR and AICCRE Stefano Bonaccini opened the webinar organized by CCRE/CEMR on June 11, “European Municipalities and Regions facing the COVID-19 crisis and its consequences”. Carla Rey, General Secretary of AICCRE, also participated in the work. Here follows the speech of President Bonaccini.

The COVID-19 pandemic is an unprecedented situation, so far almost two million Europeans have been detected with the virus and over 160,000 have died from the disease in Europe. These dramatic figures will continue to increase in the coming weeks, in addition to all the drastic measures that have been taken, and we must be very vigilant to monitor the evolution until general vaccination can be carried out. All our lives have been affected in one way or another.

In my region, Emilia Romagna, the situation has been very difficult because it is one of the most affected regions in Italy. As leaders of local and regional governments, we have been at the forefront of the crisis and thanks to local public services, our continent has been able to deal with the health situation.

Public sector employees have ensured the uninterrupted delivery of our most important public services, demonstrating the key role of organised and adequately funded local public services for the continuous provision of services of general interest to citizens, especially in times of emergency.

This crisis has also demonstrated the vital importance of our European social model, based on the welfare state, national social dialogue practices, proper financing of health systems, protection of workers, the unemployed and vulnerable people. Now we are starting to open up and see how much we should support the recovery of our economy and society. The consequences of isolation will be another challenge for us. We will need the support of the European Union to overcome the consequences, we will need more solidarity at global level too, with our neighbours on the Mediterranean, eastern and northern borders. We will have to make a fresh start, in line with the objectives of combating climate change and building a more sustainable development model.

At the beginning of the crisis, central governments failed to coordinate their responses and acted unilaterally. Since mid-March, the European Commission has launched several initiatives in the areas of public health, protection of fundamental freedoms and border management, as well as economic and monetary issues. We have realised how necessary it is to work together to act in a crisis of this kind.

We welcome the European Commission’s Coronavirus Response, in particular, initiatives to address economic, social and fiscal challenges. We support the Commission’s efforts to relax state aid rules and renew our call for a review of competition rules to support our economy through the localisation of the production of essential goods.

In the coming months, Member States and the European Parliament will negotiate the Commission proposal for the recovery plan and the long-term budget for the EU. We will assess the various proposals and express our views. Already today, we call on the European Commission to make the partnership principle a prerequisite for the preparation of operational programmes and we invite the European legislator to work with local and regional governments, following the recommendation of the 2018 European Parliament resolution to make the ERMC a key partner especially in this pre-legislative phase.

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Pagina in aggiornamento continuo





Per il secondo anno consecutivo l’AICCRE ha co-organizzato (con UNDP, UN-Habitat, Action Campaign e UCLG) un side event dell’High Level Political Forum di New York, il giorno 15 luglio sul tema “Cities as bridges between SDGs and citizens in a post-Covid-19 world”. Molto importante, come lo scorso anno, è stata la presenza all’evento del Governo italiano che ha sancito la collaborazione tra Stato centrale e governi locali in un ambito internazionale, proprio nella logica auspicata del dialogo multilivello.



L’INTERVENTO DI CARLA REY

CONCEPT NOTE ITALIANO

CONCEPT NONTE ENGLISH







Il background dell’evento


Gli SDG sono diventati uno strumento per molte città per ricostruire la fiducia e comunicare con i cittadini. La cittadinanza attiva è fondamentale per rafforzare il contratto sociale e la fiducia generale verso le istituzioni pubbliche. Mentre gli SDG beneficiano dell’impegno e della partecipazione delle persone.

La crisi ha anche manifestato l’opportunità di fare le cose in modo diverso, rivedendo molti comportamenti individuali, governativi e aziendali e reimmaginando società, economie e governance nella prospettiva della sostenibilità. L’Agenda 2030 e gli SDG possono essere sfruttati in questa nuova realtà emergente come tabella di marcia per una ripresa socioeconomica trasformativa fondata sui principi della solidarietà e della cooperazione globale e guidata dai governi locali.

All’interno della situazione creata dalla pandemia COVID-19, l’azione locale sarà fondamentale per rivedere prassi economiche e sociali e creare opportunità di ripresa socio-economica alla luce di Agenda 2030. L’evento porterà anche le raccomandazioni della Venice City Solutions 2030 organizzata nell’ottobre 2019 incentrata sul ruolo degli SDG per creare cittadinanza.

All’evento del 15 luglio, hanno partecipato, tra gli altri: Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE; Stefano Bonaccini, Presidente AICCRE e CEMR; Stefano Stefanile, Ambasciatore italiano all’ONU; Pier Paolo Baretta, Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze del Governo italiano; Emilia Saiz, Segretario generale UCLG; Diana Lopez Camarazana, UNDP; Marina Ponti, direttore UN Action Campaign.

IL SIDE EVENT DEL 2019
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Il mondo delle autonomie locali, a causa della pandemia Covid-19, ha preso maggiore consapevolezza del proprio ruolo, avendo dovuto le città e le regioni affrontare sul campo, e molto spesso senza aiuti, una emergenza improvvisa, costringendoli così a fornire risposte immediate alla cittadinanza, in un mondo oltretutto che si è scoperto vulnerabile. La pandemia ha fatto emergere molte contraddizioni sociali alle quali hanno dovuto mettere una pezza proprio i terrori. Se l’Italia sta superando la crisi pandemica lo dobbiamo innanzitutto all’impegno degli enti locali, ha sottolineato qualche giorno fa il Presidente AICCRE e CCRE/CEMR Stefano Bonaccini. Attenuata l’emergenza, ora trovano spazio le riflessioni dei rappresentanti degli enti locali per delineare il mondo che verrà. Come è stata affrontata la pandemia dagli enti locali e regionali? Cosa ci ha insegnato la pandemia? Quali cambiamenti strategici suggerisce per il futuro?

Frasi e concetti ricorrenti hanno attraversato il webinar dell’AICCRE, segno non solo di assoluta concordanza di idee e prospettive ma anche e soprattutto marcatori di una strategia univoca del mondo delle autonomie locali, che mai come in questo periodo appare compatta e con le idee chiare.



Nessuno si salva da solo, e quindi occorre accentuare la cooperazione internazionale tra i territori, ma, reclamano gli enti locali, le legislazioni nazionali ed europee dovrebbero riconoscerne il ruolo come soggetti attivi e non solo come attuatori. Agenda 2030 è la bussola, in quanto fornisce risposte su tutti i temi e lo fa con quella globalità che oggi più che mai è indispensabile, in un mondo sempre più interconnesso ed attraversato dagli stessi problemi, quali, per esempio, povertà, salute pubblica, climate change, sostenibilità, pari opportunità etc.

La necessità di un dialogo multilivello che coinvolga territori, governi, Unione Europea ed organizzazioni mondiali come l’ONU e ripensare a nuovi modelli di governance.

L’opportunità che offre la crisi della pandemia per nuovi modelli di crescita sostenibile. Tutti temi affrontati e ribaditi nel corso del webinar.

E’ cruciale, ha sottolineato in apertura Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, “che le città del mondo possano intraprendere direttamente attività di scambio e di apprendimento reciproco. La fragilità del nostro sistema, le diseguaglianze nel mondo, le vulnerabilità sociali richiedono necessariamente l’ interdipendenza tra i governi ed i Paesi del mondo”. All’AICCRE va riconosciuto il grande merito di aver puntato da anni sulla sensibilizzazione di Agenda2030 presso i nostri enti locali, con corsi di formazione sul territorio e convegni internazionali svoltisi in Italia.

“Le priorità dei territori sono cambiate alla luce della pandemia da Covid-19, ma guai a toccare quello che indica l’Agenda 2030 dell’ONU e cioè la sostenibilità. Se, infatti, non investiamo nella crescita sostenibile in tutto il mondo, rischiamo di giocarci il nostro bene più prezioso: il Pianeta Terra”, ha affermato Stefano Bonaccini, che sul dialogo multilivello ha portato l’esempio della sua Regione, l’Emilia Romagna dove “abbiamo creato una cabina di regia per condividere le decisioni non solo con il Governo, ma con i presidenti di Provincia ed i sindaci dei capoluoghi. Insomma, da soli non se ne esce e su questo tema insisteremo come AICCRE, CEMR ed UCLG. La pandemia, ricordiamolo, ha colpito tutti i Paesi del mondo, non facendo distinzioni di razza o economiche”.

Emilia Saiz, Segretario generale dell’UCLG, ha sottolineato il ruolo “d’avanguardia delle autonomie locali per quanto riguarda le individuazione delle priorità”. Essenziale è stata l’attività delle reti internazionali dei poteri territoriali “che hanno creato spazi sia per lo scambio di esperienze che soprattutto di apprendimento”. Per la dirigente dell’UCLG “locale e globale vanno di pari passo ed anche per questo è importante l’Agenda 2030 che contempla entrambe le dimensioni”.

Frederic Vallier, Segretario generale del CCRE/CEMR, ha rimarcato come la pandemia è stata meglio affrontata non nei paesi centralizzati, ma in quelli dove gli enti locali recitano un ruolo politico importante. Il CCRE/CEMR sta lavorando con la Commissione europea per aiutare gli enti locali nella crisi economica che stanno attraversando e affinché i piani di rilancio prevedano modelli di sviluppo sostenibile e rispondano ai bisogni dei territori.



Una esperienza concreta e sicuramente paradigmatica è stata esposta da Pilar Diaz, Vice Consigliere per le relazioni internazionali del Consiglio provinciale di Barcellona, Sindaco di Esplugues de Llobregat e Rappresentante dell’Osservatorio per la Cooperazione decentrata. “La Provincia di Barcellona destina il 7% del budget alla cooperazione decentralizzata. Con Montevideo abbiamo creato un Osservatorio sulla cooperazione con la priorità di analizzare e rafforzare quindi i processi di decentralizzazione per seguire gli sviluppi di Agenda 2030”. L’Alleanza Europa-America latina ha il chiaro scopo di uno “sviluppo ulteriore” che riduca, tra l’ altro, le disparità sociali, tecnologiche e agisca contro il climate change”.

Il webinar ha fatto emergere, nel corso della sessione dedicata alle esperienze dei sindaci durante l’emergenza covid-19, alcune costanti, e cioè la capacità da parte dei territori di fornire risposte anche quando quelle dei governi arrivano in ritardo. La spinta dal basso e “naturale” a cooperare con altri comuni anche quando non vi è una regia di alto livello. Per esempio, Pietro Puccio, sindaco di capaci e portavoce CCRE/CEMR sui migranti, ha denunciato il ritardo delle Regione Sicilia e del Governo, ma ha sottolineato come questo vuoto sia stato colmato da “una straordinaria solidarietà sia tra i cittadini che tra comuni siciliani e non solo”. Così come Andreas Wolter, sindaco di Colonia, ha rimarcato la collaborazione durante la pandemia con le città gemellate e con il comune di Bergamo. Colonia sì è spinta anche fuori dai confini europei, fornendo aiuti alimentari e sanitari al Perù. “con le reti di enti locali peruviane abbiamo organizzato aiuti agli abitanti dell’Amazzonia”.



Un altro tema sul quale hanno concordato tutti è stato sollevato da Puccio, che ha messo in rilievo nel suo intervento “l’abbandono politico e pratico dei migranti, causato dalle leggi sulla sicurezza” e la coniugazione tra città inclusive e sicurezza. Più c’è accoglienza meno esistono tensioni sociali. La pandemia, oltretutto, ha fatto emergere in evidenza la fragilità del nostro sistema e con questo si spiega la difficoltà a raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030. Basti pensare che nel sud dell’Italia il 50% delle famiglie non possiede un PC e le reti sono insufficienti. Questa clamorosa carenza ha influenzato ed influisce in negativo, in questo periodo di lezioni a distanza, lo stesso diritto allo studio (ob. 4).

Le emergenze sono purtroppo cicliche ed occorre ripensare ai nostri territori. Dalla crisi pandemica sono emerse in maniera evidente le diseguaglianze, ha ribadito Massimo Seri, Sindaco di Fano. L’AICCRE deve continuare a sensibilizzare gli enti locali su Agenda2030, che deve essere il perno delle nostre politiche. “Tutte le grandi strategie, se non trovano il coinvolgimento pratico ed attivo degli enti territoriali, non raggiungono i loro obiettivi”. La crisi della pandemia può essere una grande opportunità per “sperimentare nuovi percorsi grazie anche ad una alleanza tra i territori”.

Sulla maggiore importanza dopo la pandemia che ha assunto l’obiettivo 11 di Agenda 2030 (città e comunità sostenibili) si è soffermata Annalisa Palozzo, vicesindaco del comune di Ceppagatti e portavoce CCRE/CEMR sulle politiche giovanili. “soprattutto i ragazzi hanno bisogno di spazi naturali condivisi e in sicurezza”.

La terza sessione dei lavori (Quali cambiamenti strategici nelle politiche locali devono essere attuate velocemente per non perdere l’obiettivo dell’Agenda 2030 e degli SDGs?) è stata aperta da Ilaria Bugetti, consigliere regionale della Toscana e portavoce CCRE/CEMR sullo sviluppo territoriale. La Bugetti ha messo in rilievo le difficoltà finanziare degli enti territoriali e della popolazione. Prioritari dopo la pandemia gli SDGs legati alla lotta contro la povertà e per un lavoro dignitoso (obb 1 e 8), alla salute pubblica (ob 3) e alla salute climatica (ob13).



“L’urgenza covid-19 non sia la scusa per non seguire le tematiche importanti come il clima”, ha ammonito Belinda Gottardi, Sindaco di Castel Maggiore e portavoce CCRE/CEMR sul clima. “La sfida futura sarà quella di coniugare emergenza sanitaria con quella climatica. Il Piano di ripresa si deve focalizzare sull’aspetto “Green” dello sviluppo sostenibile e mantenere le tempistiche per la decarbonizzazione. Per puntare allo sviluppo ed alla mobilità sostenibili occorreranno finanziamenti a città e regioni. Sia il Piano di rinascita che il QFP devono entrambi sostenere le sfide dei territori”.

Su Agenda 2030 ed in particolare sull’ob 5 si è soffermata anche Silvia Baraldi, consigliera comunale di Legnago e portavoce CCRE/CEMR per la gender equality. La pandemia ha messo in evidenza la fragilità di alcune categorie, come donne, ragazze e bambini. La Baraldi ha fornito un dato drammatico: nel mondo 740 milioni di donne lavorano nella cosiddetta “economia informale”. A livello locale c’è molto ancora da fare per sostenere le famiglie e garantire dignità alla sovraesposta figura femminile. L’hastag #iorestoacasa non deve diventare una condizione permanente del mondo femminile. La portavoce del CEMR ha anche denunciato episodi di omofobia avvenuti nel suo territorio e di violenza alle donne che “non devono diventare problemi di serie B”.

Accendere un faro sull’ “economia informale”, che nei Paesi in via di sviluppo è un fenomeno assai diffuso, è stato l’auspicio anche di Mohamed Sefiani, Sindaco di Chefchaouen, Marocco: queste persone hanno diritto ad assicurazioni sulle malattie e a sussidi di disoccupazione. Le città intermedie hanno un ruolo fondamentale nella cooperazione e nell’attuazione di Agenda 2030 che, anche secondo il sindaco marocchino, è fondamentale per la cooperazione internazionale tra enti locali, per condividere e preparare progetti che rispondano alla mobilità sostenibile.

Da sottolineare anche che tutti i sindaci intervenuti hanno espresso la necessità di fondi europei diretti per i territori, senza intermediazioni, al fine di utilizzarli in breve tempo e più efficacemente. L’ultima sessione, introdotta da Amandine Sabourin, Platforma Policy Officer, ha visto la partecipazione di Anna Lixi, Team Leader, DEVCO C5 – Città, autorità locali, digitalizzazione, infrastrutture e di Diana Lopez Camarazana, Specialista in partenariato, Urbanizzazione, UNDP.

” Le città sono in prima linea ed hanno ruolo chiave per la sostenibilità, ha detto la Sabourin. “Stiamo lavorando con la DG global della Commissione europea affinché sia alimentato il dialogo tra enti locali di tutto il mondo. L’idea è quella di rafforzare la cooperazione e la capacity building . Vi sono strumenti garantiti fino al 2027”.

Altri segnali positivi per il ruolo degli enti locali arriva dall’ONU. Diana Lopez ha informato che a breve sarà pubblicata una raccomandazione del Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres sul tema specifico dell’impatto del covid-19 sulle città. Un importante segnale politico per i territori. Oltretutto, UNDP e Un-Habitat stanno lavorando ad un network per una analisi delle politiche urbane e sulle strategie di sviluppo territoriale.

Anna Lixi
ha fatto un excursus sui finanziamenti della Commissione europea a favore della cooperazione tra l’UE ed i Paesi Terzi, mettendo sul piatto 15,6 bilioni di euro. Questa cifra si spiega con gli accorpamenti e ridefinizioni di precedenti linee di finanziamento.

Pur ringraziando la Commissione europea per il suo impegno a favore della cooperazione internazionale, Carla Rey, alla fine dei lavori, ha ribadito: La volontà da parte dei poteri territoriali di divenire soggetti attivi della cooperazione e non semplici attuatori; che nella prossima programmazione dei fondi europei, i poteri locali possano usufruire di fondi diretti per la cooperazione, con le associazioni nazionali che rappresentano gli enti locali pronte a seguirli in questo processo di accompagnamento.


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SPEECHES IN BRIEF




#Aiccre4cooperation


GLI INTERVENTI INTEGRALI IN ITALIANO E INGLESE


STEFANO BONACCINI

CARLA REY

EMILIA SAIZ

FREDERIC VALLIER

PILAR DIAZ

PIETRO PUCCIO

ANDREAS WOLTER

MASSIMO SERI

ANNALISA PALOZZO

ILARIA BUGETTI

BELINDA GOTTARDI

SILVIA BARALDI

MOHAMED SEFIANI

AMANDINE SABOURIN

DIANA LOPEZ

ANNA LIXI
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