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Nell’ambito dell’iniziativa “All4Climate – Italy 2021”, che raccoglie tutti gli avvenimenti dedicati alla lotta contro i cambiamenti climatici che si svolgeranno in Italia quest’anno, lanciato dal Ministero della Transizione Ecologica in collaborazione con Connect4Climate del Gruppo Banca Mondiale e con la partecipazione di Regione Lombardia e Comune di Milano, organizzato dall’AICCRE si svolgerà il 30 settembre alle ore 13 il 2° Dialogo Ministeriale con i Governi Locali e Regionali sull’attuazione multilivello dell’Accordo di Parigi

L’evento è finalizzato a rafforzare la collaborazione tra tutti i livelli di governo: l’azione per il clima come responsabilità di tutti; promuovere la neutralità climatica; finanziare le azioni. Co-organizzato da UNEP, UNDP, UN-Habitat, ICLEI, UCLG, Patto globale dei sindaci, Regione Emilia-Romagna.

All4Climate – Italy 2021 comprende l’intera scaletta degli eventi climatici che si svolgeranno in Italia quest’anno. Il suo obiettivo, si legge sul sito, è semplice: “rendere il 2021 un anno fondamentale per l’ambizione climatica. All4Climate offre un’opportunità unica per i campioni del clima di tutto il mondo di contribuire direttamente agli incontri pre-COP di settembre a Milano e alla COP26 di novembre
, ospitata dal Regno Unito in collaborazione con l’Italia”.
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La Commissione europea ha recentemente adottato un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell’UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Il conseguimento di tali riduzioni nel prossimo decennio è fondamentale affinché l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 e si concretizzi il Green Deal europeo. Con queste proposte la Commissione presenta gli strumenti legislativi per conseguire gli obiettivi stabiliti dalla normativa europea sul clima e trasformare radicalmente la nostra economia e la nostra società per costruire un futuro equo, verde e prospero.

Le proposte legislative associano: l’applicazione dello scambio di quote di emissione a nuovi settori e il rafforzamento dell’attuale sistema di scambio di quote di emissione dell’UE; un aumento dell’uso di energie rinnovabili; una maggiore efficienza energetica; una più rapida diffusione dei modi di trasporto a basse emissioni e delle infrastrutture e dei combustibili necessari a tal fine; l’allineamento delle politiche fiscali con gli obiettivi del Green Deal europeo; misure per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio; e strumenti per preservare e potenziare la capacità dei nostri pozzi naturali di assorbimento del carbonio.

Il sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) fissa un prezzo per il carbonio e riduce ogni anno il limite massimo applicabile alle emissioni di determinati settori economici. Negli ultimi 16 anni questo sistema ha consentito di ridurre del 42,8 % le emissioni provenienti dalla produzione di energia elettrica e dalle industrie ad alta intensità energetica. Oggi la Commissione propone di abbassare ulteriormente il limite massimo generale delle emissioni e di aumentarne il tasso annuo di riduzione. La Commissione propone inoltre di eliminare gradualmente le quote di emissioni a titolo gratuito per il trasporto aereo, di allinearsi al sistema globale di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio per il trasporto aereo internazionale (CORSIA) e di includere per la prima volta nell’ETS dell’UE le emissioni generate dal trasporto marittimo. Per ovviare alla mancata riduzione delle emissioni nel trasporto stradale e negli edifici, è istituito un nuovo sistema separato di scambio delle quote di emissione per la distribuzione di carburante per il trasporto stradale e di combustibile per gli edifici. La Commissione propone inoltre di aumentare l’entità dei fondi per l’innovazione e la modernizzazione.

Per integrare la cospicua spesa destinata all’azione per il clima nel bilancio dell’UE, gli Stati membri dovrebbero spendere la totalità delle loro entrate derivanti dallo scambio di quote di emissione per progetti connessi al clima e all’energia. Una parte specifica delle entrate provenienti dal nuovo sistema per il trasporto stradale e gli edifici dovrebbe essere destinata ad ovviare all’eventuale impatto sociale per le famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese vulnerabili.

Il regolamento sulla condivisione degli sforzi assegna a ciascuno Stato membro obiettivi rafforzati di riduzione delle emissioni per quanto riguarda gli edifici, il trasporto stradale e il trasporto marittimo interno, l’agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. Questi obiettivi, tenendo conto delle diverse situazioni di partenza e delle diverse capacità di ciascuno Stato membro, si basano sul loro PIL pro capite, con adeguamenti per tener conto dell’efficienza in termini di costi.

Gli Stati membri condividono inoltre la responsabilità dell’eliminazione del carbonio nell’atmosfera, per cui il regolamento sull’uso del suolo, sulla silvicoltura e sull’agricoltura fissa un obiettivo generale dell’UE per l’assorbimento del carbonio dai pozzi naturali, pari a 310 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030. Gli obiettivi nazionali imporranno agli Stati membri di preservare e estendere i propri pozzi di assorbimento del carbonio. Entro il 2035 l’UE dovrebbe mirare a raggiungere la neutralità climatica nei settori dell’uso del suolo, della silvicoltura e dell’agricoltura, comprese le emissioni agricole diverse dal CO2, come quelle derivanti dall’uso di fertilizzanti e dall’allevamento. La strategia forestale dell’UE mira a migliorare la qualità, la quantità e la resilienza delle foreste dell’UE. Sostiene i silvicoltori e la bioeconomia forestale, garantendo nel contempo la sostenibilità della raccolta e dell’uso della biomassa e preservando la biodiversità, e predispone un piano per piantare tre miliardi di alberi in tutta Europa entro il 2030.

La produzione e l’uso di energia rappresentano il 75 % delle emissioni dell’UE, per cui è essenziale accelerare la transizione verso un sistema energetico più verde. La direttiva sulle energie rinnovabili fisserà l’obiettivo più ambizioso di produrre il 40 % della nostra energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Tutti gli Stati membri contribuiranno a questo obiettivo e sono previsti obiettivi specifici per l’uso delle energie rinnovabili nei settori dei trasporti, del riscaldamento e del raffrescamento, degli edifici e dell’industria. Per conseguire nel contempo i nostri obiettivi climatici e ambientali, i criteri di sostenibilità per l’uso della bioenergia sono rafforzati e gli Stati membri devono elaborare regimi di sostegno alla bioenergia in modo da rispettare il principio dell’uso a cascata della biomassa legnosa.

Per ridurre il consumo globale di energia, diminuire le emissioni e affrontare la povertà energetica, la direttiva sull’efficienza energetica fisserà, a livello di UE, un obiettivo annuale vincolante più ambizioso di riduzione del consumo di energia. Alla luce di questo obiettivo si fisseranno i contributi nazionali raddoppiando praticamente l’obbligo annuo in termini di risparmio energetico per gli Stati membri. Il settore pubblico sarà tenuto a ristrutturare il 3 % dei suoi edifici ogni anno in modo da incentivare la cosiddetta “ondata” di ristrutturazioni, creare posti di lavoro e ridurre il consumo di energia e i costi per i contribuenti.

Oltre allo scambio di quote di emissione, è necessario un insieme di misure per far fronte all’aumento delle emissioni nel settore dei trasporti stradali. Norme più rigorose in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni accelereranno la transizione verso una mobilità a emissioni zero, imponendo che le emissioni delle autovetture nuove diminuiscano del 55 % a partire dal 2030 e del 100 % a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021. Di conseguenza, tutte le autovetture nuove immatricolate a partire dal 2035 saranno a zero emissioni. Per consentire ai guidatori di avere accesso ad una rete affidabile in tutta Europa per la ricarica o il rifornimento dei loro veicoli, il la revisione del regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi imporrà agli Stati membri di aumentare la capacità di ricarica in linea con le vendite di autovetture a emissioni zero e di installare punti di ricarica e di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno.

I carburanti per l’aviazione e il trasporto marittimo causano un inquinamento significativo e inoltre richiedono misure specifiche in aggiunta allo scambio di quote di emissione. Il regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi prevede che gli aeromobili e le navi abbiano accesso a energia elettrica pulita nei principali porti e aeroporti. L’iniziativa “ReFuelEU Aviation” obbligherà i fornitori di combustibili a aumentare la percentuale di carburanti sostenibili per l’aviazione nel carburante per gli aviogetti caricato a bordo negli aeroporti dell’UE, compresi i carburanti sintetici a basse emissioni di carbonio, noti come elettrocarburanti. Analogamente, l’iniziativa FuelEU Maritime incentiverà l’utilizzo di combustibili marittimi sostenibili e di tecnologie a zero emissioni fissando un limite massimo al tenore di gas a effetto serra dell’energia utilizzata dalle navi che fanno scalo nei porti europei.

Il sistema fiscale per i prodotti energetici deve salvaguardare e migliorare il mercato unico e sostenere la transizione verde fissando gli incentivi adeguati. La revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia propone di allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche dell’UE in materia di energia e clima, promuovendo tecnologie pulite e eliminando le esenzioni obsolete e le aliquote ridotte che attualmente incoraggiano l’uso di combustibili fossili. Le nuove norme mirano a ridurre gli effetti nocivi della concorrenza fiscale in materia di energia, contribuendo a garantire agli Stati membri entrate derivanti da imposte “verdi” che sono meno dannose per la crescita rispetto alle imposte sul lavoro.

Un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere fisserà un prezzo del carbonio per le importazioni di determinati prodotti per garantire che l’azione ambiziosa per il clima in Europa non porti alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Ciò consentirà di garantire che le riduzioni delle emissioni europee contribuiscano a un calo delle emissioni a livello mondiale, e impedirà che la produzione ad alta intensità di carbonio si sposti fuori dall’Europa. Questo meccanismo mira inoltre a incoraggiare l’industria extra UE e i nostri partner internazionali ad adottare provvedimenti che vadano nella stessa direzione.

La Commissione sottolinea che tutte queste proposte sono collegate e complementari: “abbiamo bisogno di questo insieme di misure equilibrato e delle entrate che genera per garantire una transizione che renda l’Europa equa, verde e competitiva, distribuendo equamente le responsabilità tra i diversi settori e Stati membri e apportando, se del caso, un sostegno supplementare“.
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Sbarca anche in Italia il “Green City Accord”, l’iniziativa della Commissione europea aderendo alla quale i Sindaci si impegnano a migliorare la qualità dell’aria e dei corpi idrici, di estendere le aree verdi e ripristinare gli ecosistemi urbani, di avanzare verso l’economia circolare e ridurre la produzione di rifiuti, di ridurre significativamente l’inquinamento acustico.

Il 7 luglio si è svolto il Workshop online di presentazione con le città italiane al quale ha partecipato l’AICCRE nazionale con il suo Presidente Stefano Bonaccini e con il Segretario Generale Carla Rey.”In Next Generation You, ha detto Bonaccini, sono indicati molto bene i due pilastri di una futura crescita per l’Europa:
– la transizione digitale, per permettere a chi studia, lavora, vive in qualsiasi luogo del nostro continente di avere le stesse opportunità.
– La seconda la transizione ecologica, perché dobbiamo fare di tutto per salvare il bene più prezioso che abbiamo cioè il Pianeta Terra. Da questo punto di vista non solo investimenti per garantire un ambiente circostante, dall’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, i suoli che calpestiamo, più in sintonia con la qualità delle nostre vite ma anche investendo su green industy e green economy per far si che gli investimenti nella sostenibilità e nell’economia verde possano anche garantire nuovi posti di lavoro e una nuova crescita, appunto, sostenibile per tutti”.

L’AICCRE ha deciso di sostenere questa iniziativa della Commissione Europea perché l’ambiente è una questione prioritaria per le città italiane, che ha un impatto diretto sulla qualità della vita dei cittadini”, ha esordito Carla Rey nel suo intervento.

“Negli ultimi anni gli enti locali hanno dovuto imparare a ripensare i servizi ai cittadini in modo da tenere in considerazione anche le esigenze del pianeta, per garantire un futuro alle nuove generazioni”.

AICCRE aderisce a questa iniziativa, ha informato la Rey, che poi ha rivolto un appello alle città italiane per sostenere l’iniziativa in quanto “ci permette di dimostrare concretamente che le nostre città sono pronte a condividere le loro esperienze con la rete Green City Accord“. Ma, soprattutto, ha precisato, “perché siamo convinti che questa sottoscrizione diventerà un importante atto politico per 3 motivi:
1. in difesa del ruolo degli enti locali come promotori e protagonisti del processo di sviluppo ambientale sostenibile;
2. per promuovere un loro maggiore coinvolgimento nei luoghi dove si prendono le decisioni ambientali;
3. e perché questa campagna di sottoscrizione deve essere prodromica a nuove possibilità di finanziamento diretto alle città per la realizzazione degli obiettivi che questo accordo si propone”.

Siamo convinti, ha sottolineato il Segretario Generale dell’AICCRE, “che la scadenza fissata dall’Agenda ONU 2030 rappresenti davvero l’ultima chiamata per garantire la salvezza del pianeta e noi non possiamo che rispondere a questo appello. Abbiamo solo 9 anni per intraprendere il percorso virtuoso segnato dagli SDGs e se l’accordo verde della Commissione europea ci aiuterà a raggiungere l’obiettivo e a coinvolgere sempre più attori, noi lo sosteniamo e siamo pronti a lanciare la campagna di sottoscrizione nazionale“.

l’AICCRE sarà “un punto di riferimento per le città che vogliono aderire all’iniziativa; faremo lobby a livello nazionale per far riconoscere i membri del GCA come amministratori locali virtuosi che hanno bisogno di risorse nazionali ed europee per raggiungere i loro obiettivi;

L’AICCRE inoltre favorirà la creazione di una rete per lo scambio di buone pratiche tra i sottoscrittori, promuovendole a livello nazionale e internazionale.

In un’ottica di collaborazione e di pieno coinvolgimento degli enti locali italiani, la Rey ha voluto lanciare un appello affinché tutti i comuni, anche i più piccoli, possano sottoscrivere l’Accordo.

SOTTOSCRIVI L’ACCORDO!
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Sebbene l’emergenza climatica rimanga un argomento d’estrema attualità, il percorso verso la neutralità in termini di emissioni di carbonio deve tenere conto delle sfide poste dalla crisi COVID-19 e delle specificità di ciascun territorio. È questo il contesto nel quale è stato elaborato il parere presentato in plenaria il 30 giugno scorso dal Comitato europeo delle regioni (CdR) in materia di clima in occasione della COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, prevista a novembre 2021 a Glasgow (Scozia).

Il CdR sostiene pienamente l’obiettivo dell’UE di “ridurre almeno del 55%” le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, e l’obiettivo di conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050. Tuttavia, gli enti locali e regionali devono essere coinvolti attivamente nell’elaborazione delle politiche in materia di clima e dotati degli strumenti necessari per conseguire tale obiettivo. È questo uno dei messaggi principali del parere Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l’Europa in vista della COP 26

il CdR ha dichiarato: “L’Unione europea non sarà in grado di raggiungere gli obiettivi climatici senza il coinvolgimento degli enti locali e regionali e senza dotarli delle risorse necessarie per attuare le misure di lotta contro il riscaldamento globale. A tal fine, dobbiamo assolutamente ridurre la complessità dell’accesso ai finanziamenti e fornire assistenza tecnica in materia di ingegneria. Dobbiamo inoltre tenere conto delle specificità di ciascun territorio al fine di garantire una transizione equa che sia accettabile per tutti i cittadini europei. Nel quadro della prossima conferenza delle Nazioni Unite sul clima, chiediamo che i contributi degli enti locali e regionali in materia di clima siano misurati, integrati e valorizzati nei contributi nazionali “.

Il Comitato rinnova l’invito a lanciare un quadro di valutazione regionale europeo al fine di disporre di dati concreti sui progressi climatici compiuti a livello locale e regionale. In questo senso, ribadisce il proprio sostegno a un sistema di contributi determinati a livello regionale e locale per riconoscere ufficialmente, monitorare e incoraggiare la riduzione delle emissioni di carbonio da parte delle città, dei governi locali e delle regioni a livello globale. L’Assemblea invita la Commissione europea a collaborare con il CdR per riconoscere formalmente i contributi determinati a livello regionale e locale (RLDC) come complementari ai contributi determinati a livello nazionale (NDC) nel quadro dell’accordo di Parigi sul clima.

Il CdR chiede pertanto un ruolo di primo piano per gli enti locali e regionali in occasione della COP26 e propone di riprodurre il processo della dichiarazione di Edimburgo sulla biodiversità, al fine di consolidare il riconoscimento, l’impegno e la responsabilizzazione degli enti locali e regionali nell’ambito dell’accordo di Parigi e dell’intero processo delle Nazioni Unite contro il riscaldamento globale.

Il Comitato invita i partner della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) a rafforzare l’integrazione verticale dell’azione per il clima e a istituire un memorandum d’intesa con il CdR quale rappresentante istituzionale delle città e delle regioni europee.

L’Assemblea europea dei rappresentanti locali e regionali invita la Commissione europea a organizzare congiuntamente una giornata tematica sull’azione locale per il clima nell’UE in occasione della COP 26. Al fine di rafforzare l’impegno dei cittadini, il CdR invita tutti i suoi membri a organizzare COP locali e regionali nelle rispettive comunità prima della COP 26.

Il CdR sottolinea tra l’altro l’importanza di una sussidiarietà attiva per le politiche in materia di clima e ricorda che la governance multilivello e la sussidiarietà sono fondamentali per garantire la neutralità climatica e coinvolgere i cittadini dell’UE nel processo. In questo senso, ribadisce il proprio sostegno al Patto dei sindaci quale acceleratore della transizione ecologica a livello locale e regionale. Il Comitato fa parte del Consiglio politico del Patto e promuove questa iniziativa attraverso ventisette dei suoi membri, che costituiscono la Camera degli ambasciatori nazionali del Patto dei sindaci .
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“È a livello locale che l’azione per il clima e l’impegno dei giovani si uniscono veramente” “La protezione dell’ambiente fa parte del buon governo e le azioni intraprese dalle città e dalle regioni sono cruciali se vogliamo un futuro vivibile” ha sottolineato Belinda Gottardi, Aiccre, membro del Congresso e sindaco di Castel Maggiore al Forum Mondiale per la Democrazia il 25 giugno 2021, in occasione di un Forum Talk che ha riunito giovani di tutta Europa e responsabili politici.

“I governi locali sono in prima linea in questa lotta ed è incoraggiante vedere quanto i giovani siano determinati a garantire un pianeta sano in cui vivere. Noi, sindaci e consiglieri, abbiamo il dovere di facilitare la loro azione” ha detto la Gottardi che è anche portavoce CEMR sul clima, aggiungendo che il Congresso sta preparando un opuscolo per i bambini per imparare come possono contribuire alla sostenibilità delle loro città e proteggere l’ambiente.

Belinda Gottardi ha anche sottolineato il ruolo centrale della partecipazione dei giovani al Congresso, attraverso la nomina di Delegati Giovani come parte della sua strategia di “ringiovanimento della politica”.

Il Forum Talk “Our climate our future” discute come i giovani e i bambini sono colpiti dal cambiamento climatico, come si stanno organizzando per fare pressione sulla società e come i governi dovrebbero reagire alle loro richieste.
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“I problemi che noi sindaci stiamo affrontando in questo momento sono quelli di uscire dalla pandemia causata dal Covid, gestire una società in transizione su più livelli e lottare contro il cambiamento climatico.
Dobbiamo anche prestare attenzione che la crisi sanitaria non venga usata come pretesto per ritardare azioni climatiche urgenti, ma invece essere usato come un’opportunità per modellare il cambiamento sistemico”. Lo ha detto Belinda Gottardi, Aiccre, Sindaco di Castel Maggiore e portavoce CEMR sul clima, in apertura del suo intervento a “Efficient buildings Digital Days”, organizzato da Interreg Mediterranean, progetto co-finanziato dal Fondo di Sviluppo regionale dell’Unione europea.

“La pandemia di Covid ha messo la comunità globale di fronte a grandi sfide, ma abbiamo anche imparato quali meccanismi sono utili per superare tali sfide globali”, ha continuato Gottardi.
“Una forte leadership politica, cooperazione e risposte coordinate e un attivo coinvolgimento dei cittadini ci ha fatto vincere il virus e allo stesso modo possiamo vincere la sfida contro il cambiamento climatico”.

Il Sindaco di Castel Maggiore ha quindi voluto condividere con i presenti alcune esperienze fatte negli ultimi mesi, “esempi concreti di ciò che si può fare”.
“Inizio con il Patto dei Sindaci che è una rete di sindaci impegnati a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea su clima ed energia. Per tradurre l’impegno politico in misure e progetti concreti, i firmatari del Patto si impegnano a presentare, entro due anni dalla data della decisione del consiglio locale, un Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima che delinea le azioni chiave che i sindaci prevedono di intraprendere. Questo è l’inizio di un processo a lungo termine con le città impegnate a riferire ogni due anni sui progressi nell’attuazione dei loro piani”.
Molte città hanno ora il loro piano che include azioni su edifici pubblici e privati, il settore industriale, l’illuminazione pubblica, la mobilità, la produzione di energia da fonti rinnovabili e azioni per adattarsi al cambiamento climatico, ha informato la portavoce CEMR.
“Abbiamo anche aperto un Energy Desk, un servizio che fornisce informazioni ai cittadini, alle imprese e tecnici, sui temi dell’energia. Gli argomenti su cui è possibile ottenere informazioni da parte di esperti sono i vari incentivi e contributi oggi disponibili per le ristrutturazioni edilizie e per aumentare l’efficienza energetica efficienza, energie rinnovabili per la casa (solare termico, fotovoltaico, pompe di calore), la certificazione energetica degli edifici, come scegliere il miglior combustibile da utilizzare per riscaldare la casa”.
Altre azioni sono già in corso: “la maggior parte delle nostre vecchie lampade sono state sostituite con luci a led, ci sono molte comunità solari locali che mirano a creare e condividere costi e opportunità dei sistemi fotovoltaici”.

Una vera rivoluzione culturale è in atto sul tema della mobilità, ha sottolineato Gottardi, “ad esempio nella città metropolitana di Bologna è stato presentato il primo piano urbano italiano per la mobilità sostenibile”.
  “Sono state create reti di piste ciclabili per cui la bicicletta è ormai una vera alternativa all’auto per andare al lavoro e con il progetto “Bike to work” si danno premi economici a dipendenti e lavoratori autonomi che vanno al lavoro in bicicletta”. “Si creano anche percorsi pedonali e ciclabili lungo i nostri fiumi e canali, perché la mobilità dolce rappresenta anche un’opportunità per il turismo all’aria aperta”.
  Il piano di mobilità sostenibile non riguarda solo la bicicletta ma prevede anche la ridefinizione del trasporto pubblico con nuove linee di tram e autobus e una migliore tempistica del servizio ferroviario metropolitano.
br> Il Sindaco si è quindi soffermata sullo “smart working” il quale “non è solo una necessità per evitare il contagio, ma un nuovo modo di lavorare che permette la conciliazione dei tempi, che riduce gli spostamenti in auto e quindi riduce l’inquinamento dell’aria e la congestione del traffico”.

La Gottardi ha citato gli Osservatori Locali del Paesaggio, “organizzazioni che mirano a favorire la diffusione della cultura del paesaggio e promuoverne la qualità, orientando le politiche e azioni per la tutela e la valorizzazione del paesaggio stesso”.

  Per quanto concerne il coinvolgimento attivo dei cittadini. la portavoce CEMR ha reso noto che “stiamo stimolando la nascita di gruppi di persone che lavorano per promuovere uno stile di vita nuovo e sostenibile, che è di fatto una grande rivoluzione. Sto parlando di progetti semplici come i percorsi casa-scuola, la raccolta differenziata, la diffusione di buone pratiche quotidiane, ma se saremo in grado di promuovere comportamenti diffusi, allora accelereremmo davvero il processo di transizione ecologica”.

Ma quali sfide relative al settore dell’edilizia affrontano i comuni quando attuano piani d’azione per l’energia sostenibile e il clima?   “Il settore dell’edilizia ha un enorme potenziale di riduzione delle emissioni”, ha sottolineato Gottardi. “Ora in Italia chi, privato o pubblico, esegue la ristrutturazione di un edificio può contare su una detrazione del 110% delle spese sostenute per interventi che migliorano l’efficienza energetica l’efficienza energetica degli edifici. Questo significa un rimborso totale delle spese. Grazie a questi contributi, oggi i nostri comuni stanno progettando interventi per migliorare l’efficienza degli edifici residenziali pubblici e delle scuole”.

“Credo che la sfida sia quella di coinvolgere tutte le amministrazioni locali, anche le piccole e medie e questo significa che devono essere supportati sia tecnicamente che finanziariamente, per essere attori di questa transizione“, ha concluso Belinda Gottardi.
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Nell’ambito delle ambizioni dell’Unione Europea verso l’inquinamento zero e l’eliminazione degli sprechi con la creazione di un’economia circolar, la gestione dell’acqua sta assumendo una nuova importanza.

Invitiamo i nostri associati ad unirsi al CEMR per discutere di questo importante problema durante la Settimana verde dell’UE in occasione del nostro evento ufficiale dei partner, “Acqua pulita e circolare: promuovere città e regioni più sane”. La sessione online si svolgerà il 7 giugno dalle 14:00 alle 15:30. Registrati qui.

“La gestione dell’acqua è salita in cima all’agenda europea, recita il comunicato del CEMR, e ora necessita di un quadro legislativo riformato e coerente. Nuove sfide richiedono una riforma della gestione dell’acqua: il ripetersi di disastri alluvionali che travolgono le città, l’inquinamento dell’acqua da parte dei microinquinanti e la necessità di un processo di gestione dell’acqua più sostenibile”.

La competenza e il coinvolgimento dei governi locali è estremamente necessaria per aggiornare il nostro sistema europeo e procedere con la tendenza generale verso una maggiore circolarità. I comuni e le regioni sono al centro degli sforzi per proteggere sia la qualità dell’acqua che la salute dei cittadini con soluzioni innovative basate sulla natura.

La discussione del CEMR sarà moderata da Tamsin Rose e vedrà la presenza di:
Oriana Romano (keynote speaker), Capo Unità, Water Governance and Circular Economy, OCSE
Marieke Schouten, assessore del comune di Nieuwegein e membro del Comitato delle regioni
Filippe Araujo, Vicesindaco della città di Porto e Presidente del Forum Ambiente di
Carla Chiaretti, Responsabile Politiche,
Nele-Frederike Rosenstock, Direzione generale dell’Ambiente (DG ENV), Commissione europea
Sari Rautio , Membro del Consiglio comunale di Hämeenlinna e del Comitato europeo delle regioni e portavoce del CCRE per l’ambiente

Questo evento è organizzato in collaborazione con Eurocities. Per maggiori informazioni contattare: axelle.griffon@ccre-cemr.org
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Il 12 maggio la Commissione europea ha adottato il piano d’azione dell’UE: “Azzerare l’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo” – uno dei principali obiettivi del Green Deal europeo e il tema principale della Settimana verde dell’UE di quest’anno. Il piano definisce una visione integrata per il 2050: un mondo in cui l’inquinamento è ridotto a livelli che non siano più dannosi per la salute umana e gli ecosistemi naturali, comprese le misure per realizzare tale visione. Il piano combina tutte le pertinenti politiche dell’Unione europea per contrastare e prevenire l’inquinamento, con particolare attenzione alle modalità offerte dalle soluzioni digitali per affrontare l’inquinamento; è previsto di riesaminare la pertinente legislazione dell’UE al fine di individuare le lacune ancora esistenti nella legislazione dell’UE e gli aspetti che necessitano di una migliore attuazione per conformarsi a tali obblighi giuridici.

Per orientare l’UE verso l’obiettivo 2050, il piano d’azione stabilisce obiettivi chiave per il 2030 miranti a ridurre l’inquinamento alla fonte, rispetto alla situazione attuale, e segnatamente:
• migliorare la qualità dell’aria in modo da ridurre del 55 % il numero di morti premature causate dall’inquinamento atmosferico;
• migliorare la qualità dell’acqua riducendo i rifiuti, i rifiuti di plastica in mare (del 50 %) e le microplastiche rilasciate nell’ambiente (del 30 %);
• migliorare la qualità del suolo riducendo del 50 % le perdite di nutrienti e l’uso di pesticidi chimici;
• ridurre del 25 % gli ecosistemi dell’UE in cui l’inquinamento atmosferico minaccia la biodiversità;
• ridurre del 30 % la percentuale di persone che soffrono di disturbi cronici dovuti al rumore dei trasporti, e • ridurre in modo significativo la produzione di rifiuti e del 50 % i rifiuti urbani residui.
Il piano delinea una serie di iniziative e azioni faro, tra cui: • allineare ulteriormente gli standard di qualità dell’aria alle ultime raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità;
• rivedere le norme relative alla qualità delle acque, anche nei fiumi e nei mari dell’UE;
• ridurre l’inquinamento del suolo e migliorarne il risanamento; • rivedere la maggior parte delle norme dell’UE in materia di rifiuti per adeguarle ai principi dell’economia pulita e circolare;
• promuovere l’azzeramento dell’inquinamento causato dalla produzione e dal consumo;
• presentare un quadro di valutazione delle prestazioni ecologiche delle regioni dell’UE per promuovere l’inquinamento zero in tutte le regioni;
• ridurre le disuguaglianze che incidono sulla salute causate dalla quota sproporzionata di impatti nocivi sulla salute a cui sono attualmente esposti i più vulnerabili;
• ridurre l’impronta dell’inquinamento esterno dell’UE limitando le esportazioni di prodotti e rifiuti che hanno un impatto nocivo e tossico nei paesi terzi;
• avviare Living Labs per soluzioni digitali verdi e inquinamento intelligente zero;
• consolidare i centri di conoscenza dell’UE sull’inquinamento zero e riunire i portatori di interessi nella piattaforma dei portatori di interessi in materia di inquinamento zero;
• rafforzare l’attuazione delle misure di azzeramento dell’inquinamento di concerto con le autorità ambientali e di altri settori.

Insieme alla strategia sulle sostanze chimiche per la sostenibilità adottata lo scorso anno, il piano d’azione traduce in azione l’obiettivo dell’UE di azzerare l’inquinamento per un ambiente privo di sostanze tossiche. Tale azione va di pari passo con gli obiettivi dell’UE in materia di neutralità climatica, salute, biodiversità ed efficienza delle risorse e si basa su iniziative nei settori dell’energia, dell’industria, della mobilità, dell’alimentazione, dell’economia circolare e dell’agricoltura.

La Settimana verde dell’UE di quest’anno, il più grande evento annuale sulla politica ambientale, che si terrà nel periodo 1-4 giugno, consentirà ai cittadini di tutta l’UE di discutere dell’inquinamento zero dalle sue molteplici angolazioni nella conferenza principale che avrà luogo a Bruxelles, online e in oltre 600 eventi collaterali.
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