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Con il progetto IncluCities, al quale partecipano AICCRE ed il Comune di Capaci, otto città europee e associazioni dei governi locali stanno unendo le loro forze per migliorare l’integrazione dei migranti. L’iniziativa, gestita dal CEMR, mette in coppia una città esperta con un’altra meno esperta per imparare a trovare e diffondere soluzioni locali sostenibili.

Negli ultimi anni, gli arrivi di migranti e rifugiati hanno spesso causato atteggiamenti pubblici negativi, stereotipi e idee sbagliate. Mentre ci sono difficoltà in alcune aree, la realtà è che ci sono migliaia di buoni esempi e pratiche provenienti da città e paesi.



Mentre molte città sono riuscite a trovare soluzioni sostenibili per l’integrazione dei migranti, altre, soprattutto le piccole e medie, spesso non dispongono delle risorse umane e finanziarie, delle conoscenze e dell’esperienza necessarie.

Per colmare questa lacuna è stato dato vita al progetto IncluCities, concepito per condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche tra le città in un processo di mentoring. A tal fine è stata creata una rete di otto città con diversi gradi di esperienza in materia di migrazione e le corrispondenti associazioni di governo locale.

Le città partecipanti, accompagnate dalle rispettive associazioni, sono “accoppiate” in gruppi di due, in cui una città funge da mentore e l’altra da mentee. Mechelen, ad esempio, sarà in coppia con il comune siciliano di Capaci.



“Abbiamo aderito con entusiasmo al Progetto perchè punta alla trasformazione delle città in luoghi di accoglienza e inclusione, capaci di offrire pari opportunità a tutti”, aveva commentato Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, in occasione del lancio del progetto

“La partecipazione al Progetto rappresenta per il Comune di Capaci l’occasione per creare un territorio del dialogo multiculturale, spostando il focus dall’accoglienza, vista come gestione dell’emergenza, alla strutturazione di veri e validi processi di inclusione degli immigrati stabilizzatisi nel nostro paese”, aveva dichiarato Pietro Puccio, Sindaco di Capaci, che è anche portavoce CEMR sul tema migrazione.

Il TG dell’emittente televisiva siciliana VIDEOSICILIA il 5 ottobre ha mandato in onda un servizio su IncluCities e sull’impegno di AICCRE e del Comune di Capaci con interviste al Sindaco Pietro Puccio, all’assessore alle politiche sociali Rita Di Maggio e alla Consigliera comunale Fiorenza Giambona.
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Proprio in questi giorni, si è conclusa la seconda visita di studio del progetto “IncluCities”, la prima in presenza a Capaci. Sono state due giornate di scambio intense, in cui i nostri soci hanno potuto conoscere il contesto locale di Capaci e ed approfondire il progetto “Buddy”, che è attuato sotto lo slogan “Tutti Capaci”.

Grazie all’unione dell’esperienza della città di Mechelen e del contributo delle numerose realtà locali che hanno deciso di mettersi in gioco (scuole e associazioni del territorio) si potrà costruire una visione di città per tutti.



I comuni partecipanti collaboreranno strettamente in ogni fase del progetto. Le città organizzeranno visite di studio per identificare dove la politica di integrazione può essere migliorata e co-progetteranno piani d’azione per migliorare le loro prestazioni. Inoltre, in un secondo momento saranno organizzate accademie di formazione aperte ad altre città e associazioni di governo locale, in modo da diffondere le lezioni apprese e rafforzare la loro capacità di integrazione dei migranti.

IncluCities mira non solo a diffondere pratiche locali di successo tra le città, ma anche a contribuire allo sviluppo di migliori politiche comunitarie in materia di migrazione che riflettano meglio le esigenze e le realtà locali. Le associazioni dei governi locali e regionali svolgeranno un ruolo fondamentale, sia diffondendo le buone pratiche al resto della loro rete, sia interfacciandosi con i governi nazionali e le istituzioni dell’UE per alimentare la definizione delle politiche e la diffusione delle buone pratiche.

Città e associazioni partecipanti:

La città di Livadia e l’Unione Centrale dei Comuni della Grecia (KEDE)
Saint-Jean-de-la-Ruelle e l’Associazione francese del CCRE (AFCCRE)
Partinico e l’AICCRE
Fuenlabrada e la Federazione spagnola dei comuni e delle province (FEMP)
Bruxelles e Schaerbeek, insieme all’Associazione delle Città e dei Comuni della Regione Bruxelles-Capitale (BRULOCALIS)
Mechelen e l’Associazione delle città e dei comuni fiamminghi (VVSG)
La città di Jelgava con l’Associazione lettone dei governi locali e regionali (LPS)

IncluCities è un progetto triennale guidato dal CEMR e finanziato dal Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione (AMIF) dell’Unione Europea.

Summary of IncluCities Project

IncluCities: Identity guidelines
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Sul sito del Parlamento europeo è stato pubblicato un articolato studio che, con statistiche ed approfondimenti, fa il punto sulla situazione in Europa di asilo e immigrazione. Le limitazioni della circolazione dovute alla pandemia hanno diminuito i flussi migratori, sia illegali che legali. Questo è dovuto al fatto che i paesi hanno chiuso i loro confini, limitato le tratte d’immigrazione e ridotto l’accoglienza di rifugiati.

Tuttavia l’arrivo di più di un milione di rifugiati e migranti nel 2015 ha messo in luce le carenze del sistema europeo di asilo. Il Parlamento europeo, recita l’articolo, “sta lavorando a proposte di legge per creare una politica di asilo più equa ed efficiente”.

In questo articolo, tutti i dati circa la crisi dei migranti in Europa: chi sono i migranti, cosa sta facendo l’UE per affrontare la situazione e quali sono le implicazioni finanziarie.

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Siamo a un punto cruciale per la posizione dell’Europa sulla migrazione. Da un lato, la Commissione europea ha appena pubblicato un nuovo Patto su Migrazione e Asilo, che mira a rendere più stabile la gestione dei flussi migratori. D’altra parte, la stessa Commissione ha aperto una consultazione su un nuovo Piano d’azione sull’integrazione dei migranti, spiegando come l’Unione europea sosterrà i governi nazionali, regionali e locali nell’accogliere i nuovi arrivati, compresi i rifugiati, nei prossimi quattro anni.

Questo ‘nuovo inizio’ non offre tuttavia molte soluzioni per una migliore inclusione di migranti e rifugiati”, così il CCRE/CEMR ha commentato sul proprio sito. La Commissione europea aveva avviato una consultazione pubblica a livello dell’UE per raccogliere opinioni su nuove azioni che potrebbero essere intraprese a livello dell’UE per promuovere l’integrazione e l’inclusione sociale dei migranti e delle persone con un background migratorio. I risultati della consultazione contribuiranno allo sviluppo del rinnovato piano d’azione sull’integrazione e l’inclusione.

Il CCRE/CEMR, insieme alle associazioni nazionali interessate e ai partners del progetto Iclucities, ha condiviso con la Commissione le opinioni dei comuni e delle regioni su questa questione cruciale. In breve, il nuovo piano d’azione “dovrebbe riconoscere che i governi regionali e locali hanno un ruolo chiave nel garantire un’integrazione efficace”.

Le città e le regioni sono state in prima linea nella migrazione fornendo assistenza immediata di emergenza a chi ne ha bisogno. “Ecco perché i governi locali e regionali devono essere al centro degli sforzi dell’UE sull’integrazione dei migranti e ricevere sostegno in questo settore. I comuni e le regioni devono ancora affrontare molte sfide, come la mancanza di accesso ai finanziamenti, il coordinamento inadeguato con altri livelli di governo e la mancanza di capacità di integrare i nuovi arrivati, soprattutto nelle città di piccole e medie dimensioni”, sottolinea il CCRE/CEMR.

Il piano d’azione dell’UE, quindi, “dovrebbe concentrarsi sulle misure locali per affrontare la disoccupazione, la mancanza di opportunità di istruzione e formazione (come i corsi di lingua) e l’accesso all’alloggio. Il campo di applicazione del Piano dovrebbe essere esteso anche per includere la lotta alla discriminazione contro i migranti, la xenofobia e il razzismo”. Inoltre, “le lunghe procedure di asilo e le difficoltà per ottenere uno status giuridico dovrebbero essere abbreviate. Poiché le narrazioni negative sulla migrazione rafforzano gli stereotipi basati su idee sbagliate, dovrebbe essere prestata maggiore attenzione alla comunicazione e alla promozione di un’interazione significativa tra migranti e nativi”.

In che modo il piano d’azione dovrebbe aiutare i governi locali e regionali?

1. Migliorare l’integrazione a lungo termine, con particolare attenzione alle esigenze delle città di piccole e medie dimensioni.
2. Migliorare la cooperazione locale transnazionale tra città e associazioni di governi locali e regionali.
3. Aumentare le capacità dei governi locali e regionali e delle loro associazioni a mettere in comune buone pratiche, lavorare su attività legate all’integrazione e facilitare lo scambio di conoscenze e la replica di buone pratiche.
4. Adattare la legislazione dell’UE alle esigenze locali per renderle più efficaci e applicabili.
5. Garantire che i governi locali e regionali siano dotati delle risorse e delle capacità necessarie per fornire servizi di base ai migranti e ai rifugiati.

Le politiche di integrazione sono molto efficaci quando i governi locali e regionali partecipano alla loro elaborazione, ribadisce il CCRE/CEMR. “I comuni e le regioni possono identificare più facilmente i possibili ostacoli e intraprendere le azioni necessarie. Il prossimo piano dell’UE sulla migrazione dovrebbe basarsi sugli insegnamenti tratti dal partenariato per l’agenda urbana sull’inclusione, un’iniziativa in cui le città, i governi nazionali, la Commissione europea e le organizzazioni della società civile hanno collaborato per sviluppare idee e azioni a sostegno integrazione”.

ENGLISH VERSION (CEMR WEBSITE)
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Le priorità dei territori sono cambiate alla luce della pandemia da Covid-19, ma guai a toccare quello che indica l’Agenda 2030 dell’ONU e cioè la sostenibilità. Se, infatti, non investiamo nella crescita sostenibile in tutto il mondo, rischiamo di giocarci il nostro bene più prezioso: il Pianeta Terra.

La pandemia ci ha colti tutti impreparati, nessuno di noi avrebbe immaginato una epidemia globale di queste dimensioni e con questa forza. Questo evento improvviso e drammatico offre spunti di riflessione che mi auguro approfondiremo nei prossimi mesi con il CEMR e l’UCLG. Per esempio, il tema della sanità pubblica.
Mi permetto di fare l’esempio della Regione che presiedo, l’Emilia-Romagna. Siamo stati tra le regioni più colpite dal Covid-19 perché avevamo in pancia il grande focolaio lombardo. Codogno, nel basso lodigiano, è infatti distante da Piacenza solo pochi chilometri. Piacenza molto più vicina a Codogno rispetto ai comuni capoluogo lombardi. Eppure siamo la Regione con il più alto numero di guariti. Il 3 giugno sono stati solo 13 (di cui 12 asintomatici) i casi su un totale di 4milioni e mezzo di abitanti.
La sanità pubblica ha fatto la differenza. Sanità pubblica che, per qualità e quantità, in Italia, in Europa e nel mondo, non è tutta uguale. Penso che il recupero del pubblico stia ritornando, dopo anni nei quali sembrava che il pubblico meno fosse presente meglio era per la qualità della democrazia.
Mi permetto di dire che nei sistemi democratici occidentali, la lotta al covid-19 è stato più efficace nei Paesi senza leader autoritari. L’autoritarismo in alcuni Paesi ha negato l’esistenza della pandemia e non ha condiviso le buone pratiche, come quella italiana.

Bisogna lavorare tutti insieme, coinvolgendo tutti. In Emilia abbiamo creato una cabina di regia per condividere le decisioni non solo con il Governo, ma con i presidenti di Provincia ed i sindaci dei capoluoghi. Insomma, da soli non se ne esce e su questo tema insisteremo come CEMR ed UCLG. La pandemia, ricordiamolo, ha colpito tutti i Paesi del mondo, non facendo distinzioni di razza o economiche.

Le politiche messe in campo dall’Agenda 2030 dell’ONU sono oggi più che mai fondamentali e come AICCRE, CEMR ed UGLC le abbiamo sempre impostate come necessarie, a partire dalla crescita sostenibile. A proposito di elementi che ha messo in evidenza la pandemia, c’è stato un dibattito in Emilia e a livello nazionale intorno ad un tema: uno dei settori che ha sempre lavorato, anche durante la pandemia, è stato quello agricolo ed alimentare, che si è trovato nell’incredibile situazione di non avere più braccia che aiutassero a raccogliere frutta e verdura. A causa del fatto che molti stranieri, a causa della pandemia, erano tornati nei propri Paesi. Questo evento ha fatto emergere con evidenza l’inconsistenza di quei luoghi comuni, che spesso hanno portato consenso, che davano la colpa della disoccupazione al colore della pelle delle persone.

Come CEMR, UCLG ed AICCRE dobbiamo lavorare sempre di più al dialogo multilivello, mettendo insieme enti locali, governi ed istituzioni sovranazionali. Per non commettere gli stessi errori.



The priorities of the territories have changed because of the Covid-19 pandemic, but woe betide the UN Agenda 2030, namely sustainability. If, in fact, we do not invest in sustainable growth around the world, we risk gambling away our most precious asset: Planet Earth.

The pandemic has caught us all unprepared, none of us would have imagined a global epidemic of this size and with this strength. This sudden and dramatic event offers food for thought, which I hope we will explore further in the coming months with the CEMR and the UCLG. For example, the issue of public health.

Let me give the example of the region that I chair, Emilia-Romagna. We were among the regions most affected by Covid-19 because we were close to the great Lombardy outbreak. Codogno, in the lower Lodi area, is in fact only a few kilometres away from Piacenza. Piacenza is much closer to Codogno than the capital cities of Lombardy. And yet we are the Region with the highest number of cured people. On 3 June there were only 13 (of which 12 asymptomatic) cases out of a total of 4 and a half million inhabitants.

Public health has made the difference. Public health that, for quality and quantity, in Italy, Europe and the world, is not all the same. I think that the recovery of the public is coming back, after years in which it seemed that the less public was present the better for the quality of democracy.

Let me say that in Western democratic systems, the fight against covid-19 has been more effective in countries without authoritarian leaders. Authoritarianism in some countries has denied the existence of the pandemic and has not shared good practices, like the Italian one.

We must all work together, involving everyone. In Emilia we have created a control room to share decisions not only with the Government, but with the Presidents of the Province and the mayors of the capitals. In short, we are not going out alone and we will insist on this topic as CEMR and UCLG. The pandemic, let us remember, has affected all the countries of the world, making no distinction of race or economy.

The policies put in place by the UN Agenda 2030 are now more fundamental than ever and as AICCRE, CEMR and UGLC we have always set them as necessary, starting from sustainable growth. Speaking of the elements that highlighted the pandemic, there has been a debate in Emilia and at national level around one issue: one of the sectors that has always worked, even during the pandemic, was agriculture and food, which found itself in the incredible situation of not having any more arms to help pick fruit and vegetables. Because of the fact that many foreigners, because of the pandemic, had returned to their countries. This event highlighted the inconsistency of those clichés, which often brought consensus, that blamed unemployment on the colour of people’s skin.

As CEMR, UCLG and AICCRE we have to work more and more on multi-level dialogue, bringing together local authorities, governments and supranational institutions. So as not to make the same mistakes.
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Pietro Puccio
, Sindaco di Capaci e membro della direzione nazionale dell’AICCRE, è intervenuto il 10 aprile a Bruxelles al lancio dell’ iniziativa del Comitato delle Regioni (CdR) “Iniziativa di città e regioni per l’integrazione” svoltasi nell’ambito della 135sima Sessione plenaria del Comitato. Puccio è spokeperson CCRE/CEMR per Migrazione ed inclusione. “Il CCRE/CEMR ha lavorato negli ultimi anni per costruire città e regioni inclusive, ha detto Puccio, approvando diverse posizioni, richieste e risoluzioni volte a definire i principi che dovrebbero guidare la risposta europea ed umanitaria alla sfida strutturale della migrazione e dell’integrazione dal punto di vista locale e regionale. Perché alla fine, l’integrazione avviene a livello locale e potremo costruire società più coese solo se costruiremo città più inclusive”. Il CEMR, ha continuato il Sindaco di Capaci, ha approvato diverse posizioni, richieste e risoluzioni “volte a definire i principi che dovrebbero guidare la risposta europea ed umanitaria alla sfida strutturale della migrazione e dell’integrazione dal punto di vista locale e regionale. Perché alla fine, l’integrazione avviene a livello locale e potremo costruire società più coese solo se costruiremo città più inclusive”. Come CCRE/CEMR, ha reso noto Puccio, abbiamo lavorato per: “migliorare l’accesso diretto ai finanziamenti dell’UE per i governi locali e regionali; Rafforzare lo scambio di buone pratiche; Aumentare la consapevolezza politica a tutti i livelli e in particolare sottolineare l’importanza di un migliore coordinamento e partenariato; migliorare lo scambio di conoscenze e la cooperazione peer-to-peer tra comuni più esperti e meno esperti, ma soprattutto rafforzare il capacity-building nelle città di piccole e medie dimensioni; migliorare l’accesso ai servizi per rifugiati e migranti a livello locale, attraverso la creazione di sportelli unici; promuovere un accesso più flessibile ai finanziamenti dell’UE, nonché applicazioni semplificate per gli enti locali e regionali e l’istituzione di sovvenzioni per piccoli progetti”. Tutto questo lavoro, insieme a quello di altre reti e del Comitato delle Regioni, rafforza la nostra profonda convinzione secondo cui l’”Iniziativa di città regioni per l’integrazione” è un altro passo nella giusta direzione per sensibilizzare la politica, migliorare lo scambio di conoscenze e rafforzare il capacity-building. In vista delle elezioni del Parlamento europeo e in un momento in cui alcuni Stati membri e alcuni politici potrebbero provare a utilizzare la migrazione come mezzo per scatenare lo scontro e ridurre i nostri valori condivisi, ha sottolineato lo spokeperson del CCRE/CEMR “le città e le regioni sono state in prima linea nell’accogliere i rifugiati e fornire servizi ai cittadini di paesi terzi. Il CCRE/CEMR è stato membro attivo del partenariato per l’inclusione dei rifugiati e dei migranti nell’Agenda urbana dell’UE, che è stata una piattaforma multi-stakeholder di successo per portare avanti il principio di partenariato ed avere un impatto su politiche e legislazione”. Tuttavia, ha continuato il Sindaco, “il partenariato si concluderà presto, e dobbiamo assicurarci che continui a essere operativo durante la prossima legislatura con una struttura migliorata, risorse dedicate e sostegno degli Stati membri. E’ in parte grazie al grande lavoro del partenariato che la relazione del Parlamento europeo sul futuro del Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione (AMIF) per il 2021-2027 ha posto al centro il governo locale e regionale. Allo stato attuale, il bilancio dell’AMIF sarà aumentato a 10 miliardi di euro, con un aumento del 50%. Questa è una grande vittoria per le città e le regioni, ma ora abbiamo bisogno di usare questa iniziativa per assicurarci che anche i governi nazionali siano dalla nostra parte”.


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Nel corso della XXXVI sessione del CPLRE (Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa) è intervenuto il 2 aprile a Strasburgo Piero Fassino, portavoce del Congresso sul partenariato sud-mediterraneo, sulla richiesta, poi approvata, di status di cooperazione e partenariato tra CPLRE ed il Regno del Marocco per rinforzare la democrazia locale. il Marocco è quindi primo Paese a godere di questo status, che offre ai paesi confinanti con il Consiglio d’Europa una piattaforma ideale per il dialogo e i contatti istituzionali con i loro omologhi europei. La delegazione marocchina comprenderà 6 rappresentanti e 6 sostituti che potranno sedere accanto ai membri del CPLRE e contribuire ai dibattiti durante le sessioni – anche se senza diritto di voto – e al lavoro dei suoi comitati di monitoraggio, attualità e governance.
“Questa richiesta di status di partner mostra l’interesse del Marocco per il nostro lavoro e riflette le eccellenti relazioni tra il Congresso e le autorità marocchine a tutti i livelli. È in questo contesto promettente che attendiamo l’ambizioso lavoro di cooperazione che sta per iniziare “, ha affermato Fassino. Ricordiamo che la segreteria della delegazione italiana è tornata in seno all’AICCRE. Per l’Associazione è presente il Segretario generale Carla Rey.

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