E-News, Migrazione, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Con il lancio di IncluCities, otto città europee e associazioni dei governi locali stanno unendo le loro forze per migliorare l’integrazione dei migranti. L’iniziativa, gestita dal CCRE/CEMR, mette in coppia una città esperta con un’altra meno esperta per imparare a trovare e diffondere soluzioni locali sostenibili.



Negli ultimi anni, gli arrivi di migranti e rifugiati hanno spesso causato atteggiamenti pubblici negativi, stereotipi e idee sbagliate. Mentre ci sono difficoltà in alcune aree, la realtà è che ci sono migliaia di buoni esempi e pratiche provenienti da città e paesi.

Mentre molte città sono riuscite a trovare soluzioni sostenibili per l’integrazione dei migranti, altre, soprattutto le piccole e medie imprese, spesso non dispongono delle risorse umane e finanziarie, delle conoscenze e dell’esperienza necessarie.

Per colmare questa lacuna è stato dato vita al progetto IncluCities, concepito per condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche tra le città in un processo di mentoring. A tal fine è stata creata una rete di otto città con diversi gradi di esperienza in materia di migrazione e le corrispondenti associazioni di governo locale.

Le città partecipanti, accompagnate dalle rispettive associazioni, sono “accoppiate” in gruppi di due, in cui una città funge da mentore e l’altra da mentee. Mechelen, ad esempio, sarà in coppia con il comune siciliano di Partinico.

“Per il Comune di Partinico, la partecipazione al progetto IncluCities rappresenta un’opportunità per creare un territorio di dialogo multiculturale, spostando l’attenzione dall’accoglienza, intesa come gestione dell’emergenza, a una rigorosa strategia di inclusione”, ha dichiarato Pietro Puccio, portavoce del CCRE/CEMR per le migrazioni e l’integrazione. “La cooperazione tra le città che vivono i fenomeni migratori sembra essere di grande valore, soprattutto alla luce della ricerca di soluzioni sostenibili”.



I comuni partecipanti collaboreranno strettamente in ogni fase del progetto. Le città organizzeranno visite di studio per identificare dove la politica di integrazione può essere migliorata e co-progetteranno piani d’azione per migliorare le loro prestazioni. Inoltre, in un secondo momento saranno organizzate accademie di formazione aperte ad altre città e associazioni di governo locale, in modo da diffondere le lezioni apprese e rafforzare la loro capacità di integrazione dei migranti.

IncluCities mira non solo a diffondere pratiche locali di successo tra le città, ma anche a contribuire allo sviluppo di migliori politiche comunitarie in materia di migrazione che riflettano meglio le esigenze e le realtà locali. Le associazioni dei governi locali e regionali svolgeranno un ruolo fondamentale, sia diffondendo le buone pratiche al resto della loro rete, sia interfacciandosi con i governi nazionali e le istituzioni dell’UE per alimentare la definizione delle politiche e la diffusione delle buone pratiche.

Città e associazioni partecipanti:

La città di Livadia e l’Unione Centrale dei Comuni della Grecia (KEDE)
Saint-Jean-de-la-Ruelle e l’Associazione francese del CCRE (AFCCRE)
Partinico e l’AICCRE
Fuenlabrada e la Federazione spagnola dei comuni e delle province (FEMP)
Bruxelles e Schaerbeek, insieme all’Associazione delle Città e dei Comuni della Regione Bruxelles-Capitale (BRULOCALIS)
Mechelen e l’Associazione delle città e dei comuni fiamminghi (VVSG)
La città di Jelgava con l’Associazione lettone dei governi locali e regionali (LPS)

IncluCities è un progetto triennale guidato dal CCRE e finanziato dal Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione (AMIF) dell’Unione Europea.
0

E-News, Migrazione, coesione, Agricoltura, Ambiente, SDG, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Le priorità dei territori sono cambiate alla luce della pandemia da Covid-19, ma guai a toccare quello che indica l’Agenda 2030 dell’ONU e cioè la sostenibilità. Se, infatti, non investiamo nella crescita sostenibile in tutto il mondo, rischiamo di giocarci il nostro bene più prezioso: il Pianeta Terra.

La pandemia ci ha colti tutti impreparati, nessuno di noi avrebbe immaginato una epidemia globale di queste dimensioni e con questa forza. Questo evento improvviso e drammatico offre spunti di riflessione che mi auguro approfondiremo nei prossimi mesi con il CEMR e l’UCLG. Per esempio, il tema della sanità pubblica.
Mi permetto di fare l’esempio della Regione che presiedo, l’Emilia-Romagna. Siamo stati tra le regioni più colpite dal Covid-19 perché avevamo in pancia il grande focolaio lombardo. Codogno, nel basso lodigiano, è infatti distante da Piacenza solo pochi chilometri. Piacenza molto più vicina a Codogno rispetto ai comuni capoluogo lombardi. Eppure siamo la Regione con il più alto numero di guariti. Il 3 giugno sono stati solo 13 (di cui 12 asintomatici) i casi su un totale di 4milioni e mezzo di abitanti.
La sanità pubblica ha fatto la differenza. Sanità pubblica che, per qualità e quantità, in Italia, in Europa e nel mondo, non è tutta uguale. Penso che il recupero del pubblico stia ritornando, dopo anni nei quali sembrava che il pubblico meno fosse presente meglio era per la qualità della democrazia.
Mi permetto di dire che nei sistemi democratici occidentali, la lotta al covid-19 è stato più efficace nei Paesi senza leader autoritari. L’autoritarismo in alcuni Paesi ha negato l’esistenza della pandemia e non ha condiviso le buone pratiche, come quella italiana.

Bisogna lavorare tutti insieme, coinvolgendo tutti. In Emilia abbiamo creato una cabina di regia per condividere le decisioni non solo con il Governo, ma con i presidenti di Provincia ed i sindaci dei capoluoghi. Insomma, da soli non se ne esce e su questo tema insisteremo come CEMR ed UCLG. La pandemia, ricordiamolo, ha colpito tutti i Paesi del mondo, non facendo distinzioni di razza o economiche.

Le politiche messe in campo dall’Agenda 2030 dell’ONU sono oggi più che mai fondamentali e come AICCRE, CEMR ed UGLC le abbiamo sempre impostate come necessarie, a partire dalla crescita sostenibile. A proposito di elementi che ha messo in evidenza la pandemia, c’è stato un dibattito in Emilia e a livello nazionale intorno ad un tema: uno dei settori che ha sempre lavorato, anche durante la pandemia, è stato quello agricolo ed alimentare, che si è trovato nell’incredibile situazione di non avere più braccia che aiutassero a raccogliere frutta e verdura. A causa del fatto che molti stranieri, a causa della pandemia, erano tornati nei propri Paesi. Questo evento ha fatto emergere con evidenza l’inconsistenza di quei luoghi comuni, che spesso hanno portato consenso, che davano la colpa della disoccupazione al colore della pelle delle persone.

Come CEMR, UCLG ed AICCRE dobbiamo lavorare sempre di più al dialogo multilivello, mettendo insieme enti locali, governi ed istituzioni sovranazionali. Per non commettere gli stessi errori.



The priorities of the territories have changed because of the Covid-19 pandemic, but woe betide the UN Agenda 2030, namely sustainability. If, in fact, we do not invest in sustainable growth around the world, we risk gambling away our most precious asset: Planet Earth.

The pandemic has caught us all unprepared, none of us would have imagined a global epidemic of this size and with this strength. This sudden and dramatic event offers food for thought, which I hope we will explore further in the coming months with the CEMR and the UCLG. For example, the issue of public health.

Let me give the example of the region that I chair, Emilia-Romagna. We were among the regions most affected by Covid-19 because we were close to the great Lombardy outbreak. Codogno, in the lower Lodi area, is in fact only a few kilometres away from Piacenza. Piacenza is much closer to Codogno than the capital cities of Lombardy. And yet we are the Region with the highest number of cured people. On 3 June there were only 13 (of which 12 asymptomatic) cases out of a total of 4 and a half million inhabitants.

Public health has made the difference. Public health that, for quality and quantity, in Italy, Europe and the world, is not all the same. I think that the recovery of the public is coming back, after years in which it seemed that the less public was present the better for the quality of democracy.

Let me say that in Western democratic systems, the fight against covid-19 has been more effective in countries without authoritarian leaders. Authoritarianism in some countries has denied the existence of the pandemic and has not shared good practices, like the Italian one.

We must all work together, involving everyone. In Emilia we have created a control room to share decisions not only with the Government, but with the Presidents of the Province and the mayors of the capitals. In short, we are not going out alone and we will insist on this topic as CEMR and UCLG. The pandemic, let us remember, has affected all the countries of the world, making no distinction of race or economy.

The policies put in place by the UN Agenda 2030 are now more fundamental than ever and as AICCRE, CEMR and UGLC we have always set them as necessary, starting from sustainable growth. Speaking of the elements that highlighted the pandemic, there has been a debate in Emilia and at national level around one issue: one of the sectors that has always worked, even during the pandemic, was agriculture and food, which found itself in the incredible situation of not having any more arms to help pick fruit and vegetables. Because of the fact that many foreigners, because of the pandemic, had returned to their countries. This event highlighted the inconsistency of those clichés, which often brought consensus, that blamed unemployment on the colour of people’s skin.

As CEMR, UCLG and AICCRE we have to work more and more on multi-level dialogue, bringing together local authorities, governments and supranational institutions. So as not to make the same mistakes.
0

E-News, Migrazione, diritti umani ed uguaglianza, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie



Pietro Puccio
, Sindaco di Capaci e membro della direzione nazionale dell’AICCRE, è intervenuto il 10 aprile a Bruxelles al lancio dell’ iniziativa del Comitato delle Regioni (CdR) “Iniziativa di città e regioni per l’integrazione” svoltasi nell’ambito della 135sima Sessione plenaria del Comitato. Puccio è spokeperson CCRE/CEMR per Migrazione ed inclusione. “Il CCRE/CEMR ha lavorato negli ultimi anni per costruire città e regioni inclusive, ha detto Puccio, approvando diverse posizioni, richieste e risoluzioni volte a definire i principi che dovrebbero guidare la risposta europea ed umanitaria alla sfida strutturale della migrazione e dell’integrazione dal punto di vista locale e regionale. Perché alla fine, l’integrazione avviene a livello locale e potremo costruire società più coese solo se costruiremo città più inclusive”. Il CEMR, ha continuato il Sindaco di Capaci, ha approvato diverse posizioni, richieste e risoluzioni “volte a definire i principi che dovrebbero guidare la risposta europea ed umanitaria alla sfida strutturale della migrazione e dell’integrazione dal punto di vista locale e regionale. Perché alla fine, l’integrazione avviene a livello locale e potremo costruire società più coese solo se costruiremo città più inclusive”. Come CCRE/CEMR, ha reso noto Puccio, abbiamo lavorato per: “migliorare l’accesso diretto ai finanziamenti dell’UE per i governi locali e regionali; Rafforzare lo scambio di buone pratiche; Aumentare la consapevolezza politica a tutti i livelli e in particolare sottolineare l’importanza di un migliore coordinamento e partenariato; migliorare lo scambio di conoscenze e la cooperazione peer-to-peer tra comuni più esperti e meno esperti, ma soprattutto rafforzare il capacity-building nelle città di piccole e medie dimensioni; migliorare l’accesso ai servizi per rifugiati e migranti a livello locale, attraverso la creazione di sportelli unici; promuovere un accesso più flessibile ai finanziamenti dell’UE, nonché applicazioni semplificate per gli enti locali e regionali e l’istituzione di sovvenzioni per piccoli progetti”. Tutto questo lavoro, insieme a quello di altre reti e del Comitato delle Regioni, rafforza la nostra profonda convinzione secondo cui l’”Iniziativa di città regioni per l’integrazione” è un altro passo nella giusta direzione per sensibilizzare la politica, migliorare lo scambio di conoscenze e rafforzare il capacity-building. In vista delle elezioni del Parlamento europeo e in un momento in cui alcuni Stati membri e alcuni politici potrebbero provare a utilizzare la migrazione come mezzo per scatenare lo scontro e ridurre i nostri valori condivisi, ha sottolineato lo spokeperson del CCRE/CEMR “le città e le regioni sono state in prima linea nell’accogliere i rifugiati e fornire servizi ai cittadini di paesi terzi. Il CCRE/CEMR è stato membro attivo del partenariato per l’inclusione dei rifugiati e dei migranti nell’Agenda urbana dell’UE, che è stata una piattaforma multi-stakeholder di successo per portare avanti il principio di partenariato ed avere un impatto su politiche e legislazione”. Tuttavia, ha continuato il Sindaco, “il partenariato si concluderà presto, e dobbiamo assicurarci che continui a essere operativo durante la prossima legislatura con una struttura migliorata, risorse dedicate e sostegno degli Stati membri. E’ in parte grazie al grande lavoro del partenariato che la relazione del Parlamento europeo sul futuro del Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione (AMIF) per il 2021-2027 ha posto al centro il governo locale e regionale. Allo stato attuale, il bilancio dell’AMIF sarà aumentato a 10 miliardi di euro, con un aumento del 50%. Questa è una grande vittoria per le città e le regioni, ma ora abbiamo bisogno di usare questa iniziativa per assicurarci che anche i governi nazionali siano dalla nostra parte”.


GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVENTO DI PUCCIO

0

E-News, Migrazione, cplre, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Nel corso della XXXVI sessione del CPLRE (Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa) è intervenuto il 2 aprile a Strasburgo Piero Fassino, portavoce del Congresso sul partenariato sud-mediterraneo, sulla richiesta, poi approvata, di status di cooperazione e partenariato tra CPLRE ed il Regno del Marocco per rinforzare la democrazia locale. il Marocco è quindi primo Paese a godere di questo status, che offre ai paesi confinanti con il Consiglio d’Europa una piattaforma ideale per il dialogo e i contatti istituzionali con i loro omologhi europei. La delegazione marocchina comprenderà 6 rappresentanti e 6 sostituti che potranno sedere accanto ai membri del CPLRE e contribuire ai dibattiti durante le sessioni – anche se senza diritto di voto – e al lavoro dei suoi comitati di monitoraggio, attualità e governance.
“Questa richiesta di status di partner mostra l’interesse del Marocco per il nostro lavoro e riflette le eccellenti relazioni tra il Congresso e le autorità marocchine a tutti i livelli. È in questo contesto promettente che attendiamo l’ambizioso lavoro di cooperazione che sta per iniziare “, ha affermato Fassino. Ricordiamo che la segreteria della delegazione italiana è tornata in seno all’AICCRE. Per l’Associazione è presente il Segretario generale Carla Rey.

LEGGI IL REPORT
0

Piemonte, Migrazione, Progetti

Percorsi creativi e futuri innovativi per i giovani senegalesi e ivoriani

          Il Progetto è promosso dalla Regione Piemonte ed è realizzato con il finanziamento del Ministero dell’Interno- Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione nell’ambito del bando “Collaborazioni internazionali e/o cooperazione ed assistenza ai Paesi terzi in materia di immigrazione ed asilo”. Si pone in continuità con l’azione regionale in tema di cooperazione allo sviluppo e si avvale di una significativa rete di partenariato costruita grazie al

Programma di sicurezza alimentare e lotta alla povertà in Africa sub sahariana della Regione Piemonte, avviato fin dal 1997 e indirizzato ad alcuni Paesi africani, tra i quali il Senegal e la Costa d’Avorio. Attraverso azioni di cooperazione decentrata, basate su un diffuso scambio di competenze, di esperienze e di risorse tra territori di Paesi diversi, si mira a rafforzare il ruolo e la partecipazione attiva delle istituzioni e della società civile nei processi di sviluppo, ad associare e far collaborare insieme attori economici e sociali del Nord e del Sud del mondo.

È in questa logica che il progetto Percorsi creativi e futuri innovativi per i giovani senegalesi e ivoriani va a promuovere la partecipazione attiva dei numerosi partner piemontesi e africani coinvolti, consolidando partenariati territoriali per favorire l’evolversi di processi relazionali e di programmi di cooperazione più complessi. La cooperazione decentrata stabilisce processi relazionali tra territori, è pertanto necessario far dialogare i vari attori istituzionali in un quadro corretto, affiancando le autorità locali africane nell’implementazione di politiche pubbliche e di servizi, rivolti ai giovani dei loro territori, più performanti, in grado di favorire un contesto economico con maggiori opportunità formative e di occupazione.

Infine il progetto, nell’attuale contesto italiano, assume un valore particolarmente importante, in quanto lo scambio di saperi, di competenze e di conoscenze tra i diversi soggetti , istituzionali e non, può incoraggiare l’acquisizione di ulteriori conoscenze della realtà locale africana necessarie per una gestione più consapevole dei processi migratori e di integrazione.

Il Progetto

Il progetto di cooperazione internazionale mira a ridurre le cause della migrazione giovanile, favorendo lo sviluppo delle economie locali e sostenendo le politiche pubbliche rivolte ai giovani senegalesi ed ivoriani. In specifico, attraverso l’iniziativa progettuale si intende:

-migliorare le politiche pubbliche e i servizi rivolti ai giovani e all’occupazione giovanile rafforzando le competenze delle autorità locali africane e consolidando il network dei partenariati territoriali coinvolti;

-migliorare le competenze dei giovani per aumentarne il livello di occupazione;

-creare nuove opportunità di lavoro sostenendo le attività lavorative di tipo dipendente e/o autonomo in settori innovanti.

Attività previste
-Organizzazione di workshop di confronto, di scambio e di rafforzamento del network dei partenariati territoriali coinvolti;
-progettazione ed erogazione di corsi di formazione e aggiornamento ai funzionari pubblici e operatori del mondo giovanile;
-realizzazione di attività di formazione continua destinate ai formatori; creazione di percorsi formativi rivolti ai giovani, altamente specializzanti indirizzati a settori produttivi/settori di mercato in espansione con elevato contenuto innovativo;
-realizzazione stages per giovani partecipanti alla formazione; predisposizione di attività di individuazione, supporto e accompagnamento alla creazione di start-up innovative condotte da giovani;
-realizzazione di eventi di presentazione delle start-up e di incontri B2B (Business to Business);
-attività preliminari volte all’individuazione di spazi di co-working e business sharing.
-rafforzamento dei Centri informativi per i Giovani nelle realtà locali per il miglioramento dei servizi all’occupazione giovanile e realizzazione di un sito internet/app per rendere accessibili le informazioni utili all’orientamento professionale dei giovani e per valorizzare i programmi nazionali

Partenariati territoriali e Località dell’intervento

Il progetto interessa alcune aree del Senegal e della Costa d’Avorio, Paesi con una preoccupante crescita della disoccupazione giovanile e con un’alta propensione alla migrazione anche verso l’Europa e l’Italia. In particolare le attività del progetto si svolgeranno in 5 zone del Senegal e 1 in Costa d’Avorio attraverso l’implicazione operativa dei seguenti partenariati territoriali:

in Senegal

zona di Pikine – Kelle Gueye: Regione Sardegna, Comune di Oristano, Comune di Cagliari, Commune de Kelle Gueye, Commune di Pikine Est, Association Amicale des Jeunes De Black Stars Pikine;

zona di Louga: Comune di Torino, RE.TE., ENAIP Piemonte, Ville de Louga, CEFAM;

zona di Koussanar: Comune di Bruino, Comune di Rivalta, MAIS, Commune de Koussanar;

zona di Koubalan: Comune di Asti, CPAS, APDAM, Commune de Koubalan, KDES, FAP;

zona di Malika: Renken, NUTRIAID, Commune de Malika, Renken Senegal;

in Costa d’Avorio

zona di Gran Bassam : Comune di Vinovo, Associazione Vinovo for Africa, Commune de Gran Bassam, Communaute Abel.


Destinatari

Eletti e/o funzionari pubblici dei comuni senegalesi e ivoriani, operatori del mondo giovanile e associativo delle 6 realtà partner (almeno 45 persone). Almeno 450 giovani senegalesi e 150 giovani ivoriani, prevalentemente tra i 14 e i 26 anni, in condizione di vulnerabilità collegata all’abbandono scolastico, al rischio di povertà ed emarginazione socio-economica.

Tra i destinatari indiretti sono identificati:

-le famiglie, la popolazione giovanile in generale, le associazioni e gli operatori economici delle aree di intervento che potranno usufruire degli strumenti e delle attività informative del progetto nei Paesi africani.
-la rete di partenariato e la società civile piemontese coinvolta in attività di informazione, sensibilizzazione e divulgazione.

Principali risultati attesi

-redazione di 2 ricerche relative ai contesti territoriali coinvolti in Senegal e Costa d’Avorio sul tema “Lavoro, formazione e migrazione giovanile”;
-realizzazione di 2 percorsi formativi per 15 funzionari pubblici e 30 operatori giovanili , a Louga e Gran Bassam;
-almeno 5 Centri informativi per i giovani sono operativi (4 in Senegal e 1 in Costa d’Avorio) e forniscono informazioni su temi quale Lavoro, Formazione, Servizi rivolti ai giovani e sensibilizzano e informano sul tema della Migrazione;
-almeno 5 diverse tipologie di corsi formativi innovativi e performanti sono erogati dai Centri di Formazione Professionale coinvolti dal progetto e rivolti complessivamente a 600 giovani (almeno 450 giovani senegalesi e 150 giovani ivoriani)
-30 di start-up innovative condotte da giovani sono individuate, sostenute e avviate, di cui almeno 25 in Senegal e 5 in Costa d’Avorio
-realizzazione di 6 giornate (1 per area) di presentazione delle start-up e dell’attività del progetto.

Promotori

Regione Piemonte con finanziamento del Ministero dell’Interno


Partner

Italia
Regione Sardegna; Comune di Oristano; Comune di Cagliari; Comune di Torino; Comune di Asti; Comune di Vinovo; Comune di Bruino; Comune di Rivalta; ENAIP Piemonte; Associazione RENKEN; RE.TE ong; CPAS onlus; APDAM onlus; MAIS ONG; Associazione Vinovo for Africa; Nutriaid.

Senegal
Commune de Koussanar; Commune de Malika; Commune de Kelle Gueye; Commune de Pikine Est; Commune de Louga; Commune di Koubalan; CEFAM; Association RENKEN Senegal; Association KDES; Association FAP.
Collaborano al progetto : il Centro di Formazione di Malika, Il Centro di Formazione di Pikine.

Costa d’Avorio
Commune de Gran-Bassam; Communaute Abel.


Durata

21 mesi – a partire da Dicembre 2016


Budget

Costo Totale del progettoEuro 623.185,00
Finanziamento Ministero dell’InternoEuro 568.985,00
Contributo Totale dei partnerEuro 54.200,00
Contributo Regione PiemonteEuro   32.200,00 (valorizzazione personale dipendente)


Per approfondimenti:

http://www.interno.gov.it/it 
http://www.awaremigrants.org/
La campagna “Aware Migrants” è finanziata dal Ministero dell’Interno e realizzata dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM).

0