E-News, Ambiente, Master, In Evidenza, Rifiuti, Ultime Notizie, Notizie


Organizzato dal Patto dei Sindaci – Ufficio Europa e dal CCRE/CEMR si è svolto il 22 giugno un webinar sulla pianificazione integrata, moderato da Belinda Gottardi, Sindaco di Castel maggiore, delegata AICCRE e portavoce CCRE/CEMR sul clima.

L’obiettivo di questa sessione è stato quello di delineare le esperienze di successo condotte nelle città nel campo dei rifiuti, dell’acqua, della qualità dell’aria, della gestione degli alimenti, della biodiversità a livello locale e la creazione di politiche integrate per creare sinergie tra queste azioni.

Sulla base delle strategie integrate esistenti attuate a livello locale nelle città firmatarie del Patto, le presentazioni hanno fornito ai partecipanti una panoramica delle sfide delle strategie di pianificazione integrata, come affrontarle e in che misura contribuiscono al raggiungimento della neutralità climatica. La transizione verso la neutralità climatica è una questione cruciale per le città ed è allo stesso tempo una sfida enorme, che richiede molte azioni a livello locale.



È anche una grande opportunità di cambiare la vita dei cittadini e di dare un grande contributo a livello locale alla lotta globale contro il riscaldamento a livello locale.

Nel corso dei lavori sono stati presentate alcune buone pratiche: Gand che innesca sinergie sul clima e politiche sociali nel campo della politica abitativa e alimentare, Maribor che guarda oltre: nessuna discarica e sostegno alle iniziative circolari e Porto che riunisce trasporto, energia ed economia circolare per raggiungere l’ ambizione per ridurre le emissioni di CO2.

“La pandemia ha dimostrato la nostra capacità di reagire per far fronte alla situazione e allo stesso tempo ha fatto emergere la necessità del dialogo con le città. Occorre passare a un’economia più sostenibile e creare un dialogo su diversi settori come l’economia circolare, che sarà affrontata dal Green Deal dell’UE. Zero inquinamento è un secondo obiettivo, con iniziative su acqua più pulita, problemi di rumore e strategia chimica. La nuova biodiversità globale e anche locale, dove le città”, ha detto Gilles Gantelet, vicedirettore della DG Environment della Commissione europea.

I VIDEO E LE PRESENTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DEL WEBINAR
0

E-News, Migrazione, coesione, Agricoltura, Ambiente, SDG, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Le priorità dei territori sono cambiate alla luce della pandemia da Covid-19, ma guai a toccare quello che indica l’Agenda 2030 dell’ONU e cioè la sostenibilità. Se, infatti, non investiamo nella crescita sostenibile in tutto il mondo, rischiamo di giocarci il nostro bene più prezioso: il Pianeta Terra.

La pandemia ci ha colti tutti impreparati, nessuno di noi avrebbe immaginato una epidemia globale di queste dimensioni e con questa forza. Questo evento improvviso e drammatico offre spunti di riflessione che mi auguro approfondiremo nei prossimi mesi con il CEMR e l’UCLG. Per esempio, il tema della sanità pubblica.
Mi permetto di fare l’esempio della Regione che presiedo, l’Emilia-Romagna. Siamo stati tra le regioni più colpite dal Covid-19 perché avevamo in pancia il grande focolaio lombardo. Codogno, nel basso lodigiano, è infatti distante da Piacenza solo pochi chilometri. Piacenza molto più vicina a Codogno rispetto ai comuni capoluogo lombardi. Eppure siamo la Regione con il più alto numero di guariti. Il 3 giugno sono stati solo 13 (di cui 12 asintomatici) i casi su un totale di 4milioni e mezzo di abitanti.
La sanità pubblica ha fatto la differenza. Sanità pubblica che, per qualità e quantità, in Italia, in Europa e nel mondo, non è tutta uguale. Penso che il recupero del pubblico stia ritornando, dopo anni nei quali sembrava che il pubblico meno fosse presente meglio era per la qualità della democrazia.
Mi permetto di dire che nei sistemi democratici occidentali, la lotta al covid-19 è stato più efficace nei Paesi senza leader autoritari. L’autoritarismo in alcuni Paesi ha negato l’esistenza della pandemia e non ha condiviso le buone pratiche, come quella italiana.

Bisogna lavorare tutti insieme, coinvolgendo tutti. In Emilia abbiamo creato una cabina di regia per condividere le decisioni non solo con il Governo, ma con i presidenti di Provincia ed i sindaci dei capoluoghi. Insomma, da soli non se ne esce e su questo tema insisteremo come CEMR ed UCLG. La pandemia, ricordiamolo, ha colpito tutti i Paesi del mondo, non facendo distinzioni di razza o economiche.

Le politiche messe in campo dall’Agenda 2030 dell’ONU sono oggi più che mai fondamentali e come AICCRE, CEMR ed UGLC le abbiamo sempre impostate come necessarie, a partire dalla crescita sostenibile. A proposito di elementi che ha messo in evidenza la pandemia, c’è stato un dibattito in Emilia e a livello nazionale intorno ad un tema: uno dei settori che ha sempre lavorato, anche durante la pandemia, è stato quello agricolo ed alimentare, che si è trovato nell’incredibile situazione di non avere più braccia che aiutassero a raccogliere frutta e verdura. A causa del fatto che molti stranieri, a causa della pandemia, erano tornati nei propri Paesi. Questo evento ha fatto emergere con evidenza l’inconsistenza di quei luoghi comuni, che spesso hanno portato consenso, che davano la colpa della disoccupazione al colore della pelle delle persone.

Come CEMR, UCLG ed AICCRE dobbiamo lavorare sempre di più al dialogo multilivello, mettendo insieme enti locali, governi ed istituzioni sovranazionali. Per non commettere gli stessi errori.



The priorities of the territories have changed because of the Covid-19 pandemic, but woe betide the UN Agenda 2030, namely sustainability. If, in fact, we do not invest in sustainable growth around the world, we risk gambling away our most precious asset: Planet Earth.

The pandemic has caught us all unprepared, none of us would have imagined a global epidemic of this size and with this strength. This sudden and dramatic event offers food for thought, which I hope we will explore further in the coming months with the CEMR and the UCLG. For example, the issue of public health.

Let me give the example of the region that I chair, Emilia-Romagna. We were among the regions most affected by Covid-19 because we were close to the great Lombardy outbreak. Codogno, in the lower Lodi area, is in fact only a few kilometres away from Piacenza. Piacenza is much closer to Codogno than the capital cities of Lombardy. And yet we are the Region with the highest number of cured people. On 3 June there were only 13 (of which 12 asymptomatic) cases out of a total of 4 and a half million inhabitants.

Public health has made the difference. Public health that, for quality and quantity, in Italy, Europe and the world, is not all the same. I think that the recovery of the public is coming back, after years in which it seemed that the less public was present the better for the quality of democracy.

Let me say that in Western democratic systems, the fight against covid-19 has been more effective in countries without authoritarian leaders. Authoritarianism in some countries has denied the existence of the pandemic and has not shared good practices, like the Italian one.

We must all work together, involving everyone. In Emilia we have created a control room to share decisions not only with the Government, but with the Presidents of the Province and the mayors of the capitals. In short, we are not going out alone and we will insist on this topic as CEMR and UCLG. The pandemic, let us remember, has affected all the countries of the world, making no distinction of race or economy.

The policies put in place by the UN Agenda 2030 are now more fundamental than ever and as AICCRE, CEMR and UGLC we have always set them as necessary, starting from sustainable growth. Speaking of the elements that highlighted the pandemic, there has been a debate in Emilia and at national level around one issue: one of the sectors that has always worked, even during the pandemic, was agriculture and food, which found itself in the incredible situation of not having any more arms to help pick fruit and vegetables. Because of the fact that many foreigners, because of the pandemic, had returned to their countries. This event highlighted the inconsistency of those clichés, which often brought consensus, that blamed unemployment on the colour of people’s skin.

As CEMR, UCLG and AICCRE we have to work more and more on multi-level dialogue, bringing together local authorities, governments and supranational institutions. So as not to make the same mistakes.
0

E-News, Ambiente, SDG, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Il 28 maggio è stato organizzato un dialogo ministeriale con i governi locali e regionali nell’ambito dell’Ufficio esecutivo dell’UCLG, che ha lo scopo di valutare come integrare l’azione per il clima nelle misure di risposta e di recupero alla pandemia di COVID19.
Tra i co-organizzatori: UNDP, UNEP, UN-Habitat e il Patto dei Sindaci.
Il dialogo è stato suddiviso in percorsi tematici. Nel primo, al quale ha partecipato il ministro italiano per l’ambiente Sergio Costa, ha analizzato come i governi centrali e locali hanno coordinato la loro azione per il clima.Costa, tra l’altro, ha sottolienato il ruolo degli enti locali e regionali per la lotta al climate change.

ASCOLTA L’INTERVENTO AUDIO INTEGRALE DEL MINISTRO COSTA

Il secondo si è focalizzato sui contributi a livello regionale e locale e la loro integrazione nell’ambito dei del livello nazionale.
Al terzo, “costruire una nuova normalità: la crisi COVID e l’opportunità di ripensare l’azione per il clima attraverso una ripresa Green”, ha partecipato Belinda Gottardi, Sindaco di Castel Maggiore, delegata AICCRE e portavoce CCRE/CEMR su clima ed energia.

ASCOLTA L’INTERVENTO INTEGRALE DI BELINDA GOTTARDI

L’INTERVENTO DI BELINDA GOTTARDI

• Voglio ricordare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e il modo in cui i governi locali e regionali stanno attualmente contribuendo al raggiungimento degli obiettivi climatici attraverso contributi determinati a livello locale, quali il Patto dei Sindaci, o azioni concrete nelle città, in Italia il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima.

• Voglio anche ricordare come i governi locali e regionali hanno affrontato e tuttora contribuiscono al superamento della crisi sanitaria. Ma è fondamentale comprendere che la lotta ai cambiamenti climatici può e deve offrire un'opportunità, attraverso la ricerca della sostenibilità, per riprendersi dalla pandemia: si tratta di una sfida globale che va affrontata a livello locale, nel contesto europeo e internazionale. Pertanto, diventano imprescindibili azioni di cooperazione, di scambio di conoscenze e di best practice tra le città del mondo.

• La pandemia da Covid 19 è una situazione senza precedenti per tutti: cittadini, territori e l'Unione europea. E i Comuni, le città e le regioni, stanno affrontando pandemia in prima linea. Durante la crisi, i governi locali e regionali hanno garantito i servizi vitali per cittadini, il sostegno alle imprese e misure di resilienza economica per la nostra società. Oltre ai medici e ai lavoratori del settore sanitario, i dipendenti pubblici locali e regionali hanno assicurato la fornitura ininterrotta di servizi di base (acqua, energia, gestione dei rifiuti, social housing, sicurezza, sanificazione, oltre ai servizi alla persona), dimostrando quanto i servizi pubblici locali siano primari ed essenziali per le nostre comunità.

• Ora , però, dobbiamo imparare a gestire contemporaneamente la crisi sanitaria e quella climatica: è necessario, cioè, coniugare e impostare il piano di ripresa post crisi sanitaria focalizzandolo sull’aspetto green dello sviluppo sostenibile, mantenendo l’ambizioso obiettivo della decarbonizzazione urbana da raggiungere entro il 2050. Il CEMR ha già confermato l’ impegno a lavorare per le società decarbonizzate entro il 2050 e sta lavorando con i nostri associati in questa direzione.

• Il fatto che oggi i mezzi di trasporto pubblico siano potenziali luoghi di diffusione del Covid, non deve diventare una scusa per ritornare all’uso dell’auto privata, ma una spinta a promuovere maggiormente una mobilità sostenibile. Nella mia città stiamo realizzando nuove piste ciclabili, abbiamo istituito una zona a traffico limitato in una rete di strade destinandole a pedoni e ciclisti, investiamo su progetti come il bike to work, che premia e incentiva chi usa la bicicletta negli spostamenti casa – lavoro, previsto bonus per chi acquista biciclette, o altri mezzi a due ruote. Stiamo anche promuovendo l’uso dei parchi, per lo sport, l’economia, la cultura e la socialità. Questi nuovi progetti e questo approccio green possono sicuramente contribuire anche a uscire dalla crisi economica ora causata dal Covid 19.

• Non va dimenticato, però, che i governi locali e regionali stanno affrontando un aumento significativo delle spese, sia per il supporto alla cittadinanza durante il lockdown, sia per la riorganizzazione dei servizi nella fase di ripartenza, con perdite significative di entrate fiscali e non solo. Finora pochi governi centrali stanno fornendo sostegno finanziario alle regioni e alle città per compensare i costi aggiuntivi e le perdite imminenti. E’ fondamentale, invece, garantire investimenti futuri che contribuiscano anche allo sviluppo sostenibile e quindi alla lotta ai cambiamenti climatici. Altrimenti anche questa sarà un’occasione persa e una perdita nel tempo che non possiamo permetterci se vogliamo salvare il pianeta.

• Nel preparare la fase di uscita dalla crisi da Covid19, è della massima importanza garantire investimenti locali e regionali in progetti sostenibili come infrastrutture digitali, mobilità, trasporti, gestione delle risorse idriche, raccolta dei rifiuti, clima e ambiente, che contribuiscano al raggiungimento di obiettivi politici europei comuni, come annunciato tra l'altro nel Green Deal europeo. Dobbiamo sviluppare un Green Deal molto forte, (con una legislazione vincolante sui temi del clima, degli obiettivi climatici per il 2030 e il 2050, nonché delle risorse necessarie), con un'attenzione molto speciale a livello locale, affinché quelle azioni ambiziose possano essere completate, garantendo la partecipazioni di tutti gli attori del settore pubblico e privato e le competenze necessarie. Il Green Deal è un quadro generale sul clima, ma si adatta benissimo ad essere il piano di ripresa dall’attuale pandemia. Perché il Green Deal non rimanga lettera morta, gli enti locali, indipendentemente dalle loro dimensioni o dalla loro posizione geografica, devono ricevere tutto il sostegno finanziario e il supporto affinché riparta il processo di ricostruzione economica basata sugli obiettivi di sviluppo sostenibile.

• Anche il piano di ripresa europeo, proposto questa settimana dalla Commissione e il quadro finanziario pluriennale, dovrebbero essere costruiti nello spirito di solidarietà tra i paesi, con l'obiettivo di costruire una società sostenibile e resiliente, dare impulso all’innovazione e modernizzare l’economia europea, per consentire all’UE di raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

• Dato che il piano di risanamento dell’UE sarà necessariamente collegato alle raccomandazioni della Commissione agli Stati membri nell’ambito del semestre europeo, è imprescindibile tener in giusta considerazione il ruolo degli enti locali. Dato che il 60% di queste raccomandazioni ha un impatto locale o regionale, è essenziale coinvolgere le città e le regioni se si vuole garantire una efficace ripresa economica e sociale.

Il CEMR da tempo chiede la localizzazione del semestre europeo e del sistema di governance economica! Ma anche questo piano di ripresa deve essere un piano di ripresa green, con politiche che impattino sulla situazione climatica esistente, per trasformare la sfida che affrontiamo in un'opportunità, non solo sostenendo la ripresa, ma anche investendo nel nostro futuro: il Green Deal europeo e la digitalizzazione possono favorire l’occupazione e la crescita, la resilienza delle nostre società e la salute del nostro pianeta.

• Nei prossimi mesi gli Stati membri e il Parlamento europeo negozieranno la proposta. della Commissione per il piano di risanamento e il futuro Quadro di Finanziamento Pluriennale: entrambi gli strumenti dovrebbero sostenere le sfide che i comuni e le regioni andranno ad affrontare. La pandemia da Covid 19 ha evidenziato, se ancora non fosse stato già chiaro, come i governi locali e regionali abbiano un ruolo cruciale nell'attuazione e nel monitoraggio delle misure necessarie per affrontare la crisi, così come siano gli attori chiave per dare risposte rapide e concrete a crisi planetarie com’è quella climatica. E la crisi climatica ha già ampiamente dimostrato come il livello locale stia facendo la differenza per agire rapidamente alle sfide globali.

.

THE SPEECH OF BELINDA GOTTARDI

Refer to the objectives of the Paris Agreement and how local and regional governments are currently contributing to the climate objectives (through locally determined contributions, the Covenant of Mayors, concrete actions in the cities,…give an example from Italy?). Refer as well to how the local and regional governments are also contributing to the health crisis. However, combating climate can offer a sustainable opportunity to recover from the health crisis. This is a global challenge where local action is needed at EU and International level. So cooperation and exchange of knowledge and best practices with other partners is necessary.

The Covid 19 pandemic is an unprecedented situation for all of Europe’s citizens, territories and the Union. Municipalities, cities and regions are on the frontlines against this pandemic. During this crisis, local and regional governments sustained vital services to citizens, businesses and the overall economic resilience of our society. Alongside with essential workers of the health and care sector, local and regional civil servants have ensured uninterrupted delivery of basic services: water and energy, resilience plans, waste management, housing, safety, street cleaning, etc, proving just how vital local public services are for our communities.

But handling the health and climate crisis simultaneously is possible: the main consideration is how to work together in the post-health crisis (green) recovery plan in a sustainable way while maintaining the high level of ambition to reach decarbonisation by 2050. CEMR has already confirmed our commitment to work towards decarbonized societies by 2050 and is working with our members in this direction.

Local and regional governments are facing significant increases in expenditures, mainly due to the costs of implementing current lockdown measures, experiencing significant losses in tax revenues and other forms of income. So far, few central governments are providing financial support to local and regional governments to compensate for the additional costs and upcoming losses. We just need to assure that the investments needed in the future also contribute to sustainable development (and therefore combating climate change). Otherwise, this will be a lost opportunity and a lose in time.

When preparing the phase out to the crisis, it is of the upmost importance to secure local and regional investments in future-oriented projects such as (digital) infrastructure, mobility, transport, water management, waste collection, climate and environment, etc., which contribute to common European policy objectives, announced in the European Green Deal among others. We need to develop a very strong Green Deal (with a strong climate law, climate targets, climate ambition for 2030 and 2050, sustainable resources) with a very special attention to the local level, how they can benefit in terms of resources, financial assistance, sustainable financing, needs from all stakeholders also the private sector, etc. The GD is an overarching framework and the recovery process post Covid crisis also fits very well within.

It is crucial to ensure that the recovery from the COVID crisis does not lose sight of the objectives of the Green Deal. We need resources available immediately to pave the way towards recovery in a sustainable way. these resources need to be tailored for all local governments – whatever their size or geographical situation – to trigger an economic reconstruction based on a sustainable transition and the climate goals. There is no other approach to do this.

Also the European recovery plan just proposed this week and the Multi-Annual Financial Framework should be carried by the spirit of solidarity, aiming to build a sustainable and resilient society, boost innovation and modernise Europe’s economy, to enable the EU to achieve the Sustainable Development Goals of the 2030 Agenda.

The EU recovery plan will be linked to the Commission’s recommendations to member states issued as part of the European Semester. Given that 60% of these recommendations have a local or regional impact, it is essential to take into account local and regional governments’ role in the recovery. CEMR calls for the localisation of the European Semester and the economic governance system. But this recovery plan has to be a green recovery plan, with climate proof policies in place, to turn the challenge we face into an opportunity, not only by supporting the recovery but also by investing in our future: the European Green Deal and digitalization will boost jobs and growth, the resilience of our societies and the health of our environment.

In the next months, the Member States and the European Parliament will negotiate the Commission’s proposal for the recovery plan and the future MFF and these should support municipalities and regions and : The response to the Covid 19 pandemic has made it clear: local and regional governments are playing a crucial role in implementing and monitoring the necessary measures to tackle the crisis. But the climate crisis has also shown how the local level is making a difference to act quickly.
0

E-News, Ambiente, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Belinda Gottardi, Sindaco di Castel Maggiore, portavoce CEMR su clima ed energia, delegata AICCRE e nuova componente del Political Board of the Covenant of Mayors in Europe (Patto dei Sindaci), è tra le firmatarie della lettera aperta pubblicata recentemente dal Poltical board nella quale si esprime la volontà di trasformare l’attuale crisi in un’opportunità per accelerare la transizione energetica.

Le comunità locali, le città e le regioni rimangono in prima linea nella risposta alla crisi del covid-19. “Hanno adottato misure straordinarie e senza precedenti con conseguenze sociali ed economiche significative, riorganizzando al contempo la vita quotidiana dei loro cittadini. In questo modo stanno dando un importante contributo per far fronte all’attuale pandemia Covid-19 senza perdere di vista l’emergenza climatica”.



Con il progredire della pandemia, continua la lettera, “stiamo imparando quali meccanismi sono utili per superare queste sfide globali”. Ci sono lezioni preziose ricavate dagli approcci sperimentati sul campo in tempi di grande crisi: per esempio, “cooperazione e risposte coordinate tra gli Stati e tra i diversi livelli di governance si sono rivelati elementi importanti per una risposta efficace a tale crisi”.

Anche se al momento l’attenzione si concentra sulle misure di contenimento e protezione, i governi nazionali e l’UE stanno già preparando pacchetti di aiuti per rimettere l’economia in carreggiata. Per sostenere al meglio le città e le regioni nei loro sforzi di ripresa, accelerando nel contempo la transizione energetica e climatica, “questi investimenti dovrebbero essere incanalati verso la trasformazione in una società neutrale dal punto di vista climatico. Altrimenti le conseguenze del cambiamento climatico porteranno a crisi molto più profonde e a lungo termine. Una strategia di ripresa verde dovrebbe quindi essere strategicamente orientata verso le sfide future della trasformazione della società”.

Ogni euro speso per il superamento della crisi, auspica la lettera, dovrebbe essere utilizzato per aumentare la resistenza alle crisi future. Mettere fine ai sussidi per i combustibili fossili dovrebbe essere un ulteriore passo avanti dell’UE e dei governi nazionali per riorientare i flussi finanziari verso l’azione per il clima delle città”.



Ecco i messaggi chiave del Patto dei Sindaci:

– Questa crisi sanitaria non dovrebbe essere usata come un pretesto per ritardare un’azione urgente per il clima, ma dovrebbe invece essere usata come un’opportunità per plasmare il cambiamento sistemico.

– Il Green Deal europeo dovrebbe essere al centro degli sforzi di ripresa dell’UE e dovrebbe rendere le città meglio attrezzate per affrontare l’emergenza climatica in corso.

– Una forte cooperazione a più livelli tra UE, governi nazionali e locali è essenziale per coordinare al meglio le nostre risposte alla crisi e muoversi insieme verso i nostri obiettivi comuni per un’Europa neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.

– La solidarietà europea è cruciale in questo momento, non solo per raggiungere gli obiettivi climatici, ma anche per mantenere la stabilità politica in un momento di profondo sconvolgimento sociale ed economico. Solo la solidarietà può garantire che non lasciamo indietro nessuno, soprattutto i più vulnerabili.

– I governi locali e le loro amministrazioni – che sono in prima linea nella gestione della crisi sul campo – dovrebbero vedere i loro sforzi di ripresa ben sostenuti quando pianificano le loro prossime azioni e il loro budget. I pacchetti di investimenti attualmente progettati dagli Stati membri e dall’UE dovrebbero contribuire alla transizione energetica e climatica già in corso a livello locale.

– Tutti i salvataggi governativi dell’industria dovrebbero essere subordinati alla condizione di essere utilizzati per avviare immediatamente la transizione per decarbonizzare le loro operazioni e includere una traiettoria per raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050.

SCARICA IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

Gli altri firmatari della lettera, oltre a Belinda Gottardi, sono:
Eckart Würzner, Mayor of Heidelberg
Xesco Gomar Martín, Deputy-President of the Province of Barcelona
Martin Horn, Mayor of Freiburg
Katarina Luhr, Deputy-Mayor of Stockholm
Julije Domac, Director of the North-West Croatia Energy Agency
0

E-News, Ambiente, Master, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
.

Il Patto dei Sindaci è il più grande movimento, su scala mondiale, delle città per le azioni a favore del clima e l’energia. Riunisce ad oggi oltre 7.000 enti locali e regionali in 57 Paesi, attingendo ai punti di forza di un movimento mondiale multi-stakeholder e al supporto tecnico e metodologico offerto da uffici dedicati.
Il Patto Globale dei Sindaci sta traendo profitto dall’esperienza maturata negli ultimi otto anni in Europa e oltre, partendo dai fattori chiave di successo dell’iniziativa: la governance bottom-up, il modello di cooperazione multilivello e di azione guidata dai diversi contesti territoriali.
Dal 2017 sono stati istituiti uffici regionali del Patto in Nord America, America Latina e Caraibi, Cina e Asia sud-orientale, India e Giappone ad integrazione di quelli esistenti.

Il Consiglio politico del Patto dei Sindaci in Europa



COMPONENTI


Belinda Gottardi, Sindaco di Castel Maggiore, portavoce CEMR energia e clima, Delegata AICCRE Eckart Würzner, Sindaco di Heidelberg
Xesco Gomar Martín, Deputy-President della Provincia di Barcelona
Célia Blaue, Deputy-Mayor Parigi
Katarina Luhr, Deputy-Mayor Stoccolma
Julije Domac, Direttore North-West Croatia Energy Agency





ORIENTAMENTI STRATEGICI


– Un movimento politico, guidato dai sindaci, secondo i principi chiave del Patto
Il Patto europeo darà ai leader locali una voce più forte.

– Un’iniziativa che integra e alimenta i quadri nazionali
Il Patto rappresenta un’opportunità unica per costruire un ponte tra il piano d’azione locale e quello nazionale per il clima e per creare nuove opportunità di finanziamento.

– Uno strumento principale della politica climatica ed energetica dell’UE
Il Patto si è dimostrato uno strumento molto efficace nel mobilitare le autorità locali e nel profilare il loro ruolo chiave nella definizione delle politiche dell’UE.

– L’iniziativa faro mondiale per le città – riconosciuta nell’Agenda globale d’azione per il clima come parte della diplomazia climatica dell’UE
Il Patto Europeo è anche strumentale al raggiungimento dell’ambizione fissata da tutte le nazioni nell’Accordo di Parigi. Esso contribuisce – attraverso il Patto Globale – a mostrare il ruolo delle città sulla scena internazionale, in particolare nell’ambito del processo UNFCCC.

– Un quadro solido e flessibile per l’azione delle città
Il quadro metodologico del Patto deve essere abbastanza robusto e flessibile da poter affrontare un’evoluzione regolare e al tempo stesso soddisfare al meglio le esigenze delle città, attraverso un processo di consultazione continua.

– Un’Unione europea allargata in fase di transizione
Il Patto sosterrà ulteriormente i suoi firmatari nel coinvolgere gli attori locali nella transizione energetica, climatica e, per estensione, sociale.

– Un’opportunità per promuovere l’innovazione, lo sviluppo e la cooperazione urbana
Il Patto sostiene i suoi firmatari nell’attuazione della loro visione a lungo termine verso il 2050 in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, gli impegni nazionali/regionali comunicati dalle parti per il processo UNFCCC e gli obiettivi di Energia sostenibile per tutti (SE4ALL).

VAI AL SITO DEL PATTO DEI SINDACI
0

E-News, Ambiente, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
Il 24 aprile si è svolta la videoconferenza del CCRE/CEMR sul cambiamento climatico alla quale ha partecipato la delegata dell’AICCRE Belinda Gottardi (Sindaco di Castel Maggiore), che è anche la portavoce per il CCRE/CEMR su clima ed energia.

La nostra rappresentante ha tra l’altro sottolineato che gli enti locali devono essere ambiziosi e concreti. Ambiziosi per quanto riguarda la riduzione di CO2 proposta dalla Commissione europea. .

Non è più il tempo delle parole. Occorrono impegni precisi e stringenti. Obiettivi e tempi chiari. Le città sono particolarmente colpite dal cambiamento climatico e già prima della diffusione dell’epidemia COVID-19 avevano iniziato a prendere misure nel segno della sostenibilità.

L’epidemia ha arrestato questi processi ed ora è necessaria una rimodulazione degli interventi, soprattutto per quanto concerne raccolta differenziata e la mobilità.

Per quanto concerne quest’ultimo tema, le misure previste dalla lotta al COVID-19 impediranno l’uso massiccio dei trasporti pubblici, per esempio. Bisogna quindi cambiare abitudini e pensare ad una mobilità soft che preveda l’uso da parte dei cittadini di auto elettriche e di biciclette.
0

E-News, Ambiente, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie
A pochi giorni dalla decisione dell’Unione europea di fissare per legge l’obiettivo zero emissioni al 2050, un nuovo sondaggio Eurobarometro rivela che il 94% dei cittadini di tutti gli Stati membri dell’Unione afferma che per loro è importante proteggere l’ambiente. Il 91% dei cittadini ha dichiarato che i cambiamenti climatici rappresentano un grave problema.
La legislazione europea è necessaria per proteggere l’ambiente, secondo l’83% degli intervistati. L’indagine Eurobarometro rivela inoltre che i cittadini vogliono fare di più per proteggere l’ambiente e che ritengono che la responsabilità dovrebbe essere condivisa dalle grandi aziende e industrie, dai governi nazionali e dall’Unione europea, nonché dai cittadini stessi.
Gli intervistati hanno ritenuto che i modi più efficaci per affrontare i problemi ambientali siano “cambiare il modo in cui consumiamo” e “cambiare il modo in cui produciamo e commerciamo”.
Cambiamenti climatici, l’inquinamento atmosferico e i rifiuti sono i tre problemi ambientali più importanti , secondo i risultati dell’indagine. Oltre i tre quarti (78%) degli intervistati ritiene che le questioni ambientali abbiano un effetto diretto sulla loro vita quotidiana e salute.
Più di otto cittadini su dieci sono preoccupati per l’impatto delle sostanze chimiche presenti nei prodotti di tutti i giorni. Infine, è stato espresso il sostegno per altre misure, quali investimenti in ricerca e sviluppo, maggiori informazioni e istruzione, incoraggiando le imprese a impegnarsi in attività sostenibili e un più stretto controllo legislativo.
Per quanto concerne nello specifico gli italiani, Il clima, seguito da rifiuti e l’inquinamento dell’aria e del mare sono le preoccupazioni più importanti in fatto di ambiente.
0

E-News, Ambiente, In Evidenza, Ultime Notizie, Notizie


Per la prima volta nella storia dell’Europa, enti locali e regionali hanno marciato insieme ai giovani di tutto il mondo per sensibilizzare sul tema del clima globale. La rete governativa di enti locali ha chiesto all’Unione europea e ai leader nazionali di adottare le misure necessarie per affrontare i cambiamenti climatici in modo giusto e tempestivo. Le sei organizzazioni che formano la rete sono, oltre al CCRE/CEMR: Climate Alliance; Energycities ; Eurocities; FEDARENE; ICLEI .



La richiesta della rete è stata quella di prestare attenzione al Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) per limitare il riscaldamento globale a 1,5 ° C. Secondo la rete, raggiungere questo obiettivo globale significherà disinvestire nei combustibili fossili, ripensando urgentemente alla strategia climatica dell’UE e responsabilizzando i governi locali e regionali. La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha erogato 12 miliardi di euro in progetti di combustibili fossili dal 2013. Per affrontare adeguatamente la crisi climatica, città, città e regioni chiedono alla BEI di disinvestire completamente dai combustibili fossili. Chiedono inoltre all’UE di farlo con il quadro finanziario pluriennale (QFP), al fine di creare un fondo di transizione. Il presidente del CCRE/CEMR Stefano Bonaccini, ha dichiarato: “Il cambiamento climatico sta causando incendi, inondazioni e disagi nelle città e nelle regioni di tutto il mondo. Come sindaci e leader locali e regionali, abbiamo una responsabilità nei confronti delle giovani generazioni e ascoltiamo la loro chiamata: dobbiamo agire ora per limitare il riscaldamento globale a 1,5 ° C. Ecco perché ci siamo uniti ai giovani del Global Climate Strike For the Future! Chiediamo all’UE e ai governi nazionali di abbandonare i combustibili fossili. Li invitiamo a lavorare con la prossima generazione di leader, per creare il modello di sviluppo che garantirà la vita sulla terra per tutti “.

Secondo la rete, l’azione locale rimane il modo migliore per affrontare la sfida globale dei cambiamenti climatici, poiché responsabilizza i cittadini e colma il divario tra comunità e responsabili politici.
0

PREVIOUS POSTSPage 1 of 2NO NEW POSTS