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Venice City Solutions 2030, alleanza cittadini/enti locali per raggiungere obiettivi vitali

“Venice City Solutions 2030” è un evento annuale co-organizzato dall’AICCRE, UNDP, UN-Habitat, UN-SDG Action Campaign e United Cities and Local Governments con il supporto finanziario di Platforma ed il contributo tecnico di FMDV, il fondo globale per lo sviluppo delle città e l’Università Ca ́Foscari di Venezia. L’evento rientra nell’iniziativa “Localizing the SDGs”, ed affronta diverse problematiche fondamentali per l’implementazione degli SDGs a livello locale, focalizzandosi sul ruolo degli enti locali come attori chiave dell’Agenda 2030. Ruolo riconosciuto anche dalle istituzioni internazionali ed europee, come si legge, per esempio nella dichiarazione finale del primo SDG Summit, dove hanno partecipato i Capi di Stato e di Governo dei Paesi firmatari dell’Agenda 2030, nella quale si invita a “rafforzare le azioni di attori locali come le città”. Nel documento della Commissione europea “Reflection Paper Towards a Sustainable Europe by 2030” si dichiara che gli SDGs “devono diventare obiettivi strategici e costituire la bussola per ogni azione di governo (…) comprese le autorità regionali e locali, in stretta collaborazione con le parti interessate”. La “Multi-stakeholder platform sugli SDGs, istituita a maggio 2017 per offrire supporto ed assistenza alla Commissione europea a tutti i soggetti coinvolti nell’attuazione di Agenda 2030, ha raccomandato alla Commissione soprattutto di promuovere un approccio territoriale al raggiungimento degli SDGs, favorendo l’impegno di regioni, città, cittadini, comunità.

La seconda edizione di Venice City Solutions 2030 è in linea di continuità con la I edizione, nella quale i numerosi partecipanti provenienti da tutto il mondo, nel dibattito sulla finanza locale, avevano sottolineato quanto fosse importante coinvolgere la cittadinanza nella realizzazione degli SDGs. Sono diversi i motivi che ci hanno spinto a scegliere come titolo di questa edizione “Creare cittadinanza: gli SDGs un’opportunità per tutti”. Innanzitutto, l’urgenza di agire: il quadro che emerge dai rapporti dell’ONU è preoccupante: nonostante alcuni miglioramenti, siamo lontani dal raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2030 e il Pianeta rischia il collasso se non ci mobilitiamo in fretta: “il mondo come un sonnambulo verso la crisi” c’è scritto nel “Global Risk Report” del World Economic Forum (WEF), presentato a Davos a gennaio. “Mai come adesso c’è la necessità di un approccio collaborativo e multi-stakeholder ai problemi globali condivisi”, ha detto il Presidente del WEF Brende. Il “Rapporto sullo sviluppo sostenibile” prodotto, tra gli altri, dal Sustainable Development Solution Network, afferma che “nessuno Stato è sulla buona strada per raggiungere tutti i 17 obiettivi”. Il problema dei cambiamenti climatici è quello più urgente: il recente Rapporto “Cambiamento climatico e territorio” presentato dall’IPCC (Intergovernmental Panel of Climate Change”, il comitato scientifico dell’ONU, evidenzia un aspetto drammatico: le conseguenze climatiche porteranno alla desertificazione di intere aree del Pianeta con un aumento notevole delle migrazioni e con l’aggravarsi di tensioni sociali, culturali e politiche. C’è bisogno di un’alleanza generale che coinvolga tutte le istituzioni, da quelle mondiali a quelle locali, passando per il coinvolgimento delle imprese, della scuola e dell’università fino all’intera società civile. Mossi da una “volontà comune”, che abbiamo riscontrato lo scorso anno confrontandoci con amministratori locali provenienti da tutto il Pianeta.

Per questo, nel nostro caso, è fondamentale un’altra alleanza: quella tra cittadini ed istituzioni locali. Per restare in ambito internazionale, un report presentato la scorsa primavera dallo European Political Strategy Centre (EPSC), il “think tank” della Commissione europea, indica implicitamente la strada da percorrere: “i cittadini europei si sentono sempre più preoccupati per diseguaglianze e lavoro e soprattutto per quelle di opportunità per il futuro: ciò determina cambiamenti che incidono in modo negativo sulla società e l’economia, in quanto i cittadini si distaccano dalle istituzioni”. Gli enti locali, attraverso una comunicazione chiara e trasparenza sugli impegni per gli SDGs, devono orientare le politiche territoriali sugli SDGs e far capire ai cittadini perché lo fanno e come lo fanno. Sensibilizzare le coscienze dei propri cittadini sulle gravi conseguenze di un mancato raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile è soprattutto compito di comuni, città e regioni, gli enti più vicini ai cittadini. Venice City Solutions 2030 discute i temi in un contesto internazionale perché nell’era della globalizzazione le tematiche dei 17 SDGs sono interconnesse e devono essere discusse a livello mondiale ma realizzate a livello locale. Localizzare gli SDGs non è solo uno slogan ma un metodo, adottato e rilanciato in questi ultimi anni dall’AICCRE e dall’evento Venice City Solutions 2030.

Questa edizione si concentrerà sui giovani: Agenda 2030 sarà una realtà per le generazioni future: è particolarmente importante che i giovani cittadini “comprendano cosa sono gli SDGs e come, attraverso questi ultimi, possano partecipare alla progettazione delle città in cui vivranno”, recita il “concept note” di Venice City Solutions 2030. Le giovani generazioni sono quelle più coinvolte, come dimostrano le molte e partecipate manifestazioni dei ragazzi di tutto il mondo che hanno voluto sensibilizzare sul cambiamento climatico. Ma i giovani sono quelli più a rischio esclusione. L’High Level Political Forum del 2019 (HLPF) dove ha partecipato anche l’AICCRE insieme al Governo italiano, ha messo in evidenza come 1miliardo e 800 milioni di persone, soprattutto giovani, rischiano la disoccupazione cronica. Gli enti locali hanno una grande opportunità di raccogliere queste istanze e farsene carico.

Agenda 2030 non si realizza se non attraverso un partenariato attivo ed un approccio integrato con soluzioni multilaterali. Venice City Solutions 2030 vuole rilanciare il metodo multilivello, coinvolgendo attivamente tutti: il primo giorno, il 24 ottobre, infatti studenti e cittadini parteciperanno ad iniziative popolari che sensibilizzeranno su Agenda 2030. Una iniziativa pubblica, aperta ai cittadini di Venezia, turisti e pubblico in generale, le cui attività saranno organizzate in collaborazione con le scuole locali e la società civile per promuovere gli SDGs, anche con giochi e attività collettive sotto il tema “Qual è il mondo che vorresti.”

Parallelamente, nella mattinata della 24, co-organizzato con la Regione Veneto, si terrà un dibattito con i governi locali e provinciali per capire in che modo il governo regionale e le varie amministrazioni pubbliche stanno attuando l’Agenda 2030 a livello locale, al quale relazioneranno, oltre alla sottoscritta, rappresentanti della Regione Veneto, dell’ASviS e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

Tutti i partecipanti prenderanno poi parte ad un esercizio collettivo per individuare le principali questioni legate all’idea di cittadinanza e al senso di appartenenza in un mondo che cambia. L’esercizio sarà condotto dall’Università di Venezia Ca’ Foscari all’insegna della creatività e della sensibilizzazione.

Il 25 ottobre prenderà vita il dialogo, articolato ed ordinato in quattro percorsi tematici “colorati” su altrettanti Focus: su governo aperto (gli SDG come strumento per rapportare i cittadini alle istituzioni locali); sui giovani (creare la cittadinanza del futuro); sul business. (in che modo gli attori sociali ed economici possono contribuire agli SDGs a livello locale); creare fiducia a livello locale, attori principali e strumenti innovativi.

Approccio integrato, globale e multilivello, volontà comune: a Venezia non saranno solo parole, ma realtà: rappresentanti di Governi locali e regionali, le loro Associazioni, i Sindaci, i Governatori e altri rappresentanti governativi e partner selezionati provenienti da tutti i Paesi del mondo cercheranno di individuare le esperienze, le sfide e le soluzioni che si stanno attuando in diversi paesi del mondo per far avvicinare l’Agenda 2030 alla gente. Saranno presenti anche molte organizzazioni mondiali, tra Ie quali: institute for Strategic Dialogue, Strong Cities Network; World Enabled; SDG Centre for Africa; Urban Design and Strategy, Impact Investment Group; Municipal Development Fund (FDL); GCAP, Global Call for Action against Poverty; UN SDG Action Campaign; CONCORD, European confederation of NGOs for relief and development; Urban Economy Innovation; Fraunhofer Institute for Industrial Engineering IAO; Action for Sustainable Development; Commonwealth Local Government Forum.

Alla fine i partecipanti decideranno i principali argomenti da includere nel report finale di attività, comprese le soluzioni individuate, le sfide in sospeso e le idee chiave da presentare all’HLPF del 2020.

Insomma, a Venezia idealmente formeremo una rete simbolica che abbraccerà tutto il Pianeta, formato da tutti i livelli istituzionali e della società civile con al centro l’essere umano. “Decidete che una cosa si può e si deve fare e troverete il modo”, diceva Abraham Lincoln. Noi, enti locali e regionali, possiamo e dobbiamo.

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