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​​I conti dell’UE per l’esercizio finanziario 2020 forniscono una “immagine fedele e veritiera” della situazione finanziaria e le entrate sono ritenute prive di errore, mentre i pagamenti restano inficiati da troppi errori. È questa la conclusione alla quale è pervenuta la Corte dei conti europea nella recente relazione speciale sull’esercizio finanziario 2020 richiamata dalla Gazzetta ufficiale comunitaria C476 di oggi 26 novembre.
Per il secondo anno di seguito, la Corte ha espresso un giudizio negativo sulla spesa
. Ha inoltre individuato rischi e sfide relative all’attuazione e alla sana gestione finanziaria dei fondi UE messi a disposizione in risposta alla crisi provocata dal coronavirus.​

La Corte ha riscontrato che il livello complessivo delle irregolarità nelle spese dell’UE è rimasto stabile, al 2,7 % per il 2020 (stessa percentuale del 2019). Per il 2020, oltre la metà (59 %) della spesa controllata è stata ritenuta ad alto rischio, un ulteriore aumento rispetto al 2019 (53 %) e agli esercizi precedenti.

Le norme e i criteri di ammissibilità che disciplinano questo tipo di spese sono spesso complessi, aumentando la probabilità di errori. La spesa ad alto rischio continua ad essere inficiata da errori rilevanti, per una percentuale stimata del 4,0 % (2019: 4,9 %). Come per l’esercizio precedente, la Corte ha concluso che il livello di errore in questo importante tipo di spesa è pervasivo ed ha espresso un giudizio negativo sulle spese dell’UE per il 2020.

Nel 2020 la Corte ha notificato sei casi di frode presunta individuati nel corso delle attività di audit; un dato in diminuzione rispetto al 2019, quando ne aveva notificati nove. L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha avviato indagini per tutti questi casi.

La risposta dell’UE alla pandemia di COVID-19 avrà un’incidenza molto marcata sulle finanze dell’UE: per il periodo finanziario 2021-2027, lo stanziamento combinato di fondi dallo strumento Next Generation EU (NGEU) e dal quadro finanziario pluriennale (QFP) sarà di 1 824 miliardi di euro, quasi il doppio dell’ammontare dei fondi spesi nel precedente periodo del QFP. Alla luce di ciò, la Corte evidenzia il rischio di ritardi nell’avvio dell’esecuzione dei fondi a gestione concorrente nel periodo finanziario 2021-2027. Un ritardato avvio ha inciso negativamente anche sull’attuazione dei fondi del periodo finanziario 2014-2020.

La Corte sottolinea che l’assorbimento dei Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE) da parte degli Stati membri continua ad essere più lento del previsto. A fine 2020, l’ultimo anno dell’attuale bilancio settennale, solo il 55 % dei finanziamenti UE decisi per il 2014-2020 era stato erogato.

Ciò ha avuto per effetto l’ulteriore aumento degli impegni non ancora liquidati, che a fine 2020 hanno raggiunto i 303,2 miliardi di euro, valore quasi equivalente a due bilanci annuali. La Corte osserva che vi sono notevoli differenze tra gli Stati membri. Mentre la Finlandia, ad esempio, aveva assorbito il 79 % della propria dotazione totale entro la fine del 2020, i tre Stati membri in cui il tasso di assorbimento è stato il più basso (Italia, Croazia e Spagna) avevano utilizzato solo il 45 % circa degli importi impegnati.
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Al Parlamento europeo a Strasburgo in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne si è svolto un dibattito in aula, al quale ha partecipato, tra gli altri, Helena Dalli, commissaria europea all’Uguaglianza che ha sottolineato come “La Commissione europea ha adottato tutta una serie di azioni che faranno la differenza per le donne, l’obiettivo è andare verso un’Unione della uguaglianza, priva di ogni forma di violenza contro le donne e le ragazze”.
La Convenzione di Istanbul, ha precisato Dalli è lo “strumento giuridico potente di ampio respiro per lottare contro la violenza di genere ed è lo standard da seguire per la Ue”.

Quindi la commissaria ha anticipato alcune iniziative della Commissione europea :”all’inizio del 2022 la Commissione europea presenterà una proposta di direttiva per prevenire e lottare contro la violenza contro le donne e domestica. La proposta si baserà sugli obiettivi della Convenzione di Istanbul e garantirà che gli Stati membri abbiamo delle misure idonee ed efficaci per lottare contro la violenza sulle donne e per sostenere le vittime. Mentre a dicembre presenteremo anche una proposta per attivare la decisione del Consiglio per ampliare l’elenco dei reati europei e prendere in considerazione i crimini di odio e i discorsi che incitano all’odio”.

Dalli ha infine precisato che “ci sarà una proposta di criminalizzazione europea dei discorsi di odio basati sull’orientamento sessuale”.
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La Commissione europea ha recentemente presentato una proposta sulla trasparenza e il targeting della pubblicità politica, nell’ambito delle misure volte a proteggere l’integrità delle elezioni e un dibattito democratico aperto.

Le norme proposte richiederebbero che qualsiasi pubblicità politica sia chiaramente etichettata come tale e includa informazioni come chi l’ha pagata e quanto.
Le tecniche di targeting politico e di amplificazione dovrebbero essere spiegate pubblicamente con dettagli senza precedenti e sarebbero vietate quando si utilizzano dati personali sensibili senza il consenso esplicito dell’individuo.
La Commissione propone inoltre di aggiornare le attuali norme dell’UE relative ai “cittadini mobili” dell’UE e al loro diritto di voto alle elezioni europee e comunali, nonché ai partiti politici e alle fondazioni europee.

APPROFONDISCI

Domande e risposte: rafforzare la democrazia e l’integrità delle elezioni
Democrazia europea: nuove regole di trasparenza su pubblicità politica e targeting
Pagina web della Commissione europea sui Diritti elettorali
Piano d’azione europeo per la democrazia
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La Commissione europea ha pubblicato l’assegnazione delle risorse REACT-UE per il 2022. Gli 11 miliardi di euro si aggiungono ai quasi 40 miliardi di euro messi a disposizione nel 2021. “Gli Stati membri, si legge nel comunicato stampa della Commissione, potranno così continuare ad attuare misure di ripresa aumentando la resilienza dell’assistenza sanitaria, delle imprese e il sostegno ai gruppi più vulnerabili, contribuendo anche alle priorità verdi e digitali per una ripresa intelligente, sostenibile e coesa”.

Ricordiamo che REACT-EU è stato il primo strumento ad essere utilizzato nell’ambito di NextGenerationEU, il primo pagamento di 800 milioni di euro è stato effettuato nel giugno di quest’anno. L’approvazione delle misure ha consentito agli Stati membri di stanziare 37 miliardi di euro, con pagamenti totali che hanno raggiunto i 6,1 miliardi di euro.
Di queste misure approvate, 23,3 miliardi di euro saranno utilizzati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale, 12,8 miliardi di euro attraverso il Fondo sociale europeo e 0,5 miliardi di euro attraverso il Fondo di aiuti europei agli indigenti.
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Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha lanciato l’invito a presentare candidature per il premio Regione imprenditoriale europea (EER) 2023. Città, regioni e comuni possono presentare strategie su come intendono sostenere le PMI nei prossimi due anni. Il termine per la presentazione delle candidature è il 29 marzo 2022.


Il marchio Regione imprenditoriale europea è stato creato in collaborazione con la Commissione europea.

I vincitori dell’edizione 2023 saranno annunciati nel corso della sessione plenaria del CdR di giugno 2022.

I dettagli e le informazioni sulle modalità di candidatura per il premio EER 2023 sono disponibili qui

Contatti:
Piotr Zajaczkowski
‎ Tel. +32 (0)2 282 2401
eer-cdr@cor.europa.eu

Per le richieste di informazioni da parte della stampa: Matteo Miglietta
Tel. +32 (0)2 282 2440
Cell. +32 (0)470 895382
matteo.miglietta@cor.europa.eu
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La Direzione Generale per la Politica Regionale e Urbana della Commissione Europea sta cercando proposte per gestire un bando per progetti dedicato ai giovani.

Il budget totale di questo invito a presentare proposte è di 1 milione di euro.
Il beneficiario selezionato sarà incaricato di organizzare e gestire un bando per progetti dedicato ai giovani, tra i 15 e i 24 anni e residenti in territori con caratteristiche per poter beneficiare del Fondo per una transizione giusta.

Questa iniziativa fa seguito alle precedenti iniziative, tutte finalizzate a promuovere la partecipazione dei giovani alla politica di coesione: il toolkit su Youth for Just Transition; Manifesto per i giovani dei giovani per dare forma alla politica di cooperazione europea , presso la School of Open Cohesion.

Maggiori informazioni sul bando (con riferimento N° 2021CE160AT032) in tutte le lingue dell’UE. La scadenza per la presentazione delle domande è il 31.01.2022.
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Sono in corso (15-30 novembre) le Giornate europee della solidarietà locale (EDLS) della rete PLATFORMA: sono più di 90 gli eventi già presenti nell’agenda dell’EDLS, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla cooperazione decentralizzata in tutta Europa.

Sul sito localsolidaritydays.eu puoi registrare le tue attività, chiedere ai tuoi sindaci di firmare la Carta EDLS . Segui i #LocalSolidarityDays su twitter.

“Le città e le regioni di tutta Europa, scrivono gli organizzatori, agiscono per ridurre la povertà, affrontare le disuguaglianze, combattere i cambiamenti climatici e raggiungere uno sviluppo sostenibile globale in tutto il mondo. La cooperazione internazionale tra città e regioni crea un legame politico, culturale e sociale unico che rappresenta un esempio di solidarietà e rispetto. Ci connette con altre comunità nel mondo”.
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La stragrande maggioranza (72%) dei femminicidi è causato da partner o ex. Se a questo dato aggiungiamo la percentuale dei casi in cui il responsabile è un familiare si arriva alla percentuale dell’82,3%. Dati, quelli diffusi dalla rete dei centri antiviolenza D.i.Re, che si aggiungono a quelli diffusi dal Viminale sulla drammatica conta delle vittime di femminicidio: oltre 103 da inizio anno, una ogni tre giorni.

La Rete dei centri antiviolenza riunisce 84 organizzazioni con 111 centri antiviolenza ed oltre 60 case rifugio in 19 regioni.

Sono oltre 20.000 le donne accolte da questi centri nel 2020. Mentre sono state molte meno le donne che hanno fatto il loro primo accesso ai centri antiviolenza nel 2020, passate da 14.431 nel 2019 a 13.390 (- 7,2%).

Per la prima volta si registra una flessione rispetto all’anno precedente, senz’altro da mettere in relazione con il periodo di lockdown che ha caratterizzato il 2020 e non ha certo visto diminuire le violenze tra le mura domestiche.

La rete dei centri antiviolenza lamenta le molte le criticità nel sistema italiano nel contrasto alla violenza, che si è ancora in attesa dell’uscita del nuovo Piano nazionale antiviolenza, essendo il vecchio piano scaduto nel 2020 e dunque da quasi un anno.

Un nuovo piano per il 2021-23 è stato presentato dalla ministra per le Pari opportunità, Elena Bonetti. Una bozza ancora, un documento di intenti che, dice la ministra «andrà poi declinato in azioni concrete». Individuando, aggiunge, «i livelli di responsabilità, delle risorse occorrenti e della relativa tempistica».

D.i.Re oltre ai dati ha presentato anche il suo nuovo “Osservatorio sulla vittimizzazione secondaria” poiché sono “le istituzioni che dovrebbero supportare le donne nel momento in cui decidono di interrompere la violenza, tribunali civili e anche i servizi sociali, ad agire comportamenti che rivittimizzano le donne”.

Dal 1 gennaio al 14 novembre delle 103 vittime di femminicidio 87 sono state uccise in ambito familiare, di queste 60 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner. Analizzando gli omicidi in generale si è registrato un lieve decremento nel 2021 (-2%) visto che sono passati da 265 a 252 ma si registra un lieve aumento delle vittime donne, passate da 100 a 103 (+3%).

I NUMERI DELLA VIOLENZA DELLE DONNE IN ITALIA (INFOGRAFICA)
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