Teniamo conto della dimensione locale!

Il Segretario generale dell’AICCRE Carla Rey ha inviato una lettera indirizzata, tra gli altri, ai Senatori Vannino Chiti, Elena Fattori e Giovanni Mauro, rispettivamente Presidente e vicepresidenti della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Senato della Repubblica, nella quale sottolinea come “malgrado le numerose azioni intraprese nel 2014 dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE), di cui l’AICCRE è la Sezione italiana, come il riconoscimento formale del trattato sull’Unione europea dei governi locali in quanto collaboratori della “governance” europea (Articolo 5.3), le istituzioni europee hanno deciso di rendere obbligatoria l’iscrizione al registro di trasparenza per i governi locali, le loro associazioni nazionali e la loro organizzazione europea”.

Questo regolamento, continua la Rey, “pone i governi democraticamente eletti sullo stesso piano dei rappresentanti di interessi commerciali.  In questa fase di scelte decisive per l’avvenire dell’Unione europea, il processo legislativo europeo ha bisogno più che mai del contributo degli enti locali”. Approfittando del dibattito attuale per una migliore regolamentazione, ha informato la dirigente dell’AICCRE, “il CCRE ha lanciato una nuova campagna e pubblicato una lettera aperta ai Presidenti Martin Schulz e Jean-Claude Juncker et al primo Vice Presidente Frans Timmermans (vedi nota, ndr) per chiedere loro di escludere i governi locali, le loro associazioni nazionali e la loro organizzazione europea dal registro per la  trasparenza dei rappresentanti di interessi. Al fine di assicurare il successo di questa campagna, auspichiamo nel vostro coinvolgimento per sostenere l’appello proposto dalla Presidente del CCRE, Annemarie Jorritsma” (che potete leggere qui di seguito, ndr). 

La lettera è stata inviata anche:  ai Senatori Pier Ferdinando Casini, Paolo Corsini, Peppe De Cristofaro,  rispettivamente Presidente e Vicepresidenti  della III Commissione (Affari Esteri, emigrazione) del Senato; Nadia Ginetti, Senatrice e componente della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Senato;  Michele Bordo, Dalila Nesci, Paolo Tancredi, rispettivamente Presidente e vicepresidenti della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) Camera dei Deputati;  Magda Culotta, componente sempre della medesima Commissione; Fabrizio Cicchitto, Alessandro Di Battista, Andrea Manciulli, rispettivamente Presidente e Vicepresidenti della III Commissione (Affari Esteri e Comunitari) della Camera dei Deputati; Roberto Speranza, componente della stessa Commissione; Giorgio Napolitano, Senatore, componente della III Commissione (Affari Esteri, emigrazione) del Senato; a tutti i Membri italiani del Parlamento Europeo.

 

 

Lettera aperta indirizzata ai Presidenti Martin Schulz e Jean-Claude Juncker e al Vice-Presidente Frans Timmermans

PER “MEGLIO LEGIFERARE”, BISOGNA TENER CONTO DELLA DIMENSIONE LOCALE!

Signori Presidenti,

i Governi locali e regionali, le loro associazioni nazionali rappresentative e la loro organizzazione europea, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, si felicitano dell’impegno del Parlamento Europeo e della Commissione verso una maggiore trasparenza nel processo decisionale dell’UE, ivi compreso l’utilizzo di un registro di lobbisti. Tuttavia, riteniamo che i governi locali – eletti direttamente dai cittadini europei al fine di fornire servizi pubblici essenziali – non debbano essere trattati al pari delle lobby commerciali e delle società multinazionali.

E’ per questo che noi chiediamo il ripristino dell’esenzione dall’obbligo di iscrizione al registro dei lobbisti dell’UE dei governi locali e delle loro associazioni rappresentative.

Dal 1951, il CCRE promuove la costruzione di un’Europa che riconosca i governi locali e regionali come attori essenziali del progetto europeo. In quanto livello di “governance” più vicino ai cittadini dell’UE, i governi locali possono aiutare l’UE a concepire e a realizzare politiche e programmi che riflettano i bisogni e le aspirazioni dei nostri concittadini.

I parlamenti nazionali hanno normalmente un registro dei lobbisti per regolare l’influenza degli interessi commerciali e delle imprese, ma ciò non riguarda abitualmente le rappresentanze democratiche. Il registro dei lobbisti dell’UE pone i governi locali sullo stesso piano dei produttori di soda, dei costruttori di automobili e di altri interessi commerciali, mentre il 60% delle decisioni prese dai governi locali è influenzato direttamente o indirettamente dall’Unione europea. Per assicurare che ogni futura legislazione sia non soltanto migliore ma altrettanto efficace, fattibile e finalizzata all’obiettivo perseguito, l’Unione europea deve ascoltare la voce degli attori locali, attori legittimi della “governance” europea, riconosciuti dai trattati. Il dialogo politico e tecnico deve essere aperto e bilaterale e non può impantanarsi nella burocrazia e nei formulari da riempire.

Al fine di “meglio legiferare”, noi vi chiediamo di esonerare i governi locali e le loro associazioni nazionali ed europee rappresentative dal registro dei lobbisti dell’UE.

Vogliate gradire, Signori Presidenti, i sensi della mia più alta considerazione.

Annemarie Jorritsma