Tecnologia e democrazia, binomio del futuro

Nell’ultimo decennio si è osservata una crescente tendenza verso la pubblicazione e il riutilizzo dei dati pubblici. Un numero sempre maggiore di città riconosce il potenziale offerto dalla tecnologia e dalle politiche di apertura dei dati pubblici. La pubblicazione e il riutilizzo dei dati pubblici forniscono ai governi locali la possibilità di trasformarsi in amministrazioni più trasparenti, più democratiche e più efficaci. Il Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa (CPLRE) ha approvato il 30 marzo una risoluzione ed una raccomandazione sul tema: “utilizzo dei dati aperti (Open data) per una migliore erogazione dei servizi pubblici” (rapporteur l’italiana Manuela Bora). Il Congresso sollecita gli enti locali e regionali a predisporre strategie di accesso ai dati in possesso delle amministrazioni locali e ad accertarsi, prima di renderli disponibili al pubblico, del pieno rispetto delle normative e delle politiche in materia di protezione dei dati e di tutela della privacy. Invita inoltre il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa a riconoscere l’importanza degli open data per il miglioramento della democrazia locale, a proporre linee guida agli Stati membri per l’elaborazione di norme e strategie per il rilascio di dati aperti e a risolvere i problemi legati al rischio di una “frattura digitale” in materia di fruizione degli open data. Un numero sempre maggiore di città, secondo il documento del CPLRE,  “dimostra l’immenso potenziale non ancora sfruttato rappresentato per le ONG e i gruppi di interesse da tali dati pubblici quando sono resi disponibili in un formato aperto e riutilizzabile”.  In numerosi settori, quali i trasporti, la salute, i beni e le strutture culturali, la qualità dell’ambiente e il consumo energetico, gli insiemi di dati raccolti dalle autorità pubbliche cominciano ad essere utilizzati da gruppi della società civile, spesso in stretta collaborazione con le collettività locali, “per sviluppare nuovi strumenti e applicazioni destinati a promuovere la buona governance nei comuni e nelle città. Ne derivano vantaggi, quali una migliore governance, una migliore qualità di vita e città ecologiche e intelligenti”.

Gli open data, continua il Congresso,  “consentono una maggiore trasparenza e, oltre a fornire ai cittadini le informazioni necessarie per comprendere l’azione delle loro amministrazioni locali, li mettono in grado di partecipare ai processi decisionali dei loro governi locali”. Possono contribuire ad aumentare il coinvolgimento dei cittadini nella definizione delle politiche, aiutare a compiere scelte più avvedute e adeguate e più sensibili alle esigenze del territorio, e inoltre a ottenere una maggiore responsabilizzazione politica. Il riutilizzo di informazioni del settore pubblico può ugualmente stimolare il progresso sociale ed economico, consentendo a soggetti terzi di creare prodotti e servizi innovativi. Secondo stime recenti, infatti, ha comunicato il CPLRE, si calcola che l’accesso agli open data potrebbe rappresentare un incremento di oltre l’1% del PIL mondiale. Il Congresso ha quindi invitato gli enti locali degli Stati membri del Consiglio d’Europa:  a sviluppare strategie di accesso in modalità aperta ai set di dati degli enti locali, in vista del loro riutilizzo in formato leggibile su computer e su apparecchi mobili;  ad adottare misure per garantire che l’intera popolazione di una città abbia accesso agli open data e  possa avvalersi delle iniziative e del dialogo instaurato tra le autorità e i cittadini in tale campo e vi partecipi attivamente e usufruisca dei servizi pubblici erogati alla collettività tramite l’utilizzo degli open data;  ad incoraggiare i cittadini ad utilizzare gli open data pubblicando informazioni, organizzando riunioni pubbliche e programmi destinati a promuovere l’utilizzo degli open data per creare valore sociale;  a creare partenariati con gruppi della società civile ed altre organizzazioni in grado di aiutare a fornire una formazione e contribuire al rafforzamento delle capacità per il riutilizzo degli open data e l’organizzazione di attività ed essi collegate;  ad invitare i cittadini e la società civile a dare il loro parere su come adattare maggiormente i dati ai loro centri di interessi e alle loro preoccupazioni, mediante eventi pubblici, workshop e consultazioni, per comprendere quali dati debbano essere forniti e generati;  vigilare sul pieno rispetto delle normative e delle politiche in materia di protezione dei dati e della vita privata al momento di mettere dei dati a disposizione del pubblico. Nei documenti approvati dall’Assemblea, il CPLRE si è impegnato, tra l’altro:    a sostenere e incoraggiare gli enti locali a riutilizzare le informazioni pubbliche e a diffondere degli insiemi di dati allo scopo di migliorare l’erogazione dei loro servizi pubblici, rafforzare la democrazia locale e stimolare le iniziative sociali, culturali e ambientali;  ad incoraggiare le città a non limitarsi alla semplice diffusione di insiemi di dati aperti, ma a cercare di fare corrispondere più adeguatamente le infrastrutture di dati locali agli interessi, ai bisogni e alle preoccupazioni dei loro cittadini; ad  aiutare le città a raccogliere i pareri dei cittadini, dei gruppi della società civile e di altri soggetti interessati grazie all’organizzazione di eventi pubblici, workshop e consultazioni miranti a comprendere maggiormente i centri di interesse dei vari gruppi di utenti e a definire le priorità in materia di pubblicazione dei dati. Infine, il CPLRE ha chiesto  alle associazioni nazionali di enti locali e regionali di incoraggiare le loro autorità nazionali a firmare e ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’accesso ai documenti pubblici (STCE n. 205) e il Protocollo addizionale alla Carta europea dell’autonomia locale relativo al diritto di partecipare agli affari delle collettività locali (STCE n.207), qualora non l’avessero ancora fatto.