Produttori di soda?

Possiamo mettere sullo stesso piano i governi locali ed i produttori di soda ? La risposta, ovviamente, è no. Eppure è la regola che viene applicata a Bruxelles dall'inizio del 2015, con l'entrata in vigore delle nuove regole sulla trasparenza. La presidente del CCRE, Annemarie Jorritsma (nella foto), ha inviato a proposito una lettera aperta ai presidenti del Parlamento europeo Martin Schulz e della Commissione europea Jean-Claude Juncker nonché  al  Vice Presidente Frans Timmermans. La Presidente scrive:  “il CCRE accoglie favorevolmente l'impegno del Parlamento europeo e della Commissione teso a migliorare la trasparenza nel processo decisionale dell'UE, compreso l'uso di un registro delle lobby. Tuttavia, riteniamo che i governi locali, eletti direttamente dai cittadini europei per fornire servizi pubblici essenziali, non devono essere trattati nello stesso modo dei lobbisti commerciali e delle società multinazionali”. Per questo motivo, il CCRE chiede di escludere i governi locali e le loro associazioni rappresentative nazionali ed europee, dal registro la lobby europea. Dal 1951, continua la Presidente “il CCRE ha promosso la costruzione di un'Europa che riconosce i governi locali e regionali, essenziali per il progetto europeo. Mentre il livello di governo più vicino ai cittadini UE, i governi locali, possono aiutare l'UE a elaborare e realizzare politiche e programmi che riflettono i bisogni e le aspirazioni delle nostre comunità.  I parlamenti nazionali hanno spesso un registro lobby per disciplinare l'influenza degli interessi commerciali e aziendali, ma esso  normalmente non comprende governi democratici”. Al contrario, il registro di ingresso nell'UE accomuna i governi locali con i produttori di bevande analcoliche, case automobilistiche e altri interessi commerciali.  L'Unione europea ha bisogno di sentire la voce degli enti locali  per garantire una maggiore efficacia delle azioni. Il dialogo politico e tecnico dovrebbe essere aperto e bidirezionale, non impantanarsi nella burocrazia”.