Partecipazione e dialogo: nuovo modello per una società inclusiva

“In questi giorni abbiamo colto la ricchezza dei movimenti che operano sui territori ma soprattutto la costruttività del confronto e dello stare insieme, riaffermando una comune sensibilità per contribuire a raggiungere una società sostenibile, inclusiva, partecipativa e che rimetta l’essere umano al centro del progetto politico ed economico. Temi cari all’AICCRE, che ha nel proprio DNA la costruzione di una Europa solidale, federale e costruita dal basso”: così Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE, ha commentato gli “European days of local solidarity”,  svoltisi a Roma, presso la sede dell’Associazione, dal 14 al 18 novembre. Cinque giorni di dibattiti, proiezioni, tavole rotonde, workshop, presentazioni di lavori e di progetti di cooperazione, corner espositivi, degustazioni insieme a rappresentanti dell’economia solidale e sociale, organizzazioni del commercio equo, associazioni culturali e reti di associazioni, rappresentanti istituzionali e dell’AICCRE.  “Ci basiamo anche noi sul principio di cittadinanza attiva ed è bene che gli amministratori locali si rendano conto della ricchezza che tutte questi componenti apportano alle nostre città”. Il tema del volontariato, per esempio, è la ninfa vitale dei territori. L’AICCRE, ha proseguito la Rey,  “cerca di portare avanti queste tematiche in Europa e lo fa affermando con forza che su questi temi non devono dialogare solo gli Stati, ma soprattutto gli enti locali ed i cittadini. Viviamo, a livello europeo,  la frustrazione degli enti locali che hanno su alcuni temi deleghe e competenze ma non le risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi”. La dirigente dell’AICCRE non nasconde la propria delusione riguardo il silenzio in Italia sull’Agenda 2030:  “ci sono 17 obiettivi : tra questi lotta alla povertà, alla fame, azione per la pace, diritti umani, sostenibilità, difesa del suolo, acqua, energia, ma nel nostro Paese non se ne parla e, soprattutto, non ci si confronta. Rischiamo di perdere l’ennesima opportunità di trasformare gli ambiti cittadini in territori accoglienti e sostenibili”. Oltretutto, ha aggiunto il Segretario generale,  “in Europa ci troviamo  spesso a discutere temi di importanza vitale tra enti locali senza avere una interlocuzione nazionale, o comunque con una di quelle istituzioni che poi decideranno”.  L’AICCRE e tutte le organizzazioni che hanno partecipato agli EDLS sono realtà concrete: “se uniamo le nostre voci e ci dimostriamo propositivi, uniti e concreti e attivi su queste tematiche possiamo cercare di cambiare questa modalità carente di interlocuzione”.  Modalità di confronto e di proposte che ha invece contrassegnato la “cinque giorni” romana:  “abbiamo sperimentato in questi giorni un modello partecipativo che deve essere replicato in più ambiti: più riusciremo a coinvolgere i cittadini e a far emergere  i nostri valori di solidarietà e cambiamento più questo movimento fluido si amplierà”. Vogliamo creare buone pratiche che “possano  essere diffuse nelle città”.  Nel corso degli “EDLS” si è parlato molto di cooperazione decentrata: “L’AICCRE è interessata e sostiene la cooperazione con i Paesi terzi, convinta che partendo dal basso, con le realtà locali, si possano costruire modelli virtuosi”. Carla Rey ha dato appuntamento al prossimo anno: “pensiamo già alle prossimi edizioni degli EDLS ed a promuoverle nei territori: giornate diffuse e sperimentazioni che coinvolgano amministratori e cittadini”.  

Nella foto: Carla Rey e Massimo Renno, Presidente Associazione Botteghe del Mondo