Nel segno della speranza

In occasione della Festa dell’Europa del 9 maggio, il CCRE ha sottolineato l’esigenza di una seria riflessione sul futuro dell'Europa locale e regionale, in prospettiva "Europa 2030". Da molti anni, l'Unione europea è attraversata da molteplici crisi: economica, sociale, accoglienza dei rifugiati. Anche se i dibattiti ed il processo decisionale si svolgono al più alto livello, i governi locali e regionali sono quelli in prima linea a fronteggiare le crisi, ed è proprio a livello locale e regionale, dove l’impatto si fa sentire con maggior forza, che devono essere affrontate.

Ad esempio, sono i comuni e le regioni che affrontano concretamente l'arrivo dei rifugiati, prendendosi cura dell'organizzazione, della sistemazione, degli interpreti e dell’assistenza sanitaria. Per quanto riguarda la crisi economica, gli enti locali si trovano anche in questo caso in prima linea, sopportando gravi tagli di bilancio. Il CCRE ha pubblicato un documento su questo tema, indicando come le attuali norme del patto di stabilità e crescita richiedano una maggiore flessibilità. Come annunciato da Frédéric Vallier, segretario generale del CCRE, durante il congresso di Nicosia, il CCRE sta per preparare un “Libro Blu” contenente suggerimenti per ridisegnare un'Europa in grado di affrontare le sfide attuali, tra cui il radicalismo, la disoccupazione, i problemi ambientali o la parità di genere, solo per citarne alcuni.

 

Durante il congresso, Iñigo de la Serna, presidente del CCRE e sindaco di Santander (Spagna), e Constantinos Yiorkadjis, sindaco di Nicosia (Cipro), hanno firmato una dichiarazione congiunta, condividendo la loro visione per il futuro dell'Europa.  Le ultime parole di questa dichiarazione sono nel segno della  speranza e della determinazione per il futuro dell'Europa: "Alla domanda se l'Europa ha raggiunto un punto di non ritorno, la nostra risposta è un sonoro NO. Per il CCRE, il domani inizia oggi e siamo determinati a formare una visione locale e regionale per l'Europa nel 2030. "