L’Unione (europea) fa la forza, con l’aiuto degli enti locali

"L'Unione europea ci ha portato in un posto migliore di quello in cui sono cresciuti i nostri padri e i nostri nonni. E c'è il rischio di perdere tutto questo. Abbiamo bisogno della saggezza, del senso di responsabilità e del pragmatismo degli amministratori locali per costruire il futuro dell'Unione europea". Così ha esordito l’ Alta rappresentante dell'Unione europea  per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea  Federica Mogherini, intervenendo  al dibattito "I governi locali e regionali e l'Unione europea, i partner per promuovere la democrazia e lo sviluppo globale" organizzato alla Camera dei deputati il 24 marzo dall'AICCRE e dal CCRE, con il sostegno di Platforma, in occasione delle celebrazioni dei sessant'anni dei Trattati europei. "Siamo di fronte,  ha continuato la Mogherini, a un momento particolarmente importante della nostra storia. Abbiamo l'occasione di renderci conto di quello che rischiamo di perdere se non ci prendiamo cura di quello che abbiamo costruito". "Ma credo, ha aggiunto, che i cittadini inizino a capire la differenza tra ciò che può suonare bene in un talk show e quello che rischia di essere trasformato in una politica reale".  L’Unione europea, ha proseguito, oggi è indispensabile. Per i nostri genitori era il sogno della pace. Per la mia generazione era il lusso della mobilità, dell'euro, dell'identità europea. Oggi è indispensabile per fare fronte a un mondo sempre più complicato dinanzi al quale ognuno è più debole e perso". La dimensione dell'Unione , ha  sottolineato  la vicepresidente della Commissione europea,  “è quella minima indispensabile per fare fronte ai problemi mondiali. Usa, Cina, India, Russia, Brasile: ciascuno di questi Paesi ha la dimensione di un continente. Nessuno può affrontare le dinamiche mondiali senza questa forza. L'Unione europea resterà il più grande mercato unico del mondo, e in quanto tale può presentarsi di fronte ai suoi interlocutori mondiali che preferirebbero vederla divisa. Sarebbe bene che tutti prendessero coscienza della forza dello stare insieme". Insomma, ha precisato Mogherini, "l'Unione europea  non è perdita di sovranità, è l'unico modo di riconquistarla nel mondo di oggi". Ma per farcela "c'è bisogno di un senso di appartenenza diffusa. Sento spesso dire 'si è deciso a Bruxelles'. Ma credo che sia il momento di renderci conto che non esiste una entità distratta e lontana. L'Unione europea siamo noi. Dobbiamo sviluppare un senso di responsabilità. Quando sento dire qualcuno che dice di essere anti-europeo mi sembra una contraddizione in termini. E' come dire che un italiano è anti-italiano, o un romano anti-romano".  Al termine dell’intervento, l'Alta rappresentante Federica Mogherini ha ricevuto una targa commemorativa dell’AICCRE dal Presidente dell’Associazione Stefano  Bonaccini (foto)