CPLRE-Migranti, la ricetta italiana: accoglienza, politica comune, cooperazione

Si è svolta a Venezia (9 marzo) la riunione della commissione affari correnti del Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa (CPLRE), nella foto, che ha trattato temi importanti per i poteri locali, come le migrazioni, la lotta al radicalismo e l’estremismo violento, l’occupazione giovanile. Per quanto concerne la questione migrazioni, la rinnovata delegazione italiana del CPLRE , ha espresso il suo punto di vista: è doveroso parlare di accoglienza e anche di integrazione di  migranti e rifugiati per evitare che il fenomeno sia visto come destabilizzante e conseguentemente produrre solo un senso di paura tra la cittadinanza. Tuttavia, è necessaria una politica europea che abbia una strategia comune: infatti, gli arrivi in Italia e Grecia non sono conseguenti delle scelte dei profughi, che invece guardano a tutti i Paesi europei come destinazione finale del loro viaggio. E su questo è importante valorizzare le strategie degli enti locali che a volte hanno maggior successo delle politiche nazionali. Il Migration Compact non è uno strumento sufficiente.  È altrettanto importante, ha espresso la delegazione italiana,  focalizzare l'attenzione sulle politiche di investimento e sviluppo nei paesi da cui si  migra.  La delegazione italiana alla prossima plenaria del CPLRE produrrà degli emendamenti alla risoluzione che verrà votata, per arricchirla e renderla più incisiva. Ricordiamo che la delegazione italiana del CPLRE, il cui segretariato è gestito dall’AICCRE, si è insediata nello scorso ottobre.  La riunione di Venezia sta usufruendo del patrocinio dalla Città di Venezia, delle associazioni italiane delle autonomie locali e di Intesa San Paolo.  La commissione per gli affari correnti del CPLRE è incaricato di studiare il ruolo degli enti locali e regionali per quanto riguarda le grandi sfide della nostra società e preparare i lavori sulle questioni tematiche quali la coesione sociale, l'istruzione, la cultura e lo sviluppo sostenibile dal punto di vista del Consiglio dei valori fondamentali dell'Europa.