Category Archives: Notizie dall’Europa

Politica di coesione, Commissione: “l’attuazione procede speditamente”

Per quanto riguarda l'attuazione della politica di coesione attraverso i cinque fondi europei strutturali e di investimento nel corso dell'attuale periodo finanziario 2014 -2020, il 2016 è stato un anno di svolta. Lo rivela la Commissione europea attraverso un suo comunicato stampa. Il tasso di selezione delle operazioni registrato l'anno scorso è significativamente aumentato, passando dall'8% al 28% degli stanziamenti della politica di coesione. I dati rivelano che l'accelerazione degli investimenti è stata particolarmente marcata verso la fine del 2016. Se si include il cofinanziamento nazionale, sono già stati investiti 176 miliardi di Euro in tutte le 263 regioni dell'UE attraverso la politica di coesione. Contemporaneamente, la Commissione lancia oggi una versione aggiornata della piattaforma di dati aperti (Open Data). Il sito fornisce dati sui finanziamenti e sui risultati della politica di coesione per il periodo 2014-2020. Adesso è aggiornato al dicembre 2016 ed è stata migliorata la visualizzazione dei progressi in base al Fondo, allo Stato membro e al programma.

Rifugiati non accompagnati, PE: “creare ambiente sicuro”

Durante il recente dibattito con il Commissario europeo Dimitris Avramopoulos sulla scomparsa dei bambini migranti in Europa, il Parlamento europeo ha chiesto la creazione di un ambiente sicuro per i bambini rifugiati non accompagnati, grazie ad esempio alla nomina immediata dei tutori a cui affidarli, a una hotline per le informazioni urgenti e a una maggiore cooperazione transfrontaliera. Il PE ha anche discusso di come rendere più facile il ritrovamento i bambini, per esempio scattando foto o prendendo le impronte digitali e hanno sottolineato che la lotta contro i criminali che li sfruttano deve essere intensificata. Si teme che alcuni di questi bambini siano sfruttati sessualmente da bande criminali o costretti a mendicare e a commettere crimini. Altri possono essere scomparsi durante la ricerca delle loro famiglie in altri Paesi dell'UE, anche a causa delle complicate procedure di asilo o della detenzione nei centri di accoglienza. Circa 10.000 bambini rifugiati non accompagnati sono scomparsi dopo l’arrivo in Europa nel 2016, secondo le stime di Europol.

 

Richiedenti asilo: allarme minori

È stato recentemente pubblicato dal Consiglio d’Europa un nuovo rapporto sull’azione condotta per proteggere dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali i minori colpiti dalla crisi. Tra i principali problemi riscontrati, si rilevano l’incompletezza dei dati raccolti, le condizioni inadeguate di accoglienza, le difficoltà incontrate per l’accertamento dell’età reale e per l’identificazione delle vittime.  Pur non essendo disponibili dati aggregati sul numero complessivo dei minori colpiti dalla crisi dei rifugiati in Europa, l’ENOC, la Rete europea dei garanti per l’infanzia, stima che nel 2015 almeno 337.000 minorenni siano stati registrati come richiedenti asilo, tra cui 88.300 bambini non accompagnati. Gli Stati considerati nell’indagine incontrano difficoltà molto maggiori a fornire dati o stime sul numero di bambini che non hanno chiesto asilo.  Come riscontrato per il numero di vittime di abuso sessuale o sfruttamento, soltanto un numero molto ridotto  dei 41 paesi coinvolti nell’indagine è stato in grado di fornire delle cifre, mentre altri hanno indicato che non c’erano segnalazioni di casi di vittime o che non esistevano dati per confermarlo.

Digitalizzazione: male l’Italia

La Commissione europea ha pubblicato i risultati dell'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) del 2017, uno strumento che illustra la prestazione dei 28 Stati membri in una varietà di settori che vanno dalla connettività e le competenze digitali alla digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici.  Dall'indice del 2017 si evince che l'UE registra dei progressi, ma il divario tra i paesi all'avanguardia nel digitale e i paesi che registrano le prestazioni meno soddisfacenti è ancora troppo ampio. Sono necessari sforzi e investimenti aggiuntivi per sfruttare al meglio il mercato unico digitale. l'Italia è al 25esimo posto. Per quanto riguarda l'utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e l'erogazione di servizi pubblici online, l'Italia si avvicina alla media. Rispetto all'anno scorso ha fatto progressi in materia di connettività, in particolare grazie al miglioramento dell'accesso alle reti NGA. Tuttavia, gli scarsi risultati in termini di competenze digitali rischiano di frenare l'ulteriore sviluppo dell'economia e della società digitali (clicca qui per il report sul nostro Paese) Nel complesso l'UE ha compiuto progressi e migliorato la sua prestazione digitale di 3 punti percentuali rispetto all'anno scorso, ma i progressi potrebbero essere più rapidi e la situazione varia da uno Stato membro all'altro (il divario digitale tra il primo e l'ultimo classificato è 37 punti percentuali, rispetto a 36 p.p. nel 2014). Danimarca, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi rimangono in testa alla classifica del DESI di quest'anno, seguiti da Lussemburgo, Belgio, Regno Unito, Irlanda, Estonia e Austria. I 3 paesi più digitalizzati dell'UE sono anche in testa alla classifica mondiale, superando la Corea del Sud, il Giappone e gli Stati Uniti. La Slovacchia e la Slovenia sono i paesi dell'UE che hanno registrato i maggiori progressi. Nonostante alcuni miglioramenti, vari Stati membri, tra cui Polonia, Croazia, Italia, Grecia, Bulgaria e Romania, sono ancora in ritardo in termini di sviluppo digitale rispetto alla media dell'Unione. 

Volontari dell’Unione: assistenza tecnica alle organizzazioni

L’obiettivo del presente invito è rafforzare le capacità delle organizzazioni di invio e d’accoglienza intenzionate a partecipare all’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario e garantire la conformità alle norme e alle procedure relative ai candidati volontari e ai volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario al fine di richiedere la certificazione necessaria per la mobilitazione dei volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario.  La disponibilità di bilancio complessiva destinata al cofinanziamento dei progetti è stimata pari a 7 607 000 EUR. L’importo massimo della sovvenzione è di 700 000 EUR. L’importo di ogni sovvenzione è compreso tra 100 000 EUR e 700 000 EUR. L’Agenzia prevede di finanziare 22 proposte.  Le domande di sovvenzione devono essere redatte in una delle lingue ufficiali dell’UE, utilizzando il modulo elettronico (eForm) appositamente predisposto a tale scopo.  Le candidature devono rispettare le disposizioni di cui alle pertinenti linee guida ed essere presentate utilizzando il modulo elettronico predisposto e contenere tutti gli allegati richiesti. I suddetti documenti sono reperibili al seguente indirizzo Internet: https://eacea.ec.europa.eu/eu-aid-volunteers/funding_en

Volontari dell’Unione: progetti a sostegno dell’aiuto umanitario nei paesi terzi

Il presente invito ha come obiettivo il finanziamento di progetti che comportano la mobilitazione di Volontari dell’Unione europea per l’aiuto umanitario. Tali progetti contribuiranno a rafforzare la capacità dell’Unione di fornire aiuti umanitari in base alle esigenze, volti a rafforzare la capacità e la resilienza delle comunità vulnerabili e colpite da catastrofi in paesi terzi, concentrandosi sulla preparazione in caso di tali eventi, sulla riduzione del relativo rischio e sul miglioramento del collegamento tra le attività di soccorso, riabilitazione e sviluppo. Inoltre, tali progetti possono altresì rafforzare le capacità di attuazione delle organizzazioni di invio e di accoglienza che partecipano o intendono partecipare all’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario, anche nell’ambito di strumenti e metodi di allarme rapido in relazione a catastrofi. Tutti i candidati che presentano proposte nell’ambito del presente invito e operano in qualità di organizzazioni di invio o di accoglienza devono essere certificati ai sensi dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario. Clicca qui per maggiori informazioni in merito al meccanismo di certificazione 

“Digital day” a Roma il 23 marzo

Il “Digital day”, organizzato a Roma il 23 marzo nel quadro delle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma, è un evento mirato a mettere in risalto le sfide digitali dell’Europa e il ruolo crescente del digitale nella vita quotidiana degli europei, la loro economia, la società. L’iniziativa, organizzata dalla Commissione europea e il Governo italiano, in collaborazione con la Presidenza maltese dell’UE, vedrà riuniti Ministri, rappresentanti di alto livello e stakeholder chiave. L’evento sarà incentrato su quattro diverse sessioni: l’Europa come protagonista nell’informatica di alto livello;  Digitalizzare l’industria europea;  Verso una mobilità connessa e automatizzata; L’impatto della trasformazione digitale sull’occupazione e le competenze.  Approfondisci.

 

Populismo: come contrastarlo?

Il Forum mondiale per la democrazia (WFD) 2017 si svolgerà  a Strasburgo dall’ 8 al 10 novembre prossimi. Lo rende noto il sito del CPLRE (Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa).  In questa edizione si discuterà intorno al tema del populismo: quale  ruolo dei partiti politici e dei media e come contrastarlo.  Sono invitati a partecipare enti pubblici e privati, così come le autorità locali e regionali di tutto il mondo.  Approfondisci

Online nuovo numero de “L’Unità europea”

E' disponibile gratuitamente online il nuovo numero de “L'Unità europea”, il periodico del Movimento Federalista Europeo (MFE). Il Direttore Antonio Longo ne accompagna l'uscita con questo breve pezzo di presentazione:  "I nodi hanno già aggrovigliato il pettine. La crisi della politica nazionale è sotto gli occhi anche dei ciechi. In Italia prosegue la frantumazione del sistema politico e dalla società emergono spinte corporative sempre più forti, cavalcate demagogicamente da una politica che oramai vive alla giornata (…).  

CCRE: “semplificare i fondi europei”

"Attualmente ci sono troppi livelli di gestione dei fondi strutturali, troppe sovrapposizioni, troppi strumenti e fondi". Così il rappresentante del CCRE Serafin Pazos Vidal durante il recente dibattito sul futuro della politica di coesione dopo il 2020 organizzato A Bruxelles dal Commissario europeo per la politica regionale, Corina Creţu.  L’evento ha riunito i rappresentanti delle associazioni degli enti locali con sede nella capitale belga. Il CCRE, attraverso il suo rappresentante, ha chiesto ha chiesto al Commissario che siano cambiate strutture ed obiettivi attuali per semplificare l'accesso e l'utilizzo dei fondi europei. Il Commissario Creţu  ha risposto che la Commissione europea ha “già alcune idee per riformare la politica di coesione nel senso di legarla alla riforme strutturali dei singoli Paesi" e che "la semplificazione sarà al centro della nostra politica."