2018, l’anno del patrimonio culturale

Promuovere la diversità culturale, il dialogo interculturale e la coesione sociale; evidenziare il contributo economico offerto dal patrimonio culturale ai settori culturale e creativo, compreso per le piccole e medie imprese, e allo sviluppo locale e regionale; sottolineare il ruolo del patrimonio culturale nelle relazioni esterne dell’UE, inclusa la prevenzione dei conflitti, la riconciliazione postbellica e la ricostruzione del patrimonio culturale distrutto: sono questi i principali obiettivi dell’Anno europeo del patrimonio culturale, proclamato per il 2018 e che beneficerà di uno stanziamento di 8 milioni di euro: 4 saranno erogati dal programma Europa Creativa e gli altri 4 da altri programmi UE quali Erasmus Plus, Horizon 2020 ed Europa dei Cittadini che parteciperanno con bandi dedicati. Gli Stati membri nomineranno dei coordinatori nazionali per promuovere le iniziative dirette nel proprio paese e raccordarsi con quelle “bandiera” promosse dalla Commissione. Per l’Italia, il coordinamento è presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.  Sito Anno europeo patrimonio culturale.

Forum coesione: ecco la VII edizione

Il Settimo forum sulla coesione, che si terrà il 26 e il 27 giugno 2017 a Bruxelles, è un evento politico di ampia portata organizzato ogni tre anni, cui partecipano più di 700 persone tra cui rappresentanti di alto livello delle istituzioni europee, dei governi centrali, rappresentanti regionali e locali, partner economici e sociali, ONG e universitari. Il Forum includerà anche altri discorsi programmatici, tre dibattiti aperti e tre workshop paralleli su questioni cruciali concernenti il​futuro dell’Europa e dei Fondi strutturali e di investimento europei.  L’evento sarà la base da cui partire per la preparazione del quadro post-2020 relativo ai Fondi strutturali e di investimento europei. Scrivono gli organizzatori: “la politica di coesione deve riflettere sulla difficile sfida di un’economia europea più inclusiva, competitiva e resiliente e deve affrontare le questioni sollevate dal Libro bianco sul futuro dell’Europa  che tratta del valore aggiunto delle politiche dell’UE, della sussidiarietà e del divario tra promesse e risultati.  Il forum offre un’opportunità unica che permetterà ai politici, ai soggetti interessati e ai professionisti di discutere di come le politiche dell’UE possano migliorare le condizioni di vita e le opportunità di tutti i cittadini europei, in un contesto di globalizzazione, cambiamento tecnologico e crescenti disuguaglianze”. Approfondisci

L’integrazione, in concreto…

In concomitanza con la Giornata mondiale del rifugiato indetta dall’ONU, la Commissione europea ha lanciato lo strumento europeo per il riconoscimento delle competenze (Skills Profile Tool) per i cittadini di paesi terzi. Si tratta di un web editor utilizzabile on line e off line che permetterà a quanti non sono cittadini dell’UE di presentare le proprie competenze, qualifiche ed esperienze in modo da renderle immediatamente comprensibili ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle organizzazioni che si occupano di migranti in tutta l’Unione europea.  Approfondisci

 

Uomini e donne: ridurre gap pensionistico

Secondo Il Parlamento europeo,  la diseguaglianza di genere nel lavoro e nei salari deve essere affrontata in maniera più adeguata, anche al fine di prevenire il divario pensionistico tra uomini e donne che nell’UE sfiora il 40%. Per questo il Parlamento ha recentemente  votato mercoledì una serie di proposte.  Nel 2015, il gap pensionistico di genere era al 38,3% nell’UE e nel corso degli ultimi cinque anni è aumentato, per le persone con più di 65 anni, in metà degli Stati membri.  Tra le proposte: incentivi alle donne per lavorare più a lungo e con interruzioni di carriera più brevi; crediti di assistenza per maternità, paternità, congedo parentale o assistenza di altri familiari; rispetto del principio di parità retributiva a parità di lavoro.

 

 

Terremoto: 1,2 miliardi per l’Italia

La Commissione europea ha proposto di mobilitare 1,2 miliardi di euro a titolo del Fondo di solidarietà dell’UE a seguito dei terremoti che hanno colpito l’Italia centrale nel 2016 e nel 2017. “Si tratta della somma più alta mai stanziata in un’unica tranche”, riferisce il comunicato stampa della Commissione. Il Fondo di solidarietà sosterrà le operazioni di ricostruzione e la ripresa dell’attività economica nelle regioni colpite. Il denaro può essere impiegato anche per coprire i costi dei sevizi di emergenza, degli alloggi temporanei, delle operazioni di risanamento e delle misure di protezione del patrimonio culturale, in modo da alleviare l’onere economico già sostenuto dalle autorità italiane. Una prima tranche di aiuti per un valore di 30 milioni di euro è già stata erogata nel dicembre 2016. L’importo proposto deve ora essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Ricordiamo che  Il Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE) offre agli Stati membri dell’UE e ai paesi in via di adesione sostegno finanziario in seguito a catastrofi naturali, a livello nazionale o regionale. Dalla creazione del FSUE nel 2002, l’Italia ne è stata la maggiore beneficiaria, con oltre 1,3 miliardi di euro mobilitati tra il 2003 e il 2014.