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GIUSTIZIA IN RETE

Nasce l’”Osservatorio su Comunicazione e Giustizia Minorile” in Liguria. Verrengia: ’’presto diventerà un’azione nazionale con la firma di un Protocollo d’Intesa per il trasferimento dell’esperienza in tutte le regioni’’

Sensibilizzare i giornalisti e le giornaliste ad un corretta informazione, promuovere campagne di comunicazione sociale sul tema dei minori coinvolti in procedimenti penali. Con questo obiettivo è stato istituito recentemente l’”Osservatorio  su Comunicazione e Giustizia Minorile” in Liguria che presto diventerà un’azione  nazionale con la firma di un Protocollo d’Intesa per il trasferimento dell’esperienza in tutte le regioni.
L’idea, proposta da Serenella Pesarin  (Dirigente generale della direzione generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari), è stata accolta e rilanciata dal Segretario Generale aggiunto dell’AICCRE Emilio Verrengia .
 L’iniziativa si pone come  la prosecuzione del progetto di comunicazione sociale “Oltre la discriminazione” promosso dal Dipartimento per la Giustizia Minorile;  attuato da AICCRE, Istituto Don Calabria e IPRS e co-finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno.
“Per un’ efficace sensibilizzazione – ha spiegato Verrengia nel corso della Tavola rotonda che si è tenuta a Genova - si è anche avviata un’azione specifica con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana per approfondire lo specifico ruolo dei media sul tema della Giustizia Minorile e minori stranieri”.
Con l’Fnsi e l’Odg, infatti, i promotori e i partner del progetto hanno prima redatto le “Linee guida” per i media sul tema e poi avviato la sperimentazione di questo primo Osservatorio.
“Ora, insieme al Dipartimento Giustizia minorile, ai nostri partner, all’Fnsi e all’Odg – ha detto Verrengia – siamo pronti a firmare un Protocollo d’Intesa a livello Nazionale affinchè ogni regione disponga di questo strumento che facilita i processi di comprensione dei fenomeni sociali nei territori”-
Il tal senso Verrengia ha assicurato il proseguimento dell’impegno dell’AICCRE nella  costruzione ed animazione di reti interistituzionali in materia di giustizia minorile. Un’attività che rientra nella più vasta Area sociale dell’Associazione di cui è responsabile Carla Olivieri.
“Questo Osservatorio – ha spiegato Pesarin – si sta costituendo in Liguria, Val d’Aosta e Piemonte e sarebbe auspicabile se divenisse una realtà a livello nazionale”.
“ Se pensiamo che ci sono 30 mila ragazzi nel circuito penale – ha spiegato-  i dati sono allarmanti anche perché accanto alle vecchie povertà,ci sono  nuove realtà complesse come quella degli stranieri. Il disagio diventa crescente”.
Per questo è così importante la correttezza della comunicazione. “Spesso – ha denunciato Pesarin -  non vengono rispettati  i principi i della carta di Treviso e i principi della dignità umana”.  Dunque serve “un richiamo ad una alleanza” con le associazioni di categoria e le varie realtà nei territori anche per non aumentare “il senso di paura che già è diffuso” al fine di rappresentare quello che avviene”, anche la riabilitazione dei minori che delinquono. L’Osservatorio è  l’esplicazione di una rete “non più autoreferenziale”, ha concluso Pesarin.
Ne è convinto anche Franco Siddi, Segretario della Federazione Nazionale Stampa Italiana che, a margine della tavola rotonda ha spiegato che l’Osservatorio “è uno strumento per migliorare la credibilità dell’informazione; un’azione di responsabilità supplementare nei confronti dei minori, a volte stranieri”. Persone vulnerabili che devono “essere trattate con grande attenzione avendo particolarmente a cuore la dignità  a prescindere dalla condizione  in cui versano o dalla razza o dalla realtà sociale. Questo osservatorio intercetta, dunque, i valori “della Carta di Treviso e della Carta di Roma”, ha precisato Siddi.
Il Segretario dell’Fnsi ha tenuto a sottolineare che “l’informazione non deve vivere di censure né autocensurarsi ma deve rendere noti i fatti di interesse pubblico con la cura che la deontologia impone”. Bisogna “evitare luoghi comuni e  aiutare la comprensione anche di fenomeni complessi”, ha aggiunto Siddi anche perché “dietro le notizie , anche dietro la più brutta c’è una persona con una sua dignità”.  Si tratta di un’operazione che “aiuta ad arricchire il bagaglio deontologico” andando oltre il pericolo “dell’autoreferenzialità, sollecitando la cooperazione tra associazioni di categoria, enti locali, ministeri”.
Siddi ha anche ricordato la redazione delle “Linee guida” sul tema e ha sottolineato che sebbene “una parte della categoria sia refrattaria, noi non per questo ci fermiamo. Andremo – ha assicurato – anche nelle redazioni di periferie, oltre che nelle scuole di giornalismo per richiamare ad una maggiore responsabilità sociale”. Sono “processi di lungo periodo ma anche a breve termine qualche risultato si ottiene”, ha concluso.
“Vorrei premettere che questo osservatorio non è né contro i giornalisti e né contro i magistrati. E’ un punto di incontro tra tutti gli enti affinchè si abbia una migliore cognizione del fenomeno della giustizia minorile”.
Così il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria Attilio Lugli che ha raccontato di cosa di occuperà l’osservatorio in concreto “analizzeremo i fatti che vengono pubblicati sulla stampa e  vedremo se c’è stata una corretta informazione”. Inoltre  l’osservatorio sarà teso ad “informare i colleghi su quello che è il panorama della giustizia minorile. Non bisogna  avere paura del minore che delinque” bensì è giusto anche a livello dell’informazione  e della comunicazione, agevolare le condizioni per “la sua integrazione nella società”, ha sostenuto Lugli.
E se le routine produttive frenetiche dell’informazione non si lasceranno sensibilizzare? “Io non credo  - ha risposto - perché c’è un Ordine che vigila: non siamo poliziotti ma quando veniamo a conoscenza di fatti rilevanti esautoriamo i colleghi, non abbiamo restrizioni mentali”. Nel contempo dobbiamo anche chiedere un maggiore sforzo alle fonti  “in particolare  - ha concluso - alle forze dell’ordine e della Magistratura affinché anche loro non diffondano particolari lesivi della dignità del minore e contrari ai principi della Carta di Treviso”.

 







Bilbao, 20-22 maggio 2010


















 
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